#Esagono
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𝚂𝚠𝚊𝚐 𝚊𝚝𝚝𝚊𝚌𝚔 𝚊 𝚕𝚊 𝙸𝚝𝚊𝚕𝚢 🇮🇹
Hey
Mixer T, there
PK
I jump on Italian rap like a trampoline
Brother, I've been at it for a while, you scream
She gets wet when I rhyme
To do it better I found the algorithm
The flow weighs one kilo
Like the Migos necklaces
I'll smoke you in one hit
You're a Chilum in the park, I ride it with the widest filter
Then I enter precisely, bro, archery on the sample
When I hear you you're like the wind if I'm turning it around
No, I don't feel like a deaf man sleeping
Bro, I win gold, platinum and silver
With her in the hotel, bro, more stars than Hokuto
I go, straight cash like Coccoluto
Her pussy is Newton's apple
I smoke it whole bro in a minute (wooo!)
We are artists
We seem happy but then we're sad (hey)
We write records (ha!)
These rappers go home then diss us (wooo!)
I have the black box, you a package (ha ha!)
I'm a goal in the final with the heel
With you it's like boxing with the bag
When I hear your music it comes down to me
I don't care if it sounds good or if it sells
We are us and we don't change anything
We are us and we don't change anything
Emme!
I smoke from morning to night, bro
I'm having dinner with my girlfriend
Crazy panther kitten, bro
Guajira Guantanamera
I'm going up the stream
Brother, no, no, I don't have a dick, I have a propeller
His face white, hungry, anemic
Fievel landing in America
Sometimes, sometimes I inhale such a quantity that I pass out
I watch her ass go, they are so high that it seems like they are going up
You're on a pedal toilet
What a toilet, what a rate, with an ass that looks like a hexagon
Maybe it was better if you remained a bachelor
It's getting late, let's talk, I'm running bro!
I'll take a shot of ice cream, bro
Then I smile at you like a triceratops
Wanted flow machine gun, bro (hey)
Matrix change I'm regenerating it (hey, hey, hey, hey)
Die of envy, yes, you are triggered (seh)
Bad language, the beat is eviscerated
The feat is refined, the drink is mixed
What a fucking life, bro, I was a hermit! (em!)
By work, bro, I'm still a rapper
Even though I'm handsome, I'm an influencer
We are us and we don't change anything
We are us and we don't change anything
Ouch, ouch, tremble when you hear Lebon on the mic (Lebon on the mic)
Alright, 24/7, all night (all night)
When do you make wheat? Tomorrow (yep)
I'm Jimmy Iovine bro (yep)
Without the styles where do you go? Goodbye
God gave me the flow, he said 'go (go, go, go)
I do not know how
You don't know what
You know it well
That you are not what
You can make foam
You're a soda girl
A slap on the head when you're posing (pshh)
Music is a drug (hey)
And I always have the best one
Moment, moment, moment
I rock anyway and the microphone is off
I sing and you can't hear the accent
And you don't hear the jungle until I turn it on
Well done, take the bulldozers against the blacks and the Vatussi
I swear I can't do it like you do (yeah)
I should sell envelopes at Russian weddings
And be in the red like the Tunes (wooo!)
Life as an artist is sad, especially if you live in Italy
How to get a flat earther pregnant and raise her kids in Australia
It's like a prison, they condemned you
You want an hour of air, but conditioned
Out of the box forever
We are us, we don't change anything (Ah!)
Esagono (Hexagon) (feat. Salmo) by Gemitaiz, MadMan, Salmo @ombrabrontok @luna---zylum @bigbonzo @boanerges20 @faccaldo 🤌🏾🤌🏾🤌🏾
#swag attack#gif mood board#mood in between#2/2024#Hexagon#Esagono#gemitaiz#MadMan#Salmo#Italian#italian rap#hip hop#rap#rapper#shakewhatyamamagaveya#electroshockboogie#Subbassmassacre#drop beats not bombs 💣#nasty beats#sexy beats#im freaking the fuck out#i need to dance the fuck out#on and on and on and on and on and on and#bouncer#x-heesy#fucking favorite#music#now playing#spotify#music and art
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Bathroom in Seattle
#Ideas for a mid-sized#contemporary 3/4-gray and porcelain tile Remodel with porcelain tile#gray floor#single-sink alcove shower#gray walls#flat-panel cabinets#undermount sink#quartz countertops#hinged shower door#white countertops#niche#and floating vanity. floating vanity#sherwin williams functional gray#matte black cabinet pull#esagono tile#grey tile
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Quarto chakra porta il nome sanscrito di Anahata (pronuncia: anàhata), o chakra del cuore. Cre Verde. È un chakra cardinale, in mezzo ai sette, è il ponte di trasformazione da corpo a spirito, è la sede del prana. È “il centro del perdono”; è la fonte del vero amore e di ogni sentimento; si nutre di affetti e di appartenenze; è connesso alle relazioni personali (compagno/a, marito/moglie, parenti, genitori, figli).
