#incorniciato
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Un professore + text posts: parte 4, aka Manuel Ferro bisexual king special edition (1, 2, 3)
#il primo memino andrebbe incorniciato if i can say so myself#ma pure il terzo è uno dei miei prefe in assoluto#un professore#manuel ferro#simuel#comunque#esattamente tre anni fa andava in onda la mitica sequenza rissa-lampo-incendio-fuga a glasgow#buon anniversario a chi festeggia
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Incorniciato (Framed)
I.S.A.
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Do not remove the captions pls.
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il foglio dove i the kolors hanno scritto il testo della loro canzone è letteralmente incorniciato da disegnini di cuoricini, occhi manga, owo, uwu, *-*, rawr,
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#etologia & #guerre
c'est l'argent qui fait la guerre
Konrad Lorenz padre dell’etologia insegnava che la colomba è più feroce del lupo. I lupi lottano finché uno non si arrende mostrando la gola all’avversario che si ferma. Ma le colombelle se rinchiuse in una gabbia combattono finché una di loro non soccombe. Gongolano i fabbricanti d’armi pregustando l’immane eccidio.Viva i democratici e che si lotti per imporre il modello delle nostre democrazie occidentali, fatte di ipocrisia, wokismo, debolezza, Islamizzazione, Cancel culture, volgarità, parità tra 7 sessi..
Una croce di ferro sul petto,
il mitra stretto,
due rune d'argento sopra l'elmetto,
era l'Europa che moriva con te.
Sei morto a vent'anni tu Jean,
la notte del 30 d'aprile a Berlino
con l'aquila e i gigli della Charlemagne
ma era l'Europa che moriva con te.
E mentre solo tra l'odore del sangue
guardavi rossa in faccia la morte
la tua voce tranquilla parlava così: Camerata, tu non sai
come è bella l'estate lì in Francia,
mentre scivola lenta la Senna
passeggiare lungo le Champs Elysees
e tra i colori e il profumo dei fiori
il sorriso di lei t'accompagna
incorniciato da quelle labbra dipinte di arancia;
camerata, tu non sai
come è bella l'estate lá in Francia..."
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In Viaggio
Nella mia vita ho viaggiato abbastanza, quasi sempre con i miei genitori, che mi hanno trasmesso questa loro curiosità di scoprire l'ignoto. Il viaggio di cui vi parlo, riguarda appunto i miei genitori, che mi raccontano sempre del mio primo viaggio all'età di 3 anni in Brasile, la mia terra di origine. Di questo viaggio non ho ricordi personali poichè ero molto piccola, ma grazie a loro li sento nitidi nella mia memoria. Dalle loro memorie fotografiche e orali ho scoperto un mondo bellissimo e puro: luoghi che sembrano essersi fermati nel tempo e che hanno mantenuto una ricchezza unica sia di cultura che di risorse. Attraverso un associazione benefica hanno avuto la possibilità di visitare e scoprire i luoghi nativi dei popoli Indios che vivono nella foresta Amazzonica. Attraverso questo viaggio infatti, sono entrati in contatto con un Nuovo mondo, di cui sono rimasti affascinati. Questa esperienza gli ha permesso di conoscere lo stile di vita di questi popoli, le loro usanze, la loro economia, la loro alimentazione, i loro lavori, le loro mansioni giornaliere e la loro arte. Infatti, il souvenir di questo viaggio è stato un dipinto che ad oggi è incorniciato e appeso in camera mia. Il quadro rappresenta un tucano (uccello simbolo del Brasile) dipinto a mano da un artista Indios con dei colori naturali che vengono prodotti appunto dalle foreste dell'Amazzonia. Questo ricordo mi ha legata profondamente a quel luogo, tanto che il Brasile sarà la mia prossima meta di viaggio, per scoprire con i miei occhi queste radici cosi profonde che mi legano a quel luogo.
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«Camerata, tu non sai com'è bella l'estate là in Francia mentre scivola lenta la Senna passeggiare lungo gli Champs-Élysées tra i colori e il profumo dei fiori Il sorriso di lei ti accompagna incorniciato tra quelle labbra
dipinte di arancia Camerata, tu non sai come è bella l'estate là in Francia!»
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Pietro Fachini, Asino bianco, (2024), Pigmento Terra verde su carta 104 x 74 cm, incorniciato
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Amore spero tu faccia davvero un bel viaggio!
Sono davvero contento ed emozionato per te! Vedrai luoghi fantastici, da cartolina, quelli che da piccoli abbiamo sempre visto nei film. Il tutto incorniciato dalla fantastica atmosfera del Regno Unito.
Davvero, divertiti !
Ti amo ❤️
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FLORIS LONDON - MULBERRY FIG - Private Collection - Eau de Parfum - Novità 2023 - Natura. In profonda connessione. Ode al Risveglio. Part I. In questo mondo artificiale, di connessioni digitali esasperate e false promesse, spesso non ci rendiamo conto che esiste un solo modo per ritrovare la verità del vivere: guardare alla semplicità della Natura. Entrare in connessione con essa significa comprendere l’essenziale, respirarla, vederla mutare nelle stagioni silenzia il baccano fuori e dentro noi, partecipare al suo composto risveglio primaverile genera ottimismo, speranza e serenità. Tutti dovremmo nutrirci di tanta infinita bellezza per cogliere la nostra essenza, imparare a rispettarci per rispettarla. La Natura nelle fragranze torna come un mantra, è ispirazione perenne, richiamo perpetuo per inarrestabili esploratori di aromi, per alcuni un crogiolo di armonie olfattive dal quale trarre racconti nobili e schietti. Così per Floris London con l’ultimo lancio Mulberry Fig, comparso in edizione limitata lo scorso anno ed ora definitivamente introdotto nella prestigiosa Private Collection. Fragranza che loda la spettacolare ricchezza arborea di St. James Park, il più antico e incantevole tra i parchi reali londinesi, distante pochi passi dall’89 Jermyn Street, sede della storica boutique Floris London. Ventitre ettari di vegetazione rigogliosa, un lago artificiale incorniciato da imponenti alberi di fico, maestose fioriture, aromi a perdita di naso e la limpida percezione di quiete ritrovata. Fresco e verde in apertura, il fico non cede alla sfumatura creamy e accetta la piccantezza del cardamomo, raffinata e gentile l’inflessione poudré indotta da iris e foglie di violetta, amabile il tocco erbaceo boschivo di vetiver e cipresso in sublime equilibrio con legni regali, sandalo e cedro satinati d’ambra, saggi e impeccabilmente garbati nella blasonata evoluzione.
Eau de Parfum 100 ml. Online qui

