#imputazione
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alessandropedone · 2 months ago
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COVID19: disposta l'imputazione coatta dal GIP del Tribunale di Roma
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Oggi è una giornata storica per il team dei legali dei familiari delle vittime del Covid19 che da cinque anni portano avanti la battaglia di circa 600 familiari (di tutta Italia) contro le istituzioni (e i loro funzionari) colpevoli di aver omesso di porre in essere tutte le necessarie misure per "contenere" e "limitare" gli effetti devastanti della pandemia del 2020. Finalmente un Giudice, e per l'esattezza il GIP del Tribunale di Roma dr.ssa Gavoni, ha riconosciuto la fondatezza di quanto da anni continuiamo a ripetere e che, fino ad oggi, ha visto solo una serie di archiviazioni da parte di diverse procure italiane (oltre che del Tribunale dei Ministri di Brescia). Questo dà un nuovo vigore anche all'azione civile di risarcimento del danno da perdita parentale attualmente ancora pendente (su due diversi giudizi) avanti allo stesso Tribunale di Roma. Il GIP richiama nella propria motivazione la forza cogente della decisione UE 1082/2013 e il concetto di "urgenza sostanziale" che più volte è stata messa in secondo piano da precedenti provvedimenti di archiviazione. In materia di sanità pubblica il principio precauzionale dettato (dalla stessa decisione) costituisce una delle declinazioni del principio costituzionale di buon andamento della Pubblica Amministrazione di cui all'art. 97 comma 2 Cost. e sicuramente esso rappresenta uno dei parametri di valutazione dell'operato dei pubblici poteri con intuibili ricadute in tema di responsabilità penale laddove il rapporto di causalità della condotta necessitata è di tipo cogente proprio perché esso non stabilisce obblighi ma consente l'adozione di misure anticipatorie o detto altrimenti in prevenzione rispetto a rischi che si vogliono evitare e/o a eventi dannosi che si intendono scongiurare. Il rifiuto penalmente rilevante sussiste se il soggetto è competente, se si trova materialmente nelle condizioni di compiere l'atto e se questo deve essere compiuto senza ritardo, non già se lo ha omesso ma questo avrebbe potuto essere compiuto in base a una complessiva valutazione dell'azione amministrativa condotta alla luce delle migliori prassi del settore o del principio di precauzione sopra esplicitato. Nel caso di specie la decisione n. 1082/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2013 relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero adottata con la procedura legislativa ordinaria è una fonte di grado primario, immediatamente obbligatoria per gli Stati membri. Sussistendo dunque in stratto l'elemto oggettivo ed attesa l'urgenza sostanziale impositiva dell'atto che valuta anche la eventuale decentralizzazione dei poteri la prova della necessità indifferibile di intervento la cui omissione viene ad integrare la situazione del rifiuto, nel caso che ci occupa, richiede indubbiamente il vaglio dibattimentale. Da qui la richiesta di imputazione per i quattro indagati come responsabili del mancato aggiornamento del piano pandemico Nazionale del 2006 e della omessa definizione dei piani di dettaglio e per i direttori generali della Prevenzione del Ministero della Salute nonché i Direttori dell'ufficio 5 che si sono succeduti nel tempo anche in relazione alla decisione n. 1082/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2013 per l'ipotesi di cui all'art. 328 c.p. La strada è ancora lunga ed impervia ma l'esito della opposizione dal team proposta contro la richiesta di archiviazione formulata dal PM della Procura di Roma che non fu neppure comunicata alle persone offese e della quale venimmo a conoscenza solo dalla stampa nazionale è un risultato per noi eccezionale. Dobbiamo ringraziare l'avv. Consuelo Locati per la perseveranza e il coraggio di non aver mai mollato neppure quando tutto sembrava ormai destinato all'oblio delle archiviazioni e ai miei colleghi avv. Giovanni Benedetto, Piero Pasini e Luca Berni per aver continuato a crederci. E un plauso va anche all'associazione #Sereniesempreuniti - Associazione dei Familiari delle Vittime del Covid19 che continua a supportare i familiari in questa battaglia storica. Speriamo che la coscienza degli italiani si risvegli e che non siano solo 600 i parenti che lottano per avere giustizia. Avv. Alessandro Pedone Read the full article
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anchesetuttinoino · 4 days ago
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I censori manovrati da Biden non pagano le tasse
👉Meta non salda conti col Fisco italiano, '877 milioni di evasione'
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Ma il problema sono io che non dichiaro 50 euro di energia elettrica prodotto col fotovoltaico e venduta alla rete . Oppure la normativa che stabilisce che se vendi con vinted tuoi articoli (sui quali ci hai già pagato imposte) che non usi più oltre i €2000 è considerato reddito .
