#battere ciglio
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#pic of day#doctor who#weeping angels#Doctor who season 5#don't blink#the time of angels#Doctor who rewatch#Foto del giorno#Angeli piangenti#Doctor who stagione 5#Non battere ciglio#Il tempo degli angeli
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Domandatelo

È bellissima, vero? Ma tu sei capace di sostenerne veramente lo sguardo? Hai idea di cosa voglia dire amare una donna? Pensi sia semplice, un gioco da ragazzi? Amarla vuol dire impegnarsi a renderla felice, darle protezione, affetto, non metterla mai in secondo piano, assecondarne i capricci, guidarla senza farla mai sentire inadatta, agevolarne la crescita.

A volte, potrebbe anche capitarti di guardarla andar via da te innamorata di un altro e non battere ciglio, perché ciò che più ti sta a cuore è la sua felicità, anche se ti esclude. Si fa presto a dire: “la amo.” L'amore è impegno, sofferenza, costrizione misti a gioia pura quando sei tra le sue braccia. Sei pronto ad amare davvero? Sei pronto a essere un uomo?

RDA
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Nel Paese a Rovescio, la matrigna bugiarda e fascista, per difendersi dal nulla, perché finirà che il tribunale dei ministri archivierà l'esposto di Li Gotti senza battere ciglio, non ci pensa due volte a diffamarlo, dipingendolo pubblicamente come "avvocato dei mafiosi".
Ovviamente se fosse stato l'avvocato dei fascisti, le cose sarebbero andate diversamente 🤡
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Ma che senso ha continuare a vivere in Italia?
Uno stato che praticamente toglie 200 euro al mese a una delle fasce di reddito più basse senza battere ciglio e addirittura proclamando aumenti in busta paga
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Tutti parlano di rispetto. È una di quelle parole che riempiono la bocca, che scivolano via come se fossero scontate, come se tutti ne avessero compreso il vero significato. Tutti si ergono a grandi maestri di vita, pronti a dispensare lezioni, a dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato. “Rispetto prima di tutto” dicono. Ma poi, sono proprio loro i primi a dimenticare cosa significhi davvero.
Mi fa male pensare a quante volte ho sentito questa parola uscire dalle bocche sbagliate. Quante volte ho visto persone parlare di educazione mentre calpestavano chiunque non fosse all’altezza delle loro aspettative. Quante volte ho sentito prediche sulla sincerità da chi non riesce neanche a guardarsi allo specchio senza mentire. È come vivere in un mondo al contrario, dove i colpevoli sono sempre pronti a puntare il dito, dove chi più sbaglia si sente sempre il più giusto.
La verità? Viviamo in una società in cui il rispetto non è più un valore, ma una maschera. Lo indossano tutti, ma pochi lo portano davvero nel cuore. Si parla di rispetto quando conviene, quando fa comodo, quando è un modo per apparire migliori agli occhi degli altri. Ma quando le luci si spengono e nessuno guarda, quella maschera cade, rivelando volti che di rispetto non hanno nemmeno l’ombra.
Cosa vuol dire rispettare davvero? Non è solo dire le parole giuste, non è solo comportarsi bene quando fa comodo. Rispettare è riconoscere l’altro nella sua interezza, con i suoi limiti, i suoi errori, le sue fragilità. È capire che ogni persona porta con sé un peso invisibile, una storia che non conosciamo. Ma chi lo fa davvero?
La maggior parte delle persone è pronta a giudicare. È facile, no? Guardare dall’alto e sentenziare, come se tutto fosse bianco o nero, come se bastasse un’occhiata per capire chi hai davanti. È così semplice credersi migliori degli altri quando non ti fermi a riflettere, quando non provi a metterti nei panni di chi hai davanti.
Ma il rispetto, quello vero, è difficile. È scomodo. Ti costringe a guardare oltre, a mettere da parte i pregiudizi, a fare uno sforzo per comprendere. E oggi, nessuno ha voglia di fare quello sforzo. È più semplice vivere di apparenze, fingersi persone migliori di quelle che si è realmente.
