#scompare
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mostro-rotto · 1 year ago
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La persona giusta non è chi fa scomparire i tuoi problemi, ma chi non scompare quando stai affrontando i tuoi problemi. Chi resta sempre al tuo fianco a prescindere dalla situazione perché tutto ciò che desidera è la tua felicità
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un-uomo-e-i-suoi-pensieri · 2 years ago
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per fortuna esiste
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primepaginequotidiani · 8 months ago
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PRIMA PAGINA La Sicilia di Oggi martedì, 13 agosto 2024
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omarfor-orchestra · 4 months ago
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Quanto farebbe ridere una comparsata di Damiano in mare fuori raga
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montagne-paesi-news · 1 month ago
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comicuniverse · 8 months ago
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Dylan Dog - Gente Che Scompare (People Who Disappear), 1991.
No.59
Publisher: Sergio Bonelli Editore
Cover: Angelo Stano
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dominousworld · 1 year ago
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Henry Kissinger: scompare a 100 anni colui che ha la responsabilità di milioni di morti in tutto il mondo
Henry Kissinger: scompare a 100 anni colui che ha la responsabilità di milioni di morti in tutto il mondo
di Rossella Fidanza Chi mi segue da tempo sa quanto rispetto io abbia della morte ma la notizia della dipartita di Henry Kissinger mi impone di ricordare i crimini che ha commesso in vita: sono i milioni di morti che ha causato a meritare rispetto. Henry Kissinger: scompare a 100 anni colui che ha la responsabilità di milioni di morti in tutto il mondo Nel corso della sua vita Kissinger è…
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empito · 2 months ago
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La mia mente è talmente affollata di pensieri che le lacrime premono per uscire. Ogni idea, ogni ricordo, ogni emozione si accavalla come onde in tempesta, sommergendo la quiete che tanto desidero. Il cuore batte irregolare, come un tamburo impazzito, mentre cerco invano un rifugio in cui nascondermi da questo turbine interiore. Il cielo sopra di me è grigio e pesante, rispecchia fedelmente il caos che ho dentro. Cammino senza meta per le strade familiari, ma oggi tutto appare diverso, distante. Gli alberi spogli tendono i loro rami scheletrici verso un orizzonte sfocato, e il vento freddo mi sferza il viso, portando con sé sussurri di memorie lontane. Vorrei poter fermare il tempo, trovare un angolo di silenzio dove poter ascoltare il battito dei miei pensieri, decifrarli, comprenderli. Ma essi si rincorrono, si sovrappongono, creando un groviglio inestricabile che mi opprime il petto. Ogni respiro è un atto di volontà, ogni passo un'impresa. Gli occhi mi bruciano, sento il peso delle parole non dette, dei sentimenti inespressi. Mi chiedo se sia normale sentirsi così persi, così sopraffatti dalla propria mente. Forse tutti indossano maschere, celando dietro sorrisi di circostanza il proprio tumulto interiore. Eppure, in questo momento, mi sento terribilmente solo. Un gatto nero attraversa la strada, mi fissa per un istante con occhi magnetici, poi scompare tra le ombre. Vorrei avere la sua leggerezza, la sua indifferenza. Invece, ogni dettaglio intorno a me sembra amplificare il mio stato d'animo. Il rumore del traffico è un ronzio lontano, le voci delle persone sono ovattate, come se fossi immerso in una bolla di vetro. Mi fermo davanti alla vetrina di una libreria. I titoli dei libri scorrono come flash davanti ai miei occhi: storie di vite vissute, di mondi immaginari, di speranze e dolori. Penso al potere delle parole, a come possano curare o ferire, e mi domando se scrivere potrebbe aiutarmi a dare un senso a ciò che provo. Decido di entrare. L'odore della carta stampata mi avvolge, familiare e rassicurante. Sfioro le copertine con delicatezza, come fossero oggetti fragili. In quel piccolo universo fatto di silenzi condivisi, sento finalmente un po' di pace. Forse, penso, non sono le lacrime la soluzione, ma la ricerca di qualcosa che dia voce al tumulto che ho dentro. Esco con un libro tra le mani e un lieve sorriso sulle labbra. Il cielo sembra essersi schiarito, un timido raggio di sole fa capolino tra le nuvole. Forse non posso fermare i pensieri, ma posso scegliere come affrontarli. E in quel momento, capisco che ogni tempesta, per quanto intensa, è destinata a placarsi.
