#Intersezione
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Unisci un punto ad un altro senza badare alle distanze. Sono passi di una danza che tu, in punta di piedi, conduci.
Trattengo il fiato, fra una morte apparente ed una resurrezione frequente, mentre mi avvicino al tuo equatore.
Sei intersezione perfetta di ogni mio punto cardinale.
Miracolo.
.🦋.
🔸@Azeruel
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Viareggio, incrocio via Leonardo/via Buonarroti: è davvero pericoloso come dicono i giornali? O forse è pericoloso perché sono gli automobilisti che vanno troppo veloci?
L’incrocio fra via Leonardo da Vinci e via Buonarroti a Viareggio. Immagine da Google Maps al 28 agosto 2024 All’incrocio fra via Leonardo da Vinci e via Michelangelo Buonarroti a Viareggio ci sono stati diversi incidenti mortali. L’ultimo nell’agosto 2024: alle prime ore del mattino un���automobilista ha bucato uno stop e ha investito una persona in scooter uccidendola. NoiTv, citando le…
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Rientrato adesso dalla Romagna mia Romagna in fiore. Stamattina il delirio in autostrada. Soliti lavori infiniti prima di Bologna e prima coda. Acceso lo smadonnatore già alle 7 di mattina. Proseguiamo con incidente intersezione A1 A14. Smadonnatore a regime. Superiamo Bologna ma... in agguato ecco il camionaro che si cappotta verso Imola.. altra coda. Smadonnatore vicino alla zona rossa. Dai si riparte ma... raccordo Imola Ravenna adesso chiuso per altro incidente. Smadonnatore fuori giri. Bello eh. Sorvoliamo sul rientro. Sintesi della giornata: d.p. d.c. e p.m. v.m. (così li metto pari e non si incazzano). Buona serata a tutti.
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MAGP008 - Girando a vuoto
[Episodio precedente] [Indice TMAGP]
[Il computer dell’O.I.A.R. si accende]
NORRIS
Valutazione dell’elaborato 13718BTutor: Joseph Peterson (#ARCSTAF-12) Studente: Terrance Stevens (ID# ARCSTU-39609) Risultato: Bocciato – consegnato in ritardo (28%)
Valutazione:Struttura e Organizzazione – 50% Conoscenze – 40% Comprensione – 30% Analisi – 10% Uso delle fonti – 10%
Giustificato nel caso di: Seri problemi medici, trauma, altro. Commenti del tutor: “Venga a vedermi."
ALLEGATO:
Titolo: La Liminalità Brutale di Forton - un caso di studio dei fattori di stress psicologico indotti dall'architettura come risultato di un'esposizione prolungata agli spazi liminali in modalità brutalista, come mostrato dalla Forton Service Station.
Introduzione:
Questo saggio presenterà un’analisi dettagliata del Forton Services come esempio chiave per lo studio dell'intersezione tra brutalismo e spazi liminali nel design, con un focus secondario sui fattori di stress psicologico che un tale luogo può causare.
Per prima cosa, combinerò i framework teoretici per il brutalismo e la liminalità. Prenderò poi in esame le stazioni di servizio come uno spazio liminale stressante a livello psicologico, prima di proseguire con un’analisi architettonica del Forton Services e la sua storia come luogo brutalista. Il tutto terminerà con un caso di studio degli effetti della mia prolungata esposizione agli spazi liminali con architettura brutalista, tramite il mio impiego al Forton Services.
Per cominciare, stabiliamo un fondamento teorico per questo articolo collegando lo stile architettonico del brutalismo alla teoria antropologica della liminalità. Lo farò fornendo interpretazioni compatibili di entrambi e proponendo il nuovo concetto di “liminalità brutale”.
Brutalismo - ha origine dal Francese ‘béton brut,’ cemento grezzo - è un movimento architettonico che si concentra sullo scopo funzionale. Questo spesso risulta in materiali grezzo a vista, forme nette, forme geometriche ripetitive, e strutture monolitiche. Questo spesso può portare le persone esposte a questo stile a sentirsi sopraffatte o oppresse (Zumthor, P. 2006).
Spazi ‘liminali’, derivato dal termine latino ‘limen,’ che vuol dire ‘soglia,’ sono spazi di transito solitamente occupati per periodi brevi. È stato dimostrato che hanno effetti considerevoli sulla psiche di coloro che sono esposti ad essi, e si è scoperto che l'esposizione a lungo termine suscita risposte ansiose (Augé, M. 1995), (Bachelard, G. 1994) e una sensazione ‘perturbante’( Trigg, D.2012).
La mia ipotesi è che il Forton Services, un luogo di intersezione di questi due elementi psicologicamente significativi, può essere considerato un luogo di quello che ho denominato liminalità brutale, ed è per questo che ha un marcato effetto su coloro che ne sono esposti nel lungo periodo, come dimostrato dalle mie esperienze. Nello specifico, crea un senso di assenza che nonostante la presenza, una sorta di “fame architettonica.”
Le stazioni di servizio come Forton sono state originariamente concepite come un luogo in sè per sè, piuttosto che solo una pausa in un viaggio. Comunque, con il diffondersi delle automobili personali e il conseguente sovrasviluppo dell’infrastruttura stradale del Regno Unito, questi luoghi si sono trasformati in spazi liminali.
Questo aumento nel numero di viaggiatori, ben oltre i parametri della progettazione originale, ha portato a un flusso fugace di persone che transitano nelle stazioni di servizio a tutte le ore, lasciandosi dietro solamente rifiuti.
