#Magistratura
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Qualcuno sta provando a dire che la politica non ha il diritto di legiferare sulla magistratura.
Interessante posizione, soprattutto perché il presupposto implicito sta nella superiorità morale dei giudici sui politici.
In ogni caso, la superiorità morale, qualora esista, è umana, attiene al singolo e non alla categoria professionale.
Supporre dunque che "i giudici" abbiano una caratura morale superiore rispetto al verduraio, all'autista o all'edile è puro classismo e ciò è tipicamente di sinistra.
Boni Castellane
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Nessuno rubava, la colpa ancora una volta è dei KOMUNISHTI e dell'enorme emergenza sostituzione etnica per colpa della teoria gender se le retribuzioni non sono al passo con l'inflazione da 30 anni e non c'è ancora il ponte di Messina.
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“ Il presupposto, quasi esplicito, su cui sorse l’UE fu che i paesi ‘peccatori’ (Italia e Grecia in particolare) avevano vissuto fino ad allora al di sopra delle loro possibilità, eccedendo in spesa pubblica ovviamente non immediatamente redditizia. Ricordiamo le prediche in proposito. Certo, ogni tanto ci viene detto che basterebbe l’importo dell’italica evasione fiscale per risanare il debito che ci strangola e ci rende sorvegliati speciali all’interno della UE. Ogni volta però si conclude, con un sospiro, che si tratta di un male incurabile. E allora, ancora una volta, non resta che «pestare» quelli che «stanno sotto». E anche, forse soprattutto, a tal fine, si provvede ad instaurare, di volta in volta, un esecutivo «europeista». Il teorema non fa una grinza. Salvo che in un punto fondamentale, che vorremmo qui brevemente tratteggiare: alle vere e ataviche carenze italiane potrebbe porre rimedio un gigantesco investimento che incrementi proprio la pubblica amministrazione, ma questo è l’esatto contrario di ciò che «chiede l’Europa». È lamento quotidiano, e ben fondato e largamente condiviso, che da noi manchi adeguato e sufficiente personale in tanti settori vitali: magistratura (giudici e cancellieri: il commissario UE alla giustizia ce lo rimproverava cifre alla mano esattamente il 9 luglio scorso), ispettori del lavoro (le morti bianche sono il nostro flagello quotidiano), scuola (abbiamo ancora le vergognose classi-pollaio di gelminiana memoria particolarmente pericolose sotto ogni rispetto), guardie carcerarie (le vicende e i pestaggi recenti sono una macchia), sistema sanitario nazionale (il lamento in proposito fu molto forte quando l’epidemia sembrò soverchiante). E si potrebbe seguitare. Ci ordinano contemporaneamente di ridurre la spesa pubblica, di far funzionare il nostro paese (e di saldare prima o poi il debito). Arduo: «né pentère e volere insieme puossi / per la contradizion che nol consente» (Inferno, XXVII, 119-120). “
Luciano Canfora, La democrazia dei signori, Laterza (Collana: i Robinson / Letture), gennaio 2022. [Libro elettronico]
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A questo governo l’opposizione serve solo per scaricare i propri errori, come se fosse il secchio della spazzatura, la magistratura ha lo stesso scopo, ma questa al contrario la vogliono proprio eliminare.
Un’opposizione serve a dire che siamo ancora in una democrazia, si fanno le elezioni, l’attuale governo vince perché possiede quasi tutti i media, ha personale fidato in tutti i gangli del potere, controlla la burocrazia ed eroga benefit solo alle persone fedeli e di comprovata fiducia.
All’opposizione si da qualche giocattolo, un po’ di potere, ma non troppo, può opporsi e persino protestare, dove nessuno la vede o la sente, purché sia essenzialmente impotente.
La magistratura hanno tentato di metterle i bastoni fra le ruote, di delegittimarla, di insultarla, di ostacolarla in ogni modo, di blandirla, di sottometterla al potere politico tramite i fili che decidono chi fa carriera e chi no, chi può giudicarti, chi decide cosa è sbagliato o giusto in ciò che fa un giudice, cosa può e cosa non può fare.
La separazione delle carriere è il primo passo per imbrigliare la magistratura e porla sotto il tallone della politica, per vedere i passi precedenti guardatevi tutte le leggi e riforme della giustizia volute da Berlusconi, per ciò che accadrà guardate il programma della P2.
Ma ricordatevi che si tratta di un programma vecchio e sorpassato, oggi non vogliono più mantenere il guscio democratico, oggi vogliono assomigliare a Trump, a Putin, a Milei, vogliono un regime dove di democratico rimane solo l’esercizio del voto, all’interno di una continua campagna elettorale, di un tifo da stadio e dove l’arbitro, i segnalinee, il quarto uomo e il var stanno dalla parte della squadra vincente.
E 'a toga rossa mme parla 'e te,
io lle domando si aspiette a me,
e mme risponne: "Si 'o vvuó' sapé,
ccá nun ce sta nisciuna".