Empito
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alfredol70 · 2 years ago
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Richard Gasquet vs Flavio Cobolli | QF San Benedetto del Tronto • Highli...
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myinfinitystory · 1 year ago
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Alla fine di tutto penso che ci siano semplicemente giorni in cui si è "predisposti" a sentirsi belli.
Si, insomma, quei giorni in cui non noti tutte quelle cose che altri giorni invece ti pesano; ci sono invece quei giorni in cui sembra che nulla vada bene, le braccia un po' cicciottelle, le gambe un po' cicciottelle, la pancia che magari non è piatta se non quando sei distesa
E stesso in questi giorni guardacaso neanche i capelli che tanto ami vengono bene, in nessuna maniera eh, e il viso?
Oddio però non ho un viso così brutto, eppure se non mi trucco almeno un po' non mi sento tanto a mio agio.. dovrei uscire con questo cerchio nero sotto agli occhi? Ma perché sembra sempre che ho i baffi pure dopo averli fatti? Mettiamo un po' di correttore qua e là e magari si toglie tutto
Vabbè però il correttore mica ti toglie l'insicurezza
Eppure guardandomi, eccomi qua, mica so così brutta? In fondo no, ma ho bisogno di essere "predisposta"
E nei giorni in cui sono predisposta semplicemente tutto quello che vedo scompare, e penso: ma forse sono solo io a vedere tutte queste cose? Queste piccolezze, ma chi è che le va a guardare? Eppure alcuni giorni pesano così tanto che dopo aver messo l'armadio sottosopra passa anche la voglia di prepararsi per bene per uscire
Eh ma poi tu già ti senti brutta, poi non ti vuoi manco preparare?
Chiaro, dopo mi sento ancora peggio
Ma quando mi sento bella invece mi preparo ancora meglio e mi sento ancora più bella
Allora come funziona?
In teoria dovrei semplicemente accettarmi e basta, certo mangiare sano, ma accettare questa corporatura
Ultimamente sono ingrassata di due kili e vabbè magari leggendo, se state ancora leggendo, penserete "e che sarà mai?" E in effetti è vero, non è tanto il numero sulla bilancia il problema, ma è il fatto che a vederli su di me dopo averne persi 10 pesa così tanto che non sembrano solo 2
A volte penso che la gente se sapesse quello che penso realmente di me penserebbe che sono solo stupida e che magari "c'è gente che vorrebbe averlo il corpo come il tuo"
Ma come si fa quando vorresti essere più magra, semplicemente più piccola in generale
Allora mi auguro in futuro di sentirmi più predisposta a sentirmi bella per un periodo di tempo abbastanza lungo da superare il tempo in cui non lo sono
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anemotionalblender · 4 months ago
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uno va anche avanti, il problema è quello che si diventa dopo. freddi, distanti, assenti. si scompare piano piano senza accorgersene
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omarfor-orchestra · 1 year ago
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Comunque sto rileggendo le sinossi e Simone viene nominato tipo. Una volta.
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moonlit-sirius · 23 days ago
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Barty and his little miracle
Rosekiller + Jegulily & Harry mention + Xenodora & Luna
Angst! Hurt/Comfort! 2.4k words! read also here
“Can we put on Fade? Batty, can we put on Fade?” Luna says excitedly as she squirms in her car seat while Evan tries to buckle her belt.
“Lulu, sweetheart, stop moving around or I can't buckle you in your car seat.” Evan says softly and finally manages to buckle up the seatbelt. He sits in the passenger seat, Barty in the driver's seat fumbling with his phone trying to connect it to the bluetooth.
“It’s called Fede , Lulu, and yes of course we can put it on.” Barty says, finally connecting the bluetooth and putting the song on.
So, how do I know how to get God’s voice? Amen. 
The first notes of the song fill the space as Barty turns up the volume. Him, Luna and Evan sing the only English part of the song.
È sulla Fede che si basano i mercati
E il valore dei contanti
È Fede pure quella degli innamorati
Per le parole dei cantanti
Evan had started learning Italian not so long ago but he never managed to sing along to this one song, his words getting all jumbled together while Barty, who was fluent in italian, sang it perfectly. Luna was more than happy to clap her hands and squeal at her favorite parts.
