#La coppia quasi perfetta
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pier-carlo-universe · 22 days ago
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Il maestro del thriller psicologico John Marrs torna finalmente in Italia con “Il giorno in cui sei scomparso”
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wutternach · 1 year ago
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Posta non risposta
Ricevo e volentieri ri-pubblico.
Non è una domanda la mia, ma è solo un pensiero di un signore per bene, che prende il the con i pasticcini, da solo o talvolta con la famiglia.
La cittadina di provincia limitrofa a quella dove abito ha una serie di negozi che frequentiamo, centri commerciali, piccoli negozi, servizi utili, ristoranti piacevoli. Tra questi c'è una deliziosa pasticceria, gestita da una coppia, moglie e marito. Una pasticceria dove, oltre ai dolci molto buoni, fanno caffetteria, sala da the, eventi, corsi di pasticceria per tutti, insomma un vero e proprio laboratorio artigianale raffinato. Lui lavora in un'agenzia di viaggi in realtà, ma è molto presente e segue tutta la parte amministrativa e gestionale dell'attività, curandone anche gli aspetti estetici e di accoglienza. Ha un'aria sempre molto cordiale e interessata al cliente, ancora non ho capito bene se fintamente cordiale o meno. Con alcuni aspetti, confesso, che mi stanno un po' sul cazzo, due tatuaggi piccolini stile fighetto finto giovane, un taglio di capelli e barba troppo studiato e delineato ma insomma, particolari estetici, nulla di più. Pare un bravo cristiano, come dicono i coatti romani con aria un po' compassionevole. Lei invece è la mente e il braccio del locale: è la pasticciera, inventa e realizza dolci di gran classe, progetta eventi, attività coinvolgenti e divertenti. Una bellissima donna, capelli corti probabilmente tinti senza darlo a vedere, viso sempre curato, trucco mai esagerato, gonnelline colorate, vestiti eleganti e scarpe di gran classe, sempre in ordine, stile un po' anni venti molto chic, un nome anch'esso molto chic, Carolina. Ascolta spesso Paolo Conte. Molto chic, sì, quasi snob che ti fa venire i nervi.
"Ciao carissimo Alessandro, come stai?" Tanti sguardi e tanti sorrisi.
"Salutami Francesca!" e ancora sguardi e tanti sorrisi cordiali.
"Buon weekend, anche ai ragazzi." Sguardi, sorrisi, sempre tanti.
Gentilezze.
Un gran rapporto cordiale.
Ecco, io, in tutta sincerità, l'elegante Carolina, la scoperei senza nessuna esitazione e tutto sommato con poca cordialità, con gli occhiali rossi da presbite che indossa sempre tenuti al collo con la cordicella raffinata; Ie alzerei le gonnelline fantasia anni venti per scoparla davanti e per scoparla dietro, sul bancone delle preparazioni e farciture; le farei tenere parte dei suoi vestiti eleganti addosso, mentre le lecco la fica nel laboratorio; la riempirei di parole forti, ma da apprezzare per sincerità, mentre mi prende il cazzo nella sua bocca perfetta, elegante, signorile.
Io, Carolina, la voglio sentire che mi chiede di schiaffeggiarle il culo, mentre mi prega cortesemente di venirle sulle tette esibite. La voglio percepire trasformata, mentre gode, quando il suo charme diventa solo un ricordo lontano ma che mi fa venire il cazzo ancora più duro.
Perché no, Carolina, a me Paolo Conte proprio non piace.
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intotheclash · 2 years ago
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La coppia era seduta ad un tavolo in disparte, nello spazio esterno di quel minuscolo ristorante. La cornice era da mozzare il fiato. Antichi palazzi signorili incastonavano quella piazzetta di Trastevere, facendola risplendere senza arroganza, come un diamante grezzo non ancora tagliato. A prima vista, i due, avrebbero potuto essere scambiati per una coppia felice in luna di miele, o, quanto meno, per due furtivi amanti in vena di sfidare la gabbia dell'anonimato. Ma un attento osservatore avrebbe sicuramente colto il procedere incerto di chi veleggia su una rotta sconosciuta. Mangiavano poco o niente, parlavano molto. In verità era soprattutto lui a parlare. Troppo e con troppa enfasi. Come un attore consumato che, dopo aver ripetuto la parte un'infinità di volte e limato ogni sbavatura, va in scena la sera della prima convinto di ammaliare e catturare il suo pubblico. Si sentiva in forma, bello ed irresistibile. E bello ed in forma lo era pure, ma di una bellezza stereotipata, da rotocalco rosa. Indossava un impeccabile vestito firmato, grigio scuro, abbronzatura perfetta, denti sfavillanti; proprio non vedeva alcun motivo che potesse impedirgli di fare colpo.
Il problema era che le donne, una parte delle donne, almeno quella, lo vedeva benissimo. Fin troppo evidente. Lo sapeva ancor prima di accettare l'invito a pranzo. Lo sapeva, ma aveva tentato lo stesso. Voltando deliberatamente le spalle all'evidenza. Aveva paura della solitudine e aveva accettato.
Durante il pasto non aveva quasi aperto bocca, tranne che per poche frasi di cortesia e per assaggiare quel cibo, tanto ricercato quanto insipido. Non per mancanza di sale, ma di passione. Era bello, questo sapeva vederlo, ma quella bellezza che arrivava agli occhi era poi incapace di raggiungere la bocca dello stomaco. Niente da fare, la linea doveva essere interrotta. Come se non bastasse, aveva assunto l'atteggiamento del professionista della conquista, era evidente che si sentisse tale. Lei posò la forchetta sul piatto, sbuffò contrariata, si coprì gli occhi con una mano e chiese:“Di che colore sono i miei occhi?”
L'uomo fu colto alla sprovvista. Colpito ed affondato. Non era in grado di rispondere, così cercò, in maniera maldestra, di prendere tempo.
“Come dici Andrea?” Andrea era la donna.
“Ti ho chiesto: di che colore sono i miei occhi? Non è troppo difficile. Puoi farcela anche tu! Non si vince nulla, è tanto per giocare.”
“Che razza di domanda è? Dove vorresti arrivare? Non capisco!” Aveva capito bene invece. Non era stupido. Non fino a quel punto, almeno.
“Lascia perdere, non importa. Chissà cosa succede se ti sforzi troppo. Ti faccio la domanda di riserva: quanti giorni sono che ci frequentiamo?”
