#pittura e teatro
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fashionbooksmilano · 2 years ago
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Mejerchol'd & Golovin
In due spettacoli prima della Rivoluzione
a cura di Silvana de Vidovich e Gennady Cugunov
Ponte alle Grazie Editori , Firenze 1992, 118 pagine, brossura, 22 x 31 cm, brossura, ISBN 88-7928-044-9
euro 50,00
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Mostra La Manna D'Oro, Spoleto 23 giugno - 12 luglio 1992
L'artista russo Aleksandr Yakovlevich Golovin è stato la mente creativa di molte produzioni teatrali, di balletto e liriche nel suo paese natale ed è stato anche conosciuto come un pittore di talento. Nato nel 1863, Golovin ha lavorato come pittore, disegnatore e illustratore e ha collaborato con registi e drammaturghi russi di alto livello. Non solo ha sviluppato delle impressionanti scenografie per le loro opere, ma è stato anche volentieri assunto come costumista. Tra gli altri, Golovin ha sviluppato le sue idee e concetti innovativi per le produzioni di Sergei Diaghilev, Constantin Stanislavski e Vsevolod Meyerhold, attore, regista,art exhibition catalogue, che ha incrociato i lavori e le arti di altri protagonisti dell’avanguardia teatrale russa 
29/05/23
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pier-carlo-universe · 4 months ago
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“Scarpette Rosse”: Un Evento Culturale contro la Violenza sulle Donne a Savignano sul Rubicone
Il 25 novembre 2024, la Sala Polivalente Salvador Allende ospita una serata di riflessione con mostre, letture e performance artistiche per sensibilizzare sulla violenza di genere.
Il 25 novembre 2024, la Sala Polivalente Salvador Allende ospita una serata di riflessione con mostre, letture e performance artistiche per sensibilizzare sulla violenza di genere. Il 25 novembre 2024, nella Sala Polivalente Salvador Allende di Savignano sul Rubicone, si terrà l’evento culturale “Scarpette Rosse”, promosso dall’Associazione Il Richiamo A.P.S.. L’incontro, patrocinato dal Comune…
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carmelagabriele · 1 year ago
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L' Associazione culturale e teatrale “Luce dell'Arte” ETS di Roma indice ed organizza il Premio di Poesia, Narrativa, Teatro e Pittura "Luce dell'Arte" 6^ Edizione. Il premio, aperto ad Autori adulti con limite d’età minimo 18 anni e massimo nessuno, è diviso in 4 sezioni:
Sezione A) Poesia e/o Videopoesia: poesia e/o videopoesia a tema libero edita o inedita in lingua italiana o straniera o in vernacolo, con inclusa traduzione, senza limiti di lunghezza, riservata a tutti i poeti di nazionalità italiana o poeti stranieri di età adulta. Sono ammessi anche libri editi di poesia ed e-book. Per chi avesse creato videopoesia, può inviarla, ricordando di allegare file della poesia, oltre al video.
Sezione B) Narrativa: racconto, libro di racconti, saggio o romanzo a tema libero, inedito o edito in lingua italiana, anche tradotto da lingua straniera, riservata a tutti gli scrittori di nazionalità italiana e scrittori stranieri. Sono ammessi anche e-book. Generi letterari a partire da quello giallo, noir, horror, di fantascienza, storico, romantico, di attualità, avventura, fantasy, introspettivo - psicologico, fino a quello epico, comico/umoristico, allegorico e didattico - scientifico.
Sezione C) Teatro: monologo, corto, commedia o tragedia e sceneggiatura a tema libero in lingua italiana o straniera o in vernacolo, con inclusa traduzione; sezione aperta a scrittori, attori, registi e sceneggiatori. I testi possono essere editi o inediti. Sono ammessi anche libri con vari testi teatrali ed e-book.