Il chakra è correlato al ritmo del battito del cuore, e qui si può ascoltare anche il ritmo dell’universo. Anahata presiede le funzioni del cuore, del sistema circolatorio del sangue e dell’apparato respiratorio; l’organo di senso è la pelle che ricopre il corpo, gli organi di azione sono le mani.
Anahata è forse il chakra più importante ed, essendo nel mezzo, rappresenta il punto di svolta tra una vita dedicata al soddisfacimento dei desideri terreni e una rivolta al cielo e all’immortalità. Con Anahata si diventa consapevoli di ciò che è reale, non si è più sotto l’influenza di Maya, l’illusione.
Il quarto chakra è rappresentato con dodici petali verdi o azzurri; il suo yantra è una stella a sei punte, sulla più bassa c’è disegnata un’antilope, timida e veloce, in uno stato di perenne meraviglia; al centro della stella si forma un esagono, che inscrive la sillaba YAM, stilizzata.
Meditando su Anahata si ha coscienza dell’amore, della compassione, della gioia; energeticamente si ottiene il potere emotivo; si diventa capaci di amore incondizionato. La verità sacra che si conosce grazie al chakra del cuore è “accettare l’altro per quello che è, senza cercare di cambiarlo”;
l’affermazione per sviluppare Anahata è “sono degno di ricevere amore; merito di…”.E' al centro del petto, nella cassa toracica; è infatti connesso al cuore, ai polmoni, al sistema circolatorio e al timo, la ghiandola che controlla il sistema immunitario (e che quando si ammala, come nell’AIDS, separa l’ammalato da coloro che ama).
Se il chakra è “bloccato” diventiamo esitanti, in preda a rimorsi e panico, in balia delle dualità; interiormente chiusi, rigidi e innaturali, ci è difficile rapportarci con gli altri. Per un armonico funzionamento di Anahata si consiglia una dieta vegetariana a foglie verdi; cantare in un coro; cercare sempre ciò che unisce; cercare di perdonare e perdonarsi; innamorarsi, in ogni senso. (abbiamo paura del rifiuto).
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“ Immaginatevi un vasto cortile, di un duecento passi di lunghezza e centocinquanta circa di larghezza, tutto recinto all'intorno, in forma di esagono irregolare, da un'alta palizzata, cioè da uno steccato di alti pali, profondamente piantati ritti nel suolo, saldamente appoggiati l'uno all'altro coi fianchi, rafforzati da sbarre trasverse e aguzzati in cima: ecco la cinta esterna del reclusorio. In uno dei lati della cinta è incastrato un robusto portone, sempre chiuso, sempre sorvegliato giorno e notte dalle sentinelle; lo si apriva a richiesta, per mandarci fuori al lavoro. Di là da questo portone c'era un luminoso, libero mondo e vivevano degli uomini come tutti. Ma da questa parte del recinto ci si immaginava quel mondo come una qualche impossibile fiaba. Qui c'era un particolare mondo a sé, che non rassomigliava a nessun altro; qui c'erano delle leggi particolari, a sé, fogge di vestire a sé, usi e costumi a sé, e una casa morta, pur essendo viva, una vita come in nessun altro luogo, e uomini speciali. Ed ecco, è appunto questo speciale cantuccio che io mi accingo a descrivere.
