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Scrittura narrativa: dove ambientare la storia di un romanzo? il luogo giusto non esiste, ma possiamo trovarlo insieme
Dove ambientare la storia di un romanzo è una decisione cruciale per ogni scrittore. La location diventa lo sfondo in cui i personaggi prendono vita e le trame si sviluppano. In questo articolo esploreremo l’importanza della scelta del luogo e le considerazioni fondamentali per garantire che il mondo che creiamo sia autentico e coinvolgente per i lettori. La domanda che spesso ci poniamo è: “Il…
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Scelti per voi
Fonte: pixabay.com
Una piccola scelta di libri “certificati” dai bibliotecari per distrarvi nel migliore dei modi durante le vacanze. Si tratta di novità, di titoli non recentissimi ma che magari vi sono sfuggiti e meritano attenzione, e di opere da cui sono stati tratti ottimi film.
Se non l’avete ancora letto vi consigliamo L’animale più pericoloso di Luca D’Andrea, del 2020. Ma qual è l’animale più pericoloso? Se non ci si lascia sviare dall’immagine di copertina, si può intuirlo fin dalle prime righe di questo avvincente giallo che ha come tema (argomento di scottante attualità) la salvaguardia dell’ambiente. A parte l’idea di fondo dell’adolescente rapita che ricorda il pregevole La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, la storia si dipana in maniera diversa, dalla location (le montagne della Val Pusteria), ai moventi dei crimini, allo stile, agile, moderno, mai banale. Anche il finale diverge, ma su questo, naturalmente, non sveliamo nient’altro. Rispettata in pieno l’unica regola cui i gialli dovrebbero essere sottoposti: quella di inchiodare il lettore alle pagine, fino alla conclusione.
Pare che le case di ringhiera della vecchia Milano siano una continua fonte di ispirazione per scrittori e assassini: dopo i gialli di Francesco Recami orientati sulla figura dell’ex tappezziere in pensione Amedeo Consonni, è il vice-commissario Enea Zottìa che deve occuparsi di una serie di crimini in un vecchio stabile malandato nel cuore di Milano nell’ultimo libro di Marco Polillo I delitti di corso Garibaldi. Ma le indagini ci porteranno anche a Viboldone, frazione di San Giuliano Milanese e sede di un’antica Abbazia, e all’isola di San Giulio sul lago d’Orta (ebbene sì, proprio nel luogo in cui C���era due volte il barone Lamberto!), dove le vicende, soprattutto sentimentali, dei protagonisti troveranno il loro più naturale scioglimento.
Ambientato sul lago di Como è I milanesi si innamorano il sabato di Gino Vignali, il cui titolo si ispira al famosissimo I milanesi ammazzano al sabato di Scerbanenco (da cui è stato tratto anche un film per la regia di Duccio Tessari). “Dopo la fortunata tetralogia riminese con protagonista Costanza Confalonieri Bonnet, Gino Vignali cambia atmosfere e personaggi ma mantiene intatti il tono scanzonato e il ritmo incalzante che contraddistinguono i suoi fortunati gialli. Suspense, erotismo, umorismo sono gli ingredienti vincenti di un romanzo che, giocando abilmente con dubbi e ossessioni, incertezze e desideri, incanta il lettore in un riverbero di luci e ombre. Come l’acqua del lago, quando sembra calma ma non lo è”.
Non intendiamo certo tralasciare l’ultimo Simenon, L’orsacchiotto, anche questa opera di introspezione, di scavo profondo nella psiche umana aperto a più interpretazioni, una delle quali può essere che non è possibile mantenere sempre il controllo su tutto, anche ad altissimi livelli professionali: dopo una intera esistenza trascorsa all’insegna del più assoluto dominio di sé, una sola deroga al perfetto meccanismo esistenziale che il protagonista si è imposto può costare un prezzo inestimabile.
Torna nell’ultimo romanzo di Fabio Stassi, Notturno francese, il simpatico counselor della rigenerazione esistenziale Vince Corso, ma in questo caso, come per Simenon, l’indagine è introspettiva: un viaggio parallelo nei ricordi dell’infanzia e in treno, lungo la Costa Azzurra, terra d’origine del nostro detective-bibliofilo, trapiantato in Via Merulana. Finalmente sarà svelato il mistero del padre mai conosciuto a cui Vince indirizza cartoline nell’unico luogo che di sicuro aveva frequentato, almeno per una memorabile notte, ovvero il mitico Hotel Negresco.
Folgorante fin dall’incipit, la lettura di Perle ai porci (il titolo originale suona: God Bless You, Mr. Rosewater, or Pearls Before Swine) rende pienamente ragione a Umberto Eco che annoverava Kurt Vonnegut tra i suoi scrittori preferiti:
Uno dei protagonisti di questa storia, storia di uomini e donne, è una grossa somma di denaro, proprio come una grossa quantità di miele potrebbe essere, correttamente, uno dei protagonisti di una storia di api.
Ironico, dissacrante, politicamente scorretto, bizzarro, surreale, a metà strada fra America di Kafka e i racconti di Carver; uno stile veloce, tagliente; un lessico moderno e spiazzante. Se poi vi affezionate a questo autore, allora vi consigliamo Ghiaccio-nove, anche questo composto in una forma originalissima che sconcerta il lettore con la sua imprevedibile fantasia che scardina completamente gli schemi narrativi tradizionali. Strutturato a brevi capitoli sullo stile del Tristram Shandy di Sterne è un libro trasgressivo, esilarante fino al demenziale, davvero “uno dei tre migliori romanzi dell’anno scritto dal più grande scrittore vivente” come lo accolse Graham Greene nel 1963, anno della pubblicazione. Una potente satira della società contemporanea, che punta in particolare alla condanna della guerra, argomento quanto mai tristemente attuale.
Lo spaccone di Walter Tevis è un romanzo di formazione in cui il protagonista svolge il suo “apprendistato” (come lo definisce Fabio Stassi nella prefazione all’edizione minimum fax) nelle sale da biliardo dove sbarca il lunario spennando ‘polli’ grazie al suo non comune talento. Ma la conquista della consapevolezza comporta un prezzo molto alto: la coscienza del proprio valore si paga con la perdita della libertà. Un libro con i fiocchi che non poteva non ispirare un capolavoro come il film di Robert Rossen del 1961 con un Paul Newman perfettamente incarnato nella parte di Eddie Felson, The Fast, ‘lo svelto’. A voi il piacere di scoprire le differenze (che ci sono, e anche notevoli) tra il libro e il film. Newman rivestirà lo stesso ruolo nel 1986 come mentore del giovane Tom Cruise in Il colore dei soldi, per la regia di Scorsese, sempre dal sequel di Tevis.
Da La morte corre sul fiume di Davis Grubb è stato tratto nel 1955 per la regia di Charles Laughton un film talmente bello e originale proprio dal punto di vista tecnico da far rimpiangere che si tratti dell’unico exploit come regista da parte del celeberrimo attore britannico. Tratto da una drammatica storia vera, il romanzo si dispiega su più piani narrativi: il tema fiabesco, reso da Laughton con splendide immagini dello sfondo naturale notturno, il noir e la denuncia del fanatismo religioso. “La storia è qualcosa di più, se possibile, dei fatti che la compongono, è un’omelia nera, una lunga e cupa ballata atroce almeno quanto le filastrocche infantili che di tanto in tanto la interrompono, risuonando nel vuoto”.
