#poesia attribuita
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pier-carlo-universe · 29 days ago
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"Il ramo rubato" falsamente attribuito a Pablo Neruda. Recensione di Alessandria today
"Il ramo rubato" è un componimento profondamente evocativo che celebra l’amore, la bellezza della natura e il desiderio di possedere un frammento di primavera rubandolo alla notte. Tuttavia, non esiste alcuna conferma ufficiale che questa poesia sia autenticamente di Pablo Neruda. Non si trova, infatti, in I versi del Capitano, raccolta pubblicata nel 1952 e dedicata all’amore e alla passione.
Autore: Pablo Neruda (falsamenteattribuito)Raccolta: I versi del Capitano (1952)Genere: Poesia lirica, amore e naturaValutazione: ★★★★★ “Il ramo rubato” è un componimento profondamente evocativo che celebra l’amore, la bellezza della natura e il desiderio di possedere un frammento di primavera rubandolo alla notte. Tuttavia, non esiste alcuna conferma ufficiale che questa poesia sia…
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clarissasworld · 2 months ago
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"Raccoglimi”, poesia attribuita a Saffo
Vieni
inseguimi tra i cunicoli della mia mente
tastando al buio gli spigoli acuti delle mie paure.
Trovami nell’angolo più nero
osservami.
Raccoglimi dolcemente scrollando la polvere dai miei vestiti.
Io ti seguirò.
Ovunque...
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mucillo · 1 year ago
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Una poesia attribuita all’attivista peruviana Cristina Torres Cáceres contro la violenza sulle donne. 
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Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.
Se non ti dico che vengo a cena. Se domani, non vedi arrivare il taxi.
Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in una borsa nera.
Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia.
Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata.
Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata.
Mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata.
Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato, che erano i miei vestiti, l’alcool nel sangue.
Ti diranno che era giusto, che ero da sola.
Che il mio ex psicopatico avesse delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.
Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.
Lo giuro, mamma, sono morta combattendo.
Lo giuro, mia cara mamma, ho urlato forte così come volavo alto.
Lui si ricorderà di me, mamma, saprà che sono stata io a rovinarlo quando avrà di fronte il volto di tutte quelle che urleranno il mio nome.
Perchè lo so, mamma, non ti fermerai.
Però, te lo chiedo per quello che ami di più al mondo, non trattenere mia sorella.
Non rinchiudere le mie cugine, non privare di nulla le tue nipoti.
Non è colpa tua, mamma, non è stata nemmeno mia.
Sono loro, saranno sempre loro.
Combatti per le loro ali, quelle ali che mi sono state strappate.
Combatti per loro, che possano essere libere di volare più in alto di me.
Combatti perché urlino più forte di me.
Possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.
Mamma, non piangere le mie ceneri.
Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto.
Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima.
"Cristina Torre Cáceres"
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ambrenoir · 1 year ago
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Con il tempo si impara la sottile differenza
fra sostenere una mano e incatenare un'anima,
e si impara che l'amore non significa andare a letto,
e una compagnia non significa sicurezza
e uno comincia a imparare... Che i baci non sono
contratti e i regali non sono promesse
e uno comincia ad accettare le sue sconfitte
a testa alta e con gli occhi
aperti
e uno impara a costruire tutti i suoi cammini nell'oggi,
perché il terreno di domani è troppo insicuro per
far piani..e i futuri hanno la forma di cadere
a metà.
E dopo col tempo, uno impara che se è troppo
anche il calore del sole brucia. Così uno pianta
il suo giardino e decora la sua anima, al posto
di aspettarsi che qualcuno porti fiori. E uno
impara che realmente può reggere che uno
�� veramente forte, che uno realmente vale
e uno può imparare. E impara...e ogni giorno
impara.
Con il tempo impara che stare con qualcuno
perché ti offre un buon futuro significa presto
o tardi voler ritornare al passato.
Con il tempo capisci che solo chi è capace di amarti
con i tuoi difetti, senza pretendere cambiarti,
può offrirti la felicità che desideri.
Con il tempo ti accorgi che, se stai a fianco di questa
persona solo per accompagnare la tua solitudine,
irrimediabilmente finirai per non volere più vederla.