Appena entrate nel recinto, vedete lì dentro alcune costruzioni. Dai due lati del largo cortile interno si stendono due lunghi baraccamenti di legno a un piano. Sono le camerate. Qui vivono i detenuti, distribuiti per categorie. Poi, in fondo al recinto, un'altra baracca consimile: è la cucina, divisa in due corpi; più oltre ancora una costruzione dove, sotto un sol tetto, sono allogate le cantine, i magazzini, le rimesse. Il mezzo del cortile è vuoto e costituisce uno spiazzo piano, abbastanza vasto. Qui si schierano i reclusi, si fanno la verifica e l'appello al mattino, a mezzogiorno e a sera, e talora anche più volte durante il giorno, secondo la diffidenza delle guardie e la loro capacità di contare rapidamente. All'interno, tra le costruzioni e lo steccato, rimane ancora uno spazio abbastanza grande. Qui, dietro le costruzioni, taluni dei reclusi, più insocievoli e di carattere più tetro, amano camminare nelle ore libere dal lavoro, sottratti a tutti gli sguardi, e pensare a loro agio. Incontrandomi con essi durante queste passeggiate, mi piaceva osservare le loro facce arcigne, marchiate, e indovinare a che cosa pensassero. C'era un deportato la cui occupazione preferita, nelle ore libere, era contare i pali. Ce n'erano millecinquecento e per lui erano tutti contati e numerati. Ogni palo rappresentava per lui un giorno; ogni giorno egli conteggiava un palo di più e in tal modo, dal numero dei pali che gli rimanevano da contare, poteva vedere intuitivamente quanti giorni ancora gli restasse da passare nel reclusorio fino al termine dei lavori forzati. Era sinceramente lieto, quando arrivava alla fine di un lato dell'esagono. Gli toccava attendere ancora molti anni; ma nel reclusorio c'era il tempo di imparare la pazienza. Io vidi una volta come si congedò dai compagni un detenuto che aveva trascorso in galera venti anni e finalmente usciva in libertà. C'erano di quelli che ricordavano come egli fosse entrato nel reclusorio la prima volta, giovane, spensierato, senza pensare né al suo delitto, né alla sua punizione. Usciva vecchio canuto, con un viso arcigno e triste. In silenzio fece il giro di tutte le nostre sei camerate. Entrando in ciascuna di esse, pregava dinanzi all'immagine e poi si inchinava ai compagni profondamente, fino a terra, chiedendo che lo si ricordasse senza malanimo. Rammento pure come un giorno, verso sera, un detenuto, prima agiato contadino siberiano, fu chiamato al portone. Sei mesi avanti aveva ricevuto notizia che la sua ex-moglie aveva ripreso marito, e se ne era fortemente rattristato. Ora lei stessa era venuta in vettura al reclusorio, lo aveva fatto chiamare e gli aveva messo in mano un obolo. Essi parlarono un paio di minuti, piansero un poco tutti e due e si salutarono per sempre. Io vidi il suo volto, mentre tornava nella camerata... Sì, in questo luogo si poteva imparare la pazienza. “
Fëdor Dostoevskij, Memorie dalla casa dei morti [Testo completo]
NOTA: Questo romanzo, pubblicato negli anni 1861-62 a puntate sulla rivista Vremja, pur non essendo un resoconto è fedelmente autobiografico. Nel 1849 l'autore era stato condannato a morte per motivi politici e, dopo un'orribile messa in scena che tra l'altro peggiorò la sua epilessia, la sentenza di morte fu commutata in condanna ai lavori forzati a tempo indefinito; ottenne la liberazione per buona condotta nel 1854 ma le sue condizioni di salute erano ormai irrimediabilmente compromesse.
#Fëdor Dostoevskij#Memorie dalla casa dei morti#letture#libri#letteratura russa del XIX secolo#leggere#campo di prigionia#testi autobiografici#confino#carcere#romanzi#lavori forzati#prigionieri politici#esilio#Russia#popolo russo#pazienza#letteratura europea dell'800#umanità#sofferenza#assassinio#eodoro Dostojevski#inferno#dannazione#Siberia#libertà#narrativa del XIX secolo#coscienza#rimorso#pentimento
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Poi saremmo complottisti...... notate il sole ? Davanti hanno messo il un esagono e si nota benissimo ... La foto è reale fatta da me ... Riflettiamo .......
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La gigantesca formazione al Polo Nord del pianeta ha origini e caratteristiche non del tutto chiare agli astronomi.
Il cosiddetto esagono di Saturno è una formazione unica nel Sistema Solare che consiste in un’immensa struttura esagonale che si trova nella regione polare nord del pianeta. Questa formazine è stata scoperta dalla sonda Voyager nel 1980 e successivamente studiata dalle missioni Cassini-Huygens. Si estende su circa 30.000 chilometri e si compone da un sistema di nuvole che ruotano attorno al polo nord del pianeta. La caratteristica più sorprendente dell’esagono è la sua forma perfetta, che è stata oggetto di molte teorie e speculazioni. Una delle ipotesi suggerisce che l’esagono di Saturno sia causato da un flusso di aria ad alta velocità che scorre intorno al polo nord del pianeta. Questo flusso può essere influenzato dalle correnti oceaniche che si trovano sotto le nuvole di Saturno, o dalla rotazione del pianeta stesso. Tuttavia, non è ancora chiaro il motivo per il quale questo flusso assuma una forma così precisa e regolare.