Mi chiedo spesso dove sia finita la sincerità. Quella vera, quella cruda, quella che non ha paura di mostrarsi imperfetta. Viviamo in un mondo dove tutti vogliono apparire impeccabili, come se ammettere di avere difetti fosse un crimine. E così, ci ritroviamo circondati da facce che sorridono per convenienza, da parole che suonano vuote, da persone che si riempiono la bocca di lezioni che non applicano mai a loro stesse.
E sai cosa fa più male? È che spesso queste persone sono quelle che più ti feriscono, quelle da cui meno te lo aspetti. Parenti, amici, conoscenti che ti parlano di rispetto e poi ti voltano le spalle. Che ti predicano educazione e poi non si fanno scrupoli a mancarti di rispetto. Che ti parlano di sincerità e poi ti raccontano bugie senza battere ciglio.
Io sono stanca. Stanca di vedere l’ipocrisia travestita da virtù. Stanca di ascoltare chi parla senza sapere, chi giudica senza conoscere, chi predica bene ma razzola male. Sono stanca di dovermi giustificare, di dover dimostrare sempre qualcosa, mentre chi mi giudica non si ferma neanche un secondo a guardarsi dentro.
Ma sai cosa ho imparato? Che il rispetto non si mendica. Non si può chiedere a chi non lo conosce, a chi non lo ha mai vissuto davvero. Non posso pretendere che chi non ha rispetto per sé stesso ne abbia per gli altri. Posso solo scegliere di non lasciare che la loro ipocrisia mi tocchi.
Ho deciso che non voglio più dare potere a chi non lo merita. Non voglio più permettere che le loro parole mi feriscano, che le loro azioni mi facciano dubitare di me stessa. Il rispetto che non ricevo dagli altri lo darò a me stessa, perché merito di più di ciò che alcuni sono disposti a offrire.
E se c’è una cosa che ho capito è questa: il rispetto non è un privilegio, ma una scelta. Non riguarda gli altri, ma te stessa. Riguarda il modo in cui scegli di vivere, il modo in cui scegli di trattare gli altri, anche quando il mondo intorno a te sembra aver dimenticato il significato di quella parola.
Non voglio essere come loro. Non voglio indossare una maschera. Voglio essere autentica, anche quando è difficile, anche quando mi espone al giudizio degli altri. Voglio vivere in un modo che mi permetta di guardarmi allo specchio e sapere che, nonostante tutto, non ho mai smesso di rispettare me stessa e chi mi sta intorno.
Perché alla fine, ciò che conta davvero non sono le lezioni che gli altri cercano di darti, ma ciò che scegli di insegnare a te stessa ogni giorno. E io scelgo di essere diversa. Di essere vera. Di essere quella che, anche in mezzo a tutta questa ipocrisia, non smette mai di credere nel valore del rispetto, della sincerità, dell’educazione. Anche se il mondo intorno a me sembra averli dimenticati.
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DAMMI.I.TUOI.SOLDI.
E' "giant" in quanto somma di miliardi di micro ruberie quotidiane. UsAid non era un bidone pieno di soldi suoi.
Si tratta di miliardi di dosi omeopatiche con cui han portato chi 250 anni fa faceva la rivoluzione per il 2% di tassa su thé, a dover campare senza batter ciglio con pressione fiscale media del 45%. E oltre al danno la beffa: sentirsi dire dai seniorum severiorum che pagar tutte queste tasse è bello e fa bene, e se sono tante è solo perché qualcuno sfugge (non Sinner: voglian dire che sfugge qualcuno che si potrebbe assumere negli stipendifici).
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E l’amore guardò il tempo e rise: testo originale
E l’amore guardò il tempo e rise.
Un sorriso lieve come un sospiro,
come l’ironia di un batter di ciglio,
come il sussurro di una verità scontata.
