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MU.SA - MUsica e Spettacolo all'Ateneo. Conferenza stampa di presentazione a Palazzo Maldura e inaugurazione mostra su De Bosio e Ruzante al Beato Pellegrino
MU.SA – MUsica e Spettacolo all’AteneoOGGI, giovedì 20 marzo ore 17.30Conferenza stampa di presentazione a Palazzo Maldura e inaugurazione mostra su De Bosio e Ruzante al Beato Pellegrino Musica e Teatro sono energie attive all’interno della vita accademica dell’Università di Padova. Punto di riferimento internazionale per la ricerca e la formazione musicologica e di scienze teatrali – grazie a…
#ACTA associazione teatrale#Alessandria today#benessere culturale#Biblioteca Beato Pellegrino#Centro d’Arte degli Studenti#Centro di Sonologia Computazionale#Concentus Musicus Patavinus#conferenza MU.SA#Coro da Camera Padova#cultura in Ateneo#Don Chisciotte della Mancia#educazione artistica#eventi culturali Padova#eventi musicali Padova#eventi Sala dei Giganti#Francesco Malipiero#Gianfranco De Bosio#Giovanni Calendoli#Giulio Cattin#Google News#italianewsmedia.com#Lava#letture teatrali#mostra su De Bosio#MU.SA#MUsica e Spettacolo in Ateneo#musicologia#Palazzo Maldura#performance artistiche#performance studentesche
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Il volume - Falcone e Vespaziani - Un'Alleanza per la Verità, al momento reperibile su Amazon - è appena uscito e già se ne parla molto. L’ultima pubblicazione della scrittrice Amalia Mancini - nota nell’ambiente letterario come “Amelie” - sta riscuotendo curiosità e forte interesse da parte del pubblico. L’ autrice si immerge nell’incredibile mondo di due giganti della giustizia e racconta la storia poco conosciuta di una collaborazione, trasformatasi in amicizia, fra il giudice Giovanni Falcone, vittima della mafia nella tragica strage di Capaci del 23 maggio 1992, e l’avvocato Giovanni Vespaziani, (zio materno di Amelie), oggi novantaduenne. Durante gli eventi narrati nel libro, Vespaziani era il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Rieti, incaricato da Falcone di difendere il pentito di mafia Antonino Calderone. Le vicende storiche testimoniano questo contributo cruciale, che insieme a quelli di Tommaso Buscetta ed altri collaboratori di giustizia, ha permesso a Falcone di tracciare la strada per il leggendario maxiprocesso di Palermo contro Cosa Nostra. In un’Italia avvolta dall'ombra della corruzione e della violenza, il rispetto reciproco, la fiducia e l’impegno per la giustizia hanno tessuto un rapporto di stima fra il coraggioso combattente Falcone e Vespaziani, anch’egli instancabile difensore della visione di un’Italia libera e onesta. Entrambi custodi di un sogno comune per un Paese migliore. Il contenuto giornalistico di questo nuovo libro di Amelie è straordinario, non solo perché rivela innumerevoli dettagli di una collaborazione epocale fra un magistrato coraggioso e un avvocato determinato, ma anche perché presenta un tesoro di contenuti inediti che portano nel cuore pulsante di una verità nascosta. Con 172 pagine cariche di rivelazioni, Falcone e Vespaziani - Un'Alleanza per la Verità si disvela molto più di una semplice lettura, trasformandosi in un'esperienza che cambierà la prospettiva del lettore/lettrice riguardo ai temi della giustizia, della verità e del coraggio. Amalia Mancini, nata a Rieti, ha trascorso gran parte della sua vita a Roma, dove ha conseguito la laurea in Lettere con 110 e lode e si è affermata come biografa, scrittrice, giornalista. Apprezzata dalla critica anche come sceneggiatrice e poetessa, ha studiato a lungo il mondo del giornalismo, dedicandosi perfino ad una tesi sperimentale su questa professione. Numerosi sono i premi di settore che ha ricevuto nel corso della sua lunga carriera, fra cui il Premio letterario “Corrado Alvaro” (conferito dalla Presidenza del Ministero per i Beni e Attività Culturali e dalla Fondazione “Corrado Alvaro”), il Premio Borromini (dedicato alla celebrazione del quarto centenario dalla nascita dello stesso, conferito dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali, Ufficio Centrale per i Beni Archivistici), il Premio Capit Terzo Millennio consegnatole da Piero Angela, il Premio internazionale “Altiero Spinelli”, il Premio Viareggio Carnevale. Fra i prossimi impegni di Amalia Mancini, venerdì 1° dicembre sarà a Salerno, presso la sede dello Yachting Club; sabato 2 in Costiera amalfitana, presso l’Aula consiliare Comune di Minori (SA); lunedì 11 a Palermo, all’interno del Palazzo Reale - Assemblea regionale della Sicilia, Sala “Piersanti Mattarella”. Per poi proseguire a Narni (TR), e approdare il prossimo anno a Roma (Sala della Protomoteca in Campidoglio, mercoledì 24 gennaio 2024), e finalmente nella sua Rieti (data richiesta a gran voce dai molti lettori abituali, e al momento ancora da definire), Tivoli (RM), Viterbo, Firenze, Siena, Arezzo… in un calendario in itinere e che si prospetta decisamente impegnativo per l’Autrice, attualmente anche presidente di giuria del Campionato Nazionale Cittadinanza e Costituzione. Fra i numerosi altri incarichi, ricordiamo che A. Mancini è componente del Comitato di redazione del periodico di Informazione culturale «Cultura e dintorni», e che vanta collaborazioni con varie testate giornalistiche.
