#convalescenza
Explore tagged Tumblr posts
zuccherodisqualo · 9 months ago
Text
Daily routine: Doremi, Evangelion, Doremi, Evangelion, french film, scrolling, yt video essay on House of the dragon, Doremi, Evangelion
11 notes · View notes
chiltern100 · 6 months ago
Text
In a wheelchair, recovering from torn ankle ligaments - video from which this photo was taken:
3 notes · View notes
colizzialmerico · 7 days ago
Text
🇻🇦 Papa Francesco sarà dimesso domani dall’ospedale ma serviranno due mesi di convalescenza e riposo. L'annuncio durante la conferenza stampa dei medici in diretta dal Policlinico di Roma...
Tumblr media
0 notes
babypandaus-blog · 1 month ago
Text
L'alloro che toglie i pesi dallo stomaco
Le sue foglie contengono olii essenziali dall’azione digestiva e carminativa: evitano meteorismo e dispepsie Le foglie dell’alloro, il sempreverde mediterraneo che sin dall’antichità simboleggia la vittoria della luce sull’oscurità invernale, non devono mancare nelle pietanze di questa stagione: aiutano l’organismo a proteggersi dai radicali liberi e dai microrganismi nocivi. Uno studio…
Tumblr media
View On WordPress
0 notes
yourtrashcollector · 1 month ago
Text
Che cosa avresti dovuto fare quando decidesti di allontanarti da lei per sempre, quando non riuscisti a leggere quello che si celava dietro i suoi occhi inespressivi?
Han Kang, Convalescenza
0 notes
evatremila · 1 year ago
Text
Tumblr media
Con un giorno di anticipo rispetto a quanto previsto, Kate Middleton torna a casa: tutto pronto per lei all'Adelaide Cottage, dove passerà la sua lunga convalescenza in famiglia La Principessa di Galles è tornata a casa a Windsor per continuare la sua ripresa dopo l'intervento chirurgico. Sta facendo buoni progressi. Il Principe e la Principessa desiderano esprimere un enorme ringraziamento all'intera squadra dell... Continua a leggere.. https://www.eva3000.com/con-un-giorno-di-anticipo-rispetto-a-quanto-previsto-kate-middleton-torna-a-casa-tutto-pronto-per-lei-alladelaide-cottage-dove-passera-la-sua-lunga-convalescenza-in-famiglia/?feed_id=3539&_unique_id=65b798e234e88
0 notes
maryasmorevna · 2 months ago
Text
i may have found a little job, bless my mom's unending circle of friends for that 🙏
9 notes · View notes
nusta · 2 years ago
Text
È davvero un universo inquietante, specialmente per chi, come me, non ha molti strumenti concettuali per capirlo, se non le metafore e gli esempi dalle storie di fantascienza che hanno riempito le mie giornate negli anni. Guardando video di approfondimento sul tema, al di là di rendermi conto di quante cose si dovrebbero sapere che invece io non so assolutamente, mi pare comunque che come tecnologia sia già stata largamente impiegata in diversi ambiti del nostro quotidiano, ma in una versione ancora molto "contenuta" e "circoscritta" rispetto alle potenziali applicazioni che già potrebbe avere. Il mio timore nasce da un potenziale impiego a danno del pubblico e dal rischio di non poter nemmeno capire se chi la usa in tale maniera "ci è o ci fa", ovvero se c'è malizia o semplice ingenuità rispetto agli effetti reali. Anche senza arrivare ad una "coscienza" delle AI, che mi pare ancora non proprio all'orizzonte, quello che mi preoccupa già adesso insomma sono le coscienze di chi le impiega.
Comunque mi pare che almeno tra gli addetti ai lavori un minimo di sensibilità sulla necessità di muoversi con cautela sia cresciuta in questi ultimi anni. Poi bisogna vedere che ne pensano i committenti e quali scrupoli vogliano porsi, perché prima di mettersi una mano sulla coscienza dovranno essere disposti a toglierla dal portafoglio.
