#Interpretazione delle lingue
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giuseppepiredda · 16 days ago
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Una parola sui ‘doni spirituali’, affinché preghiate per ricevere quelli che vengono dall’Alto
Una parola sui ‘doni spirituali’, affinché preghiate per ricevere quelli che vengono dall’Alto L’Apostolo Paolo ha scritto queste parole, tra le altre, ai santi di Corinto: «Circa i doni spirituali, fratelli, non voglio che siate nell’ignoranza.» (1 Cor. 12:1) Paolo inizia a scrivere sui ‘doni spirituali’ in quel modo, e da ciò comprendiamo che basterà leggere ciò che ha scritto sull’argomento…
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elperegrinodedios · 2 years ago
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Ora, fratelli, non voglio che siate nell'ignoranza riguardo ai doni spirituali.
(1 Co. 12:1)
No quiero, hermanos, que ignorèis acerca de los dones espirituales.
=📖=
Or vi sono diversità di doni, ma non vi è che un medesimo Spirito. Vi sono anche diversità di ministeri ma non v'è che un medesimo Signore. Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utilità comune. (1 Co. 12:4-5-7)
I doni dello Spirito sono: conoscenza, sapienza, fede, guarigioni e profezia, discernimento, lingue, interpretazione delle lingue.
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Ma il frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. (Ga. 5:22)
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I doni, è Dio che per mezzo dello Spirito Santo li destina ad ognuno di noi secondo le capacità e i requisiti di ciascuno. Il frutto dello Spirito invece è quello che noi riusciamo a dare e manifestare a tutti gli altri, a chi ci contorna, al prossimo. Si, l'amore e la fede, stanno sia tra i doni, che tra i frutti. Il Signore li dona a noi e noi a tutti gli altri. Sono i requisiti più importanti per il cristiano. E senza amore e senza fede, non si può piacere a Dio. ✍️
"Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo".
1 Co. 13:1
"Or la fede è certezza di cose che si sperano, la dimostrazione di cose che non si vedono"
Eb. 11:1
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pleaseanotherbook · 3 months ago
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BABEL di R.F. KUANG
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'It's so odd,' Robin said. Back then they already passed the point of honesty; they spoke to one another unfiltered, unafraid of the consequences. 'It's like I've know you forever.' 'I think,' said Ramy, 'it's because when I speak, you listen.' 'Because you're fascinating.' 'Because you're a good translator.' Ramy leaned back on his elbows. 'That's just what translation is, I think. That's all speaking is. Listening to the other and trying to see past your own biases to glimpse what they're trying to say. Showing yourself to the world, and hoping someone else understands.'
"Babel. Or the Necessity of violence: an arcane History of the Oxford Translators' Revolution" di R.F. Kuang è uno di quei libri che è entrato nella mia lista di cose da leggere perché temi di traduzione, lingua e storia mi affascinano incredibilmente. E non potevo certo lasciarmelo scappare. Uscito nella traduzione italiana per Mondadori, è un romanzo in cui linguistica e interpretazione e magia si avvicendano alla storia personale del protagonista in un racconto corale che sfugge alle regole e reinterpreta di fatto la storia della torre di Babele. Affascinante come non mai, per certi aspetti, estremamente inconclusivo per altri.
Oxford, 1836. La città delle guglie sognanti. Il centro di tutta la conoscenza e l'innovazione del mondo. Al suo cuore c'è Babel, il prestigioso Royal Institute of Translation dell'Università di Oxford. La torre da cui sgorga tutto il potere dell'impero. Rimasto orfano a Canton e portato in Inghilterra da un misterioso tutore, Robin Swift credeva che Babel fosse un paradiso. Fino a che non è diventata una prigione… Può uno studente lottare contro un impero?
Per chiunque abbia mai avuto un minimo di interesse per una lingua diversa dalla propria, l'idea di essere capaci di capirla e interpretarla e farla propria ha sempre avuto un ruolo molto importante. Tutta la narrazione parte dal presupposto che la lingua sia un qualcosa da mantenere sempre vivo per poterne sfruttare tutto il potere intrinseco. Non basta sapersi esprimere in una lingua di cui non si è madrelingua, bisogna esserne così assorbiti da essere capaci di riprodurne ogni sfumatura, di risalirne l'etimologia, definire i confini di parole non più in uso ma che restano permeate nelle consuetudini attuali. Babel è sì una torre, ma è un luogo magico, un custode, un'entità che si muove da sola animata dai suoi studenti e dai suoi professori. Il racconto della Kuang si articola quindi non solo intorno ai suoi protagonisti che si muovono nei meandri di un luogo che ha mille tentacoli persi nel mondo, ma anche e soprattutto intorno alla babele di lingue, studi, regole e tradizioni che si tramandano nell'università di Oxford. Mentre alcuni dettagli emergono direttamente dalla realtà storica, altri sono completamente inventati e funzionali al racconto, costruendo un intrigo di fatti da cui è difficile identificare il vero dall'inventato.
Il lettore viene a scoprire la vita accademica direttamente dall'esperienza del protagonista Robin Swift che si immerge nello studio con un entusiasmo vivido insieme ai suoi compagni di corso. Robin in fondo è lì grazie al suo passato e alla sua lingua. Rimasto aggrappato alla corda che gli ha lanciato il Professor Lovell che da Canton lo porta in Inghilterra per istruirlo per i suoi scopi, Robin si adegua alle sue regole e alle sue aspettative perché sente di non avere altra strada. Ma d'altronde quando arriva a Babel sente che tutti i suoi sacrifici hanno avuto uno scopo. L'atmosfera lì è magica e senza tempo, ha la dolcezza delle prime scoperte dell'adolescenza e il profumo del potere che è quasi alchemico. Tutto il mondo accademico è una lenta scoperta, un accumularsi di strumenti che rendono gli accademici quasi delle divinità, i segreti che si nascondono nella torre rendono non solo Oxford, ma tutta l'Inghilterra estremamente potente, e con una leva in più rispetto alle altre potenze mondiali. Robin non è solo, sempre emarginato per il suo essere straniero e diverso, un cinese in mezzo a un mare di bianchi, si allea con i suoi compagni di corso, altri emarginati come lui, che nelle mura dello spazio della traduzione, sono tutto fuorché degli esclusi. Ma quando Robin si rende conto che questo non basta, che la pace per se stesso non significa la pace per tutti, che la sicurezza che arriva dalla Torre si ferma nei suoi confini, inizia a chiedersi se sia giusto che le cose restino così, se sia giusto che le sue conoscenze restino confinate in un punto solo del mondo, quando potrebbero salvare centinaia, migliaia di vite umane. Mentre la sua storia si intreccia con la politica e gli inizi della guerra dell'Oppio, quando Robin torna in Cina e si rende conto di cosa sta succedendo non può continuare a restare fermo, deve agire, le azioni che fanno da spartiacque alla storia diventano il motore che cambiano tutti gli equilibri, e nella seconda parte il ruolo del traduttore come traditore, perché l'atto del tradurre è sempre un atto di tradimento, assume un significato ancora più chiaro. Robin non è un personaggio semplice da leggere, ha mille contraddizioni dettate dalla voglia di fare la cosa giusta e dalle paure che gli scoppiano nel cuore ogni volta che un pericolo si approccia. Ma impara presto che ogni scelta comporta una conseguenza per sè e gli altri e che quando ci si immerge nella vita vera, la patina di romanzata magia che ci immaginiamo viene stracciata dalle contingenze della quotidianità. La conoscenza è un potere molto forte e messo nelle mani sbagliate può essere molto pericoloso. Dilaniato tra il tradimento verso le sue origini e la sua madrepatria e il tradimento di tutto quello che ha studiato per tutta la vita, Robin è lì che si macera e compie scelte a volte incomprensibili dettate dalla disperazione che lo portano inevitabilmente verso il solo scontro possibile.
