#emozioni in diretta
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pier-carlo-universe · 1 month ago
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Sanremo 2025, Carlo Conti annuncia i co-conduttori della prima serata
Il direttore artistico è intervenuto in diretta a È sempre mezzogiorno, il programma quotidiano di Antonella Clerici
Il direttore artistico è intervenuto in diretta a È sempre mezzogiorno, il programma quotidiano di Antonella Clerici Pubblicato: 22-01-2025 15:53 Autore: Giusy Mercadante Agenzia Dire ROMA – Carlo Conti ha finalmente svelato i co-conduttori della prima serata del Festival di Sanremo. I due amici di cui aveva parlato già nei giorni scorsi. Il direttore artistico è intervenuto in diretta a È…
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penelopeparis · 2 years ago
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Un insieme di traumi.
Trapiantata non in un paese.Indiscreta anticonformista.Un’armatura di nuvole. Fuori dalle righe, la verità di una vita scomoda.Non posso essere diversa da ciò che sono . Il cervello a 1000 km/h il corpo no. Paura di niente, solo dei mostri della mente. Non li combatto! Sto a guardare e non succede mai nulla. se non un tempo speso male. Ti dirò cosa penso, senza pensare se ti farà male. Forse…
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susieporta · 2 months ago
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IL CORPO DEL DOLORE
Ecco alcuni estratti di Eckhart Tolle tratti dai suoi libri Il Potere di Adesso e Un Nuovo Mondo che spiegano chiaramente cos’è il corpo di dolore, come nasce e come dissolverlo.
COME NASCE IL CORPO DI DOLORE
Qualsiasi emozione negativa che non sia completamente confrontata e vista per quello che è nel momento in cui nasce, non si dissolve completamente. Si lascia dietro un resto di dolore.
I resti del dolore rimasto da una qualsiasi forte emozione negativa non affrontata, non accettata, e quindi non lasciata andare, si uniscono per formare un campo energetico che vive in ogni cellula del vostro corpo. Questo campo di emozioni vecchie, ma ancora molto presenti e che vivono in quasi tutti gli esseri umani, è il corpo di dolore.
Il corpo di dolore è una forma di energia semi-autonoma che vive nella maggior parte degli esseri umani, un’entità fatta di emozioni. Ha una sua intelligenza primitiva, non dissimile dalla furbizia animale, diretta principalmente alla sopravvivenza.
COME SI NUTRE IL CORPO DI DOLORE
Come tutte le forme di vita, periodicamente ha bisogno di nutrirsi, di prendere nuova energia, e il cibo che richiede consiste di energia compatibile con la propria, un’energia che vibra a una frequenza simile. Ogni esperienza emozionale dolorosa può essere usata come cibo dal corpo di dolore; ecco perché prospera con il pensiero negativo così come nel dramma delle relazioni. Il corpo di dolore è dipendente dall’infelicità.
Può essere uno shock quando comprendete per la prima volta che vi è qualcosa in voi che periodicamente cerca emozioni negative, cerca infelicità.
Si nutrirà di ogni esperienza che entri in risonanza con il suo stesso tipo di energia, ogni cosa che crei ulteriore dolore sotto qualunque forma: collera, capacità distruttiva, odio, afflizione, dramma emozionale, violenza, perfino malattia. Il dolore può alimentarsi soltanto di dolore, e una volta che il corpo di dolore si è impadronito di voi, necessitate di altro dolore, e diventate vittime, o persecutori.
La sua sopravvivenza dipende dalla vostra identificazione inconsapevole con esso, nonché dalla vostra paura inconsapevole di affrontare il dolore che vive in voi. Allora può impadronirsi di voi, diventare voi, e vivere attraverso voi. Deve alimentarsi tramite voi.
Cosi il corpo di dolore, quando vi ha posseduto, creerà nella vostra vita una situazione che riflette la sua propria frequenza energetica, perché se ne possa nutrire. Il dolore può solo nutrirsi di dolore. Il dolore non può nutrirsi di gioia: la trova veramente indigesta!
COME SI INNESCA E RISVEGLIA
Se lo considerate un’entità invisibile a sé stante, vi avvicinate molto alla verità. State in guardia per scoprire eventuali segni di infelicità in voi, sotto qualunque forma: può essere il corpo di dolore che si risveglia. Può assumere la forma di irritazione, impazienza, malinconia, desiderio di offendere, collera, furore, depressione, necessità di avere qualche dramma nei rapporti personali, e così via.
Il corpo del dolore emozionale ha due modalità di essere: latente ed attivo.
Può essere in uno stato latente per il 90 % del tempo. Tuttavia, in una persona profondamente infelice, può essere attivo fino al 100% del tempo.
Alcune persone vivono quasi completamente nel loro corpo di dolore, mentre altre possono sperimentarlo solamente in certe situazioni, come nelle relazioni intime, oppure in situazioni legate ad abbandoni o perdite del passato, ferite emozionali o fisiche e così via.
Qualunque cosa può risvegliarlo, specialmente se risuona con uno schema di sofferenza del vostro passato. Quando è pronto per risvegliarsi dal suo stato latente, perfino un pensiero o un’innocente osservazione fatta da qualcuno che vi è vicino lo può attivare.