Altri scienziati hanno ipotizzato che l’esagono di Saturno possa essere il risultato dell’interazione tra la superficie del pianeta e il suo campo magnetico. Questa teoria suggerisce che le linee del campo magnetico di Saturno potrebbero essere responsabili della forma esagonale, ma anche in questo caso non ci sono ancora prove sufficienti per confermarlo. Oltre alla sua forma straordinaria, l’esagono di Saturno è noto anche per i suoi cambiamenti di colore. Nel corso degli anni, i ricercatori hanno osservato che le nuvole all’interno dell’esagono sembrano cambiare colore, passando dal blu al rosso e poi di nuovo al blu. Questo fenomeno è ancora oggetto di studio e potrebbe essere causato dalla variazione nella composizione chimica delle nuvole. In sintesi, l’esagono di Saturno rimane una delle formazioni più misteriose del nostro Sistema Solare. Nonostante le numerose teorie che sono state avanzate, la sua origine e la sua natura esatta restano ancora in gran parte sconosciute. Tuttavia, grazie ai continui progressi nella tecnologia di osservazione e all’aumento delle missioni spaziali, i ricercatori sperano di poter svelare ulteriori segreti su questo fenomeno straordinario nel prossimo futuro.
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monstera thai constellation vaso
Esplora la Bellezza delle Piante da Interno con I Giardini di Giulia
Le piante da interno non solo abbelliscono i nostri spazi, ma migliorano anche il benessere e la qualità dell’aria. Su I Giardini di Giulia, il nostro obiettivo è offrirti una selezione unica di piante e accessori per trasformare la tua casa in un’oasi di verde. Tra i nostri prodotti più amati troverai il kit 15 attrezzi per bonsai, il quadro verde preservato Esagono Viridem, la Maranta Tricolor, nota come “la pianta che danza”, e la maestosa Monstera Thai Constellation. Scopri come queste piante e accessori possono arricchire i tuoi spazi e rendere ogni ambiente più accogliente. maranta tricolor la pianta che danza altezza 35 cm
Kit 15 attrezzi per bonsai: tutto il necessario per la cura delle tue piante
La cura dei bonsai richiede precisione, pazienza e gli strumenti giusti. Il nostro kit 15 attrezzi per bonsai è stato progettato per rendere questa arte accessibile a tutti, dagli appassionati ai principianti. Questo set completo include forbici, pinze, rastrelli e altri strumenti essenziali per modellare, potare e mantenere le tue piante in perfetta forma.
Ideale per le piante da interno, il kit ti permette di creare un piccolo angolo zen nella tua casa. Ogni attrezzo è realizzato con materiali di alta qualità, garantendo durata e precisione. Grazie a questo kit, prenderti cura dei tuoi bonsai diventerà un’esperienza rilassante e gratificante.
Quadro verde preservato Esagono Viridem: natura e design si incontrano
Il quadro verde preservato Esagono Viridem è un’opera d’arte vivente che combina piante vere con un design moderno ed elegante. Questo quadro è perfetto per chi desidera decorare i propri spazi con un tocco di natura, senza la necessità di manutenzione quotidiana.
Le piante utilizzate nei quadri verdi sono sottoposte a un processo di conservazione naturale che mantiene il loro aspetto fresco e vibrante per anni. Il design esagonale del quadro lo rende un elemento decorativo unico, ideale per salotti, uffici o camere da letto. Grazie a Esagono Viridem, potrai godere dei benefici delle piante senza preoccuparti dell’irrigazione o della luce.
Maranta Tricolor: la pianta che danza con la luce
Conosciuta come “la pianta che danza”, la Maranta Tricolor è una delle piante più affascinanti per gli amanti del verde. Questa pianta tropicale, con foglie dai colori vivaci e dettagli unici, è famosa per il suo movimento: le foglie si chiudono durante la notte e si riaprono al mattino, creando un effetto spettacolare che incanta chiunque la osservi.
Alta circa 35 cm, la Maranta Tricolor è perfetta per decorare qualsiasi ambiente interno. Richiede poca manutenzione, ma preferisce ambienti umidi e luce indiretta. È una scelta eccellente per chi cerca una pianta che non solo aggiunga colore e vitalità alla casa, ma che offra anche uno spettacolo naturale quotidiano.
Monstera Thai Constellation: il fascino tropicale in vaso
La Monstera Thai Constellation è una delle piante più iconiche e desiderate dagli amanti del verde. Caratterizzata da foglie grandi e marmorizzate con macchie bianche e crema, questa pianta è un vero capolavoro della natura. È perfetta per creare un’atmosfera tropicale ed elegante in casa.
Disponibile in vaso, la Monstera Thai Constellation vaso è una pianta robusta che richiede una manutenzione minima. Posizionala in un angolo luminoso, lontano dalla luce diretta del sole, e annaffiala regolarmente per mantenerla sana e rigogliosa. Grazie alla sua bellezza unica, questa pianta è una scelta eccellente per chi desidera un elemento decorativo di grande impatto.
Perché scegliere I Giardini di Giulia per le tue piante da interno?
Su I Giardini di Giulia, siamo orgogliosi di offrire prodotti di alta qualità e un servizio clienti eccezionale. Ecco alcuni motivi per cui scegliere il nostro negozio online:
Ampia selezione: Offriamo una vasta gamma di piante e accessori per soddisfare ogni esigenza, dal giardinaggio creativo alla decorazione degli interni.