Sezione D) Pittura e/o Fotografia con annesso Pensiero poetico o Racconto breve: opera d’arte fatta con qualsiasi tecnica (olio, acquerello, china, etc.) e/o fotografia, della quale inviare due riproduzioni a colori del formato cm 13x18, indicando per la Pittura tecnica adoperata e misura effettiva della stessa, insieme ad un pensiero poetico o racconto breve che ne esplichi il senso più profondo. Fondamentale dichiarare che l’opera è frutto del proprio ingegno, presentandola nel formato originale alla premiazione. Il testo annesso ad essa va scritto su un foglio formato A 4, che presenti come titolo lo stesso dell’opera d’arte figurativa.
Scadenza bando il 15 Maggio 2024. Per bando completo e scheda di adesione andare sul sito www.lucedellarte.altervista.org alla sezione "Premi". E-mail: [email protected] Tel 348 1184968 Quota base di partecipazione 10 euro per una sezione.
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carmy77 · 1 year ago
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L'Associazione culturale e teatrale “Luce dell'Arte” ETS di Roma indice ed organizza il Premio di Poesia, Narrativa, Teatro e Pittura "Luce dell'Arte" 6^ Edizione. Il premio, aperto ad Autori adulti con limite d’età minimo 18 anni e massimo nessuno, è diviso in 4 sezioni:
Sezione A) Poesia e/o Videopoesia: poesia e/o videopoesia a tema libero edita o inedita in lingua italiana o straniera o in vernacolo, con inclusa traduzione, senza limiti di lunghezza, riservata a tutti i poeti di nazionalità italiana o poeti stranieri di età adulta. Sono ammessi anche libri editi di poesia ed e-book. Per chi avesse creato videopoesia, può inviarla, ricordando di allegare file della poesia, oltre al video.
Sezione B) Narrativa: racconto, libro di racconti, saggio o romanzo a tema libero, inedito o edito in lingua italiana, anche tradotto da lingua straniera, riservata a tutti gli scrittori di nazionalità italiana e scrittori stranieri. Sono ammessi anche e-book. Generi letterari a partire da quello giallo, noir, horror, di fantascienza, storico, romantico, di attualità, avventura, fantasy, introspettivo - psicologico, fino a quello epico, comico/umoristico, allegorico e didattico - scientifico.
Sezione C) Teatro: monologo, corto, commedia o tragedia e sceneggiatura a tema libero in lingua italiana o straniera o in vernacolo, con inclusa traduzione; sezione aperta a scrittori, attori, registi e sceneggiatori. I testi possono essere editi o inediti. Sono ammessi anche libri con vari testi teatrali ed e-book.
Sezione D) Pittura e/o Fotografia con annesso Pensiero poetico o Racconto breve: opera d’arte fatta con qualsiasi tecnica (olio, acquerello, china, etc.) e/o fotografia, della quale inviare due riproduzioni a colori del formato cm 13x18, indicando per la Pittura tecnica adoperata e misura effettiva della stessa, insieme ad un pensiero poetico o racconto breve che ne esplichi il senso più profondo. Fondamentale dichiarare che l’opera è frutto del proprio ingegno, presentandola nel formato originale alla premiazione. Il testo annesso ad essa va scritto su un foglio formato A 4, che presenti come titolo lo stesso dell’opera d’arte figurativa.
Scadenza bando il 15 Maggio 2024. Per bando completo e scheda di adesione andare sul sito www.lucedellarte.altervista.org alla sezione "Premi". E-mail: [email protected] Tel 348 1184968 Quota base di partecipazione 10 euro per una sezione.
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thegianpieromennitipolis · 17 days ago
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ARTISTI CONTEMPORANEI - di Gianpiero Menniti
LA MISTERIOSA VITA DELLE COSE
"Nulla esiste se non attraverso il linguaggio."
E ancora:
"Il focus della soggettività è uno specchio deformante".
Sono frasi pronunciate da Hans Georg Gadamer, il maestro di Marburgo, padre dell'ermeneutica contemporanea, arte e teoria dell'interpretazione dell'esistenza.
Davvero singolare la figura di Gadamer, nato esattamente nell'anno 1900 e scomparso nel 2002: si può affermare che nessuno meglio di lui sia stato un uomo del Novecento.
Eppure, raggiunse la notorietà solo negli anni '60 dopo la pubblicazione del suo capolavoro "Verità e Metodo".