Non solo, a questi spazi è associata la percezione distorta del tempo, aggravata dalla voluta assenza di orologi (per incoraggiare soste più lunghe) e orari di apertura di 24 ore su 24 con routine di apertura, chiusura, pulizia e rifornimento scaffali.
La mia teoria è che poiché questi spazi sono privi di presenza umana costante e una corrente percezione del tempo, si sono così separati dal panorama psicologico condiviso dall’umanità, e ci sono dei rischi per la salute di natura unica per le persone che sono esposte per periodi prolungati a questo fenomeno. In breve, ritengo che la “fame architettonica” di uno spazio che prova risentimento nei confronti della propria natura di luogo di transito può essere pericolosa, e ho un’esperienza diretta di questo fenomeno semplicemente unica.
Ho accettato la posizione di inserviente per il turno di notte al Forton a seguito di un prolungato divorzio che mi è costato la maggior parte delle mie amicizie. L’episodio di stress che ne è seguito mi ha portato a lasciare il mio lavoro come vice amministratore dei servizi fiduciari. Così ho fatto domanda per un colloquio e ottenuto con successo un impiego a bassi livelli di stress come inserviente, nonostante le mie notevoli qualifiche. Allo stesso tempo mi sono iscritto al Programma di Architettura all’Università di Lancashire, come studente maturo di 51 anni.
Mi sono presto accorto che il Forton Services è un perfetto esempio di liminalità brutale, dato il suo status sia come popolare stazione di servizio sull’autostrada e come monumento di architettura brutalista. E ritengo che questo sia principalmente dovuto alla Pennine Tower,che raggiunge i 20 metri e che è stata messa in vendita nel 2012, nonostante fosse chiusa al pubblico.
L’area è 17,7 acri, include una zona picnic all'aperto e delle strutture su entrambi i sensi dell’Autostrada M6, con posti a sedere per 700 persone, 101 bagni e 403 parcheggi.
In cima alla torre originariamente c’era un ristorante di classe con una terrazza sul tetto, entrambi avevano una vista senza pari sulla campagna rurale che la circonda su ogni lato.
Sfortunatamente, gli effetti della liminalità brutale hanno presto fatto effetto, con un rapporto del governo che definiva il luogo “un’area fieristica priva di anima,” il ristorante divenne una lounge per camionisti prima che fosse chiuso al pubblico nel 1989. Sono passati decenni dall’ultima volta che qualcuno ha mangiato lì.
In seguito ci sono stati tentativi fallimentari di dare un nuovo scopo all’area, ma nel 2017, i due ascensori pentagonali al centro della torre sono stati sostituiti, rendendo i piani più alti abbandonati e inaccessibili.
La torre svetta ancora sulla campagna circostante, l’unico accesso è tramite il Forton Services sottostante, esempio di liminalità brutale. Ma l’ingresso è sbarrato, e questo forse è per il meglio.
Nonostante non potessi entrare nella torre, anche io nel corso dei mesi in cui ho lavorato lì ho accusato un cambiamento psicologico.
Inizialmente era talmente lieve che non me ne sono accorto, e quando è successo, ho pensato che ci fosse una spiegazione razionale. In termini semplici, ogni notte c’erano sempre meno persone. All’inizio ho pensato che fosse un qualche cambiamento che non avevo notato dovuto al periodo, ma ogni giorno diventava sempre più marcato finché alla fine, una notte, non mi sono reso conto che non avevo visto una singola persona.
Questo era ovviamente impossibile, ma era confermato dal mio registro (vedere tavola 1). Mi sono arrovellato, cercando di ricordare se avevo visto o anche solo intravisto qualcuno, ma no, nessuno. Intrigato, sono uscito fuori per controllare il parcheggio. Non c’era nemmeno una singola auto. Ma c’era… qualcos’altro.
Mentre i miei occhi si abituavano alla distesa ambrata, ho notato delle strisce di luce sospese nell’aria. C’era una foschia luminosa che attraversava tutto il parcheggio, un miscuglio di colori attenuati attraversati da rossi più vividi, bianchi e gialli, ma cosa ancora più curiosa, mi sono accorto che principalmente era sospesa sopra l’asfalto. Le aiuole e i marciapiedi ne erano quasi tutti privi. L'effetto era stranamente familiare, ma non riuscivo a collegarlo. Da allora non sono stato ancora capace di determinare se la causa di questo effetto è di natura psicologica, fisiologica o atmosferica, ma confermo che questo fenomeno era accompagnato da un’inquietante senso di mancanza. Di fame.
Ho aguzzato nuovamente lo sguardo, cercando di cogliere dei dettagli in quelle lunghe strisce ondulate e iridescenti. Nel caos potevo distinguere dei percorsi più densi che portavano dalle porte principali alle strutture. Mentre osservavo, un ricordo delle fotografie della mia ex-moglie mi è tornato in mente, la mia foto preferita, che mi aveva regalato per il nostro settimo anniversario: “Uno studio del traffico.”
È stato in quel momento che ho capito perché mi sembrava tutto così familiare. Esposizione prolungata. Se fossi potuto entrare in quella fotografia, l’effetto sarebbe stato questo. Sarebbe stato bellissimo, se non fosse stato così destabilizzante.
