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I sette corvi – Matteo Strukul. Un thriller tra neve, leggende e incubi sepolti: un viaggio oscuro nel cuore delle Alpi Venete. Recensione di Alessandria today
Gennaio 1995. Rauch è un minuscolo villaggio della Val Ghiaccia, immerso in una natura silente e impenetrabile, dove il tempo pare essersi fermato. È qui che prende avvio il nuovo, inquietante romanzo di Matteo Strukul, “I sette corvi”, autore bestseller da oltre un milione di copie. Un cadavere ritrovato nella neve, una giovane insegnante mutilata, un’antica leggenda che torna a galla col…
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-Gli uomini che si voltano, da "Ossi di seppia", Eugenio Montale.
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L’Acqua Torbida
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Acqua torbida
riempie la mia bocca,
come le parole
che mai ho vomitato.
Quest’acqua non cancella
alcun peccato…
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#books & libraries#nerovanta#vantiano#letteratura#poesia#pensieri#oscurità#odio#arte#dolore#adolescenza#letteratura italiana#scrittura#libri#scrittori#letteratura contemporanea#poesie
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youtube
Video integrale della presentazione di "Notturno formale" (Industria e Letteratura, 2023) di Stefano Bottero / Libreria Panisperna 220 - Roma / 19 maggio '23.
https://www.centroscritture.it/eventi
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venerdì 8 novembre, roma, università la sapienza: seminario su massimo ferretti
cliccare per ingrandire _

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#000000#ACME - Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell&039;Università degli Studi di Milano#Ada Tosatti#Allergia#Cecilia Bello#Cecilia Bello Minciacchi#Facoltà di Lettere e Filosofia#ffffff#Francesco Muzzioli#Il gazzarra#La Sapienza#laboratorio#Laboratorio di poesia italiana contemporanea#letteratura italiana#letteratura italiana moderna e contemporanea#Massimo Ferretti#Massimo Raffaeli#Pasolini#poesia#romanzo#Samuele Maffei#Sapienza Università di Roma#seminario#Tommaso Ottonieri#Tommaso Pomilio#Trunkful
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Al risveglio ho le stesse lacrime involontarie che avevo quando soffrivo di impotenza: è un'altra forma di impotenza, non poter richiamare nessuno da dove lo si �� lasciato andare. Non mi resta che intraprendere questa distanza come una morte mitica, se voglio sopravvivere e percorrere un tratto di strada senza di lui. Alla morte si risponde con la verità.

Il contagio, W. Siti, 2008
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" «Tu, vieni con me!», intimò una guardia di sicurezza in borghese a mia madre. «Perché?». «Lo sai benissimo perché!». La trascinò per il braccio facendola sfilare lungo la coda infinita delle casse, i pantaloni di tre taglie più grandi, su cui inciampava a ripetizione per tenere il passo dell'uomo. Ci spintonò dentro a quello che sembrava più uno sgabuzzino che un ufficio. Il capo della sicurezza era già lì a darci il benvenuto, le sue lenti da vista appoggiate pigramente sulla testa grassa e pelata. «Mia mamma non ha fatto nulla. Perché ci avete portato qui?». La guardia che ci aveva trascinato nel cubicolo strappò la borsa dalle mani di mia madre. Lei oppose resistenza, ma lui la lanciò immediatamente al capo. Senza mai toglierci lo sguardo di dosso, il ciccione ne estrasse un tubetto di fondotinta già parzialmente rimosso dalla confezione di plastica. Ce lo sventolò sotto gli occhi con fare derisorio e schioccò la lingua per esprimere disapprovazione. La donna che mi aveva predicato l’onestà fino a vomitare, a quanto pare era una ladra. Peggio, aveva scelto di rubare il fondotinta più economico del negozio, neanche lontanamente vicino al suo colore, perché in Italia cosmetici per neri non esistevano. Ma i veri ladri erano loro.