L'uomo era in difficoltà. Sentiva il sudore iniziare ad imperlargli la fronte. E non era per il caldo. La situazione stava sfuggendogli di mano. E non riusciva neanche a trovare il tasto reset.
“Quattordici!” Quasi urlò. Cazzo, questa era facile!
“Bravo Umberto! Una l'hai presa! Quattordici giorni e non hai trovato un secondo di tempo per guardarmi negli occhi?”
“Non è vero! Nel modo più assoluto! I tuoi occhi sono bellissimi!” Rispose, ma con uno slancio eccessivo e un tono a metà strada tra l'offeso ed il piagnucoloso che la donna trovò infantile e disgustoso.
“Scommetto tutto quello che ho, anche se non è molto, che se ti chiedessi come sono le mie tette, che taglia porto di reggiseno e di che colore è, non esiteresti un istante a rispondere. Ti giocheresti pure il jolly. O sbaglio?”
Certo che non sbagliava! Aveva delle tette meravigliose. Che sfidavano sfrontatamente la legge di gravità. Sulla taglia del reggiseno, nutriva qualche perplessità. Se la giocavano alla pari la terza e la quarta. Non ne era sicuro. Il colore era facile, visto che ne sporgeva un pezzetto. Turchese. Probabilmente coordinato con le mutandine, che, ormai ne era sicuro, non avrebbe mai visto.
“Il tuo silenzio conferma che ho ragione. Eppure ancora avresti potuto salvare la faccia. Sarebbe bastato ammetterlo. Dirmi: è vero, non ho fatto altro che ammirare le tue tette! Non ci sarebbe stato niente di male. Anche se tu ti sei lasciato prendere un po’ troppo la mano. D'altra parte a me non dispiace mostrarle. E fino a quando riusciranno a tenersi su da sole, continuerò a farlo. Anche in questo non c'è nulla di male. Solo una sana dose di civetteria. Ma, a rischio di sembrare banale, ti informo che c'è dell'altro.”
“Eccome se c'è dell'altro!” Pensò l'uomo. E l'espressione trasognata e vagamente ebete lo tradì di nuovo.
Difatti non sfuggì alla donna. Evidentemente, oltre ad essere decisamente bella, doveva avere un cervello niente male. Non roba che si possa trovare ad ogni angolo di strada.
“Ascolta, Umberto,” Era giunto il momento della disillusione, “Facciamola finita. Ho paura che, da adesso in avanti, tutto ciò che potresti dire, non farebbe che aggravare ulteriormente la situazione. Peccato, avrebbe potuto essere diverso. Ma non tra noi due. Questa è la mia parte, stammi bene e addio.” Concluse sorridendo e lasciando trenta euro sul tavolo. Prese la sua borsetta, fece un mezzo giro sui tacchi e sparì per sempre dalla vista dell'uomo, accompagnata dallo sguardo di tutti i presenti. O, almeno, di quelli appartenenti al genere maschile.
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tinyshootingstar · 15 days ago
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Vivere di luce riflessa - Parte 3
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Due giorni dopo, al suo arrivo, la classe di pozioni era quasi vuota, salvo un gruppetto che stava chiacchierando tra loro in un angolo. Una delle ragazze sventolò una mano verso di lei e la invitò a unirsi a loro. Sinesi si era svegliata con ritrovato buonumore, era piuttosto impaziente. Si incamminò verso di loro, sistemandosi meglio i manici della sacca di tela in cui aveva riposto il computer. Seguivano il podcast che curava grazie all'aiuto dei suoi compagni di club e la spensieratezza le permise di rispondere a tutte le domande che avevano per lei. Le piaceva sempre molto parlare dei suoi progetti e quello era uno dei tanti che più la rendeva orgogliosa, Il club di cinema era sempre stato monopolio di Vil sin dalla sua fondazione. Sapere che non solo fosse riuscita a convincerlo a ritagliare un piccolo angolo di divulgazione ma perfino ad avere una rubrica sui film “sudici” (come a lui piaceva chiamarli) ormai diventata intoccabile le dava una soddisfazione immensa.
Proseguirono per una decina di minuti e fu così amabile che quasi dimenticò il motivo per cui era così elettrizzata. Ci pensarono i due ragazzi che entrarono baldanzosi in classe a ricordarglielo. Diasomnia e Savanaclaw si diressero disinvolti verso il banco che avevano occupato durante la lezione precedente e un brivido le corse lungo la schiena. Restò con il gruppetto a chiacchierare finché anche Trey non varco la soglia della classe e la salutò con un cenno del capo. Fu a quel punto che si congedò e agguantò la sacca chiara per raggiungerlo. Era ora di andare in scena.
«Sembri felice, buon per te. Dove ci mettiamo?»
La ragazza indicò con il pollice il banco di fronte ai due con un sorriso smagliante. «Una domanda piuttosto stupida, mio caro. Stai perdendo colpi.»
La seguì scuotendo la testa, sconsolato. Trey iniziò a impilare dei ciocchi di legna sotto il calderone mentre Sinesi preparò il bancone, dove posò il portatile. Quando lo schermò si illuminò uno dei due ragazzi alle sue spalle sussurrò qualcosa, eccitato: «Anche oggi sarà una passeggiata!»
Dal compagno non arrivò alcuna risposta verbale, ma non le riusciva difficile immaginarlo condividere il suo stesso entusiasmo.
Siamo tutti su di giri vedo, ottimo.
Trey, nel frattempo, si era rimesso in piedi e aveva preso a sfogliare il libro di testo. Gli diede una leggera gomitata sullo sterno. «Dì, li hai sentiti?»
Il ragazzo lanciò un'occhiata fugace alle loro spalle, guardandoli mentre sghignazzavano. «Contenti loro. Inizio a temere quello che li aspetta.»
C'era qualcosa di strano, nel suo tono di voce, come se si sentisse a disagio e per questo gli rivolse un sorriso morbido. «Perché sei così teso, rilassati. Non hai niente da temere.»
Il professor Crewel piombò finalmente in classe senza alcun preavviso, esigendo da subito il silenzio più assoluto. Li invitò ad accendere le braci mentre illustrava l'oggetto di valutazione del giorno, una pozione di amplificazione per l'impatto magico. «Basta una singola cosa fuori posto per trasformare il composto in un disastro. La difficoltà non è elevata, per cui mi aspetto di vedere dei lavori esemplari e non tollererò fallimenti. Avete un'ora di tempo a partire da adesso.»
Il silenzio calò sulla classe come una leggera cortina. Ogni coppia si chiuse nella propria concentrazione e iniziò a muovere i primi passi.
