#regimi
Explore tagged Tumblr posts
primepaginequotidiani · 8 months ago
Photo
Tumblr media
PRIMA PAGINA Il Quotidiano Del Sud di Oggi giovedì, 22 agosto 2024
0 notes
gregor-samsung · 2 months ago
Text
" Lei si inginocchia accanto al sacco successivo, tira giù la lampo e mormora questo non è mio figlio, si sposta di cadavere in cadavere notando che il regime ha lasciato il proprio marchio su ogni volto e collo, che l’assassinio ha un odore di antisettico e ogni volta la bocca mormora questo non è mio figlio, la bocca lo ripete più e più volte, questo non è mio figlio, questo non è mio figlio, questo non è mio figlio, questo non è mio figlio, e poi guarda il custode che controlla l’ora sull’orologio che ha al polso e lei apre la lampo di un altro sacco dicendo, questo non è mio figlio prima ancora di aver letto il volto, questo non è mio figlio, questo non è mio figlio, questo non è mio figlio, questo non è mio figlio, e si trova davanti il volto di Bailey serenamente spezzato, la pelle che odora di varechina e quello che era ripiegato dentro di sé si spezza cosicché un urlo sgraziato le sfugge dal corpo e prende quel volto tra le mani, fissa la faccia del figlio morto vedendo solo il figlio vivo e desidera di poter morire lei invece, lisciando con la mano tutto il viso coperto di peluria, i capelli ancora bagnati di sangue. Mormora, il mio bellissimo bambino, che cosa ti hanno fatto?
La pelle davanti a lei annuvolata di lividi, i denti rotti o mancanti, abbassa ancora la lampo e vede le unghie strappate dalle mani e dai piedi, vede il foro del trapano sulla rotula del ginocchio, le bruciature di sigaretta lungo il torso, poi gli prende una mano e la bacia, il corpo lavato in modo che non ci siano tracce di sangue se non il sangue che si annuvola scuro sotto la pelle e che non può essere lavato via. Non sente quello che il custode dice mentre la aiuta a richiudere la cerniera del sacco, la guida attraverso la porta parlando a voce bassa. Numero 24, dice, vuole fare un’identificazione positiva di suo figlio, signora Stack? Poi aggiunge, una volta che avrà riempito il modulo, suo figlio sarà trasferito all’obitorio comunale. Per sua informazione, signora Stack, qui c’è scritto che suo figlio è morto per collasso cardiaco. Lei si allontana dall’uomo vedendo solo tenebre, rimane perduta nelle tenebre, in piedi in un posto dove non si trova alcun posto. "
Paul Lynch, Il canto del profeta, traduzione di Riccardo Duranti, 66thand2nd (collana Bookclub n° 75), 2024¹; pp. 244-245.
[Edizione originale: Prophet Song, Oneworld Publications, London, UK, 2023]
16 notes · View notes
toscanoirriverente · 6 months ago
Text
Putin: “Formazione nuovo ordine mondiale è irreversibile”.
https://www.repubblica.it/esteri/2024/10/11/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-423548226/?ref=RHLF-BG-P3-S1-T1
Ah, allora è questo "il nuovo ordine mondiale" di cui berciano i gombloddisdi rosso-bruni: l'ordine mondiale dei regimi dittatoriali.
2 notes · View notes
queerographies · 6 months ago
Text
[Regimi di guerra][Judith Butler]
Le immagini della guerra ci sconvolgono, ma spesso ci lasciano indifferenti. È tempo di cambiare prospettiva. Scopri come trasformare l'empatia in azione concreta.
L’indifferenza ci uccide: perché non sentiamo il dolore del mondo? Titolo: Regimi di guerra. Quando la vita è un’istantaneaScritto da: Judith ButlerTitolo originale: Frames of War: When Is Life Grievable?Tradotto da: Serena DemichelisEdito da: CastelvecchiAnno: 2024Pagine: 240ISBN: 9791256140152 La sinossi di Regimi di guerra di Judith Butler Perché restiamo indifferenti di fronte alle…
0 notes
ilcovodelbikersgrunf · 1 year ago
Text
Tumblr media
IL TEATRINO DELLE OMBRE AI TEMPI DEL NULLA Sembra che per i cittadini dell’Impero oggi sia importante far luce su pistolettate di Capodanno, di braccia tese durante una commemorazione di vittime del terrorismo rosso o discernere sugli affari della Wanna Marchi digitale contemporanea (ohibò, ma è incredibile scoprire che della beneficenza non le fregasse un tubo!!). 🕳 E’ chiaro che oggi comunismo e fascismo sono solo delle ombre che vengono agitate per distrarre una popolazione rincitrullita e incapace di pensare così che nessuno veda i problemi reali. Se i regimi autoritari, poco importa di quale colore, facevano leva sul terrore e la repressione oggi la democrazia ha buon gioco nell'ottenere lo stesso servilismo attraverso la manipolazione e la sublimazione del trash. Le persone discutono del nulla, si dividono per il nulla e partecipano a finte battaglie combattute da ombre e fantasmi inesistenti ed intanto l’impero del nulla li priva dell’anima.
