#presentazioni librarie
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“Ma l’incertezza è più bella”: il nuovo romanzo di Lavinia Monti in presentazione a Roma il 29 marzo
Alle 18, presso lo Spazio Gattomerlino, l’autrice dialoga con la scrittrice Piera Mattei su sogni, viaggi, Europa e il coraggio di scegliere Sabato 29 marzo 2025 alle ore 18, lo Spazio Gattomerlin in Borgo Vittorio 95 a Roma ospiterà la presentazione del nuovo romanzo di Lavinia Monti, Ma l’incertezza è più bella, pubblicato da Giacovelli Editore. Un’occasione per esplorare i temi del…
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“Federico García Lorca e la Natura Madre”. Saggio di Cinzia Baldazzi
«Tanto cade la pioggia sulle pietre che le fa ammorbidire e vi fa nascere la ruchetta, che la gente dice che non serve a niente. “La ruchetta non serve a niente”, ma intanto io la vedo agitare nell’aria i suoi fiori gialli.» “Federico García Lorca e la Natura Madre”, saggio di Cinzia Baldazzi
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#Cinzia Baldazzi#Critica Letteraria#Federico García Lorca#Il canto vuole essere luce#letteratura spagnola#Lorenzo Spurio#Poesia#Poeti#Presentazioni librarie
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🔥 È NATA L’ASSOCIAZIONE DI “PASSAGGIO AL BOSCO”: UNO STRUMENTO METAPOLITICO E ORGANIZZATO PER LA “GUERRIGLIA CULTURALE”…
Costituitasi legalmente e già riconosciuta come Ente del Terzo Settore, l’associazione di “Passaggio al Bosco” spiega le vele, per radicare e diffondere - in ogni ambito e con ogni mezzo - la cultura identitaria.
🔴 Riconosciuta, comunitaria e operante
Pur essendo “burocraticamente” strutturata, ha anzitutto il compito di assolvere una funzione vitale, il cui scopo risiede nella volontà di andare oltre le contingenze orizzontali: essere la Comunità umana e metapolitica dei nostri autori, dei nostri collaboratori e dei nostri lettori. Non un contenitore vuoto per la raccolta di finanziamenti pubblici, ma un organismo vivente e pensante.
🔴 Fare rete, strutturarsi, agire metapoliticamente
La nostra Associazione - organizzata, libera e militante - ha il compito di operare trasversalmente, di fare rete, di valorizzare le esperienze, di moltiplicare le risorse e di creare nuovi spazi d’azione. Essa organizza presentazioni librarie, convegni, conferenze, seminari, gruppi di studio, cicli di Formazione, aperitivi letterari, mostre e momenti condivisi. Non solo: ha la facoltà di costituire circoli e strutture sui vari territori, coinvolgendo menti e mondi paralleli; di relazionarsi con le realtà politiche e culturali, innescando sinergie e contatti; di inaugurare collaborazioni con le istituzioni, partecipando a bandi, richiendo patrocini, proponendo eventi o lanciando progetti.
🔴 Cosa fatta capo ha
L’Associazione - edificata sulla base di una strategia decennale di lunga visione - ha già portato a termine molti eventi su scala nazionale, contribuendo alla realizzazione di progetti concreti. Tra questi, la nascita della prima “biblioteca identitaria” italiana, con la custodia di 15mila volumi e 5mila riviste, per la creazione di un archivio permanente - consultabile e accessibile - che possa qualificare la nostra “area” e trasmettere il nostro patrimonio ideale.
🌲 PER ADERIRE E DARCI UNA MANO:
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Passaggi Festival 2023 a Fano

Cinque giorni di festival tra 142 eventi, 184 ospiti, 16 rassegne librarie, 96 libri in cartellone, 68 case editrici, 12 sedi in centro storico e lungomare; 120 persone impegnate nello staff fanno parte dell’undicesima edizione di Passaggi Festival, che raccontano la passione per la cultura più di tante parole. La manifestazione letteraria dedicata alla saggistica, patrocinata da Ministero della Cultura, Cepell Centro per il Libro e la Lettura, Università degli Studi di Camerino e Associazione italiana degli Editori, diretta da Giovanni Belfiori e Ludovica Zuccarini, torna a Fano dal 21 al 25 giugno, tra presentazioni librarie e laboratori, mostre e aperitivi scientifici, incontri con gli autori, reading, libri a colazione, masterclass e salotti letterari. Per cinque titoli quella di Fano sarà la prima presentazione nazionale, come il pamphlet Beato lui. Panegirico dell’arcitaliano Silvio Berlusconi (Longanesi) di Pietrangelo Buttafuoco, che tratteggia il politico e imprenditore Berlusconi come personaggio più contemporaneo della contemporaneità, protagonista di un romanzo sul quale è impossibile scrivere la parola fine. In prima nazionale a Passaggi anche La legalità è un sentimento (Bompiani), il manuale di educazione civica scritto da Nando dalla Chiesa, che l’autore presenterà in un dialogo, irrinunciabile e tutto da ascoltare, con la cantante ed attrice Gigliola Cinquetti. Altri due titoli presentati saranno, al Chiostro delle Benedettine, il saggio dell’economista Stefano Zamagni Prendersi cura della democrazia. Il ritorno dell’economia civile (Ecra), che vedrà l’autore conversare con il capo redattore Finanza & Mercati de Il Sole 24 Ore Marco Ferrando e al Bastione Sangallo I cammini dei sogni. Due piedi raccontano le vie per Santiago (Edizione dei Cammini) di Luciano Murgia, intervistato dalle giornaliste Emanuela Audisio (La Repubblica) e Silvia Sinibaldi (Corriere Adriatico). Negli appuntamenti della San Francesco si aggiunge un’altra storia straordinaria tutta al femminile, scritta da Micol Sarfatti su Margherita Sarfatti. La signora del futuro (Giulio Perrone Editore, prima donna in Europa a scegliere la carriera di critica d’arte, che fu anche l’amante di Mussolini, un sentimento che la condannò all’oblio. Altri aggiornamenti della Piazza riguardano il vignettista satirico Osho, alias Federico Palmaroli, che giovedì 22 presenterà il suo libro Come dice coso. Un anno di satira (Rizzoli), insieme alla giornalista Alessandra Longo, che sabato 24 sarà sul palco anche per la presentazione del libro di Piero Ignazi Il polo escluso. La fiamma che non si spegne: da Almirante a Meloni (Il