O in caso di accertamento sei tu che devi dimostrare di essere oneste, pagato fino all'ultimo centesimo , e non il contrario.
Stato di polizia tributaria, ma solo coi deboli.
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pettirosso1959 · 9 days ago
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Con la triste faccenda della tirata dei capelli vengono fuori, piano piano, ricordi del nostro passato politico, sociale e anche culturale.
Questo losco individuo ha fatto passare sulla testa Italica una infinità di infamità! E tutto con la complicità di coloro che lo ebbero a portare al governo quando, dieci anni prima, facevano finta di contrastarlo.
Tra l'altro fu così anche con i governi Dini e Amato, governi dove il PDS face palestra per diventare quel cancro politico che è oggi, e che iniziò, specialmente sotto la guida di Baffetto D'Alema (uno a caso, però ben più potente di Prodi), lo smantellamento sociale e quello industriale in cui ci troviamo oggi. -------------------------------------------------- Prendo atto del fatto che il problema di Prodi è il patriarcato e il paternalismo. Rimango però dell'avviso che tra i capi di imputazione vanno comunque considerati i seguenti fatti (citati a memoria):
1) Svendita della Alfa Romeo alla Fiat
2) Tantitivo di svendita del colosso alimentare pubblico SME alla Buitoni di Carlo De Benedetti.
3) Liquidazione con svendita degli assets dell'IRI.
4) Privatizzazione del sistema bancario pubblico fortemente penalizzante per il sud Italia con la costituzione delle cosiddette fondazioni bancarie. In particolare, da rilevare la devastante vicenda del MPS costata (tra risparmi privati, capitali privati e pubblici) tra gli 80 e i 100 mld di euro, disastro da addebitare in concorso con Ciampi, Dini, Masera e Amato.
5) Entrata nell'Euro dell'Italia carpendo la fiducia degli italiani con informazioni manipolate e crisi fatte deflagrare appositamente così da inculcare nel popolo la convinzione che l'unica salvezza per il paese fosse l'Europa e l'Euro.
6) Rispetto dei rigidi paramentri fiscali europei a costo di qualunque sacrificio e crisi sociale così da consentire al tessuto produttivo italiano di sopravvivere grazie alla compressione dei salari diretti, indiretti e differiti; il sistema produttivo italiano sopravvisse così soprattutto con la funzione di contoterzista del mastodontico apparato produttivo tedesco.
7) Lo strano caso della chiusura delle carceri di max sicurezza di Pianosa e dell'Asinara così come da Papello di Riina. Naturalmente Prodi le chiuse per motivi ambientali, si capisce.
8) Lo strano caso della seduta spiritica bolognese nella quale emersero rivelazioni relative alla prigionia di Aldo Moro.
9) L'allargamento ad Est dell'Unione Europea che avvenne sotto la sua guida da Presidente della Commissione Europea. Mossa che portò dentro l'EU élites russofobe dei paesi ex patto di Varsavia che a tutt'oggi tramano per scatenare una guerra contro la Russia.
Diciamo che Prodi ha fatto più danni della calata dei lanzichenecchi e soprattutto non siamo mai riusciti a inchiodarlo. Ma con l'accusa di Patriarcato non la scampa, il manigoldo!
Giuseppe Marsala.
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3nding · 3 months ago
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E pure Gatti lo mettiamo con Pansa e Lindo Ferretti.
