#11 giugno
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dopo poco meno di un anno dopo, è tornato il momento di prendere un treno. mi mancherà la mia Raffa nel lungo viaggio verso casa? assolutamente sì. però tra un tot di mesi mi tolgono i diritti di prendere i regionali gratis, quindi a questo punto sfruttiamoli un attimo i treni poco costosi.
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La StraBassotti 2023 è una marcia podistica non competitiva che si svolgerà, come da tradizione, all’interno del parco di Monza, in data domenica 11 giugno con le seguenti coordinate spazio temporali: davanti a Villa Mirabello in Viale Mirabello (Traversa di Viale Cavriga).
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Il 26 giugno 1944 avvenne il primo rastrellamento ad opera di soldati tedeschi provenienti da Pordenone
Nel 1985, all’interno di un volume sulla Resistenza nel pordenonese, è stato pubblicato un saggio di Vannes Chiandotto che si occupa del ruolo svolto dai partiti politici, dal settembre 1943 alla liberazione <74.Nella prima parte del testo, Vannes Chiandotto analizza la situazione politica nazionale e parla della nascita del C.L.N. (comitato di liberazione nazionale); quest’organismo, nato dopo…

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#10#11#1943#1944#1945#26#29#agosto#Andrea Bortolin#Arturo Zambon#Barcis#Brigate#destra#fascisti#Friuli#garibaldi#Giorgio Liuzzi#giugno#Ippolito Nievo A#luglio#Mario Candotti#novembre#osovane#ottobre#partigiani#Pordenone#pordenonese#rastrellamenti#Resistenza#settembre
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Il 26 giugno 1944 avvenne il primo rastrellamento ad opera di soldati tedeschi provenienti da Pordenone
Nel 1985, all’interno di un volume sulla Resistenza nel pordenonese, è stato pubblicato un saggio di Vannes Chiandotto che si occupa del ruolo svolto dai partiti politici, dal settembre 1943 alla liberazione <74.Nella prima parte del testo, Vannes Chiandotto analizza la situazione politica nazionale e parla della nascita del C.L.N. (comitato di liberazione nazionale); quest’organismo, nato dopo…

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Il 26 giugno 1944 avvenne il primo rastrellamento ad opera di soldati tedeschi provenienti da Pordenone
Nel 1985, all’interno di un volume sulla Resistenza nel pordenonese, è stato pubblicato un saggio di Vannes Chiandotto che si occupa del ruolo svolto dai partiti politici, dal settembre 1943 alla liberazione <74.Nella prima parte del testo, Vannes Chiandotto analizza la situazione politica nazionale e parla della nascita del C.L.N. (comitato di liberazione nazionale); quest’organismo, nato dopo…

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Il 26 giugno 1944 avvenne il primo rastrellamento ad opera di soldati tedeschi provenienti da Pordenone
Nel 1985, all’interno di un volume sulla Resistenza nel pordenonese, è stato pubblicato un saggio di Vannes Chiandotto che si occupa del ruolo svolto dai partiti politici, dal settembre 1943 alla liberazione <74.Nella prima parte del testo, Vannes Chiandotto analizza la situazione politica nazionale e parla della nascita del C.L.N. (comitato di liberazione nazionale); quest’organismo, nato dopo…

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Il 26 giugno 1944 avvenne il primo rastrellamento ad opera di soldati tedeschi provenienti da Pordenone
Nel 1985, all’interno di un volume sulla Resistenza nel pordenonese, è stato pubblicato un saggio di Vannes Chiandotto che si occupa del ruolo svolto dai partiti politici, dal settembre 1943 alla liberazione <74.Nella prima parte del testo, Vannes Chiandotto analizza la situazione politica nazionale e parla della nascita del C.L.N. (comitato di liberazione nazionale); quest’organismo, nato dopo…

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#10#11#1943#1944#1945#26#29#agosto#Andrea Bortolin#Arturo Zambon#Barcis#Brigate#destra#fascisti#Friuli#garibaldi#Giorgio Liuzzi#giugno#Ippolito Nievo A#luglio#Mario Candotti#novembre#osovane#ottobre#partigiani#Pordenone#pordenonese#rastrellamenti#Resistenza#settembre
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I civili rimasti furono ammassati sul lato sud della piazza del Municipio
Buglio in Monte (SO). Fonte: Wikipedia […] L’11 giugno del 1944 i partigiani della zona, guidati dal comandante Nicola [Dionisio Gambaruto] della 40^ Brigata Matteotti, occuparono il paesino creando una zona libera, l’unica nella valle durante la guerra di Liberazione. I patrioti tennero assemblee prendendo decisioni democraticamente insieme alla popolazione, destituirono il podestà eleggendo il…