Il nuovo centro commerciale aveva già risucchiato la vita delle maggiori attività indipendenti della valle. Ci erano riusciti esibendo la crème de la crème della cucina italiana: risotti scotti e patate troppo unte, verdure bagnate di sale e spruzzate di pesticidi insieme a banane più verdi delle lattughe. La rete di consegna del pane caldo fatto a mano collassò quasi subito. Per risparmiare pochi spiccioli, papà fu uno dei primi traditori a surgelare lotti di pane dal centro commerciale, per poi scongelarli giorno per giorno. Prima ci avventuravamo fino a Celadina per comprare la carne direttamente dal macellaio di fiducia, col grembiule sempre macchiato di sangue. Adesso caricavamo nel carrello polpette ibride e bistecche impanate precotte. Fu poi il turno della pizza. Quella calda e filante sfornata dal forno a legna del nostro pizzaiolo fu sostituita da quella congelata e smunta di una nota marca. E quel poco che avevamo risparmiato nell'affare del diabolico centro commerciale, lo perdevamo ogni volta che c’impilavamo mozzarella e prosciutto, nel tentativo di imbellire la pizza precotta e di renderla mangiabile. Il colosso aziendale aveva fatto piazza pulita, distruggendo quei piccoli riti quotidiani che tessevano la rete di un’intera comunità. Famiglie che facevano giornalmente avanti e indietro dalla lattaia, dal panettiere, in merceria, dal sarto, dal ciabattino. Scambiando due chiacchiere con Giulio, mentre suo figlio ci metteva una vita a tagliarti una fetta di salame. O facendo gossip con Marino, il sarto che non osava sollevare un ago prima di metterti un bel bricco di caffè sul fornello. Adesso se n’erano andati tutti, un’intera generazione di disoccupati. Le strade del centro divennero un deserto. Al loro posto, estranei monitoravano il nuovo centro commerciale attraverso telecamere di sicurezza. "
Marilena Umuhoza Delli, Negretta. Baci razzisti, Red Star Press (collana Tutte le strade), 2020. [ Libro elettronico ]
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Da: LE STREGHE DI SHAKESPEARE - di Gianpiero Menniti
EROS E MUTAMENTO
[...] Accade, con fortuna, che nel fare all’amore occorrano mutamenti impercettibili, una mera questione di sensi: gusto, olfatto, vista, udito, tatto; sapori, odori, immagini, parole, contatto. Lentamente, i modi cambiano. Le parole divengono più spinte e più profonde e più schiette. Il loro suono coglie note vibranti che stimolano con maggiore vigore il desiderio, rendendole protagoniste laddove prima regnava il silenzio. Gli odori sgradevoli scompaiono lasciando il posto a profumi tanto più piacevoli quando sgorgano dall’intimità come umori da assaporare con voluttà animale. L’apparizione dei corpi assume altri significati lasciando scorgere contorni e ombre e luci prima tralasciati. Il timbro della voce prende toni rimasti segreti. Le mani si muovono laboriose come per cesellare ogni anfratto di un corpo improvvisamente sconosciuto, mani che sentono la tensione, che registrano vibrazioni, mani che raccontano. E può accadere, sempre con fortuna, che questo inesorabile seppur lento mutare, culmini in una libidine così impetuosa da offuscare la ragione: i sensi prevalgono a tal punto da espungere ogni residuo di pensiero razionale per liberare, come rispondendo a un ordine magico, il corpo dalla mente e lasciare che l’umano e il belluino si confondano. Come in un sogno, la carnalità diventa un sentimento, sconvolgente, irrefrenabile e mai, come in quell’istante che precede il piacere, il diaframma che separa la vita e la morte, l’estasi e il sonno, si avverte sottile fino al confine estremo. È il segno dell’abbandono e del potere: le forze hanno bisogno di una condizione diseguale per potersi combinare, non c’è scelta tranne il tentativo di resistere, resistere con ogni residuo di volontà, sottrarsi, divincolarsi e gridare tutta la disperazione del gesto che diventa delitto. Le forze si combinano ma non c’è una vittoria e una sconfitta, non si tratta di una battaglia: è la scoperta di un destino nel quale il piacere è simmetrico perché l’abbandonarsi al possesso dell’altro è infondere voluttà e riceverne altrettanta. È la risoluzione di due corpi in un’unità, come l’abbandonarsi al potere divino è anche estasi dello spirito. Si tratta di un gioco pericoloso perché ha regole che non possono essere infrante senza conseguenze. E perché presenta immense possibilità di declinazione, profonde e annidate nei meandri di una mente ormai capace di esplorare il proprio lato oscuro.