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curiositasmundi · 1 year ago
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Cosa ne sarà di Julian Assange? In queste ore l’Alta corte di Londra sta decidendo e potrebbe anche accogliere richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti. In questo caso potrebbe essere condannato a 175 anni di carcere, accusato di aver sottratto documenti attinenti alla sicurezza nazionale e di aver messo in pericolo la vita di migliaia di soldati impegnati in Afghanistan e in Iraq. Tesi smentita persino dal relatore Onu sulle torture e i diritti umani, Nils Melzer, nel suo Storia di una persecuzione. Mai come in queste ore bisogna continuare a vigilare e a tenere accesi i riflettori. La vera accusa contro Assange riguarda la sua attività di giornalista che ha rivelato i trucchi e le bugie usate dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna per provocare guerre, torture, commercio delle armi. Lo hanno accusato di essere una spia, ma di questo non c’è traccia nei capi di imputazione, allo stesso modo sono naufragate le accuse “prefabbricate” di stupro e violenza sessuale. Sono persino arrivati negare la sua attività pubblicistica. Peccato che Assange abbia ottenuto tale riconoscimento anche dalla Federazione mondiale dei giornalisti, dal sindacato europeo, da oltre 20 associazioni europee, dall’Ordine e dalla Federazione della stampa, dalla associazione Articolo 21. Peccato che persino i giornali che lo hanno attaccato si siano recati in ginocchio a supplicare di avere documenti da lui rintracciati. Peccato che la stessa Corte europea abbia sancito che un giornalista abbia il diritto, anzi il dovere, di pubblicare qualsiasi notizia, comunque ottenuta, che abbia i requisiti del pubblico interesse e della rilevanza sociale. Sfidiamo chiunque a dimostrate che i documenti rivelati non avessero questi requisiti. Quelle contro Assange sono accuse politiche. Vogliono colpirne per diffidarne cento, per ammonire preventivamente chiunque avesse voglia di cimentarsi con il giornalismo di inchiesta e di ficcare il naso nelle guerre, nel commercio delle armi, nei rapporti indicibili tra gruppi terroristici e Stati. Provate a pensare cosa potrebbe saltare fuori da una indagine, simile a quelle condotte da Assange, applicata ai conflitti in atto, in Ucraina, nella striscia di Gaza, nello Yemen, nella repubblica democratica del Congo, in Birmania… Non vogliono “oscurare” solo Assange, ma vogliono soffocare quello che resta del giornalismo di inchiesta, diventato il vero nemico dei regimi, delle oligarchie delle mafie, di quanti hanno bisogno del buio per rubare e uccidere. Vogliono colpire anche il diritto dei cittadini ad essere informati perché quello che Assange ha rivelato ha clamorosamente ha confermato le ragioni di quei milioni di donne e di uomini che, in tutto il mondo, avevano protestato contestando proprio menzogne, bugie, dossier prefabbricati, finti arsenali. Forse questo è il vero motivo di tanto accanimento. Vogliono punire Assange per punire chi ancora si oppone e a guerre e terrore. Per questo abbiamo il dovere di continuare a vigliare, per impedire che i giudici di Londra possano decidere all’improvviso��e spedirlo, seduta stante, negli Stati Uniti. Non sarebbe la sua sconfitta, ma la nostra sconfitta, anche di quei giornalisti che, senza nulla sapere e nulla leggere, continuano a sparare alle sue spalle.
Beppe Giulietti –via: il fatto quotidiano
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susieporta · 1 year ago
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Quattro di Denari.
"Io ti libero dal mio senso di perdita".
Ci sono delle esperienze di relazione che non ci siamo mai concessi di vivere con onestà.
In particolare nella dimensione della coppia.
Memori di antiche sofferenze e tradimenti, la maggioranza delle relazioni ruotano intorno ad un senso di perenne "disillusione", mista ad aspettativa e controllo.
In quest'ottica "non è concesso sbagliare", allontanarsi dallo "schema madre", portare ad evoluzione le energie che vogliono trasformarsi. E neppure ripristinare le originali condizioni di connessione.
Non si riesce proprio a considerare la possibilità che ci si possa amare senza il doloroso bisogno di "controllare l'esperienza dell'altro".
Non si coltiva la fiducia reciproca. Né il confine sacro dei rispettivi spazi evolutivi.
Si controlla costantemente l'altro attraverso la sotterranea o manifesta svalutazione, il giudizio, la sottile imputazione della colpevolezza: "Io sto male perché tu non mi vedi, non ti curi di me, non mi sostieni, non mi ami abbastanza".
O al contrario: "Mi stai troppo addosso. Mi togli l'aria".
O ancor peggio: "Io vedo ciò che mi interessa vedere. Io amo il mio bisogno, non la tua essenza",
Tutto ruota intorno a modelli idealizzati, derealizzati, finti, recitati e definitivamente lontani dalla realtà delle cose.
Quante fratture crea la disfunzione di comunicazione! Quanti traumi irrisolti nella sfera emotiva! Quante incomprensioni e accuse!