Sinesi riempì il calderone con una soluzione estratta dal salice d'argento, una pianta nativa del Regno delle Rose e materiale di base per vari distillati. Si alternò in perfetta sinergia con Trey tra il calderone e il bancone, stando attenta a che lo schermo fosse perfettamente visibile alla coppia dietro di loro. Aveva perfino scritto il documento con un carattere molto più grande del normale, ma chissà se si sarebbero accorti della sua frecciatina. Il ragazzo di Savanaclaw sussurrò qualcosa al compagno, indicando con un cenno del dito proprio il suo computer, ma il suo tono di voce era talmente basso che non era stata in grado di sentire nulla.
Come fa un armadio come quello a essere così silenzioso? La natura non smette davvero mai di stupirmi.
Seguirono pedissequamente i passaggi fino al punto numero cinque, quello fatidico. Erano passati venti minuti dall'inizio della prova. Sinesi si morse il labbro per evitare di sorridere troppo. Certo non voleva rovinare la sorpresa che aveva in serbo.
«Semi di stella della notte? Non era questo che avevamo scelto, che ci fa tra le istruzioni?» bisbigliò Trey, che nel frattempo era tornato per recuperare il nuovo ingrediente da aggiungere.
«Non ti fidi di me?»
Le rivolse uno sguardo piuttosto duro. «Ora come ora no. Sai che effetto ha se lo uniamo all'erbabrulla. Forse ti sei confusa con altro, anche se ne dubito fortmente.»
«E fai bene, perché sai che non commetto errori.»
Lanciò un'occhiata verso il professore. Era rivolto in avanti, stava scandagliando con lo sguardo le ultime postazioni in fondo alla classe. Quando voltò lo sguardò verso la sua destra Sinesi ne approfittò per girarsi appena indietro e, da sopra la spalla, vide nelle mani di Diasomnia i semi neri di stella della notte pronti per essere aggiunti all'infuso. Poco prima che scivolarono in basso, si girò verso Trey, portandosi le mani ai lati della testa. «Farai meglio a coprirti le orecchie.»
Fu per un attimo perplesso, ma la sua espressione mutò rapidamente in rabbia nel momento in cui si rese conto di cosa stava accadendo: «Non dirmi che–»
La frase non giunse mai al termine, risucchiata in un grosso boato. La classe si riempì all'istante di fumo, rendendo l'aria irrespirabile. Tra i tanti colpi di tosse e domande confuse si alzò la voce del professor Crewel. Intimò perentorio di evacuare la classe e tutti si riversarono in corridoio, sotto lo sguardo attonito dei passanti. Un brusio indistinto rimbalzò sulle spesse pareti di pietra.
«Sei impazzita? Ma che ti è saltato in testa?» esclamò Trey a denti stretti. L'aveva seguita verso il parapetto, dove si issò a sedere, e la guardava truce.
Sogghignò, guardandosi bene dall'alzare troppo la voce per evitare che qualcuno la sentisse: «Sono stata buona, le dosi che avevo scritto all'inizio erano il doppio».
«Davvero non ti è venuto in mente altro?»
«A proposito, ti devo ringraziare per avermici fatto pensare. Ti porto al Mostro Lounge. Prendi tutto quello che vuoi, offro io.»
Una farfalla le si insinuò tra i capelli e si posò nell'incavo del collo. Osservò compiaciuta il professore sgridare a gran voce Diasomnia e Savanaclaw, che ascoltavano mortificati a capo chino e coda tra le gambe (almeno per l'uomo bestia che ne era provvisto). Crewel concluse greve chiedendoli di raggiungerlo nel suo ufficio a fine giornata e quando sparì in classe, probabilmente per controllare l'entità dei danni, si girarono verso di lei. Anche da lontano poteva vedere i loro visi rossi di imbarazzo o rabbia, o forse entrambi. Alzò una mano e agitò le dita con sprezzo.
«Questa volta hai davvero esagerato.» Trey si era nel frattempo appoggiato con il bacino al parapetto di pietra e aveva incrociato le braccia al petto con un lungo sospiro. Aveva alzato la mascherina sulla testa, che aveva lasciato un segno profondo sotto gli occhi e sul naso.
«Non so proprio di che parli.» Con tono di finta ingenuità, la ragazza alzò una mano a mezz'aria e una seconda farfalla si posò sul dito teso.
«E le conseguenze? Non hai pensato che potrebbero fare il tuo nome?»
Si voltò verso di lui, divertita. «E la mia parola contro la loro. Sarò sempre io ad avere il controllo, persino due cavernicoli come loro l'avranno capito, a questo punto.»
Gli sguardi trafelati che i due ragazzi continuavano a lanciarle rappresentavano al meglio ciò che la scuola doveva sapere. Non era lì per impartire lezioni a nessuno, ma se qualcuno avesse osato giocare con la sua pazienza credendo di poterla scampare allora stavano combattendo una battaglia persa in partenza.
«Continuo a pensare che sei stata un tantino estrema. E pensare che una parte di colpa potrebbe essere mia...»
«Tu mi hai solo dato un buon input, hai le mani pulite. E poi, non puoi guardare il sole da vicino e lamentarti perché ti ha bruciato le retine.»
Osservò la farfalla sbattere lieve le alucce di metallo e soffiò piano sul proprio dito. L'esserino riprese il volo, riflettendo sulle ali un raggio di sole. «Ogni cosa ha i suoi rischi, anche vivere di luce riflessa.»
Trey sospir�� di nuovo. Per certi versi, sembrava divertito. «Spero di non farti mai arrabbiare.»
✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩.✩
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oltrescrittura · 23 days ago
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Il Giorno in Cui Sei Scomparso: Il Nuovo Thriller di John Marrs
Il maestro del thriller psicologico John Marrs torna finalmente in Italia con “Il giorno in cui sei scomparso” Dopo una carriera spesa intervistando celebrità del mondo della televisione, del cinema e della musica per numerosi quotidiani e riviste nazionali, l’ex giornalista e ora scrittore a tempo pieno��John Marrs, noto per il bestseller n. 1 e la serie Netflix “La coppia quasi perfetta”,…
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studentessamatta · 2 months ago
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cassinafantapro · 4 months ago
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Charles De Ketelaere incanta in Champions: 2 gol e 3 assist! 🌟 Nessun belga come lui e nessun calciatore italiano ha mai fatto meglio. La Dea vola con la magia di CDK! ⚽️🔥 Fantallenatori, occhi puntati su di lui e su Retegui per il fantacalcio! 😉 #Atalanta #ChampionsLeague #Fantacalcio #fantacalcio #cfp #cassinafantapro
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subzerostreet · 5 months ago
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Non avrei mai pensato di riaprire questo sarcofago, ma eccoci qui.
