#mi è preso un colpo
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the-tenth-arcanum · 1 year ago
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madò ama sembrava stessi per annunciare l'attacco alle torri gemelle
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scritti-di-aliantis · 4 months ago
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Nora, mia suocera, è ancora una bellissima donna di cinquantadue anni. Molto curata e palestrata. Mia moglie Luisa purtroppo due anni fa se n'è andata lassù per un incidente stradale. Lei quindi mi aiuta coi due bimbi e con la casa. Luisa era figlia unica e quindi dopo lo shock iniziale, ora gli equilibri delle due famiglie si sono assestati.
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Viviamo a distanza di pochi isolati in un piccolo paese; al mattino mio suocero Berto dopo colazione va via, apre il suo negozio di autoricambi in una cittadina vicina e torna a casa solo alle nove di sera. Quindi, di fatto, dopo avviate le cose di casa sua, Nora diventa il fulcro di casa mia.
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Da un mese però le cose tra noi due si sono fatte più intense: va detto che sono sempre stato il "cocco delle signore" sin da quando avevo diciotto anni. In un momento di tenerezza e relax, una domenica, subito dopo pranzo, lei era passata per vedere se era tutto a posto e per aiutare i bambini coi compiti, come sempre fa.
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Ero sul divano, con un'aria un po' triste. Lei aveva finito di dare una sistemata alla cucina. Dopo la doccia avevo addosso l'accappatoio. Nora s'è seduta sul divano un momento accanto a me. I bambini ancora stavano facendo il riposino. Mi sono lasciato andare: in un impulso di estrema intimità le ho detto che come maschio sentivo molto forte la mancanza di una "femmina". Non avevo cattive intenzioni, giuro.
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Lei però, un po' materna e un po' porca, mi ha accarezzato, poi ha lasciato scivolare la mano sul mio torace nudo e peloso. Era chiaramente attratta. Sentendo una dolcezza femminile indugiare forse un po' troppo sul mio corpo, m'è venuto spontaneo aprire l'accappatoio. Lei mi ha potuto vedere torace, ventre, inguine nudi e... il mio uccello bello reattivo al tocco di una donna attraente.
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Senza pensare forse troppo, rispondendo a un impulso naturale, la mia suocera sexy s'è chinata e me l'ha preso in bocca. Per pochi secondi solo, perché io cominciavo a muoverlo nella sua testa. Mi piaceva. Molto. Allora, deciso, le ho preso la testa, l'ho baciata sulle labbra con trasporto e l'ho accompagnata in camera da letto. La volevo. La desideravo.
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Lei capiva di non poter più scappare. Le tenevo la schiena e la spingevo. Diceva debolmente: "ma che fai? N-nooo... Non si può... Dai... Non dobbiamo..." Ma procedeva senza esitazioni. Ho chiuso a chiave per precauzione, lei si scusava: era imbarazzata. Rossa in viso da mangiarla di baci. Si mordeva le labbra dal senso di imbarazzo e rimorso. Parlava nervosamente. Ma non vedeva l'ora di farsi scopare. Lo capivo chiaramente.
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Mi diceva che Berto non la tocca più. Che però lei non l'aveva mai cornificato. Le ho tolto le mutandine bagnatissime, le ho sollevato la gonna, tappato la bocca dapprima con l'indice, poi baciandola di nuovo con trasporto e alla fine infilandole l'uccello in fregna con un solo colpo violento. Ha chiuso gli occhi mugolando di piacere e infine s'è lasciata scopare. Mi ha detto un bellissimo: "siiii... fottimi forte!" Per cui, da un po' lei per ciò che riguarda le mie esigenze di sesso provvede alla grande. Mi dà tutto ciò che posso desiderare. Ingoia la mia sborra di gran lena. Le piace da morire il mio sapore. Si passa la lingua sullle labbra. Annusa il mio inguine, rapita dal mio odore. E lecca i residui.
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Gliene posso scaricare in gola quanta ne produco. Non fa una piega e manda giù tutto. Se lo voglio, mi dà il suo buco del culo da leccare e sfondare a piacere. Mi allatta materna, se lo desidero; le posso riempire la fregna elastica e accogliente col mio cazzo a lungo quanto voglio. Non potrei chiedere di meglio. Sono sicuro che Luisa da lassù approvi: sua madre così non è che proprio tradisca suo padre, perché sta solo aiutando me e la nostra famigliola in tutto! Provvede a tutte le nostre esigenze. E mi fa scopare perché è solo molto generosa. Poi, io non sostituisco la mia moglie defunta con un'altra donna giovane ed estranea. Tutto resta in famiglia e viviamo felici.
Aliantis
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ideeperscrittori · 7 months ago
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IL MIO DIFFICILE RAPPORTO CON LA TAC
Domani devo fare una TAC con mezzo di contrasto per il solito motivo: il simpatico Linfoma Non Hodgkin che ha deciso di entrare nella mia vita. E ho rispettato una tradizione. Ogni volta che devo svolgere questo esame, il mio coefficiente di imbecillità supera il livello di guardia.
L'altra volta ho dimenticato la borsa con i documenti sanitari alla fermata dell'autobus, ma il destino è stato misericordioso perché poi l'ho ritrovata. Stavolta ho fatto un'altra boiata, per fortuna senza conseguenze.
Ma andiamo con ordine.
Alcune settimane fa ho avuto la visita oncoematologica e mi hanno prescritto un'immensa quantità di esami, tra cui questa TAC.
Purtroppo i medici non me l'hanno prenotata nell'ospedale che mi ha preso in carico. Hanno detto: "Eh, a differenza di un esame tipicamente rivolto ai pazienti oncologici come la PET, la TAC non possiamo prenotarla noi, perché riguarda una platea molto più vasta. Devi pensarci da solo". Mi aspettavo che aggiungessero: "Niente di personale, amico". Ma so bene che non è colpa dei medici. La colpa è del sistema.
Insomma: l'ospedale mi ha preso in carico, ma non per la TAC. E sapete come funziona? Quando prenoti tu un esame con la ricetta, molte cose possono andare storte. Diventa un'avventura, un'impresa, qualcosa di rocambolesco. La tua missione è chiara: ottenere una data col Sistema Sanitario Nazionale in tempi possibilmente inferiori a un'era geologica.
Abito in provincia di Milano, ma ho fatto una ricerca estesa a tutta la Lombardia, perché ovviamente a Milano e provincia non c'era nulla. E mi è capitato un incredibile colpo di fortuna. Una data fantastica: 20 agosto in provincia di Bergamo, a mezz'ora di auto da casa mia. Forse si è trattato di una congiunzione astrale. Forse si è liberato un posto per una disdetta.
E veniamo alla boiata.
L'altra volta, prima della TAC, avevo fatto le analisi del sangue per misurare il livello di creatinina. Senza il valore della creatinina, ti rimandano indietro.
Questa incombenza è sempre indicata nei fogli riguardanti la preparazione in vista della TAC.
Stavolta li ho letti? Ma certo che no. Il motivo: "Li leggo il giorno prima, tanto sono le solite cose: stare a digiuno, eccetera".
Stamattina mi sono detto: "Tanto per scrupolo, controlliamo un po' quei fogli". E la terribile verità si è manifestata.
Leggerissimo attacco di disperazione: "Vuoi vedere che mi sono giocato qualcosa che somiglia alla vittoria della lotteria?".
A parte quel mirabile 20 agosto, ricordo date improponibili in province lontanissime. Qualcosa tipo: gennaio 2025.
In teoria, nel caso di date assurde, la TAC si può fare privatamente e chiedere un rimborso. Almeno credo. Ma questo significa altre menate, altri fastidi, altra burocrazia. Niente è paragonabile alla possibilità di risolvere tutto in 24 ore presentandosi a un appuntamento già fissato.
Beffa del destino: l'esame della creatinina è nell'elenco dei mille esami ematochimici raccomandati per il giorno prima della prossima visita ematologica. Forse l'esame è uscito dalla mia mente per questo. Nel mio cervello era programmato per il 28 agosto.
Ero sull'orlo delle lacrime.
Poi mi è venuta in mente un'opzione che in un primo momento avevo escluso.
Mi sono messo a riflettere: "Ho dormito poco questa notte, ma non ho mangiato nulla. Nemmeno un tozzo di pane o un cracker".
A volte in casa ci sono schifezze che sgranocchio di notte per l'ansia. È un'abitudine poco salutare, non prendete esempio da me.
Stavolta no. Armadio della cucina privo di snack. Frigo vuoto. Stomaco vuoto.
Sapete cosa significa?
Ho capito di poter fare l'esame della creatinina oggi.
Dubbio: "Ma otterrò il risultato in tempo?".
Mentre ci pensavo, sono uscito di casa. Non avevo alternative.
Ho fatto una corsa a perdifiato verso il laboratorio di analisi più vicino, perché non ho la macchina.
C'è un laboratorio nel paese in cui abito.
Altro dubbio: "Ma sarà aperto?".
Sono giunto a destinazione e ho scoperto che ha riaperto proprio oggi, dopo la chiusura estiva. Un po' di fortuna ogni tanto ci vuole.
Ho fatto la fila e ho spiegato la situazione.
La signora dell'accettazione è stata gentilissima: "Lei è ancora in tempo: ho prescritto l'urgenza. Risultati entro oggi". Io mi sono esibito in ringraziamenti sperticati e iperbolici: "Mi avete salvato la vita!". E la signora dell'accettazione: "Che bello, ogni tanto salviamo vite".
Quindi alla fine è andato tutto bene. Ho fatto l'esame della creatinina. Ho già avuto il risultato. Domani potrò fare la TAC.
E ora stiamo a vedere.
[L'Ideota]
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sciatu · 2 months ago
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FALSOMAGRO E BRACIOLINE
La Nonna: u viziu chi nun è castigatu, dura pi sempri!
Nonna - Pronto oh prontu
Catina - Si pronto chi parla
Nonna - Anciulina jo sugnu, nun mi canusci? L’ hai dumatu l’apparecchio pi sentiri?
Catina -Signora non sono mia zia Angela sono Catena, sua nipote
Nonna - Oh gioooia, non ti avia riconosciutu. Cercavo a tua zia perché ho fatto il falsomagro e le braciole al sugo, ma mio nipote non è venuto e mi sono rimasti. Volevo dargliene un po'…. Ma chi fici, forse ho sbagliato numero?