Con il tempo ti rendi conto che gli amici sinceri
valgono molto più di qualsiasi quantità
di denaro.
Con il tempo intendi che i veri amici sono contati
e chi non lotta per loro, presto o tardi
sarà circondato da false amicizie.
Con il tempo impari che le parole dette
in un momento d'ira possono continuare
a dolere a chi feristi tutta la vita.
Con il tempo impari che discolpare chiunque lo fa,
però perdonare è solo delle anime grandi.
Con il tempo capisci che anche se sei felice
con gli amici, un giorno piangerai
per quelli che lasciasti andare.
Con il tempo ti rendi conto che tutta
l'esperienza vissuta con ogni persona è irripetibile.
Con il tempo ti rendi conto che colui che umilia
o disprezza un essere umano,
presto o tardi, soffrirà le stesse umiliazioni
o i disprezzi elevati al quadrato.
Con il tempo impari a costruire tutti i cammini sull'oggi,
perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Con il tempo capisci che se fai pressione
sulle cose o le forzi in modo che accadano,
come conseguenza alla fine non sono come speravi.
Con il tempo ti rendi conto che in realtà
il meglio non era il futuro, ma il momento
che stavi vivendo proprio in questo istante.
Con il tempo vedrai che anche se sei Felice
con chi ti sta al fianco, ti mancheranno terribilmente quelli che ieri
stavano con te e ora se ne sono andati.
Con il tempo imparerai che cercar di perdonare o chiedere
perdono, dire di amare, di desiderare, di aver bisogno,
dire di voler essere amico, di fronte ad una tomba, non ha più senso.
Però, sfortunatamente, solo con il tempo...
fortunatamente o sfortunatamente solo con il tempo...
Poesia attribuita erroneamente a Jorge Luis Borges, ma è di Veronica A. Schoffstall.
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lunamagicablu · 2 years ago
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“Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tuo tempo, sboccerai. Prima di allora una lunga e fredda notte potrà passare. Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento. Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati senza paragonarti o voler essere un altro fiore, perché non esiste fiore migliore di quello che si apre nella pienezza di ciò che è. E quando ciò accadrà, potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che aveva da fiorire.” poesia erroneamente attribuita a Daisaku Ikeda, ma scritta da Walter Gioia art by WildWanderinGirl *********************** "Whatever flower you are, when your time comes, you will blossom. Before then a long, cold night may pass. Even from the dreams of the night you will draw strength and nourishment. So be patient with what happens to you and cared for and loved without comparing yourself or want to be another flower, because there is no better flower than that that opens into the fullness of what is. And when that happens, you can find out that you were dreaming of to be a flower that had to flourish." poem wrongly attributed to Daisaku Ikeda, but written by Walter Gioia art by WildWanderinGirl 
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asako-kawachi · 1 month ago
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⭐︎ 。 Baci ゜ ⭐︎
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I recieve some Baci- kiss chocolates at Brunello Cucinelli Omotesando.
Along with the chocolate wrapper was a lovely fortune slip.
I received the top one in 2023 and the bottom one in 2024. :)
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micro961 · 6 months ago
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Davide Giuliodori – La raccolta poetica “Cuore ombreggiato”
Le liriche presentano gli echi di un nuovo stilnovismo
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Lo scrittore Davide Giuliodori pubblica la raccolta poetica “Cuore ombreggiato”, uscita il 29 giugno 2023. È la sua opera d’esordio, una silloge poetica in cui raccoglie tutta la produzione degli ultimi otto-nove anni, dedicata ad una giovane donna di cui egli si è innamorato a prima vista, senza però essere corrisposto. Nel libro, prevalgono le tematiche più care all’autore: l'io, la natura e l'amore, trattate e descritte con un lessico forbito e prolisso, in cui si notano frequenti riferimenti alla filosofia, al mondo classico e alla mitologia. Si evidenzia un frequente ricorso al sentimento fatalista, come a voler sottolineare, in parole semplici, che l'uomo non ha il potere di controllare tutto e che ci sono situazioni e circostanze in cui, purtroppo o per fortuna, gli eventi scorrono e si realizzano indipendentemente dalla volontà dell'essere umano stesso. La natura è rappresentata come amica e fonte di sollievo, una sorta di "via di fuga" dalla realtà quotidiana e dalle circostanze negative con cui l'io può trovarsi a dover fare i conti. Nel momento in cui la si descrive, si nota una tendenza a "sminuire" l'importanza e l'operato dell'uomo di fronte a essa, come a dire che la natura è superiore all'uomo e quasi "incorruttibile". La tematica dell'amore è affrontata tramite una descrizione della figura femminile alla quale - ricalcando in pieno la poetica stilnovista - viene attribuita una valenza di "ancora di salvezza". In ogni poesia, l'autore si rivolge alla donna sempre dandole del "tu", parlandole direttamente e rivolgendole una sorta di preghiera, di invocazione, una richiesta d'aiuto perché essa lo conduca verso un mondo - apparentemente sconosciuto e fisicamente intangibile - privo di sofferenze. Il messaggio che ne scaturisce è che, come suggerisce l'etimologia della parola (a-mors, cioè ciò che è privo di morte, che non conosce morte), l'amore non finisce mai ed è l'unica ed eterna fonte di salvezza per la persona che si ama.