Tutto perchè sono stupido e qualcosa in me mi spinge sempre a farmi del male, a capire anche se non devo e a non lasciare nulla nel passato.
Io sono tremendamente avido, l’ho sempre saputo, dai tempi delle medie a oggi non è cambiato molto nel mio carattere se non qualche accorgimento in più a livello morale, non perchè lo trovi giusto, ma perchè sono sicuro che se fosse fatto a me probabilmente mi porterebbe al manicomio.
Ho fatto un sacco di errori nella vita, li ricordo tutti e non mi pento di nessuno, nonostante quello che si possa pensare di me, io penso attentamente a quello che faccio, anche troppo, al punto da far diventare un ricordo un ostaggio, come in questo caso
La mia vita è cambiata molto, ho una figlia che adoro, ma per circostanze la vedo veramente poco. Non dico di essere il miglior padre del mondo, anzi, probabilmente all’attuale sono peggio del mio vecchio, ed è difficile credetemi.
Ho mandato in fumo una situazione sicura, al 100%, una relazione quasi perfetta.
Ho mandato all’aria ció che ho sempre desiderato, una famiglia vera.
E il bello è che non ho avuto un vero motivo se non i litigi continui, io odio profondamente la gente che urla, non la sopporto, mi sento un ragazzino di 14 anni impotente in queste situazioni, ed ho mandato tutto all’aria, tipico mio, non mi sorprende, il problema è che per una volta in cui non ho fatto nulla, vengo trattato come un essere indegno. So di essere un un uomo non adatto alle relazioni, ho sempre avuto un pensiero condiviso con la persona che probabilmente mi rappresenta di più, Marracash che dice:” L’Amore esiste la coppia è un invenzione dell’uomo.”
E lo avrei capito benissimo se a odiarmi così fosse stata Rebecca, magari Desi o Sofia, loro ne avrebbero tutto il diritto, le ho tradite tutte, e me ne vergogno così tanto. possono o potete pensare ció che vi pare, ma non l’ho nascosto perchè sono un codardo, o meglio, lo sono, ma non è questo il caso, l’ho fatto percchè non meritavano di soffrire più di quanto non lo avessero fatto già, stare con me è una dura gara di resistenza mentale, e sto cercando di capire cosa mi spinge a essere così, ma la ricerca mi terrorizza, più vado avanti nella vota più mi rendo conto che in me c’è qualcosa che non va, un ingranaggio che manca, un interruttore che si accende e si spegne, e mi fa paura, io ho vissuto con uno schizzofrenico che mi ha reso la vita un inferno, e se lo fossi anche io? Non penso schizzofrenia, ma depressione, bipolarismo, disturbo borderline. Mi terrorizza l’idea di dover prendere medicine per tutta la vita, e mi sento impotente sulle decisioni nella mia stessa mente, è terribile, mi sento chiuso in una bolla che mi tieni fuori dal mondo, e io non faccio nulla, anzi, la lascio andare, la lascio distruggere tutto, passare avanti, farmi ripetere errori che già altri hanno fatto
Tornando alla relazione “quasi” perfetta, questo è un caso isolato, l’ho amata ardentemente, come un ragazzo al liceo, con foga, passione, e di questo ne sono certo, l’ho amata più di ogni altra.
Non l’ho mai tradita, anche se lei è sicura del contrario, e non ho prove per scagionarmi da questa accusa, ci sono troppe cose strane che non so come spiegare, ma ho la coscienza pulita stavolta, me ne staró tranquillo.
Quanto al resto, ultimamente sto cercando di assicurarmi che quel senso di avidità vada via, ma peggiora e basta, anche se forse, in un senso migliore per alcuni, forse aver fatto tanto male alle persone che ho amato ha reso quel senso di avidità più protettivo che possessivo, o forse è solo diventare papà, non penso sia questa opzione peró.
Cerco le persone che hanno avuto un ruolo importantissimo nella mia vita e controllo stiano bene, solo per assicurarmi che almeno loro, stiano vivendo un’esistenza completa, non parlo di serenità o felicità, quelli sono attimi, non valgono nulla se non come ricordi, ma un esistenza che li soddisfi, che porti tutti a maturare, continuando a fare il tifo per loro, mentre io sono intrappolato in una situazione alquanto spinosa, che è stata creata da me soltanto, o da persone che mi stanno accanto, quindi non me ne lamento, anche se inizio a essere stanco
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m2024a · 9 months ago
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Caldo, morta neonata di 4 mesi: fatale la gita in barca con i genitori, c'erano 49 gradi Caldo killer, ma pure negligenza dei genitori. Ogni tentativo di salvarla dal calore è stato inutile: Tanna Rae Wroblewski, una neonata di 4 mesi, è morta dopo la giornata sotto al sole trascorsa con i genitori su una barca. Doveva trattarsi di un giorno di vacanza ed è diventato un incubo. I messaggi social della mamma, per quanto toccanti, hanno raccolto solo odio: chi ha letto la tragica storia di Tanny la accusa di omicidio. Malore in spiaggia mentre fa il bagno, turista muore davanti ai bagnanti La tragica morte della bimba a quasi 49°C Le temperature in Arizona sfioravano i 120 gradi Fahrenheit quando la bimba ha perso i sensi. È successo venerdì scorso, durante un'avventura in barca sul lago Havasu al confine tra California e Arizona per festeggiare il Giorno dell'Indipendenza. L'ondata di caldo ha colto di sorpresa la famiglia e ha causato un forte malessere nella bambina che, trasportata prima in una clinica locale e poi - tramite elicottero - in un ospedale pediatrico, non è sopravvissuta. Il dolore dei genitori Poco dopo la tragedia ed aver compreso ciò che era successo, la mamma di Tanna Rae Wroblewski ha condiviso un messaggio toccante su una piattaforma per le raccolte fondi: «Siamo devastati, con il cuore spezzato; non ci sono parole. La nostra preziosa bambina ci ha regalato i suoi ultimi sorrisi e noi le abbiamo dato i nostri ultimi baci. Non capiremo mai perché hai dovuto andartene così presto, eri semplicemente troppo perfetta». Su Facebook, invece, la donna ha scritto: «Queste sono le ultime foto che ti ho scattato prima che ci lasciassi. Il tuo sorriso irradiava gioia. Ho sempre detto che eri il mio angelo, la mia pace. Non avrei mai pensato che ci sarebbe stato un giorno nella mia vita senza di te. Hai reso completa la nostra famiglia. Oggi avresti compiuto 4 mesi. Spiegare la tua perdita a tua sorella è stata la cosa più difficile. Ha lasciato i giocattoli per te e si è assicurata che i tuoi preferiti fossero tutti nella culla prima di andare a letto le ultime due notti. Siamo così addolorati senza di te, bambina. Ti amiamo e daremmo qualsiasi cosa per riaverti qui con noi. Ti ameremo per sempre, Tanny». Sui social gli utenti chiedono un processo Le dolci dediche di mamma e papà hanno attirato l'attenzione dei lettori in una maniera molto diversa da ciò che i due coniugi si aspettavano: gli utenti ritengono la coppia colpevole della morte della bambina e chiedono l'intervento della giustizia. «Non dovresti avere figli se non sei abbastanza responsabile da sapere che il caldo estremo è mortale sia per i neonati che per gli adulti. Questo non è stato soltanto un incidente e avrebbe potuto essere facilmente evitato. Meriti di essere perseguita per le tue azioni», ha scritto un utente rivolgendosi alla donna; mentre molti altri lettori hanno sollevato la questione sperando di arrivare alle orecchie delle autorità, come Terra Osthoff, che su Facebook si dice «disgustata».