Amare è un atto di pura accoglienza.
Ed è una profonda scelta d'Anima e di Cuore.
Si ama cio che è. Non ciò che vorremmo che fosse.
Ed è umanamente complesso.
Perchè ci hanno ingabbiato nell'aspettativa del "per sempre", nella vergogna del tradimento, nella favola della principessa salvata dal principe, nella triste e depauperante sensazione che evolvere e lasciare andare una relazione sia un atto di feroce e crudele disamore.
Evolvere è fondamento della natura umana. Cambiare, crescere, scoprire nuove parti di noi stessi, manifestare nuovi desideri.
Non tutte le relazioni debbono forzatamente durare "per sempre".
L'Amore dura per sempre. Non la relazione.
E l'Amore sente sempre quando il compito evolutivo condiviso è concluso.
Quando è necessaria una separazione per poter permettere ad entrambi una nuova esperienza di se stessi.
Il "per sempre" è nel Cuore.
Se hai amato veramente qualcuno, seppur la relazione fosse minata dalla classica dinamica distruttiva e disfunzionale, quella memoria affettiva ed emozionale non morirà mai.
Perché amare è un atto interiore potente e personale, non appartiene all'altro. Ma a noi stessi.
E come tale ritorna sempre a chi l'ha generato. Sempre.
Perciò lasciate che tutto si rompa quando è destinato a concludersi, quando l'esperienza ha esaurito la sua funzione.
Non è negando l'Amore che si passa oltre, ma riconoscendo la fine di un viaggio insieme.
Ciascuno dovrebbe benedire la strada che l'altro ha scelto di percorrere lontano da noi.
E riempire d'amore e di curiosità la propria.
Ci sarà un momento in cui le Anime si re-incontreranno e si inchineranno l'una all'altra, come segno di rispetto e di devozione reciproca all'altrui spazio evolutivo. Senza giudizio, senza rancore, senza recriminazione. Con Amore, Riconoscimento e tanta tanta Gratitudine per l'esperienza condivisa.
Forse non subito. Non adesso.
Ma accadrà.
Perché non siamo qui per soffrire o per sacrificare i nostri Doni alla gabbia sistemica.
Siamo qui per manifestare la nostra Bellezza.
Per risplendere dei nostri Doni.
Per sperimentare attraverso l'Altro la nostra crescita ed evoluzione.
Per spronare chi amiamo a sentirsi libero di vivere, di sperimentare, di espandere il proprio sogno interiore.
Non certo prigioniero e costretto ad asservirsi alla nostra Ferita.
A quella ci pensiamo noi. Siamo adulti.
In una reciprocità che non ricatta, non sminuisce, non spegne il fuoco interiore.
E' per pochi.
Ma sarà per molti.
Si chiama Amore.
Mirtilla Esmeralda
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antod0 · 2 years ago
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Ed io amo fare il premier
Mi gasa come Perrier
Quand'ero bambino vestivo come un manichino dell' atelier
Ed alla scuola elementare furbetto e lesto
Trafficavo sotto banco questo e quello
Una volta condannato ricorrevo in appello
Poi venivo protetto dal mio gran maestro
Divenuto adolescente la prima intuizione
Ogni capo deve avere un capo di imputazione
Sono un presidente in erba ma me ne fotto della Maria
Perché io lotto per la mia legalizzazione
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gregor-samsung · 2 years ago
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“ Sarebbe pazzesco da parte nostra collocare le Brigate rosse in una sfera di autonoma e autarchica purezza rivoluzionaria che si illuda di muovere le masse a far saltare le strutture politiche che le contengono; e sarebbe ancor più pazzesco che loro vi si collocassero. La loro ragion d’essere, la loro funzione, il loro «servizio» stanno esclusivamente nello spostare dei rapporti di forza: e delle forze che già ci sono. E di spostarli non di molto, bisogna aggiungere. Di spostarli nel senso di quel «cambiar tutto per non cambiar nulla» che il principe di Lampedusa assume come costante della storia siciliana e che si può oggi assumere come costante della storia italiana. Operazione di puro potere, dunque; che si può soltanto svolgere in quell’area interpartitica in cui, al riparo dai venti