Il corpo di dolore è un campo energetico, quasi come un’ entità, che si è temporaneamente istallata nel vostro spazio interiore. È energia vitale che è rimasta intrappolata, energia che non sta fluendo più. Ovviamente il corpo di dolore è lì perché sono accadute in passato certe cose. È il passato che vive in voi e se vi identificate con quello, vi identificate con il passato.
L’identità di vittima è credere che il passato è più potente del presente, che è l’opposto della verità. È il credere che altre persone, e ciò che vi hanno fatto, siano responsabili per chi voi siete ora, per la vostra sofferenza emozionale, o per la vostra incapacità di essere chi siete veramente.
SOLO RISIEDERE NEL MOMENTO PRESENTE PUO’ SCIOGLIERE IL DOLORE
Lo schema abituale del pensiero che crea l’emozione è invertito nel caso del corpo di dolore, almeno inizialmente. In questo caso l’emozione guadagna rapidamente il controllo del vostro pensiero e, una volta che la mente è stata sopraffatta dal corpo di dolore, il pensiero diventa negativo. La voce nella testa vi racconterà storie tristi, oppure piene di ansia o di rabbia, su voi stessi o sulla vita, sugli altri, sul passato, sul futuro, o su eventi immaginari. La voce starà incolpando, accusando, lamentandosi, immaginando. E voi sarete così totalmente identificati con qualsiasi cosa vi dica quella voce, credendo ai suoi pensieri distorti. A quel punto, la dipendenza dall’infelicità è in atto.
In ogni momento mantenete il sapere di quel momento, in particolare del vostro stato interiore.
Se vi è rabbia sappiate che c’è rabbia. Se vi è gelosia, difesa, impulso a litigare, bisogno di aver ragione, un bambino interiore che esige amore ed attenzione, o dolore emozionale di qualunque tipo; qualunque cosa sia, sappiate la realtà di quel momento e mantenete questo sapere.
Non cercate nessun altro stato che quello nel quale siete ora, altrimenti metterete in piedi un conflitto interiore ed una resistenza inconscia.
Perdonate voi stessi per non essere in pace. Il momento in cui accettate completamente il vostro non essere in pace, la vostra non pace viene trasmutata in pace. Qualunque cosa accettiate completamente vi porterà lì, vi porterà nella pace. Questo è il miracolo dell’arrendersi. Quando accettate ciò che è, ogni momento è il miglior momento.”
Respira, sii presente, senti l’energia del corpo di dolore, testimonia i pensieri e le emozioni che sono sorte. Non c’è niente di sbagliato in questo momento, sii consapevole del momento. Puoi anche agire ‘in modo negativo’ ma l’importante è che ci sia consapevolezza. E ogni volta il corpo di dolore sarà sempre più debole e la tua presenza sarà sempre più intensa, e la tua gioia sarà sempre più costante e quella ferita primordiale si dissolverà.
Eckhart Tolle
Da la luce nel buio
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andrea-non-sa-tornare · 1 year ago
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Io non so dire quello che hai letto con parole diverse da quelle che ho usato. Quando la spieghi, la poesia diventa banale. Meglio delle spiegazioni, è l'esperienza diretta delle emozioni che può spiegare la poesia ad un animo disposto a comprenderla.
-Il Postino-
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kon-igi · 1 year ago
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LA RABBIA È LA GUARDIANA DELLA TRISTEZZA CHE È FIGLIA DELLA SOLITUDINE
Metto in ordine alcuni dei miei tanti pensieri, frutto di riflessione e confronto, quindi perdonatemi se non vi suonano nuovi e andate oltre se vi paio ripetitivo.
Nella scala da mignolo contro lo spigolo a genocidio di Gaza - quest'ultimo termine ci tengo e ci terrò sempre a ribadirlo finché il Mossad non mi caccerà in bocca una granata stordente - esiste, ovviamente, un'ampia gamma di accadimenti, traumi ed emozioni negative che, a domanda diretta, chiunque risponderebbe essere accomunati da un'unica cosa...
IL DOLORE CAUSATO
Ora, lungi da me mettere il dito sul piatto della bilancia della vittima per far risalire quello del carnefice e dire che alla fine sono tutte vittime di qualcosa di più grande - molto spesso i numeri e lo squilibrio di potere non lasciano dubbio su chi subisce e su chi perpetra - ma la conclusione a cui sono arrivato riguarda quel dolore intermedio che non soffoca popoli nel loro sangue o non ostracizza i deboli e i fragili ma che è comunque meritevole di riflessione perché spesso ci fa focalizzare sugli effetti e quasi mai sulle cause.
Io non credo nella cattiveria intrinseca e volontaria - semmai credo proprio nel suo esatto opposto cioè che l'essere vivente cerchi istintivamente connessione e mutuo supporto - e quindi mi sono chiesto QUANDO È CHE UNA PERSONA DIVENTA 'CATTIVA' E PERCHÉ?