Il particolare da non dimenticare? Una barra d'argento...
Una storia incentrata sulle parole, sull'amore per la lingua, sullo studio e il sacrificio, che si intreccia con le ambizioni di una società che vuole essere la prima potenza del mondo, tradurre non è solo diffondere le conoscenze e integrazione di culture diverse, è un compromesso tra le parole, la ricerca di una comunicazione efficace che unisce e divide, in una lotta continua che non lascia scampo.
Buona lettura guys!
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micro961 · 9 months ago
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Gea - Il singolo “M-AMA”
Il brano della cantautrice estratto dall’EP “Lunatica” è sui digital stores e dal 21 giugno nelle radio
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“M-AMA” è il singolo dell’artista e cantautrice Gea, vincitrice della categoria inediti del Premio Nazionale Apulia Voice, fondato e diretto da Mimmo Taurino e dell’importantissimo riconoscimento “Premio Miglior Testo - Città di Taranto” e segna l’inizio dell’Ep dal titolo “Lunatica”, presente sui principali stores digitali e dal 21 giugno nelle radio italiane in promozione nazionale. Una produzione curata nei minimi dettagli, dall’arrangiamento raffinato ed elegante vestito da una chitarra acustica degna di nota che dona al tutto un forte impatto emotivo. Melodie che ben sposano l’impeccabile interpretazione di Gea, sentita e autentica, colma di sincera passione, che evidenzia una maturità artistica decisamente fuori dal comune.
“M-AMA” ripercorre la lotta interiore che con la crescita è in costante mutamento attraverso gli occhi di una Gea bambina che si trova magicamente adulta, ripercorrendo il suo passato e le sue difficoltà, in una realtà che non è dipinta nel modo in cui immaginava. Una denuncia nei confronti del sistema che attraverso il ritmo dinamico e l’influenza di diverse lingue come lo spagnolo ed il francese diventa la chiave per aprire la porta dei limiti della discografia italiana, dando vita non solo ad una rivoluzione interiore, ma anche a un’inclusione culturale che abbatta le barriere per rendere l’ascoltatore consapevole dei problemi all’interno della nostra società. Crescere, evolversi e costruire un proprio pensiero anche se significa andare contro gli ideali della propria famiglia e del proprio paese per disegnare la versione migliore di sé stessi.
Attualmente Gea è in tour, finanziato da Nuovo IMAIE nell'ambito del “Bando art. 7 Audio anno 2022 - Premi e Concorsi” in quanto vincitrice di MArteLive 2022.
Ascolta il brano
L’artista racconta
“Lunatica” Unplugged è molto più di un EP, è la voce della rivoluzione che, in una chiave romantica contemporanea, invita la me delle diverse epoche e tutti coloro che si sono sentiti "diversi" almeno una volta nella vita, a trovare il coraggio di essere sé stessi per creare una propria dimensione nel quale sentirsi al sicuro dai giudizi della società, per essere liberi.
L’integrazione, la fantasia, la libertà d'espressione e l'amore sono elementi fondamentali che hanno caratterizzato la mia crescita personale e che mi permettono di sognare senza essere contaminati dal male. Sono questi, infatti, alcuni dei temi presenti nei brani: “M-ama”, “Dreamer of the time”, “Demons” e “Anche se Piovesse il male”; 4 brani mixati presso lo studio di registrazione “Sorriso Studios” di Bari, grazie al lavoro chirurgico di Tommy Cavalieri, produttore musicale e di Kekko Fornarelli Musicista, compositore e produttore.
Brani apparentemente diversi ma simili, parte della stessa anima ma con cuori diversi che parlano di me, di voi, di noi. L’EP possiede un sound Pop Folk ed Indie Country e nasce come un viaggio nel quale ho voluto catturare l'essenza della mia musica senza limiti in una chiave interamente acustica, quella che nella mia vita è stata l’essenza di tutto, unendo in modi e in mondi differenti le mie emozioni nei confronti della società, la mia visione interiore, le tenebrose esperienze che ho trasformato in luce e la mia formazione come musicista e batterista, riportandola costantemente nella ritmica e nel connubio tra doppie voci e incastri dinamici, cosa che penso sia alla radice del suono nella sua forma più naturale ancor prima che esso esista. Sono convinta che la musica sia un canale in cui, ciò che non conosciamo si presenti a noi in forma di melodia cercando, attraverso la natura, di rispondere alle domande che “ancor in core” non conosciamo ma che chi ascolta davvero traduce in suono ed emozioni. Infatti, Lunatica non ha una data di inizio e di fine; il brano che ha “vissuto” di più si intitola “Anche se piovesse il male” ed è figlio del 2015, ma contiene dei messaggi che, col tempo, sono diventati importanti per me, come un mantra e rappresenta qualcosa che avevo necessità di liberare da me. La scelta di scrivere in diverse lingue come l'inglese, l’Italiano, il francese e, un po', lo spagnolo mi appartiene di natura, poiché la mia scrittura nasce dal mio flusso di coscienza: libero, impenetrabile dagli schemi dal panorama della discografia italiana che prova spesso in tutti i modi a cambiare questa mia visione e di limitarmi alla lingua madre, con scarsi risultati data la mia forma di ribellione presente in questo lavoro. Questa diversità linguistica, infatti, riflette la mia visione di un mondo senza confini, dove la musica supera le barriere culturali e abbraccia l'universalità dell'emozione umana che, attraverso la scoperta di sé ed il rapporto intenso con la natura, mi fa sentire libera in una realtà di apparenze.
Instagram: https://www.instagram.com/gea__official/
YouTube: https://www.youtube.com/@geaofficial2120
Spotify:https://open.spotify.com/intl-it/album/39ykm9ViUm2oEwqbisTkwx?si=q5QnjeijQJqaAMMJ9FpoBw
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tarditardi · 9 months ago
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Eliza G fa scatenare Gardaland Summer Festival, con Articolo 31, Saintpaul DJ e lo staff di RTL 102.5
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Prosegue a gonfie vele l'estate 2024 della cantautrice friulana Eliza G. Sabato 22 giugno è sul palco del Gardaland Summer Festival. Per l'artista è un ritorno, visto che sul palco di Gardaland si è già esibita ad esempio anche ad Halloween 2023. Con lei ci saranno gli Articolo 31, stelle di prima grandezza delle scena musicale da sempre e lo staff di RTL 102.5. 
E' la situazione giusta per far sentire tutta la sua energia, oltre che le mille qualità della sua voce, già recentemente messa alla prova in tv ed in contesti artistici come "Divas", show omaggio ad artiste come Whitney Houston, Céline Dion, Beyoncé, Mariah Carey, Adele (...) andato in scena qualche tempo fa a Potenza. 
Con Eliza G sul palco c'è pure Saintpaul DJ, produttore multiplatino ed artista internazionale capace di far scatenare chiunque. Tra le collaborazioni più recenti tra Eliza G e Saintpaul c'è "Touch Me", cover a cui hanno collaborato anche The Cube Guys.