Qualità garantita: Ogni prodotto è selezionato con cura per garantire la massima qualità e durata.
Spedizioni rapide: Consegniamo direttamente a casa tua in tutta Italia, assicurandoci che le piante arrivino in perfette condizioni.
Consulenza esperta: Il nostro team è sempre disponibile per offrirti consigli sulla cura delle tue piante e aiutarti a scegliere il prodotto giusto.
Concludendo
Le piante da interno sono molto più di semplici decorazioni: rappresentano uno stile di vita che connette le persone con la natura. Con prodotti come il kit 15 attrezzi per bonsai, il quadro verde preservato Esagono Viridem, la Maranta Tricolor e la Monstera Thai Constellation, puoi trasformare la tua casa in un’oasi di serenità e bellezza.
Visita il nostro sito, I Giardini di Giulia, e scopri la nostra selezione esclusiva di piante e accessori. Che tu sia un principiante o un esperto di giardinaggio, troverai tutto ciò di cui hai bisogno per creare spazi verdi che rispecchino la tua personalità. Con I Giardini di Giulia, portare la natura a casa tua non è mai stato così semplice e piacevole.
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Caserta. L’artista Flavio Lombardi a ‘Colorfull Summer’, lo show-room di Esagono in Piazza Sant’Anna | www.teleradio-news.it
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MEGATRON ( Voyager ) Studio Series GAMER EDITION 04
Continuiamo a farci del male, dato che l'attesa sottolinea dei Gamer Edition per Studio Series si sta rivelando costantemente deludente modellino dopo modellino, ed oggi tocca al buon MEGATRON, ed anche lui purtroppo deve confrontarsi con il giocattolo originale uscito 14 anni fa cercando di tener stretta un po' di dignità ( anzi, più che la sua, quella di chi l'ha progettato… ^^' )
Partiamo dal CARRARMATO CYBERTRONIANO, o forse sarebbe meglio dire cannone cingolato, o neanche, cannone hovercraft, dato che la bocca di fuoco non è posta su una torretta rotante e nel gioco i cingoli si ritraevano sotto diventando propulsori per una più scattante modalità stile hovercraft, come praticamente quasi tutti i veicoli terrestri di War for Cybertron, in effetti.
Il bello del Deluxe del 2010 era che tali cingoli retraibili c'erano eccome, con un surplus di giocabilità niente male, cosa che invece non avviene nel Voyager Studio Series, che anche per un discorso di "fedeltà" si ritrova i cingoli già stilizzati come dei reattori, e la beffa oltre al danno avviene che poi per la trasformazione quelli posteriori si ripiegherebbero pure, mentre quelli anteriori idem ma spezzandosi a metà!
Ora, capisco magari forse il NON voler replicare per forza quanto visto nel giocattolo precedente, ma che un Deluxe abbia questa feature ed il modello VOYAGER più grande NO, obiettivamente fa ridere i polli, scusate!!
MA va detto che effettivamente la forma del tank Deluxe era parecchio abbozzata, laddove almeno lo SS ci mette una pezza dandogli un design effettivamente simile al veicolo del gioco, una sorta di esagono allungato, con il modulo frontale "artigliato" più grande e confluente nella carrozzeria, laddove nel deluxe era piccolo ed accennato ( poi vedremo il perchè ).
D'altro canto il cannone anteriormente è sì fedele al concept design, dall'altro risulta un po' rialzato e non "fuso" all'interno del tank come invece dava l'idea il Generations del 2010, così come è assente la parte finale a mo' di stantuffo. Sopra però c'è un foro cui si può alloggiare un'altra arma o ancor meglio l'altro accessorio, la mazza chiodata del robot, che nel tank non c'entra una … mazza ( :D ) ma come già l'ascia di Optimus almeno non se ne sta in giro e con molta fantasia la si fa passare per un'eccentrica ulteriore bocca di fuoco.
Insomma, il tank non sarebbe male dato che ha una forma definita e fedele, e passi un po' il cannone rialzato, ma i cingoli così non sono il massimo a vedersi, ed il veicolo sembra un po' vuoto sotto, e visto COME finiranno i cingoli nel robot, ripeto, tanto valeva farli un po' pieni e ripiegabili!
La TRASFORMAZIONE del Deluxe originale era semplice ma efficace, con le parti laterali posteriori che si ribaltavano diventando le gambe, quelle anteriori si allargavano diventano le spalle mentre i cingoli si chiudevano fra loro formano gli avambracci ( previo aver tirato fuori le due parti delle mani ), ed infine la testa usciva dal torso con il pannello del petto che slittava dal bacino e quello della schiena che si ripiegava dal sedere. Ah, e ovviamente l'enorme cannone sparante si toglieva dal tank per primo e si sistemava a piacere in uno o l'altro avambraccio.