Mulino), con l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, Mario Giordano venerdì 23 presenterà il suo ultimo saggio su economia distorta e ricchezza ingiusta Maledette iene. Quelli che fanno i soldi sulle nostre disgrazie con Sara Manfuso, giornalista de La Notizia e nota opinionista televisiva. Novità anche in Passaggi fra le nuvole dove mercoledì 21 ad aprire gli appuntamenti dedicati alle graphic novel sarà Raffaele Sorrentino con Fehida (Minimum Fax) intervistato dai critici di fumetti Alessio Trabacchini e Virginia Tonfoni. Sarà inaugurata quest’anno una nuova esede al Bastione Sangallo, vera e propria terrazza sul centro storico di Fano con Passaggi di benessere, che abbina alla presentazione del libro una pratica di crescita personale in collaborazione con l’associazione Meditamondo, con la presenza di Simonetta Jivan Kavitha Vincenzi e Marika Pedinotti. Si chiama Il Salotto di Passaggi il nuovo spazio del festival allestito nei giardini del Pincio in collaborazione con Rebel House che accoglierà autori e ospiti, giornalisti, sponsor e autorità permettendo loro di raccontarsi anche al di là del libro. Read the full article
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A Parma libri, reading e anteprima del documentario su Eco
(ANSA) – PARMA, 22 APR – Torna dal 10 al 14 maggio a Parma LiberAvoce: l’edizione di quest’anno, la seconda, con decine di appuntamenti gratuiti aperti a tutti, sarà ospitata nel cuore della città, sotto i Portici del Grano di Piazza Garibaldi, e vedrà alternarsi per cinque giorni presentazioni librarie, incontri con autori, reading poetici, conversazioni, spettacoli, letture sceniche, seminari e…
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Thanks @imurr_official Coat @1_one_collection - In zona Porta Genova, a Milano, sorge un luogo speciale per chi, come noi, ama la moda. Per i professionisti nel settore, dagli studenti, ai designer, ai giornalisti, agli stylist… E’ la Biblioteca della Moda. Un centro di documentazione che colleziona oltre 60.000 titoli tra magazine internazionali, libri, quaderni di tendenza, lookbook dal passato al contemporaneo. Ma il centro non ospita solo un archivio e una biblioteca ma anche diverse iniziative culturali tra eventi, press day, proiezioni cinematografiche, workshop, mostre fotografiche e presentazioni editoriali. Noi, siamo andati ad un appuntamento di lavoro e alla fine abbiamo fatto una capatina tra i libri e le riviste della biblioteca e ci siamo persi a fare ricerca per le nostre consulenze… E a voi capita di andare in biblioteca a perdervi nei libri, fare ricerca o studiare? • • • • @1_one_collection #igersitalia #igersitalian #igersmilano #ootdshare #outfitoftheday #noir #lookoftheday #imurr #ilovemurr #couple #library #fashionbooks #fashionbookkids . #EtaBetaPR_for_1ONE #EtaBetaPR #AgenziaDiComunicazione #MTPisani_EtaBetaPR @MTPisani_EtaBetaPR (presso Milan, Italy) https://www.instagram.com/p/B447GzBIjFs/?igshid=14lcmmtw2gyrk
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22 feb 2019 11:37 ALDO GRASSO RICORDA GABRIELE LA PORTA, IL VOLTO DELLA NOTTE RAI SCOMPARSO IL 19 FEBBRAIO: "NELLA SUA LUNGA CARRIERA A VIALE MAZZINI HA FATTO DI TUTTO, DAL COLLABORATORE AL FUNZIONARIO, DAL PRESENTATORE DI LIBRI ALLO STORICO DELLA MAGIA, DAL DIRETTORE DI RAIDUE (IN QUOTA LEGA AI TEMPI DI LETIZIA MORATTI, 1994) A RESPONSABILE DELLA PROGRAMMAZIONE NOTTURNA DELLA RETE. MA LO RICORDIAMO SOPRATTUTTO PER LA MIRABILE IMITAZIONE DI CORRADO GUZZANTI, UN PRIVILEGIO RISERVATO A POCHI" – VIDEO
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
È morto Gabriele La Porta, giornalista e conduttore Rai. A darne l' annuncio è stato il figlio Michele, precisando che il padre si è spento a 73 anni il 19 febbraio scorso: «In molti, forse, lo ricorderanno come il volto di Rainotte. Io lo ricordo perché era mio padre. Il mio dolcissimo papà. Il cuore del mio cuore».
Certo, lo ricordiamo come mitico volto di Rainotte, quando dava del tu ai grandi filosofi, ma lo ricordiamo soprattutto per la mirabile imitazione di Corrado Guzzanti, un privilegio riservato a pochi. Nella sua lunga carriera Rai ha fatto di tutto, dal collaboratore al funzionario, dal presentatore di libri allo storico della magia, dal direttore di Raidue (in quota Lega ai tempi di Letizia Moratti, 1994) a responsabile della programmazione notturna della rete.
Aveva esordito con articoli su «Re Nudo», la rivista dei figli dei fiori diretta da Andrea Valcarenghi, dimostrando una grande passione per il pensiero misteriosofico. Negli anni Settanta è stato l' artefice della rubrica «Scuola aperta». Negli anni Ottanta ha curato e presentato «Incontri della notte», la madre di tutti i Marzulli. Negli anni Novanta, nei panni di Humphrey Bogart, ha condotto «Casablanca», una rubrica di presentazioni librarie, dove ha trovato spazio anche molta letteratura dell' inconscio e dell' occulto.
La svolta che ha segnato la vita professionale di La Porta avviene con «Parlato semplice», 1993, un talk show sul Senso della Vita allestito dal Dipartimento Scuola Educazione della Rai a Torino. È qui che s' innamora delle tradizioni celtiche e delle idee leghiste. Per il palinsesto di Rainotte, tra il 1996 e il 2010, è stato autore e conduttore di numerosi programmi, come «Anima Good News», «Il mare di notte», «Inconscio e Magia», «Inconscio e Magia - Psiche».
E il La Porta che tutti ricordano è proprio quello della notte, con colloqui in cui il Nostro mostrava confidenza con i più illustri pensatori, discorreva con loro dei grandi temi dell' umanità, prestava loro la sua penna: «Ancora una volta ho sentito e visto ciò che il segreto del dio rende indicibile. Sono felice e spossato, mi abbandonerò come al solito qui sul prato del recinto della divinità. Gli occhi mi si chiuderanno e il sonno mi prenderà felice... Parole e parole si affollano nel pensiero, sono teneri messaggi, perché ora so cosa debbo fare: tutto racconterò agli altri uomini» (dialogo tra La Porta e la Tragedia).