Non è una storia dell’orrore, come il precedente Dracula, che tanta popolarità diede al suo creatore, Bram Stoker: Il gioiello dalle sette stelle è soprattutto un racconto d’avventura, i cui protagonisti, sorta di Indiana Jones tra le mummie, sono morbosamente infatuati dalla passione per la storia egizia. A metà tra il romanzo gotico di stampo ottocentesco e l’egittomania molto diffusa all’epoca, tanto da influenzare anche Conan Doyle e Poe, è un romanzo piacevole e adatto come lettura per le vacanze. Tra culto della reincarnazione, sarcofagi, ricerche archeologiche, luoghi affascinanti come il misterioso Egitto e la nebbiosa Londra, abbiamo anche la possibilità di scegliere tra due finali, perché il pubblico non gradì il primo e costrinse l’autore, pare, a riscriverne uno nuovo nella seconda edizione uscita nel 1912, anno della sua morte. In questa ristampa di ABEditore del 2022 sono presenti entrambe le varianti.
#luca d'andrea#francesco recami#marco polillo#gianni rodari#gino vignali#Georges Simenon#fabio stassi#kurt vonnegut#walter tevis#paul newman#martin scorsese#davis grubb#charles laughton#Robert Mitchum#bram stoker
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Wonka il Film
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:: Trama WONKA ::
Questo film racconta la storia delle origini di Willy Wonka, un personaggio del romanzo Charlie e la fabbrica di cioccolato di Roald Dahl, pubblicato nel 1964. Questo film descrive i primi giorni di Wonka come eccentrico cioccolatiere. Confezionato come "compagno" dell'adattamento cinematografico di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, questo film ha come protagonista Timothée Chalamet. È supportato da Calah Lane e altri attori famosi come Keegan-Michael Key, Paterson Joseph, Matt Lucas, Mathew Baynton, Sally Hawkins, Rowan Atkinson, Jim Carter, Tom Davis, Olivia Colman e Hugh Grant.
Il processo di sviluppo del film è iniziato dopo che la Warner Bros. La Pictures, che aveva precedentemente pubblicato un adattamento del romanzo del 1964 nel 2005, ha acquisito i diritti sul personaggio di Wonka nell'ottobre 2016. Hanno annunciato che il film si sarebbe concentrato sulla storia delle origini di Wonka. Timothée Chalamet è stato confermato per interpretare Wonka nel maggio 2021 e il cast di supporto è stato annunciato nel settembre dello stesso anno. Le riprese principali sono iniziate nel Regno Unito nel settembre 2021. Le location delle riprese includono Warner Bros. Studios, Leavesden, Watford, così come a Oxford, Lyme Regis, Bath, St Albans e al Rivoli Ballroom di Crofton Park, Londra. Le canzoni originali del film sono state fornite da Neil Hannon, con la musica originale di Joby Talbot.
Wonka è stato presentato in anteprima alla Royal Festival Hall, Southbank Centre, Londra, il 28 novembre 2023. Il film è uscito nel Regno Unito l'8 dicembre e negli Stati Uniti il 15 dicembre 2023 dalla Warner Bros. Immagini. Il film ha ricevuto recensioni generalmente positive da parte della critica.
Lancio :
Timothée Chalamet nel ruolo di Willy Wonka, un aspirante inventore e cioccolatiere.
Calah Lane nel ruolo di Noodle, l'assistente di Willy
Keegan-Michael Key nel ruolo del capo della polizia
Paterson Joseph nei panni di Arthur Slugworth, un uomo d'affari corrotto e leader del cartello del cioccolato
Matt Lucas nel ruolo di Prodnose
Matthew Baynton nel ruolo di Fickelgruber
Sally Hawkins nel ruolo della madre di Willy Wonka
Rowan Atkinson nel ruolo di Padre Julius, un prete.
Jim Carter nel ruolo di Abacus Crunch,e altri
Wonka ha tenuto proiezioni speciali allo ShowEast il 24 ottobre 2023 e all'auditorium Naval Support Activity Hampton Roads il 19 novembre. Una première speciale a Tokyo si è tenuta il 20 novembre, alla presenza del regista Paul King, dei produttori David Heyman e Alexandra Derbyshire e delle star del cinema Timothée Chalamet e Hugh Grant. Il film è stato presentato in anteprima alla Royal Festival Hall, Southbank Centre, il 28 novembre 2023. Distribuito nelle sale dalla Warner Bros. Immagini nel Regno Unito l'8 dicembre 2023, il film è stato seguito dall'uscita negli Stati Uniti il 15 dicembre 2023, nei cinema convenzionali, Dolby Cinema e IMAX.Inizialmente, l'uscita del film era prevista per il 17 marzo 2023.
Il film è un artefatto culturale creato da una specifica cultura, riflettendola e, al tempo stesso, influenzandola. È per questo motivo che il film viene considerato come un'importante forma d'arte, una fonte di intrattenimento popolare ed un potente mezzo per educare (o indottrinare) la popolazione. Il fatto che sia fruibile attraverso la vista rende questa forma d'arte una potente forma di comunicazione universale. Alcuni film sono diventati popolari in tutto il mondo grazie all'uso del doppiaggio o dei sottotitoli per tradurre i dialoghi del film stesso in lingue diverse da quella (o quelle) utilizzata nella sua produzione.
Le singole immagini che formano il film sono chiamate “fotogrammi”. Durante la proiezione delle tradizionali pellicole di celluloide, un otturatore rotante muove la pellicola per posizionare ogni fotogramma nella posizione giusta per essere proiettato. Durante il processo, fra un frammento e l'altro vengono creati degli intervalli scuri, di cui però lo spettatore non nota la loro presenza per via del cosiddetto effetto della persistenza della visione: per un breve periodo di tempo l'immagine permane a livello della retina. La percezione del movimento è dovuta ad un effetto psicologico definito come “fenomeno Phi”.
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Loggiato del Sinatra - Ispica, Sicilia.
Il Loggiato del Sinatra, imponente e inaspettato, si trova a Ispica (Ragusa). È la piazza antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore e venne progettato da Vincenzo Sinatra. Si tratta di una struttura semi-ellittica, su modello del colonnato del Bernini a San Pietro, con ventisei aperture. Fra il 1750 e il 1761 il palermitano Giuseppe Gianforma completò gli stucchi. E' stata location per il film Divorzio all'italiana, film di oltre 60 anni fa, con Marcello Mastroianni, Lando Buzzanca e Stefania Sandrelli. Di recente, nel 2018, sono state girate diverse scene de La mossa del cavallo - C'era una volta Vigata, film tratto dal primo romanzo di Andrea Camilleri.