m.m.
Leggi l'articolo sul blog: ↘ https://cascinabellaria.com/blog/il-teatrino-delle-ombre-ai-tempi-del-nulla
1 note · View note
b0ringasfuck · 1 year ago
Text
Vi consiglio per altro di andare a vedere la storia dell'azienda e del fondatore... un po' fascio...
1 note · View note
falcemartello · 1 month ago
Text
Quando un romanzo diventa profezia.
Tumblr media
E poi c’è questo signore qui che ci ha detto una cosa pericolosissima che fa paura a molti: attenzione, fate attenzione, la guerra ha inizio dalle parole. Dal controllo delle parole. «Chi controlla la lingua, deciderà cosa la gente pensa».
Ci ha scritto un romanzo addirittura, 1984. Sapeva che non puoi rendere desiderabile agli occhi della gente la guerra, ma puoi farle credere che la guerra è la premessa della pace. Puoi convincerla che senza la guerra non può esserci pace. Basta un semplice slittamento «semantico». Se la guerra è la via necessaria per la pace, chi può dirsi contrario alla guerra? Questo fa il Grande Fratello: cambia di continuo il senso e il significato delle parole.
Originariamente si credeva che le parole fossero incantesimi. Gli antichi aramaici dicevano Avrah KaDabra: io creo quello che dico. Le parole non sono soltanto parole: sono universi. Creano mondi. Ecco perché i regimi in ogni tempo ed epoca hanno maneggiato, rivoltato e tentato di togliere significato alle cose e di chiamarle con un altro nome. Ed ecco perché le guerre divengono «missioni umanitarie», le armi di distruzione di massa «missili intelligenti», le vittime «danni collaterali».
Orwell però ci ha detto anche un’altra cosa: non puoi zittire il pensiero critico, puoi però persuadere la gente ad odiare chiunque abbia un pensiero critico. Come? Cambiando il modo in cui chiami quelle persone. Criminalizzando chi la pensa in modo diverso. In una società che non conosce più il senso e il significato della parola dialogo e confronto, sapete qual è la più grande forma di Resistenza? Incominciare a chiamare le cose con il loro nome. E ricordatevi sempre: ciò che non si può dire è quasi sempre l’unica cosa degna di essere detta.
- Guendalina Middei.
118 notes · View notes
ambrenoir · 7 months ago
Text
« Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio.
Una delle cause è l'impoverimento del linguaggio.
Diversi studi dimostrano infatti la correlazione tra la diminuzione della conoscenza lessicale (e l'impoverimento della lingua) e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso.
La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo.
Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero.
Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.
La storia è ricca di esempi e molti libri (1984, di George Orwell; Fahrenheit 451, di Ray Bradbury) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari abbiano sempre ostacolato il pensiero attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c'è pensiero senza parole.
Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, sfrondare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i generi, i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana. »
Christophe Clavé
Tratto da pagina fb Filosofia e storia della filosofia
Tumblr media
88 notes · View notes
hopefulwizardcupcake · 1 month ago
Text
Tumblr media
Apprendiamo grazie a Nicola Borzi e Thomas Mackinson per il Fatto Quotidiano che Ki Group Srl, società partecipata indirettamente dal famoso sempre più ministro Santanchè, non intende affatto rimborsare 2,7 milioni di prestito Covid ricevuti dallo stato in occasione della pandemia, perché in Italia, evidentemente, lo stato dà e deve dare, ai furbi, che poi si scagliano contro i percettori del reddito di cittadinanza, forse perché si fanno dare troppo poco rispetto a quanto dia a loro, furbi appunto.