I dettagli  di Gardaland Summer Festival sono presenti sul sito di Gardaland
Eliza G è una cantante e compositrice dalla carriera decisamente internazionale, che nel tempo ha raggiunto traguardi molto importanti. Se in Italia i fan, le apparizioni in tv (Fake Show, The Voice of Italy 2019, All Together Now) ed i riconoscimenti non le mancano (nel 2021 ha vinto il Premio Lunezia), quella di Eliza G è una carriera che guarda al mondo. Dopo la vittoria nel 2019 al Cerbul de Aur, il più importante festival musicale rumeno, ha partecipato all'Eurovision Romania 2022 ed i suoi concerti tra Europa ed America Latina (soprattutto in Gran Bretagna, Brasile, Spagna, Svizzera e Francia) sono spesso sold out. E' laureata inoltre in Lingue e letterature straniere, con una tesi in lingua inglese sul romanzo "Dracula "di Bram Stoker.
Eliza G è l'unica artista italiana ad essere stata inclusa da The Voice mondiale in due video YouTube davvero molto visti. La sua interpretazione di "Hurt" di Christina Aguilera è stata inclusa nel video delle esibizioni più emozionanti (43 milioni di visualizzazioni) e in quello quello dedicato alle canzoni di più difficile interpretazione della storia di The Voice (12 milioni di visualizzazioni).
ELIZA G
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djs-party-edm-italia · 9 months ago
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Eliza G fa scatenare Gardaland Summer Festival, con Articolo 31, Saintpaul DJ e lo staff di RTL 102.5
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Prosegue a gonfie vele l'estate 2024 della cantautrice friulana Eliza G. Sabato 22 giugno è sul palco del Gardaland Summer Festival. Per l'artista è un ritorno, visto che sul palco di Gardaland si è già esibita ad esempio anche ad Halloween 2023. Con lei ci saranno gli Articolo 31, stelle di prima grandezza delle scena musicale da sempre e lo staff di RTL 102.5. 
E' la situazione giusta per far sentire tutta la sua energia, oltre che le mille qualità della sua voce, già recentemente messa alla prova in tv ed in contesti artistici come "Divas", show omaggio ad artiste come Whitney Houston, Céline Dion, Beyoncé, Mariah Carey, Adele (...) andato in scena qualche tempo fa a Potenza. 
Con Eliza G sul palco c'è pure Saintpaul DJ, produttore multiplatino ed artista internazionale capace di far scatenare chiunque. Tra le collaborazioni più recenti tra Eliza G e Saintpaul c'è "Touch Me", cover a cui hanno collaborato anche The Cube Guys.
I dettagli  di Gardaland Summer Festival sono presenti sul sito di Gardaland
Eliza G è una cantante e compositrice dalla carriera decisamente internazionale, che nel tempo ha raggiunto traguardi molto importanti. Se in Italia i fan, le apparizioni in tv (Fake Show, The Voice of Italy 2019, All Together Now) ed i riconoscimenti non le mancano (nel 2021 ha vinto il Premio Lunezia), quella di Eliza G è una carriera che guarda al mondo. Dopo la vittoria nel 2019 al Cerbul de Aur, il più importante festival musicale rumeno, ha partecipato all'Eurovision Romania 2022 ed i suoi concerti tra Europa ed America Latina (soprattutto in Gran Bretagna, Brasile, Spagna, Svizzera e Francia) sono spesso sold out. E' laureata inoltre in Lingue e letterature straniere, con una tesi in lingua inglese sul romanzo "Dracula "di Bram Stoker.
Eliza G è l'unica artista italiana ad essere stata inclusa da The Voice mondiale in due video YouTube davvero molto visti. La sua interpretazione di "Hurt" di Christina Aguilera è stata inclusa nel video delle esibizioni più emozionanti (43 milioni di visualizzazioni) e in quello quello dedicato alle canzoni di più difficile interpretazione della storia di The Voice (12 milioni di visualizzazioni).
ELIZA G
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sounds-right · 9 months ago
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Eliza G fa scatenare Gardaland Summer Festival, con Articolo 31, Saintpaul DJ e lo staff di RTL 102.5
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Prosegue a gonfie vele l'estate 2024 della cantautrice friulana Eliza G. Sabato 22 giugno è sul palco del Gardaland Summer Festival. Per l'artista è un ritorno, visto che sul palco di Gardaland si è già esibita ad esempio anche ad Halloween 2023. Con lei ci saranno gli Articolo 31, stelle di prima grandezza delle scena musicale da sempre e lo staff di RTL 102.5. 
E' la situazione giusta per far sentire tutta la sua energia, oltre che le mille qualità della sua voce, già recentemente messa alla prova in tv ed in contesti artistici come "Divas", show omaggio ad artiste come Whitney Houston, Céline Dion, Beyoncé, Mariah Carey, Adele (...) andato in scena qualche tempo fa a Potenza. 
Con Eliza G sul palco c'è pure Saintpaul DJ, produttore multiplatino ed artista internazionale capace di far scatenare chiunque. Tra le collaborazioni più recenti tra Eliza G e Saintpaul c'è "Touch Me", cover a cui hanno collaborato anche The Cube Guys.
I dettagli  di Gardaland Summer Festival sono presenti sul sito di Gardaland
Eliza G è una cantante e compositrice dalla carriera decisamente internazionale, che nel tempo ha raggiunto traguardi molto importanti. Se in Italia i fan, le apparizioni in tv (Fake Show, The Voice of Italy 2019, All Together Now) ed i riconoscimenti non le mancano (nel 2021 ha vinto il Premio Lunezia), quella di Eliza G è una carriera che guarda al mondo. Dopo la vittoria nel 2019 al Cerbul de Aur, il più importante festival musicale rumeno, ha partecipato all'Eurovision Romania 2022 ed i suoi concerti tra Europa ed America Latina (soprattutto in Gran Bretagna, Brasile, Spagna, Svizzera e Francia) sono spesso sold out. E' laureata inoltre in Lingue e letterature straniere, con una tesi in lingua inglese sul romanzo "Dracula "di Bram Stoker.
Eliza G è l'unica artista italiana ad essere stata inclusa da The Voice mondiale in due video YouTube davvero molto visti. La sua interpretazione di "Hurt" di Christina Aguilera è stata inclusa nel video delle esibizioni più emozionanti (43 milioni di visualizzazioni) e in quello quello dedicato alle canzoni di più difficile interpretazione della storia di The Voice (12 milioni di visualizzazioni).
