#consumi
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aitan · 10 months ago
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Dice che la movida è l’orgoglio della nostra città; tutti ce la invidiano, dice…
Dice, i ggggiovani portano ricchezza, dice. Dice che portano gioia e vita, dice…
Va be’, ogni tanto qualcuno di loro si schianta contro un muro o una moto in corsa, ma sono effetti collaterali, dice, come le maree di coca, i fiumi di crack e gli affluenti di alcol, dice. Va be’, dice, qualche volta al mattino troviamo qualche saracinesca divelta e si sente di qualche furto o rapina ogni tanto, dice…
Dove ci sono i gggiovani ci sono traffico e traffici, dice…
È normale, è normale, dice.
Non si può fare un omelette senza rompere qualche uovo, dice, dice e ridice. [...]
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economiaconamalia · 21 hours ago
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Vero, i dazi di Trump non sono frutto di un’elaborazione tecnica condivisa o di un modello economico trasparente. Sono decisioni politiche, spesso annunciate via social prima ancora che siano definite nelle modalità applicative. Il calcolo dei costi e benefici? Ai nostri occhi, opaco. La selezione dei settori colpiti? Sembra elettorale, ma forse è più mirata di quanto appare. In apparenza, non siamo davanti a una politica industriale organica.
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manifestocarnivoro · 10 days ago
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LE ETICHETTE PARLANO DI SALUTE, BENESSERE, TERRITORIO E SOSTENIBILITÀ
Partire dalle etichette dei prodotti venduti in supermercati e ipermercati per individuare le informazioni e i claim che incidono maggiormente sulle scelte d’acquisto, ma anche per delineare le tendenze e l’evoluzione del mercato del largo consumo lato produttori e retailer. È questa duplice chiave di lettura a rendere unico l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, lo studio semestrale che analizza le abitudini di consumo degli Italiani di cui è uscita la 16a edizione. Il rapporto, pubblicato a dicembre 2024, ha rilevato e monitorato oltre 100 tra claim, certificazioni, pittogrammi e IG presenti sulle etichette di oltre 138.000 prodotti, che nell’anno finito a giugno ‘24 hanno realizzato oltre 47,7 miliardi di euro in supermercati e ipermercati italiani (pari all’83,4% del giro d’affari totale del canale), misurando i trend delle vendite a valore e a volume grazie alle rilevazioni condotte da NielsenIQ. «Nei 12 mesi raccontati in quest’edizione abbiamo registrato l’andamento positivo di molti dei trend che, fino alla fine del 2023, erano stati penalizzati, soprattutto nei volumi, dall’elevata crescita dei prezzi» commenta Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «Un segnale del fatto che gli Italiani continuano a mostrare particolare attenzione verso le direttrici di crescita che hanno trainato il largo consumo negli ultimi anni, ossia salute, benessere, territorio e sostenibilità». Un esempio tra tanti, nel reparto carni della GDO, è questo pack di Lanza Srl (lanzasrl.com) che mette ben in evidenza benessere animale e allevamento sul territorio italiano.
Fonte: “Meat pack”, Eurocarni 2/25
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unita2org · 20 days ago
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PIANI D'AZIONE SPECIALE PER IL RILANCIO DEI CONSUMI
14:10:35 16-Mar-2025 Di recente, l’Ufficio generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese e l’Ufficio generale del Consiglio di Stato hanno pubblicato i “Piani d’azione speciale per il rilancio dei consumi” e hanno diffuso una nota che richiede a tutte le regioni e ai dipartimenti di attuarlo scrupolosamente alla luce delle loro reali condizioni. Questo programma è formulato…
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forumelettrico · 8 months ago
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Viaggiare con EV può costare come il termico ma anche 1/20? Un caso reale, anche se molto semplicistico, in cui si vede l'enorme risparmio che si può avere in elettrico invece che in termico https://www.forumelettrico.it/forum/viaggiare-con-ev-puo-costare-come-il-termico-ma-anche-1-20-t38718.html #autoelettriche #autotermiche #costi #consumi
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primepaginequotidiani · 8 months ago
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PRIMA PAGINA Il Piccolo di Oggi lunedì, 12 agosto 2024
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benzinazero · 8 months ago
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La doppia verità dei consumi in automobile: si consuma meno a 50 km/h a velocità *costante* su un percorso *regolare* rispetto ad andare a 30 km/h, MA nel *percorso misto urbano* le cose sono diverse
Quando si parla di limiti a 30 – provvedimento che ha prima di tutto l’obiettivo di ridurre incidenti, morti e feriti, tutelando di più persone a piedi e in bicicletta – emerge spesso l’obiezione: ‘Sì ma a 30 km/h si consumah e si inquinah di più.’ L’affermazione, messa così, è vera e falsa contemporaneamente, perché prima bisognerebbe qualificare percorso e stile di guida: Su un percorso…
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personal-reporter · 1 year ago
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Sostenibilità e moda: come l'industria sta cambiando
L’industria della moda è una delle più inquinanti al mondo. Secondo il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, la produzione di tessili genera il 20% delle acque reflue globali e il 10% delle emissioni di carbonio. Inoltre, l’industria è responsabile del 35% delle microplastiche rilasciate nell’ambiente. Continue reading Sostenibilità e moda: come l’industria sta cambiando
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italianiaberlino · 1 year ago
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Numero della settimana
il 49% dei farmaci fitoterapici venduti in Germania è destinato alla cura della tosse e del raffreddore. Al secondo posto (8,3%) si trovano i preparati per lo stomaco. Fonte: “Markt für Phytopharmaka”, BPI
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aitan · 10 months ago
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La movida immota nelle strade e nelle menti di un paese finto-green.