La risposta - per me soddisfacente ma nient'affatto detto lo sia per altri - mi è arrivata come al solito per vie traverse e in un modo che a molti farà storcere il naso perché il primo istinto di risposta sarà MA QUELLI SONO ANIMALI, INVECE NOI SIAMO ESSERI UMANI E QUINDI PIÙ INTELLIGENTI.... POSSIAMO DISTINGUERE IL BENE DAL MALE!
lol
A parte la battuta semplice e riduttiva ('conosco animali più intelligenti di molti uomini') la realtà dei fatti è proprio questa: la differenza tra noi e, per esempio, i cani c'è ma non è quella che crediamo noi e non poi così tanta.
Al di là di quel sottile rivestimento di raziocinio che forse ci permette di comprendere dei meccanismi di causa-effetto lontani nello spazio e nel tempo, noi e i cani VIVIAMO E CI COMPORTIAMO ESATTAMENTE ALLO STESSO MODO, CON LE STESSE DINAMICHE SOCIO-RELAZIONALI E, SOPRATTUTTO, CON GLI STESSI OBIETTIVI.
Questo l'ho capito grazie all'aiuto del mio amico @salfadog e, in particolare, con la lunga frequentazione di Cthulhu e Otto, i miei cani, che sono più che compagni o amici: sono la mia famiglia... individui, esseri viventi e senzienti che hanno emozioni molto più potenti e oneste delle nostre perché la presunta 'inferiore' evoluzione non li ha costretti a mascherarle sotto la presunzione della superiorità dell'intelletto.
I cani cercano inclusione nel branco, noi cerchiamo inclusione nel gruppo; loro cercano calore, affetto e contatto, noi la stessa cosa anche se la chiamiamo con altri nomi; loro cercano validazione e gratificazione tramite l'altro... e noi non aneliamo disperatamente alla stessa identica cosa?
Se credete che la Piramide di Maslow riguardi solo gli esseri umani
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è perché avete trattato i vostri cani - e molto probabilmente tutte le persone che non sono voi - come un qualcosa di esterno a voi e solo utile a voi.
I cani, come qualsiasi essere vivente, hanno bisogno di tutto ciò che è elencato, fino alla punta, solo che hanno modi e tempi diversi dai nostri.
Ma tutto questo discorso sui cani era utile 'solo' per arrivare al nocciolo del mio ragionamento, che è reso molto bene da una semplice immagine che rubo a @nusta e che è stata postata originariamente da @traumatizeddfox (thanks!)
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Non vi annoierò con lezioni di etologia cinofila (chi conosce la materia sa di cosa parlo) ma il concetto espresso - e che mi ha colpito come un pugno nello stomaco - è che alla fine è inevitabile, semplice e in certi casi utile parlare di PERSONA CATTIVA, soprattutto se ci dobbiamo occupare delle sue vittime, ma finché non ci interroghiamo sui motivi della sua 'cattiveria' (molto meno facile ma di gran lunga più utile per arrivare alla radice del problema) saremo destinati a limitarci a disinfettare col betadine il ginocchio in cui è piantato un chiodo arrugginito.
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disperata-mente · 5 months ago
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Io ho bisogno di sentirmi dire le cose in maniera chiara e diretta, altrimenti la mia mente darà spiegazioni da sé e non saranno mai positive, e spesso nemmeno giuste, portandomi a sentire emozioni dolorose e a imbastire litigate da cui a volte non si può ricominciare.
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fiammarock · 1 year ago
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“Questa canzone parla della perdita”, ha detto Eddie Vedder di Black, la canzone che non sarebbe mai dovuta diventare un singolo, “perché è fatta di emozioni troppo intime”.
Ma fu subito un classico, forse proprio perché l’intimità sentimentale di cui parla questa canzone è talmente sincera e diretta da risultare universale.
AB
🎶🔥
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multiverseofseries · 9 months ago
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Inside Out: It's Pixar, It's Always Pixar!!!
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Con Inside Out di Pete Docter, la Pixar torna ai geniali fasti del passato e confeziona un film che diverte, emoziona e stupisce continuamente.
Sin dalle prime immagini di Inside Out si ha l'impressione di un ritorno ai fasti del passato. Ci era sembrato di veder brillare nuovamente la scintilla creativa che aveva permesso alla Pixar di distanziare tutta la concorrenza diretta. Con alla guida il Pete Docter di Up, lo studio di Lasseter ci ha condotto in un luogo misterioso che tutti abbiamo dentro di noi, la nostra mente, facendoci trovare faccia a faccia con la personalizzazione delle nostre emozioni basilari.
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Inside Out: un'immagine del film animato
Capolavoro annunciato?
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Inside Out: una scena tratta dal film animato
Quando tante aspettative si creano attorno a un progetto, c'è sempre il rischio che restino deluse, che lo sguardo dello spettatore punti troppo in alto mancando il bersaglio e perdendo di vista il valore reale. Non è questo il caso. E ce se ne accorge sin dalle primissime sequenze. E non potrebbe essere altrimenti nel vedere in azione le cinque emozioni della piccola Riley, guidate dall'esuberante Gioia ed impegnate a gestire le reazioni della ragazzina a tutto ciò che la circonda. Emozioni che si trovano a dover gestire una situazione d'emergenza, forse il peggio che possa capitare ad una ragazzina che si avvicina all'adolescenza, mettendo a rischio quei punti saldi, scuotendo alle fondamenta le sue isole della personalità e mettendo in subbuglio le sicurezza precostituite: un trasloco, dal Minnesota ad un mondo diverso come può essere San Francisco in California.