Acquista il libro
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Storia dell’autore
Davide Giuliodori nasce nel 1996 a San Severino Marche, piccolo comune dell'entroterra maceratese dove tutt'oggi risiede. Amante delle lingue straniere (tanto da dedicare i suoi studi a questo ambito), sviluppa sin dall'adolescenza una grande passione per la filosofia e per la scrittura, in particolare poetica, iniziando a comporre liriche all'età di diciotto anni. Alcuni anni più tardi entra a far parte di Rinascimento Poetico, un movimento di poeti senza scopo di lucro, fondato dal giornalista e performer Paolo Gambi e diffuso in tutta Italia. Nel giugno 2023, pubblica con Edizioni Progetto Cultura la sua raccolta poetica d'esordio Cuore ombreggiato. Tra gli autori che lo influenzano maggiormente, nello stile e nella poetica, ci sono Dante Alighieri, Giacomo Leopardi, Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Ungaretti, Kahlil Gibran e William Wordsworth. A livello filosofico, si riconosce totalmente nell'idealismo e nel pensiero di Socrate.
Facebook: https://www.facebook.com/davide.giuliodori.9
Instagram: https://www.instagram.com/dave_joker_/ Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCgB6uu6pwiDEKsxv54VDDfg
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veronica314 · 7 months ago
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Storia pubblicata su Wattpad
Quando vengono superati di troppo i limiti della stanchezza fisica e psicologica c'è soltanto una cosa da fare: prendersi una pausa, staccare la spina e cercare un posto lontano da tutto e da tutti per ritrovare se stessi e ricaricare le potenzialità.
Veronica era arrivata in questo stato e doveva reagire, fare qualcosa in questo senso.
Come per magia di un'intrigante coincidenza, che non sono mancate affatto nella sua vita, le fu attratta l'attenzione di un documentario trasmesso in televisione sul Monviso, comune di Crissolo, la località Pian del Re sita ai suoi piedi, nota come luogo della sorgente del più lungo fiume d'Italia con il suo percorso di 652 km, il Po, che nel 2013 è diventato patrimonio dell'UNESCO, come riserva della biosfera, che rappresenta una qualifica attribuita da UNESCO per la prottezione e la conservazione dell'ambiente internamente al Programma sull'Uomo e la biosfera - MAB (Man and Biosphere).
Adorava ed era sempre affascinata dai documentari sulla natura e i suoi viventi, ma quella volta fu sopraffatta da un'emozione indescrivibile nel vedere la maestuosità di quelle montagne e i magnifici posti circostanti.
Fu in quello momento, a luglio di questo estate, che decise di andare a vederli con i suoi occhi, trascorrere una settimana delle sue ferie là e non più in Romania, come da venti anni che si trova in Italia.
Destinare una settimana soltanto a sé per la prima volta a 58 anni potrebbe anche andare, meglio tardi che mai.
Si mise a cercare un posto per il pernottamento e, secondo le sue possibilità, trovò un B&B a Villar Pellice, che dista 44 km da Monviso, sul percorso stradale. Guardò il posto sulla cartina geografica e pensò che poteva comunque andare benissimo, essendo nella vallata Val Pellice, circondata dalle stupende montagne verdi.