ideologici, il potere ormai vive. Non si vuole con ciò escludere che l’esistenza delle Brigate rosse sia appunto «pazzesca»: ma quando dalla pazzia comincia ad affiorare un metodo, è bene diffidarne: come Polonio di quella di Amleto (ma non ne diffidò abbastanza: e così non sia di noi). E il metodo è proprio dall’affaire Moro che comincia ad affiorare. Che quella delle Brigate rosse sia una follia non priva di metodo, tutti lo dicevano e lo dicono. Ma è dalla vicenda di Moro, e attraverso le sue lettere, che si comincia a intravederne il disegno. Come Polonio, Moro, prigioniero e condannato a morte, ha cercato e poi seguito il filo del metodo in quello che dapprima gli sarà parso un labirinto di follia. E già nella prima lettera a Zaccagnini si ha l’impressione che ne abbia scoperto il capo, quando dice: il Partito Comunista «non può dimenticare che il mio drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera per la consacrazione del Governo che m’ero tanto adoperato a costruire». E nella seconda: «Il Governo è in piedi e questa è la riconoscenza che mi viene tributata… Ricorda in questo momento – deve essere un motivo pungente di riflessione per te – la tua straordinaria insistenza e quella degli amici che avevi a tal fine incaricato – la tua insistenza per avermi Presidente del Consiglio nazionale (del partito), per avermi partecipe e corresponsabile nella fase nuova che si apriva e che si profilava difficilissima». Ed è da notare come, al tempo stesso che si considera così atrocemente ripagato dal governo che si era tanto adoperato a costruire, da quella operazione, da quella «fase nuova», tenda a prendere distanza: non artefice, ma «partecipe»; non responsabile, ma «corresponsabile». Il punto di consistenza del dramma, la ragione per cui a Moro si deve in riconoscimento (in «riconoscenza») la morte sta appunto in questo: che è stato l’artefice del ritorno, dopo trent’anni, del Partito Comunista nella maggioranza di governo. E le Brigate rosse non solo gliene fanno esplicita imputazione nei loro comunicati, ma ne danno con funebre ardimento la solenne e simbolica rappresentazione facendo ritrovare il suo corpo tra via delle Botteghe Oscure, dove ha sede il Partito Comunista Italiano, e piazza del Gesù, dove ha sede la Democrazia Cristiana “
Leonardo Sciascia, L'affaire Moro - con aggiunta la Relazione Parlamentare, Adelphi (collana Piccola Biblioteca Adelphi n° 332), 2012¹⁴ ; pp. 138-140.
[1ª edizione: Sellerio, 1978]
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rosaleona · 2 years ago
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Editoriale di Marco Travaglio.
(Ma quindi a Bibbiano non sarebbe accaduto niente?)
La combriccola di “giornalisti” che parla di processi che non conosce ha emesso un’altra sentenza irrevocabile: siccome Claudio Foti, condannato in primo grado a 4 anni, è stato assolto in appello per la vecchia insufficienza di prove (art. 530 comma 2 Cpp) da un solo episodio del caso Bibbiano, sono innocenti pure gli altri 17 imputati tuttora a processo a Reggio Emilia per un centinaio di capi di imputazione, con 155 testi e migliaia di intercettazioni, già avallati da un gup, da 3 giudici del Riesame e da 5 di Cassazione; anzi, a Bibbiano non è successo niente. Mentana “chiede scusa” a Foti a nome “di tutto il sistema dei mass media” (e parlare per sé?). La Stampa dice che “il paese esce dall’incubo” (che non sono i bambini strappati alle famiglie con false accuse, ma il processo a chi le fabbricò). Per il Messaggero “crolla il castello di carta”. Merlo su Rep straparla di “sciacallaggio” dei “grillini” e dei “soliti giornalisti” (quindi lui non c’entra). E, tanto per cambiare, dà ragione a Renzi che sul Riformatorio chiede a Meloni, Salvini e Di Maio di scusarsi per una delle poche cose giuste che han detto:cioè che rubare bambini ai genitori con la connivenza delle giunte targate Pd, che in Val d’Elsa affidarono senza gara a Foti&C. le terapie minorili per oltre 200mila euro, fu uno scandalo.
