#maschilismo
Explore tagged Tumblr posts
Text
Ottima lettura del patriarcato dove prima di tutto si parla di neutralità come condizione sociale auto distruttiva. Sono quelli che chiamo inetti e falsi spirituali. Coloro che non prendono posizione o la sottovalutano in momenti di profondi cambiamenti collettivi.
#patriarcato#uomini#donne#relazioni#zombie#società#società malata#svegliatevi#discernimento#inetti#falsi spirituali#illusioni#scuse#ego#maschilismo#femminismo#distorsioni#responsabilità#scegliere#aprite gli occhi#sistema#manipolazioni#verità#schiavi#rincoglioniti
93 notes
·
View notes
Text
Come donne, viviamo in una società basata e costruita nei millenni attorno ad un solo fattore: come permettere al meglio ad un uomo di poter "svuotare il suo liquido seminale su una donna".
Dalla religione, al vestiario, al trucco, dai giochi alle storie per bambine, all'acconciatura, all'educazione familiare, scolastica, parrocchiale, alle norme costituzionali... esiste una continua manipolazione maschile che dice "Tu, donna, sei solo un oggetto per un uomo e questo solo devi essere".
#patriarcato#maschilismo#manipolazione#donne#vivere#società#uomo#liquido seminale#religione#vestiario#trucco#giochi#storie#storie per bambine#acconciatura#educazione familiare#educazione scolastica#famiglia#scuola#parrocchia#educazione parrocchiale#norme#norme costituzionali#Costituzione#Costituzione Italiana#Italia#manipolazione maschile#donna#donna oggetto#oggetto
11 notes
·
View notes
Text
Le faccende domestiche, possono farle anche gli uomini: non gli casca il pisello! " ✔️
14 notes
·
View notes
Text
Omofobia, xenofobia, misoginia, maschilismo, razzismo, non rientrano nella libertà di espressione, ma sono fenomeni di odio irrazionale fomentato dalla religione.
La religione è solo ignoranza: un'ignoranza grassa che fomenta l'odio sociale non tollerabile.
L'ateismo è una dichiarazione di amore per la vita, ma non nel senso stretto utilitaristico che intende la Onlus Pro-Vita per fare cassa: se ci piacesse come atei vegetare insieme agli altri, ci trovereste fra i banchi della messa o dentro una moschea o in qualche santuario dove promettono a dei malati disperati che l'acqua di una fonte su cui vigila una statua della madonna potrà rimetterli in piedi.
Cosa c'è di più patriarcale, di più maschilista, di più misogino di una religione nella quale solo gli uomini possono celebrare l'eucaristia? O diventare Papa? Stare lontanissime, come donne, da questi luoghi marci (soprattutto richiedendo di essere sbattezzate) è un passo importante non solo per noi stesse (per togliere dalla mente convinzioni errate su ruoli maschili e ruoli femminili), ma tutela anche le altre donne nell'idea di raggiungere un Paese anche per donne e non solo per uomini.
9 notes
·
View notes
Text
In Italia, la realtà patriarcale è radicata e si manifesta attraverso vari aspetti della società, inclusi i legami tra la chiesa cattolica e lo Stato: questa connessione contribuisce storicamente a mantenere norme e valori che favoriscono solo una visione maschilista della società; le donne vengono lasciate a dover proteggere se stesse da abusi e discriminazioni, in un contesto in cui le istituzioni non offrono il supporto necessario.
#Non è un Paese per donne#Italia#principe azzurro#realtà patriarcale#patriarcato#chiesa cattolica#misoginia#maschilismo#Stato Italiano patriarcale#norme costituzionali#prevenzione da abusi#istituzioni#supporto#discriminazione#donna
5 notes
·
View notes
Text
Ho due figli maschi. Stanno per diventare uomini, l’età è pressappoco quella.
Credo che le parole siano importanti, ecco perché con loro uso spesso "rispetto", "preziose", "magia", "luce" e "forza" quando si parla di ragazze. Le donne non sono solo un riflesso della nostra esistenza: sono la radice, il cielo, il battito che dà senso al tempo. Sono loro a portare la vita, a tessere con fili invisibili il destino di ognuno di noi, a illuminare con un sorriso anche le ombre più oscure.