Perché sapeva di non averne bisogno.
Perché sapeva l’infinita potenza del cuore
e la sua poesia e la magia di un universo perfetto,
al di là dei limiti del tempo e dello spazio.
E le ragioni dell’uomo, fragile come un pulcino,
smarrito come un uccello,
cannibale come un animale da preda.
Perché conosceva la tenerezza di una madre,
l’incanto di un bacio, il lampo di un incontro.
Poi finse di morire per un giorno,
nella commedia della vita,
nell’eterno gioco della paura,
nascosto, con il pudore della sofferenza,
con la rabbia della carne,
con il desiderio di una carezza.
Ma era là, beffardo, testardo, vivo.
E rifiorì alla sera,
senza leggi da rispettare,
come un Dio che dispone, sicuro di sé,
bello come la scoperta, profumato come la luna.
Ma poi si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva
e il tempo cercò di prevalere,
nel grigio di un’assenza senza musica, senza colori.
E sbriciolò le ore nell’attesa,
nel tormento per dimenticare il suo viso, la sua verità.
Ma l’amore negato, offeso,
fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
perché la memoria potesse ricordare
e le parole avessero un senso
e i gesti una vita e i fiori un profumo
e la luna una magia.
Perché l’emozione bruciasse il tempo e le delusioni,
perché la danza dei sogni fosse poesia.
Così mentre il tempo moriva, restava l’amore.
Luigi Pirandello
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Per quanto tempo puoi restare a guardare il tuo grande amore senza nemmeno battere ciglio?
Jonas r Cezar 😍💝
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roberto bolle avrebbe fatto il ballo del qua qua senza battere ciglio
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Mesi fa mi sono resa conto di non riuscire a immaginare un futuro in cui io fossi felice.
Da settimane invece mi sono resa conto di non riuscire ad immaginare proprio un futuro. Oggi pomeriggio ero nel letto, sentivo l'odore del ragù che ho messo su ore fa, sentivo il rumore dei vicini che litigavano e sentivo squillare il cellulare perché lui ha provato a chiamarmi, ma non riuscivo mentalmente ad affrontare l'ennesima discussione. Non è solo stanchezza, è proprio consapevolezza che non ne valga la pena, perché tanto non si risolverà niente. Ho accettato l'ennesimo lavoro in cui non mi sento valorizzata, perchè non se ne esce e purtroppo funziona così per tutti. La sola cosa che lui riesce a fare è ribadirmi costantemente quanto io ai suoi occhi sia una persona da compatire: nel giro di sei mesi ha ottenuto un lavoro in cui viene pagato il doppio e riconosciuto il triplo, il tutto ammettendo di avercela fatta grazie al mio aiuto, all'aiuto della sua famiglia che è migliore della mia, all'aiuto della sua laurea che ha potuto prendere proprio perché i suoi gli hanno pagato l'università privata senza battere ciglio. Io invece sto sprofondando sempre di più perché sento di provare estrema invidia nei suoi confronti e per il fatto che a lui la vita stia solo riservando sorprese positive. "Da quando ti conosco la mia vita va sempre meglio" mi dice "vorrei poter fare qualcosa per te".
Vaffanculo.
Lascio squillare il telefono perché sarà l'ennesima buona notizia che non voglio sentire; sono stanca di dire "sono felice per te". Vorrei essere felice per me.
Alzo lo sguardo e vedo la mia camicia sulla sedia: la mettevo così quando studiavo e avevo ancora speranza di trovare una soluzione a tutto questo fastidio costante nella mia testa. Da quando lavoro getto le cose direttamente in lavatrice.
All'estremità sinistra della mia visuale, una mia foto da neonata.
Non se ne esce.

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La figura della Madonna è, di fatto, un "utero in affitto": milioni di cristiani venerano il mito di una bambina, alla quale un dio avrebbe chiesto, in modo indiretto, di prestargli l'utero, per mettere al mondo un semidio.