Questo bel quadretto illumina anche la credibilità dei “garantisti” all’italiana, che beatificano lo psicologo per ora assolto assolto (c’è ancora la Cassazione). E fingono di non sapere che nulla è più “giustizialista” del metodo da lui teorizzato e praticato in varie parti d’Italia e proseguito a Bibbiano dai suoi seguaci, fra cui la moglie imputata a Reggio. Le perizie della sua onlus “Hansel e Gretel” hanno accusato decine di genitori, nonni, zii, maestri di aver violentato, abusato, menato, persino coinvolto in riti satanici un’infinità di bimbi che per questo furono sottratti alle famiglie e affidati ad altre; dopodiché s’è scoperto che non avevano fatto nulla, sono stati assolti e i bambini son tornati in famiglia e a scuola, se intanto genitori e maestri non s’erano suicidati o ammalati. Bel garantismo. Ricordate le maestre, la bidella e lo scrittore di Rignano Flaminio , sputtanati come pedofili e poi assolti? C’erano pure le perizie di Foti. Il sequel fu nella Bassa Modenese, dove però l’inchiesta giornalistica Veleno di Pablo Trincia ruppe il muro di omertà. I fatti di Bibbiano – in attesa di sapere dalla sentenza principale se furono reati o solo vergogne penalmente irrilevanti – dicono che tutti i bambini dati in affido in base alle perizie dei fotiani sono tornati alle famiglie naturali e tutti i genitori processati per violenze e abusi sono stati assolti. Siccome ora dovremmo tutti chiedere scusa a Foti, con quei bambini e con quei genitori chi si scusa?
Sorgente: Chiagni e Foti – Il Fatto Quotidiano
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crazy-so-na-sega · 2 years ago
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"Per anni braccio dx di Craxi, quando questi – e l’intero partito socialista – fu travolto dagli scandali di Tangentopoli, una mano potente preservò Amato non si dice da ogni imputazione, ma da ogni indagine, che dico? Da ogni menzione del suo nome per qualunque motivo...🤔
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carmenvicinanza · 17 days ago
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Matteuccia da Todi
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Unguento unguento, mandame a la noce de Benivento, supra agua et supra vento et supra at omne maltempo.
Matteuccia da Todi è stata la prima italiana processata e condannata per stregoneria, nel 1428. 
Il suo nome era Matteuccia di Francesco ed era nata a Ripabianca nel 1388.
Era una Domina Herbarum, esperta conoscitrice delle erbe e capace di preparare unguenti e infusi con cui, recitando formule magiche, guariva  dalle malattie del corpo e dell’anima.
Pare che i suoi rimedi fossero davvero efficaci e che sempre più persone, provenienti da ogni luogo dell’Umbria, si rivolgessero a lei per beneficiarne.
Somministrava intrugli composti di erbe, capelli, polvere di rondini, animali morti, impiegava immagini di cera oppure oggetti consacrati.
Era anche usa fare e disfare fatture, a cui si attribuiva l’origine di molte malattie fisiche e psichiche.
Tra i suoi clienti e protettori c’era Braccio Fortebracci, celebre condottiero e signore di un ampio territorio umbro. Secondo alcuni studiosi fu proprio questa amicizia a decretare la sua condanna a morte.
Pare che venne accusata di stregoneria proprio per colpire l’uomo che spadroneggiava nell’Italia centrale ai danni di Papa Martino V o forse perché era una donna scomoda che attirava troppo l’attenzione.
Uno dei suoi maggiori accusatori fu Bernardino da Siena, eminente predicatore francescano che aveva contribuito alla riforma degli Statuti.
I verbali del processo svoltosi a Todi ad opera del Tribunale dei Malefici, guidato da Lorenzo de Surdis, sono conservati e consultabili presso l’Archivio Comunale di Todi.
Contro la prima donna definita una strega in un documento ufficiale gravarono trenta capi di imputazione, venne accusata di aver convinto un faccendiere del ricco signore a recuperare le carni di un uomo morto annegato per realizzare un olio con cui aveva curato le ferite di un malato, di essere in grado di trasformarsi in una gatta e aver volato su di un capro fino al famoso noce di Benevento, albero sotto il quale fin dai tempi più antichi si celebravano riti pagani, e di aver bevuto il sangue dei bambini.
Quanto paura poteva fare una donna libera che aiutava le persone a guarire?
Senza alcuna difesa e sottoposta a lunghe torture, venne costretta a confessare e condannata a morte in quanto donna di pessima condizione, vita e fama, pubblica incantatrice, fattucchiera, maliarda e strega.
Legata e montata a cavallo di un asino, con le mani legate dietro la schiena e una mitra sulla testa, venne condotta al luogo dell’esecuzione e arsa viva, il 20 marzo 1428.