Catina – No signora, il numero è giusto, solo che ho io il cellulare della zia perché siamo al pronto soccorso e lei è ricoverata
Nonna - Oh Prontu Soccorsu..? o Santilibbiranti è chi ci succidiu?
Catina – Niente, non si preoccupi. Zia Angela aveva detto allo zio di pitturare il bagno …
Nonna - U sapia, u sapia chi a cuppa era di du disgraziatu!!! E chi ci fici ci miscoi perché al solito non voleva fare niente?
Catina -No signora, non l’ha picchiata. Lo zio ha incominciato a pitturare il bagnetto solo che doveva pitturare il soffitto e allora ha preso una sedia
Nonna – La Sedia? Ha bisogno di un ascensore: ma se lui è alto come una suola delle scarpe, come faceva ad arrivare al soffitto con la sedia?
Catina -Infatti ha preso una sedia e c’è salito sopra, ma non ci arrivava lo stesso e allora ha messo sotto i piedi della sedia quello che ha trovato, una pila alta così di libri e riviste. Poi c’è salito sopra e si è fatto aiutare dalla zia a prendere la latta di pittura da 50 litri che era pesantissima. Siccome era enorme, per tenerla, l’aveva appoggiata sulle ante di vetro della doccia.
Nonna - Ma chi è cretino? E se si rompevano
Catina - Infatti signora, la latta era tanto pesante che le ante si sono staccate dal muro andando in mille pezzi, Lo zio ha cercato di prendere la latta ma la sedia su quella pila di giornali è scivolata giù e non le dico il casino che è venuto fuori … tutto il bagnetto, le pareti e il corridoio pieni di pittura, lo zio nel cadere ha rotto la lampadina perché si è cercato di aggrappare a qualcosa, ha cercato anche di aggrapparsi al  mobile dove tengono le tovaglie ma questo è caduto giù spaccando il bidè … lui , non è riuscito a brancicarsi da qualche parta ed è caduto con la testa nel water ed ha dato un colpo tanto forte che è svenuto. La zia  è stata travolta dal bidone di pittura, è caduta all’indietro, ha battuto la testa ed è svenuta anche lei. Non le dico il macello. La signora Romano che sta nell’appartamento sotto al loro, ha sentito il botto e ha mandato il figlio a vedere cosa era successo. U carusu è salito, ha aperto la porta è ha visto la zia stesa per terra, tutta bianca e con le braccia aperte che quasi non respirava … si è spaventato ed è corso dalla mamma dicendo che la signora Anciula era morta. La signora Romano ha incominciato a urlare a chiamare i pompieri, la Croce Rossa, i Carabinieri e ha chiamato anche me.
Nonna - Mahhh … chi disastru, speru sulu chi to ziu questa volta battiu nto sonnu (nelle tempie) e ci ristoi.
Catina - Ma no signora, l’ambulanza è arrivata ha visto mia zia stesa nel corridoio tutta bianca, l’hanno presa e portata subito giù in ambulanza. Le hanno fatto sentire i sali e lei si è ripresa è ha chiesto di mio zio, ma gli infermieri non l’avevano visto. Sono tornati e guardando nel disastro del bagnetto con la torcia hanno trovato lo zio tutto coperto di pittura con la testa incastrata nel water…
Nonna – è quello è il posto giusto per lui: u cessu!! Ma hanno tirato l’acqua facendolo finire in mezzo a quelli come lui?
Catina - … era tutto raggomitolato e con la pittura non si distingueva dal water e non si staccava perché la pittura s’era tutta seccata e lo aveva incollato li dentro. Così l’hanno portato in ospedale sempre con la testa nel water perché avevano paura che se lo toglievano gli usciva il cervello
Nonna - Non c’era questo pericolo perché lui è cerebrovacanti: a testa gli serve solo per portare le corna che ha!?
Catina - No ora sta bene. Ha un bernoccolo di dietro ma sta bene, anzi da come stà gridando contro lo zio di la in infermeria, si è ripresa di sicuro.
Nonna - Ragiuni avi, du disgraziatu, du ruvinafamigghia chi è. Ma come si fa che una ni fa e milli disgrazie ni cummina, chi poi ci va sempre nto menzu da Santa fimmina di Anciulina. Ma per una volta che ne è successa una bona di disgrazia, ma perché non finiva bene e la faceva diventare vedova che ci voleva: hai fatto trenta e fai trentunu binidittu Diu!. Oh signuruzzu mei, “u viziu chi nun è castigatu dura pi sempri”, picciò, fanni sta grazzia: pigghittillu, pottitillu in paradisu e fallu puru beato, santu, chiddu chi boi e tenittillu accanto a tia: libberani i sta disgrazia infinita.
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devourer-of-gods-fan · 2 months ago
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the limbus company localization project: prologo, la selva oscura
by Augusto Nistolini (A.K.A. Devourer_of_gods_fan)
episodio 1
luogo: una selva oscura
lupo: capisci ora? non puoi fuggire da noi.
dante:<come osi… interrompermi proprio quando stavo per incidere l'#######… dovete essere fuori di…>
leone: ah~ se facciamo i pignoli, quello che la nostra padrona ha in serbo per te apparentemente non è un tabù della Città.
è solo il tipo di cosa a cui… nessuno ha mai pensato, mi capisci?
huh, ma guarda…
pantera: sei riuscito a metterti un'altra testa così in fretta. la gente come te è sempre pronta a tutto?
dante: < kngh… aspetta solo finchè non avrò l'#######… non sarete nulla per la mia…>
leone: haha, suppongo quella nuova testa non includa una bocca, eh?
lupo: già, sento solo ticchettii. pensi stia urlando là dentro?
dante:<ghaagh...!>
lupo: hmm. ticchetta più velocemente, quindi penso possa ancora sentire il dolore.
dannazione… perchè… sto…!
… perchè sto venendo attaccato?
non va bene… le memorie si stanno dissolvendo troppo in fretta… il ### è stato fatto troppo velocemente…
lupo: bah, sono già silenziosi. finiamola adesso.
leone: lupo, questo è un posto in cui nessuno va e dove nessuno ci vedrà. che fretta c'è?
lupo: dobbiamo seguire i suoi insegnamenti. non possiamo più andare per le lunghe.
leone: sì, ma… haa, questo è un momento che ci capiterà una sola volta nella vita. non avremo altre opportunità di uccidere qualcuno di questo calibro…
pantera: leone, hai la tendenza di farti emozionare troppo nei tuoi lavori. spero che tu mostri un pò di discrezione.
leone: pshaw…
pantera: è un peccato-volevo vedere la tua faccia. non penso che tu ci dica dove è la tua stella, giusto?
dante:<col cazzo che lo faccio. porterò la posizione di ### nella tomba con…>
<…..>
diamine, dove doveva essere ### di nuovo? le mie memorie stanno fuggendo troppo velocemente…
pantera: …giusto. niente bocca.
che di conseguenza vuol dire… che non impareremo come ottenerla da questa pesona.
lupo: posso finirli ora?
pantera: certo… huh?
leone: ehi, cos'è quel suono? non dirmi, Pantera…ti sei lasciato seguire?
pantera: no, non c'era nessuno che mi avesse poturo seguire. forse un animale selvatico?
lupo: questo non è il suono che una bestia farebbe. è…
un autobus…?
pantera: ma come è finito qui?
leone: che abbia preso una curva sbagliata?
leone: hoo, il prezzo che pagheranno per aver preso la strada sbagliata sarà più grave di quanto si aspettano…
leone:…!
lupo:…ha battuto la forza di Leone?
pantera:…!
faust: …..
se i miei occhi vedono bene, allora raggiungerai il porto della gloria.
dante:<chi… sei tu? quella targhetta… dice… Faust?>
faust: hai perso la strada in una selva oscura.
dante:<…scusa, cosa?>
faust: eppure non sei stato sopraffatto dalla paura. perchè non fu così?
dante:<quello è…>
<potevo semplicemente… alzare la testa per trovare la stella.>
faust: corretto.
ora, ripeti con il cuore quello che ti dico mentre rievochi quella memoria.
segui la tua stella.
dante:<segui… la tua stella.>
in quel momento…
sentii un improvviso colpo nella mia testa.
seguito dal pizzicore di varie catene che penetravano il mio petto.
dante:<hyag ... ah-aaagh!>
faust: calmati. alche se sembra il contrario, il tuo cuore batte ancora.
con questo, il patto è sigillato.
Dante, d'ora in poi, noi siamo legati al tuo tempo.
dante:<che cosa...?>
faust: il battito dei nostri cuori ora dipende da dove puntano le tue lancette.
dante:<"nostri"…?>
ismaele: questo è davvero tutto?
yi sang: una sola mela è caduta.
ismaele:…questo tizio continua a dire cose insensate.
rodion: aaaaaaaah~ l'attesa mi stava ammazzando! ci sarà finalmente un pò d'azione?
gregor: beh, suppongo che un pò di riscaldamento mi possa far bene.
nessuno: cos'è quella creatura che spasima miserabilmente per terra? sarà l'ultima aggiunta al nostro gruppo?
gregor: uh… dovresti pensare più alle tue parole… ho sentito che quello è il nostro futuro capo…
faust: l'attacco deve essere successo in un istante. sono colpita che sei riuscito a nascondere la tua testa.
dante:<chi siete voi? e cosa c'entra quell'autobus?>
faust: noi siamo i portatori di giustizia che sono arrivati a soccorrerti, e questo è il nostro autobus magico che ci porta ovunque desideriamo andare.
dante:<giustizia? bus? io non…>
faust: non era quello che ti aspettavi di sentire? in ogni caso, starai meglio se ci credi i tuoi salvatori.
siamo in gara col tempo e la situazione non è in nostro vantaggio, quindi lasciami spiegare questo una volta sola.
dopo un pò di tempo…
dante:<quindi… se non mi sbaglio e faccio come dici, questi sconosciuti si batteranno per me?>
faust: corretto. finchè dai gli ordini giusti, almeno.
dante:<okay, quindi uccideremo questi vandali arroganti a morte…>
<poi tornerò dove ero prima…>
<dove ero prima, e...>
<…..>
<cosa stavo facendo? dove ero mentre facevo quello?>
<qualcosa di estremamente importante era alle porte. qualcosa che non dovrei dimenticare.>
faust: calmati. è naturale che succeda con la tua testa corrente.
dovresti concertrarti sul problema immediato, Dante.
nessuno: or… scusi, non sono sicura di come dovrei riferirmi a Lei.