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IL RITORNO DI CASANOVA
La pletora di film dedicati al cinema non sembra avere termine e così dopo “Tha Fabelmans”, “Babylon”, “Empire of light” per citare solo le ultime tre uscite, ecco la risposta italiana (non è l’unica a dire il vero) e cioè “Il ritorno di Casanova” di Gabriele Salvatores. La storia è quella di Leo Bernardi, regista in crisi d’indennità, in forte competizione con un regista giovane Lorenzo Marino (che nome improbabile!), che non riesce a portare a termine il film che dà il titolo al film: no, non è un errore né un gioco di parole, questo gioco di scatole cinesi di film che hanno per oggetto film, sale cinematografiche che proiettano film che hanno per oggetto il cinema, sembra ormai diventato un gioco un po’ stucchevole, ma questo passa il convento. Il film di Salvatores, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Arthur Schnitzler, è un film girato con una certa grazia, ma forse con un po’ troppo formalismo. Due i piani di narrazione, quello del regista in crisi, delle sue relazioni affettive, dell’intenso rapporto con il montatore e dello scontro perenne col produttore, tutto questo girato in un algido b/n e l’altro piano quello del prodotto (cioè un film su Giacomo Casanova), girato a colori. La trovata di Salvatores, quella di scegliere il colore per l’immaginazione e il b/n per la realtà, detto francamente, non è poi così geniale come i media e una parte della critica vorrebbero far credere. Resto dell’opinione che l’effetto speciale dovrebbe essere intrinseco alla narrazione filmica e non qualcosa di posticcio, ma naturalmente si tratta di una opinione personale. L’intersezione dei due piani e l’intersecarsi delle vicende di Casanova con quelle del regista (anche lui un po’ Casanova), non convincono appieno. Salvatores sembra gigioneggiare con questo artifizio visto più e più volte nella storia del cinema. L’ “happy end” è garantito, il film viene portato a termine dal regista con il fondamentale aiuto del montatore Gianni (il cognome non c’è boh…). Anche le scene salienti e più pubblicizzate nei “trailers”, come quella della casa dalla domotica impazzita, hanno qualcosa di “déjà vu”, basti ricordare le sequenze demenziali di Jacques Tati in “Playtime” (del 1965!). La storia d’amore tra il regista e la contadina conosciuta durante la ricerca di una “location” del set è un po’ stantia, mentre “Giacomo Casanova” sembra essere più convincente anche grazie alla buona interpretazione di Fabrizio Bentivoglio, ma certo, se si voleva alludere (ma forse no), al Donald Sutherland del “Casanova” di Federico Fellini, allora “non ci resta che piangere” tanto per restare in tema di citazioni. Sufficienza piena, sicuramente, ma non mezzo punto in più.
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Un Piccolo Favore 2: Anna Kendrick e Blake Lively insieme in Italia
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Anna Kendrick ha anticipato qualche dettaglio sull'attesissimo Un Piccolo Favore 2. Il thriller vedrà nuovamente Paul Feig dietro alla macchina da presa, come l'originale del 2018. Blake Lively e Kendrick, al tempo stesso, riprenderanno rispettivamente i ruoli dell'ambigua Emily Nelson e dell'arguta e amorevole Stephanie Smothers. A proposito della reunion con la co-protagonista, la star di Pitch Perfect ha confidato che lavorare ancore con Lively è stato molto piacevole. "Lei vive sulla costa orientale - ha raccontato - io sulla costa occidentale, quindi non ci vediamo spesso. Ma è stato adorabile, e penso che quei personaggi abbiano una chimica così strana che è così divertente riunire la gang. Ed è un po' come andare in bicicletta". Kendrick è stata molto meno loquace quanto alla trama del sequel. "Devo chiamare Paul Feig e dire: 'Di cosa mi è permesso parlare?' Abbiamo girato in Italia , quindi le location sono semplicemente incredibili. E mi sono sentita viziata a girare lì". A quanto ne sappiamo, nella pellicola prodotta da Amazon e Lionsgate, Stephanie ed Emily si incontreranno di nuovo sulla bellissima isola di Capri, per lo stravagante matrimonio di Emily con un ricco uomo d'affari italiano. Tra omicidi, tradimenti e inaspettati colpi di scena, Un Piccolo Favore 2 ha già portato alle stelle la curiosità del pubblico. Nel cast, oltre alle protagoniste, rivedremo la maggior parte dei volti del primo film, tratto dal romanzo del 2017 di Darcy Bell. Presenti Henry Golding (Sean Townsend), Andrew Rannells (Darren), Bashir Salahuddin (detective Summerville), Joshua Satine (Miles Smothers) e Kelly McCormack. Completano l'elenco due new entry speciali i nostri Elena Sofia Ricci e Michele Morrone. La sceneggiatura, come nel film del 2018, porta la firma di Jessica Sharzer. Un Piccolo Favore 2: Anna Kendrick e Blake Lively insieme in Italia "Devo dire che dopo aver girato il primo - ha continuato Anna Kendrick - ero del tipo: 'Questo è il film più folle a cui abbia mai preso parte.' Penso che sia davvero affascinante che Paul Feig sia colui che, probabilmente, è più conosciuto per Le amiche della sposa. L'oscurità e la follia che si trovano nel suo cervello, sono impressionanti". Quindi il secondo film è folle. So che dirò, tipo: 'Oh, è più folle dell'ultimo', ma ragazzi, è tanta roba! Un Piccolo Favore, col procedere della narrazione, pur mantenendo il mood da thriller, lasciava gradualmente spazio a rivelazioni poco verosimili e risvolti sopra le righe. Stando all'attrice 39enne, il sequel alzerà l'asticella. "È una di quelle cose in cui sulla carta pensi: 'Questo è assolutamente folle. Cosa stiamo facendo?' E poi all'improvviso Paul è lì, con un completo a tre pezzi e Blake è lì, e persino il direttore della fotografia è tornato e sembrava: 'Ok, stiamo facendo questo film molto strano, rischioso, molto contorto, con una trama pesante'." Read the full article
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Domani venerdì 27 alla Dogana via alla quinta edizione del Catania Book Festival
Dai fumetti sulla fisica ai gialli, dai romanzi ai reading di poesia
Saranno le storie della fisica a fumetti pensate per i più piccoli, i laboratori sul mito, un confronto sull’immigrazione, ma anche la presentazione dell’ Atlante delle guerre e dei conflitti a cura di Amnesty International con il portavoce Riccardo Noury,gli incontri che apriranno, a partire dalle 9 di venerdì, l’edizione 2024 del “Catania Book Festival, la Fiera Internazionale del Libro e della Cultura di Catania”.
Quest’anno la quinta edizione del festival ideato e diretto da Simone Dei Pieri, si terrà dal 27 al 29 settembre 2024 alla Dogana del Porto (Nu Doganae).
Nella nuova location che nella tre giorni festivalieri ospiterà circa 100 incontri e gli stand di una ventina di case editrici indipendenti, il pubblico troverà nomi importanti della narrativa italiana contemporanea, saggistica, poesia e soprattutto moltissime occasioni di confronto sia sui temi più amati dai giovani che su quelli che interessano lettrici e lettori di tutte le età.
Venerdì 27 Veronica Raimo, l’autrice che ha ricevuto il Premio Strega Giovani e il Premio Viareggio, sarà accompagnata da Lorena Spampinato attraverso la trama dei suoi undici racconti irriverenti, comici e amari insieme: “La vita è breve, eccetera” (Einaudi).
“Succede di notte” (Feltrinelli), il romanzo-manifesto dei millennial, di Valeria Montebello, sarà accompagnata da Dario De Luca; “Amore e Psycho. Educazione sentimentale per deficienti” (HarperCollins), è il libro scritto da Federica Cacciola “per tutti coloro che si sentono sempre mancanti di qualcosa e non smettono di cercarlo”. Ad accompagnare l’autrice ci sarà Claudia Campese. In programma c’è anche un nuovo Giallo Mondadori: “Sto mentendo” di Maria Elisa Aloisi. L’ autrice sarà affiancata da Claudia Cocuzza.
Come in tutte le passate edizioni del festival, ci sarà spazio per il sociale e il digitale: dall’appuntamento sulla contro cultura del web a cura di Digifest Catania, con Marco Raitano, a “La comunicazione cristiana nei social” (Apalòs Editrice) con l’autore Salvatore Di Salvo e con Salvo La Rosa. La presentazione di “Angela Bottari. Storia di una donna libera” (Castelvecchi) di Francesco Lepore e Pietro Folena sarà affiancata da Stefania Mazzone.