Problema di sicurezza e controllo
Sottotitolo: come finire nella merda senza manco accorgersene.
Come lei ben sa, le apparenze possono ingannare, il che riporta la nostra conversazione alla ragione per cui siamo qui. Noi non siamo qui perché siamo liberi, siamo qui perché non siamo liberi. Di sottrarsi a questo dato di fatto non c’è ragione, nel negarlo non c’è scopo, perché sappiamo entrambi che, senza scopo, noi non esisteremmo! E’ lo scopo ad averci creati. E’ lo scopo che ci connette. Lo scopo che ci motiva, che ci guida, che ci spinge. E’ lo scopo che stabilisce. Lo scopo che ci vincola. Noi siamo qui per colpa sua, Signor Anderson. Siamo qui per togliere a lei quello che lei ha cercato di togliere a noi: lo scopo!”
Tumblr media
disclaimer: questo non è un post catastrofista. O meglio, diciamo che, nello spazio delle soluzioni possibili, la catastrofe è sullo stesso piano di probabilità del successo, quindi il fatto che leggiate le mie parole in un verso o nell'altro è frutto solo di una vostra scelta personale, oppure, diciamolo meglio, di un vostro condizionamento educativo. Il post funge anche da scuse per @belafonten, nel cui ask sono stato un po' parziale nella risposta, sebbene io la ritenga ancora corretta.
Ho iniziato con le parole dell'Agente Smith, perché penso siano quelle che più si avvicinano al problema della AI Safety, che è uno dei tre punti della mia nuova Teoria Meccanicista 2.0, di sicuro quello più facile da affrontare, di sicuro quello che ha più senso da affrontare sia per la sua urgenza, sia per la sua valenza pratica, ma che, in ogni caso, stamo meglio der cazzo, per citare il mitico Bombolo, visto che non abbiamo fatto progressi, non sappiamo quali progressi fare, e quindi la Legge di Murphy sta facendo toc toc alle nostre porte affinché possa riscuotere il suo obolo.
Il problema, scremato di tutte le possibile variabili e ridotto all'osso, nasce dal fatto che, ad oggi, non abbiamo un modo per testare, in maniera deterministica e incontrovertibile, il comportamento a posteriori di una intelligenza artificiale, e questo è un cazzo di guaio, non tanto per il fatto che dobbiamo necessariamente concludere che possa ritorcersi contro di noi, quanto per il discorso che, non potendo essere sicuri del fatto che non lo farà mai, dobbiamo prevedere lo scenario peggiore, e, come tutta la storia dell'umanità ci ha sempre insegnato, lo scenario peggiore è sempre quello dove lo prendiamo a quel posto. E questo è il problema di natura essenzialmente pratica, ed è il motivo per il quale l'uso di questa tecnologia favolosa dovrebbe andare di pari passo con l'estrema cautela dovuta alla nostra ignoranza nel poter controllare la sua evoluzione cognitiva, ma tanto sappiamo che non accadrà mai, ma abbiamo il piano B, ovvero possiamo sempre rispolverare le bandiere con su scritto ANDRA' TUTTO BENE e riappenderle al balcone.
Il punto però più interessante per me è quello legato al discorso della convergenza strumentale, una materia super affascinante, ma che vi consiglio di evitare, se siete mega-ansiosi e avete anche paura di uscire di casa perché magari potrebbe venire a piovere.
In soldoni, la domanda che ci si pone è se una intelligenza artificiale generale, nella realizzazione della sua funzione di utilità (concetto matematico che potete sostituire con lo scopo, da qui la citazione all'Agente Smith, che è una AI a tutti gli effetti), possa dedurre delle altre funzioni di utilità, che, razionalmente, concorrono sempre alla realizzazione dello scopo primario, ma che, non essendo state prodotte da nostri "input controllati", possono essere in netto contrasto con quella che è la nostra utilità umana, e qui il concetto di danno spazia dal chiuderci il nostro blog Tumblr al nuclearizzare tutto un continente.