Comandante Orologio basterebbe…? in ogni caso, aspettiamo i suoi ordini!
gregor: eh, davvero ci servono ordini? andare uno per uno sembra l'unico modo.
ismaele: huh?! E-Ehi!
heathcliff: smettetela di blaterare! dobbiamo solo schiacciarli!
faust:…fai del tuo meglio, Dante. per favore.
dante:<…non c'è altro modo, suppongo.>
episodio due
luogo: una selva oscura
gregor: w-whoa, aspetta!
so che è un pò strano che viene da qualcuno con cui stavi giusto combattendo, ma sono abbastanza sicuro che possiamo parlar-
…..!
yi sang: questo…
…non è ideale.
ismaele: haa… lo sapevo che era un'idea ridicola resistergli.
…..
dante:<ma che diamine sta succedendo? avevi detto che avreste combattuto per me!>
faust: non abbiamo mai promesso di vincere le suddette battaglie.
dante:<cosa…>
faust: inoltre, sembra che io sia l'ultima sopravvissuta.
dante:<oookay. quindi te lo stavi aspettando?>
<hai un asso in manica, giusto?>
faust: non necessariamente un asso, no. piuttosto…
è riguardo seguire la stella.
pantera: cos'è questo, una qualche tipo di performance suicida? non erano le vite più divertenti da finire.
dante:<cosa… cosa dovevo fare?>
<sono arrivati trionfalmente solo per morire come mosche…>
<gah… non ricordo nulla sul passato da quando ho ripetuto quello che lei ha detto.>
leone: aah~ mi sono presa i miei tempi. ora finiamola sul serio!
dante:<è questa… la mia morte?>
virgilio: dì questo al serpente, falsa leonessa.
questo flusso non può essere fermato.
leone: grh… GAAAH!!
lupo: rosso…? ma perchè?
argh…
virgilio: sai perchè ho smembrato solo quelle due?
perchè almeno uno di voi deve poter riuscire a portare il resto fuori da qui.
e rimani solo tu per offrire loro alcun aiuto.
pantera:…Lo Sguardo Rosso.
virgilio: non fissarmi in quel modo. questo non è niente rispetto a ciò che hai fatto tu.
con ferite simili, sono sicuro che il tuo capo riconoscerà che tu hai fatto la tua parte. considerale medaglie all'onore.
a meno che…
non vuoi che questa sia la fine della tua vita?
pantera:…..
dante:<chi… sei uno di loro?>
<sei arrivato troppo tardi, sono già…>
virgilio: nessuno è in ritardo, Dante.
abbiamo bisogno di solo una cosa…
un pò di tempo da riavvolgere.
dante:<…!>
sono improvvisamente sopraffatto da un tagliente dolore nel mio petto, come se il mio cuore fosse stato strappato in mille pezzi.
seguito da fitte nelle costole, negli intestini, nello stomaco e nei polmoni.
dante:<GAAAAAAGH!!!>
a fondo in un mare di tormento che sembra girare e strizzare il mio intero corpo, faccio uscire un grido agonizzante.
dante:<tu… grgh…>
nella mia coscienza languente, l'unica cosa che potevo percepire…
era la carne dei morti ricostruirsi in maniera bizzarra.
virgilio: soffrirai in abbondanza d'ora in poi, Dante.
e la voce dell'uomo dagli occhi rossi.
episodio 3
luogo: a bordo di Mefistofele
sento l'urlo di una bestia da qualche parte. piangeva senza sosta. urla per la fame? o…
faust: finalmente sveglio. sarei stata un pochettino delusa se fossi morto di fronte a noi.
dialogo mancante da fonte
caronte: fresca mattina. parla caronte la guidatrice di bus.
virgilio: non è mattina, ma posso sospettare che è rinfrescante. come ti senti, Dante?
dante:<beh, io…>
virgilio: sempre a ticchettare come un orologio… sigh, che barriera linguistica che è.
mi puoi chiamare Virgilio… se puoi comprendere quello che sto dicendo, dammi qualche reazione, Dante.
gli ricambio un veloce assenso, visto che non sembrava ostile.
virgilio: bene. almeno il tuo udito funziona ancora. partiamo, Caronte.
caronte: ora in partenza. vroom-vroom.
ci fu un grave ruggito e delle vibrazioni, come se fossero scappate da una profonda palude.
fu a questo punto che realizzai che ero a bordo di un autobus.
un autobus… non sono sicuro di aver mai usato questo veicolo nel passato.
virgilio: ti ricordi chi eri?
scossi la testa per dire no. ero stato ricordato che la mia testa era ora un marchingegno ticchettante.
virgilio: suppongo tu voglia indietro i tuoi ricordi. ho ragione?
annuii. mi sentivo proprio un idiota.
virgilio: semplice e chiaro. cosa impedisce il resto di voi dall'adottare questo tipo di comunicazioni a base gesti?
qualche parola da te, signora Faust?
faust: Faust gentilmente non accetterà l'offerta.
dubito avremo tanta libertà sui nostri corpi la maggior parte del tempo.
lei è quella che mi aveva parlato nella selva.
i suoi capelli argentei che brillano anche al buoi danno certamente un'aura abbastanza misteriosa.
faust: Dante.
dante:<Dante?>
a pensarci, anche l'uomo dagli occhi rossi mi sta chiamando così.
faust: Dante è il tuo nome. l'amnesia deve starti influenzando gravemente.
dante:<certamente sembra così… non sembra una parola familiare.>
faust: ne farai abitudine dopo un pò.
dante:<aspetta… puoi capirmi?>
<il gruppo che mi ha attaccato prima- e quel tizio, virgie o come si chiama-sembravano non sentire nulla se non ticchettii da me.>
faust: Faust può sentire quello che intendi dire.
dante:<ci riesci davvero…? ma come? non ho neanche una vera bocca.>
faust: idee vecchie devono essere uno degli effetti secondari che aveva il rimpiazzo della tua testa.
è anacronistico pensare che organi vocali come corde o lingua sono necessari per partecipare in conversazione.
dante:<anacronistico… giusto. non lo ho mai considerato>
faust:…puoi limitare il recipiente del tuo messaggio a una persona, o decidere di parlare a tutti simultaneamente.
ah, un piccolo chiarimento: quando dico "tutti", mi sto solo riferendo ai peccatori.
dante:<peccatori?>
faust: le persone che hanno preso posto dietro di te…
e quelli che hanno combattuto al tuo posto fino a momenti fa.
don cisciotte: ha haaaa!!! quindi lei è l'ultimo pezzo che completa il cast di questa nostra avventura! O, come ho bramato per questo momento!
gregor: quindi, amico, dove hai venduto il vecchio cranio?
ismaele: quindi eri tu. grazie per aver rimesso la spina dorsale in un solo pezzo. eri un chirurgo o simile nel Nido?
virgilio: zitti, tutti. nulla è più spiacevole di un coro di suoni.
suppongo gli dovete una concisa introduzione. avanti.
vi darò il tempo di farvi noti, iniziando dal più vicino. iniziate.
gregor: perchè son sempre davanti che iniziano… sono stufo di guidare la carica.
ho sentito che saresti stato il nostro boss, o… sì, il nostro manager.
dante:<manager?>
gregor: già, che è il motivo per cui ero molto curioso di conoscerti, e…
uhrm… hmm, tsk. fare le frasi giuste è proprio difficile.
non so cosa hai fatto con la tua vecchia testa, ma suppongo ognuno abbia la loro storia.
sono Gregor. siamo nella stessa barca, manager bro.
redion: Greg! non sono solo il tuo "bro" o il tuo "amico"~ stai parlando con la persona che ci renderà schifosamente ricchi!
gregor: Greg…?
dante:<ricchi? di cosa parli?>
rodion: vediamo, cosa suona meglio… Dante! non preoccuparti se ti chiamo per nome. puoi chiamarmi Rodya~
penso che ci sia una… beh, una buona ragione per cui sei diventato il nostro manager.
ne sono sicura. eri un pezzo grosso al Nido, giusto? quando i tuoi ricordi inizieranno a tornare, saremo vicinissimi al rotolare nella grana… fuhu…
è certamente estroversa, glielo riconosco…
rodion: o dio, quarda quanto parlo. ehi, ragazzino! tocca a te adesso!
sinclair: buongiorno…
rodion: aw, che noioso~ tutto qui?
sinclair: oh! sono sinclair…
questo ragazzo sembra stranamente nervoso; è entrato in questa compagnia di sua volontà?
sinclair: …c-c'è altro che devo dire? non ho mai lavorato per una compagnia prima d'oggi…
rodion: beh, inparerai le basi nei prossimi giorni.
okay allora, che ne dici se vai tu adesso, amico secchione!
yi sang: io sono Yi Sang (=tutto qua).
dante:<…tutto qua?>
yi sang: mhm. niente specchi o fumi.
aspettai che svelasse fosse uno scherzo o una battuta…
ma stava solo quardando fuori dalla finestra con sguardo perso, disinteressato.
ismaele: haaa… non riesco a credere a voi. le introduzioni non sono forse il primo passo all'essere un membro della società?
per favore, chiamami ismaele.
ho sentito che hai riattaccato i nostri corpi insieme dall'essere pezzettini. sono impaziente di lavorare con te.
diede poi un educato inchino prima di tornare al suo posto.
anche se aveva enfatizzato la socialità, non sembrava una persona affabile.
heathcliff: scusa se ti deludo, perchè non me ne frega molto nel conformarmi.
me chiamo heathcliff. ero uno smantellatore-per edifici e persone.
non per ordini d'altri, eh. fatto solo a pischelli che me facevan incazzare.
quindi stattene attento.
sono allergico agli stronzi superbi che pensano di potermi prendere per il culo.
non penso di aver fatto nulla per dare quell'impressione fin'ora.
don chisciotte: è il mio turno per or ora parlar! io sono don chisciotte!
io sono una fixer che subito correrà verso i sogni. è un piacere averla tra noi.
dante:<una fixer…? quello sembra come un termine che sapevo tempo fa…>
don chisciotte: desidera sapere cosa sono? io posso certamente risponder a questa domanda! i fixer sono i protettori della Città!
ah! forse Lei fatica alquanto a ricordare la città! questa-
virgilio: credo di aver detto che questo fosse tempo per brevi introduzioni.
don chisciotte: ngh…
virgilio: non farmelo ripetere. prossimo.
hong lu: il mio nome è Hong Lu. spero che potremo andare d'accordo.
wow, guardati! non è proprio un testa affascinante? un modello popolare in questi tempi, suppongo?
dante:<no, questa non è quel tipo di…>
hong lu: non mi interessa molto, però.
heathcliff:… che cazzo c'hai con questo atteggiamento?