E ancora, spazio ai narratori siciliani come Manuela De Quarto e il suo romanzo “Sulle note della fine del mondo” (Land Editore), e Prospero Dente con “La fiera della luna piena (Sampognaro & Pupi)”. Quest’anno la poesia entra a pieno titolo nel programma del Catania Book Festival. Venerdì sarà la volta dei reading poetici “Dark way of Sicily”, organizzato dal Glomerulo di Sale e “TERRAGNA Poetry”, ideato da Rosa Maria Di Natale, con la partecipazione di nove poetesse siciliane e le percussioni di Andrea Sciacca, nell’ambito della mini rassegna Sonar.
Il calendario degli appuntamenti di venerdì sarà concluso alle 20,30 dal Concerto “in...canti di mare” del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania, curato dai maestri Filippo Piccolo e Stefano Sanfilippo.
L’ offerta della prima giornata del Catania Book Festival prevede molti altri incontri di valore, tra cui laboratori per grandi e piccoli, sostenuti da un team di volontari e dallo staff organizzativo, e può essere consultata per intero accedendo al sito www.cataniabookfestival.it
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La casa più isolata del mondo è stata vuota per 100 anni. Mistero su chi l'ha costruita (e su chi dovrebbe andare a viverci) Non entrate in quella casa. Anzi, provate ad entrare se ci riuscite. Un’impresa degna di un romanzo. La suggestione da thriller con sfumature horror è immediata nei confronti dello strano caso della casa “più solitaria del mondo”. Una mini villetta-cottage incastonata su un’isola amena al largo dell’Islanda, misteriosamente vuota da oltre cento anni. Chi l’ha costruita? Chi l’ha abitata? Perché è lì...Chissà Agatha Christie quali trame ne avrebbe evocato, per non parlare delle presenze inquietanti che vi avrebbe ambientato Stephen King. Fatto sta che la teoria più in voga, tra le varie elaborate nel corso degli anni, è che la casa solitaria sia stata costruita da un miliardario come base sicura in caso di un’apocalisse zombie. LA LOCATION Siamo sull’isola di Elliðaey, un terreno di 110 acri, un appezzamento di terreno deserto e di difficile accesso situato al largo della costa meridionale rurale dell’Islanda. Oggi risulta completamente deserta, ma le cronache riportano che l’ultimo inquilino dell’isola risale a circa 300 anni fa. Cinque famiglie che vivevano lì facevano affidamento sulla pesca, sulla caccia alle pulcinelle di mare e sull’allevamento del bestiame. Che ci fa allora questa minuscola dimora bianca, con tanto di piattaforma-loggia vuota sull’ingresso, l’unico edificio conosciuto sull’isola di Elliðaey? LE TEORIE Le teorie si rincorrono. Forse un eremita religioso potrebbe vivere lì. Forse il governo islandese ha regalato l’isola alla cantautrice Bjork. Forse un rifugio in attesa di un fenomeno da Walking Dead...La curiosità è tanta da aver innescato l’attenzione mediatica. The Mirror rivela che «un lodge come questo situato su un’isola remota non dispone di elettricità, acqua corrente o impianti idraulici interni. Dispone però di una sauna alimentata da un sistema naturale di raccolta dell’acqua piovana». Il mistero in parte è stato svelato. LA PROPRIETA' La proprietà fu infatti costruita dall’Associazione di caccia Elliðaey che negli anni ‘50la voleva usare come base per cacciare gli stormi di pulcinelle di mare, noti per banchettare con l’abbondante offerta di pesce nelle acque ghiacciate sottostanti. Ma come raggiungerla? Qui viene il bello. Complicatissimo. «Il viaggio verso quest’isola è caratterizzato da temperature gelide e onde che possono a volte essere estremamente terrificante». COME RAGGIUNGERLA Secondo The Travel: «Anche se il viaggio in sé può essere spaventoso e scomodo, raggiungere l’isola è ancora più terrificante. Bisogna saltare dalla barca o dalla nave su un lato ripido dell’isola e tenere una corda attaccata all’isola. Se così non fosse fatto correttamente, è inevitabile una caduta nell’acqua gelata. Dopo aver saltato con successo e aggrappandosi alla corda, è necessario risalire questa parte ripida fino alla cima dell’isola con l’aiuto della corda».
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'Ripley is the new Netflix thriller miniseries inspired by the novel of the same name by Patricia Highsmith. In 1999 this story of scammers, stolen identities and murders has already been adapted for the big screen in the film The Talented Mr. Ripley with Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow and Cate Blanchette and will soon arrive on Netflix in a new series 8 episodes directed by Steven Zaillian. An international and Italian cast, breathtaking locations - many of which are Italian - and a gripping plot make Ripley one of the most anticipated titles of 2024. But let's go into more detail to find out who is in the cast of Ripley and which Italian actors will join the protagonists of the series.
Ripley: the plot
Tom Ripley, a con man trying to survive in early 1960s New York, is hired by a wealthy man to travel to Italy and try to convince his wandering son to return home. By accepting the assignment Tom enters a complex reality of deception, scams and murders.
Ripley: who is in the cast of the Netflix series, all the international and Italian actors
The cast of Ripley is made up of several American actors but also Italian names. The absolute protagonist of the series is Andrew Scott who plays the character of Tom Ripley. Also joining him are Dakota Fanning as Marge Sherwood and Johnny Flynn as Dickie Greenleaf. The cast also includes Eliot Sumner, John Malkovich, Kenneth Lonergan and Ann Cusack. Among the Italian actors we will see in the series are Maurizio Lombardi and Margherita Buy.'