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Nella prima sera si mise sul balcone stracolmo di fiori per godersi il paradisiaco panorama.
C'era un silenzio profondo, anzi, si sentiva soltanto lo scorrere quieto del torrente Pellice che viaggiava con il suo condiscendente tumulto a qualche centinaia di metri e di tanto in tanto qualche cinguettio appena percettibile degli uccellini dai loro nidi vicini.
C'era il cielo agghindato delle più grandi e luminose stelle che Veronica abbia mai visto.
C'era il profumo di montagna, di verde e di fiori e nel sottofondo c'era la voce e la musica di Pino Mango.
C'era la perfezione di quello che lei osava sognare, superando tuttavia ogni aspettativa.
Non si ricordava di aver mai sentito tale ineccepibile serenità del corpo, dell'anima, della mente.
C'erano tutti gli ingredienti che accarezzavano acutamente le sue profondissime emozioni.
Come per miracolo, l'intuito illuminato da un Universo di astri le bisbigliò: "E perché non iniziare a raccontare adesso la tua vita?!"
Le era stato detto più volte nel suo cammino che dovrebbe scrivere un libro sul suo vissuto, l'aveva anche iniziato farlo più e più volte, ma nell'ognuna di queste traeva subitissimo la conclusione che tutto fosse assurdo, privo di senso, sintetizzando in frase tipo: "Mamma fa la spesa. Papà taglia la legna. Veronica piange..."
Ma arriva per tutti il momento opportuno in cui trovarsi nel posto giusto, in retta linea con i desideri e i grandi sogni.
Imprescindibile è di prendere consapevolezza e di cogliere in tempo l'attimo fuggente, carpe diem!
Quello che aveva innescato la sua reazione erano le emozioni uniche di quali era invasa.
Sì, aveva bisogno di emozionarsi, con l'anima pienamente nostalgica di Kevyn, che conoscerete nel terzo volume, in quello posto divinamente adorato e con la poesia, la musica e la voce del grande unico Mango, che le farà compagna dovunque si troverà e in ogni momento.
Per un'altra fortunata coincidenza era da sola nella struttura, per ciò iniziò subito il suo racconto e scoprì con immenso stupore che tutto le era molto chiaro e le idee, le frasi, le giravano velocemente e incensamente nella testa, come tutto fosse custodito nel più profondo della sua mente e anima e quelle mirifiche emozioni le avrebbero disserrato la porta per farle uscire.
A nessuno interessa il vissuto di un'altra persona, ciascuno ha il suo bagaglio e spesso si ritiene che il proprio è stato più pesante degli altri.
Che nessuno ha indossato le nostre scarpe, anche questo è da non contrapporsi.
Veronica non vuole affatto raccontare la sua storia per così dire: "Guardate cosa mi è capitato, solo e soltanto a me!"
No, assolutamente no!
Se negli ultimi quasi tre anni ha pensato più seriamente di pubblicare il suo racconto è stato primordialmente perché il modo in cui le è stato detto di farlo da Kevyn le ha dato coraggio, fiducia in sé ed entusiasmo, come mai aveva sentito prima, poi perché Veronica ha qualcosa da dire, come riflessione su tutto quello che succede sempre più spesso nelle coppie, nei rapporti interumani.
Non è un caso, anche se risulterà magari noioso, fastidioso, il fatto che racconta anche la vita dei suoi nonni e genitori. E' una mera deduzione delle conseguenze dell'evolversi della nostra civiltà e come, quanto incidono le proprie angolazioni delle prospettive sulle nostre vite e degli altri. E comunque, in questo primo volume verrà raccontato il vissuto dei primi venti anni di Veronica.
Il traguardo e la poesia del cantautore Pino Mango che ha trasmesso con il suo essere, le sue parole, musica e voce inimitabile, la profondità del pensiero, sono l'indole di Veronica.
Conosce e ha sempre adorato la musica italiana e i suoi grandi rappresentanti, anche prima di arrivare in Italia, ma per la sua immensa incredibilità, di Mango, come nome, ha sentito per la prima volta al Festival di Sanremo di questo anno. Si ricordava qualche sua canzone, come: "Ti porto in Africa", "Oro" ... ma non ci aveva mai fatto caso chi fosse il cantante.