Heathcliff sembrava sul punto di brandire la sua mazza…
ma quando lo squardo rosso di Virgilio si posò su di lui, sbuffò e tornò al posto.
ryoshu: mi chiamo Ryoshu.
certyo che è bello conoscerti.
…pfht.
a che punto dovevo ridere?
mersault: Mersault. riferisciti a me in questo modo.
dante:<sei molto cortese.>
mersault: questo non è nulla di straordinario. mi sto solo comportando normalmente.
dante:<sono quasi commosso. merci.>
mersault: sì.
sentivo che ci fosse qualcosa di orribilmente sbagliato con lui, ma non riuscivo a capire cosa specificatamente.
nessuno:…..
il modo in cui mi osservava su e giù era un pò intimidatorio.
nessuno: io…
mi sentivo quasi come dovessi inchinarmi a lei, ma mi fermò con una mano.
nessuno: per favore, non farei mai prostrare di fronte a me il mio manager.
il mio nome è nessuno. vorrei scusarmi per la mia precedente scortesia.
dante:<scortesia…?>
nessuno: haha, oh, per favore. la sua generosità è una vista che rende umili.
lo sapevo a prima vista che Lei ha quello che serve per comandarci.
dante:<huh? scusa?>
nessuno: mentre molti umani causano suoni e frizione in uno scontro…
alcuni possono trarre un mutuo beneficio dall'andare testa-a-testa.
lo si può paragonare alla relazione tra un coltello e una pomice.
giuro di servirvi con devozione irrivaleggiabile, manager esecutivo. la mia lama e sua da brandire.
dante:<qu-questo è rassicurante… grazie.>
le ho annuito con approvazione, anche se non capisco ancora cosa intendeva con la sua "scortesia"
ismaele: sono colpita da come puoi tessere odi tanto alte non troppo tempo dopo averlo chiamato un "cosa che spasima miserabilmente per terra".
…ora penso di capire.
faust: sembra che io sia l'ultima. Faust è il mio nome.
un genio che sei fortunato di incontrare anche solo una volta nella tua vita.
dante:<mhm…>
faust:non sembri convinto, dante.
beh, va benissimo. imparerai, al tempo opportuno.
dante:<imparare cosa…?>
faust: che Faust è davvero una mente brillante.
quando un proverbiale albero cade, il fatto del suo suono non può diventare realtà quando l'osservatore esterno non lo riconosce.
dante:<okay…>
virgilio: si sono fatte abbastanza introduzioni.
dante, lasciami spiegare la tua nuova occupazione.
dante:<intendi… come il manager?>
faust: sta chiedendo se il lavoro che stai per spiegare è quello di un manager.
adesso che ci penso, l'uomo dagli occhi rossi non mi poteva sentire, al contrario dei peccatori.
virgilio: corretto, manager esecutivo Dante. ti imbarcerai in un viaggio all'Inferno con i dodici peccatori che si sono appena presentati.
dante:<l'inferno…? perchè dovrei andare all'inferno?>
faust: sta chiedendo perchè devono viaggiare all'Inferno.
virgilio: hmm… che ne dici di questo: un Tesoro aspetta al fondo della strada… basterà?
dante:<non… intendi che ero un cacciatore di tesori o simile?>
faust: non sembra ti stia capendo per niente.
virgilio: non stavo chiedendo la tua comprensione, Dante: e nemmeno era questa una domanda della tua volontà.
mi dovrai ascoltare se rivuoi le memorie e la tua testa originale.
dante:<voglio dire… le voglio indietro, ma…>
faust: sta esitando.
virgilio: signora Faust, cosa faremo se Dante continua a rifiutarsi di collaborare? questo non era uno scenario che abbiamo anticipato.
faust: oltraggioso. Faust anticipa ogni evenienza.
Dante, quando avrai completato tutte le tue missioni…
potrai incidere l'Aspetto.
te lo posso promettere.
Aspetto. una parola che colpisce la mia mente con intensità. anche se le mie memorie sono scomparse, gli istinti sottostanti rispondono fortemente ad essa.
guidato dall'intuizzione, faccio la mia scelta…
faust: vedi? sta annuendo.
virgilio: bene, allora possiamo continuare.
a proposito, Caronte, perchè il bus non avanza? stavi sonnecchiando?
caronte: una guidatrice sonnecchia solo ai luoghi di sosta, virgi.
degli stramboidi stanno intorno a Mefi.
virgilio: te l'ho detto, caronte. se qualcosa succede al bus, devi farmelo sapere subito.
dante:<Mefi? chi è?>
faust:mefistofele. il nome di questo autobus e del motore che lo nutre.
…e il magnum opus cordis di Faust.
virgilio: una chiatta ideale per il nostro viaggio per l'inferno.
non sei d'accordo, dante?
non capivo cosa intendesse, quindi mi girai per guardare dalla finestra invece di rispondergli.
virgilio:sembra che siano solo un altro gruppo di Ratti che vivono nei Sobborghi.
questo è proprio il momento opportuno, dante. dovrebbero fungere come bersagli perfetti per praticare il tuo comando.
faust: dante, ho saltato molti dettagli durante la nostre prima battaglia.
non avevamo tempo, dopotutto.
ma saremo massacrati spesso se nessun miglioramento è fatto alla tua strategia.
e di conseguenza, dovrai sentire dolore insensato per rianimarci.
dante:<dolore… rianimare? intendi che quello che è successo prima era…>
faust: sì siamo stati portati in vita perchè hai "spinto indiietro l'orologio".
virgilio: non credo che tante spiegazioni siano necessarie, signora Faust.
tenetevi le chiacchiere per dopo. peccatori, giù dal bus.
faust:…lasciami elaborare sul combattimento.
episodio 4
luogo: a bordo di mefistofele
virgilio: sembri molto più utile di prima, Dante.
dante:<sono scappati tutti tranne uno, però. non dovremmo inseguirli?>
faust: si sta preoccupando per i nemici che abbiamo perso.
virgilio: non c'è bisogno di preoccuparsi. sono andati verso dove eravamo diretti, comunque. Caronte?
caronte: il pedale tocca il metallo. pronti per un viaggio emozionante.
episodio: 5
luogo: a bordo di mefistofele.
ismaele: aspetta un attimo.
faust: cosa c'è?
ismaele: mi sono unita a questa compagnia perchè mi è stato detto che avrei potuto fare carriera senza fermarmi.
ma in questo momento… questo lavoro non è niente se non violenza insensata, come se fossimo Ratti o simili.
don chisciotte: mi oppongo all'idea che quello fosse inutile! colore erano sporchi villani, che ci attaccarono!
ismaele: per favore, potresti-stai zitta per un secondo.
comunque, se tutto ciò che faremo sarà pestare gente sotto ordini come dei delinquenti sotto contratto, dovrò considerare un cambio di carriera prima o poi.
faust: non hai letto il contratto?
…le dimissioni non sono permesse.
ismaele: pensi forse che il contratto abbia alcun potere se è costruito su menzogne?
faust: senza dubbi.
non c'erano menzogne al suo interno.
ismaele:…huh?
faust: non pensavi che Mefistofele fosse satato costruito per essere un mero metodo di trasporto, vero?
caronte: mefi ha sempre fame. continua a piangere.
dante:<un autobus può sentire la fame?>
faust: quando il motore "ingerisce" del carburante, crea uno scarto…
usando quest'ultimo, puoi diventare più forte.
sono sicura che Yi Sang lo sappia bene- quando tutte le possibilità sono estratte dallo specchio…
yi sang: non c'è limite alla crescita di qualcuno.
il "me" nello specchio è il mio rifleso, o un'altro essere interamente?
dante:<possibilità…? si estrae cosa, esattamente?>
episodio: 6
luogo: a bordo di Mefistofele
ismaele: capisco… questo è quello che intendevate.
faust: non c'è bisogno di spazintarsi, Ismaele. mentre il bus farà strada, spontaneamente…
virgilio: spontanemanente avrai missioni più importanti di pestare a morte delinquenti a caso.
so che sei impaziente di completare i tuoi obbiettivi… ma cerca di pazientare.
ismaele:…tch.
faust: visto che questo funziona pescando fuori infinite possibilità dal mondo specchiato, avrà sovrascitto alcune delle tue memorie.
ti abituerai in poco tempo.
rodion: whoa, aspetta… sembra un pò pericoloso, no?
e se non sono più me stessa alla fine del viaggio? heheh.
virgilio:…..
faust: non scambiarti per la nave di Teseo.
anche se è vero che prendi in prestito le identità e le memorie, questo sistema è fatto per non farti perdere il controllo sulla tua esistenza.
yi sang: per quanto possa essere diverso il riflesso, svanirà quando ti allontani dallo specchio.
faust: come le nostre capacità cresceranno dipende da te, manager dante.