Quella di questo Voyager almeno è un po' più ricavata, con la parte anteriore del cannone che si toglie, mentre il resto diviene il braccio destro, slitta in giù non prima di aver divelto le parti laterali del tank all'indietro e ripiegandole a metà per farle divenire le gambe, facendo uscire i piedi e ripiegando i cingoli come accennato sopra. Tornando alla parte superiore del bot in via di formazione, il grande rostro frontale ruota e si ripiega divenendo la schiena, mentre il braccio sinistro ripiegato davanti al torso slitta a sinistra, col suo rostro farlocco e più piccolo sulla spalla, laddove nel Deluxe era quello effettivo ma a scapito poi dell'estetica del tank. Infine anche qui il pannello del petto slitta verso l'alto, mentre i pugni si dispiegano dagli avambracci aprendo gli appositi pannelli, e si posiziona il cannone a fusione nel braccio destro.
Il ROBOT Deluxe di 14 anni fa non era magari un super gioiellino come il suo rivale Optimus ma si difendeva benissimo ed era gradevole, con gli unici "difetti", se si possono definir tali, nelle mani semi aperte e quindi non impugnabili armi ed il cannone un attimino enorme e non fedelissimo: il nostro Voyager ora a somiglianza ci prende pure lui, questo è innegabile, ma già come il collega Prime GE 03 non è altissimo per la sua classe. Almeno è alto quanto Optimus, e ok, ma quest'ultimo risulta più massiccio, e non solo alla vista, pesando 50 g in più del capo Decepticon.
Megatron, viste anche le proporzioni della testina piccina, semplicemente doveva essere ben più alto / grosso, insomma, venendo così sminuito dalla possanza del rivale Autobot. E se proprio sti 50 g non si riusciva a recuperarli nel corpo, magari li si poteva mettere nel cannone, che è proprio al limite per piccolezza: non dico di fare 'na cosa enorme e sproporzionata come il Deluxe originale, dato che comunque per il tank ha la misura giusta, ma boh, farlo con un pezzo retrattile, per dire, dato che latita di dettagli nella parte posteriore?
Vabbè, a parte ciò, si diceva, il robot non è male, come scultura e dettagli, anche se pare preso di peso da un disegno concept che non direttamente dal CAD del videogioco: non ha nessun vuoto fastidioso alla vista, ma dietro la schiena ci sta il rostro frontale reale del tank e quindi anche qui viene omesso il dettagli della schiena col simbolo di fazione scolpito, come già per Optimus SS GE.
Niene rotazione dei polsi, ma almeno i pugni scompaiono grazie a dei pannelli, dai, ma se almeno abbiamo la rotazione del bacino, rispetto al predecessore, dall'altra c'è un signor difettone con dei perni inutili che bloccano l'articolazione delle ginocchia a 45°!! "Volendo" lo si toglie via limando, ho letto in giro, ed il modello riacquista la possibilità di piegare degnamente le ginocchia, ma, SERIAMENTE, che cavolo di errorrone non è, scusate? ^^'' A sto punto potevano metterci in allegata una lima direttamente!!
A proposito di accessori, oltre al succitato cannone il nostro Megatron ha l'arma bianca che usa nel videogioco, ovvero una mazza ferrata con punte viola ed impugnatura removibile e spina laterale aggiuntiva: bella grande, non c'è che dire, ma un po' banalotta se confrontata con l'ascia del rivale Optimus… magari il viola un po' più in dissolvenza come per l'arancione delle lame dell'ascia di Op, almeno, per dirne una.
Anche il cannone, poi è un unico pezzo di plastica, come dicevo su, e pure tutto nero senza un minimo di qualche colpo di colorazione… ah, quasi dimenticavo, ovviamente anche lui ha il braccio destro rimovibile per sistemarci l'arma, ma notoriamente non gli serve dato che il cannone a fusione fa già parte del suo braccio, e sistemarlo così non è il massimo a vedersi, ma almeno può ospitare le armi dei colleghi SS GE; PER FORTUNA comunque che non gli serve togliersi l'avambraccio per usare l'arma, dato che pure per lui non si saprebbe dove appendere il pezzo di arto, con il solo Optimus finora ad avere la caratteristica di non lasciarlo in giro…
Infine, tornando sul robot, esteticamente non ha vuoti ed altro, ma ha gli avanzi dei cingoli ripiegati alla buona ai lati delle gambe, e quindi, a sto punto, potevano renderli anche un po' più grandi e ripiegabili nel carrarmato, piuttosto che non questa via di mezzo ne' carne ne' pesce.