Il mondo della mente
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Inside Out: il character poster italiano di Gioia
Poco più su si è parlato di luogo nel far riferimento alla mente, background di gran parte dell'azione che si sviluppa in Inside Out e non si è usato questo termine a caso, perché si tratta a tutti gli effetti di un luogo vero e proprio, con diverse aree, la sua fauna e la sua flora (perché non si può dimenticare l'irrinunciabile foresta di patatine fritte della Terra dell'immaginazione). Le cinque emozioni, Gioia, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Paura sono i principali protagonisti e gestiscono il tutto dal loro Quartier generale, definendo lo stato d'animo e le reazioni di Riley (come di ognuno di noi) e decretando la sensazione (e, visivamente, il colore) di ogni ricordo che viene immagazzinato.
Prima del traumatico trasloco, è il giallo della Gioia a dominare i ricordi, sia quelli chiave che tutti gli altri, di Riley, ma le cose sono destinate a cambiare ed i cinque protagonisti emotivi di Inside Out dovranno fare i salti mortali per gestire la situazione, in una storia che si dipana esplosiva e pirotecnica in tutti i recessi della mente, nell'archivio della memoria a lungo termine, negli abissi del subconscio dove albergano le paure recondite, nella vivacità della Terra dell'immaginazione. Un mondo che ha il sapore del parco tematico, con le sue tante aree ed i suoi tanti abitanti che fanno da contorno ai protagonisti, sui quali non si può non citare l'entusiasta amico immaginario di Riley, Bing Bong, e gli spazzini che si occupano di portar via i ricordi inutilizzati, ma anche il treno dei pensieri che si intravedeva già in una delle prime clip.
Le emozioni guidano la storia
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Inside Out: il sorriso di Gioia in una scena del film d'animazione
C'è un momento in Inside Out, dopo gli esplosivi venti minuti iniziali, in cui per un attimo si teme che la genialità del film ci si possa fermare all'idea iniziale e la prima presentazione dei personaggi, ma non è così: il film prosegue agile, senza perdere colpi, catapultandoci da una situazione all'altra come su montagne russe di emozioni che ci sballottano dalle risate alle lacrime senza soluzione di continuità, mentre scopriamo di più delle cinque emozioni che governano Riley (ma anche di ognuno di noi, come si vede fin da subito con i flash nella mente dei due genitori della ragazza e nel meraviglioso inserto che accompagna i titoli di coda).
Un'attenzione per la storia e i suoi dettagli, fin nei suoi personaggi secondari, da sempre caratteristica Pixar, che qui torna con prepotenza facendo passare in secondo piano il pur eccellente comparto tecnico: a differenza di altri casi passati, infatti, non c'è niente di rivoluzionario che salta all'occhio nella impeccabile messa in scena. Forse perché si è troppo concentrati sull'aspetto narrativo per far caso ai miracoli tecnologici, forse perché semplicemente è la stessa Pixar ad aver volontariamente spostato maggiormente l'attenzione su storia, personaggi e, soprattutto, emozioni.
Il cinema ha bisogno della Pixar.
Non solo idee
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Inside Out: Tristezza e Gioia in una scena del film d'animazione
Il cinema, e l'arte dell'intrattenimento in generale, non di rado ci mostra grandi idee non sviluppate come meriterebbero. Non è anomalo, tutt'altro; sembra piuttosto la normale conseguenza della difficoltà nel padroneggiare l'arte della narrazione con tutto ciò che comporta in termini di capacità di conquistare e coinvolgere il proprio pubblico. Maestria tecnica a parte, se c'è un aspetto specifico che rende la Pixar unica nel mondo dell'animazione contemporanea, e non solo, è proprio quell'abilità nello sviluppare le sue idee, già di per sé geniali. Una qualità che rende addirittura guardabile un titolo minore come Cars 2 e permette allo studio di Lasseter di poter sfornare sequel che non sfigurano al cospetto dei loro precursori. É una qualità importante e non merce da poco, ed è per questo sento di affermare con sicurezza e profonda stima una grande realtà confermata: il cinema ha bisogno della Pixar e tutti noi non possiamo che essere grati all'impareggiabile lavoro sviluppato nel corso degli anni.
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poesiablog60 · 1 year ago
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« Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l'esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla. »
Pablo Neruda
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comeunombranelbuio · 4 months ago
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Tre giorni fa mi sono svegliata con una notizia: Liam Payne è morto. Non mi sono scomposta più di tanto, abituata alle solite ‘fake news’. Poi però le notizie a riguardo aumentavano, e diventava sempre più una certezza. E mi si gela il sangue. Il primo pensiero è andato a te, alla mia Chiaretta,alla persona con la quale avrei condiviso questa notizia, e con la quale ho condiviso negli anni la stessa musica,il primo loro concerto a Milano, emozioni,sogni. Una lacrima mi riga il viso.