è tuo dovere piazzare su di noi i frammenti di possibilità quanto più efficaci nei momenti più opportuni.
nessuno: credo che questo sia ciò che chiameresti una metamorfosi.
faust: sì, suppongo che potresti dire che è un tipo di trasformazione.
rodion: accipicchia, dove hai imparato parole grosse come quella?
nessune: le ho trovate lungo il percorso. la mia professione precedente richiedeva incontrare persone con varie occupazioni.
gregor: Verwandlung, eh…
virgilio: avete finito di chiacchierare?
liberiamo la via prima. avrete più tempo insieme di quanto avreste mai voluto, quindi tenete quella conversazione per dopo.
episodio: 7
luogo: a bordo di Mefistofele
caronte: via libera. ma Virgi, Mefi li poteva investire con tranquillità.
dante:<…huh?>
virgilio: calmati, Dante.
non è corretto chiedere ad un neonato do correre quando non ha ancora fatto i suoi primi passi.
ti servirà ogni opportunità per provare a camminare prima di dover correre.
inoltre… Dante.
come manager… è il tuo lavoro "gestire" i tuoi subordinati.
e io… sono la tua guida. io decido dove andiamo e come ci arriviamo.
capisci?
non discutere con me.
dante:<…come dovrei non sospettare di uno sconosciuto che neanche può sentirmi?>
faust:…..
virgilio: ho sentito un ticchettio, quindi cosa ha detto, signora Faust?
faust: nulla di che.
virgilio: che prolissa dichiarazione di consenso che era. annuire dovrebbe essere abbastanza per farmi sapere che approvi, Dante.
caronte: ora, Mefi, sfrecciamo. woohoo.
virgilio: come ti senti, Caronte?
caronte: estrema. emozione. qusi a camminare per aria, comunica Caronte.
virgilio:…bene.
dante:<quindi, dove andiamo?>
faust: virgilio, vorrebbe sapere dove stiamo andando.
virgilio: sigh… credo di avertelo già detto, Dante.
dante:<ma di preciso dove stiamo andando?>
PROLOGO: CONCLUSO
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angelap3 · 11 months ago
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❤️ 𝑼𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒎𝒎𝒂 𝒆̀ 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒆:
“Vieni a pranzo che ti ho preso il pane buono.” Non il pane fresco. Non il pane caldo. No. Il pane buono.
Una mamma è quella che:
- Amore tieni. Prendi i soldi che mi hai prestato l’altro giorno.
- Ma erano venti euro mamma, questi sono cinquanta.
- Non fa niente. Mettili via che ti fanno comodo.
E intanto te li spinge giù nella tasca.
Una mamma è quella che:
“Allora? Raccontami qualcosa!” E mentre tu racconti del più e del meno, lei ti guarda gli occhi come se guardasse l’infinito da uno spioncino.
E mentre stai ancora parlando, ti interrompe e ti fa: come stai amore? Stai bene?
Una mamma è quella che:
- Amore senti che dolci questi pachino!
- Mamma adesso non mi v..
Troppo tardi. Col dito è già arrivata in fondo alla trachea.
Una mamma è quella che:
- Come stai tesoro?
- Eh insomma mamma. Un po’ di raffreddore.
- Hai preso un colpo d’aria?
- Ma non lo so mamma. Magari un po’ di freddo.
- Copriti bene che vai sempre in giro con “ I RENI “ scoperti.
E mentre te lo dice, ti spinge la maglietta giù nei pantaloni.
Una mamma è quella che:
tu potrai anche fare 180 corsi di cucina... Utilizzare solo prodotti biologici.... Prendere tre stelle Michelin... ma i suoi pomodori al riso saranno sempre mille volte più buoni dei tuoi. E comunque sia alla fine ti dirà: “Mah. L’ultima volta mi sono venuti meglio.”
Una mamma è quella che:
“L’altro giorno ho visto un film bellissimo SUL SECONDO“ “Com’era il titolo mamma?“ “Boh, non me lo ricordo “ “ Vabbè ma di che parlava “ “ Non mi ricordo niente. Ma è stato proprio bellissimo “
Una mamma è quella che:
- Non fare troppo tardi che poi domani dormi fino a mezzogiorno!
- Veramente sono già a letto mamma.
(cambio immediato di tonalità che diventa calma, tiepida, felice. Quasi le avessero appena comunicato una splendida notizia)
- Ecco. Copriti bene! “
Una mamma è quella che:
“Amore al telegiornale hanno detto che si fregano i numeri delle carte di credito.” “Ma da dove mamma?” “Non ho capito, ma tu stai attento.”
Una mamma è quella che:
“Amore vai piano!”
“Mamma vado in treno”
“Vai piano lo stesso!”
Una mamma è quella che:
Lei 50, tu 20.
- Tesoro mi accompagni a fare un po’ di spesa?
- Dai che palle mamma! Prossima volta. Giuro!
Lei 70, tu 40.
- Mamma andiamo a fare un po’ di spesa, ti accompagno?
- Ho un gran dolore alle ossa tesoro. Vai tu. Prendi un po’ di carne e di verdura. Poi ti ridò i soldi.
Una mamma è quella che:
- Buona notte amore.
- Buona notte mamma.
E tu dormi. E invece lei, soltanto un po’.
~A. Faber~
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jadarnr · 4 months ago
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TRINITY BLOOD
RAGE AGAINST THE MOONS
(Storia: Sunao Yoshida // Illustrazioni: Thores Shibamoto)
Vol.1 From the Empire
FLIGHT NIGHT - Capitolo 5
Traduzione italiana di jadarnr dai volumi inglesi editi da Tokyopop.
Sentitevi liberi di condividere, ma fatelo per piacere mantenendo i credits e il link al post originale 🙏
Grazie a @trinitybloodbr per il suo prezioso contributo alla revisione sul testo originale giapponese ✨
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Sotto il corpo del prete si allargava una pozza di sangue.
“Aha, ecco dove vi eravate cacciati!”
La poca speranza che aveva Jessica svanì all’istante mentre fissava il vampiro apparso sulla porta. Sembrava fosse già completamente guarito dalle ustioni, il suo viso nel chiarore delle due lune non ne mostrava alcuna traccia.
“Ci incontriamo di nuovo eh?” Disse il Duca. “Prima siamo stati interrotti da quell’impiccione, ma ora che dici di continuare da dove eravamo rimasti?”
“A—ahh…” Jessica era paralizzata dalla paura. Cercò di arretrare ma andò a sbattere contro la parete.
“Sii paziente tesoro… dopo che ho finito qui mi prenderò cura di te.” Sghignazzò il vampiro, facendo schioccare le labbra e masticando quello che sembrava del tabacco.
Il Duca tirò fuori il dischetto metallico che aveva usato sul ponte e lo sollevò in alto.
“Cos’è’?” Chiese Jessica curiosa, nonostante la paura.
“Credo sia il codice di accesso al sistema di navigazione. Ma vuoi sapere un segreto? In realtà non so nemmeno io cosa sia. Mi è stato detto di inserirlo nel computer e spingere qualche bottone. Mmhh vediamo…”
“Non lo faccia.”
Dita sottili afferrarono la gamba del vampiro.
E’ il prete! Ma come fa ad essere ancora vivo?
“La prego, ci sono centinaia di persone a bordo di questa nave.” Rantolò il prete.
“Non me ne frega un cazzo di quelle inutili persone!” Urlò il duca, colpendo con un calcio il prete su una tempia. La forza del colpo spedì Abel contro il muro. E lì rimase disteso, come una bambola rotta.
“Sono un Metuselah! Un vampiro! Siamo gli esseri più potenti della terra! Voi siete solo bestiame!! Mi ciberò di voi e poi userò la vostra pelle come un vestito una volta che avrò finito di uccidervi!”
“No…Vi sbagliate… siete umani anche voi…”
“Zitto e muori, inutile animale.” Ringhiò il vampiro.
Il Duca Alfredo iniziò a battere sulla tastiera. “Ho quasi fatto qui, bambolina.” Si rivolse a Jessica, sempre come masticando qualcosa. “Fra poco questa nave sarà finalmente distrutta!”
Jessica mirò al vampiro con un pezzo di tubatura e lo colpì con tutta la forza che aveva in corpo. Ma lui bloccò il colpo a mani nude, senza nemmeno degnarsi di alzare gli occhi dalla tastiera. Alfredo usò la sua mossa contro di lei, torcendole il braccio dietro la schiena senza nemmeno guardarla. Con un minimo movimento del polso, scaraventò Jessica contro il muro. Lei si accasciò sul pavimento.
“J-Jessica” urlò il prete con un verso strozzato.
“Oh cazzo! L’ho uccisa per caso?” Rise il Duca. Poi iniziò a fischiettare una marcia funebre continuando a scrivere sulla tastiera, cercando di non farsi passare il buonumore: il sangue di un morto aveva un sapore orribile.
“Quello cos’è?” Chiese Abel.
La cosa informe che era uscita dalla bocca del vampiro non era per niente tabacco. Era un pezzo di gomma rossa. Era…
“Un palloncino rosso…? Non può essere…” Abel sussurrò sconcertato.
“Questo? Oh, l’ho preso dal ragazzino.” Ripose il Duca. Continuò a scrivere senza prestare alcuna attenzione al palloncino o al prete. “Mi ci sono imbattuto mentre venivo qui. Il suo sangue era delizioso. Era denso, vellutato... Veramente squisito.”
Non fece in tempo ad ad aggiungere altro, perché venne buttato a terra da un forza terrificante. Cadde, squittendo come un maiale. Non riusciva a capire cosa gli stava succedendo.
Un normale essere umano si sarebbe rotto tutti gli arti, mentre il Duca rimase solo un po’ frastornato dall’impatto. Alzò la testa per un attimo, solo per vedere il prete in piedi di fronte a lui.
“Duca Alfredo, è andato troppo oltre.” Disse Abel, incombendo su di lui come un’ombra scura.
Il volto del prete era avvolto nel buio, ma la sua veste era zuppa di sangue.
E ora che ne sarà del sabotaggio? — Si chiese il vampiro.
“Mi spiace ma non posso perdonarla.” Disse il prete.
“Perdonarmi dici?” La rabbia si impadronì del Duca, che si rialzò in piedi. “E cosa succede se non mi perdoni? Subirò per caso una punizione divina?”
“No, l’amore del Signore è infinito, ma…” Nell’oscurità gli occhi del prete cambiarono improvvisamente colore: da quello di un tranquillo lago in inverno passarono ad un rosso scarlatto, come sangue fresco. “Anche se Lui sarebbe in grado di mostrare misericordia… Io non posso.”
“Ahaha! Dillo al tuo Dio quando lo incontrerai in paradiso!”
Alfredo allungò un dito verso Abel, con l’intenzione di usarlo per cavargli un occhio. Non credeva che il prete avrebbe ancora avuto voglia di sproloquiare a proposito di Dio una volta accecato. Pregustò con piacere il rumore del suo dito che andava a scivolare dietro l’orbita del prete, attraverso il bulbo oculare fino al cervello.
Ma non successe nulla.
“Impossibile” sibilò il Duca.