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#10#11#12#15#1944#Buglio in Monte (SO)#Camillo#CLN#fascisti#giugno#il dottor Giuseppe Giumelli#medico#partigiani#strage#tedeschi#Valtellina#zona
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Le notizie del giorno | 11 giugno - Serale
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Avere un nuovo cane quando il vecchio è ancora vivo e vegeto apre la strada ad un set di dinamiche strane in cui anche io non so come comportarmi, perché chiaramente è diverso avere un cane di 13 anni e un cucciolo di 5 mesi (ed è da parecchio che non ho un cucciolo) e quindi stiamo lentamente imparando, e per fortuna che la nuova arrivata è un cane meraviglioso e quindi è anche divertente, riimparare con lei.
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Scarface, nato nel 2007, è stato il leone più leggendario del Masai Mara. La cicatrice sull'occhio gli ha dato il nome, ma il suo coraggio lo ha reso indimenticabile: ha ucciso più di 400 iene e 130 leoni maschi, ha scacciato i coccodrilli dal suo territorio e si ritiene che sia l'unico leone ad aver battuto gli ippopotami adulti in un combattimento uno contro uno.
A differenza di altri leoni, il cui regno raramente dura più di tre anni, Scarface ha dominato diversi branchi per quasi un decennio. Nel 2012 è sopravvissuto a una grave ferita all'occhio e, in età avanzata, ha sfidato ogni logica tornando a percorrere 25 km nel suo vecchio territorio. Persino i temuti Salas, un'agguerrita coalizione di giovani leoni, lo rispettavano sulla sua ultima zampa.
L'11 giugno 2021, all'età di 14 anni, morì pacificamente, cosa insolita per un leone selvatico. Non ci sono state battaglie finali o umilianti sconfitte. Se n'è andato come un re, solo e con la sua dignità intatta, lasciando un'eredità che lo ha reso il leone più famoso del mondo.
Fonte: Nicholas Gabrieli
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La lettera Ranieri trova sul corpo di Leopardi a fine episodio:
"Dalla contessa Fanny Targioni Tozzetti, Firenze, ad Antonio Ranieri, Napoli, in Santa Maria della Speranza."
"Antonio, Firenze, 11 Giugno 1834
Amore mio dolcissimo, è passato più di un mese da quando sono senza tue notizie! Ho saputo che adesso vivi nella tua casa napoletana con Giacomo, il tuo legittimo compagno. È un pensiero che non riesco ad accettare, ancor più dopo quella notte meravigliosa, in cui ci siamo amati [...] e nella mente. Il tuo viso, l'odore della tua pelle, i tuoi baci, sono diventati la mia [ossessione]. Se non mi [.....], la mia vita sarà fatta solo per soffrire. Se invece avrò da te il conforto di una lettera, troverò la forza per sopportare la tua lontananza, fino a quando ci ricongiungeremo liberandoci dell'ostacolo che intralcia il nostro (..)ntimento, anche se porta il nome di un grande poeta!
Addio anima mia,
Ti stringo al cuore,
Per sempre tua,
Fanny"
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Il Gruppo Patrioti Apuani rifiutava il commissario politico
Massa. Fonte: mapio.net Durante il passaggio da Brigata Lupi Apuani a Gruppo Patrioti Apuani [GPA] iniziarono a verificarsi i primi contrasti all’interno della formazione. La cronaca dettagliata dello scontro che si sviluppò in seno alla formazione ci viene fornita da una relazione scritta da “Ciacco” (Tristano Zekanowski) il 17 luglio 1944 e indirizzata a Giuseppe Antonini “Andrea”. Motivo…