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Plinio il Vecchio. L'eredità di un illustre comasco scrittore, naturalista, ammiraglio, di Luigi Picchi, Nodolibri, 2018. Presentazioni: Martedì 6 novembre, alle ore 18, presso Associazione Carducci (Como, viale Cavallotti 7); Mercoledì 7 novembre, alle ore 17.30, presso Osteria del Gallo (Como, via Vitani 16)
Plinio il Vecchio. L’eredità di un illustre comasco scrittore, naturalista, ammiraglio, di Luigi Picchi, Nodolibri, 2018. Presentazioni: Martedì 6 novembre, alle ore 18, presso Associazione Carducci (Como, viale Cavallotti 7); Mercoledì 7 novembre, alle ore 17.30, presso Osteria del Gallo (Como, via Vitani 16)
Newsletter NodoLibri 05/11 PRESENTAZIONI LIBRARIE
DUE APPUNTAMENTI con Luigi Picchi, autore – per NodoLibri – del volume
Plinio il Vecchio. L’eredità di un illustre comasco scrittore, naturalista, ammiraglio
-> Martedì 6 novembre, alle ore 18, presso Associazione Carducci (Como, viale Cavallotti 7)
-> Mercoledì 7 novembre, alle ore 17.30,…
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Il riconoscimento di Formia come "Città che legge" anche per il biennio 2020-2021
Logo Questo riconoscimento è promosso dal Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’ANCI, per promuovere e valorizzare le Amministrazioni comunali che si impegnano a svolgere con continuità, politiche pubbliche di promozione della lettura sul proprio territorio. Attraverso la qualifica di “Città che legge” si intende riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva. Formia con le sue tre biblioteche, il Library day, le presentazioni di libri nei luoghi a elevato impatto identitario, la Giornata Mondiale del libro 2020 con quattro ore di collegamento dalla pagina Facebook del Comune di Formia, interventi letterari di autori sempre presenti nelle classifiche di vendita e grazia anche al protocollo d'intesa con " Nati per leggere", riceve per il biennio 2020-2021 il titolo " Città che legge". Il commento del vice sindaco e assessore alla cultura Carmina Trillino: "Sarà stimolo ulteriore e spinta vitale affinché Il libro sia arma più potente, la lettura pratica di libertà e conoscenza." #Politica Read the full article
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La solitudine e Beethoven

La premessa è che non mi sono mai lamentata né mai mi lamenterò del lockdown, in quanto - in mancanza di vaccino o di scafandri anti-contagio con annesse maschere antigas, ovvero di test per tutti - questa è l’unica la strategia per salvarsi. Non facciamo gli schizzinosi, o gli inutilmente ribelli. Non sappiamo se siamo simpatici o antipatici al virus - che pare molto stocastico e volubile - pertanto, possiamo difenderci solo isolandoci. Pagheremo dazi psicologici, cambieranno usi e costumi, ma così è, se vi pare.
Facciamoci i conti, a cominciare dal capire più a fondo certi sentimenti venuti alla ribalta.
Da un po’ di settimane, nelle mie differenziate sortite editoriali cerco di analizzare le variazioni degli umani sentimenti ed emozioni, così come li abbiamo vissuti fino all’ordine di chiuderci nelle nostre case.
Cambia il concetto e l’uso di paura, di nostalgia, di resistenza, di resilienza e di pazienza. Cambia la nozione di affetto, costretti ad aggettivarlo per necessità sanitarie ed amministrative. Cambia anche quello di solitudine. Abbiamo, pure e finalmente, imparato che famiglia non è solo quella regolata dal codice civile.
Indubbiamente, il distanziamento fisico (perché è questo il termine esatto) per chi viveva già in solitudine e ne soffriva (specialmente le persone anziane e/o quelle lontane - per diversi motivi - dagli affetti stabili) diventa, col tempo e l’abitudine ad esso, distanziamento sociale, il quale a sua volta innesca grandi e piccoli problemi psicologici, nonché accresce il disagio mentale o patologie psichiche preesistenti.
(E comunque - come ho letto da qualche parte - gli affetti stabili sono quelli che galleggiano ai primi dieci posti delle vostre chat su uozzàpp.)
A chi si trova nella parte fortunata del digital divide, le reti telematiche danno un certo vantaggio nell’attenuare i rischi psicologici dell’isolamento forzato e della solitudine, a patto di non farne cattivissimo uso. (Mi riferisco all’ingurgitamento sconsiderato di qualsivoglia notizia senza vagliarla nella sua veridicità.)
Ma danno parimenti fastidio certe letture snob (di cui si son riempiti gran parte dei quotidiani e degli allegati settimanali blasé), tipo i diari degli intellò, i quali fanno la figura di poires fraîches tombées (‘pere appena cadute’), sgomentandosi davanti ad una quotidianità che ricomprende le code al supermercato, la defezione delle colf, l’annullamento dei vernissage e delle presentazioni librarie, l’irreperibilità dei coiffeurs (con annesso manifesto alla libera ricrescita quale nuovo simbolo di indipendenza intellettuale).
Ho letto sui giornali di mezzo mondo delle proposte (talune anche bislacche) per mantenerci fisicamente lontani, come individui, quando dovremo ripartire per non morire di fame e di PIL inverso.
Ma come persone, come la mettiamo?
(Individuo e persona non sono sinonimi, ci sono fondamentali differenze. Se sbagliamo ad usare i termini, ci allontaniamo dalla realtà. O la trasformiamo, e ciò non è sempre a nostro vantaggio. Un individuo è un entità numerabile, buona per statistiche. La persona è sìnolo di mille e mille prospettive: chiamasi ‘sindrome di Pirandello’.)
Per quanto, all’inizio, sembri che nelle emergenze prorompa una sorta di riserva segreta di fiducia ed affetto cosmico (tuttavia inutile per scriverci l’autocertificazione), ci stiamo saziando di alcuni sentimenti/emozioni/carinerie divenuti spiazzantemente posticci - quali solidarietà, commozione, gentilezza, cortesia - costretti a coniugarli con la solitudine, dei singoli ovvero delle singole famiglie. Così come ci stiamo saziando di questi giorni.
E ciò che ci sta aspettando - alla fine del lunghissimo tunnel - non sarà nessuna euforia post-bellica da ricostruzione: arriveremo stanchi, delusi, diffidenti, per aver dovuto rimpicciolire ogni orizzonte, fisico, mentale, cognitivo o sociale che sia. Anche un bel po’ egoisti, per la lunga privazione di confronto con l’altro. (Non illudiamoci, provare televisivo cordoglio per le vittime da COVID-19, o incontenibile miocardico orgoglio per le - già anacronistiche - sortite canore sui balconi non ci vaccina dall’egoismo.)
Lo que se pierde, cantava Machado. Si canta quel che si sta perdendo. Per noi tutti è l’illusione di essere una comunità. Ci riscopriamo inchiodati senza scampo a indefettibili coorti di individui (vecchi, giovani, settentrionali, meridionali, immunizzati, asintomatici, contagiati, morti, intubati, estubati, cassintegrati, disoccupati, connessi, e così via), cui il virus ha segnato con precisione le sorti, ma nulla di più.
Succede pure che l’isolamento e il distanziamento stiano continuamente svelando l’ipocrisia di molte relazioni umane, la quale, come un gel vischioso, aveva ricoperto l’essenziale, nonché la verità sui molti rapporti: eravamo molto soli già da prima. La mascherina sanitaria ha sostituito la maschera d’ipocrisia.
E Beethoven? Semplice: la musica per solitari (tipo Schroeder dei Peanuts) è quella di Beethoven, come già intuì Charles Schultz.