©thebeautycove @igbeautycove
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Nella caligine appiccicosa di questo mattino,
mi sveglio incorniciato da un sipario di gocce di sudore,
che invece di alzarsi all'andare in scena,
scende lento sul viso,
come fosse pratica igienica
del cancellare l'involucro del sonno.
Una mattina
come boa di riferimento,
al limitare della notte.
I.S.A.
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L’interno dell’oggetto trova “incorniciato” in una #bordatura multipla il disegno fondamentale dello stile #RiccoDeruta “ridotto” rispetto alla sua solita evoluzione: piuttosto che portarlo a occupare tutto lo spazio con due arcate semicircolari, il disegno si limita a creare una sorta di #fregio con i fogliami che si allungano secondo quattro direttrici, lasciando che siano le minute rifiniture a colmare il vuoto del bianco.

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“L’omaggio poetico alla femminilità nell’Ode di Silvio Valdevit Lovriha”. Recensione a cura di Alessandria today
L’Ode di Silvio Valdevit Lovriha è un inno delicato e appassionato alla bellezza e alla forza dell’universo femminile, incorniciato in versi che emanano un profondo rispetto e ammirazione. L’autore dipinge un ritratto suggestivo e ammaliante della donna, attribuendole una potenza creativa quasi divina. La sua poesia evoca l’immagine di un tappeto cremisi, simbolo di lusso e regalità, da stendere…
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Oggi celebriamo i nostri 15 Anni di storia con MOSCOT! Siamo stati tra i primissimi negozi a portare in Italia e “soprattutto” a RIMINI e provincia questo affascinante prodotto da New York City. Lo facciamo pubblicando una foto speciale del Febbraio 2014, quando la vetrina del nostro negozio fu trasformata in quella dello storico negozio Moscot in Orchard Street. Tutto magicamente incorniciato da una splendida ed inaspettata nevicata, we love it!
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Un Sogno di Pietra, Legno e Parole
Mi ritrovai immerso in un teatro barocco, un edificio artificioso, dove a partire dall’ingresso davanti il senso della teatralità era palpabile. Un gigante grigio portale finto barocco, con un tendaggio marrone sorretto da cordoni bianchi, richiamando una logora tunica monasteriale, dava accesso ad un ambiente sfarzoso e lugubre allo stesso tempo. Un enorme salone incorniciato di altorilievi…
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Lo stendardo scopiazzato che diventa quadro


Se vi capita di visitare Raggiolo nell'aretino, si son fuoriporta ma c'è una ragione, non solo vedrete un piccolo splendido borgo, ma accedendo alla Chiesa di San Michele Arcangelo vedrete, sopra la porta d'ingresso della sagrestia, una tela rappresentante San Michele che sconfigge il drago. Questa quadro è opera di Sebastiano Pontenani un pittore aretino poco conosciuto morto il 25 Agosto 1644. La tela è molto probabile che sia stata commissionata dagli abitanti di Raggiolo intorno al 1630 come omaggio all'Arcangelo perché aiutasse la comunità del Casentino in occasione di una terribile pestilenza.

Parto cosi da lontano perché questo quadro è in realtà una copia fedele di uno stendardo (quindi stoffa) dipinto da Benci Antonio detto Antonio Del Pollaiolo, realizzato nel 1460 su richiesta della Compagnia di Sant'Angelo di Arezzo. Lo stendardo dipinto era stato commissionato per essere portato in processione dalla compagnia stessa. Nella realtà l'attribuzione è contestata, molti sostengono che si tratti del Pollaiolo aiutato da suo fratello Piero. Altri, Leopoldo Ettlinger, lo attribuiscono a una mano giovanile di Alessio Baldovinetti e suppongono sia a sua volta una copia forse di datazione ottocentesca. Oggi questo stendardo è stato elevato al grado di quadro, in quanto incorniciato, ed esposto a Firenze al Museo Bardini. Quindi alla fine a Raggiolo ci sarebbe la copia della copia. Che l'opera sia di Antonio del Pollaiolo o che sia di Baldovinetti in realtà a me sorge solo una domanda: che c'è sull'altro lato dello stendardo?

Jacopo Cioni Gran Cerusico Read the full article
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