Insomma, un altro possibile bel modello ma non pienamente tale, realizzato quasi col freno a mano tirato che si va a perdere in difettini qua e là che ne offuscano le potenzialità, ed il brutto purtroppo è che finora questa pare essere una prerogativa dei vari Gamer Edition, rendendo la sottolinea in generale una signora delusione. Che dire se non, ingoiamo sto rospo e speriamo che la qualità di questi novelli WfC si risollevi nei prossimi modellini, almeno.
#transformers#hasbro#generations#decepticon#wfc#recensione#review#megatron#war for cybertron#voyager#studio series#gamer edition#distructor#video game
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Bro, I win gold, platinum and silver
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Maybe it was better if you remained a bachelor
It's getting late, let's talk, I'm running bro!
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Wanted flow machine gun, bro (hey)
Matrix change I'm regenerating it (hey, hey, hey, hey)
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What a fucking life, bro, I was a hermit! (em!)
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Ouch, ouch, tremble when you hear Lebon on the mic (Lebon on the mic)
Alright, 24/7, all night (all night)
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Without the styles where do you go? Goodbye
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I should sell envelopes at Russian weddings
And be in the red like the Tunes (wooo!)
Life as an artist is sad, especially if you live in Italy
How to get a flat earther pregnant and raise her kids in Australia
It's like a prison, they condemned you
You want an hour of air, but conditioned
Out of the box forever @ombrabrontok 🇮🇹 @kattywompuss @bigbonzo @cumpletelyhappythesecond 🤪😜
We are us, we don't change anything (Ah!)
Esagono (Hexagon) (feat. Salmo) by Gemitaiz, MadMan,
#anyways 🤪#hehe 😜#Salmo#gemitaiz#MadMan#italian rap#SwaG#8/2024#gif mood board#gif moodboard#moodboard#fuck off#fuckit#x-heesy#fucking favorite#now playing#music#music and art#spotify
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Gaspare No: “Spazio Caffè”
Un sound fresco e coinvolgente per un brano pop che promette di far ballare e riflettere
"Spazio Caffè" di Gaspare No è un inno alla rinascita dopo le delusioni e le storie che non hanno seguito la giusta "rotta". Il testo riflette su quei momenti in cui ci si perde tra passato e futuro, cercando risposte nelle tazzine di caffè come se fossero oracoli di fiducia. L'ascoltatore viene invitato a ripristinare il proprio baricentro e a trovare nuove rotte nel caos delle emozioni. La musica, in chiave pop dance, si ispira agli artisti internazionali come Sophie and the Giants, Dua Lipa e Ariana Grande. Il sound fresco e coinvolgente di "Spazio Caffè" promette di far ballare e riflettere gli ascoltatori. La registrazione del brano è avvenuta presso lo storico studio di registrazione Esagono a Rubiera (RE), un luogo che ha visto passare artisti del calibro di Luciano Ligabue, Biagio Antonacci, Nek e i Modena City Ramblers. L'etichetta "Esagono Dischi" continua a sostenere i talenti emergenti del panorama Emiliano, dimostrando il suo impegno per la musica di qualità.
Gaspare No, all'anagrafe Gaspare Nobile, è un cantautore pop di origini siciliane ed emiliane. Dopo essersi trasferito a Reggio Emilia, ha studiato canto moderno e pianoforte presso la scuola di musica Cepam tra il 2014 e il 2021. Durante questo periodo, ha avuto l'opportunità di lavorare con importanti insegnanti come Marina Parente e Fabio Bidinelli, che lo hanno guidato verso un percorso di scrittura e composizione mirato. Questo gli ha permesso di affinare le tecniche necessarie per la sua produzione artistica e musicale. All'interno dell'ambiente della scuola di musica Cepam, Gaspare ha scritto il suo primo brano intitolato "Più non c'è", che è stato successivamente cantato da Fabio Bidinelli in uno dei suoi album del 2018. La scuola ha anche proposto a Gaspare un'opportunità di crescita mettendolo in contatto con Stefano Riccò dell'etichetta Esagono Dischi. Nel 2020, Gaspare ha pubblicato il suo primo singolo inedito, "Tormento", che ha subito colpito gli ascoltatori con un sound fresco e coinvolgente. Il suo timbro vocale pulito e deciso è stato paragonato a quello di artisti come Marco Mengoni e Giuliano Sangiorgi, da cui Gaspare ha tratto ispirazione nel corso degli anni. Da quel momento, Gaspare No ha continuato a pubblicare una serie di singoli nel genere pop/dance. I testi dei suoi brani, mai superficiali, sono accompagnati da suoni elettronici e moderni, rendendoli perfettamente adatti al mercato musicale attuale. Uno dei suoi brani più noti, "Cremisi", ha raggiunto quasi 30.000 streaming su Spotify nel 2022. Il 10 maggio pubblica il nuovo singolo “Spazio Caffè”, sempre in collaborazione con Esagono Dischi.