Se nelle scorse settimane si era saputo che, per evitare il fallimento e l’accusa
di bancarotta per Daniela Santanchè, la sua disastrata ex società editoriale Visibilia ha chiesto lo sconto di un terzo
del debito col Fisco e la sua relativa rateizzazione in appena 10 anni - se il fisco lo facesse con tutti sai che pacchia... -, oggi emerge che appena il 12 maggio scorso un’altra società della
galassia Canio Mazzaro – Santanchè, Ki Group Srl, che si occupa di biologico, ha avanzato al Tribunale di Milano una proposta di concordato semplificato che, se accolta, farebbe carta straccia dei 2,7 milioni di contributi pubblici
ottenuti come prestito Covid da Invitalia, dunque dallo stato, sempre minuscolo, tramite il Fondo Patrimonio Pmi.
Soldi avuti da Ki Group per pagare durante la pandemia fornitori e dipendenti, su cui ora l’opposizione chiede conto alla senatrice di FdI.
Così si legge nel ricorso presentato al Tribunale civile di Milano. E se per Visibilia il benestare allo “sconto fiscale” lo deve dare l’Agenzia delle Entrate, che dipende dal Tesoro guidato da Giorgetti (condizione già di per sé politicamente imbarazzante), ora si raddoppia nella richiesta, senza evidentemente vergogna.
Non rimborsare il prestito ottenuto da Ki Group colpirebbe direttamente lo Stato, perché Invitalia è del ministero delle Imprese guidato da Adolfo Urso, collega di partito di Santanchè.
L’imbarazzo triplica poi se si considera la questione delicatissima, soprattutto penalmente, delle certificazioni sulla Cassa Covid di Visibilia Editore, quando la Santanchè ne deteneva il 48,6%. Vicenda al centro dell’ordine del giorno della deputata PD Gribaudo che ha mandato in tilt la maggioranza,
mostrando che la difesa del ministro non è poi così granitica tra i colleghi, soprattutto gli amici di Rampelli, che forse ricordano quanto lo stesso ministro Santanchè sia stato "ballerino" nel suo passato politico.
Ragion per cui il 5 luglio “Dani” riferirà sì in aula, ma senza contraddittorio, senza dover rispondere, ma soltanto asserendo. Magari a reti unificate, come nei migliori regimi....
Il ricorso con il piano di liquidazione dei creditori di Ki Group Srl deriva dallo stop alla procedura negoziata tentata
fino a marzo scorso che – si legge –
“non ha prodotto i risultati sperati”,
mentre il realizzo degli attivi indicati nel piano procede a rilento - chissà perché è sempre così quando si iscrivono come attivi crediti difficilmente esigibili -.
Insomma, i debiti restano.
Nel frattempo le procedure concorsuali sono sospese.
Ed ecco il nuovo tentativo di salvataggio, la proposta di concordato semplificato firmata dallo studio legale Lca di Milano che fa leva sul pagamento dei lavoratori
dell’azienda al 100%.
Il piano prevede che Bioera, altra società quotata del biologico che ha visto Santanchè consigliera sino a settembre
2021 con l’ex compagno Canio Giovanni Mazzaro (il cui figlio Michele Mario
Mazzaro è azionista indiretto di Ki Group Srl nonché creditore di Bioera) rilevi marchi, partecipazioni per 1,5 milioni più un immobile sotto ipoteca da 1,1 milioni a Perugia: in tutto dovrebbe iniettare in Ki Group Srl 2,9 milioni.
Con quei fondi Ki Srl avanza la sua proposta al Tribunale: il piano prevede il
soddisfacimento PARZIALE, nella misura del 28%, dei crediti bancari garantiti all’80% dallo stato, tramite il Medio Credito Centrale.
E i fondi pubblici per il Covid? Tranquilli, cari contribuenti, quelli non saranno affatto restituiti. Zero.
A pagina 21, infatti, così leggiamo: “Non è previsto alcun soddisfacimento per i
crediti postergati". Tale è da qualificarsi quello di Invitalia, relativamente al prestito obbligazionario ai sensi del decreto del ministro dell’Economia e
delle Finanze di concerto con il ministro dello Sviluppo economico per un importo complessivo di 2,7 milioni”.