ELIZA G
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antennaweb · 10 months ago
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enkeynetwork · 11 months ago
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cinquecolonnemagazine · 1 year ago
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Pino Insegno: attore, conduttore e... doppiatore
Comico brillante, conduttore televisivo garbato e simpatico, Pino Insegno è anche un apprezzato doppiatore. Ha prestato la sua voce a diversi attori di calibro internazionale. Come si svolge la professione di doppiatore e quale percorso di studi va fatto? Pino Insegno doppiatore e comico La carriera artistica di Pino Insegno inizia con la fondazione del gruppo artistico l'Allegra Brigata con altri 9 colleghi. Il successo, però, arriva con la Premiata Ditta, il quartetto comico creato insieme a Tiziana Foschi, Roberto Ciufoli e Francesca Draghetti. Il percorso televisivo di Insegno è continuato anche dopo lo scioglimento del gruppo portandolo anche alla conduzione di programmi come "Il mercante in Fiera", "Reazione a catena". Come doppiatore la sua voce è legata a volti come quello di Will Ferrell, Viggo Mortersen (Aragorn della trilogia "Il Signore degli anelli"), Jamie Foxx, Brad Pitt e Denzel Washington. Ha doppiato anche diversi personaggi di film di animazione. Tra questi Diego, la tigre di "L'Era glaciale", Sinbad in "Sinbad - La leggenda dei sette mari". Una professione sottovalutata Il mestiere del doppiatore è un'arte spesso sottovalutata che gioca un ruolo cruciale nell'industria dell'intrattenimento, donando voce e anima ai personaggi che amiamo. Nel silenzio degli studi di registrazione, i doppiatori danno vita a eroi, cattivi e personaggi indimenticabili, creando una connessione speciale tra il pubblico e le opere cinematografiche o televisive. Il lavoro di un doppiatore va ben oltre la semplice lettura di un copione. È una forma d'arte che richiede talento, versatilità e una comprensione profonda del personaggio. I doppiatori devono essere in grado di trasmettere emozioni attraverso la voce, sincronizzare il dialogo con i movimenti labiali del personaggio e dare personalità a creature animate o oggetti inanimati. Il processo di doppiaggio inizia con la visione del materiale originale. I doppiatori studiano il personaggio, analizzano le sfumature emotive e lavorano sulla creazione di una voce unica che si adatti alla personalità del personaggio. Durante la registrazione, devono sincronizzare la loro interpretazione con il timing della versione originale, rispettando gli spazi per garantire una corretta adattabilità. Come si diventa doppiatore Diventare un doppiatore richiede una combinazione di talento naturale, formazione ed esperienza pratica. Ecco alcuni passi che possono aiutare chi è interessato a intraprendere questa carriera: - Formazione vocale: molti doppiatori iniziano con la formazione vocale, che può includere lezioni di dizione, impostazione della voce e tecniche di respirazione. - Corsi di recitazione: la recitazione è un elemento chiave del lavoro del doppiatore. Corsi di recitazione teatrale o cinematografica possono fornire le competenze necessarie per dare vita ai personaggi. - Studio delle lingue: poiché il doppiaggio spesso coinvolge la traduzione e l'adattamento dei dialoghi, la conoscenza di più lingue può essere un vantaggio. - Esperienza pratica: partecipare a audizioni e guadagnare esperienza pratica è essenziale. Molte volte, i doppiatori iniziano con piccoli progetti locali o regionali prima di affrontare lavori più ampi. - Costruzione di un demo reel: creare un demo reel è fondamentale per presentare la propria voce e capacità di doppiaggio agli studios. Questo portfolio audio può essere inviato alle agenzie di doppiaggio o agli studi di registrazione per attirare l'attenzione. La prossima volta che ci immergeremo in un film o in una serie televisiva, ricordiamoci di ringraziare i doppiatori che rendono possibile questa esperienza magica, donando una voce a ogni personaggio che abita il nostro immaginario. In copertina foto di thekreativecompany da Pixabay Read the full article
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daimonclub · 1 year ago
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Ambiguità tra Italiano e Inglese
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False friends Italiano Inglese Ambiguità tra Italiano e Inglese, un libro di Giancarlo Livraghi che analizza ambiguità, distorsioni, malintesi e false friends tra le due lingue. Questo lavoro era nato un po’ per caso – quasi per scherzo – quando, nel 2002, stavo ragionando con alcuni amici su quanti errori si trovano nelle traduzioni e su come possono creare tanti malintesi, ambiguità, distorsioni di comprensione e di interpretazione. Ma ci eravamo accorti, fin dall’inizio, che questo problema non è solo ridicolo, è anche preoccupante. L’uso frequente – e spesso ripetuto – di termini poco chiari e mal capiti provoca un’insidiosa confusione di idee e di concetti. È nata così una prima raccolta di esempi che ho messo online – e che un po’ per volta, nel corso degli anni, è continuamente cresciuta fino ad assumere le dimensioni di questo libro. Spero che sia un testo divertente. Un po’ di ironia, in queste cose, non guasta mai. Gli errori possono farci sorridere, ma c’è un dubbio serio: quante cose si capiscono male o non sono quelle che sembrano? Naturalmente nessuno può avere la goffa pretesa di “mettersi in cattedra”. Capita a tutti di sbagliare, in un modo o nell’altro. Solo gli stupidi credono di essere “infallibili”. Ma errare humanum non è una buona scusa. Senza inutili pedanterie (se una cosa è chiara non è indispensabile che sia lessicalmente “esatta”) ci sono molti casi in cui conviene ricordare il classico dubbio socratico. Ti estì? Cioè… siamo sicuri di sapere di che cosa stiamo parlando? Questo problema c’è spesso, anche indipendentemente dalle differenze fra le lingue. Un’ovvia domanda: perché l’Inglese? È chiaro che ci possono essere insidiosi errori anche dall’Italiano all’Italiano – e nelle traduzioni da o in altre lingue. Ma una raccolta di tutte le possibili ambiguità riempirebbe un’enorme (e noiosa) enciclopedia. Il fatto è che l’inglese non è solo “un’altra lingua”. È la lingua internazionale. Continua a crescere (spesso inutilmente) il numero di parole inglesi che diventano “di uso comune” in italiano. Alcune chiare e ben comprensibili. Altre no – con risultati comici, ma anche imbarazzanti. Trecentottanta esempi bastano per elencare tutti gli errori, o almeno i più comuni? Ovviamente no. Ma sono, appunto, esempi. Possono aiutare a “stare in guardia” – e così cogliere anche quei casi di ambiguità che non sono compresi in questa piccola antologia.