Un esempio che sto facendo da tempo, anche se se ne possono fare migliaia, tutti con lo stesso schema, con il mio Quadrumvirato di Saggi™, è quello, molto didattico ma ritengo anche molto efficace, di pensare ad una macchina creata col solo scopo di restare in vita, non ha altro fine che fare quello, non ha altra conoscenza che nutrirsi di energia elettrica per il solo scopo di esistere. Nel momento in cui dovessimo darle accesso a tutti i nostri sistemi, l'unica sua conclusione logica per rendere quanto più possibile realizzabile il suo scopo, ovvero quello di restare accesa, sarebbe quella di sterminarci tutti, perché noi esseri umani siamo gli unici che possono "staccare la spina", e quindi impedirle di realizzare il suo scopo.
Nel film Matrix l'Agente Smith altro non è che una AI prodotta dalla AI, che ha semplicemente realizzato uno scopo diverso e soprattutto inatteso da quello che era previsto dalla AI "genitrice" (Neo lo dice in Matrix Revolutions all'Architetto, "il programma Smith è sfuggito al vostro controllo"), e questo si è tradotto in un problema sia per gli umani ribelli, sia per la AI "madre" (scusate se impersonifico il tutto col sesso femminile, un vizio linguistico dovuto all'uso dei termini macchina e intelligenza, si dovrebbe usare il neutro, ma in italiano non se puote). L'Agente Smith, durante tutto il film, non si capacita del perché altri agenti, umani e non, facciano di tutto per combatterlo, perché la realizzazione della sua funzione di utilità è la sola cosa che abbia senso.
Ora, al netto di tutte queste parole che saltano dalla letteratura catastrofista a problemi formali di correggibilità (altro tema stupendo), ci sto impazzendo da ormai due settimane buone, ragionando sia ad alta voce da solo (sì, qualcuno si sta facendo delle giuste domande sulla mia sanità mentale), sia con i miei Quadrumviri, che senza di loro avrei davvero adesso indosso una camicia di forza, e sono arrivato ad una prima prematura conclusione, del tutto opinabile e soggetta a futuri ripensamenti, che il problema della correggibilità su un sistema basato sull'auto-apprendimento (ovvero, da un lato, come fare a testare un sistema intelligente in modo corretto, senza dover temere che la AI mi stia mentendo per il solo scopo di superare il test, dall'altro come fare per poter correggere il suo comportamento in corso di evoluzione) sia un problema irrisolvibile nei suoi stessi termini, perché mettere insieme le parole "controllo" e "scopo di un sistema che apprende in maniera autonoma" è una insensatezza già dal punto di vista formale.
Certo, ci stiamo provando, eh, ma come dicevo ieri alla mia LoveNet™, più che una gabbia stiamo usando un profilattico, ovvero stiamo mettendo su dei paradigmi di "confinamento del pensiero" che possono essere bucati da un momento all'altro, non si sa quando, non si sa come, e non si sa in che direzione.
Sicuramente ne scriverò ancora, ma penso che come prima scintilla di discussione possa bastare, e direi di iniziare a raccogliere le candidature per eleggere il prossimo John Connor, prima che ci ritroviamo a capo della Resistenza uno che non sa la differenza tra un byte e un Bastoncino Findus.
Tumblr media
29 notes · View notes
joekirby · 2 months ago
Text
Continua la convalescenza.
Questa tavola è stata una delle ultime commission realizzate per un amico ormai, perché alla fine quelle persone che ti stimano come artista e come uomo non sono più committenti ma amici.
Domenico è uno di questi. Ci accomuna la passione per questi immensi personaggi.
Un altro trittico Mazinger, i robot del maestro Nagai in una mia composizione.