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sounds-right · 10 months ago
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La primavera di Cenando & Ballando: dinner party tra Feel (Bergamo) e Yacht Club (Como)
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Cena d'eccellenza in ogni stagione (primavera compresa), musica,  divertimento & bollicine... ecco il perfetto mix di Cenando & Ballando. L'infinito tour di uno staff artistico capitanato da Cucky, esperto e scatenato dj capace di mixare di tutto e da Icio, sempre elegante e carismatico vocalist, sono un team imbattibile, quando si tratta di far divertire. Nella foto ci sono loro, ovviamente.  Dinner, music & more: cena, musica e molto di più. I protagonisti dell'evento sono sempre gli ospiti, non gli artisti, con le loro risate e la loro energia.  
Sabato 25 maggio '24 l'evento va in scena al Feel Party Restaurant di Curno (Bergamo), mentre venerdì 31 maggio l'evento parte allo Yacht Club di Como.
///
Il programma dei dinner party Cenando & Ballando, in fondo, è sempre lo stesso: Welcome drink, dinner & music by Cucky & Icio, ovvero, in console alla musica pensa Cucky, esperto dj che da sempre fa ballare il Nord Italia con un sound molto originale ed una grande energia, mentre al microfono arriva Icio, un altro grande professionista. Non divertirsi con una coppia così all'opera è semplicemente impossibile.
Cenando & Ballando fin dal 2002, ovvero da più di vent'anni, fa divertire mettendo insieme musica, ottimi piatti, qualcosa di buono da bere, amici, sorrisi e voglia di far tardi ballando… In location sempre diverse. Vent'anni fa eventi di questo tipo, semplicemente, quasi non c'erano. Oggi invece si chiamano dinner show. Ma già allora Cenando & Ballando già spopolava. 
Oggi che invece le cene musicali non si contano, Cenando & Ballando è l'Originale, un evento che ha fatto scuola e resta unico per l'atmosfera scanzonata e divertente che riesce a creare.  Riassumendo, si canta tra i tavoli, si balla e la serata decolla. Cenando & Ballando è l'evento perfetto per festeggiare un compleanno, un addio nubilato o al celibato, le feste di fine anno, la primavera, l'estate, un divorzio, un fidanzamento, un finanziamento (…). E' una festa perfetta semplicemente per fare festa con gli amici.  Tutto qui.
www.cenandoeballando.it
info e prenotazioni 393 8008071
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djs-party-edm-italia · 10 months ago
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La primavera di Cenando & Ballando: dinner party tra Feel (Bergamo) e Yacht Club (Como)
Cena d'eccellenza in ogni stagione (primavera compresa), musica,  divertimento & bollicine... ecco il perfetto mix di Cenando & Ballando. L'infinito tour di uno staff artistico capitanato da Cucky, esperto e scatenato dj capace di mixare di tutto e da Icio, sempre elegante e carismatico vocalist, sono un team imbattibile, quando si tratta di far divertire. Nella foto ci sono loro, ovviamente.  Dinner, music & more: cena, musica e molto di più. I protagonisti dell'evento sono sempre gli ospiti, non gli artisti, con le loro risate e la loro energia.  
Sabato 25 maggio '24 l'evento va in scena al Feel Party Restaurant di Curno (Bergamo), mentre venerdì 31 maggio l'evento parte allo Yacht Club di Como.
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Il programma dei dinner party Cenando & Ballando, in fondo, è sempre lo stesso: Welcome drink, dinner & music by Cucky & Icio, ovvero, in console alla musica pensa Cucky, esperto dj che da sempre fa ballare il Nord Italia con un sound molto originale ed una grande energia, mentre al microfono arriva Icio, un altro grande professionista. Non divertirsi con una coppia così all'opera è semplicemente impossibile.
Cenando & Ballando fin dal 2002, ovvero da più di vent'anni, fa divertire mettendo insieme musica, ottimi piatti, qualcosa di buono da bere, amici, sorrisi e voglia di far tardi ballando… In location sempre diverse. Vent'anni fa eventi di questo tipo, semplicemente, quasi non c'erano. Oggi invece si chiamano dinner show. Ma già allora Cenando & Ballando già spopolava. 
Oggi che invece le cene musicali non si contano, Cenando & Ballando è l'Originale, un evento che ha fatto scuola e resta unico per l'atmosfera scanzonata e divertente che riesce a creare.  Riassumendo, si canta tra i tavoli, si balla e la serata decolla. Cenando & Ballando è l'evento perfetto per festeggiare un compleanno, un addio nubilato o al celibato, le feste di fine anno, la primavera, l'estate, un divorzio, un fidanzamento, un finanziamento (…). E' una festa perfetta semplicemente per fare festa con gli amici.  Tutto qui.
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tarditardi · 10 months ago
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La primavera di Cenando & Ballando: dinner party tra Feel (Bergamo) e Yacht Club (Como)
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Cena d'eccellenza in ogni stagione (primavera compresa), musica,  divertimento & bollicine... ecco il perfetto mix di Cenando & Ballando. L'infinito tour di uno staff artistico capitanato da Cucky, esperto e scatenato dj capace di mixare di tutto e da Icio, sempre elegante e carismatico vocalist, sono un team imbattibile, quando si tratta di far divertire. Nella foto ci sono loro, ovviamente.  Dinner, music & more: cena, musica e molto di più. I protagonisti dell'evento sono sempre gli ospiti, non gli artisti, con le loro risate e la loro energia.  