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Synod on Synodality Rules Out Women Deacons | EWTN News In Depth October...
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Certamente la sicurezza e l’incolumità dello Stato và garantita, ma nel farlo non è consentito ai pubblici poteri calpestare i diritti fondamentali della persona
Nel 1927 nacque il primo nucleo istituzionalizzato: “l’ispettorato speciale di polizia”, costituito presso la Divisione Affari Generali e Riservati del Ministero dell’Interno, che nel 1930 prenderà la denominazione di OVRA <16.Lo studioso De Lutiis, riprendendo quanto affermato da Guido Leto <17 (capo storico dell’OVRA), riporta come la struttura dell’organizzazione fosse articolata in circa…
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test minnesota
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PRIMA PAGINA Secolo Italia di Oggi venerdì, 28 febbraio 2025
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Il fatto non sussiste! Vuol dire che questa pletora di pm, magistrati, varie ed eventuali, non conosce i basilari del compito a cui è chiamata, dovrebbe in primis pagare di persona tutto il denaro pubblico (nostro) speso per questo teatrino, e poi togliersi dalle ⚽️⚽️ in quanto svolgono un lavoro per cui non hanno le competenze.
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"La rivolta di giudici e pm? Prova che serve la riforma" - il Giornale
«Se si voleva una conferma della necessità della separazione delle carriere, quelle scene con i giudici e i pubblici ministeri che escono a braccetto dalle aule sono la controprova perfetta».
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Torna in Bangladesh per ripudiare la moglie con il rito islamico e ottenere così il divorzio nel suo Paese, poi torna ad Ancona per far registrare il cambio del suo stato civile, e l'anagrafe del Comune riconosce l'atto. La storia, raccontata da Marina Verdenelli su AnconaToday, riguarda una donna di 37 anni originaria del Bangladesh. Il caso esplode a giugno: dopo essere fuggita insieme ai due figli piccoli in una casa protetta a causa dei maltrattamenti del marito 45enne, la donna aveva deciso di divorziare, scoprendo però che lo era già, a sua insaputa.
Se non che il ripudio non contempla tutte quelle garanzie che spettano alla moglie con il divorzio, come alimenti e partecipazione alle spese per i figli. Con la pratica del ripudio, che solo l'uomo è titolato a fare, è sufficiente infatti pronunciare per tre volte, in lingua araba, "io divorzio da te", e la coppia è considerata divisa di fatto, senza che ci sia più nulla a dovere o a pretendere da una parte o dall'altra.
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La fallacia logica preferita nel mondo dei minipony, magistratura comunista a orologeria o delinquenti?
Chiaramente il fascio vive in simbiosi con la palla.
E la palla migliore è un intero universo alternativo pieno di "comunisti" falliti ma che controllano i destini del mondo.
Visto che purtroppo nel mondo reale e fascio in cui viviamo le idee coerenti di sinistra non è che abbiano questa gran diffusione, il fascio ha gran agio a mettere in bocca alla fantomatica lobby mondialista di sinistra delle cazzate che né a sinistra né a "sinistra" del fascio (il meno peggio) sono state mai sostenute.
Oggi per esempio leggevo che il fantomatico "bimbiminkí comunista" all'ipotesi di Crosetto che ci sia una fazione della magistratura tradizionalmente ostile ai governi di centrodestra risponderebbe "link, source???".
Il problema è chiaramente malposto.
Come mai i governi di destra sono contigui se non collusi con la delinquenza se non proprio formati da pregiudicati?
Per la cronaca... la logical fallacy è la "False attribution", una delle tante specializzazioni della balla.
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“ I giornalisti di passaggio a Palermo hanno più volte cercato di scoprire come viveva, qual era l'intensità della sua paura quotidiana, se la vicinanza del pericolo gli procurava angoscia. Falcone ha sempre risposto con serenità: «Il pensiero della morte mi accompagna ovunque. Ma, come dice Montaigne, diventa presto una seconda natura. Certo, si sta sul chi vive, si calcola, si osserva, ci si organizza, si evitano le abitudini ripetitive, si sta lontano dagli assembramenti e da qualsiasi situazione che non possa essere tenuta sotto controllo. Ma si acquista anche una buona dose di fatalismo; in fondo si muore per tanti motivi, un incidente stradale, un aereo che esplode in volo, una overdose, il cancro e anche per nessuna ragione particolare». L'ironia sulla morte fa parte del retaggio culturale siciliano. Leonardo Sciascia ne era maestro. Falcone da parte sua racconta con un certo divertito compiacimento le battute del tempo del maxiprocesso. «Mi viene a trovare a casa il collega Paolo Borsellino. "Giovanni," mi dice devi darmi immediatamente la combinazione della cassaforte del tuo ufficio. E perché? Sennò quando ti ammazzano come l'apriamo?». “
Giovanni Falcone in collaborazione con Marcelle Padovani, Cose Di Cosa Nostra, Collana Saggi italiani, Milano, Rizzoli. Prima edizione: 13 novembre 1991.
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