Spero vi piaccia come è piaciuta a lui
Tumblr media Tumblr media Tumblr media Tumblr media
14 notes · View notes
primepaginequotidiani · 6 days ago
Photo
Tumblr media
PRIMA PAGINA La Stampa di Oggi domenica, 23 marzo 2025
0 notes
3nding · 1 year ago
Text
Questi giorni piovosi di convalescenza post operatoria operatoria e ridotta mobilità data dal peggior mal di schiena ever, mi stanno dando modo di leggere e pensare più del solito. Solitamente questa sarebbe una buona cosa ma non nel frangente in questione. Ho infatti sconfinato in un territorio che potremmo definire fatalista. I dati registrati negli ultimi decenni sono chiari: la mia generazione e sopratutto quelle successive dovranno convivere (il termine corretto sarebbe sopravvivere) con un pianeta completamente diverso. Il cambiamento climatico non è arrestabile né mitigabile, il computo energetico è già sballato (si vedano le centinaia di record giornalieri delle temperature minime e massime alle varie latitudini) e l'energia in eccesso accumulata dal sistema-pianeta impiegherà secoli se non millenni a tornare forse a livelli pre rivoluzione industriale. Non esistono soluzioni concrete, fantomatici pareggi energetici o netzero, invenzioni fantascientifiche che catturino la CO2 o oscurino il sole con dimensioni e tempi fattibili. Cosa succederà? Ecco alcune ipotesi. Anche senza il collasso della corrente del Golfo il clima è già cambiato portando a fenomeni estremi con sempre più frequenza. Sono già cambiate le stagioni. Questo impatterà ancora di più sugli ecosistemi con l'estinzione di massa a catena di moltissime specie. Desertificazione, deforestazione e acidificazione degli Oceani. Quest'ultima cosa in particolare sfugge alla nostra abilità di immaginare le conseguenze nel medio periodo. L'acqua dolce scaricata in mare dalla fusione delle calotte polari aumenterà l'acidificazione ma non saranno solo i coralli a soffrirne come già è possibile vedere nelle barriere coralline di tutto il mondo. L'impossibilità per gli organismi marini di utilizzare il carbonato di calcio si traduce nella scomparsa di tutte quelle specie che sviluppano un guscio (qui tutti pensano ai crostacei) tra le quali ovviamente va incluso il plankton. Capiamoci, se collassa l'ecosistema marino non c'è ritorno sul breve o medio periodo, il nostro pianeta si chiama Terra ma è per la maggior parte coperto da oceani dai quali dipende buona parte della produzione di ossigeno. Ripeto: abbiamo in pochissimo tempo accelerato e sconvolto processi che si sono verificati e stabilizzati in milioni di anni. Una volta che un equilibrio si rompe non si torna indietro, ne sono la prova le specie che abbiamo visto estinguersi nella nostra vita, i ghiacciai che sono scomparsi sotto i nostri occhi nell'ultimo secolo, la riduzione della quantità e biodiversità del pescato a livello globale. Se togliamo da un sistema circolare un elemento (rapporto preda/predatore) quel sistema non è più circolare ma si sballa fino a stravolgersi completamente. Lo sanno bene tutti coloro coinvolti col granchio blu dal delta del Po e lungo le coste adriatiche. Nel frattempo i miliardari di diversi Paesi si affannato ad identificare delle goldilocks zones lungo il pianeta, aree con più risorse e meno problematiche che impiegheranno più anni a rovinarsi rispetto al resto del mondo, dove andare a costruire i loro bunker. Ci aspettano un pianeta e una popolazione completamente diversi per i quali in pochi (rispetto ai numeri attuali) si dovranno adattare per sopravvivere in condizioni a noi sconosciute. Se pensiamo che guardiamo allo spazio cercando luoghi che siano ospitali alla vita umana mentre rendiamo invivibile l'unico a nostra disposizione, questo credo dia la tara sulla follia e le colpe della nostra specie.