Fondi ricevuti il 18 marzo 2021: all’epoca Ki Group Srl era partecipata al 5% da Immobiliare Dani Srl, società
amministrata e posseduta al 95% da Santanchè, che era anche presidente di
Bioera, azionista di controllo di Ki Group Holding.
Ora mi domando: nel nostro ordinamento sono fissate incompatibilità per un cittadino che abbia problemi di debiti con le amministrazioni pubbliche locali; se i debiti sono - attraverso società di cui sia amministratore oltre che azionista importante - con lo stato al contrario può diventare ministro?
15 notes · View notes
crazy-so-na-sega · 6 months ago
Text
Tumblr media
La concentrazione di tutti i mezzi di produzione nelle mani del regime politico, usuraio o comunista che sia, determina fatalmente la creazione della domanda da parte della sola offerta proposta: la differenza tra i due regimi vien fatta saltare all’occhio proprio perchē non c’ē.
Patriarcato Napulitano
30 notes · View notes
ninocom5786 · 2 months ago
Text
Prima dell'Olocausto dei nazifascisti...
Gli Stati Uniti hanno sterminato pellirossa e schiavizzato e deportato gli africani.
Il Regno Unito ha colonizzato diversi paesi sterminando nativi e schiavizzando popoli.
La Francia ha colonizzato diversi paesi e schiavizzato, sterminato popoli e nativi e perseguitato ugonotti ed ebrei.
La Spagna ha colonizzato l'America e sterminato nativi, perseguitato e cacciato ebrei e musulmani.
Lo Stato della Chiesa perseguitava e bruciava eretici e donne.
Il Portogallo ha colonizzato l'Africa e schiavizzato gli africani.
Il Regno d'Italia pre fascista ha colonizzato l'Africa e schiavizzato gli africani.
Le grandi democrazie liberali sono dei veri regimi genocidi. Perciò non rompete le scatole con le solite equiparazioni tra fascismo e comunismo.
7 notes · View notes
gregor-samsung · 10 months ago
Text
" Si trattava ancora una volta di un libro, e l'autore si chiamava Kafka, Franz, e il libro era intitolato "Nella colonia penale". Più tardi ho chiesto a Boris se davvero non immaginava le conseguenze di quello che faceva quando, alla fine del '44 (!), raccomandava a Leni uno scrittore ebreo, e lui mi ha risposto: «Avevo tanta di quella roba in testa, tante cose a cui pensare che me lo sono dimenticato». Dunque, Leni andò un'altra volta col suo bravo biglietto alla biblioteca, ce n'era ancora una in funzione e la bibliotecaria, per fortuna, era una donna piuttosto anziana e abbastanza ragionevole che strappò il biglietto e prese subito Leni in disparte e le ripeté, alla lettera, quello che le aveva già detto la madre superiora quella volta che aveva chiesto con tanta insistenza di Rahel: «Ma figliuola, ha perso la testa? Chi l'ha mandata qui a chiedere questo libro?» Però Leni, sa, anche stavolta non ha mollato. La bibliotecaria dev'essersi accorta subito che non era un agente provocatore, perciò l'ha presa da parte e le ha spiegato esattamente che quel Kafka era ebreo, che tutti i suoi libri erano stati proibiti e bruciati eccetera, e certo Leni dev'essersene uscita col suo solito disarmante «E con questo?», e allora quella donna le spiegò ben bene, anche se tardi, come stavano le cose tra nazisti ed ebrei, e le mostrò - naturalmente ce l'aveva in biblioteca - lo "Stürmer"*  e le spiegò tutto, e Leni, quando venne da me, era inorridita. Finalmente aveva afferrato qualcosa.
Ma non mollò, s'era messa in testa di avere il suo Kafka e di leggerlo, e ci riuscì! Pensi che andò in treno a Bonn, da alcuni professori per i quali suo padre aveva lavorato e di cui sapeva che avevano delle grandi biblioteche, e infatti ne trovò uno che ormai era un nonnetto di settantacinque anni passati e se ne stava là in mezzo ai suoi libri, ormai pensionato, e sa che cosa le disse quello, alla lettera? «Ma figliuola, ha perso la testa? Kafka, nientemeno? Perché non addirittura Heine?» Però fu molto gentile con lei, si ricordò di lei e di suo padre, solo che non aveva quel libro e dovette andare da un collega e poi da un altro finché ne trovò uno con cui la fiducia era reciproca e che per di più possedeva il libro. Non fu tanto semplice, la cosa durò un giorno intero, sa, arrivò a casa nel cuore della notte e aveva il libro nella borsetta, non era una cosa tanto semplice perché non solo bisognava trovare uno che si fidasse del professore e di cui il professore potesse fidarsi, ma quello doveva fidarsi anche di Leni, e non solo doveva avere il libro ma anche cacciarlo fuori! Effettivamente ne trovarono due che lo avevano, ma il primo non volle darlo. Roba da matti, le preoccupazioni di Leni e di Boris, quando era in ballo la vita, la vita nuda e cruda. "
*Settimanale di propaganda nazista veementemente antisemita, edito sin dal 1923.