#Ripley#Netflix#Andrew Scott#Dakota Fanning#Marge Sherwood#Johnny Flynn#Dickie Greenleaf#Margherita Buy#Eliot Sumner#Ann Cusack#John Malkovich#Kenneth Lonergan#Maurizio Lombardi#The Talented Mr Ripley#Patricia Highsmith#Matt Damon#Jude Law#Gwyneth Paltrow#Steven Zaillian
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Una Ghirlanda di Libri 2023 a Cinisello Balsamo
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Una Ghirlanda di Libri – Fiera dell’Editoria Indipendente di Cinisello Balsamo torna per il quarto anno, per coinvolgere non solo la città in cui si svolge, ma anche i comuni limitrofi del Nord Milano, il 14 e 15 ottobre nella prestigiosa location di Villa Casati Stampa di Soncino a Cinisello Balsamo. L’evento è organizzato dall’associazione Le Ghirlande, che si è impegnata per offrire un evento che ha come protagonista il libro tra grandi ospiti, presentazioni, incontri e tavole rotonde dedicati ai temi più disparati saranno il filo conduttore di una due giorni intensissima dedicata a tutti coloro che amano la letteratura, la saggistica e l’attualità. La punta di diamante di questa edizione di Una Ghirlanda di Libri sono i numerosi ospiti come Sara Rattaro, autore di Il cuore di tutto, Un uso qualunque di te: Dieci anni dopo e I miracoli esistono, ospite della tavola rotonda sul bullismo; Maria Luisa Jacobelli che presenterà Ora sono io. Storia pericolosa di un incontro sbagliato; Olivia Ninotti con Sembrava un British invece era un Merdish 2 – Saluto alla regina e Laura Marinaro e il suo primo romanzo Maremoto a Varigotti: Un mistero lungo cinquant’anni corre da Milano alla Riviera. Poi ci sarà Catena Fiorello Galeano con Ciatuzzu, Roberta Gatani autrice di Ti porto con me alla casa di Paolo, presentato con Salvatore Borsellino e il comico di Zelig Alberto Patrucco con AbBrassens. Cambiando genere, il professor Vittorio Agnoletto proporrà Senza Respiro, un’inchiesta sulla pandemia in Lombardia, Italia, Europa e sul come ripensare un modello di sanità pubblica;, poi Sandro Neri con Gaber, finalista al premio Bancarella 2023, e infine Andrea Vitali e la sua ultima opera Cosa è mai una firmetta. Tra gli appuntamenti a latere sabato 14 ottobre alle 10.30 la manifestazione proporrà una tavola rotonda dal titolo Il bullismo nell’era digitale con istituzioni locali, forze dell’ordine, scrittori e psicologi e una voce autorevole del mondo dei giovanissimi e Alessandro Musumeci, Marketing Director di Citroën Italia, introdurrà il progetto Rispettami intrapreso al fianco di Skuola.Net. Al termine ci sarà anche l’incontro con la giornalista e conduttrice televisiva Maria Luisa Jacobelli che con il suo ultimo lavoro Ora sono io. Storia pericolosa di un incontro sbagliato, che tratta il tema dello stalking, altra piaga contemporanea al pari del bullismo. Read the full article
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La prima estate di Lana Del Rey
Di Elisa Carini e Vincenzo Grasso
Quasi come in una funzione religiosa ortodossa, Lana Del Rey volge le spalle al pubblico. Consumata la prima metà del concerto, si ferma per qualche minuto nell’atmosfera febbrile del parco di Bussoladomani a Lido di Camaiore. È il 2 luglio 2023, e siamo all’ultima data del Festival La Prima Estate.
Sul display proiettato in fondo al palco inizia un monologo, quello che accompagna il video musicale di uno dei suoi singoli più celebri, Ride. La sua voce registrata recita:
Ero nell’inverno della mia vita, e gli uomini che ho incontrato sulla mia strada sono stati la mia unica estate…
Una dopo l’altra, sotto forma di fotogrammi, le mille estati di Lana prendono vita: Lana prima della fama, quando ancora si faceva chiamare Lizzy Grant e aveva i capelli biondo platino; Lana in Video Games, il fenomeno YouTube del 2011 in cui tutto cambia con un videoclip homemade e un ritornello supportato da quel timbro fumoso impossibile da replicare. Citando quanto detto da lei al «Daily Mail» nel 2011: “Se avessi saputo che così tante persone lo avrebbero guardato, avrei fatto scelte decisamente differenti”.
Eppure, forse sono state proprio quelle scelte – la webcam a bassa risoluzione puntata sul volto, le labbra protese a canotto – a segnare la traiettoria di un’artista destinata a divenire un cult del panorama musicale contemporaneo.
E poi ancora, in una road coast to coast all’interno del suo catalogo discografico, continua la rappresentazione delle sue trasformazioni. In tutto questo ci chiediamo che cosa spinga un’artista del genere a scegliere come location dell’unica data italiana Lido di Camaiore, annunciata appena sei giorni prima.
Si tratta forse di quell’estetica della sottrazione che Lana ha portato avanti per tutta la sua carriera. Il terrore di stare al centro della scena, forse persino la consapevolezza dell’incapacità di sostenere le aspettative che vengono poste alle artiste donne nella musica pop. E quindi via dai social media affinché la musica “possa parlare da sola”, nessuna strategia promozionale se non quella della sua stessa fanbase.
Ci sono 17.000 persone, sebbene la località non sia di certo facilmente raggiungibile.
Quando il monologo si conclude e Lana riprende a fronteggiare il nostro sguardo, ci chiediamo quale sarà la sua prossima mossa, quando quella stessa Lana che adesso stiamo osservando diverrà, anche lei, parte di quel carosello celebrativo.
Malinconia fatta a mano
Occhiali da sole rossi a forma di cuore, fiori bianchi tra chiome di capelli scuri, mullet e baffi, magliette con la scritta cherry coke e peyote, cowboy boots, shorts di jeans, vestitini eterei.
Le telecamere riprendono una folla emozionata, impaziente.
Dopo un pomeriggio assolato, finalmente spira una brezza marina.
Riflesso nei maxischermi, un ragazzo alza un cartello con la scritta “MOMMY?”, sorride.
Attraverso un repertorio estremamente vasto, curato nell’arco di un decennio, Lana ha creato un universo narrativo complesso, inequivocabile, e per i primi anni 2000 assolutamente innovativo.
Tra le sue citazioni troviamo alcuni dei capisaldi della letteratura e della musica statunitense: Walt Whitman, Allen Ginsberg, Tennessee Williams, Sylvia Plath, T.S. Eliot, Bruce Springsteen, Elvis Presley, Joni Mitchell, senza contare cover di canzoni come Blue Velvet, Summer Wine, Don't Let Me Be Misunderstood e Chelsea Hotel n°2. Lana ha ripreso un’estetica passata – quella degli Stati Uniti a partire dagli anni ’50 – rendendola sua e raccontandola con la grazia propria della poesia.
Pensiamo a Lolita, il romanzo di Nabokov che, come lei stessa, è stato spesso frainteso perché accusato di romanticizzazione. È pressoché impossibile pensare a Lana Del Rey senza che al contempo vengano in mente certi riferimenti letterari, o altre immagini iconiche come Marilyn che canta Happy Birthday a JFK, Jackie O’ e il suo completo rosa di Chanel. E allo stesso tempo la California di inizio anni ’70, a “jazz singers” e “cult leaders” (Charles Manson and the family), alla vita “on the road” a cavallo di Harley Davidson con la guancia posata sul gilet in pelle di uomini molto più anziani, a motel semivuoti in mezzo al deserto e gas stations abbandonate.
Impossibile non pensare ai suoi riferimenti religiosi, a Tropico, cortometraggio realizzato dall’artista nel 2016, al velo azzurro sui suoi lunghi capelli scuri e le mani giunte in preghiera. Quello di Lana è un mondo fatto delle sue passioni, di estetiche che le parlano, di una “malinconia fatta a mano”. Le citazioni e i riferimenti non sono mai fini a se stessi, ma funzionali a creare atmosfere, evocare sensazioni. Lana racconta storie, a volte anche le sue, con estrema sincerità e vulnerabilità, un coraggio forse inconsapevole che potremmo definire autentico: non può fare altrimenti, e nemmeno vuole.
Lana ha costruito un mondo, e nutrito quello di altri. Pensiamo a un romanzo come Le Ragazze, di Emma Cline, e a una canzone come Freak, ad artiste che si ispirano a lei, che già ne raccolgono l’eredità. Le stesse Laila Al Habash e Maria Antonietta – che hanno aperto il concerto e sono state meravigliose, che raccontano storie e costruiscono mondi – hanno ribadito l’importanza di un’artista come lei nel panorama contemporaneo. È impossibile pensare a Lana senza pensare all’epoca di Tumblr, quand’era ancora diffuso tra i più giovani e pieno di sue foto: Lana davanti a una bandiera americana con i capelli color miele che strizza l’occhio alla fotocamera, Lana nella sua giacca rossa Ferrari. Impossibile non pensare alle ore trascorse a ricondividere foto e video che la ritraevano, a cercare di ricreare la sua estetica.
È impossibile non ripensare a come la si è scoperta, Lana.