Ha consolidato la sua carriera nel campo culturale, collaborando con il Ministero della Cultura per la stesura di biografie di artisti quali Totò, Corrado Alvaro, Borromini, Antonio Canova ed altri. Il risultato di questo impegno straordinario è stata la creazione di cataloghi che raccontano in modo avvincente e approfondito la vita e l'opera di questi grandi personaggi. Fra i suoi libri, Lucio Battisti l’enigma dell’esilio, L’amore piace a tutti, La Tata dei Divi. È coautrice del volume Giovani e Droga, Perché? e curatrice del libro Le mie Prime vere Scarpe. Con la prima edizione di Emozioni Private, che vari siti specialistici hanno posto in testa alla classifica dei dieci migliori libri su Lucio Battisti, l’autrice ha vinto il Premio Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia Comitato Provinciale di Salerno 2019) e il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura 2021. Ad Emozioni private, nella edizione ampliata pubblicata nel 2023, in occasione degli ottant’anni dalla nascita di Lucio Battisti, sono stati assegnati il Premio Scriptura artistico letterario internazionale di Nola (NA), fondato, promosso e organizzato da Anna Bruno; il Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo” per la sezione “Saggio o Tesi di laurea”; il Premio Cartesar Carlo de Iuliis; il Premio Internazionale Spoleto Art Festival Letteratura, il Premio Switzerland Literary Prize. Autrice finanche di venti sillogi poetiche inedite, le sue opere abbracciano una vasta gamma di generi, dalle commoventi storie d’amore alle profonde analisi psicologiche, dalle affascinanti biografie ai volumi dedicati all’arte. Questo e molto altro, per un’eccezionale interprete di vicende e sentimenti dei nostri giorni. Il libro è disponibile su amzn.eu/d/2mDakRb
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FRANCESCO CAVESTRI in concerto a Milano per JazzMi il 31 ottobre ’23
Martedì 31 ottobre Francesco Cavestri sarà protagonista della serata "Halloween Night" a Milano in occasione dell'8^edizione della prestigiosa rassegna JAZZMI all'interno di una delle più importanti istituzioni culturali a livello internazionale, la Triennale di Milano: alle ore 18 una lezione/concerto (talk) in Sala Agorà dal titolo "Jazz e Hip- Hop due generi fratelli", condotta da Cavestri in solo piano (ingresso libero) e alle ore 19.30 seguirà il concerto in trio all'interno del Teatro della Triennale, con cui la nuova generazione di jazz italiano formata dal trio di Cavestri darà il via al trittico di eventi dell'Halloween Night, che si concluderà con la performance della Sun Ra Arkestra, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz moderno. Cavestri sarà accompagnato da due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta.
Francesco Cavestri, dopo aver presentato il suo progetto in diverse città e Festival con successo di pubblico e di critica sia in Italia - come il Bologna Jazz Festival, il Bravo Caffè e la Cantina Bentivoglio di Bologna, l'Alexanderplatz e la Casa del Jazz a Roma, Time in Jazz a Berchidda - che a Boston (USA) al Wally's Jazz Club, e aver ricevuto il "Premio Strada del jazz 2023" come il giovane pianista jazz che unisce presente e futuro, continua il suo tour in una delle più prestigiose rassegne che riporta Milano al centro del jazz.
La lezione-concerto (talk) attraverserà le origini del jazz e dell'hip hop, passando per gli artisti che più hanno navigato tra i due generi, sviluppando momenti teorici volti alla trasmissione delle conoscenze accompagnati da momenti concertistici e di ascolto che avvicinino i partecipanti all'essenza di questa musica.