Lo cito per raccontare un artista altrettanto singolare, calabrese, vibonese: Silvestro Bonaventura.
E per metterne in connessione le opere con il riferimento alla metafora dello "specchio deformante": la percezione soggettiva è influenzata da vari fattori culturali, sociali e storici che distorcono la visione della realtà.
In altre parole, ciò che vediamo e come ci vediamo è sempre mediato da questi "specchi" che non riflettono mai una verità pura e incontaminata.
Estrema espressione della soggettività: cosa c'è di più intensamente creativo di questo?
E di più profondamente reale?
Gli oggetti, la scena che li contiene e si costituisce innanzi agli occhi dell'osservatore, non è che l'effetto di un'interpretazione.
Non a caso Maurice Merleau-Ponty (filosofo francese dal pensiero raffinato, morì prematuramente nel 1961, quando Gadamer iniziava ad essere conosciuto) se ne fece carico per spiegare la controversa e resistente ricerca pittorica di Paul Cézanne: quella visione "im-mediata" che condusse alla mutazione dell'arte tra '800 e '900 e alla nascita dell'espressione artistica contemporanea.
Nelle sue tele, Silvestro Bonaventura racconta l'impossibilità dell'immagine ipostatizzata in una illusoria oggettività rivelandone, al contrario, l'incarnazione materiale, personificata, soggettiva.
Ed ecco che l'ermeneutica di Gadamer torna in campo.
E con lui l'idea che il linguaggio artistico formi l'esistenza delle cose.
Dopotutto, svelandone la natura: nulla di quanto appaia può essere astratto dalla relazione con l'osservatore, muta di sguardo in sguardo fino a quando il miraggio dell'oggettività non tracolli nell'utopia, in una fragilissima costruzione dalla consistenza chimerica.
La radicalità di quest'esperienza conduce, necessariamente, verso una pittura che stressa la concezione fino al limite possibile: non sfocia nell'astrazione ma riflette un modello di mondo nel quale le "cose" possiedono l'anima degli stessi occhi che le osservano.
Gli oggetti prendono vita e varcano la scena loro assegnata con la vividezza cromatica e l'impeto impedito alle "burrose" nature morte di Giorgio Morandi.
Dunque, da annullare in partenza ogni suggestione verso Derrida, nessuna "decostruzione", nessuna contraddizione con la "realtà" mentre è vivida la sensazione del "reale": l'irrappresentabile plasmato nella forma simbolica della deformazione, del dinamismo, del movimento.
Così, con Silvestro Bonaventura, il muro invalicabile della percezione viene saltato di slancio per approdare a un testo pittorico che si anima in una narrazione piacevolmente caotica e coinvolgente, imprevedibile, ricca di colpi di scena.
Come a teatro.
Il teatro come la vita.
La vita che si fa arte.
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alessandro55 · 4 months ago
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Raoul Dufy Le peintre, la decoration et la mode des annees 1920-1930
Jean Forneris, Jean-Pierre Angremy
Umberto Allemandi & C., Torino 1985, 199 pagine, 30,5x21cm, ISBN 88-422-0604-0, Texte en Français
euro 25,00
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Catalogo della Mostra tenuta a Roma Accademia di Francia 24 ottobre 1995-7 gennaio 1996.
Curata da Sophia Krebs, conservatrice del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, da cui provengono molte opere, e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, presieduta da Emmanuele F.M. Emanuele, la mostra raccoglie 160 tra dipinti, disegni, ceramiche, tessuti stampati e illustrazioni per libri.
Lo spettro operativo dell’artista nato a Le Havre nel 1877 e morto a Forcalquier nel 1953, era ampio come i suoi interessi: letteratura, cinema, teatro, ma soprattutto musica. Fu il padre, organista e direttore di coro, a insufflargli l’amore per Bach, Mozart, Chopin e Debussy (ai quali dedicò omaggi pittorici), ma sarà l’amico Othon Friesz a indirizzarlo verso le ricerche d’avanguardia pittorica.