(I cristiani non sono ancora esseri umani maturi, al punto da accettare che non si possa restare incinte per effetto del potere di una divinità, così come sia impossibile resuscitare: pertanto bisogno ancora scendere al loro livello cognitivo infantile, per farsi capire su questioni ordinarie. Non è colpa mia, se fra molte scelte utili, ci sono genitori così stupidi da consegnare i propri figli in mano di sciamani, per farli diventare degli adulti coglioni).
Gesù, secondo l'attuale mitologia, è semidio, come da tradizione greca (tradizione di cui la Chiesa si appropriò, per rendere più digeribile il cristianesimo nelle aree a cultura greco-romana): è in parte uomo, perché nato da essere umano; era, originariamente, venerato dai primi cristiani come uomo: è stato Paolo di Tarso, in epoca moderna, a modificare il mito, trasformandolo in divinità che compie miracoli. Di fatto, ebrei e musulmani, vedono gesù solo come profeta, nella sua veste reale.
Giuseppe, nella mitologia cristiana, è un povero stronzo che fa tutto quello che gli viene detto di fare, senza battere ciglio: assai strano, perché, gli ebrei di quel tempo, non sono decisamente conosciuti per un carattere docile: già allora, stavano sul cazzo a tutti.
... se le mie parole fossero, davvero!, in grado, di zittire il clero della chiesa cattolica in campo politico, le scriverei su tutti i muri - ma, purtroppo, la setta cattolica non perde il vizio di farsi i cazzi degli altri, senza che nessuno abbia, mai!, chiesto loro qualsiasi parere in merito a "famiglia e procreazione": non li riguarda: sono sciamani (truffatori), e non scienziati o psicologi. Dovrebbero stare in galera, a chiave buttata, invece di essere presi in considerazione.
Maria pare fosse una bambina: tale dettaglio lo troviamo negli scritti ufficiali (quelli che la Chiesa approva), quanto in quelli apocrifi: una minorenne stuprata - questione ordinaria, all'epoca, nel popolo ebraico; la famiglia la fece sposare ad un parente più vecchio (Giuseppe), in un matrimonio riparatore. Questa era la storia-tipo di molte donne ebree, di allora.
C'è un problema di traduzione della bibbia, fatto da san Girolamo: vergine non vuol dire illibata, ma ragazzina.
#utero in affitto#GPA#cristiano#bambina#dio#utero in prestito#semidio#Giuseppe#mitologia cristiana#stronzo#povero stronzo#battere ciglio#carattere docile#stare sul cazzo a tutti#chiesa cattolica#chiave buttata#galera#famiglia#procreazione#scienza#medicina#sciamano#truffatore#psicologo#clero religioso#parere#mitologia#cristiani#vergine#illibata
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Russell avrebbe ballato il Ballo del Qua Qua senza battere ciglio.
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Kafka , de noattri
Da circa 6 mesi ho un dolore tremendo sotto un piede, provato di tutto umano ed equino, non passa.
Un amico mi dice, prova dal professor Coso, è un osteopata,ed è un genio
Il professore coso riceve su appuntamento ,vicino al piazzale Michelangelo, location che di solito vuol dire emorragia finanziaria.
Infatti il professore coso si prende 120 al nero o 150 con fattura
Propendo per il lato oscuro
3 volte , e risolviamo. mi dice il professore coso
240 euri spesi.
Mi ha massaggiato , tirato, scrocchiato , pestato dappertutto tranne nel punto interessato che fa male esattamente come quando avevo 240 euro in più.
360 euri spesi.
Provo a parlare col professore, facendo presente che ,per carità m ha ringiovanito di 20 anni dappertutto ma se magari provasse ad appoggiare le sue manine magiche sotto al mio piede sx magari ne usciamo un po' prima.
I problemi non si risolvono a valle ma a monte, si fidi di me.
Mi fido.