Ripensandoci stavo chiaramente avendo un qualche tipo di grave episodio di allucinazioni causato dalla prolungata esposizione a quell'ambiente. Sapevo che probabilmente avrei dovuto semplicemente starmene seduto in silenzio ed aspettare che passasse, ma la nebbia luminosa era già entrata nell’edificio, e sentivo solo l’istinto di nascondermi, di trovare un posto, un posto qualsiasi, purché fossi lontano da quel miasma opprimente che sciabordava avanti e indietro nell’ingresso, minacciano di portarmi via con sé.
Sono tornato indietro, allontanandomi dall’ingresso principale, allontanandomi dalle aree più dense di quel caleidoscopio, nella speranza di trovare un posto meno saturo e schiacciante.
Ed è stato allora che ho visto la donna.
Era alta, giovane, e magrissima, al punto da sembrare quasi denutrita, vestita come una steward con un gilet blu avvitato, abbottonato sopra una gonna grigia e seria. Stava sorridendo, tenendo la porta dell’ascensore aperta e invitandomi dentro. C’era una targhetta di ottone sul suo gilè, ma invece di un nome c’era scritto solo “Sei qui.”
Ho esitato per un istante, poi prima che potessi valutare la sua stranezza, una marea di colore particolarmente alta ha invaso il corridoio avanzando verso di me. Sono andato nel panico e prima che mi rendessi conto di cosa stavo facendo ero saltato dentro l’ascensore e avevo schiacciato il bottone per chiudere le porte.
Le ho detto un “Grazie,”con la voce spezzata per il disuso. Lei a quanto pare non l’ha notato e ha continuato a sorridermi con calore quando ha allungato un braccio e ha pigiato il bottone per il penultimo piano etichettato “Ristorante.” Un bottone che sapevo essere disabilitato. L’ascensore ha iniziato a salire.
Ero in piedi, appoggiato contro le porte, e cercavo di riprendere fiato mentre lei ha iniziato a parlare:
“Buonasera!” ha esclamato. “È un piacere darti il benvenuto! Sei qui! Fermati un po’!”
Ho borbottato qualche domanda indistinta, e il suo sorriso è rimasto largo come non mai, ma non ha detto niente. Poi le porte dell’ascensore si sono aperte con un ding e io sono caduto all'indietro sul pavimento.
“Fermati un po’!” ha ripetuto, prima che le porte dell’ascensore si chiudessero, lasciandomi nella torre.
Molly, la persona che avevo sostituito, mi aveva fatto vedere che le scale della torre erano sbarrate, e sapevo che sù in cima non c’era niente se non dei mobili rotti e bagnati dall'umidità. O almeno, così sarebbe dovuto essere.
Di fronte a me, però, c’era un ristorante, immacolato e luminoso con un arredamento retrò, stile anni ‘60, e il dolce profumo della carne di maiale sul fuoco veniva verso di me dalla cucina centrale. Sedie e tavoli erano allineati lungo la parete perimetrale, su ogni lato c’erano delle gigantesche finestre che avrebbero mostrato una vista impressionante del paesaggio sottostante, se non fossero state oscurate. Questo non sembrava infastidire gli ospiti, comunque, che erano felicissimi di mangiare mentre chiacchieravano gli uni con gli altri.
C’è stato un attimo di sollievo in quel momento, perché per quanto fosse strana quella situazione, almeno c’erano delle persone. Non ero più intrappolato in quel bizzarro limbo albeggiante e solitario al piano di sotto.
La sensazione è svanita, comunque, quando ho sentito cosa stavano dicendo. O meglio, cosa non stavano dicendo.
Guardandomi intorno, il ristorante era quasi al completo, con un solo tavolo libero, ma quando ho cercato di ascoltare una sola conversazione, questa era solamente… rumore. Un mormorio ovattato che all’orecchio sembrava un discorso ma non conteneva alcun significato. Le loro bocche si muovevano ma potevo solo sentire un gorgoglio privo di senso, solo l’imitazione della parola, niente di più.
In maniera simile, quando ho guardato gli ospiti stessi con più attenzione, ho notato degli elementi che si ripetevano in maniera strana tra di loro. Tre donne stavano indossando gli stessi tacchi rosso-sangue. Due uomini gli stessi cappotti blu. E peggio, c’erano addirittura dei tratti ripetuti su volti diversi: gli stessi occhi verdi su due donne, baffi identici su tre uomini. Queste erano imitazioni di persone così come il suono era un’imitazione della parola. Ed erano tutti così orribilmente magri.
Uno chef si è girato verso di me, lo stesso sorriso sul suo volto sotto una quarta versione di dei baffi cespugliosi, e la stessa identica targhetta “Sei qui” sul petto. Ha indicato da dietro il bancone l’unico tavolo disponibile:
“Buona sera!” Ha urlato. “Sei qui! Speriamo che ti fermi per un po’!”
Automaticamente mi sono avvicinato al tavolo, prima di fermarmi. Nello stesso istante è sembrato che tutti nella sala si sono inclinati leggermente in avanti per l’anticipazione.
Ed è stato in quel momento che mi sono accorto della brezza che soffiava dalle finestre oscurate, solo che non erano oscurate. Non erano nemmeno finestre. Erano buchi quadrati spalancati e oltre i quali c’era il nulla assoluto. Qualsiasi ospite poteva allungare un braccio, se voleva, e affondare la mano nel vuoto buio, inquietante e completamente privo di dettagli. Non c’era niente. Niente verso l’alto, niente verso il basso, niente di niente. Niente, se non la torre e il ristorante.