C’è ancora luce, ma per poco. Guardiamo i maxischermi. Un cartello recita: “YOU DID MORE FOR ME THAN MY THERAPIST”. La ragazza con cui abbiamo fatto amicizia sorride, le chiediamo se ricorda la prima volta che ha ascoltato Lana. Racconta che era l’estate del 2012, che si trovava in vacanza nella casa di campagna della nonna. “Non c’era niente da fare” dice, “Io e mio cugino passavamo le giornate seduti sul prato a parlare, a disegnare e ad ascoltare Born To Die, me l’ha fatta scoprire lui”. Sorride: “Avevamo sedici anni, io ascoltavo Summertime Sadness piangendo tutte le sere perché il mio fidanzato si era trasferito. Vivevamo su Tumblr”. Beve un sorso della sua birra: “Sono passati dieci anni e heaven is a place on earth with you ogni tanto ce lo scriviamo ancora”.
Una camera di motel tutta per sé
Per tutta la durata del concerto, Lana è accompagnata dalla band, un corpo di ballerine e dalle sue tre coriste. Durante l’esecuzione dei suoi brani più celebri – Young and Beautiful, Ride, Born to Die, Blue Jeans, Summertime Sadness e Video Games – la folla sovrasta la sua voce.
Nelle canzoni meno conosciute dal grande pubblico, come quelle più recenti estratte dall’ultima fatica discografica – Did you know that there’s a tunnel under Ocean Boulevard ���, la folla si acquieta e la performance vocale viene fuori decisa e matura. Sembrano ormai lontani i tempi in cui Lana veniva aspramente criticata per imprecisioni tecniche frutto di un’ansia che appariva ingestibile.
Durante gli esordi, i media americani ed europei l’hanno ritratta come frutto di un’operazione frankensteiniana tra le spoglie delle dive del cinema e le torch singers degli anni ’40.
In un’intervista a «The Guardian» del 2014, la cantante, spesso accusata di una sorta di ingratitudine nei confronti della vita dovuta alla caratteristica tristezza che forgia ancora adesso la sua musica, confessa: “Speravo di essere già morta”.
Lo stesso anno, in occasione della pubblicazione della sua opera più controversa, Ultraviolence, verrà fatta a pezzi dalla critica per aver “reso glamour” l’abuso domestico.
Realtà o finzione? In questo caso la ricerca di una risposta è meno interessante della stessa domanda. Lana, infatti, si è spesso mossa nello spettro liminale dell’autofiction e solo di recente ha cominciato a consegnarsi alla pratica dell’autobiografismo spietato.
Nella prima metà del concerto, Lana intona The Grants, singolo estratto dall’ultimo album in cui racconta la paura di perdere i propri familiari. Si tratta di un elogio alla memoria affettiva: cita la nascita di sua nipote, le ultime parole della nonna – insomma, ciò che intende portare via con sé quando arriverà anche il suo momento.
Quando intona una versione intimistica della title track di Ocean Boulevard, la questione si rovescia e si trasforma in un invito al suo pubblico: “Don’t forget me”.
Migliaia di braccia sollevano i cellulari con le torce accese.
Difficile dimenticare un’artista che ha cambiato irrimediabilmente il corso della musica pop narcotizzandolo, prima del suo arrivo dominato dai ritmi ossessivi ed edulcorati dei primi anni 2000. Parafrasando dunque un passo della sua stessa canzone, anche oggi, qui su un palco davanti a migliaia di persone, c’è una ragazza rinchiusa nella camera di un motel che canticchia. Se hai trovato l’ingresso a questo mondo nascosto, non abbandonarlo.
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Applausi nella sezione Un Certain Regard per #OnlytheRiverFlows di Shujun Wei, un noir enigmatico dell'ambientazione sofisticata capace di porsi come un promemoria sulle prospettive narrative alternative e sulla raffinatezza cinematografica che hanno fatto progredire il cinema in passato.
TRAMA: basato su un romanzo di Yu Hua, il film ruota attorno alla figura di un detective che indaga su una serie di omicidi in un villaggio rurale cinese negli anni '90. Viene rapidamente effettuato un arresto ma emergono ulteriori indizi che spingono il detective a scavare più a fondo sotto la superficie del comportamento della gente del posto, anche se i suoi superiori lo esortano a chiudere il caso e andare avanti.
"E' un omaggio al cinema noir con echi di Jean-Pierre Melville ma è ancora di più, un ritratto della società cinese prima del recente boom economico e sulla scia delle proteste di piazza Tiananmen, in un momento in cui i cittadini conducono vite represse di quieta disperazione. Gli omicidi multipli sono ciò che fa andare avanti la storia, alla fine funzionano come i MacGuffin che rivelano qualcosa di più profondo e oscuro sulla Cina della metà degli anni '90"
(Jordan Mintzer, The Hollywood Reporter)
"Più che un semplice giallo, Only the River Flows riguarda più il palcoscenico su cui si svolgono le paure represse e il comportamento irregolare degli esseri umani. Il colpo da maestro di Wei è quello di trasformare un cinema in disuso in una delle location principali del film; viene prima rilevato dalla polizia come centro di controllo improvvisato, ed è qui che il detective ha allucinazioni sui segreti nascosti dei cittadini. Infine, si trasforma nella sede di una sontuosa e onirica cerimonia pubblica che celebra la risoluzione del delitto"
(Clarence Tsui, South Cina Morning Post)
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#CriticsReviews
#Cannes2023
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Ostinato Ad Libitum di Andrea Cacciavillani
Il nuovo libro di Andrea Cacciavillani Ostinato Ad Libitum di Andrea Cacciavillani edito da BigBox Edizioni è l’ultimo romanzo dello scrittore molisano ambientato tra Italia e Casablanca. Una storia ricca di emozioni in cui turbinano fatti di sangue, amicizie, avventure e musica, il tutto permeato dai colori e dalla vitalità di due paesi unici, l’Italia e il Marocco. Walter è un musicista di talento sempre in fuga da se stesso e che non riesce a concretizzare la sua vita con veri e proprie obiettivi. La svolta avviene quando decide di aiutare un suo amico accusato di omicidio a Casablanca. Da questo momento il protagonista inizia un viaggio interiore intenso e drammatico che lo cambierà definitivamente sia come uomo sia come musicista. Andrea Cacciavillani scrive da sempre e non solo romanzi. Ha iniziato nel 2002 con la poesia scrivendo la silloge poetica “Icaro – cuori di cera” (Adriano Gallina editore) per passare poi al suo primo romanzo “Porte” (Michele Pascale Editore). Da quel momento la sua scrittura è stato un mezzo per esplorare nuovi generi e caricarsi di emozioni. Cacciavillani ha scritto infatti anche per il teatro, è Paroliere del gruppo musicale pop rock “Tabula osca”, è stato poeta e scrittore per il network radiofonico Radio Kisskiss e ha collaborato con diversi settimanali e periodici. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in occasione del suo ultimo romanzo,Ostinato Ad Libitum, e ci siamo fatti raccontare qualcosa in più sul romanzo e sul suo rapporto con la scrittura Ostinato Ad Libitum di Andrea Cacciavillani Salve Andrea, “Ostinato Ad Libitum” è fresco di stampa. Si tratta del suo primo romanzo? I lettori di Cinquecolonne non la conoscono ancora, potrebbe presentarsi brevemente? Salve, intanto grazie per questa intervista. Ostinato ad Libitum è il mio quarto romanzo. La mia attività artistica è stata e spero continui ad essere varia. Sono una persona molto curiosa e mi piace sperimentare. Ho iniziato con la poesia che credo sia un linguaggio espressivo tra i più belli che esistono. Ho scritto testi di canzoni, racconti, romanzi e adesso sceneggiature. Un viaggio molto bello che mi permette anche bellissime collaborazioni e incontri affascinanti. Ho scritto anche qualcosa per il teatro. Diciamo che amo molto la drammaturgia con i suoi personaggi e i suoi conflitti è uno specchio perfetto dell’esistenza Il libro racconta la storia del protagonista, un musicista talentuoso eternamente in fuga da se stesso che si improvvisa investigatore per aiutare un amico accusato di omicidio a Casablanca. C’è un motivo specifico per cui ha scelto di ambientare la storia in Marocco? La scelta del Marocco e in particolare di Casablanca c’è stata dopo un viaggio che ho fatto in quella città. Avevo già in mente il personaggio ma mi mancava la giusta location. Il Marocco mi è sembrato subito il posto adatto. Tant’è che l’incontro con quella città e con quella cultura ha influito molto anche sulla dinamica della storia che ad un certo punto ha preso una piega completamente diversa dall’idea originaria. Una cosa che capita spesso comunque perché fa parte della magia della scrittura che ad un certo punto acquista una sua indipendenza e autonomia. Ostinato Ad Libitum è soprattutto un racconto interiore, sulle paure e le emozioni di Walter, il protagonista. C’è qualcosa che il suo personaggio non riesce a superare oppure che desidera e non riesce a ottenere? Qualunque racconto (a prescindere dal genere) ha insito una storia di conflitti, paure, emozioni e obiettivi da raggiungere. Gli scrittori non fanno altro che traslare nelle loro storie e nel loro personaggio le tensioni che abbiano tutti nella nostra esistenza. Walter inizia a reagire perché accade qualcosa, il celeberrimo “incidente scatenante”, che altro non è se non una presa di coscienza della propria vita. Sicuramente Walter ottiene molto già solo per il fatto che decide di reagire. Le conseguenze di una decisione non sempre portano risultati positivi. Ma non si può avere tutto nella vita. L’importante è avere consapevolezza della non immobilità. Incuriosiamo un po’ in nostri lettori. Qual è stato il momento che l’ha emozionata di più mentre scriveva “Ostinato Ad Libitum”? Come ho detto nella risposta alla domanda precedente mi emoziona molto il fatto che i personaggi prendano vita. Si assumono le loro responsabilità, afferrano in mano la storia e la raccontano. Walter ha da subito acquisito una sua autonomia, una sua indipendenza. Certo i personaggi vivono e sono perimetrati in quel mondo (così diversi ma anche cosi simile al nostro) che uno scrittore abbozza. Ma il resto lo ha fatto Walter. Mi ha emozionato molto il modo in cui ha deciso di raccontare questa storia. Tra romanzi e racconti cosa preferisce scrivere? E perché? Come ho detto ho toccato entrambi i generi e non saprei adesso cosa rispondere. Forse dipende dal tipo di storia. Un’idea potrebbe essere sicuramente adatta ad un romanzo o ad un racconto, ma credo anche che l’idea stessa, appunto, possa suggerire su quale terreno voler crescere. Il racconto mi piace perché mi ha avvicinato al mondo cinematografico dove l’essenza è importantissima. Riuscire a concentrare in poche pagine un mare di emozioni che poi confluiranno nella sceneggiatura per diventare immagini, suoni, ellissi. Insomma vita. Read the full article
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Da qualche parte nel nord Italia...
Guardando “Chiamami col tuo nome” è il film candidato a 4 premi oscar di Luca Guadagnino tratto dal romanzo omonimo di André Aciman, non ho potuto fare a meno di notare la bellezza ma allo stesso tempo la semplicità dei luoghi in cui è ambientato. Si tratta della città Lombarda di Crema e i suoi dintorni. I luoghi di cui lo scrittore parla nel romanzo non sono gli stessi mostrati nel film, infatti nel libro il racconto è ambientato sulla costa, mentre Guadagnino ha deciso, di donare un altro scenario alla romantica storia estiva di Elio e Oliver.
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Quelli che vi propongo sono alcune delle location in cui è stato girato il film, che ne dite, partiamo?
Il Duomo e la sua piazza
L'attuale Cattedrale di Crema è dedicata a S.Maria Assunta ed è stata edificata sui resti del duomo romanico, distrutto nel 1160 da Federico Barbarossa durante un assedio. La struttura è in stile romanico e gotico. L'interno è diviso da grandi pilastri in tre navate, contiene affreschi,dipinti e tele di vari artisti.La bellissima piazza è oggi il cuore della città, dove è piacevole passare pomeriggi tranquilli in compagnia.
Sono presenti il tavolino, le sedie e le bici utilizzate dagli attori, ed è possibile scattare una foto seduti al tavolo.
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Villa Albergoni
È la villa in cui si svolgono le vacanze estive della famiglia di Elio. Precisamente si trova a Mozzascano. È una location meravigliosa, e gli sceneggiatori sono riusciti ad arredarla in stile anni 80 e a creare un’atmosfera unica. Possiede un enorme giardino con vari alberi da frutto tra cui albicocche, un campo da pallavolo e persino una piccola piscina dove potersi rinfrescare. La villa è stata messa in vendita al prezzo di 1 milione e 700 mila euro. Assurdo vero?
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Un luogo che ho adorato, soprattutto per le scene che vi hanno girato, (le più belle di tutto il film a parer mio), è molto romantico e si trova nel parco dei fontanili di Capralba,è in particolare il Fontanile Quarantine.
Le origini di questo fontanile sono molto antiche, probabilmente è stato il primo fontanile sorto sul territorio capralbese.
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Un altro splendido luogo è Sirmione, sul Lago di Garda, luogo molto amato dai turisti. Qui storia, cultura e relax si fondono. Con la grotte di Catullo, una domus romana costruita tra il I e il II secolo d.C., e un bellissimo lago in cui fare un bagno rinfrescante.
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Spero di avervi invogliato a scoprire questi luoghi dall’atmosfera sentimentale e ad appassionarvi a questa storia d’amore estiva.
UN BACIOO!!! <3
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Aurora Rising di Amie Kaufman e Jay Kristoff
Buongiorno lettori,
oggi si torna a una specie di normalità, molto più di quella provata negli ultimi mesi.
E quindi mi sembra un buon momento per proporvi una nuova recensione!
Titolo originale: Aurora Rising
Serie: The Aurora Cycle #1
Genere: Fantascienza
Target: Young Adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 10 Marzo 2020
N°pagine: 360
Trama: Anno 2380: ai cadetti dell'ultimo anno dell'Accademia Aurora sta per essere affidata la prima vera missione. Tyler Jones sa che, proprio perché è il migliore del suo anno, potrà reclutare la squadra dei suoi sogni. Peccato che, a causa del suo comportamento sconsiderato, come punizione gli vengano assegnati d'ufficio i cadetti scartati da tutti gli altri capisquadra, quelli con cui nessuno vorrebbe mai lavorare. Proprio lui, l'allievo più talentuoso dell'Accademia sarà al comando di una vera e propria banda di disperati: una diplomatica, cintura nera di sarcasmo, una scienziata sociopatica con la tendenza a sparare ai suoi compagni, uno smanettone geniale e dall'ironia pungente, un guerriero alieno con seri problemi di gestione della rabbia, una pilota abilissima con un leggerissimo debole per Tyler.