Dopo una prima stagione d’impronta impressionista a inizio secolo, aderirà al movimento Fauve, con una predilezione per Matisse, che non lo abbandonerà mai, guidandolo nella «pittura di gioia», solo sfiorata nel 1908-09, da un’adesione al rigore cezanniano, mediato dall’amico Braque.
La mostra presenta marine, vedute urbane, sale da concerto, corse di cavalli, mazzi di fiori, interni borghesi, scene circensi, angoli d’atelier, dove si dispiega una pittura che semplifica le forme, miscelando arte colta e ingenuità del gusto. 
06/10/24
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luigidelia · 1 year ago
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Ecco il debutto. Ci ho messo 20 anni ma alla fine sono arrivato ad uno spettacolo che racconta della pittura, la mia seconda vita. E tutto accade sulle spalle dei giganti: Caravaggio, Vetrano, Randisi, Niccolini. Io? Io racconto solo di un pittore errante e della sua scandalosa misericordia. Ci vediamo a Santarcangelo o a Bari. 26 ottobre | 𝗔𝗡𝗧𝗘𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 | Sant'Arcangelo di Romagna (RN), Teatro Lavatoio Cantiere poetico per Santarcangelo 29 ottobre | 𝗗𝗘𝗕𝗨𝗧𝗧𝗢 | Bari, Teatro Kismet 𝗖𝗔𝗥𝗔𝗩𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗔𝗥𝗢 𝗘 𝗗𝗜 𝗢𝗦𝗖𝗨𝗥𝗢 di Francesco Niccolini con Luigi D'Elia regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi luci di Francesco Dignitoso E' 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 Città di Mesagne 𝘔𝘦𝘴𝘢𝘨𝘯𝘦 𝘊𝘢𝘱𝘪𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘊𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘗𝘶𝘨𝘭𝘪𝘢 2023 – 𝘜𝘮𝘢𝘯𝘢 𝘔𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘊𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘪𝘢 𝘐𝘕𝘛𝘐 𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘪𝘨𝘪 𝘋’��𝘭𝘪𝘢 𝘓𝘦 𝘛𝘳𝘦 𝘊𝘰𝘳𝘥𝘦 – 𝘊𝘰𝘮𝘱𝘢𝘨𝘯𝘪𝘢 𝘝𝘦𝘵𝘳𝘢𝘯𝘰 / 𝘙𝘢𝘯𝘥𝘪𝘴𝘪 Teatri di Bari 𝘊𝘰𝘯 𝘪𝘭 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 Teatro Cristallo 𝘦 𝘗𝘈𝘚𝘚𝘖 𝘕𝘖𝘙𝘋 𝘤𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘢𝘳𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘵𝘢𝘨𝘯𝘢 𝘛𝘳𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰-𝘈𝘭𝘵𝘰 𝘈𝘥𝘪𝘨𝘦/𝘚𝘶̈𝘥𝘵𝘪𝘳𝘰𝘭 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘔𝘐𝘊 – 𝘋𝘪𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘎𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘚𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘰, 𝘗𝘳𝘰𝘷𝘪𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘈𝘶𝘵𝘰𝘯𝘰𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘛𝘳𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘗𝘳𝘰𝘷𝘪𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘈𝘶𝘵𝘰𝘯𝘰𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘉𝘰𝘭𝘻𝘢𝘯𝘰.
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abatelunare · 1 year ago
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Quello che non leggo
Ci sono alcuni generi letterari ai quali - salvo rare eccezioni - mi accosto con grande fatica.
Il primo è il giallo. Ho sempre preferito guardare un giallo, piuttosto che leggerlo. Forse perché la vista mi permette di capire meglio. Ci sono sempre - a prescindere dal genere letterario - cose che la scrittura non è in grado di rendere.
Il secondo è il fantasy. Parlo delle narrazionni con ambientazione del tutto irreale. Ed è quello che non mi cattura. Infatti amo Neil Gaiman, che pratica un fantasy con forti agganci al cosiddetto mondo reale.
Il terzo ha a che fare con la guerra. Non ne faccio una questione di pacifismo o interventismo. Semplicemente non mi interessa. I film di tipo bellico li guardo, a dire il vero. Ma perché mi piace a loro spettacolarità.