Ci sono quelle cose o eventi che ci sfuggono, correndo via dalla nostra attenzione, mano in mano con la nostra vita, per quanto impossibile ed assurdo possa sembrare.
E' stata la sua voce, cantando "La rondine", che le aveva attrato l'attenzione, ammaliatasi da profondissime emozioni. Da allora non ha smesso di ascoltare le sue interviste, la sua musica e la sua poesia e con ogni sua opinione, dichiarazione e "chiacchierata" con il pubblico nei turnée e spettacoli scoprirà un'immane ammirazione per tutto quello che ha rappresentato come persona, artista, musicista.
Inoltre, da quando aveva iniziato ascoltarlo continuamente, si rendeva conto ogni giorno di più che c'era qualcosa in Mango che le ricordava Kevyn, come tra di loro ci fosse un misterioso legame imprescendibile, questo a parte che i suoi versi sembrano scritti a posta per loro, che può capitare ad ogni umano. Scioglierà l'enigma poi, ma lo scoprirete sempre nel terzo volume, pazienza, per favore!
Le parole della canzone "Grandi sogni", che potrebbero riassumere i pensieri e le riflessioni di Veronica ed interpretata magnificamente di Pino Mango:
"Cosa ricordi tu degli anni
Che hai vissuto già soltanto qualche scena
Impressa dentro di te
Grandi sogni grandi sogni quello che c'è8
Se tu racconti la tua vita nel dettaglio poi
Tu ti accorgi che non sei diverso da me
Grandi sogni grandi sogni spaziano in te
Noi - io - tu - noi - noi
Siamo i rami di una pianta che già c'è
Noi - io e te - noi
Siamo i frutti della terra questo è
Eppure qualche cosa dentro noi
Si spande dentro l'aria fin lassù
E graffia il cielo un grido anche io
Vorrei capir soltanto un po' di più
E graffia il cielo un grido oh mio Dio
Vorrei capir qualcosa anche io
E poi vivendo tu ricerchi il senso vero che
Rintracci a volte con l'aiuto della tua età
Grandi sogni grandi sogni restano là
Noi - io - tu - noi - noi
Siamo gocce della pioggia che cadrà
Noi - io e te - noi
Siamo i figli di una madre che già sa
Eppure qualche cosa dentro noi
Si spande nell'azzurro fino al blu
E graffia il cielo un grido anche io
Vorrei capir soltanto un po' di più
E graffia il cielo un grido oh mio Dio
Vorrei lasciare un segno tutto mio"
Buona lettura e vi ringrazio per i vostri commenti e contributo nel diffondere questa storia!
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cerentari · 7 months ago
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Non ho smesso di pensarti di Erica Ronchi
Non ho smesso di pensarti” nasce il 10 Agosto del 2014. La poesia, che dà origine al titolo della raccolta, venne pubblicata sulla piattaforma online “Tumblr” e, nel corso degli anni, è stata attribuita erroneamente a Charles Bukowski. Non ho smesso di pensarti,vorrei tanto dirtelo.Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,che mi manchi  e che ti penso.Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure…
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lettieriletti · 1 year ago
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Era la notte prima di Natale
Era la notte prima di Natale è una famosa poesia natalizia americana, recitata fra gli altri da Louis Amstrong, Aretha Franklin e da Bob Dylan, pubblicata per la prima volta nel 1823 in forma anonima, ma ufficialmente attribuita a Clement Clarke Moore. Da allora è stata pubblicata ininterrottamente come albo illustrato vendendo milioni di copie nel mondo. Questo testo è molto importante per…
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pier-carlo-universe · 30 days ago
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“Amami” – Un inno all’amore incondizionato tra passione e assenza. Attribuito ad Alda Merini (attribuzione incerta). Recensione di Alessandria Today
Un testo poetico che cattura l’essenza dell’amore eterno e il desiderio di appartenenza
​La poesia “Amami” è attribuita ad Alda Merini in diverse fonti online, tra cui il sito “Poesie d’Autore” e la “Biblioteca DEA SABINA” . Tuttavia, non è stato possibile verificare la presenza di questa poesia nelle raccolte ufficiali pubblicate della poetessa. La poesia esprime un amore profondo e incondizionato, con immagini evocative come “una fiamma tremula che sempre arde” e “i profumi dei…
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confrontodemocratico · 1 year ago
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Dalla poesia «Se domani non torno» all’urlo contro i «bravi ragazzi che uccidono». L’onda social anti-patriarcato dopo la morte di Giulia Cecchettin