Ma va bene così
C'è chi crede alla giustizia divina
Chi aveva Fede ed ora c'ha una fedina,
Evan wasn't particularly sure what the interpretation of the song was. Duolingo was too busy teaching him how to say tomato rather than showing him words that appeared in the song.
Con la Fede ci gioca la scienza
Fino a che non fa passi avanti
Il partito dei mammut aveva fede nell'identità di specie
Ed ora sono elefanti, mhm?
Although knowing Barty, he probably had a particular interpretation of the song that no one even thought of. Evan knew faith had to be at least part of the topics the song covered, even if in an ironic way.  
Ma va benе così
C'è chi ancora scambia Fede e fiducia
Anche se una si beve, mentre l'altra si ciuccia (Eh, eh)
Luna always sang the little (Eh, eh) part and Barty and Evan always smiled at that.
Ci sono fedi cieche per chi ha gli occhi aperti
Danno fastidio in una bolla
E fedi cieche perché per orientarsi picchiano con il bastone
Senza senso di colpa
Barty stopped at the red light, glancing back at Luna who gave him a toothy smile and then at Evan. It was almost like Barty was checking that they were still there with him and it wasn’t a fever dream.
Alcuni sono ciechi perché è la strada da fare
Altri perché era un po' più facile parcheggiare
E io tutta la Fede che c'ho, l'ho in te
Come la mettiamo?
Barty always looks at Evan when saying the last two lines. Or when he was driving with Evan and Luna he simply squeezed Evan’s knee. Evan knew what that part meant. He looked it up after enough times of Barty looking at him. (He didn't want to look up the rest of the song because he wants to figure it out on his own once Duolingo fucking teaches him something more than to ask for a coffee.)
Fede, spaccami le ossa, baciami la testa
Dimmi che va tutto bene
Fede, basta aver Fede, sì
Fede, bruciami i pensieri, fottimi il domani
E dimmi che era meglio ieri
Fede, basta aver Fede, sì
Barty always said he hated kids. That he couldn’t stand them. That he’d never had kids.
All the kids in their friend group begged for Barty to babysit them. Luna, Harry, Teddy and occasionally little Draco.
Dicono c'è chi ha Fede ancora nel futuro
In una barca che scompare all'orizzonte
In un aereo che precipita sicuro
Tra i sorrisi di conforto della hostess
Barty and Evan. Evan and Barty. They were a package deal. Despite thinking, and never admitting, for years that they were platonic and really close they eventually realized that it was more than that. (Regulus had closed them in a room and threatened them to leave them there until they talked.)
E c'è chi prega per un Cristo povero
E chi dorme comodo fra i poveri cristi
C'è chi si fida della mano del biscotto, che è la stessa del guinzaglio
Tipo i cani e gli artisti
As much as Barty and Evan were emotionally constipated they made it out of that room. After 4 hours but they made it. Awkward conversation and messy snogging later they made it.
E sai, Federica, la Fede non è fedeltà
Ed io mi ammazzo se finiamo come mamma e papà
Barty didn't talk about his parents and looked a bit bitter about this line in particular. Well- not bitter but like it was a promise he was making to himself or something to remind himself.
Fede, spaccami le ossa, baciami la testa
Dimmi che va tutto bene
Fede, basta aver Fede, sì
Fede, bruciami i pensieri, fottimi il domani
E dimmi che era meglio ieri
Fede, basta aver Fede, sì
“My favorite part!” Luna squealed in excitement, kicking her feet and holding onto her seatbelt, eyes trained on Barty as she waited for him sing it.
La mia Fede non è niente di speciale
È aspettarsi di trovarti sempre là
Dall'altra parte, non importa se di un letto, se di un viaggio, se di un sogno
O del biliardino al bar
È l'illusione che una persona soltanto
Possa ridarmi Fede in questa umanità
È la speranza, forse folle, che tu voglia
Finire i ritornelli che lascerò a metà
Fede, spaccami le ossa, baciami la testa
Dimmi che va tutto bene
Fede, basta aver Fede, sì
Fede, bruciami i pensieri, fottimi il domani
E dimmi che era meglio ieri
Fede, basta aver Fede, sì
Luna loved this part even if she didn't know the words. Once Pandora was riding with them and later asked Luna about it once Barty and Evan had dropped them off at home. 
“The way he sings it, Mama! The first part is all,” Luna scribbled on a sheet of paper with a dark blue crayon sharp, aggressive and jagged lines, “but that last part is all,” Luna took a light blue crayon and scribbled softer, not putting as much pressure, lines. “and and and he- he looks at Evan!” Luna concluded, looking very proud of her explanation.