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Giancarlo Livraghi Chi ha scritto questo libro? Non io. Come succede (almeno nella mia esperienza) con tutti i libri, si è scritto da solo. Una volta impostata l’idea iniziale, un libro si evolve, cresce come una pianta, mette radici, rami e foglie, diventa una cosa diversa da quella che sembrava quando era appena spuntato dal seme. A chi lo scrive non resta che seguirlo, capirlo, accompagnarlo nella sua crescita, cercando di spiegare ogni concetto nel modo più chiaro possibile. Ma questo, in particolare, è un caso diverso. La parte centrale del libro, dalla pagina 9 alla pagina 117, è opera di diversi autori. I tanti che hanno sbagliato qualcosa in qualche posto dove mi è stato possibile notare l’errore. E i lettori delle cose pubblicate online che mi hanno segnalato “casi” interessanti diversi da quelli che conoscevo. Così a me è rimasto il compito dello scrivano, che prende nota e cerca di raccogliere in modo, per quanto possibile, chiaro e ordinato – oltre ad aggiungere qualche commento dove opportuno. Che libro è? Dipende da come si legge. Non è un vocabolario. È in ordine alfabetico perché ogni altro modo di raggruppare gli esempi sarebbe arbitrario – e perché può servire anche come “testo di consultazione”. Ma può essere utile leggerlo come se fosse un racconto, perché la serie dei “casi” rivela, un po’ per volta, come nascono e si moltiplicano le ambiguità. Il circolo vizioso dell’incomprensione Poiché l’inglese è la lingua internazionale, notizie e opinioni da tutto il mondo, che hanno origine in tante lingue diverse, ci arrivano spesso in inglese. È facile che un’informazione sia deformata perché qualcuno non ha saputo capire o tradurre un’espressione inglese. O anche perché all’origine qualcuno ha tradotto male dalla sua lingua all’inglese – e una ulteriore deformazione si aggiunge nella successiva traduzione in italiano. Un “circolo vizioso” in cui gli errori si moltiplicano – con risultati talvolta comici, ma anche pericolosamente devianti. Quello che non c’è Esistono “lingue” particolari, come il legalese, il tecnichese, il politichese, il burocratese, il modaiolo, lo stupidese eccetera, con differenze spesso problematiche fra l’inglese e l’italiano. Non sono comprese in questo elenco, se non in alcuni casi che influiscono sull’uso generale. Non sono citati gli errori di pronuncia – sempre più frequenti, specialmente in televisione – perché con quelli l’elenco diventerebbe interminabile. Né gli errori di ortografia, che in inglese non sono sempre identificabili, per le molteplici differenze del modo in cui la lingua è parlata e scritta in paesi diversi. Né (se non per qualche esempio particolarmente rilevante) l’enorme proliferazione di neologismi, che spesso sono confusi ancora prima di essere diffusi. Giancarlo Livraghi
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English Vocabulary Ability. Non vuol dire “abilità”, ma “capacità” o “possibilità”. To be able to… significa “essere in grado di” fare una certa cosa. (“Abilità” si dice skill). Absorbing. Non vuol dire “assorbente”, ma “interessante” o “impegnativo”. Abstract. Come aggettivo può voler dire “astratto”, ma come sostantivo significa “estratto” di un testo – o, più spesso, “riassunto”. Abuse. Può avere significati simili all’italiano “abuso” o “abusare”, ma vuol dire anche cose diverse, come “insulto” o “maltrattamento”. Accessory. Vuol dire anche “accessorio”, ma è usato spesso nel senso di “complice” o “coinvolto” in un’attività criminale o riprovevole. Accident. Vuol dire “incidente”, non “accidente”. According to… Non vuol dire “in accordo con…”, ma “secondo…”. (Si può riferire a una fonte o a un’opinione). Accurate. Non vuol dire “accurato”, ma “esatto” o “preciso”. Act. Vuol dire “atto” o “agire”, ma ha anche altri significati che vengono da acting (“recitare”). Per “fingere” o “fare come se” si può dire anche play. In altri contesti act può avere un senso diverso. Per esempio in termini politico-giuridici un act è una decisione del parlamento, cioè una legge. Actual. Non vuol dire “attuale”, ma “vero” o “reale”. Actually. significa “davvero” o “in realtà”, non “attualmente”. Adjourn. Vuol dire “rinviare” o “spostare”, non “aggiornare”. Administration. Non vuol dire “contabilità” (accounting) né “amministrazione finanziaria”. Significa “gestione” o “organizzazione”. Per esempio sysadmin è la persona che gestisce un sistema di rete, non un contabile né un amministratore. (Anche in italiano, tuttavia, il termine “amministrazione” è talvolta usato in senso non solo finanziario, per esempio in definizioni come “amministratore delegato” o “consiglio di amministrazione”). Advocate. Non vuol dire “avvocato” (lawyer) ma energico e dichiarato sostenitore di un’opinione o di un impegno sociale, culturale o politico. Affair. Significa relazione sentimentale o sessuale, non “affare”. Se il signor X e la signora Y are having an affair non vuol dire che hanno un rapporto di business, ma che vanno a letto insieme (in modo più o meno clandestino). La parola affair viene usata anche per definire non un rapporto sessuale o comunque personale, ma una situazione in qualche modo torbida, oscura o losca (anche in italiano si usano espressioni come “l’affare Dreyfus”). Agenda. In Inglese non vuol dire “agenda”, ma “ordine del giorno” o “programma”di un incontro o di una riunione. (“Agenda” nel senso di libro-calendario si dice diary, come “diario”). L’espressione order of the day esiste in Inglese, ma con un significato un po’ diverso – un fatto rilevante di cui è importante occuparsi. Aggravate Nel linguaggio più diffuso (anche se disapprovato dai puristi della lingua inglese) non vuol dire “aggravare”, ma “irritare” o “infastidire”. Agony. Vuol dire “angoscia” o “grave sofferenza”, ma non “agonia”. Alien. Non vuol dire solo “alieno”, nel senso di “non umano”, ma anche “straniero”. (Vedi stranger). Alienate. To alienate non vuol dire “alienare”, ma “contrariare” e “rendere ostile”. Annoyed. Non vuol dire “annoiato”, ma “seccato” o “infastidito”. To annoy. vuol dire “disturbare”, “irritare”, “dare fastidio” – non “annoiare” (to bore). Anticipate. Benché i puristi della lingua inglese lo considerino sbagliato, è usato abitualmente nel senso di “prevedere” o “aspettarsi che” (non “anticipare”). Apology. Non vuol dire “apologia”. To apologize significa “chiedere scusa”, apology è l’atto di scusarsi. Appraise. To appraise non significa “apprezzare”, ma “valutare”, cioè farsi un’opinione bene informata su qualcosa. Appraisal. è una valutazione o una verifica, non un “apprezzamento”. C’è una parola simile in inglese che ha un significato diverso: to apprise vuol dire informare dettagliatamente. Per esempio qualcuno può apprise altri del suo appraisal di una situazione. “Apprezzare” si dice to appreciate (ma c’è un’ambiguità nel caso del gergo finanziario: se qualcosa, per esempio un titolo in borsa, appreciates vuol dire che il prezzo sale).