- Caravaggio (1571 -1610): "Amor Vincit Omnia" 1602/1603 Gemäldegalerie, Staatliche Museen, Berlino
- In copertina: Maria Casalanguida, Interpretazione de ‘Il bagno turco di Ingres’, 1976, collezione privata
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La grande sete di Erica Cassano: un romanzo di emancipazione e resistenza tra le macerie della guerra. Recensione di Alessandria today
Nel 1943, Napoli è una città in ginocchio. L’acqua scarseggia, la fame dilaga e l’eco della guerra risuona tra le strade martoriate dai bombardamenti. Anna ha sete. Ma non è solo sete d’acqua, quella che tormenta i suoi giorni. È una sete di vita, di conoscenza, di riscatto, un desiderio feroce che si scontra con la dura realtà di un mondo che sembra non lasciare spazio ai sogni. “La grande…
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-"Macchina", tratta dalla raccolta "Historiae" di Antonella Anedda.
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Manto Corvino
…
Bastoni e sassi
riportati invano.
Onora collari
foss’anche randagio.
Patisce la fame,
si divora la coda.
Stanchi i padroni,
nel fango affoga.
…
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Al via oggi pomeriggio alle 18 la quarta edizione del nostro 𝐋𝐀𝐁𝐎𝐑𝐀𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐏𝐎𝐄𝐓𝐈𝐂𝐀 coordinato da Marco Giovenale e Valerio Massaroni. Sul canale YouTube è disponibile la presentazione del laboratorio, per chi vuole sapere come è concepito e come funziona, e del volume "Laboratorio di scrittura poetica. Terza edizione - 2024" che raccoglie i testi della scorsa edizione.
Iscrizioni ancora aperte per chi vorrà avventurarsi con noi.
Tutto su www.centroscritture.it
Link alla presentazione:
youtube
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l'affrancamento dal '57 / differx. 2022
per fortuna, di tanto in tanto, l’Italia letteraria riesce con lena e sforzo ad affrancarsi dal 1957 e dalla lizza Pasolini Sanguineti, e ritrova il proprio tempo: l’Ottocento.con gli appelli alla memoria itala vera, l’unione dei cuori, la sospensione dei conflitti fra poeti, l’elogio al funerale, la chiesa, i discorsi dal pulpito, i ricordi coi baffoni, les daguerréotypes, l’omaggio alle forze…

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Ciao!
Laureata in lettere here, e penso che forse tu sia più verso sociologia, dato che ti interessano i comportamenti umani, più che lettere in sé.
Però è anche vero che il mio corso sulla letteratura italiana contemporanea era tutto sulla questione "gli uomini trattano male le donne che sono attratte da loro perché nella loro adolescenza sono stati trattati male dai ragazzi da cui volevano attenzione e non hanno mai superato la cosa" quindi forse hai ragione tu.
Seriamente, se sei interessata ma non hai lo sbatti puoi sempre guardare sul sito delle uni quali libri usano e leggere quelli, così lo fai senza impegno e costi. La spiegazione è un'altra cosa e per quella puoi vedere video ecc, però intanto ti fai un'idea
a me piace la filosofia :)! ogni tanto è bello ricordarsi di avere degli interessi. o qualcosa del genere. chi mi impedisce di comprare libri e mettermi a leggere ed imparare da sola? nessuno. però alcune volte mi chiedo come sarebbe frequentare l'università puramente per imparare e senza fretta né particolari pressioni. abbastanza utopistico a prescindere da tutto, ma chissà
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Insomma, se non è amore, che è quello che provo? E' come se lui fosse il luogo dove tutte le cose di me che vogliono dimenticare vanno a rannicchiarsi per soffrire.

Scuola di nudo, W. Siti, 1994
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Book Review: Gli amori difficili, Italo Calvino [IT]
This blossoming book review of Italo Calvino's Gli amori difficili (Difficult Loves) — as probably any future works from Italy — will be written in Italian, for the sake of practicing the language. Again, let me know if you'd like to read an English translation!

“Era inutile, nulla eguagliava il sapore di vita che è nei libri.”
Calvino è stato il primo autore che mi ha introdotto alla letteratura italiana. Il primo libro che ho letto in italiano è stato il suo Il castello dei destini incrociati (1969). Dunque, sono entusiasta di ritornaci quasi dieci anni dopo.