Il concerto attraverserà invece diverse atmosfere musicali: dalla presentazione di alcuni brani originali di Francesco Cavestri contenuti nel suo album "Early 17", ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni a cui appartengono anche gli altri due musicisti, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come Robert Glasper, John Coltrane, Radiohead e la presentazione di una colonna sonora originale che Francesco Cavestri ha realizzato di recente per RAIplay sound, il tutto in una continua ricerca dell'innovazione e di un sound all'avanguardia. Durante il concerto verrano presentati anche alcuni brani contenuti nel nuovo album di Cavestri, in uscita a breve, che presenta tra gli altri la collaborazione del grande Paolo Fresu.
"Il jazz è di per sé un genere che va oltre i generi" dice Cavestri "la naturalezza tipica del jazz segue a uno studio attento, un approfondimento, una consapevolezza…che permette di spingersi fuori dai confini, esplorare" dice Francesco in un'intervista per Rai Radio 1.
"il mio desiderio è che i giovani si avvicinino al jazz con la consapevolezza che è alle radici dei generi che ascoltano, che ascoltiamo, tutti i giorni", queste parole di Francesco, come pure il leitmotiv della sua musica, sono le basi su cui si articola il progetto, con il jazz a fungere da fulcro creativo di una ricerca sonora che indaga a fondo le sue ramificazioni.
Info per acquistare il biglietto :
https://www.ticketone.it/artist/halloween-night/?affiliate=ITT#eventSelectionBox
Qui il video dell'intervista su Rai Radio 1 per la puntata di Radio1Musica:
youtube
BIO
Classe 2003, Francesco Cavestri studia e si dedica allo strumento del pianoforte classico dall'età di 4 anni, per poi entrare a soli 16 anni al corso accademico pianoforte jazz del Conservatorio di Bologna dove si è laureato a pieni voti il 10 luglio 2023. Sbarca giovanissimo negli Stati Uniti, dove ha modo di frequentare la scena musicale newyorkese, esibendosi a New York in contesti d'eccellenza come il Fat Cat e lo Smalls Jazz Club. Oltreoceano Francesco ottiene importanti risultati, tra cui un percorso di studi al Berklee College of Music di Boston, dove conoscerà un gruppo di musicisti americani che si esibiranno con lui in importanti rassegne estive a Bologna e a Boston.
Il 18 marzo 2022 esce il suo album d'esordio Early 17 con 9 tracce inedite e i featuring di Fabrizio Bosso e Silvia Donati, una combinazione di hip-hop, soul e R&B, con elementi del jazz contemporaneo. Cavestri ha poi presentato l'album in due serate al Bravo Caffè, con Fabrizio Bosso come special guest. Ad agosto 2022 partecipa al Festival "Time In Jazz" diretto da Paolo Fresu, portando la sua lezione concerto dal titolo "Jazz / hip hop – due generi fratelli" che presenta anche in diverse scuole e teatri in collaborazione con l'associazione Il Jazz Va a Scuola e dove è ritornato anche questo anno con due eventi.
Da settembre 2022 Francesco sta presentando il suo album "Early 17", registrando il sold out in alcuni luoghi di grande importanza come l'Alexanderplatz Jazz Club di Roma o la Cantina Bentivoglio di Bologna, il Wally's Jazz Club di Boston e la Casa del Jazz di Roma, il Festival Time in Jazz in Sardegna con un suo concerto in trio dove ha presentato il suo prossimo lavoro discografico con la collaborazione di Paolo Fresu e in Piazza Maggiore a Bologna con il suo concerto per il Festival "Strada del Jazz 2023".
Cavestri sarà in Triennale a Milano con il suo concerto il 31 ottobre per JAZZMI.
Di recente ha anche registrato la sua prima colonna sonora per un podcast di produzione Rai e ha ricevuto il "Premio Strada del Jazz 2023" come il più grande pianista jazz giovane italiano.
Francesco Cavestri TRIO
Formazione:
Francesco Cavestri, pianoforte e tastiere
Riccardo Oliva, basso
Joe Allotta, batteria
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FRANCESCO CAVESTRI in concerto a Milano per JazzMi il 31 ottobre ’23
Martedì 31 ottobre Francesco Cavestri sarà protagonista della serata "Halloween Night" a Milano in occasione dell'8^edizione della prestigiosa rassegna JAZZMI all'interno di una delle più importanti istituzioni culturali a livello internazionale, la Triennale di Milano: alle ore 18 una lezione/concerto (talk) in Sala Agorà dal titolo "Jazz e Hip- Hop due generi fratelli", condotta da Cavestri in solo piano (ingresso libero) e alle ore 19.30 seguirà il concerto in trio all'interno del Teatro della Triennale, con cui la nuova generazione di jazz italiano formata dal trio di Cavestri darà il via al trittico di eventi dell'Halloween Night, che si concluderà con la performance della Sun Ra Arkestra, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz moderno. Cavestri sarà accompagnato da due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta.