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Ambiguità tra Inglese e Italiano Argument. Non vuol dire “argomento” (vedi subject) ma “discussione” o “litigio”. To argue. significa “litigare”. (Vedi discussion). Ass. In questo caso l’ambiguità è all’interno della lingua Inglese perché ci sono due parole uguali di significato diverso. Ass vuol dire “asino” (e, come in italiano, ha il senso traslato di “ignorante”). Ass vuol dire anche “fondoschiena” (ma senza il traslato “fortuna” che ha in italiano). Asshole è un modo “volgare” e insultante di dire “stupido”. Assessor. Non vuol dire “assessore”. Significa “perito” – o, più in generale, persona incaricata di stimare (assess) un valore. Assumption. Non vuol dire “assunzione”, ma “ipotesi” o “supposizione”. To assume. vuol dire “supporre” o “presumere”, non “assumere” (vedi anche presume). Attempt. Vuol dire “tentativo”, non “attentato”. Attend. Non vuol dire “attendere” o “aspettare” (wait) ma “assistere” o “essere presenti” (a un avvenimento, riunione eccetera). Attic. Vuol dire “soffitta”, non “attico” nel senso in cui la parola è più spesso usata in italiano (specialmente nel commercio immobiliare) con un significato simile all’inglese penthouse. Attitude. Non “attitudine” (aptitude o ability) ma “atteggiamento”, “opinione” o “comportamento”. Avert. Vuol dire “distogliere”, “distrarre” o “evitare”. Non “avvertire”. Bank holiday. Non è una “vacanza delle banche”, ma una “festa comandata”, cioè un giorno in cui, oltre alle banche, sono chiusi anche gli altri uffici. Bankruptcy. Non vuol dire “bancarotta”, né “fallimento”. Ha un significato più simile ad “amministrazione controllata”. Barbed wire. Non è una telefonata barbosa o un telegramma noioso. Barbed wire vuol dire “filo spinato”. (In inglese non esiste l’espressione “barba” nel senso di “noia”). Barracks. Vuol dire “caserma”, non “baracca”. Basement. Sembra incredibile, ma ci sono casi in cui basement è tradotto “basamento” quando è ovvio dal contesto che si tratta di “sotterraneo” o “seminterrato”. Billion. Vuol dire “miliardo”. Non ha senso che qualcuno lo traduca “bilione”. Ma anche in Inglese il significato della parola non è sempre chiaro. Mentre è generalmente inteso che voglia dire mille milioni, pare che alcuni usino billion per indicare un milione di milioni, cioè mille miliardi (vedi trillion). Bimbo. Non vuol dire “bambino”. È una forma gergale per “persona stupida e frivola”. Si può dire di un uomo, ma è usato più spesso per le donne (specialmente nel mondo dello spettacolo). Binary. Vuol dire “binario” nel senso matematico (vedi digital) ma non nelle ferrovie (e relativi traslati). I binari dei treni si chiamano tracks. Bird. Vuol dire “uccello”, ma non nel senso “traslato” che ha in italiano. Nel vecchio gergo inglese bird è una ragazza. (Oggi talvolta chiamata chick, “pulcino”). Bitch. È la femmina del cane (non del maiale). Detto di una donna, non significa sempre “puttana”. Si dice anche di una donna antipatica, cattiva o intrigante. Ma son of a bitch (anche riassunto in SOB) ha lo stesso significato di “figlio di …” in italiano. Blank. Non vuol dire “bianco” (white) ma “spazio vuoto”. Può essere una “pagina bianca” (o qualsiasi “supporto” in cui non sono stati inseriti contenuti) o anche un “vuoto di memoria” o altri “traslati” di significato analogo. Blonde. Significa “bionda”. Ma (specialmente in America) è diventata un’espressione gergale e ironica per “donna stupida, banale e ignorante”. Blunt. Quando si tratta di un oggetto vuol dire “ottuso”, nel senso di non affilato o non appuntito. Nel caso di persone, affermazioni o atteggiamenti significa duro, sincero, rude, diretto – non necessariamente rozzo o villano, ma senza sottigliezza. Body. Vuol dire “corpo”, ma ha alcuni significati “traslati” in inglese che non ha in italiano (e viceversa). In alcuni casi si usa body nel senso di “persona” (somebody vuol dire “qualcuno”). Quel “capo di abbigliamento” femminile che in italiano si usa chiamare “body” in inglese non si chiama così. In un testo scritto si chiama body copy ciò che non è headline, cioè titolo (vedi copy). In italiano si chiama “corpo” la grandezza di un carattere, mentre in inglese si dice semplicemente size (il carattere si chiama typeface o abbreviato face – oppure font). Chi ha pratica del linguaggio HTML sa come sono usati in quel contesto codici come head, body, font, face e size. Border. Non vuol dire “bordo”. Può significare “cornice” come contorno grafico (la cornice di un quadro è frame) ma più spesso vuol dire “confine”.
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Il potere della lingua Brave. Significa coraggioso, non “bravo”. La parola bravo esiste in inglese, ma con un significato particolare (come in francese – accento sulla “o”). È un’esclamazione, un applauso (e si usa anche al femminile e al plurale, cioè si grida braavoo anche se la persona applaudita è una donna o se si tratta di una squadra o gruppo anziché di una sola persona). Briefing. Brief significa “breve”, ma ha vari traslati (fra cui briefs – mutande). To brief significa dare informazioni o istruzioni. Perciò briefing è un documento (o un incontro) in cui si definiscono le linee di un progetto o di un piano d’azione (e, al contrario, debriefing quando si raccolgono informazioni da qualcuno che conosce i fatti). Un’altra derivazione è briefcase come cartella o valigetta in cui si tengono carte e documenti. Brigade. Vuol dire “brigata” militare (e anche nel caso di fire brigade, “pompieri o “vigili del fuoco”) ma non nel senso più ampio che ha in italiano. Brigadier Con i gradi militari ci possono essere variazioni di significato, ma brigadier in inglese vuol dire “generale di brigata”, non “brigadiere”. Broad. Vuol dire “largo” o “ampio”. Ma nel gergo americano è un modo un po’ volgare e insultante di dire “donna”. Bug. Guasto, inconveniente, errore tecnico. L’etimologia di bug non deriva dagli insetti, ma si usa questa parola per indicare parassiti fastidiosi (in particolare gli scarafaggi). È un po’ improprio tradurre bug con “baco” anche se il concetto rimane comprensibile. Ci sono usi “traslati” come per esempio «this bugs me» («questa cosa mi preoccupa»). Bullish. Viene da bull (toro) ma non ha necessariamente un significato aggressivo o arrogante. Può voler dire che qualcuno è molto ottimista su qualcosa. Ne deriva bull nel gergo del mercato azionario per indicare una fase in crescita (il contrario è bear e l’etimologia è incerta – qualcuno pensa che possa derivare dal proverbiale “vendere la pelle dell’orso”). Invece bull ha un significato negativo come abbreviazione di bullshit – cioè stupidaggine, bugia, esagerazione o vanteria. Buy. To buy vuol dire “comprare”. Ma anche “approvare” o “condividere” (vedi sell). Si può buy un’idea o una proposta. «I don’t buy it» può voler dire «non sono d’accordo» oppure «non ci credo». By the way. Non vuol dire “per la strada”, ma “a proposito” o “fra parentesi” o “per inciso”. Nel gergo dell’internet è spesso abbreviato in BTW. Cabin. Vuol dire “cabina” (in una nave) ma ha anche altri significati, come “capanna” o “rustico” o “piccola casa”, di solito di legno, generalmente in campagna e in particolare in un bosco. Può definire anche una stanza separata dal resto di una casa o di un albergo. Nel caso di un aeroplano, si riferisce alla cabina dei passeggeri, non a quella dei piloti (cockpit). Cabinet. Vuol dire “gabinetto” nel senso di organizzazione ministeriale, ma in una casa o in un ufficio significa “ripostiglio” o anche un locale o mobile in cui si tengono carte e oggetti – comunque non una stanza da bagno o un impianto igienico. Cable. Vuol dire “cavo”, ma anche “telegramma”. Callous. In dermatologia può voler dire “calloso”, ma in generale definisce una persona insensibile, rozza, cattiva, crudele – anche, ma non solo, nel senso di “criminale incallito”. Camel. Nell’uso corrente la lingua inglese non distingue fra il cammello e il dromedario (come dimostra l’immagine sul pacchetto di una nota marca di sigarette). Ma la parola dromedary esiste ed era abitualmente usata in passato (per esempio in un articolo di Samuel Johnson del 1759 – vedi http://gandalf.it/m/johnson.htm). Cameo. Vuol dire “cammeo”. Ma (cosa nota a chi si occupa di cinema) si usa anche nel senso di piccolo “inciso”, o corta definizione di un personaggio, in un testo narrativo – o di breve apparizione di un attore in un film (può essere il regista, come faceva abitualmente Alfred Hitchcock). Cancel. Non significa “cancellare”, ma “annullare” o “eliminare”. “Cancella” si dice delete o erase. Candid. Non vuol dire “candido”, ma “sincero”. Canteen. Non vuol dire “cantina”, ma “mensa” o “borraccia”. Carbon. Vuol dire “carbonio”, non “carbone” (coal). Ma ha un significato diverso in alcuni casi, come per esempio nell’espressione carbon copy che si continua a usare (per indicare qualcosa “copiato letteralmente”) benché la “carta carbone” sia caduta in disuso. Carton. Non vuol dire “cartone” ( Read the full article
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giuseppepiredda · 9 months ago
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Ancora sul parlare in altre Lingue, l’Interpretazione di esse e la Profezia
Ancora sul parlare in altre Lingue, l’Interpretazione di esse e la Profezia Ci sono nella Chiesa persone che si presentano con titoli altosonanti come Apostoli, Pastori o Profeti, ed insegnano e mettono in pratica che il dono dell’Interpretazione delle lingue è un parlare di Dio rivolto agli uomini, cioè esso è un messaggio rivolto alla Chiesa che Dio manda attraverso le parole della…
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ross-nekochan · 4 years ago
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Demi Lovato si è dichiarata gender fluid, chiedendo di riferirsi alla sua persona con i pronomi they/them.