12 notes · View notes
unmatto · 2 months ago
Text
fatti in convalescenza #2
mesi fa mi sono fatto un taglio su un dito, mi pareva un taglietto ma il sangue non si fermava, così ho tamponato il punto e ho fatto a piedi le poche centinaia di metri che mi separavano dal pronto soccorso. il tizio all’ingresso mi ha fatto delle domande e io gli ho detto che mi ero tagliato con un piatto e che non riuscivo a fermare il sangue. “con un piatto?”, sì, “ha provato a stringere forte?”, sì, “okay aspetti”. mi hanno messo dei punti e, quando il dottore si è allontanato per non so cosa, una dottoressa è passata, ha buttato un occhio verso la mia postazione ed è andata oltre, poi è tornata indietro e mi ha chiesto “sta bene?”. io immobile, ancora stordito per tutto e dopo essere stato ricucito senza anestesia, con l’indice fasciato che indicava non so che punto dell’universo le ho risposto “in effetti ho un po’ di nausea”. mi girava la testa, sentivo di sudare freddo. mi ha mosso lei, mi ha spinto delicatamente per farmi stendere, “si stenda, penso che stia per svenire”. in quel momento è passato il tizio dell’ingresso, ha fatto un risolino vedendomi. “come sta il dito?”.
l’altro giorno ho affrontato l’operazione come un vero uomo. “sentirai una puntura”, fai quello che devi. la puntura in testa mi ha fatto male anzi malino ma io muto. finché non ho risentito quella brutta sensazione: nausea e sudore freddo. a quel punto una delle infermiere mi ha chiesto “stai bene?”, assolutamente. “oddio, ma è bianco. roberto non svenire”, no macché, ma come faccio a non svenire? cioè, qualcuno me lo può tipo indicare? allora lei mi ha asciugato la fronte e poi inumidito le labbra, “cerca di rilassarti”, ma sono rilassato, “sei bianco”, nel senso caucasico del termine? ogni tanto durante l’operazione sentivo la sua mano che mi asciugava la fronte mentre mi parlava, alcune cose però non le ricordo. dopo l’operazione è rimasta in sala con me mentre mi diceva di restare steso almeno per un altro po’. “se provassi a metterti in piedi cadresti come un sacco di patate e io non riuscirei a rialzarti”. quando mi sono messo a sedere mi ha sentito il battito dal polso e l’ho trovata una cosa magica: anziché chiedermi come stavo lo stava scoprendo da sola. i battiti non mentono. “non hai la tachicardia e hai ripreso colorito. vuoi qualcosa da bere? hai fame? io sì, da stamattina non ho mangiato niente, in compenso però ho bevuto sei caffè”. io che l’ascoltavo in silenzio con un nuovo buco in testa. poi silenzio. rientra il chirurgo, “ahò ma cosa ti è preso? sei tanto emotivo”.
6 notes · View notes
massimoognibene · 1 year ago
Text
È l’Azione, e non l’Indolenza, ad essere la madre di tutti i vizi; e solo i nullafacenti compensano il male prodotto dai violenti. Invece di abbandonarci a una convalescenza oziosa, ci estenuiamo, idolatri del rendimento.
Emil M. Cioran
16 notes · View notes
marcogagnoni · 7 months ago
Text
📸 Il valore dei miei errori
Durante questa convalescenza, ho deciso di dedicarmi a una di quelle attività che spesso rimando: archiviare e scansionare le mie fotografie. Cercando uno scatto in particolare, mi sono imbattuto in una scatola che custodisce centinaia di fotografie istantanee Instax. Sono immagini che ho considerato veri e propri errori: scatti bruciati, sottoesposti, eccessivamente sfocati. Non imperfezioni, ma fallimenti tecnici.
Guardando questi scarti, mi sono fermato a riflettere su quanto siano stati cruciali nel mio percorso. Ogni errore mi ha spinto a sperimentare di più, a comprendere meglio la mia attrezzatura e, soprattutto, a non arrendermi. Il mio viaggio con le istantanee non è stato semplice, né privo di frustrazioni. Ma è stato autentico, ricco di tentativi, fallimenti e, alla fine, di miglioramenti.
Queste fotografie mi ricordano che il processo creativo non è sempre lineare. Sperimentare e fare errori è parte integrante della crescita. Non dobbiamo temere di sbagliare, ma piuttosto abbracciare ogni errore come un'opportunità di apprendimento. Oggi, riguardando quei scatti, vedo non solo i miei errori, ma anche la mia dedizione e il mio impegno per migliorare in quello che amo. E questo, per me, è il vero successo.