Ho sentito l'istinto di allontanarmi da quella terrificante assenza in tutto il corpo, e sono indietreggiato verso l’ascensore. È stato in quel momento che il delicato mormorio di non-parole si è fermato di colpo, per essere rimpiazzato dal più totale e assoluto silenzio.
Stavano sempre tutti sorridendo, ma i loro volti ripetuti si erano bloccati, gli sguardi puntati su di me.
Lo chef ha parlato di nuovo, e anche se il suo tono non era cambiato, era chiaro che questa non era più una richiesta:
“Fermati un po’!”
Gli ospiti hanno fatto eco alle sue parole, un coro graduale sparso nella sala, che si sovrapponeva e si intrecciava, che mi ha avvolto e mi ha trascinato verso il tavolo.
“Fermati un po’!”
La loro presa su di me si è fatta più stretta, una dozzina di mani mi spingeva e mi tirava come se fossero una cosa sola. Poi un uomo con gli stessi baffi si è chinato verso la mia gamba, ha aperto la bocca, e mi ha morso.
Il dolore mi ha attraversato il corpo, ma i miei tentativi di liberarmi erano invani e poi una donna mi ha affondato i denti nella spalla, e potevo sentire il sangue caldo che scorreva lungo la mia schiena, mentre allo stesso tempo lo chef mi ha strappato un dito, l’osso ha a malapena rallentato la sua mandibola ben definita.
Ho urlato, ma il suono è soffocato, scivolando fuori dalle finestre e nel nulla.
Con una scarica improvvisa di adrenalina, ho spinto e scalciato e combattuto per liberarmi da quella folla emaciata, i loro corpi magri e fragili facevano poca resistenza, nonostante il numero. Ma non avevo vie di fuga. L'ascensore era sparito come se non fosse mai esistito e oltre le finestre c’era, ovviamente, il nulla. “Sei qui,” ho pensato amareggiato.
E così quando mi sono ritrovato di fronte al prospetto di essere mangiato vivo, o di buttarmi da una di quelle finestre nel più completo oblio… non era di una scelta. Mi sono buttato.
[Pausa]
NORRIS
I paramedici hanno attribuito il mio dito mancante e le altre ferite alla caduta dalla torre, e salvo ulteriori prove del contrario (per le quali non ho intenzione di tornare a Forton), sono costretto ad accettare la loro diagnosi di ferita da caduta e trauma associato come il risultato di un episodio psicotico causato dallo stress.
Per concludere, non c’è dubbio che il periodo in cui ho lavorato al Forton Services ha avuto un impatto considerevole su di me. Questa esperienza è prova di un intenso disagio mentale che la liminalità brutale può infliggere a una persona esposta troppo a lungo a una tale “architettura affamata.”
Posso solo scusarmi per la mia non voluta e prolungata assenza. Spero che questo possa fornire un po’ di contesto, anche se sono dolorosamente consapevole che non è stata fatta alcuna denuncia di persona scomparsa alla polizia, poiché a quanto pare nessuno dei miei colleghi, tutor o colleghi studenti si è accorto della mia assenza.
Ciò nonostante, spero che questa possa comunque essere considerata una circostanza attenuante e che quanto ho scoperto meriti uno studio approfondito. Anche se in tal caso richiederei che altri ulteriori lavori vengano assegnati a un altro studente.
[L’audio assume il tono riecheggiante della CCTV della saletta del personale]
[Passi che entrano]
[Qualcosa viene inclinato, senza risultati]
[Qualcosa viene appoggiato con rabbia]
GWEN
Alice.
[Una pausa]
GWEN
Alice.
ALICE
(si toglie un’auricolare) Hm?
GWEN
L’hai fatto di nuovo.
ALICE
Hmmm.
GWEN
Non farmi ‘hmmm’. Eravamo d’accordo che se finisci l’acqua nel bollitore dopo lo devi riempire.
ALICE
(sempre distratta) Non è vuoto.
GWEN
Non c’è nemmeno un terzo di una tazza qui dentro.
ALICE
(a voce più alta, finalmente prende parte alla conversazione) Quindi non è vuoto, giusto, no?
GWEN
Già è grave che cerchi deliberatamente dei casi parlanti e li lasci in play solo per darmi fastidio -
ALICE
Secondo l’accusa.
GWEN
– ma lasciare il bollitore pieno è il minimo!
[Pausa]
[Gwen inizia a riempire il bollitore]
ALICE
Sembri stressata. Problemi nella piramide aziendale? Accusi già il peso del ruolo di Deputata Presidente della Sinergia Esecutiva?
GWEN
“Collegamenti Esterni.”
ALICE
E ovviamente, sappiamo entrambe cosa vuol dire. Giusto?
GWEN
Presumo che gestirò una manciata di subappalti.
ALICE
(Interessata suo malgrado) Subappalti per cosa?
GWEN
Riceverò una spiegazione più dettagliata “a breve.”
ALICE
Cielo! Quanta adrenalina! Spero che deciderai di spiegarlo anche a noi infimi soldati semplici quando Lena avrà finalmente capito qual’è il tuo lavoro. Presumendo che per allora qui sarà rimasto qualcuno di noi.
GWEN
E cosa vorresti dire con questo?
ALICE
Solo che ultimamente qui ci sono stati molti cambiamenti. Non mi esalta. Teddy, Sam, Celia - e hai sentito che Lena ha messo Colin in “congedo per la salute mentale”?