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Abu Zayd, più precisamente Zayd Abu Zayd Ab-Alh-Rahmann III, meglio conosciuto come "il Moro Zeyt", è un altro dei grandi protagonisti della nascita del Regno cristiano di Valencia.
Ultimo signore almohade di Valencia, era il pronipote del califfo berbero Abd-Al-Mucmin. Pur essendo originario di Baeza, era stato avviato alla politica dal nipote, il califfo Yusuf II, che lo nominò governatore di Valencia.
L’ultimo re almohade di Valencia vide presto sorgere problemi, sia per la pressione delle truppe cristiane a nord sia per quella di altri signori musulmani a sud. Insieme alla corruzione politica, che già esisteva all’epoca, avevano soffocato il popolo.
Dopo la morte del califfo Yusuf II, la decadenza politica si aggravò. Fu allora che Abu Zayd fu costretto a chiedere la protezione di Ferdinando III, il re santo di Castiglia. I raccolti rovinati da una piaga di cavallette e la mancanza di cibo incoraggiarono la ribellione della popolazione. In questa situazione, Zayyan Ibn Mardanis, discendente del re Lobo, arrivò a Valencia da Onda e guidò il rovesciamento di Abu Zayd, che dovette lasciare la città con il suo seguito e la sua famiglia nel 1229, diretto a Segorbe (Castellón).
Qui storia e leggenda si fondono, poiché si dice che la conversione del "moro Zeyt" sia avvenuta a Caravaca de la Cruz, dove la leggenda vuole che sia apparso il simbolo della croce.
Secondo la tradizione locale più diffusa, si dice che dalla fine del 1230 o all’inizio del 1231, il re almohade di Valencia e Murcia, Abu Zayd, si trovava nei suoi possedimenti a Caravaca. Interrogò i cristiani che teneva prigionieri per scoprire quali mestieri esercitassero, con l’obiettivo di occuparli secondo le loro capacità. Tra loro c’era il sacerdote Ginés Pérez Chirinos che, come missionario, era venuto da Cuenca nelle terre saracene per predicare il Vangelo. Egli rispose che il suo compito era quello di celebrare la messa e il re moresco voleva sapere com’era. Fu ordinato di portare da Cuenca i paramenti corrispondenti e il 3 maggio 1232, nella sala nobile della fortezza, il sacerdote iniziò la liturgia. Tuttavia, poco dopo aver iniziato la liturgia, dovette fermarsi, spiegando che gli era impossibile continuare perché mancava un elemento essenziale all’altare: un crocifisso.
In quel momento, attraverso una finestra della stanza, due angeli scesero dal cielo e posero delicatamente una croce a due bracci sull’altare. Il sacerdote poté quindi continuare la celebrazione della messa e, in presenza di tale meraviglia, Abu-Ceyt (insieme ai membri della sua corte presenti) si convertì al cristianesimo. In seguito si scoprì che la croce apparsa era il pettorale del vescovo Roberto, primo patriarca di Gerusalemme, realizzato con il legno della croce dove morì Gesù Cristo.
Quando Abu Zayd si convertì, prese il nome di Vicente Bellvís, come riportano le cronache dell’epoca. Morì tra il 1265 e il 1270.
La morte di Abu-Zayd è precedente all’11 dicembre 1268, data in cui il documento lo dichiara defunto. I suoi figli e parenti ricevettero un’importante eredità e, essendo imparentati con la nobiltà aragonese, divennero anch’essi signori cristiani.
QUI GIACE D. VICENTIUS BELVIS CON I SUOI FIGLI UN TEMPO ZEIT ABUSIÒ RE VALENTIA MAURUS ADEO IL PROTETTORE DELLA SUA RELIGIONE VT DUE UOMINI INNOCENTI BEATI GIOVANNI DI PERUSIA E PIETRO DI SASSO-FERRATICO FIGLI E COMPAGNI DI PADRE FRANCESCO CHE PREDICANO LA VERA FEDE DI CRISTO OTTENUTO ATTRAVERSO LA SPADA MA RICEVERE LA LUCE DEL PADRE ISPIRATORE OGNI PECCATO FU CONSUMATO DAL SANTO BATTESIMO E IL SEGNO DELL’ETERNA RICONCILIAZIONE EGLI DESTINÒ UNA VOLTA LA SUA SALA IN CHIESA E SEDE.
Intorno al 16 giugno 1860, a Valencia fu eretta una lapide che lasciava in vista alcuni resti umani, il cui stato denotava la loro antichità. Nello stesso luogo fu rinvenuta una pergamena che recitava come segue:
Data di nascita:
17 ottobre 1195
Data di morte:
11 dicembre 1268
Titoli:
-Principe musulmano
-Signore cristiano
Etnia:
Berbero
Religione:
Islam
Religione 2:
Cristiano cattolico
Dinastia:
Almohade
Amici:
Ismail Haniyeh e Yasser Arafat
Prestavolti nella trama:
-Alvaro Rico
-Walid Azaro
-Asier Cadenas
-David Raya
-Marco Mengoni
-Stephen Ammell
-Peter Porte (pv attuale)
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I civili rimasti furono ammassati sul lato sud della piazza del Municipio
Buglio in Monte (SO). Fonte: Wikipedia […] L’11 giugno del 1944 i partigiani della zona, guidati dal comandante Nicola [Dionisio Gambaruto] della 40^ Brigata Matteotti, occuparono il paesino creando una zona libera, l’unica nella valle durante la guerra di Liberazione. I patrioti tennero assemblee prendendo decisioni democraticamente insieme alla popolazione, destituirono il podestà eleggendo il…

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