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Origami Rombo su un Esagono
Instagram, Tiktok, Flickr, Tumblr, Vero, Facebook, Twitter, tutti i video su YouTube #Arte#Art#Artofday#Artofdays#Ci sono su tutti i social che esistono, di tutti i tipi ♥♥♥
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"L’uomo, questo imperfetto bibliotecario, può essere opera del caso o di demiurghi malevoli; l’universo, con la sua elegante dotazione di scaffali, di tomi enigmatici, di infaticabili scale per il viaggiatore e di latrine per il bibliotecario seduto, non può essere che l’opera di un dio."
"La biblioteca di Babele"
Jorge Luis Borges
Esagono centrale del pavimento del duomo di Siena
"Le storie di Elia e Acab"
Domenico Beccafumi
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Il mausoleo di José Martí con tocco d'italianità
Costituito da un complesso architettonico alto 26 metri e lungo 86 metri, comprendente la camera sepolcrale e gli spazi esterni. Si trova nel cimitero di Santa Ifigenia a Santiago de Cuba . In esso riposano i resti dell’Eroe Nazionale della Repubblica di Cuba. Fu inaugurato il 30 giugno 1951 . La costruzione centrale è a forma di esagono e sulle pareti del recinto interno sono gli scudi, degli…
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L'esagono di Saturno è una particolare conformazione nuvolosa di forma esagonale persistente al polo nord di Saturno, sito a circa 78°N.
Descrizione
Ogni lato dell'esagono misura circa 13840 km (8600 mi), 1.098 km (682 mi) più grande del diametro del pianeta Terra.
La conformazione nuvolosa ruota intorno al vortice centrale del polo nord di Saturno con un periodo di 10h 39min 24s, lo stesso periodo dell'emissione radiointerna del pianeta e non si sposta longitudinalmente lungo il pianeta, come le altre nuvole dell'atmosfera visibile, ma rimane, al contrario, piuttosto stabile.
Anche il polo sud di Saturno possiede un grosso vortice nel suo centro, ma, al contrario di quel che succede al polo nord, come riportato dal telescopio spaziale Hubble, non possiede alcun tipo di particolare o persistente conformazione nuvolosa, tantomeno di forma esagonale.
Storia della scoperta
Questa particolare distorsione nuvolosa del pianeta venne osservata per la prima volta nell'ambito del programma spaziale Voyager, in particolare dalla sonda interplanetaria Voyager 1, nel 1981.
La vera missione però ad essere incaricata di approfondire la questione è stata la Cassini-Huygens, che, nel 2006, grazie all'orbiter Cassini, poté riprendere immagini di qualità molto maggiore rispetto alla missione precedente, nonostante la sola possibilità di usare la radiazione infrarossa, condizione durata fino al gennaio 2009, momento in cui il polo nord del pianeta è passato alla luce del Sole. Cassini è riuscita a riprendere immagini davvero spettacolari di questa perturbazione proprio grazie alla sua natura di satellite in quanto si muove alla stessa velocità di Saturno dentro la sua orbita, in accordo coi movimenti dell'esagono.
Dopo la sua scoperta, e dopo che il nord del pianeta è tornato alla luce del Sole, astrofili di tutto il mondo sono riusciti ad ottenere immagini che mostrano l'esagono di Saturno dalla Terra.
Ipotesi sulla natura dell'esagono
Nonostante la comunità scientifica internazionale non si sia mai pronunciata con sicurezza al riguardo, la tesi più accreditata, per ora, volta a spiegare la natura dell'origine dell'esagono di Saturno, sviluppata presso l'Università di Oxford, spiega la forma esagonale della nube con la presenza di un gradiente latitudinalemolto elevato nella velocità dei venti atmosferici dell'atmosfera di Saturno.
Forme regolari simili a quella di Saturno, per la maggior parte esagoni ma anche triangoli ed ottagoni, sono state ricreate in laboratorio con un esperimento dove in una vasca circolare del liquido libero viene ruotato a diverse velocità nel suo centro e nella sua periferia: le figure finiscono col formare un regime turbolentotra i due diversi corpi fluidi, ormai separati poiché rotanti a velocità differenti, che determina anche la creazione del vortice centrale, proprio come per l'esagono del pianeta con gli anelli. I poligoni non si formano a meno che i parametri differenziali di velocità e viscosità del materiale non rientrino entro certi margini, non possono essere quindi presenti in altri luoghi che si pensavano papabili, come i poli di Giove o lo stesso polo sud di Saturno.
Nella cultura di massa
Nel 2015 il solista britannico Paul Weller gli ha dedicato un album: Saturns Pattern.
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