GWEN
(Sorpresa) Cosa?
ALICE
Oh sì, c’è stata una scenata. Ha dato di matto e ha spaccato il telefono di Sam.
GWEN
L’ho sempre detto che era disturbato.
ALICE
Tu dici molte cose, per la maggior parte cagate. Non so… ho la sensazione che qui c’è sotto qualcosa.
GWEN
L’unica cosa che “c’è sotto” è il gigantesco carico di casi che tu non stai facendo niente per recuperare. A tal proposito, dove sono Sam e Celia?
ALICE
Hanno finito i loro casi prima, quindi sono andati via insieme.
GWEN
Non possono andarsene così senza nemmeno timbrare l’uscita!
ALICE
Forse erano troppo impegnati a darci dentro con la voce sexy di Norris in sottofondo e non se ne sono accorti.
GWEN
(fermamente) Non essere disgustosa.
ALICE
Ricevuto, “capo.”
[La CCTV si spegne]
[Suono di un telefono]
[L’audio cambia e ha la qualità metallica del telefono]
[Siamo al chiuso, con dei passi che si avvicinano]
GERRY
(Allegro) Scusate per il disordine, non aspettavo visite.
CELIA
Una tazza vuota non è “disordine”.
GERRY
Oh, sei troppo gentile!
(adesso un po’ più lontano, ad alta voce) C’è del pane a lievitazione naturale, se vi va?
SAM
No grazie mille!
GERRY
(ad alta voce) Sicuri? C’è anche del lemon curd fatto in casa da abbinarci…
SAM
(ad alta voce) Davvero, siamo apposto!
GERRY
(ad alta voce) Tè? Caffè? Succo d’arancia?
CELIA
(ad alta voce) Sei davvero gentile, ma per noi niente, davvero grazie!
GERRY
Beh, se siete sicuri…
[Gerry si siede]
GERRY
Allora. Dove eravamo, mi sa che mi sono perso i vostri nomi!
SAM
Sam.
CELIA
Celia.
GERRY
Piacere conoscervi entrambi. Io sono Gerry!
SAM
(Sorridendo) Lo sappiamo.
GERRY
(ridendo) Oh già, certo! Avete chiesto se ero in casa, ah! Allora, che cosa posso fare per voi?
SAM
Già, beh -
CELIA
Abiti qui da solo?
GERRY
(ridendo) Con gli affitti di Londra? Impossibile! Non fraintendetemi, il padrone di casa è adorabile e tutto il resto, ma no. Devo sempre fare a metà con Gee Gee.
CELIA
Gee Gee?
[Passi che si avvicinano]
GERTRUDE
Sarei io.
GERRY
(Ad alta voce) Ci sono ospiti, Gee Gee!
GERTRUDE
Sì, questo posso vederlo, Gerry.
(freddamente) A che cosa dobbiamo questa… gradevole visita di prima mattina?
SAM
Oh sì, scusi, lavoriamo di notte, quindi…
GERTRUDE
Quindi?
[Una pausa]
[Sam si schiarisce la voce]
SAM
Beh… uh… ci stavamo chiedendo -
CELIA
Questo l’hai dipinto tu?
GERTRUDE
Prego?
GERRY
Oh sì! Lo chiamo “Epifania di Camden.” Ti piace?
CELIA
È bellissimo!
GERRY
Se vuoi puoi averlo.
CELIA
Oh no, non potrei…
GERRY
Va bene, onestamente, ne ho molti altri di là. Ci faresti un favore, ad essere sinceri.
[Celia si fa scappare una risata]
GERRY
Gee Gee dice sempre che portano via troppo spazio, no, Gee Gee?
GERTRUDE
Di preciso che cosa avete detto di volere da mio nipote?
CELIA
Uh… Sam?
SAM
Già. Certo. Mi stavo chiedendo se sapevi qualcosa dell’Istituto Magnus?
[Una pausa, nessuno si muove]
[Si schiarisce di nuovo la gola]
SAM
Ero in uno dei loro programmi per bambini precoci e - um - ho trovato un elenco con qualche altro bambino, e ho pensato che sarebbe potuto essere bello se potessimo ritrovarci e scambiare storie e tutto il resto…
GERTRUDE
Capisco. Beh, mi dispiace, ma non credo che Gerry possa aiutarvi -
GERRY
(Con noncuranza) Sì, me lo ricordo a malapena.
[Gertrude fa un leggero sospiro]
SAM
Oh, allora eri un candidato?
GERRY
Oh sì, ma ero piuttosto piccolo. Ricordo di aver riempito una serie di schede e questionari, poi qualche vecchio che mi faceva domande sul genere di libri che mi piaceva leggere, chi ammiravo, quel genere di cose. E poi sono andato via.
SAM
(deluso) Tutto qui?
GERRY
Sì, temo di sì. Oltre che a trovarmi seduto con altri bambini in una stanza che odorava di libri vecchi.
[Una pausa]
GERTRUDE
(alzandosi in piedi) Beh, se questo è tutto, noi davvero dovremmo iniziare la nostra giornata…
SAM
(abbattuto) Ma certo, noi andiamo allora. Ah, beh.
GERRY
Oh, non prenderla troppo sul personale. È una mattina così bella.
[Gerry sembra così felice]
SAM
(Sorridendo) Non ha torto.