Il quarto potrebbe essere il teatro. Ma è una cosa un po' strana, perché per esempio le opere teatrali di Pirandello e d'Annunzio le apprezzo e le leggo. Sono un lettore effettivamente lunatico.
Il quinto riguarda l'arte. Non mi piacciono i libri illustrati, che parlino di fotografia o pittura o roba affine, poco importa. Per me un libro non deve avere illustrazioni, ma soltanto parole.
So di essere un rompicoglioni. Come essere umano, ma soprattutto come lettore. E posso solo peggiorare. Questa è la cosa divertente.
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shadowofablackwolf · 2 years ago
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Ho un debole per le ragazze che esprimono sé stesse tramite la musica, il disegno, la pittura e l’arte in generale, la scrittura, la fotografia, la cucina, il teatro e i lavoretti fatti a mano con cura.
Mi piacerebbe entrare in sintonia e condividere le rispettive passioni, perché è meraviglioso quando qualcuno s’interessa, ascolta e ti rende partecipe con il sorriso e gli occhi che brillano di gioia. Non è facile che ciò accada, ma spero di conoscere e amare una persona che voglia questo.
Il romanticismo e la dolcezza, inoltre, sono come la cosiddetta “ciliegina sulla torta” che dà quel tocco in più.
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schizografia · 1 year ago
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Nodo alla gola è costituito da un solo piano nella misura in cui le immagini non sono che i meandri di un solo e identico ragionamento. La ragione è semplice: nei film di Hitchcock un’azione, essendo data (al presente, al futuro, o al passato), sarà letteralmente circondata da un insieme di relazioni, che ne fanno variare il soggetto, la natura, la finalità, eccetera. Ciò che conta non è l’autore dell’azione, quello che Hitchcock chiama con disprezzo il whodunit («chi l’ha fatto?»), e nemmeno l’azione stessa: è l’insieme delle relazioni in cui sono presi l’azione e chi la compie. Di qui il senso assai particolare del quadro: i disegni preliminari dell’inquadratura, la stretta delimitazione del quadro, l’eliminazione apparente del fuori-quadro, si spiegano con il costante riferimento di Hitchcock non alla pittura o al teatro, ma alla tappezzeria, cioè alla tessitura. Il quadro diventa come i montanti che sostengono la catena delle relazioni, mentre l’azione costituisce soltanto la mobile trama che passa al di sopra e al di sotto. Ecco perché Hitchcock procede abitualmente per piani corti, altrettanti piani quanti sono i quadri, ove ogni piano mostra una relazione o una variazione della relazione. Ma il piano teoricamente unico di Nodo alla gola non è per nulla un’eccezione a tale regola: molto diverso dal piano-sequenza di Welles o di Dreyer, che tende in due modi a subordinare il quadro a un tutto, il piano unico di Hitchcock subordina il tutto (delle relazioni) al quadro, accontentandosi di aprire questo quadro in lunghezza, a condizione di mantenere la chiusura in larghezza, esattamente come nella tessitura di un tappeto infinitamente lungo. L’essenziale, in ogni modo, è che l’azione, e anche la percezione e l’affezione, siano inquadrate in un tessuto di relazioni. È questa catena di relazioni a costituire l’immagine mentale, in opposizione alla trama delle azioni, percezioni e affezioni.
Gilles Deleuze
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takeawaygallery · 2 years ago
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L'Artista non sarà presente di Erminio Tilesi A cura di Francesca Perti
La Takeawaygallery presenta al Teatro Arciliuto, storico teatro di Roma dal 1967, la mostra personale di Erminio Tilesi, L’Artista non sarà presente La Takeawaygallery, dopo essersi occupata negli ultimi anni di fotografia e grandi installazioni, torna alla pittura con la prima mostra inedita di Erminio Tilesi, scomparso nel 2013. Tilesi nasce ad Amatrice nel 1929, si trasferisce giovanissimo a Roma dove diventa allievo di Duilio Cambellotti, artista che si accostò inizialmente all'Art Nouveau per poi avvicinarsi al Futurismo. Tilesi è un artista libero, di una libertà inaudita, tanto da decidere di non esporre mai le sue opere. La sua è un'arte nascosta, un'azione intima ma, nello stesso tempo, Tilesi si estende oltre, si proietta nel cosmo con suoi mezzi.