---------
Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora, (traduzione di Italo Alighiero Chiusano), Einaudi (collana Tascabili), 1972.
[Edizione originale: Gruppenbild mit Dame, Verlag Kiepenheuer & Witsch, Köln, 1971]
18 notes · View notes
canesenzafissadimora · 2 years ago
Text
Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio.
Una delle cause è l'impoverimento del linguaggio.
Diversi studi dimostrano infatti la correlazione tra la diminuzione della conoscenza lessicale (e l'impoverimento della lingua) e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso.
La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo.
Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero.
Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.
La storia è ricca di esempi e molti libri (1984, di George Orwell; Fahrenheit 451, di Ray Bradbury) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari abbiano sempre ostacolato il pensiero attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c'è pensiero senza parole.
Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, sfrondare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i generi, i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana.
Christophe Clavé
75 notes · View notes
ballata · 6 months ago
Text
Tumblr media
Soffiano venti di Guerra? Russia Ucraina e la situazione critica nel Medio Oriente, combinati con l'instabilità profonda nell'africa subsahariana, le tensioni sempre maggiori nell' Indopacifico, mettono in luce un quadro con prospettive cupe. Ci davanti scenari estremamente fluidi e instabili. Anche se può sembrare che questi conflitti siano geograficamente distanti, sono direttamente collegati a noi con dinamiche profonde e interconnesse. In questo contesto riconosciamo una matrice comune, ossia uno scontro tra due visioni del mondo fortemente incompatibili.
L'ordine globale è minacciato da un nuovo acronimo, CRINK che racchiude le iniziali dei regimi coinvolti nelle crisi Cina, Russia, Iran, Corea del nord. I 4 costringono la Nato a rafforzare le relazioni con gli stati dell'Indo-Pacifico che condividono gli stessi timori. Australia, Nuova Zelanda, Corea del sud e Giappone hanno preso parte per la 1 volta ad un incontro a Bruxelles. Tuttavia, la Nato non è unita nell'espandere i legami con l'est. La Francia è stata la forza trainante nel bloccare il progetto della Nato per l'istituzione di un nuovo ufficio a Tokio, insistendo sul fatto che l'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico si concentri sulla sua regione d'origine.
I Paesi dell'Europa centrale confinanti con la Russia vogliono che la Nato si concentri sul preparare la loro regione ad un'eventuale guerra con Mosca - e che lasci l'Indo-Pacifico agli Stati Uniti. La Cina, intanto, da anni avverte l'Alleanza di non avvicinarsi troppo alle 4 demi razie dell'Indo-Pacifico.
11 notes · View notes
the-lived-abstractionism · 1 year ago
Text
«Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio.
Una delle cause è l'impoverimento del linguaggio.
Diversi studi dimostrano infatti la correlazione tra la diminuzione della conoscenza lessicale (e l'impoverimento della lingua) e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso.
La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo.
Un altro esempio: eliminare la parola "signorina" (ormai desueta) non vuol dire solo rinunciare all'estetica di una parola, ma anche promuovere involontariamente l'idea che tra una bambina e una donna non ci siano fasi intermedie.
Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero.
Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.
La storia è ricca di esempi e molti libri (1984, di George Orwell; Fahrenheit 451, di Ray Bradbury) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari abbiano sempre ostacolato il pensiero attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c'è pensiero senza parole.
Facciamo parlare, leggere e scrivere i nostri figli, i nostri studenti. Insegniamo e praticare la lingua nelle sue forme più diverse. Anche se sembra complicata. Soprattutto se è complicata.
Perché in questo sforzo c'è la libertà.
Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, sfrondare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i generi, i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana.
Non c'è libertà senza necessità.