“Ohh… I understand now, sweetheart. Thank you.” Pandora said, listening to whatever Luna had started rambling on about immediately after.
*
Barty calls Luna his little miracle.
As much as he said he hated kids, Evan had found him looking at videos about newborns and how to take care of them not long after Pandora announced her pregnancy. Barty denied that firmly.
Three months into Pandora’s pregnancy, Barty gets a call. A call from his father of all people. He almost didn’t answer but something made him hesitate. He answered.
Barty was expecting his father to yell at him about something he was disappointed in blah blah blah. What he did not expect was his father saying in a clipped tone that Barty’s mother had died in a car crash before ending the call.
Something fell on the floor. A faint noise that sounded distant but also close to his feet. Ah. It probably was his phone. When did he drop it?
Transport, motorways, and tramlines
Starting and then stopping
Taking off and landing
The emptiest of feelings
Disappointed people
Clinging on to bottles
And when it comes
It's so, so disappointing
One second he’s home alone. One second he’s at his mothers funeral. One second he hasn’t gotten out of his room for days on end. Evan knows better than to force him to talk about it. Food and water appeared on his nightstand and Evan was there to hold him whenever he wasn't at work.
Barty cried. Cried thinking of his mom. A part of him regretted running away from home at 17. Felt like his mom deserved it more than him. He kept in contact with her obviously. Picked her up every Sunday and went to church together.
Let down and hanging around
Crushed like a bug in the ground
Let down and hanging around
Barty wasn’t religious but was raised so. He liked saying grace with his mom and going to church with her. He never minded religion if it was the sides of it that he associated with his mother. Kindness. Respect. Love. His mother supported him when he started trying out new styles or hair colors. Always saying how lovely he looked and even borrowing his leather jacket from time to time so she could be cool as well. Barty had begged her to come with him when he ran away. That he had everything set. “Send me a pic of you and Evan when you get everything sorted at the apartment, hm?” she had said seconds before he last stepped foot in that house.
Barty wasn’t religious but was raised to do so. He didn't like his father or the way he treated him. He minded and hated religion if it was the sides of it that he associated with his father. Hatred. Discrimination. Control. His father never loved or liked him. Never supported him. Threw away his clothes because his image was more important than his son having any sort of interest or personality. Always throwing insults or hands. His father hadn’t even cared when Barty ran away. At that point he had given up on Barty. Probably was even happy when Barty left.
Barty growing up did everything to please his father and mother. Was top of his class. Never swore. Was the son his father wanted but ha was also never enough. Too loud. Too clingy. Too annoying. Too much of a crybaby.
Shell smashed, juices flowing
Wings twitch, legs are going
Don't get sentimental
It always ends up drivel
Barty was blonde and had freckles all over his face and shoulders. He hated his blonde hair. Exactly like his father’s. So he dyed it all sorts of colors. Well, at least being a blonde saved him money on bleach. He loved his freckles. His mom had even more freckles. As a child he always traced them with his finger, connecting them. 
Leaving home was hard. He had never felt more liberated and trapped at the same time. His friends came over often and Evan was always there for him and Barty was there for him. His mom was still in his life and healthy. After the adrenaline of finally having gotten out ran out he did not get out of bed for 2 days. That had scared Evan shitless but thankfully Regulus and Sirius explained that it was normal, as normal and sane as they all were really. 
One day I am gonna grow wings
A chemical reaction
Hysterical and useless
Hysterical and
“I grew wings, Rosie.” Barty murmured at the end of those 2 days.
Let down and hanging around
Crushed like a bug in the ground
Let down and hanging around
Let down again
Let down again
Let down again
“Wings? What do you mean, Bats?” Evan asked, jolting awake after not having heard Barty’s voice for days.
You know, you know where you are with
You know where you are with
Floor collapsing
Floating, bouncing back
“I finally grew wings.” Barty answered quietly, snuggling closer to Evan and looking up at him, eyes glassy.
And one day I am gonna grow wings
A chemical reaction (you know where you are)
Hysterical and useless (you know where you are)
Hysterical and (you know where you are)
“Oh, love…” Evan sighed, realization hitting him all at once. He caressed Barty’s cheek tenderly.