Eppure, le notizie di cronaca sembrano sempre portare indietro, nel tempo dell’oblio, le lancette. Un altro femminicidio, un altro nome, un altro grido soffocato. E io mi chiedo dove abbiamo fallito? Sta a loro, ai miei ragazzi, far sì che queste lancette corrano avanti, senza fermarsi mai, verso un tempo in cui l’intelligenza artificiale può avanzare, ma quella umana non si eclissi, non si perda nel buio di un’indifferenza che uccide più di qualsiasi arma.
Ho letto i commenti di molti maschi, non uomini, sotto l’ultimo caso di cronaca. Parole che pesano come macigni, che feriscono più di quanto si possa immaginare. In quei momenti, vorrei che sparissimo come genere, che ci dissolvessimo per lasciare spazio a un mondo più giusto. Ma poi penso a chi, da vero uomo, ha dato la propria vita per una donna. Che l'ha rispettata fino all'ultimo respiro e che ha reso degna di essere vissuta un'esistenza. Penso a chi ha saputo vedere in lei non un oggetto, non una proprietà, ma un universo intero, fatto di sogni, di forza, di bellezza indomabile. E allora ci ripenso.
Le donne sono la poesia che il mondo non sa ancora leggere. Sono il coraggio che si alza ogni mattina, anche quando tutto intorno crolla. Sono la voce che canta nonostante il silenzio, la mano che accarezza anche dopo aver ricevuto schiaffi. Sono la luce che non si spegne, nemmeno quando il buio sembra vincere.
Ai miei figli insegno questo una donna non si tocca, non si ferisce, non si spegne. Una donna si ama, si protegge, si onora. Perché senza di loro, noi non siamo nulla. E se un giorno il mondo sarà migliore, sarà perché loro, le donne, avranno trovato accanto uomini veri, capaci di camminare al loro fianco, non davanti, non dietro, ma insieme.
Che le lancette del tempo corrano, figli miei. E che voi siate il vento che le spinge avanti. Per loro. Per noi. Per un futuro che non debba più piangere. Credo che se dovessi rinascere, tornando a nuova vita, rinascerei donna. Credo.
5 notes
·
View notes
Text
Ieri a lavoro ho visto uno dei capo reparto contendersi uno scaffalista con chi dirige le casse: a entrambi serviva la disponibilità del giovanissimo neoassunto, a l'uno per caricare della merce, all'altro per supportare le cassiere con controlli prezzi, reso merce e tutto il bailame del servizio al cliente. Può capitare una simile dinamica, ma l'eccezionalità era l'aggressività e le motivazioni con il quale il primo sosteneva un diritto di prelazione sul giovane: in particolare sosteneva che il ragazzo non avrebbe dovuto entrare in cassa "perché uomo e l'uomo deve caricare."
Ecco, dovete sapere che nella grande distribuzione la maggioranza della forza lavoro è femminile: ciò, ovviamente a causa del fatto che solitamente la manodopera femminile accede a lavori meno qualificati con più facilità. All'alta percentuale di donne assunte, però, non corrisponde una medesima proporzione di donne in posizioni di responsabilità; in più, la nostra è una azienda notoriamente maschilista e uno dei modi per costatarlo con più facilità è proprio osservare la divisione dei carichi di lavoro così come è progettata da responsabili assunti venti anni fa: l'uomo deve caricare, la donna stare in cassa. Questo comporta notevoli privilegi per i primi, seppur privilegi da schiavo: lavorare in una posizione meno stressante e con fasce orarie più favorevoli.
Eh, ma l'uomo è più portato per i lavori faticosi...
Non è vero: nei discount, dove ho lavorato per anni, le donne e gli uomini svolgono le medesime mansioni, lavorano la medesima merce. Come è possibile, allora, che nei grandi ipermercati diventi automaticamente impossibile conciliare un lavoro da magazziniere con il possesso di una vagina?
5 notes
·
View notes
Text

Imane Khelif ha vinto l'oro olimpico e ha rinfacciato tutto l'odio dei fascisti, misogini, bulli e omofobi.
17 notes
·
View notes
Text
Era un bel posto (seconda crepa)
link al primo episodio
Ero in macchina con un collega, alcune volte anche il mio solitario lavoro necessita di una mano in più, quindi 3 mani, -coglione non fa ridere- disse la mia percezione.