Inizio a leggere gli articoli,inizio a fare ricerche per capire cosa sia successo. Resto shockata. La mente fa un salto temporale, torno a 14 anni fa. Ricordo ancora i provini fatti ad X-factor,ricordo la formazione della band, i video diary che aspettavo ogni settimana, ricordo le risate e la piccola me che si sforzava di capire l’inglese.
Ricordo quella ragazzina, e il suo vissuto, e riaffiorano tutte quelle sensazioni, o forse non se ne sono mai andate, con il tempo e con l’età uno ha imparato solo a gestirle, ma certe ferite,certe cicatrici ti sono cucite addosso, te le porti per sempre.
Il tempo sembra essersi fermato, indosso le cuffiette,schiaccio play, chiudo gli occhi. Ho 11/12 anni, sono alle medie, e loro sono i miei compagni di vita. Ho sempre vissuto la musica a mille, come una cosa che ti appartiene e ti arriva da dentro, e cosa voi siete stati per me allora e cosa continuate ad essere oggi non si può spiegare. Ringrazio i miei genitori, per avermi fatto vivere quell’esperienza quel 28 giugno 2014, che mi ha dato così tanto. Ricordo ancora perfettamente ogni dettaglio, di quando all’uscita piangevo come una disperata, perché era stato tutto così bello e surreale, e da allora ho iniziato ad aspettare il prossimo. Poi quel 25 marzo 2015 Zayn lascia la band, e nel 2016 voi vi prendete una pausa. Da allora non ci sono più i One Direction, niente più musica. Sono passati 10 anni e ancora aspetto e ci spero.. come ricordo le riprese per girare il video del 1D day in rappresentanza dell’Italia e poi un’intera notte sveglia per potervi seguire in diretta dall’America conclusasi rigorosamente con un’english breakfast. Ricordo la fan page che creai: I’m a Directioner, che mi ha fatto conoscere tante persone, per assurdo prima era così semplice fare amicizia, eravamo una famiglia, ci riconoscevamo e sembrava conoscerci da chissà quanto , ricordo delle storie che pubblicavo su wattpad e su Efp fanfiction,dei raduni che facevamo. E di essere finita al tg, sopra una transenna a cantare allegramente. E non a caso il mio primo viaggio l’ho fatto in Inghilterra..
Chiaretta non c’è più da 6 anni, e ora Liam, sei volato via anche tu. Ma io lo so, che quando indosso quelle cuffie,e chiudo gli occhi, siamo di nuovo tutti insieme. Io e lei sotto a quel palco a cantare a squarciagola, guardarci e piangere ma felici come non mai, perché stiamo vivendo il nostro sogno, e voi 5 insieme su quel palco, a cantare le nostre canzoni preferite.
Ho temuto, che perdendo te, io debba dire addio a quella parte di me, così come ho dovuto dire addio a lei.. e invece no, vi prometto che non perderò mai questa parte di me,che custodisco gelosamente. Come mi batterò sempre per l’importanza di un’idolo, l’appartenenza ad un fandom.
Prima nato morto, poi con un solo rene, successivamente vittima di bullismo. Poi il successo, che ti travolge.
La salute mentale è alla base, e chiedere aiuto è la cosa più difficile, ed è così bizzarro di come tu stesso Liam sia stato l’ancora di salvezza di così tanti ragazzi.. io ancora non me ne capacito..
Sarai sempre una parte di me Payno, e ti vedo proprio lì accanto a lei.
Ci sentiamo tra le note. Oggi, da 14 anni e per sempre.
Infinitamente, e fieramente la directioner che è in me,forever ❤️
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pier-carlo-universe · 3 months ago
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MotoGP: Tutto pronto per il GP di Barcellona – Un appuntamento imperdibile su Sky Sport
Una gara cruciale che promette emozioni e colpi di scena
Una gara cruciale che promette emozioni e colpi di scena. La MotoGP approda a Barcellona per un evento che promette di essere decisivo nella stagione. Domenica 17 novembre, alle ore 14:00, tutti gli appassionati potranno assistere alla gara in diretta su Sky Sport. Il Circuit de Barcelona-Catalunya ospiterà i migliori piloti del mondo, pronti a sfidarsi su uno dei tracciati più iconici del…
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penelopeparis · 2 years ago
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Un insieme di traumi.
Trapiantata non in un paese.Indiscreta anticonformista.Un’armatura di nuvole. Fuori dalle righe, la verità di una vita scomoda.Non posso essere diversa da ciò che sono . Il cervello a 1000 km/h il corpo no. Paura di niente, solo dei mostri della mente. Non li combatto! Sto a guardare e non succede mai nulla. se non un tempo speso male. Ti dirò cosa penso, senza pensare se ti farà male. Forse…
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1sileno · 5 months ago
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una delle differenze tra l'essere risolti e non esserlo è quella di non porre mai gli altri come responsabili della gestione delle tue emozioni. sia in una maniera diretta, d'impatto come può essere in una discussione di gelosia, sia postando una storia negli amici stretti dove piangi
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libero-de-mente · 2 years ago
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La Rivoluzione Terrestre
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Così si definisce il moto terrestre attorno al Sole. Dura trecentosessantacinque giorni. Un anno. Ma tu pensa.