Sabato 25 maggio '24 l'evento va in scena al Feel Party Restaurant di Curno (Bergamo), mentre venerdì 31 maggio l'evento parte allo Yacht Club di Como.
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Il programma dei dinner party Cenando & Ballando, in fondo, è sempre lo stesso: Welcome drink, dinner & music by Cucky & Icio, ovvero, in console alla musica pensa Cucky, esperto dj che da sempre fa ballare il Nord Italia con un sound molto originale ed una grande energia, mentre al microfono arriva Icio, un altro grande professionista. Non divertirsi con una coppia così all'opera è semplicemente impossibile.
Cenando & Ballando fin dal 2002, ovvero da più di vent'anni, fa divertire mettendo insieme musica, ottimi piatti, qualcosa di buono da bere, amici, sorrisi e voglia di far tardi ballando… In location sempre diverse. Vent'anni fa eventi di questo tipo, semplicemente, quasi non c'erano. Oggi invece si chiamano dinner show. Ma già allora Cenando & Ballando già spopolava. 
Oggi che invece le cene musicali non si contano, Cenando & Ballando è l'Originale, un evento che ha fatto scuola e resta unico per l'atmosfera scanzonata e divertente che riesce a creare.  Riassumendo, si canta tra i tavoli, si balla e la serata decolla. Cenando & Ballando è l'evento perfetto per festeggiare un compleanno, un addio nubilato o al celibato, le feste di fine anno, la primavera, l'estate, un divorzio, un fidanzamento, un finanziamento (…). E' una festa perfetta semplicemente per fare festa con gli amici.  Tutto qui.
www.cenandoeballando.it
info e prenotazioni 393 8008071
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claudioparentela · 1 year ago
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BUONGIORNO MERAVIGLIOSO E GENEROSO UNIVERSO....SONO SU MICROBO.NET SUL&COL LORO NUOVO BELLISSIMO PROGETTO:'' GEOMETRIE URBANE''.....GRAZIE MICROBO.NET....LOVE YOU!❤❤❤
<< La simbiosi era perfetta ma con tante plateali imperfezioni >>
Claudio Parentela
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Le geometrie urbane rappresentano un affascinante campo di indagine, che svela la complessità e l’armonia insita nella struttura delle nostre città, che ci consente di osservarle da un punto di vista privilegiato, alla ricerca di una visione fotografica. L’idea di fondo è quella di esplorare la città nella sua interezza, muovendosi costantemente tra la visione d’insieme e gli infiniti dettagli che la compongono. Questo consente di rivelare affinità sorprendenti tra il particolare e il totale, quasi in una configurazione frattale: in ogni angolo della città si nasconde infatti una geometria unica, un gioco di forme, colori e texture che si ripetono sia nei grandi panorami urbani che nei dettagli più nascosti e a volte trascurati, ma degni di essere indagati.
Le immagini presentate rappresentano una coppia che muove dal totale al particolare: una delle due mira a catturare l’essenza complessiva della città, offrendo uno sguardo panoramico, sinottico e inclusivo, l’altra prova invece a svelare particolari intriganti, più personali, o dettagli dove la geometria urbana si manifesta in maniera più intima allo sguardo. Possiamo quindi provare a intuire la relazione visiva tra queste due prospettive, coi loro richiami reciproci, con le citazioni che viaggiano nei due sensi, con ripetizioni della stessa geometria in scala diversa, in definitiva connettendo la vastità della città con la sua intricata ricchezza di dettagli.
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GOOD MORNING WONDERFUL AND GENEROUS UNIVERSE....I AM ON MICROBO.NET ABOUT&WITH THEIR NEW BEAUTIFUL PROJECT:''URBAN GEOMETRIES''.....THANK YOU MICROBO.NET....LOVE YOU!❤❤❤
<<The symbiosis was perfect but with many glaring imperfections>>
Claudio Parentela
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Urban geometries represent a fascinating field of investigation, which reveals the complexity and harmony inherent in the structure of our cities, which allows us to observe them from a privileged point of view, in search of a photographic vision. The basic idea is to explore the city in its entirety, constantly moving between the overall vision and the infinite details that compose it. This allows us to reveal surprising affinities between the particular and the total, almost in a fractal configuration: in every corner of the city a unique geometry is hidden, a play of shapes, colors and textures that are repeated both in the large urban panoramas and in the details more hidden and sometimes overlooked, but worthy of being investigated.
The images presented represent a couple that moves from the total to the particular: one of the two aims to capture the overall essence of the city, offering a panoramic, synoptic and inclusive look, the other instead tries to reveal intriguing, more personal details or details where the urban geometry manifests itself in a more intimate way to the gaze. We can therefore try to intuit the visual relationship between these two perspectives, with their mutual references, with the quotes that travel in both directions, with repetitions of the same geometry on a different scale, ultimately connecting the vastness of the city with its intricate wealth of details .
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writetodrive · 1 year ago
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Guido la Renault Clio Rs 2000
L’ultimo articolo dell’anno lo voglio dedicare ad una macchina - guardandomi indietro, ebbene sì nel tempo.
Tutti gli appassionati di automobili lo sanno ormai da molto che un processo importante di cambiamento nelle auto e mobilità in generale è costante dei giorni nostri.
Il motore turbo aveva già preso campo, ritornando prepotentemente nel panorama automobilistico da molti anni, da utilizzato per poche automobili, le più sportive, a surplus per tutte dopo, indipendentemente dal tipo di alimentazione.
L’elettrificazione fa passi da gigante e spesso ben accompagnata dalle soluzioni miste dei moti termici, quando utilizzando sistemi Hybrid , Plug-in Hybrid o mild Hybrid.
L’auto di questa prova? Aspirata!
Avete capito bene, niente motori elettrici, niente batterie che si ricaricano o da ricaricare, e addirittura neppure un turbo, qui abbiamo un motore oggi si dice vecchia scuola ma dalle note musicali alte, molto alte quelle dei 7500 giri/min che questo motore anteriore trasversale 4 cilindri in linea a fasatura variabile  con 145 Kw, 197 Cv e 21,9 kgm di coppia è in grado di raggiungere snocciolando una marcia dietro l’altra con il suo cambio manuale 6 marce dalla rapportatura corta per brividi ed emozioni che parlano di quasi due decenni fa.