Girovagando tra un controllo e un altro ci trovammo vicino al “bel posto”, era giusto il momento di prendersi un caffè ristoratore, una piccola pausa per riprendere fiato.
Entrammo, la percezione di aver commesso un errore mi prese per mano e mi sussurrò ad un orecchio, -hai fatto una cazzata ata ata ta ta-, la mia percezione ama essere plateale.
Mi ero dimenticato che il mio “accettabile” collega in presenza di una barista si trasformava in un rompicoglioni porco bavoso, ma dentro di me speravo di essere in errore. Speravo che questa volta avesse la decenza di non fare o dire nulla, il disagio mi premeva sullo sterno.
Ordiniamo due caffè, il collega è ancora silente...”cosa stara rimuginando”, “ magari questa volta non avrà intenzione di dire nulla”. Ancora silenzio, non so se esserne preoccupato o sollevato.
La barista posa le tazzine sul bancone, ancora silenzio.
Cominciamo a sorseggiare il caffè, il silenzio diventa materico.
Il collega posa la tazzina sul bancone ed esclama “che buon caffè”
(siamo ancora nell’ambito della decenza e poi qui il caffè è veramente buono)
“e poi gustarlo in un così bel posto”
- allarme rosso, Emz pensa qualcosa Emz pensa qualcosa -
“e poi anche queste tazzine sono molto particolari”
- Emz, ci siamo, fingi uno svenimento-
(coscienza cosa è che dovrei fare?)
- svieni! Coglione! -
“è piacevole fermarsi in un posto così bello”
- defcon 1, defcon1, emz fa’ qualcosa -
“e poi dovo dire che la barista è la cosa più bella qua dentro”
- ormai è tardi...coglione -
(cosce’ ma io non sapevo che fa’, come lo fermo uno così?)
E lì, lì, la barista esplose. Qualcosa dentro di lei si ruppe, afferro la bottiglia azzurra del gin e la fece sbattere contro quella del rum, “anche questa bottiglia è bella”, ne afferro un altra e facendola scivolare sul bancone degli alcolici la schianto contro un’altra” guarda quanto è bella quest’altra”. Le bottiglie cozzavano in maniera pericolosa mentre la sua mano tremava, la voce era diventata stridula, il volto sembrava stravolto. Quel coglione del mio collega continuava a fare degli apprezzamenti e io continuavo a non sapere cosa fare. Mi era chiaro che lei volesse spaccare una bottiglia, voleva ferirsi, meglio una mano squarciata e disinfettata dal whishy che continuare a subire quella violenza.
Uscii e misi in moto la macchina, il collega non automunito dovette seguirmi.
Mi vergognavo ed ero incazzato con me per non aver saputo evitare lo scempio, non sapevo come poter porre rimedio, non sapevo come evitarlo in futuro, sapevo solamente una cosa, sapevo che quella era la seconda crepa.
3 notes
·
View notes
Text

18 notes
·
View notes
Text
Niente è dovuto⤷
È più che giusto che una donna esibisca il proprio corpo in pubblico anche in atti sessuali per il puro piacere maschile, ma deve essere a pagamento: farlo a gratis non va bene, perché alimenta l'idea che agli uomini sia concesso tutto: alimenta il patriarcato, con le sue connotazioni tossiche come violenza, stupro e femminicidio.
Il dover pagare per un servizio, come il vedere la foto del viso di una utente donna su un social, condiziona l'interessato nel comprendere che niente è dovuto.

#donna#esibire#corpo#proprio corpo#pagamento#patriarcato#tossico#maschilismo#misoginia#violenza#niente è dovuto#𝕸𝖎𝖈𝖍𝖊𝖑𝖑𝖊 ♡
4 notes
·
View notes
Text
- Come ti sei trovato da italiano cattolico, in Iran? - Benissimo: per me non è cambiato nulla; anche in Italia posso uccidere una donna e trasformarmi in vittima, in un "caso singolare", grazie alla grande penna di Massimo Gramellini sul Corriere della Sera. Se mi uccidono una figlia, invece, vendo libri e apro una Onlus fingendomi femminista... Ah, no, scusami, una cosa è cambiata: non serve che compri vestiti a mia moglie, perché usa direttamente le lenzuola del letto
- Accidenti: un vero angelo del focolare! Che bel Paese l'Iran! - No, al focolare non posso farla avvicinare, tranne se va via la luce e mi serve una torcia a portata di mano
#women in male fields#Iran#italiano#italiano cattolico#cattolico#uomo#uomo cattolico#maschilismo#misoginia#Italia#femminismo#femminista#lenzuola#letto#angelo del focolare#torcia umana
9 notes
·
View notes
Text

Meglio essere la moglie di uno stupratore o una moglie cornuta?