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Eventi culturali autunnali nella Biblioteca Civica di Novi Ligure. Un ricco programma di incontri e laboratori dal 5 ottobre al 14 dicembre 2024
La Biblioteca Civica di Novi Ligure si prepara a ospitare una nuova stagione culturale ricca di appuntamenti imperdibili per adulti e bambini, con eventi che spaziano dalla letteratura al cinema, fino alla fotografia e ai laboratori creativi.
La Biblioteca Civica di Novi Ligure si prepara a ospitare una nuova stagione culturale ricca di appuntamenti imperdibili per adulti e bambini, con eventi che spaziano dalla letteratura al cinema, fino alla fotografia e ai laboratori creativi. A partire dal 5 ottobre 2024, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Tracce d’impermanenza”, i visitatori potranno partecipare a una serie di…
#LASEDIAROSSA#autunno 2024#Biblioteca Civica#Biblioteca Novi Ligure#Christopher Nolan#Cinema#cinema italiano#Clara Padoa#Croce Rossa#Eventi culturali#festival culturale#Halloween per bambini#Ilaria Saccà#laboratori autunnali#laboratori creativi#laboratori natalizi#Laboratori per bambini#Letture animate#libro illustrato#Marcello Mastroianni#Mostra fotografica#Natale 2024#Novi d’Autore#novità librarie#presentazioni di libri.#Primo soccorso pediatrico#Sergio Arecco#Silvia Padoa#Sonia Del Ponte#Sophia Loren
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Parma Capitale Italiana della Cultura 2020
Al via sabato 11 gennaio l’inaugurazione di Parma2020
Un viaggio tra sapori, arte, cultura e tante iniziative per valorizzare il territorio e la bellezza della Capitale Italiana della Cultura
Duomo di Parma, ph. Edoardo Fornaciari. Parma2020
Ode alla città di Parma
L’anno nuovo è appena cominciato. E non poteva esserci inizio migliore se non con l’incoronazione della Capitale Italiana della Cultura 2020: Parma.
Parma, città d’arte ricca di eleganza e atmosfere raffinate. Città del teatro e della musica in cui risuonano le note di Giuseppe Verdi, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia in Italia e capitale della Food Valley (per i sapori considerati eccellenza italiana nel mondo come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello).
Parma, territorio di borghi e castelli, cuore dell’Emilia in cui storia e cultura sono sempre al centro
Piazza Garibaldi, ph. Edoardo Fornaciari
Pronta ad accogliere turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo al motto di “La cultura batte il tempo”, questa città vi accoglie in un tripudio di sapori, arte, memoria e itinerari.
Parma, la Capitale Italiana della Cultura 2020
Sostenuta e messa in opera con il contributo di Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Regione Emilia Romagna, Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Comitato per Parma2020, in collaborazione con Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma, Diocesi di Parma, Destinazione Emilia.
Tra cultura…
La cultura batte il tempo. Questo il claim che ha accompagnato fin dall’inizio il programma Parma2020
Pilotta Museo Bodoniano, ph. Edoardo Fornaciari. Parma2020
Parma, 2019: Palazzo della Pilotta, Biblioteca Palatina (Palatine Library)
Parma, 8/06/2019: Parma downtown, Palazzo della Pilotta (Pilotta Palace).
Parma, 2006: Palazzo della Pilotta (Pilotta Palace), Ponte Verdi (Verdi Bridge) and Torrente Parma (Parma river)
Parma, 2016: Parma downtown, Church of Santa Maria della Steccata
Parma, 2009: Parma downtown, monument to Giuseppe Garibaldi
Parma, 09/10/2019: Teatro Farnese.Traiettorie XXIX rassegna internaz. Markus Stockhausen e Florian Weber.
Parma, 2009: Palazzo della Pilotta. Teatro Farnese
Parma, 2014: Parma downtown, the Teatro Regio.
Parma, 2016: Parma downtown, the Cathedral.
Parma, 2009: Parma downtown, the Baptistery.
Parma, 2009: Parma downtown, Via della Salute
Parma, 2009: Parma downtown, the Cathedral. The Deposizione (Deposition) sculpted by Benedetto Antelami in 1178.
Parma, 2019: Palazzo della Pilotta, Galleria Nazionale. Maria Luigia of Habsburg, wife of Napoleon I and later Duchess of Parma as “Concordia” by Antonio Canova.
Parma, 2009: Parco Ducale, Ducal Park, Palazzo del Giardino.
Parma, 02/10/2019: Piazza San Francesco. Statua di Giuseppe Verdi in panchina. Chiacchiere verdiane.
Un percorso che racconta i “tempi” diversi della città, sottolineando inclusione e sostenibilità come valori cardine per un futuro e una vita migliori.
Esistono tante “Parma” diverse: la città romana e quella medievale, rinascimentale e barocca, borbonica e illuminista, contadina e imprenditrice, la Parma dell’Oltretorrente e quella innovativa e tecnologica.
Queste Parma e molte altre ancora hanno contribuito a creare la città di oggi. Una città che vuole restituire all’azione culturale il ruolo centrale che merita, favorendo l’abbattimento delle barriere storiche e sociali che inibiscono il dialogo.
A sovrintendere e coordinare il raggiungimento degli obiettivi è il Comune di Parma. le parole del sindaco Federico Pizzarotti:
«L’anno della Capitale non è arrivato per caso o per fortuna, ma grazie a un mix di competenza, intuizione e compiendo i passi giusti.
Non è un premio, ma un merito. Parma ha fatto squadra e ha vinto una sfida importante. Se il 2020 sarà il grande anno che ci aspettiamo ci guadagnerà la città, la regione e anche l’Italia. Il futuro del nostro Paese si compirà se l’Italia stessa punterà sulla cultura: siamo una grande nazione che vive sopra un patrimonio materiale e immateriale immenso, dobbiamo semplicemente farcene carico e presentarlo al mondo intero».
…hotel e castelli…
Molti hotel sostengono il territorio, come INC Hotels Group, gruppo alberghiero di 7 strutture sparse tra Parma, Piacenza e Reggio-Emilia.
Da sempre INC Hotels Group si batte per la cultura cercando di valorizzare il patrimonio storico-culturale proponendo agli ospiti esperienze uniche (itinerari in bicicletta e food-shopping tour tra caseifici, salumifici e cantine) per scoprirlo e viverlo al meglio.
Antica Corte Pallavicina , ph. Alessandro Gandolfi
E cosa ne dite, invece, di una notte all’interno del castello sul fiume Po? L’indirizzo è Relais Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) dei fratelli Spigaroli, castello trecentesco un tempo abitato dai Marchesi Pallavicino, estimatori del culatello.
Un luogo magico dove immergersi nella vera anima della Bassa Parmense e nella storia di uno dei salumi più amati al mondo.
…sapori…
L’Antica Corte Pallavicina è lo scrigno del ristorante stellato dello Chef Massimo Spigaroli, autore della “cucina gastrofluviale” in cui il cuoco unisce alle creazioni del menù agricoltura e tradizione del territorio.