Gli amori difficili (1970) non è proprio quello che mi aspettavo. Avevo questa idea di Calvino come uno scrittore del fantastico a causa del mio primo rapporto con lui. Questa raccolta di racconti, invece, è più realistica, ironica e critica rispetto al gioco combinatorio del Castello. Mi sembrava di star leggendo un altro autore, come se stessi scoprendo un’altra versione di Calvino — prova della sua ecletticità. Sebbene sia stata pubblicata dopo, i racconti che compongono questa opera sono stati scritti tutti prima, fra il 1949 e il 1967.
I brevi racconti che compongono la prima parte del libro, chiamata proprio “Gli amori difficili”, si leggono benissimo e hanno una forma scorrevole. Fanno parte del periodo “figurativo” di Calvino e presentano un umore sottile che anche se qualche volta funziona, altre volte non riesce a toccare la superficie della lettura. Questo problema, per me, culmina nell’ultimo e più grande racconto dell’opera, “La nuvola di smog”, che insieme a “La formica argentina” compone la seconda parte del libro, “La vita difficile”.
“Gli amori difficili”, cui titoli cominciano sempre con “L’avventura”, non sono proprio amori ma le difficoltà delle relazioni e delle “avventure” quotidiane: sia un rapporto tattile che non riesce nemmeno ad essere relazione (come vediamo nella banalissima “Aventura di un soldato”); sia il rapporto tra una bagnante e il suo corpo desnudo vicino a una spiaggia affollata; sia la relazione di una coppia che lavora in turni lavorativi opposti; sia la relazione tra un fotografo e i suoi oggetti o addirittura il rapporto casuale tra una bagnante e un lettore che non vuole relazionarsi con niente che non sia il suo libro.
Questi due ultimi racconti sono quelli che mi sono piaciuti di più. In “L’avventura di un fotografo”, Calvino riflette sul fenomeno fotografico (che in quell’epoca si era appena sviluppata per scopi privati) in un modo così familiare per il lettore del XXI secolo, che sembra prevedere il rapporto della società contemporanea con la tecnologia dei telefonini e delle reti sociali. Siamo “quelli che inseguono la vita che sfugge, un cacciatore dell’inafferrabile, come gli scattatori d’istantanee”. È affascinante vedere come, già negli anni 50, “il gusto della foto spontanea naturale colta dal vivo uccide la spontaneità, allontana il presente” e “la vita che vivete per fotografarla è già in partenza commemorazione di se stessa”. In queste citazioni, potete già vedere come questo racconto si legge quasi come un saggio filosofico sull’immagine.
Inoltre, “L’avventura di un lettore” è un esercizio metaletterario poiché ha come tema centrale la lettura stessa: un uomo, leggendo in spiaggia, ha un conflitto interiore su approcciare una bagnante chi dimostra interesse o restare nella sua beatitudine silenziosa. Questo conflitto tra la vita sociale e il nostro mondo interiore è probabilmente una esperienza universale per tutti gli avidi lettori. Impaurito dall’idea di dover interrompere la lettura e “dello sforzo d’attenzione che sempre richiede il far conoscenza anche superficialmente con una persona”, lui decide che “non c’era altra storia, altra attesa possibile oltre a quella che aveva lasciato in sospeso tra le pagine dov’era il segnalibro, e tutto il resto era un intervallo vuoto.”
“L’avventura di una bagnante”, invece, è uno dei racconti che non mi sono piaciuti. Qui, Calvino cerca di riflettere sul rapporto di una donna con il suo proprio corpo, portandoci qualche punti interessanti che tuttavia non esprimono la vera esperienza femminile. Parla anche della relazione tra le donne come se fossero private di “bontà solidale e spontanea”, un’idea un po’ patriarcale e per niente rappresentativa della realtà. L’altro racconto che non mi è piaciuto molto, “La nuvola di smog”, è il più grande della raccolta e appartiene alla seconda parte del libro, “La vita difficile”. Sebbene abbia idee interessanti sulla vita contemporanea nelle città postindustriali, sembra di tentar fare delle osservazioni critiche su troppi argomenti (dall’inquinamento alle rivendicazioni sindacali) eppure lasciandoli incompiuti.
Insomma, questa raccolta di Calvino mi ha generato dei sentimenti contrastanti; pur aver adempiuto le mie necessità linguistiche, non tutti i racconti mi hanno soddisfatto letterariamente.
#letteratura#letteratura italiana#calvino#italo calvino#literature#italian literature#flowers and books#books and flowers#books#book#bookstagram#blossoming books#flowers#libro#libri#fiore#fiori#gli amori difficili
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