Lasciando perdere le battutine italiane del "io da sempre mi riferisco a mio nonno col voi" (che poi, la battuta dov'è esattamente?), premetto che sono più che consapevole che esiste ed è innegabile che il linguaggio, nella sua struttura grammaticale e sintattica, abbia un'influenza nella nostra forma-mentis e nel modo in cui siamo abituati a interpretare la realtà.
Ieri parlandone con le mie coinquiline, mi sono venute un paio di riflessioni: avendo quindi già appurato la correlazione linguaggio-interpretazione della realtà, viene "naturale" empatizzare con Lovato.
Questo tipo di richieste però hanno quasi sempre un carattere imposizionale (se non lo fai, mi offendo) ed è qui che nasce il problema: io non impongo a te di non essere liber* di sentirti come vuoi, ma tu imponi a me di cambiare la sintassi del mio linguaggio come manifestazione del mio rispettarti. Non è soltanto una mera lotta di potere (chi ha più potere/diritto di modificare le convenzioni sociali quali il linguaggio), ma diventa anche una lotta di rispetto e tolleranza: io ti rispetto/ti tollero nella tua fluidità, ma tu non mi rispetti/mi tolleri nel modo in cui faccio uso del linguaggio e questo a sua volta genera una disparità di potere perché l'oppresso finisce col voler scavalcare l'oppressore (un classico).
Mi viene da chiedere a Lovato: se ti dimostro con tutti i miei comportamenti che ti accetto nella tua fluidità, perchè rimane così importante per te che mi indirizzi a te col they/them? Quando poi, alla fine, il linguaggio è mera convenzione sociale, così come lo sono anche i generi? Per altro, dichiarandoti gender fluid e rifiutando l'impostazione dei generi, non finisci col rimarcare ancora di più l'esistenza di questi? (Questa non è mia, l'ho letta/studiata) Ovviamente sì, ma nemmeno ce ne si rende conto.
Forse sono io che non riesco pienamente a comprendere come si sentono certe persone. È vero che mi sono sempre sentita maschia, ma non ho mai finito con il rifiutare al 100% il mio essere femmina. Mi sono sempre sentita maschia caratterialmente e fisicamente perché "troppo dominante caratterialmente" e "troppo forte fisicamente" per essere femmina. Però, in fondo, chi lo ha stabilito che essere dominante caratterialmente/essere forte fisicamente sia identificato nel maschio ed essere il contrario sia identificato nella femmina? Di nuovo: convenzione sociale.
In conclusione, se è pur vero che:
1. la natura sembra essere divisa in due categorie (maschio/femmina) 2. è dall'osservazione/rielaborazione della natura che potrebbe essere sorto il linguaggio, poiché questo a volte (!) riproduce la realtà e le categorie della natura (ma, attenzione, non sempre perché non in tutte le lingue esiste una divisione di generi/esistono più generi vs natura -come il neutro-) e 3. la nostra forma-mentis è stata influenzata da 1 e 2 + la nostra psicologia ha bisogno di categorizzare la realtà circostante per sentirsi sicuri,
questo non vuole assolutamente dire che anche in natura non esistano forme ibride di esistenza (vedi ermafroditi o altre mutazioni genetiche). Anche perché bisogna sempre ricordare che la Natura, secondo la Legge di Darwin, è volta solo al raggiungimento (nel modo più semplice ed efficiente possibile) della riproduzione della specie (-> maschio + femmina = riproduzione).
Per questa ragione, credo che la vera libertà (ovviamente) si identifichi soltanto nel completo abbandono delle sovrastrutture mentali, linguistiche e sociali (nella questione gender, così come in milioni di altre situazioni) e nella presa di consapevolezza dell'estrema fluidità e ibridezza di tutto il reale, che c'è, anche se non si vede e non si vede perché (di nuovo) per noi è psicologicamente molto comodo e confortante categorizzare la realtà.
Ma è solo facendo tutti questo (immenso) sforzo/salto che potremmo vivere finalmente liberi da qualsiasi catena. Per davvero.
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diceriadelluntore · 5 years ago
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Educazione Letteraria
Il grande prof. Tullio De Mauro fu chiamato una volta a cercare, con apposita commissione di esperti linguisti, di cambiare la lingua dell’Amministrazione Pubblica, chiamata in gergo burocratese. Il professore amava molto fare questo esempio:  leggere uno qualsiasi degli articoli della Nostra Costituzione con qualsiasi articolo, disegno, norma amministrativa degli ultimi 25 anni: nel primo caso, una lingua limpida, chiara, ma efficacissima, con frasi semplici, pochissime subordinate, un uso lessicale rigoroso ma accessibile; nelle seconde, un miscuglio di articoli, rimandi a leggi, delibere, commi (inutili soprattutto quando una norma li sopprime o li ridimensiona), parole desuete o per lo più incomprensibili, uso, e qui mi si perdoni il gioco di parole, ad minchiam di termini latini, per non parlare di quelli da altre lingue.
Detto ciò nella circolare del Ministero dell’Interno con oggetto Misure Urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. Divieto di assembramento e spostamenti di persone fisiche. Chiarimenti  non si modificano le precedenti direttive ma, cito, “per quanto riguarda gli spostamenti delle persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purchè in prossimità della propria abitazione. la stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute”.
Si vieta nella stessa nota l’attività ludica, l’uso di mezzi quali bicicletta o monopattino, l’incontro seppur a distanza con altri gruppi e nemmeno condividere la camminata con altre persone che non siano un genitore del minore.
Dire che questo chiarimento interpretativo del quadro normato vigente (sic) implica un “grave allentamento delle misure restrittive” o “la vanificazione dei nostri sforzi” mi sembra quantomeno eccessivo. Autori delle citazioni l'ormai famosissimo assessore al Welfare (che avrebbe detto il prof. De Mauro, chissà..) Gallera, che ha già confermato di essere pronto per la candidatura a Sindaco di Milano, e il Governatore della Campania De Luca, che va ricordato  è in scadenza di mandato anche lui e voglioso di ricandidarsi per le prossime elezioni regionali (previste per Maggio, ma spostate a data da definire). De Luca è diventato il Re dei meme sulla socialità di rete per via di dichiarazioni personali degne di uno sceneggiatore di Trono Di Spade, che spero qualcuno un giorno raccolga a imperitura memoria di tre cose:
- la capacità, che vista la situazione è davvero odiosa, di fare sempre comunque campagna elettorale basata sul nulla;
- la non capacità di interpretazione di un documento redatto dal Ministero, a cui si chiede chiarimenti, per poi non applicarli;
- la grande truffa dell’autonomia regionale, per cui, ed è il caso di dirlo, siccome il Governatore De Luca ha promulgato un’ordinanza che vieta la passeggiata all’aperto persino in prossimità del proprio domicilio, un bambino campano non ha lo stesso diritto di un bimbo di altra regione.