Massimo Spigaroli
Sì realizzano così piatti raffinati che nascono da ingredienti che crescono negli orti e negli allevamenti del podere del castello e aggiungono genuinità e sapore ai piatti e all’identità locale.
I gustosi menù sono impreziositi da culatelli e salumi stagionati nelle antichissime cantine del castello, dalle carni di maiale nero di razza autoctona, bovini di razza bianca allevati nella valle del Po, oche, polli e anatre, pesci di fiume, pasta fatta in casa, come anolini e tortelli. E risaltati dai vini che nascono dai vigneti di Fortana, Fontanella e Lambrusco.
Un altro viaggio imperdibile nella bontà è all’Hosteria del Maiale all’interno dell’Antica Corte Pallavicina, in cui si respira l’aria autentica delle antiche hosterie medievali.
ph.Luca Rossi
Qui si possono provare le ricette recuperate dalla tradizione della Bassa Parmense e dalla storia del Po. I menù propongono taglieri di Culatello di Zibello Dop, da assaporare con pani di campagna di farine di grani antichi, paste fatte in casa abbinate a carni locali (bue bianco, lepre, maiale), secondi della tradizione come stracotto di manzo, preparato secondo una ricetta di Giovannino Guareschi, costine in umido con la polenta, trippa alla parmigiana e insalate a base di verdure dell’orto.
In autunno, poi, aumenta l’acquolina con piatti all’oca bianca, allevata nel podere dell’Antica Corte Pallavicina, mentre a novembre e dicembre non può mai mancare il gran bollito di maiale.
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…ed eventi imperdibili
Tra mostre, concerti, performance e teatro che promuovono la partecipazione e la condivisione culturale, l’inaugurazione di Parma2020 prenderà il via sabato 11 gennaio per una tre giorni di eventi che si concluderà il giorno 13.
Sabato 11 gennaio la “nazione Parma” si riunirà nel centro storico per dar vita ad una immensa parata che porterà in corteo le “parole della cultura”, scelte attraverso un contest sui social network Parma 2020.
La parata si radunerà nel Parco Ducale e percorrerà Via D’Azeglio fino a Piazza Garibaldi per consegnare idealmente le parole alla casa municipale. Poi, grazie a un videomapping interattivo, queste si trasformeranno in un suggestivo dialogo con la piazza.
Domenica 12 gennaio la cerimonia istituzionale di apertura si svolgerà al Teatro Regio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e proseguirà con il taglio del nastro della mostra Time Machine.
Una giornata magica, in cui la cultura viaggerà sugli autobus fino ai luoghi più lontani dal centro della città verso ospedali, carceri e piccole frazioni spesso dimenticate.
Lunedì 13 gennaio, invece, per celebrare Sant’Ilario, Patrono di Parma, la città diventerà palcoscenico di insolite narrazioni tra storia e poesia, alternate a presentazioni di libri e concerti.
Alessandra Borgonovo
SOCIAL FB
Per consultare il programma generale parma2020.it
Ode alla città di Parma Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 Al via sabato 11 gennaio l'inaugurazione di Parma2020 Un viaggio tra sapori, arte, cultura e tante iniziative per valorizzare il territorio e la bellezza della Capitale Italiana della Cultura …
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FANO – Rita dalla Chiesa, Francesco Delzio, Gerardo Greco, Paolo Del Debbio e il sottosegretario di Stato Guido Guidesi sono gli ospiti della terza giornata di Passaggi Festival della Saggistica a Fano (PU) fino al 30 giugno.
Cominciamo con il tributo ad uno dei grandi traguardi dell’uomo raggiunti nel ‘900. Nel 50° anniversario del primo allunaggio del 20 luglio 1969, il festival propone, in collaborazione con Rai Teche, e nel ricordo del giornalista Andrea Barbato – cui è intitolato il premio nell’ambito di Passaggi, assegnato quest’anno a Riccardo Iacona – propone una serie di filmati dal titolo “Destinazione Luna”, che saranno trasmessi nel maxischermo della piazza centrale.
Si tratta in alcuni casi di preziose immagini inedite, con protagonisti Barbato ed altri giornalisti Rai, come Piero Angela, Ruggero Orlando, Gustavo Selva, Tito Stagno; immagini arrivate a Fano grazie alla disponibilità del direttore di Rai Teche Maria Pia Ammirati e della funzionaria Francesca Maria Cadin. Un interessante e nostalgico tuffo nel passato in forma di pillole, selezionate e montate dal videomaker di Passaggi, Giacomo Temeroli, che saranno proiettate ogni giorno prima o dopo le presentazioni librarie.
Dopo gli interventi degli amministratori cittadini e regionali, il primo ospite che aprirà la rassegna Grandi Autori in piazza XX Settembre è la conduttrice Rita dalla Chiesa che presenta l’autobiografia “Mi salvo da sola” (Mondadori), una vita di amore e di forza raccontata a partire dalla morte del padre, il generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, assassinato dalla mafia il 3 settembre 1982. A conversare con lei sarà il noto giornalista di Rete 4, Paolo Del Debbio.
La giornata libraria, però, si aprirà alle ore 19.00 a Palazzo De Pili (Casarredo) con l’ultimo appuntamento di “Libri in Cortile”. Francesco Delzio, executive vice president del gruppo Atlantia ha scritto un libro dal titolo “La Ribellione delle Imprese” (Rubbettino) nel quale analizza il radicale cambiamento del rapporto tra la società e gli imprenditori che troppo spesso non si sentono rappresentati dalla politica. A Passaggi ne parlerà con il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Guido Guidesi, entrambi intervistati dal giornalista Gerardo Greco.
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Il Comune impone all’organizzatore gli autori da invitare: Missiroli, Recalcati, Marzano, Carofiglio… E tutti gli altri? Esclusi. Ecco come si fa a vendere tanto e a vincere il Premio Strega. Esempi di stalinismo culturale
Le cose più vergognose, si sa, accadono sotto la didascalia ‘cultura’. D’altronde, cosa ce ne frega della cultura, c’è sempre altro di cui parlare, di più importante. Per me. No. Non c’è altro di cui parlare. Mi scusino i propagatori del nulla, i facinorosi delle buone intenzioni, i beoti del carrierismo e dell’imprenditorialità politica.
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Insomma, ho sotto gli occhi un esempio di stalinismo culturale in ragù italiano. I meccanismi sono i consueti: sorrisi serpentini, frasi sibilline, appalti con coercizione, obblighi, la burocrazia che si mette a fare arte, a discettare di libri.