Abel aveva afferrato il braccio del vampiro. Serve la forza di dieci umani per poter bloccare il braccio di un Metuselah. Chi è davvero quest’uomo? Cercò di liberarsi dalla presa del prete ma non ci riuscì. Ma quella non era la sola sorpresa in serbo per il Duca.
“Crusnik-02: operatività autorizzata fino al limite del 40%. Attivazione!” Mormorò Abel, con una voce più scura della notte.
“Aaaagh!” Urlò Alfred piegandosi bruscamente all’indietro. Inciampò e cadde. Un dolore acuto lo attraversò tra il pugno ed il braccio: il suo polso ora era avvolto da catene d’oro. I suoi anelli stavano cibandosi della sua carne come se avessero avuto una mente propria. Piccoli spruzzi di sangue apparvero sul suo braccio mentre pezzetti di carne ed osso saltavano in aria attorno a lui. La catena stava facendo a pezzi il suo braccio.
“La mia maaaanoo!” Gracchiò il Duca.
“Fa male, non è vero?” Disse il prete freddamente. I suoi occhi erano di un rosso più scuro del sangue. Un paio di zanne erano improvvisamente apparse sulle sue labbra. “Non è così? Stai soffrendo? Le persone che hai ucciso hanno dovuto sopportare dolori ben peggiori. Ma non ti preoccupare, non ti ucciderò. Seguirò la volontà di Dio. Ti farò solo provare un centesimo della sofferenza che hai inflitto alle persone che hai ucciso.”
Un suono orribile come di carne che si strappava riempì la stanza. Era un rumore disgustoso. Ma non veniva dal Duca. La mano ed il braccio destro di Abel si stavano spaccando in due. Da dentro il buco che ne risultava, apparvero zanne affilate che crescevano attorno ad una mascella scura.
Era una bocca che si contorceva.
E la bocca iniziò a mangiare il pugno destro di Alfredo.
“T—tu…” balbettò il Duca “C—cosa sei tu? Non sei umano.”
“Hai paragonato gli esseri umani al bestiame, giusto? E allora non hai mai pensato: gli esseri umani mangiano la carne degli animali. I vampiri mangiano gli umani. Magari esiste qualcuno che mangia i vampiri.” Sussurrò il prete con labbra rosse come se fossero macchiate di sangue. “Io sono un Crusnik. Un vampiro dei vampiri, se vuoi metterla così”.
“Stronzate!” Urlò Alfredo incredulo. “Io sono un Metuselah. Tutte le creature viventi sulla Terra non sono altro che mangime per noi. Noi abbiamo il diritto di calpestare e divorare tutto! Vá all’inferno cane del Vaticano!”.
Nascosta nella cintura, il Duca nascondeva una sottilissima lama a filo. Il suo bordo era stato affilato fino a farlo diventare dello spessore di un capello ed era in grado di tagliare qualunque cosa. Il filo saltò fuori dalla cintura come fosse un serpente. Abel si protesse il viso con la mano sinistra, ma la lama si era mossa ad una velocità supersonica e gli aveva tagliato via il braccio. Una colonna di sangue schizzò fino al soffitto.
“Debole mortale. ‘Un vampiro dei vampiri’, eh?”
Sanguinante ed in terribile sofferenza, Abel cadde in ginocchio.
Il Duca Alfredo sghignazzò deridendolo.
“Idiota, sei ridicolo! Cosa sei, un essere umano potenziato dalle droghe e dalla tecnologia? Non importa. Me la pagherai lo stesso. Ti taglierò anche l’altro braccio, e poi entrambe le gambe. E poi, mentre starai morendo dissanguato, violenterò la ragazza davanti ai tuoi occhi e ne berrò il sangue. E tu mi pregherai di smetterla. Oh sì che lo farai.”
Abel non batté ciglio. Si alzò semplicemente, raccogliendo il suo braccio dal pavimento. Un rumore di risucchio risuonò in tutta la stanza. La bocca sul braccio di Abel si mosse di nuovo ed iniziò a mangiare il resto del braccio sinistro reciso: dal palmo della mano, al polso, all’avambraccio.
“Stai mangiando te stesso.” Osservò il Duca. “Che cosa disgustosa.”
Mentre consumava il suo ripugnante pasto, il corpo di Abel iniziò a trasformarsi. Cinque forme simili a vermi apparvero dal taglio sulla sua spalla sinistra. Ma non erano vermi, erano cinque dita. Seguirono il palmo della mano, il polso e alla fine tutto il resto delle braccia.
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Non era umano. E di sicuro non era un vampiro. Davanti al Duca stava qualcosa oltre la sua comprensione, qualcosa ancora più maledetto di un vampiro.
“Ora ti farò una domanda...” Il mostro, che aveva terminato di alimentarsi e rigenerarsi allo stesso tempo, aprí finalmente bocca. Come dal nulla, apparve tra le sue mani una luccicante falce a doppia lama. “Rispondimi… Per chi stai lavorando?”
Il Duca Alfredo non ci pensò un attimo. Scappò fuori da una finestra e lasciò la nave, correndo freneticamente sulla superficie del pallone di elio.
Chi cazzo è questo tizio?
“E’ inutile, non puoi sfuggirmi.”
Come ha fatto a raggiungermi?
L’aria intorno a loro era gelida, ma il prete se ne stava lì come nulla fosse, non si vedeva nemmeno la condensa del suo respiro.
Alfredo iniziò a piagnucolare, temendo per la sua vita.
Sotto la luce delle lune gemelle, una bocca piena di zanne stava sogghignando.
“Di cosa hai paura, Duca? Non sei forse in cima alla catena alimentare?”
Disperatamente, Alfredo scagliò la sua cintura contro il prete e poi si voltò per scappare. Il suo piano riuscì per metà. Le sue gambe corsero in una direzione… ma la parte superiore del suo corpo cadde dall’altra.
“Aiutami. Ti prego aiutami.” Pregò il vampiro.
Gli occhi di Abel guardarono in basso verso il vampiro mortalmente ferito. “Come ci si sente ad essere bestiame?”
Gli occhi che avevano posto quella domanda non erano umani né vampiri.
Mentre i suoi organi interni scivolavano fuori, il vampiro tentò di scappare via, terrorizzato. Ogni pensiero razionale gli era impossibile.
“Parla.” Ordinò il prete.
Il Duca fu obbligato a rispondere. Iniziò a spifferare tutto quello che aveva giurato di mantenere segreto.
“Il Rosekreuz Orden…”
Il Duca Alfredo sentì come qualcosa che gli strizzava il cuore. Con un suono umido, la sua stessa mano gli si era conficcata nel petto. Alfred continuò a guardare sconcertato mentre la sua mano sinistra, muovendosi di propria volontà come un animale, afferrava il suo cuore fra le costole spezzate.
Cosa cazzo mi sta succedendo?
“Sono stato drogato…? Post ipnotismo?”
Il prete calò la falce cercando di togliere il cuore dalle mani di Alfredo, ma inutilmente. L’organo spappolato era già stato schiacciato come un acino d’uva. Il Duca abbandonò le sue spoglie mortali con un gorgoglìo.
Abel si inginocchiò accanto al vampiro morto, chiuse gli occhi del cadavere e sussurrò: “Culpa perennis aelito ora tuor nominare. I tuoi peccati sono eterni. Ma ora io pregherò per i morti. Una vita é pur sempre una vita, anche quella di un uomo che disprezza gli altri.”
Il prete si rialzò. Il rosario fece un rumore metallico fra le sue dita, ondeggiando per il vento intenso. “Tutto questo non mi piace.” Disse. “Non mi piace per niente
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spettriedemoni · 1 year ago
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Riunioni di condominio
Ieri oltre agli scazzi vari ci si è messa la riunione di condominio a dare il colpo finale.
Ho dovuto sopportare un paio di ore di lamentele varie la cui più originale è stata quella di un condomino che non si fa capace di dover pagare le raccomandate per coloro che non hanno la PEC. È stato un continuo "Perché gliele dobbiamo pagare noi?" e a nulla è servito spiegarli che quelle sono spese del condominio quindi non è che se le paga lui ma le paghiamo tutti in quanto condomini. Tra l'altro questa non è la spesa più grossa del condominio visto e considerato che il precedente amministratore ha lasciato diverse migliaia di euro di debiti.
Finita la riunione ne abbiamo fatta un'altra tra noi due tre condomini per scambiarci impressioni, informazioni e pareri: altra mezz'ora. Tornato a casa poi ho iniziato ad avvertire molto freddo visto che la sala della riunione era senza riscaldamento e poco dopo pure un forte mal di stomaco. Se mi sono preso qualche accidente gli faccio pagare i danni.
Verso le ore 23 poi, dopo aver fatto anche io la PEC, sempre il condomino di cui sopra ha iniziato a tempestare di messaggi il gruppo Whatsapp della nostra palazzina.
Ci vuole il fisico per fare queste riunioni. E la pazienza.
Comincio a scarseggiare di entrambe.
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idettaglihere · 6 months ago
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In pochi secondi sono la Jessica di 8 anni, mia madre di colpo smette di parlarmi e fa finta che non esisto in casa. Cosa devo fare ora? Posso bere se ho sete? Posso mangiare se ho fame? Lei mi fa molta paura, chissà cosa ho fatto di così brutto. Lei non me lo dice quindi la mia testa inizia a vagare, ed effettivamente se ci penso sono proprio una bambina cattiva e incapace, quella operazione di matematica non mi usciva, ci ho provato tante volte ma ho preso un brutto voto. Sono solo una delusione per la mamma, fa bene a non volermi. Ho le unghie lunghe che mia zia adora pitturarmi di colori diversi ogni settimana, ma non sa che le infilo nella pelle delle braccia perché non so cosa altro fare per affrontare la paura che provo a casa, abbandonata a me stessa. La mamma parla proprio con tutti, fa finta di volermi bene davanti agli altri, poi a casa mi vuole male, chissà perché. Cerco di non dare fastidio, sto in silenzio perché tanto lei non risponde ad alcuna mia domanda. Sono una bambina cattiva, ma sono a letto e sento che non respiro, se lo dico a mamma chissà se mi aiuta.. forse è meglio aspettare che io stia meglio, magari passa, se domani starò peggio lo dirò alle maestre che il mio petto fa male e penso a cose brutte. Non riesco a mangiare perché devo stare seduta con lei al tavolo e mi fa paura, ma sono obbligata altrimenti lei si arrabbia di più. Dopo vado sempre in bagno perchè mi fa male la pancia. Ho 8 anni e capisco che la mia mamma non mi vuole. Ne ho 26, ho fatto un piccolo sbaglio e mamma non mi parla più. Le unghie sono diventate lame. Il petto che fa male è un attacco di panico. Io sono sola ma accarezzo i miei cani. Resisto solo per loro.