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economiaconamalia · 15 days ago
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Svizzera? Bene, ma non benissimo. Questa potrebbe essere la sintesi delle previsioni economiche appena pubblicate dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) per quest’anno e il prossimo…
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emanuelebottiroli · 1 year ago
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Dati 2023 vino italiano, consumi in calo dell’8% dal 2019, resistono i vini DOP. In picchiata comuni e rossi, su gli spumanti
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Tornano di poco sotto quota di 1 miliardo le bottiglie di vino vendute nei negozi e nella grande distribuzione italiana nel 2023, il 3,1% in meno rispetto all’anno precedente per un valore complessivo di poco più di 3 miliardi di euro. Lo rileva l’Osservatorio Uiv-ISMEA su base Ismea-Nielsen-IQ in relazione alle vendite di vino in Gdo e retail a tutto il 2023. Un anno complicato, secondo l’Osservatorio, che se da un lato ha amplificato le nuove tendenze al consumo post-Covid, dall’altro ha determinato più di una sofferenza per un comparto ancora alle prese con rincari generalizzati non ancora assorbiti e ben oltre la timida crescita registrata in valore (+2,6%). I vini fermi fissano i volumi a -3,6% (con i rossi a -4,9%) e registrano l’11° trimestre consecutivo con il segno meno. Gli spumanti, pur con un azzeramento della crescita dei prezzi nell’ultimo trimestre, rimangono in linea di galleggiamento rispetto ai volumi venduti nell’anno precedente, ma solo grazie ai “low cost” Charmat non Prosecco (+7,1%), senza i quali la tipologia virerebbe in negativo di 2 punti. In generale – evidenzia l’Osservatorio Uiv-ISMEA – l’evoluzione dei consumi di vino da parte degli italiani dal 2019 a oggi è stata significativa e riflette fattori solo in parte specchio dalla congiuntura. Spesso, infatti, cambiamenti così netti e solo in apparenza repentini sono dettati da modifiche strutturali di una domanda mai così fluida in tema di consumi beverage. Tra questi: CONSUMI IN CALO, MA PIÙ SELETTIVI Rispetto a 5 anni fa, e dopo le impennate degli anni Covid, tra gli scaffali il calo dei consumi sfiora l’8%, l’equivalente di 100 milioni di bottiglie in buona parte a base di vini fermi (-11%) e liquorosi (-19%). I Dop, con un -2%, sono la categoria che di gran lunga cede meno, con bianchi (+3%) e rosati (+17%) che segnano luce verde. Fanno molto peggio gli Igt (-13%) ma soprattutto i vini comuni, picchiata a -17% e l’equivalente di 64 milioni di bottiglie in meno. TENDENZA SPUMANTI Da una parte i vini fermi che scendono di 11 punti, dall’altra gli spumanti che in un lustro guadagnano quasi il 19%, oggi a 139 milioni di bottiglie vendute. Merito del mondo Prosecco, che nel periodo sale del 30%, ma anche degli Charmat non Prosecco, a +42% grazie a un’ascesa vertiginosa in particolare nell’ultimo biennio in cui anche il minor potere di acquisto ha giocato un ruolo importante. Una tendenza, quella delle bollicine italiane, che da tempo si riflette anche nelle esportazioni, con la tipologia che ha visto triplicare le proprie quote di mercato negli ultimi 10 anni. Lo stesso non si può dire per lo champagne, le cui vendite nel periodo sono scese del 38%. SOS ROSSI Premesso che l’alta gamma dei rossi è di gran lunga maggiormente presente presso i canali horeca, dove certe denominazioni o prodotti sono diventati ormai intramontabili, è innegabile che – in generale – la tipologia simbolo del vino tricolore sia la più in difficoltà nei consumi casalinghi con una discesa, sempre più ripida negli ultimi anni, del 15%. I rossi cedono il 6% – quasi 3 volte più della media – tra i consumi di prodotti a denominazione, il 19% tra gli Igt, ma il record (negativo) si registra tra i vini comuni, con un -22%. Poche le grandi Dop e Igt che tengono (Dop Montepulciano d’Abruzzo a -2%, Chianti a -3, Rubicone Igt nella tipologia Sangiovese a +7%), tanti i cali in doppia cifra, e spesso oltre il 20% per vini a marchio come la famiglia dei Lambruschi, i pugliesi (Salento Igt, Puglia Igt), i siciliani con Nero d’Avola Dop e Terre Siciliane Igt), il Cannonau della Sardegna, i piemontesi (Barbera e Dolcetto Doc), i veneti (Igt Cabernet e Merlot), i lombardi, con le Doc Oltrepò Pavese Barbera e Bonarda E-COMMERCE SULL’OTTOVOLANTE I lockdown hanno contribuito a far lievitare gli ordini dell’e-commerce, canale storicamente ostico per gli italiani. Oggi gli acquisti online valgono il triplo rispetto al 2019, ma da 2 