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Novafeltria è un nobile Comune romagnolo, in Valmarecchia, lungo la strada che unisce la Romagna alla Toscana, che sdilinquì pittori, poeti, frati. Il Comune di Novafeltria mette al bando, attraverso un “Avviso di indagine di mercato” (Prot.n. 1885/2019), “il servizio di organizzazione e gestione di incontri pubblici per la presentazione di libri con importanti esponenti della letteratura e della saggistica a livello nazionale, finalizzati alla promozione della lettura, da svolgersi entro il corrente anno 2019”. Lasciando perdere il linguaggio, che pare mimare un film di Alberto Sordi (che cavolo vuol dire importanti esponenti della letteratura e della saggistica a livello nazionale, chi ne decreta l’importanza?) e le gramsciane intenzioni (siamo ancora alla promozione della lettura?, roba da turarsi il naso: la lettura è rivolta e gioia, radiosa radicalità e godimento, “promossi” o meno, semmai, saranno gli studenti delle scuole inferiori). Insomma, il Comune di Novafeltria vuole organizzare un ciclo di presentazioni di libri. Evviva.
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Lasciamo perdere anche i soldi, perché di cultura non si mangia, i libri non danno il pane e il Comune della Valmarecchia lo dimostra. L’appalto prevede che paghi tutto tu (“L’Appaltatore dovrà provvedere a tutto quanto necessario per lo svolgimento degli incontri, accollandosi tutte le relative spese – con esclusione di quelle relative alla pubblicità dell’evento – e dovrà tra l’altro garantire, per ogni incontro, la presenza dell’autore/autrice e di altro soggetto, avente professionalità ed esperienza nel settore, in qualità di ‘coordinatore’ dell’incontro”), il Comune ti obbliga a organizzare 4 incontri per “euro 2.000 Iva esclusa”. Se pensi che devi pagare – almeno – viaggio, pernottamento e cena (li vuoi far mangiare gli ospiti…); se pensi che un minimo di ‘gettone’ lo devi gettare, beh, che cavolo ci fai con 2mila euro, cioè con 500 euro (senza Iva) a incontro, chi inviti?
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Ecco, qui veniamo al punto dolente, alla finestra stalinista sul mondo turbocapitalista. Gli ospiti da invitare li sceglie il Comune. A questo punto, m’incazzo. Dunque. Ricapitoliamo. Il Comune mette a bando 2mila euro per organizzare un ciclo di 4 incontri con scrittori o intellettuali. E gli scrittori o intellettuali eminenti li sceglie il Comune. Forse il minchione sono io. Leggo.
“Gli incontri programmati sono complessivamente n. 4 (dei quali almeno n. 3 da svolgere entro il 28/06/2019), da scegliere tra i seguenti autori/autrici: Marco Missiroli; Francesco Piccolo; Marco Balzano; Cristian Frascella; Paolo Giordano; Antonio Pennacchi; Francesca Diotallevi; Nicolai Lilin; Maurizio De Giovanni; Michela Marzano; Massimo Recalcati; Gianrico Carofiglio; Antonio Manzini; Rosella Postorino; Teresa Ciabatti; Tiziano Scarpa; Ermanno Cavazzoni; Carlo Rovelli, Simona Vinci, Diego De Silva, Roberto Mercadini”.
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Pensate se la stessa cosa accadesse in tivù. Scopriamo, chessò, che per fare una trasmissione su Rete 4 bisogna invitare forzatamente uno tra Salvini, Meloni, Di Maio. Gli altri no. Scatta il caos, con i politici in piazza a lottare per la libertà di opinione, contro la censura. Ecco. Nell’ambito culturale frega nulla a nessuno. Ma io mi incazzo.
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Analisi degli autori. Marco Missiroli, Francesco Piccolo, Marco Balzano, Christian Frascella (si scrive così), Paolo Giordano, Nicolai Lilin, Maurizio De Giovanni, Michela Marzano, Massimo Recalcati, Gianrico Carofiglio, Tiziano Scarpa, Simona Vinci, Diego De Silva hanno pubblicato i loro ultimi libri per Einaudi. Gli altri, per editori in ordine sparso: Ermanno Cavazzoni (La Nave di Teseo), Carlo Rovelli (Corriere della Sera, Adelphi), Antonio Pennacchi (Mondadori), Antonio Manzini (Sellerio), Rosella Postorino (Feltrinelli), Teresa Ciabatti (Solferino), Francesca Diotallevi (Neri Pozza), Roberto Mercadini (Rizzoli).
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Le mie domande sono tante. La prima è questa. Perché questi autori e non altri? La seconda è questa: chi ha, all’interno del Comune di Novafeltria, l’autorità e l’autorevolezza per scegliere che cosa i cittadini di Novafeltria – e di altri Comuni eventuali e limitrofi – devono o dovrebbero leggere? La terza è questa (la ribadisco): con quali criteri sono stati scelti questi autori e non altri?
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Il problema, in effetti, è davvero di libertà – e la lettura, la letteratura è l’ultimo ambito di libertà che ci rimane da difendere a morsi. Insomma, non voglio fare l’apologia dei piccoli contro i grandi, ma un mero ragionamento di buon senso. Se al posto di Marco Missiroli volessi invitare Valerio Magrelli (entrambi editi da Einaudi, ma il secondo di gran lunga più affascinante del primo)? Se al posto di Michela Marzano e di Massimo Recalcati volessi invitare Franco Rella, intellettuale di pregio, con una bibliografia lunga così, autore per Jaca Book di un libro scintillante appena uscito? Se al posto di Manzini e di Carofiglio volessi invitare Roberto Pazzi o Ferruccio Parazzoli, scrittori di ben altro calibro (ultimi romanzi usciti per Bompiani)? Non posso. E se preferissi invitare Daniele Mencarelli e Alessandro Rivali (entrambi Mondadori), Pier Paolo Giannubilo (Rizzoli), Massimiliano Parente (La Nave di Teseo), Filippo Tuena (Il Saggiatore)? Non posso. Perché a Novafeltria alcuni libri possono fare ingresso e proporsi al pubblico e altri no, che schifo.
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Specifico: non è neanche una questione di ‘fama’. Perché Francesca Diotallevi al posto di Stenio Solinas (condividono l’editore), ad esempio? Perché Christian Frascella e non Christian Raimo? Perché Marco Balzano e non Giuseppe Conte o Luca Doninelli? La questione, probabilmente, è politica, la cultura come volano politico.
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Ma quale papabile organizzatore culturale vorrebbe partecipare a un appalto dove tutto è già organizzato, dove gli autori della rassegna che dovresti curare sono stati scelti da altri?
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Aggiungo altre domande (da cui attendo risposte chiare). Gli autori citati sono consapevoli di essere stati scelti ‘a forza’ dal Comune a discapito di altri? E gli editori? E poi: questo è forse un ‘sistema’ ad ampia diffusione, funziona così anche in altri Comuni (il Comune decide a tavolino chi invitare a presentare i libri e chi no)? Da quando il ‘pubblico’ si pone dei problemi riguardo alle scelte ‘private’ di lettura dei cittadini? Forse il medesimo ‘sistema’ inquina anche il sistema scolastico italiano, per cui vengono promossi soltanto alcuni libri agli studenti e gli altri, tacitamente, vanno all’oblio?