Percorrere quei centoquarantanove milioni di chilometri, per ogni essere vivente, corrisponde al proprio compleanno ovvero un anno di vita in più. Si incomincia da quando si vede la luce per la prima volta.
Io sono nato alle dieci di sera, la luce era artificiale, forse e per questo che mi infastidisce la luce diretta del Sole.
Naah, soffro di fotofobia.
Era un ventuno aprile come oggi e ne ho fatti un po' di giri attorno al Sole.
A ogni giro attorno al Sole mi sono ritrovato con esperienze acquisite, insegnamenti appresi, errori fatti, azioni buone elargite e nuove persone entrate nella mia vita. Ma anche alcune che se ne sono uscite, per svariati motivi: un cuore che cessa di battere, un cuore che smette di palpitare per il sottoscritto, un cuore che si riempie di rabbia o invidia (questo sostantivo l'ho aggiunto per darmi un tono, anche se qualche volta è accaduto davvero. Ma non ho mai capito che invidia io potessi suscitare) oppure un cuore che non era un cuore ma un sasso senza battito.
Ma del resto ogni viaggio, perché quello attorno alla stella del sistema solare è un viaggio, è fatto di luoghi, emozioni e persone diverse che si susseguono.
Aspettavo il mio compleanno con impazienza da bimbo, per i regali e i dolci. Per i brindisi e i festeggiamenti con gli amici da ragazzo. Per gli abbracci e le attenzioni di chi amavo da adulto.
Ma questo viaggio chiamato vita spesso ti trasforma, nel mio caso sono arrivato ad aspettare il mio compleanno come data per tirare le somme. Con aspettative sempre modificate e ridimensionate (brutte bestie le pessime compagnie), fino ad arrivare al punto di non avere più aspettative ma "aspettame" ovvero di aspettare me.
Non mi aspetto più regali dalle persone ma dalla sorte.
Per te cara vida loca o per te nefasta malasorte, comunque, rimango a vostra disperazione.
Auguri un 'azzo.
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resalioo · 11 months ago
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F. è una ragazza dal cuore inquieto, curiosa del mondo e delle persone, ha un'anima libera. Zaino in spalla e si parte, sempre pronta ad esplorare nuovi angoli del mondo, tra paesaggi mozzafiato e culture diverse. La sua anima vibrante trova nutrimento nell'arte: visita mostre con entusiasmo, perdendosi tra pennellate di colore e sculture evocative.
Nelle sue vene scorre una melodia inarrestabile che fa ascoltare a pochi. Canta e balla anche se non le riesce benissimo, ma la fa sentire libera, dando vita ad emozioni che si intrecciano con le note. Il suo talento si manifesta anche nel dipingere, dove linee delicate prendono vita su carta, raccontando storie fantastiche e mondi immaginari.
F. è un vortice di energia e passione, istintiva, fugace, diretta e molto dura con sé stessa e la vita. Una musa ispirata dalla bellezza, anche se complicata, del mondo che la circonda. La sua vitalità contagiosa e il suo entusiasmo per la vita sono una fonte di ispirazione per chiunque la incontri. può destare fastidio la sua irrefrenabile voglia di sapere, di ironizzare anche su cose difficili, ma preferisce il sorriso rispetto ad una tremenda tristezza che molto spesso già si porta dentro.
F. si stupisce ancora per le piccole cose, per i fiori che sbocciano a primavera, per delle carezze date con spontaneità e per un'accurata e sensibile sincerità.
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seoul-italybts · 1 year ago
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[✎ ITA] GQ Korea : Speciale Novembre 2023, Intervista - JIMIN, Una Forma di Linguaggio Di Per Sé | 18.10.2023
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🗞 GQ Korea Novembre 2023 | THIS IS YOUR SONG
JIMIN, Una Forma di Linguaggio Di Per Sé
“Non puoi sapere fino a che punto puoi spingerti, finché non ci provi” __ JIMIN
__ di PARK NA NA, CHUN HEE RAN
Twitter | Orig. KOR | Trad ENG
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GQ: Com'è andata martedì scorso? Hai fatto un servizio fotografico con <GQ> in un giardino che sembrava uscito da una fiaba.
JIMIN: È stato un vero piacere lavorare in buonissima compagnia ed indossando abiti fantastici.
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GQ: Il giardino era umido ed un po' smorto, dopo la pioggia, ma i tuoi “colori” ci sono parsi più vividi. Se dovessi descrivere l'atmosfera di quel giorno con un colore, quale sceglieresti?
JIMIN: Se dovessi descriverla con un colore... mi viene in mente una tinta fiori di ciliegio.
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GQ: Vero. Ricordo chiaramente quel completo color fiori di ciliegio e come mettesse in risalto il tuo viso. Hai menzionato che il tuo modo di muoverti e camminare varia a seconda degli abiti che indossi. Mi pare dunque evidente che ciò che indossi abbia una grande influenza su di te. Come ti trovi nell'esprimere te stesso attraverso la moda, rispetto a quando lo fai con la musica ed il ballo sul palco?