GERTRUDE
(aprendo la porta) Non vi tratterremo oltre. È stato un piacere conoscervi.
GERRY
(Allegro) Non dimenticare L’Epifania di Camden.
CELIA
Nemmeno per sogno.
[Le passa il quadro]
GERRY
(sempre allegro) E tornate presto! È sempre un piacere chiacchierare con dei vecchi amici!
GERTRUDE
Non penso ne avranno motivo, Gerry.
(a Sam) Buona caccia, ma altrove.
SAM
Di nuovo grazie per il tuo tempo.
[Passi che se ne vanno]
CELIA
Ciao, Gerry!
GERRY
Ciao, Celia!
[La porta si chiude]
GERRY
(ovattato da dentro) Mi piacevano.
GERTRUDE
(ovattato) Ovviamente.
[Suoni di un telefono]
[L’audio continua ad avere un tono metallico quando Sam e Celia escono, passi sul marciapiede]
SAM
Beh è stato -
CELIA
Niente male!
SAM
(diverto dal suo entusiasmo) – un vicolo cieco.
CELIA
Già. Però c’è il quadro gratis!
SAM
(inizia a camminare) Come pensi di portarlo sulla Metro?
CELIA
Mi inventerò qualcosa.
SAM
…Grazie per essere venuta con me, Celia. So che lavoriamo insieme solo da poche settimane.
CELIA
Hey, è stata una mia idea, ricordi?
SAM
So che Alice vuole che lasci perdere questa cosa del Magnus, ma, beh, dovevo provarci.
Non che faccia alcuna differenza. Vicolo cieco dopo vicolo cieco.
CELIA
Beh… forse puoi aiutarmi con il mio mistero?
SAM
E che mistero sarebbe?
CELIA
Sto cercando di indagare… nelle cose strane dal punto di vista fisico: viaggi nel tempo, altre dimensioni, teletrasporto, tutte quelle belle cose. Freddy a quanto pare non fa ricerche, quindi potresti tenere gli occhi aperti e farmi sapere se succedono nei tuoi casi?
SAM
Uh, sembra un po’ fantascientifico rispetto alle solite cose. Per cosa ti serve? (divertito) Non è che stai facendo ricerche per quel podcast a cui hai partecipato, no?
CELIA
(Sorpresa) Lo conosci?
SAM
Potrei averti googolata.
CELIA
Allora… sì. Sto facendo un favore a Georgie.
SAM
Okay.
[Una pausa]
CELIA
Allooora…. Abbiamo un accordo? Ci aiutiamo a vicenda con i nostri misteri?
SAM
Sì, va bene. Affare fatto.
CELIA
Fantastico.
Inoltre, come parte dell’accordo, devi portare questo dipinto sulla Metro.
SAM
Ehi aspetta -
[Il telefono si spegne]
[Traduzione di: Victoria]
[Episodio successivo]
#the magnus protocol#il protocollo magnus#tmagp ita#tmagp#gli archivi magnus#tma ita#traduzione italiana#tma#tmagp008
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Metodo efficace per evitare code e semafori
Allora ...
Mettetevi in marcia e, al primo semaforo rosso, mentre mancano una 15ina di secondi per il verde, iniziate a scrivere un messaggio alla persona che desiderate. Ovviamente, il tempo restante a disposizione non vi permetterà l'invio, riponete il cellulare perché non lo si usa alla guida, e rimettetevi in marcia. Nel frattempo, la persona interlocutrice vedrà un "sta scrivendo ..." e penserà "e mo' che vvo' chist??".
Durante la marcia, il vostro pensiero fisso sarà "al prossimo rosso lo finisco e lo mando".
Non incontrerete più un rosso, un rallentamento per cantieri, una coda da intersezione, un gatto nero che attraversa la strada, le macchine vi scanseranno come se foste un'ambulanza, otterrete precedenza anche agli STOP, insomma sarete a casa in men che non si dica.
Nel frattempo, la persona interlocutrice leggermente in ansia penserà "ma che sang 'e chi te bbiv staje scrivenn, Guerra e Pace????".
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La vita è come un conto corrente, o hai debito, o hai credito… o cammini verso la performance o verso l’empasse…
Il problema è che se non sai dove stai camminando, e credi di farlo, il conto sarà in rosso ed avrai creato debito, nella vita sarà sintomo, e poi malattia.
Prenditi cura di te, prenditi ogni giorno tempo per te, per ricordarti del dono. (Francesco Menconi)
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...per ricordarti del tuo Scopo.
È meraviglioso come qualsiasi disciplina, quando fatta a dovere, parta da elementi differenti eppure arrivi sempre alle medesime conclusioni.
Sempre a quel punto di intersezione universale.
Questo è il nucleo della Verità
#citazioni#francesco menconi#corpo#spirito#scopo#zombie#società malata#società#svegliatevi#manipolazioni#aprite gli occhi#consapevolezza#lavoro su di sé#sistema#verità#salute#discernimento
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Disegno digitale pixellato di una strada di notte illuminata da decorazioni festive.
La strada è lastricata con grosse pietre blu squadrate e il marciapiedi è stretto e grigio. I colori sono in tonalità scure, a parte per le decorazioni elettriche a forma di stelline, ad arco tra i due lati della strada, lungo ogni isolato e ogni intersezione con una traversa, dove ci sono anche lampioni spenti.