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pier-carlo-universe · 4 months ago
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L’arte pittorica di Matteo Pietro Gallo al Novi Musica Festival: Un viaggio tra emozione e introspezione. L’arte pittorica di Matteo Pietro Gallo al Novi Musica Festival: Un viaggio tra emozione e introspezione
Il Novi Musica Festival continua a sorprendere con la sua capacità di accogliere e promuovere non solo musica ma anche le arti visive.
Il Novi Musica Festival continua a sorprendere con la sua capacità di accogliere e promuovere non solo musica ma anche le arti visive. Dopo l’anteprima di Gianni Noli del 31 agosto, e in vista dello spettacolo di Flamenco del 26 ottobre al Teatro Giacometti, il festival offre un’occasione imperdibile per scoprire la mostra pittorica di Matteo Pietro Gallo. L’anteprima della mostra di Gallo si…
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avanzidicultura · 4 days ago
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chez-mimich · 16 days ago
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GIACOMETTI/MORANDI, MOMENTS IMMOBILES
In pieno clima di avanguardie artistiche, ovvero tra il primo decennio del Novecento e la metà degli anni Trenta, gli ateliers degli artisti sembrano diventare non strettamente necessari poiché Futurismo, Cubismo, Dadaismo e Surrealismo portano, molto spesso, l’arte a contatto con ambienti esterni, tanto che le opere vengono influenzate dal movimento, dalla velocità, dalla febbrile vita urbana, avendo poi anche rapporti diretti con la danza, con il teatro, con il cinema, con la fotografia. Del resto era già capitato, anche con l’impressionismo, che le tele fossero portate “en-plein-air”. Insomma gli ateliers, tranne alcune mirabili eccezioni come quello di Costantin Brancusi e del picassiano Bateaux-Lavoir sulla Butte di Montmartre, persero, mano mano, un po’ della loro feticistica importanza. Questo noioso preambolo era necessario per scrivere di una minuscola, ma raffinatissima, mostra alla “Fondation-Institut Giacometti” di Parigi (aperta fino al prossimo mese di marzo), dal titolo “Giacometti/Morandi, Moments Immobiles” che prende in esame due artisti che invece dell’atelier hanno continuato a fare il loro luogo di elezione (o la loro “comfort zone” come si dice oggi), per indagare il mondo: Alberto Giacometti e Giorgio Morandi. Due artisti accomunati anche dalla scarsa propensione a viaggiare, tanto che i loro mondi, quello della consunzione della materia della figura umana e quello intimo e domestico delle bottiglie, delle tazze e dei barattoli, sono mondi nati esclusivamente in atelier, principalmente quello parigino di Giacometti e quello di grizzana sull’ Appennino per Morandi. Benchè contemporanei i due artisti non si conobbero mai, eppure entrambi si trovano ad operare nella stessa temperie artistica e culturale intersecando i linguaggi di Cubismo, Futurismo, Surrealismo, Metafisica. Probabilmente Giacometti vede a Parigi i lavori di Giorgio Morandi, in occasione delle esposizioni sull’arte italiana del Petit Palais e poi al Jeu de Paume. Simile lo spirito che li muove: Giacometti a Parigi mise in opera la più febbrile attività di “consumazione” della materia concentrando il suo sguardo esclusivamente sulla figura umana, Morandi, con la sua intimità domestica, propose una pittura e un’incisione che sono specularmente opposti all’arte di regime, trionfalistica e piena di roboante retorica. Anche il lavoro sulle modelle viventi (prima fra tutte la compagna Annette) costringe Giacometti ad un lavoro principalmente legato al proprio atelier. Come Morandi fa per gli oggetti, Giacometti opera una copia analitica dell’essenza della modella e questa lettura resta lontana da un senso generale di lavoro “compiuto”, a vantaggio di una raffigurazione che scava oltre