Un piccolo disegno, sul margine della carta che contiene la sentenza di condanna, tracciato presumibilmente dal notaio che l’ha redatta, mostra Matteuccia con i capelli scarmigliati secondo un topos stregonico diffuso, nell’atto di incantare, con una bacchetta, un piccolo animale.
Ancora oggi la sua storia viene approfondita, raccontata e considerata simbolica degli orrori commessi dall’Inquisizione.
Alla sua figura sono stati dedicati libri, convegni, rievocazioni, spettacoli teatrali e anche l’Orto della strega Matteuccia, presso l’Istituto agrario di Todi, un giardino ricco di erbe aromatiche e officinali, utilizzato per visite e approfondimenti, tra storia e botanica.
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retelabuso · 2 months ago
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"Ha abusato di 11 studenti inviando anche foto e video hard": prof di religione rinviato a giudizio
E’ stato rinviato a giudizio il docente di religione originario di Caccamo e accusato di aver abusato di 11 allievi minorenni in una scuola superiore piacentina: deveo rispondere di tentata violenza sessuale, violenza sessuale, stalking e molestie per un totale di 14 capi di imputazione. Oltre ad alcuni ragazzi anche il ministero dell’Istruzione si è costituito parte civile. Ministero che, però,…
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viunews · 2 months ago
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Prescrizione per sei imputati al maxi-processo Montante
Il Diamante Cullinan, il più grande della storia
Il tribunale di Caltanissetta ha pronunciato una sentenza di prescrizione per alcuni capi di imputazione nei confronti di sei imputati coinvolti nel maxi-processo “Sistema Montante”. Nell’udienza recente, sono stati prescritti vari reati, tra cui traffico di influenze illecite, associazione a delinquere, favoreggiamento, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Tra gli imputati, Antonello…
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cerentari · 3 months ago
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Baciamo le mani! 795
Perdoni Sire, Eminenza, se mi tocca dichiararLa colpevole dei 34 capi di imputazione per cui l’hanno rinviata a giudizio, come se nessuno di noi in gioventù fosse andato a puttane o non avesse pagato in nero una porno star. Ecco, è toccato a me bere l’amaro calice, ma stia tranquillo Sire è com’è in Italia, anche qui la legge non è uguale per tutti, la condanno, ma è un pro forma giusto così per…
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sbircialanotiziamagazine · 3 months ago
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notiziariofinanziario · 4 months ago
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L'ex conduttore radiofonico Andrea Piscina, arrestato a Milano il 13 giugno scorso per produzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale nei confronti di minore è stato condannato a 6 anni di carcere. Lo ha deciso il gup Roberto Crepaldi al termine del processo con rito abbreviato. Il pm Giovanni Tarzia aveva chiesto una pena di 9 anni.  Il giudice Crepaldi, che in generale ha condiviso l'impostazione dell'accusa, ha però assolto il 25enne, a cui sono state concesse le attenuanti generiche, da un capo di imputazione relativo a un episodio di istigazione nei confronti di due minorenni invitati a riprendere i compagni negli spogliatoi della polisportiva, dove lui era animatore. Richiesta a cui però i due ragazzini si sono opposti. Stando alle indagini, cominciate nell'estate del 2023 per via della denuncia di una mamma di un minorenne, Piscina, che al processo ha riconosciuto gli abusi, avrebbe adescato i ragazzini su piattaforme social, presentandosi con falsi nomi come "Alessia", "Anna" e "Sara". Nella prima fase dell'inchiesta era stata individuata subito una vittima, ma poi le moltissime immagini trovate sui dispositivi del giovane, nel successivo lavoro investigativo, hanno portato gli inquirenti ad identificare altri due minori che sarebbero stati adescati attraverso la sua attività nella polisportiva. Piscina, difeso dall'avvocato Valentina Di Maro, ha anche già offerto una somma come risarcimento e sta seguendo un percorso in carcere. L'ex conduttore, fratello del consigliere comunale milanese della Lega Samuele Piscina (totalmente estraneo all'inchiesta), conduceva un programma su Rtl 102.5. L'emittente, dopo aver fatto sapere di avere appreso "con incredulità e sgomento" la notizia dell'arresto, aveva subito deciso "di sospendere in via cautelativa" il conduttore. Read the full article
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