C'è un negozio di giocattoli con un peluche in vetrina. Le case sono di mattoni, squadrate e variopinte, con porte di legno chiuse e balconi con piantine. All'altezza del primo piano e vicino al negozio ci sono strisce decorative di piastrelle. C'è un garage chiuso con una rampa di asfalto e un tubo pluviale vicino al tombino.
I contorni sono blu per la strada e verde acqua per le case, e sono leggermente più brillanti del riempimento. Nel piccolo scorcio di cielo visibile ci sono delle stelline.
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LAVORI.
Via Tommaso Marcellini n. 33 ,altezza intersezione via Pietratagliata lavori scavo enel procedere con prudenza. Read More Via Tommaso Marcellini n. 33 ,altezza intersezione via Pietratagliata lavori scavo enel procedere con prudenza. Feed RSS – Comune di Palermo Tweet PM
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Come Creare un Business Che Ti Renda Ricco
Introduzione Definisci la Tua Visione Importanza di una Visione Chiara Definire Obiettivi a Lungo Termine Identifica le Tue Passioni e Competenze Il Diagramma di Venn Elenco delle Tue Passioni Elenco delle Tue Competenze Trovare il Punto di Intersezione Trova il Veicolo Giusto Risorse Attive: Creare un Business di Prodotti Risorse Attive: Creare un Business di Servizi Risorse Passive:…
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Fulvio Nani esplora l'intersezione tra ingegneria informatica e scienza dei dati
Nel panorama tecnologico in rapida espansione, l'intersezione tra ingegneria informatica e scienza dei dati è emersa come un'area critica di innovazione. Questa sinergia sta trasformando i settori, guidando i progressi e plasmando il futuro del modo in cui comprendiamo e utilizziamo i dati. In questo video, Fulvio Nani approfondirà i fondamenti di questa intersezione, esplorandone gli aspetti e le implicazioni chiave. Esaminando il ruolo dell'ingegneria informatica nella scienza dei dati, gli strumenti e le tecnologie coinvolte e l'impatto su vari settori, miriamo a fornire una panoramica completa di questo entusiasmante campo.
#Fulvio Nani#Ingegneria informatica#Scienza dei dati#Intelligenza artificiale#Apprendimento automatico
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Cosa succede togliendo il semaforo in un incrocio? La differenza con le auto e senza le auto...
Traffico a Chittagong, in Bangladesh I semafori vengono spesso inconsapevolmente considerati installazioni naturali che seguono leggi naturali: senza semafori le città non potrebbero funzionare, ed è normale fermarsi col rosso e proseguire col verde. Per molte persone sembra quasi un codice linguistico innato nel nostro codice genetico. In realtà i semafori come li conosciamo oggi sono stati…
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Fermo, perde il controllo dell'auto rubata durante un inseguimento della Polizia: denunciato sessantenne pregiudicato
Fermo, perde il controllo dell'auto rubata durante un inseguimento della Polizia: denunciato sessantenne pregiudicato. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento, indagini preliminari, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si comunica che, nei giorni scorsi, verso le ore 01.30, le Volanti della Questura di Fermo, mentre transitavano in via Bellesi, direzione Piazza Dante, vedevano sbucare dalla Strada Comunale Calderano, una Fiat Panda di colore bianco che, ad alta velocità, affrontava prima una rotonda stradale senza dare precedenza e, successivamente, si immetteva in via Roma, sempre effettuando manovre spericolate e pericolose per la circolazione stradale. I poliziotti, viste le manovre effettuate dal pericoloso automobilista, decidevano di fermarlo. Quest’ultimo, accortosi che dietro vi era una Volante della Polizia, nonostante i lampeggianti e la sirena accesa, svoltava in diverse strade e vicoli per cercare di guadagnare la fuga. Giunti ad una intersezione stradale, il “pilota”, perdeva improvvisamente il controllo del veicolo e andava ad impattare contro un’autovettura BMW regolarmente parcheggiata. Successivamente, riprovava a ripartire ma, a seguito dei danni riportati allo pneumatico, la folle corsa terminava. L’uomo risultava essere un sessantenne fermano pluripregiudicato, sprovvisto della patente di guida poiché revocata nel 2012. L’autovettura invece, risultava intestata ad un novantenne sangiorgese che, avvisato di quanto accaduto, dichiarava di non essersi accorto del furto avvenuto poche ore prima a Porto San Giorgio e che sarebbe intervenuto sul posto per recuperare l’autovettura e per denunciare il fatto. L’uomo quindi, veniva denunciato all’autorità Giudiziaria per il furto dell’autovettura, sanzionato per le diverse infrazioni commesse riguardo le norme comportamentali del Codice della Strada e per la guida con patente revocata.... #notizie #news #breakingnews #cronaca #politica #eventi #sport #moda Read the full article
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"Profondiamoci nell'affascinante connubio tra ipnosi e anestesia, esplorando 10 casi reali che evidenziano la straordinaria intersezione tra mente e medicina. 💭💉
1️��� **Chirurgia Senza Dolore:** In un caso, un paziente sottoposto a intervento chirurgico maggiore ha vissuto l'esperienza senza dolore grazie a una profonda ipnosi, dimostrando la capacità di gestire la sensazione attraverso la mente.
2️⃣ **Riduzione dell'Uso di Anestetici:** In alcuni interventi, l'ipnosi è stata utilizzata per ridurre la quantità di anestetico richiesta, migliorando la sicurezza del paziente e abbreviando i tempi di recupero.