Non c’è bellezza senza il pensiero della bellezza.»
Christophe Clavé
24 notes · View notes
curiositasmundi · 11 months ago
Text
[...]
Oggi il più grande alleato di Israele è Hamas e tutti coloro che rispondono con la violenza alla violenza. Perché offrono a Netanyahu ed i suoi sodali scuse per compiere ogni scempio in nome della legittima difesa e del diritto di esistere che negano agli altri. Prima la provocazione, poi la reazione violenta, poi una risposta ancora più cruenta. A Gaza come ovunque, da decenni. Una spirale di violenza che con Netanyahu ed i suoi sodali sta però superando il limite trascinando Israele verso l’autodistruzione. Questo perché la situazione sta sfuggendo di mano e la vita sta diventando impossibile anche per gli stessi israeliani costretti a vivere in un bunker anche mentale divorati dalla paura mentre fuori non c’è affatto il paradiso. La guerra ha causato una pesante crisi economica, si perdono posti di lavoro mentre il costo della vita è alle stelle. Intere aree del paese come quelle del nord della Galilea o attorno a Gaza, sono evacuate da mesi ed interi comparti sono crollati. Con ingenti risorse pubbliche sprecate in armamenti sempre più sofisticati invece che per i servizi ai cittadini, l’intero paese sta diventando un insediamento accerchiato da nemici. Ma l’odio si ritorce contro chi lo prova. La società israeliana è frantumata. Mentre la stampa internazionale indossa la museruola imposta dalla lobby pro Israele, a casa sua Netanyahu è considerato il neofascista che è. La dolorosa vicenda degli ostaggi di Hamas ha fatto saltare ogni ipocrisia, a Netanyahu e al suo governo non frega nulla nemmeno dei parenti israeliani degli ostaggi che da mesi protestano chiedendo un accordo. L’obiettivo di occupare i rimasugli di Palestina viene prima di tutto. Loro stessi e i loro deliri estremisti vengono prima di tutto. In Israele vi sono poi storicamente personalità e movimenti progressisti che nulla hanno a che fare con questa deriva neofascista. Ci sono ad esempio giovani obiettori di coscienza israeliani in galera di cui nessuno parla, ci sono gruppi di pacifisti ebrei sovente presi a legnate dai coloni, ci sono personalità e perfino rabbini che sono per la convivenza pacifica e pro Palestina. La società israeliana è profondamente lacerata ed è da una di queste crepe che può generarsi l’implosione. Da anni in Israele i governi durano come le arance e prima della guerra gli israeliani hanno riempito le piazze per mesi in nome di una democrazia liberale messa a rischio del delirio di onnipotenza di Netanyahu che voleva sottomettere la Giustizia alla politica. Pur di non mollare, Netanyahu ha messo insieme un governo con l’estrema destra e fin dal primo giorno butta benzina sul fuoco per tenere unita la società israeliana in nome del sempiterno nemico comune. Ma vi sono anche altre fratture. Gli invasati religiosi col doppio passaporto ululano alla Terra Promessa ma poi sono i primi a fare le valige e tornarsene a Brooklyn quando volano i missili, ma ad andarsene sono anche molti cittadini moderati esasperati da una terra anche per loro diventata maledetta. Un conto è la propaganda, un conto la realtà. Emblematiche le pubblicità sui media israeliani per convincere ebrei in giro per il mondo a trasferirsi negli orrendi condomini vista mare. In Israele vi sono poi schiere di invasati religiosi mantenuti dai contribuenti e perfino esenti dalla leva e questo mentre gli altri devono tirare la cinghia e continuamente mollare tutto per arruolarsi. E vi sono minoranze come quella araba, in sostanza palestinesi sottomessi che abbassano la testa in pubblico e la alzano in privato. Paura ma anche ipocrisia perché in Israele hanno servizi e un tenore di vita almeno fino ad oggi migliore rispetto a quello dell’altra parte del muro. Perfino l’esercito ha mugugnato contro i politici negli ultimi mesi e gli psicologi sono sommersi di soldati traumatizzati di ritorno da Gaza. Netanyahu ed i suoi sodali sono detestati da gran parte degli israeliani, eppure per egoismo continuano a schiacciare l’acceleratore ed ignorare ogni malcontento. È questo il vero fascismo ed è questo che potrebbe portare Israele allo schianto.
[...]
14 notes · View notes