Ma non è nemmeno questo il suo problema principale. Infatti, solo dopo aver risvegliato da un sonno lungo duecento anni la misteriosa Aurora Jie-Lin O'Malley, Ty scopre che proprio lei potrebbe innescare una guerra rimasta a lungo sopita e che, ironicamente, proprio la sua squadra di disperati potrebbe essere l'ultima speranza di salvezza per l'intera galassia.
Comunque: NIENTE PANICO!
Il primo libro che ho letto di Amie Kaufman e di Jay Kristoff è stato Illuminae, un libro assolutamente originale e non tradizionale. Poi ho letto la serie Nevernight di Jay Kristoff e devo dire che preferisco il suo stile di scrittura un po' "domato" dalla sua collega.
Quando è stata annunciata l'uscita di Aurora Rising mi chiedevo se sarebbe stato un romanzo simile a Illuminae - location sempre universo, ragazzi giovani come protagonisti, poteva essere - invece pur avendo delle similitudini è un romanzo tradizionale, senza strane grafiche, che per certi versi mi ha ricordato Ender's Game.
I protagonisti di questo romanzo sono un gruppo di ragazzi, la squadra 312 dove ogni personaggio ha un ruolo specifico. Abbiamo Tyler, il capo, il ragazzo d'oro dell'Accademia; Scarlett, la sua gemella incaricata dei rapporti diplomatici; Cat, la pilota, la migliore in circolazione; Finian il tecnico della squadra, Zila la scienziata del gruppo e il personaggio più silenzioso di tutto il romanzo; infine Kaliis, un "simpaticissimo" elfo, il combattente.
Non sono solo umani questi personaggi: così come Kaliis proviene da una razza simili agli elfi e da pochissimo tempo in pace con l'uomo, anche Finian proviene da un altro pianeta, dove l'intera popolazione vive sotto terra e ha la pelle completamente bianca. Oltre a una quantità industriale di parenti.
A questo gruppo non così affiatato nelle prime pagine si aggiunge Aurora, detta Auri, un elemento assolutamente imprevisto. Unica sopravvissuta alla sparizione di una astronave 200 anni prima viene salvata e svegliata dal suo sogno criogenico da Tyler. E una volta risvegliata scoprirà di avere dei poteri ma soprattutto che qualcuno la vuole eliminare.
Il libro è scorrevole ed alterna i punti di vista dei vari personaggi: non mancano episodi comici ma anche tristi e dolorosi.
Sebbene abbia preferito Illuminae come serie anche Aurora Rising è un bel libro e si leggere molto volentieri: come sempre il finale non conclude un bel niente e ci fa desiderare il seguito. Non ci resta che aspettare pazientemente che arrivi per poi fiondarci a leggerlo!
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“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi” Questo è l’incipit del famoso romanzo di Alessandro Manzoni ed è proprio qui, sul Ramo di Lecco, che sorge l’Hotel Griso.
La posizione spettacolare, la struttura, i servizi, i comfort, tutto lascia soddisfatti in questo hotel.
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L’arrivo in una splendida giornata di sole permette immediatamente di ammirare il panorama incantevole fatto di acqua e montagne incantevoli in uno dei laghi più belli del mondo.
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La struttura vanta 55 stanze, spaziando tra singole, superior, suite e familiari, l’affaccio è per quasi tutte la stanze sul lago. La Junior suite nella quale ho soggiornato ha caratteristiche moderne e romantiche: il letto rotondo, ampi spazi, un bagno ben strutturato e pulitissimo con doppio lavandino e maxi doccia, ma il vero fiore all’occhiello è il grande terrazzo con affaccio sul lago di Como con vasca idromassaggio panoramica!! Un dettaglio da sogno che rende il soggiorno presso l’Hotel Griso veramente unico e lussuoso! Vi assicuro (ma non ho dubbi che ne siate già convinti) che questa soluzione doni un completo benessere per anima e corpo, il relax che si prova nell’idromassaggio privato nel proprio giardino con questo panorama di fronte è qualcosa di unico! Spettacolare!
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Restando in tema di idromassaggio cito anche la nuovissima zona esterna con solarium e idromassaggio (sempre con panorama mozzafiato…ça va sans dire), dove poter sorseggiare un drink, rilassarsi e prendere il sole. Ultima novità l’aperitivo del venerdì sera proprio in quest’area dell’hotel con Bellavista e aperitivo o apericena proposti a 10 e 18 euro! Imperdibile!
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Tra i vari servizi proposti le sale meeting hanno un posto rilevante, diverse soluzioni adatte ad ogni esigenza o evento, proposte di ogni dimensione e capacità di posti. Inoltre è possibile avvalersi dei servizi dell’hotel per aggiungere al proprio evento banchetti, ristorazione, drink e catering per pause caffè. Certamente un luogo perfetto sia per matrimoni e cene di gala che per meeting (chi non vorrebbe fare riunioni di lavoro in una simile location?). Comodissimo anche il parcheggio sotterraneo e la vicinanza al centro città, raggiungibile anche grazie all’ascensore interno che vi conduce direttamente sul lungolago di Malgrate…Scenografico a dir poco!
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Nota di merito per tutta la parte ristorativa: colazione, cena, aperitivi, la sensazione di benessere conquista anche il palato.
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Il ristorante ha grandi ambizioni, la vista magnifica sul lago di sera la rende scenografica e romantica già in partenza. Presente sia una scelta alla carta, un menù degustazione a mano libera dello chef o un competitivissimo menù hotel con due portate a scelta e il dolce proposto a 28 euro.
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Un entrèe di benvenuto dalla cucina apre lo stomaco per la cena prima dell’arrivo in tavola di una tartare di manzo con maionese alla pizzaiola, di grande sapidità e gusto, forse eccessivamente salata ma comunque gradevole. Un bis di primi con gnocchetti verdi con pomodoro e burrata (eccezionali) e ravioli al branzino con pomodorini e olive (molto eleganti), buone le porzioni e gusti decisi per entrambi i piatti, ben realizzati e soddisfacenti.
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Salto il secondo per concentrarmi sulla loro dolce specialità: la coppa Griso, una sorta di tiramisù in coppa ancora più goloso con strati di fragole, mascarpone e gelato, un dessert degno di nota e ghiotto.
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La colazione è stupefacente, la location è la stessa del ristorante, quindi con la medesima vista affascinante del lago, un buffet vario e completo, tra salumi e formaggi di qualità, brioches e torte fatte in casa troviamo tante piccole chicche come la macchina sforna pancakes (non mi sono potuto esimere dal provarli), un distributore di succhi e spremute fresche, un angolo “candy” coloratissimo e pieno di caramelle (carinissimo e orignale) e una parte dedicate a pane, pizze e focacce (gustosissime!!!).
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Clarion Collection Hotel Griso è una scelta consigliata per il servizio discreto ma attento, la vista lago incantevole, i servizi di lusso e fascino messi a disposizione nelle junior suite (l’idromassaggio esterno e privato nel proprio giardino è qualcosa di unico) e l’ottima parte ristorativa, la colazione da 5 stelle!
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INFO UTILI:
Hotel Griso
Via Provinciale, 51
23864 Malgrate (LC)
Telefono: 0341 239811
https://www.griso.info/
Hotel Griso (Malgrate – LC) “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi” Questo è l’incipit del famoso romanzo di Alessandro Manzoni ed è proprio qui, sul Ramo di Lecco, che sorge l’Hotel Griso.
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