Le parole diventate virali dell’attivista peruviana Cristina Torre Cáceres: «Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto» «Se domani sono io, mamma, se non torno domani, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima». Il finale già scritto di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio a 22 anni, sta facendo rimbalzare sui social una poesia del 2011 attribuita…
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thegianpieromennitipolis · 3 years ago
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SENSI DELL’ARTE - di Gianpiero Menniti 
UT PICTURA POESIS
Nel 1766, Gotthold Ephraim Lessing scrisse un testo rimasto celebre: "Laocoonte ovvero sui confini tra poesia e pittura". Il saggio, di chiara ispirazione illuminista, voleva smentire l'antica relazione tra l'atto poetico e il testo pittorico. Nella massima attribuita da Plutarco a Simonide di Ceo e poi ripresa, sinteticamente, da Orazio, la comparazione suonava così:  «La pittura è una poesia muta e la poesia una pittura parlante». Ben prima di Lessing, era stato Leonardo da Vinci a contestare l'analogia, ponendo in vetta la pittura. Il ragionamento che fu di Leonardo e poi di Lessing è questo: l'istante pittorico che costituisce il tutto della "historia" non è superabile dalla descrizione poetica che pone le parti del narrato in successione temporale. Il dipinto coglie l'attimo ed evoca il racconto. La poesia evoca le immagini cogliendole in sequenze frammentate. L'affermazione teorica, tuttavia, tralascia l'elemento comune, ben compreso dagli antichi: l'evocazione. Poichè sia il dipinto che la poesia costituiscono la fiamma che anima la mente a "ricostruire", è in quella luce che le due forme agiscono sull'osservatore come sul lettore. Ed è la potenza dell'evocazione a fare arte.  Come in una tela del "Moretto" (1498 - 1554), pittore insigne che seppe concepire opere capaci di suscitare i sentimenti di un'epoca di crisi, rimasti nel tempo a testimonianza del loro valore nel crogiolo culturale dell'Occidente. L'opera è il "Cristo e l'angelo" risalente al 1550, conservata nella Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia. Non ha bisogno di nessuna descrizione, iconografica e iconologica.  Racchiusa nel volto disperato dell'angelo, si dilata nello sguardo sgomento di Cristo, rassegnato al martirio e all'infausto destino dell'umanità. La parola si arresta e libera la scena all'istante irripetibile della pittura che si fa poesia. L'istante in cui lo sguardo si fa lacrima. E lo spirito si colora di cupo, abissale grigiore.
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occhietti · 4 years ago
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E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.
- La poesia pare sia stata erroneamente attribuita ad Alda Merini, ma in realtà sembra essere di Azzurra D’Aniello.
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smokingago · 4 years ago
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“L’amore scarseggia perché nessuno vuol farsi carico di un altro essere. Nessuno si sacrifica più e alle prime difficoltà si scompare. Dobbiamo ammettere che il sesso ha stravinto la sua partita con l’amore. L’uomo dei nostri giorni vuole fottere e basta. L’amore tra esseri umani è diventato un lusso in assoluto”.
Poesia attribuita a Sotirios Pastakas
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lunamagicablu · 3 years ago
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“Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire
che andavi sognando
di essere un fiore
che aveva da fiorire.”
poesia erroneamente attribuita a Daisaku Ikeda, ma scritta da Walter Gioia
Arte Bella Kotak
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"Whatever flower you are,
when your time comes, you will blossom.
Before then
a long and cold night may pass.
Even from the dreams of the night you will draw strength and nourishment.
So be patient with what happens to you
and cared for and loved
without comparing you
or want to be another flower,
because there is no better flower than that
that opens into the fullness of what is.
And when that happens,
you will find out
that you were dreaming
to be a flower
that had to flourish. "
poem erroneously attributed to Daisaku Ikeda, but written by Walter Gioia
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