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Avete visto come si fa a vincere il Premio Strega, a vendere tanto in libreria, a fare fama: alcuni scrittori sono imposti per coercizione comunale nelle rassegne librarie. Altri no. (d.b.)
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Sabato 14 e domenica 15 ottobre, ovvero questo fine settimana, sarò a Stranimondi, l’evento milanese dedicato alla narrativa fantastica sostenuto dall’associazione Delos Books e dalle case editrici Delos Digital, Hypnos e Zona 42. Si svolge presso la Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone al numero 8. Si arriva comodamente in metropolitana, per chi è del posto o viene in treno. Trovate tutte le informazioni utili su Stranimondi.it.
L’evento è formato da una parte gratuita, incluso l’accesso all’area vendite e alle presentazioni librarie, e da una parte a pagamento, con conferenze ulteriori e incontri con gli autori. Per passare a salutarmi non vi serve nessun biglietto: mi troverete quasi sempre al banco di Vaporteppa. dove saranno in vendita ben 10 titoli cartacei con sconti che possono arrivare fino al 29%. Ci manca solo che vi offro pure da bere… ah, già: lo farò! Ma ne parliamo dopo. ^__^
Per scoprire quali titoli porteremo, ti basta guardare i cartacei attualmente in vendita su StreetLib Store: ci saranno tutti i romanzi e romanzi brevi dei nostri autori italiani, più tre opere scelte di Carlton Mellick III. In più al nostro banco ti aspetta una bella sorpresa in regalo
Ecco tutti i libri che porterò, ben 135 copie divise tra 10 libri diversi. Appena estratti dalle scatole, un mese fa!
Domenica alle 11:00 Marco Crescizz, l’autore di Alieni Coprofagi dallo Spazio Profondo, Antonio Tombolini, l’amministratore delegato di StreetLib.com che finanzia Vaporteppa, e io presenteremo la collana: una cosa veloce, 20-25 minuti, domande incluse se vi va di farne. In ogni caso per qualsiasi domanda trovate me e i diversi autori al banco o nei d’intorni a girovagare. Ci saranno Alessandro Scalzo e Giuseppe Menconi, oltre a Crescizz, e diversi tra collaboratori e futuri autori di Vaporteppa.
Ma passiamo alle cose interessanti: la birra! Al nostro primo evento pubblico saranno disponibili le birre di Vaporteppa, ovvero le birre che produco dall’autunno 2016 e che regalo ai membri di Vaporteppa. Questa volta le regalerò anche a voi! Sono tutte birre realizzate a casa con i classici fermentatori di plastica da 23 litri (i miei li ho comprati su Birramia.it): sono prodotti “naturali” fatti con estratto di malto liquido o secco, luppolo, lievito e qualche volta ingredienti extra come miele o un po’ di zucchero scuro. Niente conservanti ulteriori: alcol e luppolo ci pensano da soli a far durare a lungo una birra!
Ogni birra ha uno stile diverso ed è dedicata a un personaggio di Vaporteppa, quelli di cui si parla sul nostro sito o nei social: l’ussaro Branca del nostro logo, che si lancia a testa bassa ovunque lo guidi l’immaginazione, o la fatina Adele, che sorveglia tutti quanti per evitare che facciano cazzate, per intenderci. Sono dieci stili diversi, dedicati a otto dei nostri personaggi. Ecco quali sono, con le loro etichette che descrivono birra e personaggio:
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Sono particolarmente fiero di Fiammetta, la mia prima birra realizzata usando solo estratto secco non luppolato e luppoli in pellet di un solo tipo. Una birra monoluppolo 100% El Dorado, un luppolo americano molto amaro e molto aromatico, dai sentori intensi di frutta tropicale e pera. Cosa fare se non una Double IPA? Un bel birrone forte e amaro, con intensi aromi dati dal dry hopping dei luppoli, ovvero la loro infusione a freddo dopo i primi giorni di fermentazione della birra.
Se venite a Stranimondi e comprate almeno tre libri di Vaporteppa, per ringraziarvi del supporto vi regalerò una o più di queste birre da 33 cl. Su ogni birra è indicato il numero del lotto di produzione e il mese di imbottigliamento: essendo un prodotto casalingo non c’è una data di scadenza, e comunque non ha senso a livello tecnico apporne una in quanto le birre NON possono scadere davvero. Una bevanda con più di 2-3 gradi di alcol non può marcire: può solo rovinarsi nel gusto col tempo o migliorare col tempo. Molte birre dopo 2-3 o più anni danno il meglio di sé, altro che scadere. Sono come il vino.
Le birre sono consegnate avvolte nel pluriball. Giusto per evitare brutti incidenti, visto che nella stessa borsa in cui tenete la bottiglia potrebbero esserci anche i libri… anzi, la borsa di tela ve la diamo noi se comprate almeno tre libri, così portate comodamente libri e birre. ^_-
In più le bottiglie saranno in sacchetti di carta marrone. Come quelli dei barboni americani! Il motivo è che la sede dell’evento proibisce di consumare o portare cibi o bevande, perché la vendita di quanto consumabile in loco è concessa al bar interno in esclusiva. Ovviamente nessuno viene picchiato se porta delle caramelle e le mangia, ma il messaggio è: non mostrate roba apertamente, non consumate apertamente roba, usate il bar.
Quindi, in accordo con organizzatori e struttura ospitante, abbiamo concordato di non mostrare bottiglie di birre nel materiale disponibile sul banchetto di Vaporteppa: le birre saranno sempre consegnate nei sacchetti, e i sacchetti non andranno aperti nella struttura (se no sono cazzi del cliente). Se facciamo così si conserva il decoro e gli organizzatori faranno finta di non vedere, un po’ come accadeva con un altro editori che l’anno scorso procedeva alla mescita del vino sotto il banco. Proprio in stile americano: chissà cosa ci sarà mai nel sacchetto marrone da cui beve quel barbone! Impossibile capirlo!
Bene, vado a terminare i preparativi per l’evento e a caricare gli scatoloni di libri in auto! Ci si vede a Stranimondi: libri strani e birre gratis, che altro volete? Ciao!
Ci vediamo a Stranimondi per una birra (offro io) Sabato 14 e domenica 15 ottobre, ovvero questo fine settimana, sarò a Stranimondi, l'evento milanese dedicato alla narrativa fantastica sostenuto dall'associazione Delos Books e dalle case editrici Delos Digital, Hypnos e Zona 42.
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Mario Baudino è un giornalista, saggista, scrittore e poeta italiano. Segue la rubrica “Cartesio” sul quotidiano di Torino “La Stampa”. Vincitore del Premio Montale nel 1988 e, nell’anno successivo, del Premio Brancati, Baudino ha inoltre scritto i romanzi “In Volo per Affari” (Rizzoli, 1994), “Il Sorriso del Druida” (Sperling and Krupfer, 1998; vincitore del Premio Scalea) e “Per Amore o per Ridere” (Guanda, 2008).