Per la cronaca, la commissione del prof. De Mauro redasse un libro bianco che invitava ad usare un linguaggio colloquiale, meno tecnico nelle amministrazioni che personalmente immagino pochissimo usato: nelle parole di un grande giurista, Sabino Cassese, è importante scrivere le norme in modo chiaro e comprensibile poichè «la lingua non è considerata come un fattore interno alla comunicazione, ma come mezzo della democrazia. Il nesso tra potere e lingua, la forza di esclusione e le diseguaglianze che discendono da certi usi linguistici; la comprensibilità come uno dei mezzi per assicurare l’eguaglianza e garantire la partecipazione sociale e politica» (S. Cassese, Gendarmi, bollette e piccoli passi, in R. Petrilli, M.E. Piemontese, M. Vedovelli (a cura di), Tullio De Mauro. Una storia linguistica, Roma-Bari, Laterza, 2003, pp. 63-67.)
Nel dubbio, restiamo a casa.
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micro961 · 1 year ago
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JustMood - Fuori l’Ep “Youngstar”
L’atteso ep del giovane rapper sugli store digitali
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“Youngstar” è l’ep dell’eclettico e talentuoso rapper JustMood, sui principali stores digitali. Una produzione artistica che oltrepassa i confini dei classici arrangiamenti per creare un mondo nuovo che colpisce in faccia sin dal primo ascolto. Barre e melodie che non hanno bisogno di fermarsi alla libera interpretazione, colme di messaggi e storie di vita vera. Nessuna finzione con JustMood, nessuna maschera o inutili glitter. Solo verità, dolore, redenzione, denunce sociali, rivalsa e la nostalgia di ricordi. Un concept ben concepito e strutturato che catapulta l’artista verso una maturità fuori dal comune, pronta per essere consegnata all’olimpo della strada e delle classifiche, nonostante la sua giovane età. Non resta che ascoltarlo tutto d’un fiato per chi ne avesse il coraggio e la sensibilità.
“Ho composto l’Ep tra i sedici e i diciassette anni, ogni traccia rappresenta un percorso di crescita artistica e personale. In questo Ep ho evidenziato la mia versatilità nel coinvolgere più generi alternando flow e metriche in due lingue diverse.” JustMood
Ascolta l’EP
Track By Track
YOUNGSTAR
Titletrack dell’ep. Questa traccia rappresenta la versione più giovanile di JustMood essendo la prima traccia ad essere stata prodotta riguardo al progetto.
Hold on feat Daut
Con la creazione di questa traccia io e Daut abbiamo voluto esporre più argomenti che nel complesso formano una denuncia sociale che esprime un forte senso di rivalsa, tutto questo viene descritto con un linguaggio street e diretto.
HOODSTAR
Questa traccia esprime i valori e di una faccia del mondo, criticando l’altra parte. La differenza di età tra i due artisti li porta ad esprimere lo stesso concetto in due modi differenti.
21 BAGS
Con questo pezzo voglio esprimere la mia vicinanza al mondo internazionale. Ho puntato a inserire l’immagine dell’hood nella trap. Questa traccia è frutto dell’esperienza vissuta con i ragazzi del blocco, con vari riferimenti alla scena americana attuale.
HEAVY
Cinque mesi dopo la produzione YOUNGSTAR. L’artista affronta il primo approccio al mondo internazionale, integrando lo slang americano.
Scusa come
Questa traccia rientra nelle prime scritte dall’artista, che punta a creare una forte interazione tra l’artista e il pubblico durante le esibizioni live.
Fragili
L’unico pezzo love dell’ep. La traccia descrive un senso di rimorso verso una figura femminile pronunciando la nostalgia di un ricordo nonostante il dolore.
Instagram: https://instagram.com/justmoodbaby Tik Tok: https://www.tiktok.com/@_justmoodbaby?_t=8h3LYQGpnXs&_r=1
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djs-party-edm-italia · 11 months ago
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Il 22 maggio Eliza G in "Ci vediamo lì live" @ Mondo Live - Fontanelle (Treviso)
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"Ci vediamo lì" è il nuovo format confidenziale di Eliza G, cantante e compositrice italiana già protagonista più volte in contesti internazionali d'eccellenza come, tra gli altri, The Voice of Italy, Eurovision, Fake Show su RaiDue (...). Mercoledì 22 maggio dalle 21 sarà sul palco del Mondo Live di Fontanelle (Treviso), per un appuntamento decisamente particolare.
"Ci vediamo lì" infatti accorcia la distanza virtuale tra l'artista è il pubblico. E' uno pocket show che nasce dall'idea di poter vedersi non con i follower o fan ma come li chiama Eliza G, "Gli amici del web". L'idea nasce dall'approccio che si ha con gli amici nel darsi un appuntamento per vedersi in un determinato posto e raccontarsi su quello che si sta facendo e che si è fatto nel periodo che non ci si è più visti. 
"Ci vediamo li'" è un viaggio tra aneddoti, spiegoni, classici internazionali e brani inediti un quadro completo di Eliza con la cornice sonora del maestro Nicola Sciarpa. Dopo il successo del palco, è arrivato quello del web dove le persone ogni settimana si collegano per poter ascoltare gli aneddoti legati ai brani e ascoltare la sua versione... Ma mercoledì 22 maggio, chi lo desidera può godersi la magica voce di Eliza G live, ovvero al massimo.
22/5 Eliza G in "Ci vediamo lì live" @ Mondo Live - Fontanelle (Treviso)
via Roma 22 
+39 349 8282586 [email protected]
Aperitivo ore 19:30-20:00 Sala Birreria; Cena-spettacolo ore 20:00 Sala Veneziana, menù alla carta, coperto live € 10; Inizio spettacolo con intervista all'artista ore 21:00; Solo concerto live ore 21:30, € 20 con una consumazione normale (priorità alla cena).
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Le recenti presenze tv a "Fake Show – Diffidate delle imitazioni" su Rai 2 e uno show importante come "Divas" (andato in scena a Matera il 13 ottobre '23) consolidano senz'altro la carriera di Eliza G, che nel tempo ha raggiunto traguardi molto importanti. Se in Italia i fan, le apparizioni in tv (The Voice of Italy 2019, All Together Now) ed i riconoscimenti non le mancano (nel 2021 ha vinto il Premio Lunezia), quella di Eliza G è una carriera decisamente internazionale. Dopo la vittoria nel 2019 al Cerbul de Aur, il più importante festival musicale rumeno, ha partecipato all'Eurovision Romania 2022 ed i suoi concerti tra Europa ed America Latina (soprattutto in Gran Bretagna, Brasile, Spagna, Svizzera e Francia) sono spesso sold out. E' laureata inoltre in Lingue e letterature straniere, con una tesi in lingua inglese sul romanzo "Dracula "di Bram Stoker.
Eliza G è l'unica artista italiana ad essere stata inclusa da The Voice mondiale in due video YouTube davvero molto visti. La sua interpretazione di "Hurt" di Christina Aguilera è stata inclusa nel video delle esibizioni più emozionanti (43 milioni di visualizzazioni) e in quello quello dedicato alle canzoni di più difficile interpretazione della storia di The Voice (12 milioni di visualizzazioni).
ELIZA G
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