480 euri spesi .
non ho più un dolore in tutto corpo, mi piego come un fachiro, mi posso allacciare le scarpe da impiedi, ma il sotto del piede mi dà il tormento.
Punto della situazione difronte alla mia perplessità il professore Coso prende appunti.
Ha subito qualche trauma nella zona del volto nell' ultimo anno?
Si, ho perso un dente in una rissa.
Ed ha avuto altri traumi al volto in quella sede?
No, non è stata una vera e propria rissa, diciamo che una prostituta, offesa perché non intendevo usufruire dei suoi servigi, mi ha tirato un portagioie di avorio che ha colpito il dente, che è saltato. Fine
È colpa del dente
Il dolore sotto il piede è colpa del dente?
Si fidi , adesso che conosco la causa 5/6 sedute al massimo e risolviamo.
Dottore io mi fido, ciecamente, ma vede io faccio il contractor, a me mi pagano quanto il lavoro è finito.
Quindi Io mi fido e verrò tutte le volte che riterrà opportuno. Ma anche lei si deve fidare di me, ho intenzione di pagarla, in unica soluzione e senza battere ciglio, quando il dolore sarà migliorato.
Ecco l ha presa benissimo
ha iniziato ad urlare, battere i pugni sul tavolo, paonazzo in volto come se gli avessi messo π/2 la mamma.
Persona venale! Persona ingrata! Persona infida
Se ne vada! Vada via e non torni più pezzente
Io ho provato a farlo ragionare, e per tutta risposta lui ha iniziato a schiaffeggiarmi e spingermi.
Ecco adesso mi serve un osteopata ed un penalista.
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Otto di Bastoni
"L'uscita dall'omertà".
Straordinaria questa Energia che ci scuote dalle fondamenta.
Riporta in superficie i temi della "sicurezza" interiore. Li chiama a manifestarsi, a rendersi visibili, a offrirci nome e cognome delle nostre più recondite paure.
Potrebbe richiamare a sé, attraverso sogni o incontri, le relazioni irrisolte del Passato, le tristezze e le ansie di ciò che non è stato ancora portato a conclusione.
Si tratta di pulizie profonde. Nulla di superficiale. Tutt'altro.
E dovremmo essere fieri di poterle ammirare nella loro espressione più vera, finalmente tangibili, riportate alla Coscienza con onestà, pronte per essere elaborate e lasciate andare.
Non sempre ci è stata offerta la possibilità di esprimere la rabbia contro chi ci ha ferito. E questa magari è rimasta ingorgata dentro per anni, insieme a parole che non siamo mai riusciti a dire e a stati d'animo che non ci siamo mai permessi di manifestare apertamente.
A volte siamo passati per Carnefici, quando invece ci sentivamo Vittime. Ed abbiamo ingoiato la pillola amara. Senza battere ciglio. Prendendoci anche responsabilità non nostre.
Spesso siamo stati indulgenti con il Carnefice, nell'ipocrisia del perdono umano, che mai riesce ad essere risolutiva a livello emozionale, ma all'inverso, crea blocchi ancora più granitici dentro.
Ora è tutto chiaro ciò che è successo, ciò che abbiamo permesso all'Altro di violare di noi stessi, ciò a cui potevamo sottrarci e ciò che invece non poteva che manifestarsi con quella violenza.
Senza colpe o colpevoli. Senza giudizio sui turbamenti che emergono. Con oggettività.
Odio, rancore, senso di vendetta, rabbia sono le emozioni corrette da provare. Esse si muovono quando qualcosa ha sporcato il nostro Campo, quando nella relazione non c'era Amore, ma trauma e disfunzione.
Non si può negare ciò che emerge dalle viscere.
Va vissuto, visto e manifestato.
Occorre un processo di "catarsi", non di negazione.
Chi nega il trauma, lo ripropone. E giustifica inconsciamente la violenza del suo Carnefice. La protegge e la trattiene dentro di sé.