Anno 2009, il modello in prova, serie limitata F1 Team nata per celebrare le vittorie della Casa Renault in F1 con la R27, targhetta identificativa con numero stampato sul tunnel centrale e serigrafie dedicate su tutti i lati della carrozzeria e tetto, esprime già alla vista solo una cosa – sportività allo stato puro.
Bianca, bianchissima, mi avvicino a lei, gli giro attorno, guardo le sue forme che sono così lineari, ancora oggi moderne e molto, molto allargate sui lati.
Plastiche dure qualcuno dirà, sì ma chi se ne frega, all’interno due sedili anteriori Recaro così profilati da farti sentire subito un pilota ma che si sono rivelati comodi anche sulle lunghe distanze.
Si gira la chiave e su tutto il mio corpo si dipanano vibrazioni, quelle di una macchina viva che se fosse un cavallo, si direbbe - eccolo è pronto a scalciare.
Cambio morbido ma ben contrastato seppur non sempre preciso in quella prima da inserire veloce nei tornanti più stretti, mi avvio e mi dirigo passando dal centro città, verso le alture di Genova.
Il traffico cittadino non è certo il suo “habitat”, soffre nelle continue ripartenze, e stanca al pedale della frizione che necessità di uno sforzo se prolungato, affaticante.
Per lei, servono strade tortuose, sali e scendi guidati, niente interruzioni, e il Monte Fasce che sovrasta la nostra città con i suoi 834 metri di altitudine, una tra le maggiori alture presenti che offre anche punti di vista panoramici, è ideale.
La Clio Rs 3 con il suo passo da 2585 mm, una lunghezza di 3991 mm e larghezza di 1768 mm, da timida impacciata del traffico cittadino si trasforma subito in un’auto dinamica ed affilata, molto affilata, con uno sterzo diretto, sempre rigido ma mai affaticante.
Avantreno a ruote indipendenti, doppio asse con perno indipendente, retrotreno ad assale semirigido, braci oscillanti, il telaio con il suo reparto sospensioni seppur su questo modello modificate ed affinate, ti restituisce fin dalle prime curve, stabilità ed agilità a profusione, ha una rigidità che potrebbe tranquillamente ospitare con se cavallerie molto ma molto superiori ai 200 Cv di questa versione, è solida, te lo fa sentire sulla schiena attraverso i suoi sedili, l’abitacolo ti avvolge e il suono al salire del suo motore rende il concerto unico.
Con un peso cresciuto di generazione in generazione, qui la terza e che si ferma a quota in ordine di marcia a circa 1280 Kg, i freni anteriori a disco autoventilanti da 312 mm di diametro e posteriori a disco pieno da 300 mm offrono un mordente efficace in ogni situazione con trasferimenti di carico all’anteriore gestiti in maniera perfetta per regalare a queste auto, quel sovrasterzo volendo di rilascio che le ha rese nei tempi vincenti sui campi di gara di tutto il mondo, con tempi ancora oggi di percorrenza, in grado di far impallidire auto ben più blasonate.
Guardarsi indietro per andare avanti, un passo indietro con questo numero nella speranza che il progresso delle auto di oggi certamente migliori non perdano del tutto la capacità di fare una cosa in particolare – regalare emozioni -.
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sorella-di-icaro · 1 year ago
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Il 7 aprile del 2008 le autorità del Texas hanno intrapreso un raid in un ranch vicino ad Eldorado e hanno preso in custodia 416 bambini dopo che hanno ricevuto nei giorni precedenti una telefonata in cui una ragazza affermava che al ranch avvenivano abusi fisici e sessuali nei confronti dei minori. In realtà la telefonata sembra non sia stata effettuata da nessuno dei minori. Ma la chiesa fondamentalista FLDS e il suo profeta, Warren Jeffs, sono finiti sotto gli occhi della pubblica opinione.
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LA LONTANANZA ALIMENTA L'AMORE, O NO?
CHARLIE «lo e Nick Nelson stiamo insieme da due anni. Fra le cose che gli piacciono ci sono il rugby e la Formula 1, i cani, il rumore che fa il pennarello sulla carta e disegnare sulle scarpe. E me.»
NICK: «Fra le cose che io e Charlie facciamo quando siamo insieme a casa ci sono: guardare film, limonare, cucinare, parlare, litigare, ridere. Forse siamo un po' noiosi. Ma a noi va bene cosi.»
Nick e Charlie sono la coppia perfetta, semplicemente inseparabili. Ma adesso Nick sta per andare all'università mentre Charlie ha ancora un anno di liceo davanti a sé. Tutti si chiedono se continueranno a stare insieme. Che domanda stupida: certo che sì, sono "Nick e Charlie", santo cielo!
Eppure, mano a mano che il giorno della separazione si avvicina, anche loro iniziano a chiedersi se il loro amore sarà abbastanza forte da sopravvivere.
Stanno solo rimandando l'inevitabile? 
Dopo tutto, quasi mai il primo amore dura per sempre...
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shunkawakan-ita · 1 year ago
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DAVIDE BUZZIfeat. FRANCO AMBROSETTI IL SINGOLO DI NATALE DELLO STRANO DUO “La LUPA”
"La LUPA” è il singolo di Natale del cantautore Davide Buzzi e del trombettista jazz Franco Ambrosetti,
con la partecipazione del cantautore Nativo Americano Jimmy Lee Young e del Coro Bambini Mesocco,
e un bellissimo video natalizio in animazione
GUARDA IL VIDEO
youtube
A partire dal 15 dicembre sarà disponibile su tutte le piattaforme “La LUPA”, il singolo di Natale della strana coppia artistica composta dal cantautore Davide Buzzi e dal trombettista jazz Franco Ambrosetti.La nuova proposta musicale di Davide, con Franco Ambrosetti che anche questa volta si propone con il suono struggente del suo flicorno, vede anche la partecipazione del Coro Bambini Mesocco, diretti dalla maestraRamona Plozza e della voce narrante del cantautore Nativo Americano Jimmy Lee Young. Scritta in origine da Davide Buzzi proprio per Jimmy Lee Young, la versione inglese di questa canzone nel 2012 aveva ricevuto due nomination per gli ISMA Awards di Milwaukee (Wisconsin/USA), nelle categorie "Canzone Pop dell'anno" e "Canzone Folk dell'anno" e nel 2013 si era aggiudicata una nomination per i NAMMY Awards di Niagara Falls (NY/USA), nella categoria "Canzone folk dell'anno".