3️⃣ **Controllo del Dolore Cronico:** Pazienti affetti da dolori cronici hanno sperimentato sollievo attraverso sedute regolari di ipnosi, indicando un possibile approccio complementare per gestire disturbi persistenti.
4️⃣ **Anestesia Dentale:** La paura dentale è comune, ma l'ipnosi è stata adottata con successo per ridurre l'ansia nei pazienti durante trattamenti odontoiatrici, rendendo l'esperienza meno stressante.
5️⃣ **Chirurgia Pediatrica:** Nei casi pediatrici, l'ipnosi si è rivelata utile per mitigare l'ansia e il dolore associati alla chirurgia, offrendo un'alternativa promettente agli anestetici tradizionali.
6️⃣ **Recupero Postoperatorio Accelerato:** Alcuni pazienti ipnotizzati hanno mostrato un recupero più rapido dopo l'intervento chirurgico, suggerendo un impatto positivo sulla guarigione fisica.
7️⃣ **Gestione dell'Ansia Prima dell'Intervento:** L'ipnosi è stata utilizzata con successo per alleviare l'ansia preoperatoria, migliorando l'esperienza complessiva del paziente e contribuendo a una migliore risposta al trattamento.
8️⃣ **Controllo della Pressione Sanguigna:** In alcuni casi, l'ipnosi è stata associata a una regolazione più efficace della pressione sanguigna durante procedure delicate, contribuendo a mantenere stabili i parametri vitali.
9️⃣ **Riduzione dell'Uso di Analgesici:** Pazienti ipnotizzati hanno mostrato una diminuzione nella richiesta di analgesici postoperatori, indicando un potenziale impatto positivo sulla gestione del dolore a lungo termine.
🔟 **Chirurgia Cerebrale:** In situazioni di chirurgia cerebrale, l'ipnosi è stata utilizzata con successo per mantenere pazienti svegli e cooperativi, consentendo ai chirurghi di monitorare le funzioni cerebrali in tempo reale.
Questi esempi illustrano la versatilità dell'ipnosi nell'ambito medico, aprendo la strada a nuove prospettive per migliorare la cura dei pazienti. 🌐💙 #IpnosiMedica #MenteECorpo"
#dolore#anestesia#dr claudio saracino#autoipnosidcs#autoipnosi#ipnosidcs#autoipnosi dcs#dcs metodo#benessere dcs#calcio#droga#autostima
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Silvio StampigliaPartenope Messico, 1714. Libretto d'operaScarica il Pdf Nel corso del XVIII secolo, l'America spagnola e latina vide una crescente intersezione tra le arti e la musica, grazie a figure come Manuel Zumaya, noto per aver tradotto testi italiani in spagnolo e averli adattati in opere musicali. Un esempio di questo fenomeno è la sua
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Soffro molto che da un paio di giorni a questa parte dopo l’annuncio del film tratto dall’Alchimista di Coelho ci siano già tantissimi meme con The Alchemist che fanno molto ridere ma risultano completamente persi su tipo il 90% delle persone che conosco.
L’insieme intersezione tra Coelho e fan di The Alchemist non è così esteso
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Conferenza internazionale su Media e democrazia in Europa
Stato di diritto, media e democrazia in Italia e sud-est Europa sono i temi della conferenza internazionale organizzata a Roma e online il prossimo 17 ottobre, nell'ambito del progetto europeo Media Freedom Rapid Response. Fra i promotori anche l'Ordine dei Giornalisti. La conferenza organizzata da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa in collaborazione con Heinrich Böll Stiftung Paris, France – Italy e con il supporto della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) e del Consiglio Nazionale Ordine dei giornalisti (Cnog), vedrà la partecipazione di relatori e relatrici italiani ed internazionali. Tra i tanti, Renate Schroeder – direttrice della Federazione europea dei giornalisti (EFJ), Paolo Borrometi – consigliere nazionale e delegato alla legalità FNSI ed Emina Veljović, direttrice dell’Aarhus Centre di Sarajevo. La libertà di stampa è costantemente sottoposta a gravi pressioni in Europa, in contesti di interferenze politiche, attacchi fisici e verbali e intimidazioni legali che, in misura diversa, colpiscono giornalisti e professionisti del settore dei media tanto nei paesi membri dell’UE quanto nei candidati all’adesione. - Prestando particolare attenzione all’Italia e al sud-est Europa, la conferenza riunirà giornalisti, accademici, esperti legali e rappresentanti di organizzazioni attive in difesa della libertà di espressione e di stampa attorno a tre principali temi: - verso una società europea attrezzata per rispondere alle SLAPP: contrastare le azioni temerarie attraverso sensibilizzazione e formazione; European Media Freedom Act: la delicata intersezione tra regolamentazione del mercato europeo e tutela del giornalismo; - garantire la sicurezza dei giornalisti: il ruolo delle autorità. La conferenza, che si svolgerà in inglese con traduzione simultanea in italiano, si inserisce nelle iniziative del progetto Media Freedom Rapid Response, un consorzio di sei partner europei (Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, European Centre for Press and Media Freedom, Article 19 Europe, European Federation of Journalists, Free Press Unlimited, International Press Institute) co-finanziato dalla Commissione europea. Per il programma e per l'iscrizione https://www.balcanicaucaso.org/Appuntamenti/Media-Democracy-Nexus-in-the-European-Space Per informazioni:INFO: Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa -Serena Epis - e-mail: [email protected] Read the full article
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