Non si tratta poi di soffermarsi all'infinito a denigrare colui che ha agito violenza visibile o invisibile su di noi.
Non si tratta di "lui" o di "lei".
Si tratta di "te stesso".
Siamo qui per la "nostra" Evoluzione.
Non per l'Altro.
L'Altro ha facoltà di scegliere per se stesso che ruolo continuare ad interpretare.
Noi possiamo "solo" compiere il "nostro Miracolo interiore".
E questo non ci rende migliori o peggiori. Ma Onesti. E Responsabili della nostra Creazione più profonda.
Lasciate che emerga dalle viscere ciò che vuole essere liberato.
Non abbiate paura di affrontare.
Non si tratta, come molti credono, di combattere "contro" un nemico o "contro" noi stessi e i nostri conflitti.
Noi oggi stiamo combattendo "per" noi stessi.
E' profondamente diverso.
Siamo a "nostro favore".
Non confondiamo i piani della "Resistenza" con il piano dell'Evoluzione.
Altrimenti continuiamo a vivere solo "fatica" e autodistruzione.
La Forza interiore è a nostro vantaggio. Non è deputata a resistere alla Sofferenza e al corpo di Dolore che ci blocca. Né tantomeno a proteggerci dal Cambiamento che dobbiamo necessariamente compiere.
Andare "contro vento" è faticoso, demotivante e sfiancante.
Andare costantemente "contro noi stessi" è devastante e insano.
Noi non siamo progettati per l'opposizione, ma per seguire il flusso.
Noi stiamo "combattendo" (se di questo si tratta), per la nostra massima felicità, autenticità e realizzazione. Non "contro".
Chi continuerà a perseverare nel conflitto interiore, nella stagnazione o nell'impotenza, a settembre vedrà i "mostri interiori" uscire dal Corpo di Dolore e manifestarsi apertamente nella Materia.
Questo al fine di porre in risalto la contraddizione che alberga dentro il "movimento di negazione" e spronarlo a dirigersi verso quel salto Evolutivo che ancora non trova il coraggio di esprimersi in autonomia.
Chi invece avrà ripulito i "filtri energetici" inizierà il suo nuovo Viaggio. Un Viaggio di Scoperta, di Amore e di emancipazione dal Dolore.
Perciò lavoriamo di fino. Restiamo nella sfera emozionale e affrontiamola. Non resistiamo. Osserviamo dove ci porta. Osserviamo i nomi e cognomi che ci indica.
Non continuiamo a proteggere il Carnefice interiormente.
E' insano. E malato.
Buon rilascio. Bello potente questo giro!
Mirtilla Esmeralda
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Poco m’importa dei legami di sangue e di come sia collegato ad altri membri della mia famiglia. Quando tutto va al diavolo, le persone che ti stanno accanto senza batter ciglio, quelle sono la tua famiglia.
(Jim Butcher)
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Casi tipici: donna delle pulizie dell’est va dal sindacato a lamentarsi che un dirigente di medio livello prossimo alla pensione l’ha palpeggiata o molestata. Chiedono 20/30 mila per non querelare e spesso li ottengono senza battere ciglio. Secondo caso: ragazzine strafatte dicono di essere state violentate ma in realtà non è successo nulla o se è successo qualcosa era pienamente consensuale. Mamme inviperite con la maestra che non tratta la loro figlioletta come un piccolo genio speciale. La mamma stessa fa dei graffi alla bambina e va a denunciare tutto dai carabinieri. Queste ultime, a differenza delle donne delle pulizie dell’est, non cercano solo il denaro ma vogliono far licenziare l’insegnante che loro reputano colpevole di non comprendere la genialità della pargoletta. So many cases.
Storie di avvocati. So many cases.
Le donne sanno bene tutto questo, difatti le donne odiano sommamente le donne. Perché le conoscono da dentro. #patriarcatoh
via https://twitter.com/dur_matt/status/1729546459333214394
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