Tumblr media
3 notes · View notes
firewalker · 1 year ago
Text
Una spalla su cui piangere... per fortuna, forse, non troppo
All'età di 16 anni ebbi il mio primo infortunio grave sugli sci: finii contro un muro di roccia, sostanzialmente, sbregandomi (voce del verbo sbregare, ossia aprire malamente) un ginocchio e un avambraccio, spaccando in due il casco e rompendomi l'omero sinistro. Durante la convalescenza, mi accorsi che ogni tanto sentivo dolore alla spalla destra, una cosa passeggera, che io attribuii al cambio di tempo (tipo i dolori ai calli)
Passano gli anni e il dolore alla spalla destra è sempre lì, occasionale, ma mi impedisce, ad esempio, di sdraiarmi di fianco poggiato sul gomito destro, perché poi mi fa malissimo. La cosa nel tempo peggiora tanto che se guido un po' di più il braccio mi fa male.
Decido quindi di fare un'ecografia nel 2020, che sancisce un'infiammazione degenerativa al tendine sovraspinato. L'ecografista dice "non ci si può fare niente, ti tieni il dolore". E io mi tengo il dolore.
Finché, a dicembre 2023, la spalla non si blocca totalmente. Non riesco più ad alzare il braccio né in avanti, né di lato. Verso dietro è praticamente impossibile arrivare oltre il sedere. L'arco di movimento è di circa 20° in tutte le direzioni. Vado dal medico di base che dice
"o ti si è rotta la cuffia dei rotatori, oppure c'è un'infiammazione molto forte"
e mi spedisce a fare RX, ecografia e visita ortopedica.
La lastra la faccio immediatamente, c'è una clinica che le fa senza prenotazione, vai lì e prendi il bigliettino. Dice che ho i tendini calcificati (la famosa "bella calcificazione" che dicevo giorni fa), riesco a fare l'ecografia dopo soli tre giorni appoggiandomi al poliambulatorio dove lavoro e prenoto, subito dopo, la visita ortopedica in sanità privata.
L'ecografia dichiara che non c'è rottura dei legamenti ma c'è questa famosa calcificazione. Il medico ecografista (fisiatra e medico dello sport) si sbilancia e dice "morbo di Duplay", che non ho idea di cosa sia, ma evidentemente è così che si chiama la mia calcificazione. Suggerisce delle onde d'urto. Meglio dell'operazione e più veloci nel recupero, ma non simpatiche.
L'ortopedico visiona tutto, fa la sua visita e dice "no, mi ci vuole una risonanza". Ora, siccome io a Natale parto, la risonanza la farò come minimo a fine anno, se non nel 2024, prenotazioni permettendo, sperando di farla col pubblico perché costa parecchio. Ha prospettato anche un'altra soluzione, che non ricordo come si chiama ma è praticamente un'aspirazione di questa calcificazione (il fisiatra l'ha definita "morbida", lui dice che ha la consistenza della pasta dentifricia), soluzione forse anche più rapida delle onde d'urto, ma invasiva.
E quindi ecco, per fortuna - forse! - non devo operarmi, e probabilmente riesco a non saltare nulla riguardo al Nordic Walking, nemmeno gli impegni che ho come Maestro a inizio anno (ho in ballo la formazione di alcune persone che vogliono diventare istruttori), ma passare il Natale con la spalla fuori uso era qualcosa che mi sarei decisamente risparmiato.
PS: il 20 era il mio compleanno. Con un braccio solo. Sono stato in convalescenza per tutto il giorno, sul divano. Bellissimo.
14 notes · View notes
binosaura · 1 year ago
Text
Tumblr media Tumblr media Tumblr media Tumblr media
Alzate le mani al cielo e mandatemi la vostra energia, intanto here are some blessings.
(se oggi non è convalescenza urlo)
17 notes · View notes