JIMIN: Per esperienza, le foto vengono meglio quando sono più naturale. Quindi cerco di rilassarmi il più possibile, durante servizi fotografici e riprese.
GQ: Durante la diretta Weverse in cui presentavi <FACE>, hai detto: “Volevo fosse una sorta di dichiarazione, un modo per superare quel periodo di smarrimento e le emozioni provate.” Durante la <BTS FESTA 2021>, inoltre, hai detto che credi “in ciò che puoi creare”, mentre non credi che “il destino sia prestabilito”. L'impressione che ci siamo fattə è che proseguire seguendo i tuoi ritmi, le tue idee e con i tuoi soli sforzi sia molto importante per te.
JIMIN: Sono convinto che non ci sia nessuno che possa definire quali sono i propri limiti. Certo, abbiamo tuttə dei limiti, ma non possiamo sapere fino a che punto possiamo spingerci, finché non ci proviamo. Infatti capisco e conosco appieno tutto il coraggio e l'impegno che ci vogliono per credere in se stessə e tirare avanti. Ecco perché trovo che definire la propria strada ed imboccarla con le proprie forze ed energia sia un atto davvero notevole.
GQ: Ascoltando <FACE>, ho proprio provato un senso di empatia, grazie ai toni onesti e alle confessioni più intime. È stato come se le tue parole dessero forma ai miei sentimenti, come se “un chiarore filtrasse dalle ferite aperte, mostrandomi ogni cosa sotto una luce nuova.” (Estratto da “Even with a Very Faint Light” di Choi Eun-young)
JIMIN: Wow, grazie per queste bellissime parole.
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GQ: L'album è stato un modo per affrontare e superare le tue ferite interiori, quindi immagino l'obiettivo principale non fosse quello di dare conforto. Ciononostante, hai provato felicità e sollievo per la reazione delle/i fan?
JIMIN: Le parole gentili, i complimenti ed il supporto delle/i fan sono sempre fonte di gioia e conforto, per noi. Il dono più grande è poter vedere le/i nostrə fan. Questa cosa non è mai cambiata.
GQ: Nell'intervista che avete fatto a gennaio 2022 con <GQ>, RM, riguardo il potere catartico che ha la musica, ha detto: “Aprirsi agli altri e confidarsi può renderci più forti.” Ma ha anche ammesso che, nonostante crede sia importante essere onesti con le/i fan, prova sentimenti contrastanti a riguardo, un senso – sì – di leggerezza e liberazione, ma anche un po' di timore. Ora che è passato un po' di tempo dal rilascio del tuo primo album solista, cosa pensi ti abbia lasciato Face? Dopotutto, certe emozioni diventano più chiare solo col senno di poi.
JIMIN: L'album mi ha aiutato a capire più a fondo le complesse emozioni che stavo provando in quel periodo, e da cui non riuscivo a districarmi. Grazie a questa preziosa esperienza, non ho più paura né insicurezze nel farmi forza e rialzarmi, quando mi sento smarrito ed impotente.
GQ: Ora che, grazie al tuo lavoro solista, hai imparato ad affrontare ed analizzare le tue emozioni, pensi di essere meglio disposto a fronteggiare questi sentimenti, anche quelli più fugaci, invece di lasciarli semplicemente andare? Pensi di aver trovato il modo di catturare ed esprimere queste emozioni?
JIMIN: Quando mi rendo conto che qualcosa di prezioso e speciale sta crescendo in cuor mio, prendo il telefono e mi appunto tutto. Poi, quando mi capita di ripensare a quei momenti ed emozioni, può succedere io mi commuova. E ovviamente mi assicuro di appuntare anche questi nuovi sentimenti.
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GQ: Trovo davvero brillante l'idea del colmare i vuoti - eventualmente lasciati dalla musica - attraverso la coreografia. Credo il tuo non sia un semplice ballare, ma il tentativo concreto di concettualizzare quelle emozioni attraverso una riflessione ed un progetto coscienti.
JIMIN: Esatto. Quando pianifichiamo un progetto e decidiamo qual è la direzione generale che vogliamo seguire per quanto riguarda la coreografia, io partecipo attivamente alla conversazione, condividendo idee e concept cui ho già pensato in fase di stesura dei brani. Quella parte del processo mi piace molto.
GQ: Nonostante non sia stato incluso nella versione a stampa della nostra intervista di gennaio 2022, allora avevi confidato di pensare spesso al significato di concetti astratti quali le relazioni, la lealtà e l'amore. Credi di aver trovato risposte a queste idee? A cosa pensi, di questi tempi?
JIMIN: Sono concetti tuttora un po' complessi, per me, visto che sono ancora in fase di maturazione e non sono ancora del tutto un adulto. Quindi, sarà per quello, ma la mia concezione di queste cose cambia ogni giorno. A volte idee quali le relazioni, la lealtà e l'amore mi sembrano solo parole vuote, ma ci sono anche momenti in cui vi penso con grande affetto e mi ci ritrovo, anche se ancora non ne ho una comprensione completa e soddisfacente. Ma voglio continuare a provare e sperimentare uno spettro sempre più ampio di nuove emozioni.