A quanto pare queste sue hanno optato per la seconda opzione.
Lo schifo vero.
13 notes
·
View notes
Text
I 𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗶 (uomini maschilisti) sono "meravigliosi": quando non riescono ad averti, automaticamente, diventi 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜.
È decisamente sgradevole la sensazione di piacere a qualcuno che non ti ritenga una "donna degna" poiché non incarni in alcun modo il prototipo maschilista della "brava ragazza intelligente": la "brava ragazza" che modera termini, opinioni, riflessioni, espressioni; i maschi tossici qualora tu non ti subordini tentano di farti sentire come una persona bella ma infetta: un fenomeno guardato, amato moltissimo, ma tenuto a debita distanza come donna portatrice d'una mortale contaminazione.
Il termine "misandria" è stato coniato dagli uomini solo sgradevoli: cioè da uomini pessimi da ogni punto di vista che non si rassegnano in alcun modo che il loro essere soli ed emarginati dalle donne dipende solo da loro stessi e non da fattori esterni.
Un uomo che risulti sgradevole a più donne può cambiare questa sua realtà modificando se stesso e non la società attorno, perché è questo il tipo di atteggiamento costruttivo che denota un soggetto davvero maturo; il ritenere che il mondo femminile debba occuparsi di uomini che non riescono a trovare una compagna poiché non sanno rapportarsi con gli altri in modo adeguato è ciò che caratterizza un maschio tossico.
Se alcuni uomini ci giudicano come donne con le quali non è possibile costruire una famiglia o farci neanche una storia (questo accade soprattutto nelle piccole realtà di paese, in Italia), dobbiamo solo che considerarci felici di questo!: non c'è niente di negativo in tale fattore, anzi, ma è un'occasione felice da prendere al balzo.
L'etichetta sociale indica in realtà buona qualità: gli uomini tossici vogliono solo donne insipide, senza nessun tipo di amor proprio e amore per gli altri.
Per eliminare i chili di troppo, vanno tolti via gli stronzi e non i carboidrati ✔️
Nel momento in cui più donne contemporaneamente si emancipano dalla sottomissione maschile, i maschi tossici sentono vacillare le sicurezze garantite da una società/Stato patriarcale, diventando aggressivi nei confronti di tutte le donne che per essi rappresentano il 𝘤𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘦𝘴𝘦𝘮𝘱𝘪𝘰, temendo che le altre donne ancora insicure vengano 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘮𝘪𝘯𝘢𝘵𝘦 dall'autodeterminazione.
Come reagire? Vanno ignorati: devono sentirsi totalmente trasparenti; vanno sospinti verso il totale isolamento meritato.
3 notes
·
View notes
Text
Viviamo in un mondo prettamente maschilista: spesso e volentieri, come donne, dobbiamo tirare fuori il doppio dell'energia e dimostrare, continuamente, di essere persone capaci: quando si tratta di una ragazza, io non ne critico la naturale ingenuità; se si tratta di una donna, che mi dimostra di essere un pesce lesso, io non faccio sconti: non mi faccio problemi a dirle "Torna a girare il sugo", perché non si tratta di un'offesa, ma è la fotografia di una donna fuori luogo, in senso reale.
4 notes
·
View notes
Text
Un tempo, con la collaborazione della Chiesa Cattolica, in Italia, le ragazze "ribelli", accusate di 𝘧𝘳𝘢𝘨𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘮𝘰𝘳𝘢𝘭𝘦, venivano rinchiuse nei manicomi - ma ciò, non prima che tutti gli uomini del paesello moralizzato se le scopassero (abusassero, sessualmente, di quelle donne, ripudiate dalla famiglia).
4 notes
·
View notes