l’aspetto puramente esteriore. Anche per Morandi il discorso è molto simile: interrogato da un giornalista sull’astrazione e sulla surrealtà (argomenti estremamente attuali negli anni Trenta) Morandi risponde che “per lui niente era più surreale e niente era più astratto che la realtà”. Ed è indubbiamente questo il senso ultimo della sua pittura. Insomma, se una chiave di lettura della mostra si vuol trovare, questa non può essere che l’intima adesione dei due artisti “solitari” alle grandi tematiche della pittura delle avanguardie artistiche, tematiche che portavano ad una lettura della realtà attraverso l’analisi meticolosa e la rilettura di forma, colore, movimento attraverso un modo di fare arte non meramente mimetico. Il confronto tra i due è certamente una prospettiva stimolante per ribadire la loro appartenenza a quel periodo di grandi trasformazioni artistiche e culturali. Per chi passasse in zona Boulevard Raspail (Montparnasse)oltre a questa delizia, a pochi metri dalla Fondation Giacometti, troverebbe alla “Fondation Cartier” la grande bellezza della mostra di Olga de Amaral, alla quale dedicherò qualche commento nei prossimi giorni. Come si dice, per ora da Parigi è tutto...
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marcogiovenale · 3 months ago
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oggi e domani, terza edizione della festa dell'arte a monteverde (roma): ecco il programma
cliccare per ingrandire 3^ edizione della FESTA DELL’ARTE A MONTEVERDE al Teatro Villa Pamphilj (oggi e domani, sabato 9 e domenica 10 novembre), ideata e condotta da Federico Raponi insieme alla direttrice del teatro, Veronica Olmi, e a Sira De Vanna di Kulturjam Edizioni. Anche stavolta – dalla mattina al pomeriggio – sono in programma una mostra collettiva d’arte visiva (pittura, fotografia,…
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alessandro55 · 5 months ago
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Lila De Nobili
a cura di Vittoria Crespi Morbio
Testo di Vittoria Crespi Morbio, Polline di luce. L’arte di Lila De Nobili
Testimonianze: Gianandrea Gavazzeni; Carlo Maria Giulini; Franco Mannino.
Apparati: nota biografica e cronologia delle opere a cura di Emilio Carcano e Vittoria Crespi Morbio; catalogo delle opere realizzate per il Teatro alla Scala.
Ed.Teatro alla Scala, Milano 2002, 139 pagine, 24x29cm
euro 40,00
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Mostra Palazzo Busca Milano 2 ottobre 2 dicembre 2002
Nasce il 3 settembre 1916 a Castagnola (Lugano)
da una famiglia di origine ungherese da parte di madre, sorella del pittore Marcel Vertès, e ligure da parte di padre, un uomo d’affari che tra le varie iniziative produceva sigari toscani, che esportava negli Stati Uniti.
Le sue residenze durante l’adolescenza sono i grandi alberghi delle capitali europee e di New York. A Roma, dove studia presso l’Accademia di Belle Arti, abita con la madre al Grand-Hotel. Ma
la sua dimora eletta sarà Parigi dove trascorre la maggior parte della sua vita, dalla fine degli anni Quaranta fino al giorno in cui si spegne, il 19 febbraio 2002.
A Parigi frequenta l’Académie Ranson e debutta negli anni Quaranta come disegnatrice di moda e decoratrice d’interni. Collabora per Vogue (disegna i figurini per le collezioni Molyneux) e progetta memorabili vetrine per Hermès.
Si dedica casualmente alla scenografia nel 1947, per compiacere un’amica attrice, Françoise Lugagne, il cui marito, il regista Raymond Rouleau, insisteva nel chiedere di dipingere una scena. Con la rappresentazione di La rue des anges (Angel Pavement) di Jolm Boynton Priestley al Théâtre de Paris, comincia a dedicarsi al teatro con assoluta dedizione fino agli anni Sessanta, quando sceglierà di concentrarsi esclusivamente sulla pittura.
27/08/24
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