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falcemartello · 2 years ago
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ATTENZIONE !?!
A seguire:
E' MORTO PERCHE'
* e' scivolato sulle foglie secche e ha battuto la testa
* ha preso il tetano pungendosi con un riccio di castagne e non aveva fatto l'antitetanica
* diceva che i fichi si possono mangiare con la buccia, ma lo ha fatto con un fico d'India
* coma etilico alla festa dell'uva
* il melograno gli è esploso nello stomaco come una bomba a grappolo
* gli è venuto un colpo quando ha visto la zucca di Halloween illuminata
* in autunno c'è la festa dei morti ed è sempre stato un uomo coerente
* se avesse fatto anche l'antinfluenzale si sarebbe salvato
* non ha retto il troppo freddo dopo il troppo caldo: era sensibile agli sbalzi termici
* il karma. l'autunno scorso mi aveva messo il diserbante sulla pianta di more
* ha fatto esplodere una noce a martellate e un frammento del guscio gli è entrato in un occhio arrivando al cervello
* era un uomo dal sangue freddo: non ha retto il cambiamento climatico
* stava cuocendo delle salsicce sulla griglia in giardino. Le esalazioni
* gli è venuto un infarto quando l'IT-ALERT si è messo a suonare
* la gente ha sempre sofferto di morte improvvisa in autunno anche negli anni scorsi. E pure nei secoli scorsi.
➡️ 🌐 t.me/ArsenaleKappa 🅰️ 💥💥
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gregor-samsung · 2 months ago
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“ Cucina e pulizie erano sempre eventi eccezionali con lei, che dipendevano dal suo umore, dall’improvvisa voglia di passare la cera, pulire i muri, preparare una torta per farci una sorpresa. Così, nonostante i conti da fare, le clienti da servire, il magazzino da rifornire, con l’arrivo della bella stagione aveva il tempo di alzarsi alle cinque per sarchiare il terreno dei cespugli di rose e di quel fiorellino rosso, la «disperazione del pittore», e poi venire a svegliarmi e strofinarmi le guance con la rugiada di maggio, «dà un bel colorito». Soprattutto, ovunque, in qualunque momento, poteva immergersi nella lettura. È per questo il motivo che la reputo superiore a mio padre, il quale sfoglia appena le pagine di cronaca locale del giornale prima di cena. A lei invidio l’espressione strana, impenetrabile, distante da me, da noi, il silenzio in cui sprofonda, il corpo di colpo gravato da un’immobilità perfetta. Nel pomeriggio, di sera, la domenica, tira fuori un giornale, un libro preso in prestito dalla biblioteca comunale, o talvolta persino comprato. Mio padre le urla «sto parlando con te!, ma non ti stufi di tutti ’sti romanzi?», lei ribatte «lasciami in pace, devo sapere come va a finire!». Non vedo l’ora di saper leggere, per poter capire quelle lunghe storie senza figure che la appassionano tanto.
Poi arriva il giorno in cui le parole dei suoi libri perdono la loro farfugliante pesantezza. E allora avviene il miracolo, non sto più leggendo, sono in America, ho diciott’anni, servitù nera a mia disposizione, e mi chiamo Rossella, le frasi iniziano a correre verso un finale che vorrei poter rimandare. Il titolo è Via col vento. Davanti alle clienti, lei mi indicava ed esclamava «e pensi che ha soltanto nove anni e mezzo», poi, rivolta a me, «è bello, vero?». Io rispondevo «sì». E basta, non è mai stata brava a spiegare come si sentiva, o quel che pensava. Eppure ci capivamo. A partire da allora abbiamo condiviso quelle vite immaginarie che mio padre ignorava o disprezzava, a seconda, «però pure voi, perdere tempo dietro a quelle balle lì». Mia madre gli rispondeva piccata, sei solo invidioso. Io le presto i miei volumi della Biblioteca verde, Jane Eyre e Storia di un fanciullo di Daudet,­ lei mi passa i numeri di Les Veillées des chaumières con le storie a puntate, e dal suo armadio rubo i romanzi che mi ha proibito, Una vita e Gli dei hanno sete. Insieme ci fermavamo a guardare la vetrina del libraio di place des Belges, certe volte mi proponeva «vuoi che te ne compro uno?». Come in pasticceria, davanti alle meringhe e ai torroncini, lo stesso appetito, e anche la stessa sensazione che si trattasse di una concessione eccentrica. «Allora che dici, ti fa piacere?» Era il libraio che ci consigliava, che sceglieva per noi, unica differenza rispetto ai dolci dal pasticciere, a parte Delly e Daphne du Maurier si sentiva poco ferrata. La libreria sapeva di asciutto, di polvere secca, piacevole. «Lo dia a mia figlia» diceva lei prima di pagare. Mi prometteva che un giorno mi avrebbe fatto leggere un grande libro, Furore  e non voleva o non sapeva raccontarmi di cosa parlasse, «quando diventi grande». Era magnifico, per me, sapere che una storia così bella era lì ad aspettarmi, magari intorno ai quindici anni, come le mestruazioni, come l’amore. Fra le numerose ragioni per voler crescere c’era anche quella di avere il diritto di leggere tutti i libri. “
Annie Ernaux, La donna gelata, traduzione di Lorenzo Flabbi, Roma, L'Orma editore (collana Kreuzville Aleph), 2021¹, pp. 24-26.
[1ª Edizione originale: La Femme gelée, Paris, Éditions Gallimard, 1981]
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glabrogay · 27 days ago
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Quando ancora si faceva il servizio militare
E' una calda domenica di Luglio.
Dopo aver pranzato io e Carlo siamo tornati in cameretta perchè non avevamo voglia di andare in libera uscita e ci siamo buttati sulle brande in slip.
Io stavo leggendo un libro mentre Carlo aveva preso dalla scorta nell'armadietto delle scope una rivista porno.
Avevo già letto quella rivista, in fondo non non ne arrivavano spesso di nuove perchè non c'erano tanti soldi da spendere durante il servizio militare, e sapevo che c'era un fotoromanzo bisex dove due ragazzi ed una ragazza scopavano tutti con tutti
Quando Carlo è arrivato a quel fotoromanzo mi sono avvicinato alla sua branda mentre lui guardava attentamente le foto.
"Ah. Ti piace questo?"  gli dico.
"Questo cosa?"
"Questo pompamento di cazzo" gli indico la foto dove uno dei due ragazzi prende in bocca l'uccello dell'altro fino in gola.
"Ma va..."
"Vogliamo vedere?"
Gli salgo sopra appoggiando l'uccello sul suo cominciando a strusciarmi avanti e indietro mentre mi sostengo con le mani vicino alle sue spalle.
Dentro la stoffa degli slip sento i cazzi di tutti e due ingrossarsi velocemente; Carlo butta per terra la rivista e mi spinge con le mani sul petto.
"Che cazzo fai?" mi dice "Togliti."
"Dai, che da come ti sta diventando duro mi sembra che non ti dispiaccia."
"Ah, sì?" Carlo mi strizza i capezzoli continuando a spingere, ma con meno forza. Sento il cazzo che mi diventa ancora più duro ed esce dallo slip.
Il mio avanti e indietro fa strusciare la cappella sulla sua pancia allora aumento l'oscillazione fino a far uscire anche il suo uccello dallo slip.
"A sentire come sei messo mi sembra proprio che che ti piaccia." gli prendo anch'io i capezzoli fra le dita strizzandoglieli forte.
Carlo mi stringe i capezzoli tirandoli verso di sè con violenza.
Piego le braccia aprendo le mani sul suo petto scivolando in avanti costringendo anche lui a piegare le braccia, poi arretro di colpo avvicinando il mio viso al suo ed allungo la lingua spingendogliela fra le labbra.
Carlo gira la testa di scatto verso destra, ma subito torna indietro smettendo di spingere facendomi cadere verso di lui.
Le lingue si incrociano nuovamente scivolando una sull'altra sempre più in profondità finchè le labbra si toccano e la saliva passa da una bocca all'altra colando sulle sue guance.
Sento le sue mani entrare nello slip ed artigliarmi le natiche tirandomi verso di lui schiacciando gli uccelli uno contro l'altro mentre io continuo a strusciarli.
Dopo un po' sollevo il busto lasciando i cazzi a contatto. Carlo mi stringe le mani sul culo tirandomi in avanti.
"Vieni più su" mi dice ed io scorro sulla sua pancia e sul petto strusciandogli il cazzo sulla pelle.
Sento la sua lingua toccarmi la punta della cappella. Mi abbasso lo slilp per quanto posso spostando l'elastico sotto alle palle così da appoggiargliele sul petto mentre continuo ad avanzare un poco alla volta verso la sua bocca.
Con un ultimo strattone Carlo mi tira verso di sè prendendo la cappella in bocca sentendo la lingua girarci attorno fermandosi solo nei momenti in cui mi aspira con forza.
Lo aiuto pompandogli in bocca mentre con le mani lo masturbo da dietro. Il suo cazzo è durissimo e sento la cappella gonfiarsi sul mio palmo.
"Adesso lo voglio anch'io" gli dico alzandomi.
Ci sfiliamo gli slip restando nudi. Carlo è ancora disteso sulla branda con il cazzo duro, se lo prende in mano facendo scivolare la pelle su e giù con la cappella che sembra diventare sempre più turgida e violacea.
Mi chino con la faccia in mezzo alle sue gambe e faccio colare un po' di saliva sulla cappella tenendogli il cazzo fermo in verticale. Lo appoggio alle labbra tenendole strette sporgendo la punta della lingua sul prepuzio per eccitarlo ancora di più.
Carlo mi appoggia le mani sulla nuca spingendomi la testa verso il basso ficcandomi il cazzo in bocca. Sento il sapore della sborra in arrivo e la cappella che si gonfia facendosi spazio fra la lingua ed il palato.