Tra i suoi ultimi libri, riportiamo:
-“Ne uccide più la penna: Storia di crimini, librari e detective” (Rizzoli, 2011) –“Lo Sguardo della Farfalla” (Bompiani, 2016): un romanzo ambientato tra le montagne del Piemonte e ricco di colpi di scena. Mario Baudino costringe i protagonisti, bibliofili incalliti, all’avventura: riporteranno alla luce un segreto sugli anni di Piombo, che si rivelerà particolarmente beffardo.
Ultima Voce ha deciso di intervistarlo in vista dell’uscita ( prevista per settembre 2017) del suo libro “Lei non sa chi sono io” con Bompiani. Mario Baudino ci fa qui compiere un viaggio nelle tortuose e svariate motivazioni che hanno portato scrittori e poeti, nel corso della storia, a firmarsi con uno pseudonimo. Analizzando anche i nickname della nostra attuale quotidianità.
Ci parlerebbe del Suo libro in uscita, “Lei non sa chi sono io”? Da come è nata la necessità di questa ricerca?
Dal caso, come sempre. Diciamo che mi sono sempre interessato molto ai casi editoriali ed alle storie intorno ai libri. Mi ero già occupato precedentemente del caso Ferrante * e sono poi rimasto affascinato da Romain Gary, che ovviamente conoscevo, ma che non avevo mai letto con la dovuta attenzione e l’ho trovato straordinario. Sono due stupendi casi di pseudonimìa e mi hanno invogliato a scrivere questo libro, ricercando i casi simili che sono accaduti e si sono ripetuti nella letteratura, diciamo, “moderna”.
Quando mi sono poi presentato dall’editore credevo d’aver tutto il materiale necessario, invece mi sbagliavo. Per far capire quanti esempi vi sono al riguardo.
Tra i mille motivi che Lei riporta, quale potrebbe essere quello più originale o inaspettato ai più?
Alcuni casi proprio non si conoscono, ad esempio Walter Scott, che fino ad una certa età non pubblicò nulla sotto suo nome. Anche “Ivanhoe”, che tutti conosciamo, uscì sotto il nome di Laurence Templeton. Scott credeva che nessuno sapesse si trattasse di lui, ma nel giro tutti ne erano a conoscenza. Persino Jane Austen, in una lettera alla sorella di Scott, le chiese come mai un grande scrittore di poemi come lui, già pieno di gloria, avesse bisogno d’andare a rubare il pane agli scrittori. I motivi per cui scelse uno pseudonimo furono molteplici… certamente v’era anche una motivazione letteraria: stava inventando il romanzo storico e non si fidava delle reazioni che avrebbe potuto ricevere; temeva di sporcare il suo nome e così svolgeva i suoi esperimenti in parziale segreto.
Altro caso interessante è quello di Karen Blixen, molto conosciuta in America, da noi meno. Anche in tal caso le motivazioni dei suoi molti pseudonimi sono svariate e complesse. Già col primo lavoro che la portò al successo, “Sette storie gotiche”, fu scoperta dalla stampa danese, ma continuò comunque ad utilizzare pseudonimi per le sue opere.
Quello più curioso e divertente rimane comunque il caso di Gary, che grazie al suo alter ego Émile Ajar è stato l’unico scrittore a ricevere per due volte il Premio Goncourt, il più importante riconoscimento letterario francese che da regolamento non può essere assegnato più volte alla stessa persona. Originale anche che “Ajar” al contrario diventi “Raja”, il nome che ormai per tutti si cela dietro allo pseudonimo della scrittrice Ferrante. Anche se non l’ha mai ammesso, il Sole 24 Ore l’ha chiaramente smascherata.
Tratta anche di nickname: intende anche i social, da cogliere sempre sotto la stessa chiave di lettura degli pseudonimi?
Sì, naturalmente e ne faccio riferimento già nel primo capitolo.
Il fake, lo pseudonimo, hanno dietro una storia infinita. Pensiamo solo agli attori e ai personaggi dello spettacolo: Sophia Lauren, gli agenti segreti come 007… Gli scrittori si sono appropriati di questa modalità già presente da secoli: vi erano già riflessioni sull’appropriatezza degli pseudonimi nel ‘600. Venivano usati per difendersi dalla legge, evitare l’inquisizione o per regole interne alla struttura di appartenenza: nelle accademie, i letterati si rinominavano, così come gli arruolati negli eserciti; un tempo, questi dovevano cambiare nome non appena entrati. Ogni accademia aveva regole stringenti e diverse.
Gli pseudonimi sono ovunque, seppur con modalità diverse. Pensiamo ai paesi: si acquisiva il nome dei bisnonni e così ci si ritrovava tutti con gli stessi nomi e cognomi. Nasceva la necessità dei soprannomi. Ovvio che parliamo di modifiche funzionali, però.
I social invece non lo sono: è una nuova estetica di massa, legata alle motivazioni più svariate. Non sono le stesse che guidano la scelta di uno pseudonimo da parte di uno scrittore, ma questo boom di nickname somiglia moltissimo all’esplosione letteraria iniziata nel ‘600.
Una Sua opinione sui tempi. Esistono ancora giovani bibliofili, lettori incalliti e risucchiati nel vortice della lettura, come i suoi protagonisti di “Lo sguardo della Farfalla”, oppure secondo Lei siamo costretti nei tempi della lettura veloce e superficiale, come lamentano in molti?
No, affatto, non credo sia così. Lunedì mattina ho giusto incontrato un ragazzo che legge di tutto e tanto. Certo, in Italia i grandi lettori restano tradizionalmente una minoranza, per vari motivi che non possiamo stare ad analizzare ora.
Pochi, vero, ma grandi lettori: d’altra parte, sono quelli che tengono in piedi l’editoria. Basti pensare che il fatturato editoriale italiano è paragonabile a quello degli altri paesi europei, nei quali di media si legge di più. Ciò significa che i bibliofili esistono e suppliscono ai non-lettori.
Scherzo spesso, alle presentazioni, sul fatto che io conosca nella realtà tutti i personaggi di quel libro. Solo uno, il capo, credevo fosse pura finzione. Invece, un giorno mi telefona un amico e lo collega ad una sua conoscenza, con una grande collezione di copertine Einaudi ed una confraternita in un paese del Monferrato…quindi, alla fine, esiste anche lui.
Baudino – Lei non sa chi sono io – Bompiani
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* La verità su Elena Ferrante – Il Sole 24 Ore
Isabella Rosa Pivot
Intervista a #MarioBaudino sul suo libro in uscita #Leinonsachisonoio : i motivi dietro agli #pseudonimi degli scrittori. Mario Baudino è un giornalista, saggista, scrittore e poeta italiano. Segue la rubrica “Cartesio” sul quotidiano di Torino “La Stampa”.
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