Let down and hanging around
Crushed like a bug in the ground
Let down and hanging around
Barty used to play ‘Let Down’. A lot. Sort of gave him hope. He played it on repeat for hours some days before running away.
Eventually Barty got out of bed. Started functioning as a human being again. Didn't talk about it but he went to the graveyard often. Bringing flowers to his mother’s grave and talking to her.
Another call. It was Pandora. Her water had broken and was at the hospital with Xeno, waiting for them. 
They got there before Regulus, James and Lily who lived much closer and knew the route to the hospital better, courtesy of James.
There were some complications when Luna was born. Everyone was freaking the fuck out. Lily and Narcissa didn't have any complications with Harry and Draco so no one knew what to do.
Barty wasn't religious even though he was raised to be religious he didn’t believe. At first he did, he was a child. Growing up he stopped believing but still went to church for his mom, to make her happy.
That night Barty prayed. A rare thing really. Only if he was desperate and did not know what to do. He kept pacing the corridor. The only other time he had done so was when he and Evan had gotten in a bad car accident. Barty shaking Evan. Trying to wake him up. Barty’s right arm was broken.
Luna was born healthy but Pandora had to stay in intensive care for some time.
Barty and Evan took it upon themselves to look after Luna while Pandora recovered and Xeno took care of her.
Regulus spent more gas driving back and forth to Pandora’s house and Barty and Evan’s apartment than he ever has. Trying to be there for Pandora and Xeno as well as Evan and Barty with Luna while also being at home to take care of 6 month old Harry.
Taking care of Luna with Evan and helping out Pandora and Xeno as well as Regulus with Harry effectively managed to pull Barty out of whatever trance he was in after his mothers death.
He still wasn't over it. He might never be. 
He looked at the tiny bundle in his arms, gently swaying from side to side while humming a soft tone.
Evan walks in, milk bottle in hand. He stops at the door frame and looks at the scene in front of him.
It’s 3:41am and they were supposed to feed Luna. Barty’s hair was a mess. Green and black strands sticking in all directions, roots blonde and overdue for a round of dye. Barty was humming ‘Let Down’ by RadioHead and Luna had finally calmed down.
“You are so loved, Luna. So so loved. I Love you so much.” Barty murmured quietly to her, standing in front of the window, letting the moonlight illuminate them faintly.
*
“Batty! Abacaba!” Luna squealed in her carseat. 
“Abracadabra by Lady Gaga for, my liege.” Barty said with exaggerated hand gestures as Evan shook his head and sighed, putting on the song requested by Luna.
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quandotuttosifabuio · 1 year ago
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Avevo paura perché quando qualcosa ti rende troppo felice, se poi scompare, scompari un po' anche tu.
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occhietti · 2 months ago
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Quando ti vedono come una donna forte, pensano che tu non abbia bisogno di niente o di nessuno, che possa sopportare tutto e superare tutto quello che ti accade. Che non ti dispiaccia non essere ascoltata, curata o amata.
Quando ti vedono come una donna forte, ti cercano perché li aiuti a portare le loro croci. Ti parlano e pensano che tu non abbia il bisogno di essere ascoltata.
Non si chiede ad una donna forte se è stanca, soffre o se è caduta, se ha ansia o paura. L'importante è che sia sempre lì: un faro nella nebbia o una roccia in mezzo al mare.
La donna forte non viene mai perdonata. Se perde il controllo, dicono che sia debole o isterica.
Quando la donna forte scompare per un minuto, tutti se ne accorgono ma quando c'è, la sua presenza è abituale.
Ma da dove lei prenda la forza necessaria ogni giorno per essere quel tipo di donna non ha importanza per nessuno.
Onorate, riconoscete, rispettate e ringraziate le donne forti della vostra vita, perché anche loro hanno bisogno di essere abbracciate e amate…
-  Amanda Oleandro
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ambrenoir · 7 months ago
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« Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio.
Una delle cause è l'impoverimento del linguaggio.
Diversi studi dimostrano infatti la correlazione tra la diminuzione della conoscenza lessicale (e l'impoverimento della lingua) e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso.
La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo.
Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero.
Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.
La storia è ricca di esempi e molti libri (1984, di George Orwell; Fahrenheit 451, di Ray Bradbury) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari abbiano sempre ostacolato il pensiero attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c'è pensiero senza parole.
Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, sfrondare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i generi, i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana. »
Christophe Clavé
Tratto da pagina fb Filosofia e storia della filosofia
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