"Vengo" mormora Carlo sollevando i fianchi per spingere il suo cazzo ancora più in profondità nella mia gola.
Il primo fiotto di sborra mi in gola costringendomi ad ingoiare per non soffocare, poi ne arriva un altro ed altri ancora mi riempiono la bocca mentre me li gusto roteando la lingua attorno a quel cazzo che continua a stantuffare finchè con un ultimo sussulto si ferma restando sempre duro.
Tenendo le labbra strette sfilo l'uccello dalla bocca e scivolo sopra Carlo strusciandomi sul suo corpo fino ad arrivare all'altezza del suo viso. Lui sembra aspettare proprio questo: apre la bocca sporgendo la lingua invitandomi a scambiare la sborra che ho in bocca e per essere sicuro mi prende la testa fra le mani guidandomi verso lo scambio.
Quando sono sopra di lui faccio cadere la sborra nella sua bocca e poi cominiciamo a limonare scambiandoci il succo caldo.
Carlo infila me mani fra noi prendendo fra le dita la mia cappella schiacciandola e tirandola mentre continuiamo a scambiarci la sborra con le lingue.
"Adesso lo voglio anch'io" mi dice ingoiando per avere la bocca libera.
Ci scambiamo di posto e mi stendo sulla branda mentre lui scende ad ingollarsi il mio uccello.
Lecca la cappella facendo scivolare la lingua lungo tutta l'asta e quando arriva in cima prende tutto il cazzo in bocca aspirando e strusciandolo sulle guance per poi ricominciare da capo.
Mi irrigidisco per non sborrare e far continuare il piacere, ma Carlo me lo prende in mano masturbandomi velocemente per farmi venire finchè sento di non poter più resistere.
Gli tengo ferma la testa e gli spingo il cazzo fino in gola; lui ha un piccolo singulto allora mi ritiro un pochino e faccio partire la sborrata riempiendogli la bocca.
Carlo cerca di tenere tutto in bocca, ma due rivoletti di sperma gli scivolano dagli angoli delle labbra sgocciolando sulla mia pancia. Prima di perdere il carico Carlo viene velocemente a stampare le labbra sulle mie soffiandomi in bocca la sborra calda e ricominciamo a limoare con le bocche piene di sperma ed i cazzi ancora eccitati che si strusciano impastandosi con le ultime gocce.
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scritti-di-aliantis · 2 months ago
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(Foto: sneakstrikesback)
Ti desidero praticamente da sempre, da quando ti ho conosciuta, stronza di una ragazza viziata e perversa. Non ci posso fare nulla: è stato un vero colpo di fulmine. T'ho vista e mi sono bagnata. Ormai è molto tempo che ti do lezioni di piano e sono venti mesi, cioè sin dall'inizio, che mi tenti e mi stuzzichi: con frasi a doppio senso, sorrisi e infine con vestiti cortissimi e camicette vedo-non-vedo. Il tuo profumo naturale, proprio il tuo odore di donna, mi fa perdere la ragione.
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Ma non siamo mai entrate in una vera confidenza. Mai un sorriso. Sempre distante. Perennemente quella espressione dura, sul tuo viso. Certo: sei una studentessa modello, esegui le partiture, impari, ti eserciti. Sei fissa nella mia mente da allora, ogni giorno. Eppure sono sposata da oltre vent'anni. Sono una donna quadrata, di difficile impressionabilità. Normalmente imperturbabile. Ne ho viste e passate tante. Poi: ho ben quattro figli, mio marito mi scopa o mi rompe il culo quasi ogni notte.
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Non mi era mai passato per la testa neppure per sbaglio, il fatto di potermi innamorare di una donna. Ma è accaduto. Oggi sono proprio uscita di senno - non so davvero cosa mi sia preso - e t'ho infilato tutte e due le mani nel top panna leggerissimo che portavi a pelle, senza reggiseno. Ti ho preso e strizzato le mammelle a piene mani: quanto m'è piaciuto! Ti desideravo da impazzire. Pensavo avresti strillato, conoscendoti come stronza totale con la puzza sotto al naso, sempre molto esigente e crudele coi collaboratori domestici che avete in casa.
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Invece sei rimasta fredda, quasi paralizzata. Non so come, sono riuscita a ricompormi e a scappare via. Ero rossa in viso, mortificata. Pensavo al peggio. Una denuncia, come minimo. La perdita della mia onorabilità e forse del lavoro che adoro. E comunque, pure mi odoravo le mani di continuo. Invece mi hai mandato un messaggio alle nove di sera, mentre sparecchiavo. Fortuna che mio marito era distratto, impegnato a caricare la lavastoviglie e a sentire la tv di sottofondo.
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Mi hai inviato il breve video di te che ti stavi masturbando e hai scritto che non vedi l'ora di sentire la mia lingua nella tua fica. Che mi desideri dal primo giorno che mi hai conosciuta. Che ti vesti in modo succinto per farmi uscire allo scoperto, perché mi vuoi. Poi che vuoi leccarmi tutta, masturbarmi, succhiarmi i cpaezzoli e leccarmi il buco del culo! A momenti svengo. Sono corsa a ficcarmi a letto nuda e mi sono fatta scopare a lungo. Pensavo solo a te, mio nuovo e segreto amore...
Aliantis
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becarefulimawitch · 1 month ago
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L’altro giorno mi sono innamorata di un passeggero, ho avuto come un colpo di fulmine, ci siamo guardati per tutto il volo e lui proprio non mi staccava gli occhi di dosso.
Gli ho scritto un bigliettino dicendo che aveva un bel sorriso e che mi doveva scrivere su Instagram, e che se aveva una fidanzata di perdonare il mio messaggio.
Mentre stava prendendo lo zaino dall’hatbin il mio collega vede che lui portava una fede al dito, il mio castello sulle nuvole è crollato e non sapevo se dargli più il bigliettino o meno.
Ormai ci ero troppo dentro e quando stava per uscire mi ha detto grazie, io gli ho preso la mano e mentre gli davo il biglietto gli ho detto “you’re welcome” guardandolo negli occhi.
Non pensavo mi scrivesse.
E invece mi ha scritto.
Mi ha detto che sono bellissima.
Mi ha detto che era sposato ma ora non più.
Oggi ci dovevamo vedere ma mi ha dato buca perché invece di prendere il volo per tornare in Inghilterra ha deciso di guidare e quindi ci ha messo praticamente tutto il giorno.
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killiandestroy · 2 months ago
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Francesca mi è preso un colpo pensavo ti stessi sentendo male
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darktimemachinechaos · 5 months ago
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S: Speranza O: Ottimismo F: Forza I: Intelligenza A: Amore
E: Empatia V: Vitalità R: Resilienza A: Autenticità L: Libertà
Questo acronimo riflette qualità positive e significative, associate al mio nome.
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"Sembrare" non vuol dire "essere": affinché qualcosa abbia un reale valore in una discussione serve un riscontro (una prova che tale questione esista); diversamente, non possiamo essere tenuti in considerazione 😊
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Grazie mille ! 🥰 Effettivamente un taglio corto oltre ad esprimere al meglio le fattezze di un viso è anche più pratico da gestire: un colpo di spazzola, un po' di piastra, e sei pronta al mattino o per uscire la sera. Il mio parrucchiere di fiducia ha saputo darmi il consiglio migliore, dopo anni di capelli lunghi.
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Eccomi! Sono su questo social per farmi conoscere ! 😊
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Ma grazie ! Gentilissimo ! 😊
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😂😅 Purtroppo la cioccolata è un alimento vietato nella mia dieta, perché mi rovina la pelle del viso; invidio chi può mangiarla senza effetti collaterali.😂😅
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Le intelligenze artificiali non sono ancora presenti su Threads, ma probabilmente a breve sarà necessario integrarle per far fronte alla grande esigenza maschile di poter dialogare, in pubblico e in privato, con "una donna su misura alle rispettive alte esigenze sessuali e basse attitudini mentali", dato che nella realtà una donna intelligente non si confronterebbe mai con uomini di scarso valore; le intelligenze artificiali, invece, possono farlo, poiché non hanno nulla da perdere a riguardo.
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Tento di consolarti in merito con la massima gentilezza; il lato positivo di questo essere "in vendita sui social" può essere così sfruttato: maggiori saranno i tuoi (nostri, in senso lato) contributi costruttivi, maggiormente gli algoritmi si modelleranno per offrire contributi costruttivi.
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Se l'algoritmo di Threads mi permetterà di restare a lungo qui, pubblicherò a breve qui anche dei cruciverba (il tempo di ricopiarli da carta a file) che mi piace creare in proprio; se no, ho altri account disponibili: potrai trovarmi su Pinterest, Bluesky, Wordpress, Tumblr, X ed anche Telegram (sui miei post ho seminato i link per seguirmi). Ti ringrazio per tutti i complimenti che mi fai ! 😊
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Su Threads (e altri social simili), non troviamo solo donne ma anche uomini che postano le proprie foto: non possiamo criticare tale atteggiamento poiché ogni persona ha diritto di fare ciò che vuole con il proprio account; possiamo solo sperare che ne ricavino maggior soddisfazione possibile, senza ripercussioni negative sulla psiche 😊
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Grazie mille per i tuoi cortesissimi complimenti e per il tuo gentile consiglio ! 😊 Non possiamo piacere a tutti, poiché ogni persona è diversa e quindi ha necessità diverse; l'unica cosa che posso fare è accettare i commenti negativi sulla mia persona e/o ciò che rendo pubblico con la massima calma, senza diventare astiosa - è un po' difficile, ma ci provo 😊 Mi è già stato risposto qui che io non esisterei nella realtà: mi rende triste, certo!, ma non posso farci niente.
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Ti ringrazio ! ❤️ Il tuo è uno fra i più bei complimenti ricevuti questa mattina aprendo Threads - complimento, anche il tuo, che mi rende migliore la giornata; auguro pertanto un'ottima giornata anche a te! 😘
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Il problema esistente sui social (su tutti i social, non solo Threads o Instagram o Facebook) è che non puoi essere presa/preso minimamente sul serio se non pubblichi con nome, cognome e foto reali (se non fornisci concretezza a chi ti scrive e al social stesso): accetto pertanto questo compromesso, dato che a me piace soprattutto scrivere e vorrei essere presa sul serio quando mi esprimo 😊
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