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GQ: Credi, quindi, sia per quello che la tua danza sembra come catturare tutti i dualismi e la complessità delle emozioni? Perché penso sia proprio questo a rendere ogni ascolto della tua musica un'esperienza sempre nuova, qualcosa che lascia un impatto duraturo. Personalmente, di cosa hai bisogno per trasporre questi sentimenti in musica e poi in ballo?
JIMIN: La prima volta che ascolto una traccia, è importante sentirla come mia e riconoscermi. Poi cerco di tenere a mente quelle prime impressioni e di esprimerle al meglio quando sono sul palco.
GQ: I BTS sono riusciti a rendere nullo il concetto di “barriere linguistiche”. Dopo il primo piazzamento del gruppo nelle principali classifiche Billboard, mi ha molto commosso la tua dichiarazione a riguardo: “Il linguaggio dei BTS consiste nel raggiungere vari angoli del mondo. Invece che prefissarci obiettivi grandiosi, spero questa nostra lingua continuerà a raggiungere quante più persone possibile in tutto il globo.”
JIMIN: Prima di arrivare al livello cui siamo ora, il nostro gruppo ha dovuto affrontare diverse difficoltà, smarrire occasionalmente la direzione e risolvere conflitti, ma ci siamo sempre sostenuti a vicenda. Strada facendo, abbiamo provato gioia, dolore, tristezza, felicità e amore— e siamo sempre stati molto aperti ed onesti rispetto a questi sentimenti. Credo sia proprio questo che ha raggiunto i cuori della gente. In fin dei conti, quindi, non è tanto la lingua, quanto il cuore che può fare da ponte.
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GQ: Se tutte le lingue del mondo dovessero scomparire e rimanesse un'unica forma d'espressione, quale sceglieresti?
JIMIN: Sceglierei l'inchino, il gesto di abbassare il capo in segno di saluto e gratitudine. È un gesto semplice, ma può avere diversi significati: può essere un “ciao” pieno di calore, un “grazie” o un “arrivederci”, o semplicemente essere espressione di rispetto e garbo verso l'altra persona. Se dovesse sopravvivere solo un linguaggio o una forma di espressione, sceglierei questo, l'inchino, il gesto che incarna saluto, gratitudine e stima.
GQ: Tra le tante parole di conforto che hai ricevuto quest'anno, qual è stata la più preziosa? E quali vorresti offrire al pubblico?
JIMIN: Ci sono molti modi di provare gioia. Quest'anno, le espressioni di conforto che ho sentito più spesso – dalle/i fan, da persone a me vicine e colleghi – sono state “Non ti preoccupare, stai andando alla grande anche se non sei veloce quanto vorresti.” Queste parole hanno reso più felice il mio 2023. Quindi, invece di offrire parole di conforto, vorrei fare una domanda a coloro che stanno leggendo quest'intervista: “Quand'è che siete più felici? Cos'è che vi riempie di gioia?”. Perché, sì, abbiamo tutti storie ed percorsi differenti, ma spero veramente ognunə di voi possa provare almeno un momento di piena gioia e felicità completa ogni giorno delle vostre vite.
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GQ: Dici spesso cose tipo “Non cambieremo mai” o “Probabilmente, quando avremo 40 anni, saremo ancora così”. Sembra proprio tu sia fermamente convinto di questa cosa, come se il tempo non ti scalfisse e, anzi, tu viaggiassi su una retta parallela ad esso. Cosa speri non cambierà mai di te, sia in quanto membro dei BTS che come individuo?
JIMIN: Sono stati i BTS a gettare le basi per quelli che siamo oggi, per trovare noi stessi. Non credo ci sia bisogno di molte spiegazioni, no? Ed è qualcosa che dobbiamo tenere sempre a mente, anche con l'andare degli anni.
GQ: Una volta, alla domanda “Quand'è che ti senti più amato?” hai risposto dicendo, “Quando tutti i membri sono insieme”. La pensi ancora così?
JIMIN: Sì, la cosa è invariata. Sono convinto che un gruppo sia al meglio e riceva quanto più amore possibile quando i suoi membri formano un'ottima squadra e sono uniti.
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GQ: Citi sempre ‘Young Forever’ come la canzone più speciale e preziosa per te. Nel 2021, su Weverse, hai scritto che quando la ascolti, ripensi alle voci delle/i fan che la cantano insieme a voi. Di questi tempi, che immagini ti affiorano alla mente, quando ascolti ‘Young Forever’?
JIMIN: Ricordo ciò che ho visto dal palco. Sono scene e momenti estremamente preziosi. Sono ricordi felici che mi porterò sempre nel cuore.
GQ: Immagino che ogni volto, nel pubblico, brillasse di una luce calorosa, proprio come le ARMY Bomb.
JIMIN: Ha assolutamente ragione. Tutti noi membri non vediamo l'ora di tornare sul palco per immergerci nel caloroso chiarore di cui brillano le/i nostrə fan, e cantare di nuovo tuttə insieme.
⠸ Ita : © Seoul_ItalyBTS⠸
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