A dieci anni di distanza dal suo esordio negli USA “LA LUPA” torna a casa, in occasione delle festività natalizie di questo anno difficile che finalmente sta per giungere al temine.
Il brano sarà disponibile a partire dalle 12.00 di venerdì 15 dicembre anche per lo scaricamento digitale, sulle piattaforme streaming e digital download al multilink: https://music.imusician.pro/a/nacqHfPV
Anche in questo caso il video de “LA LUPA” è un suggestivo  cartoon, realizzato dall’artista e videomaker milanese Davide Rotigliano. Attraverso gli splendidi disegni animati del video ci addentriamo fra la neve di una foresta invernale del Nord America dove, in una notte di tormenta, la giovane Nativa Americana Red Hawk con la sua piccola neonata finiscono per perdersi senza possibilità di scampo. Ma quando tutto sembra ormai dover portare alla morte di entrambe le protagoniste, ecco che una lupa sbuca dalla notte e porta in salvo la bimba, che da quel giorno verrà da lei allevata all’interno del suo branco. 
«LA LUPA è una storia di vita, di morte e di speranza. Una canzone che si inserisce in modo completamente inaspettato e quasi discordante nel contesto del Natale, che vuole far riflettere sull'asprezza della natura selvaggia e della vita in generale e nel contempo portare l’ascoltatore a cercare una risposta al mistero della vita, dove non tutto è nero e non tutto è bianco. La neve, che di solito nella visione natalizia è sinonimo di pace e gioia, in questo brano diventa l’antagonista avverso dal quale bisogna salvarsi, mentre il lupo, belva dal pelo scuro, selvaggio e pericoloso per antonomasia, si trasforma nella fonte di salvezza per una creatura indifesa e ormai destinata a soccombere. La simbologia del Natale rivive in tutta la sua grandezza in questo splendido brano e nel video che lo accompagna, richiamando a suo modo gli accadimenti che, secondo la tradizione cristiana, sarebbero accaduti quella notte d’inverno di 2023 anni fa a Betlemme. Anche in questo brano ho potuto godere della collaborazione di Franco Ambrosetti, uno dei più grandi trombettisti jazz viventi. A noi si sono pure aggiunti il Coro Bambini Mesocco, diretti dalla maestra Ramona Plozza, e il cantautore Nativo Americano Jimmy Lee Young (voce narrante della storia), che con grande gioia freschezza hanno impreziosito il tutto. Una ricetta perfetta che ha portato alla realizzazione di quest'opera davvero meravigliosa.»
“La LUPA” si caratterizza per un sound piuttosto Smooth country, malinconico e coinvolgente grazie all’interpretazione al flicorno diFranco Ambrosetti.
Il brano è stato prodotto artisticamente da Alex Cambise e registrato presso gli Astrea Digital Studios di Vigevano (PV), Zerodb Record di Assago (MI) e HRS – Heaven Recording Studio di Lugano (Svizzera). Testo e musica sono stati scritti da Davide Buzzi, con la collaborazione di Alex Cambise per la parte musicale e gli arrangiamenti.
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Davide Buzzi
Nominato agli ISMA Awards 2012 di Milwaukee (USA), e ai NAMMY Awards 2013 di Niagara Falls (USA)
Davide Buzzi, alle spalle una carriera ormai trentennale, è un artista che da sempre riesce a creare un innegabile connubio tra il cantautorato italiano e certe sonorità d’oltreoceano che ricordano molto da vicino l’heartland rock del Midwest americano. In questo caso Davide Buzzi ha però voluto cimentarsi con un brano dalle venature più vicine allo Smooth Country che al che al rock o al pop. Un’operazione brillantemente riuscita.
Buzzi inizia a scrivere e a musicare i suoi testi da giovanissimo e nel corso della lunga sua storia artistica si è confrontato anche con situazioni di una certa importanza, come le nomination del 2012 agli ISMA Awards di Milwaukee e ai Nammy Awards di Niagara Falls nel 2013. Nel 2017 e nel 2021 ha proposto i primi due volumi de La Trilogia, un importante progetto discografico che vuole ripercorrere la sua carriera attraverso sue canzoni inedite, scritte in periodi di tempo diversi, e la rivisitazione dei brani di alcuni cantautori italiani che in un modo o nell’altro hanno influito sul suo modo di scrivere. Interessante anche il ventaglio di ospiti che questo progetto ha riunito durante il suo percorso e che giungerà al termine nella primavera del 2024 con la pubblicazione del terzo volume, “Dispositivi di Segnalazione Acustica Individuale”.
A dicembre del 2023, con la collaborazione del trombettista di fama mondiale, Franco Ambrosetti, esce nelle radio e sulle piattaforme online il singolo “LA LUPA”, anteprima del nuovo album “Dispositivi di Segnalazione Acustica Individuale”, edito da PYRAMIDE e previsto per la primavera 2024.
www.davidebuzzi.com
www.facebook.com/davidebuzzi68
www.twitter.com/Davide1268
www.youtube.com/ponyrecord
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Franco Ambrosetti Vincitore dello Swiss Jazz Award 2018 e “gran signore dell'hard bop svizzero”
Franco Ambrosetti ha scritto la storia del jazz europeo
Più volte definito “il gran signore dell'hardbop svizzero”, il trombettista e flicornista ticinese Franco Ambrosetti ha scritto la storia del jazz europeo. Ha solo 20 anni quando, agli inizi degli anni 60, inizia a calcare da professionista le scene dei jazz club milanesi e dell'«Africana» a Zurigo, per poi aggiudicarsi il primo premio del Festival internazionale del jazz di Vienna nel 1966.
Nel corso della sua carriera ha suonato con i più grandi nomi del jazz internazionale. Tra questi, oltre a Dexter Gordon, Cannonball Adderley e Joe Henderson, vanno ricordati anche i colleghi svizzeri Daniel Humair e George Gruntz e maestri italiani del jazz come Dado Moroni.
La produzione musicale di Franco Ambrosetti è stata raccolta in numerose registrazioni e la sua ampia discografia comprende collaborazioni con altri famosi musicisti. Nella carriera di Ambrosetti la composizione ha sempre rivestito un ruolo importante e include anche alcune colonne sonore per film. Per più di 30 anni, Ambrosetti ha inoltre condotto una sua trasmissione radiofonica di musica jazz alla RSI (Radiotelevisione svizzera).
www.francoambrosetti.com
www.facebook.com/FrancoAmbrosettiOfficial
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