anni a questa parte gli ordini si sono progressivamente sgonfiati, fino a perdere il 21% sul picco del 2021. Un calo fisiologico per un canale sull’ottovolante che pure ha attuato un significativo ribasso dei listini. Chi ordina online lo fa ricercando ancora di più la qualità – il prezzo medio al litro è superiore del 61% rispetto agli acquisti in corsia –, compra più Dop e Igt (il 75% del totale acquisti dei vini fermi) ma soprattutto ordina più spumanti, che online incidono per il 22% degli acquisti, contro una media complessiva al 13%. Una nicchia – quella dell’e-commerce di vino – che rappresenta appena l’1,5% del totale acquisti in Gdo e retail, su cui molti player fanno affidamento per il futuro. Read the full article
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Costo della vita: le città umbre fra le prime a soffrire dell'inflazione in crescita Gli ultimi mesi del 2023 hanno visto un lieve calo dell’inflazione ma l'intero anno è stato comunque caratterizzato da un aumento dei prezzi, con un i...
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manifestocarnivoro · 2 years ago
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I CONSUMI DI BEEF (E ALTRE PROTEINE ANIMALI) IN ASIA
Secondo i dati OCSE, la carne bovina è la seconda carne rossa più consumata in Asia, con il consumo pro capite più alto in Corea del Sud, seguita dal Vietnam. La FAO ha stimato nel 2020 un consumo pro capite di carne bovina tra Cina, Hong Kong e Taiwan di 22,5 kg, un valore notevolmente superiore a quello di altri Paesi asiatici. L’Asia-Pacifico è la più grande regione del mondo nel settore della ristorazione e, comprensibilmente, uno degli obiettivi di espansione più interessanti per gli operatori internazionali. Tuttavia, la regione è anche molto diversificata e comprende Paesi che variano notevolmente per livello di reddito, maturità del mercato, dati demografici, spesa per la ristorazione e preferenze alimentari. In particolare, le abitudini di consumo di carne, pesce e frutti di mare sono molto diverse da un mercato all'altro, dall’India, dove molti consumatori sono vegetariani, a Hong Kong, che ha il più alto consumo pro capite di carne e frutti di mare del mondo in termini di volume. Inoltre, le abitudini di consu-mo cambiano rapidamente, per cui gli operatori non solo devono adattare le loro strategie in modo specifico alle preferenze di ciascun mercato locale, ma devono an-che essere pronti ad adattarsi rapidamente all’emergere di nuove preferenze (fonte: Euromonitor International; in foto, un piatto dello chef Fabio Falanga).
Fonte: Eurocarni 7/23
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latinotiktok · 2 years ago
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I'll bite. How do you know so much about latin hetalia? 🤨🤨🏳️‍🌈
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gregor-samsung · 8 months ago
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" Chi sono gli uomini, i quali, senza che noi ce ne accorgiamo, ci suggeriscono cosa pensare, ci dicono chi dobbiamo ammirare e chi disprezzare, oppure come dobbiamo considerare la proprietà dei servizi pubblici, le tariffe doganali, il prezzo del caucciù, il piano Dawes* o l’immigrazione? Sono sempre loro che ci consigliano l’arredamento della nostra casa, il menu quotidiano, il modello di camicia più elegante, gli sport da praticare, gli spettacoli da vedere, le iniziative benefiche meritevoli di aiuto, i quadri degni di ammirazione, e perfino i termini gergali da inserire durante una conversazione e le battute di spirito che ci dovrebbero far sbellicare dalle risate. Se volessimo compilare l’elenco degli uomini e delle donne che per la loro posizione sociale devono essere considerati come opinion maker, avremmo una lunga lista di nomi recensiti nel Who’s Who. […] Una simile lista comprenderebbe migliaia di persone. Tuttavia sappiamo che molte di esse sono a loro volta sotto l’influenza di individui, spesso noti solo a una cerchia molto ristretta. "
*Piano Dawes: definito da una commissione di esperti finanzieri appartenenti alle potenze vincitrici della I Guerra mondiale presieduta dall’americano Charles G. Dawes, contribuì molto alla ripresa del marco e degli investimenti Usa in Germania. [NdT]
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Edward Louis Bernays, Propaganda. Della manipolazione dell’opinione pubblica in democrazia, traduzione di Augusto Zuliani, Fausto Lupetti Editore, 2008.
[Edizione originale: Propaganda, New York: Horace Liveright publisher, 1928]
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