Francesco Cavestri, dopo aver presentato il suo progetto in diverse città e Festival con successo di pubblico e di critica sia in Italia - come il Bologna Jazz Festival, il Bravo Caffè e la Cantina Bentivoglio di Bologna, l'Alexanderplatz e la Casa del Jazz a Roma, Time in Jazz a Berchidda - che a Boston (USA) al Wally's Jazz Club, e aver ricevuto il "Premio Strada del jazz 2023" come il giovane pianista jazz che unisce presente e futuro, continua il suo tour in una delle più prestigiose rassegne che riporta Milano al centro del jazz.
La lezione-concerto (talk) attraverserà le origini del jazz e dell'hip hop, passando per gli artisti che più hanno navigato tra i due generi, sviluppando momenti teorici volti alla trasmissione delle conoscenze accompagnati da momenti concertistici e di ascolto che avvicinino i partecipanti all'essenza di questa musica.
Il concerto attraverserà invece diverse atmosfere musicali: dalla presentazione di alcuni brani originali di Francesco Cavestri contenuti nel suo album "Early 17", ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni a cui appartengono anche gli altri due musicisti, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come Robert Glasper, John Coltrane, Radiohead e la presentazione di una colonna sonora originale che Francesco Cavestri ha realizzato di recente per RAIplay sound, il tutto in una continua ricerca dell'innovazione e di un sound all'avanguardia. Durante il concerto verrano presentati anche alcuni brani contenuti nel nuovo album di Cavestri, in uscita a breve, che presenta tra gli altri la collaborazione del grande Paolo Fresu.
"Il jazz è di per sé un genere che va oltre i generi" dice Cavestri "la naturalezza tipica del jazz segue a uno studio attento, un approfondimento, una consapevolezza…che permette di spingersi fuori dai confini, esplorare" dice Francesco in un'intervista per Rai Radio 1.
"il mio desiderio è che i giovani si avvicinino al jazz con la consapevolezza che è alle radici dei generi che ascoltano, che ascoltiamo, tutti i giorni", queste parole di Francesco, come pure il leitmotiv della sua musica, sono le basi su cui si articola il progetto, con il jazz a fungere da fulcro creativo di una ricerca sonora che indaga a fondo le sue ramificazioni.
Info per acquistare il biglietto :
Qui il video dell'intervista su Rai Radio 1 per la puntata di Radio1Musica:
youtube
BIO
Classe 2003, Francesco Cavestri studia e si dedica allo strumento del pianoforte classico dall'età di 4 anni, per poi entrare a soli 16 anni al corso accademico pianoforte jazz del Conservatorio di Bologna dove si è laureato a pieni voti il 10 luglio 2023. Sbarca giovanissimo negli Stati Uniti, dove ha modo di frequentare la scena musicale newyorkese, esibendosi a New York in contesti d'eccellenza come il Fat Cat e lo Smalls Jazz Club. Oltreoceano Francesco ottiene importanti risultati, tra cui un percorso di studi al Berklee College of Music di Boston, dove conoscerà un gruppo di musicisti americani che si esibiranno con lui in importanti rassegne estive a Bologna e a Boston.
Il 18 marzo 2022 esce il suo album d'esordio Early 17 con 9 tracce inedite e i featuring di Fabrizio Bosso e Silvia Donati, una combinazione di hip-hop, soul e R&B, con elementi del jazz contemporaneo. Cavestri ha poi presentato l'album in due serate al Bravo Caffè, con Fabrizio Bosso come special guest. Ad agosto 2022 partecipa al Festival "Time In Jazz" diretto da Paolo Fresu, portando la sua lezione concerto dal titolo "Jazz / hip hop – due generi fratelli" che presenta anche in diverse scuole e teatri in collaborazione con l'associazione Il Jazz Va a Scuola e dove è ritornato anche questo anno con due eventi.
Da settembre 2022 Francesco sta presentando il suo album "Early 17", registrando il sold out in alcuni luoghi di grande importanza come l'Alexanderplatz Jazz Club di Roma o la Cantina Bentivoglio di Bologna, il Wally's Jazz Club di Boston e la Casa del Jazz di Roma, il Festival Time in Jazz in Sardegna con un suo concerto in trio dove ha presentato il suo prossimo lavoro discografico con la collaborazione di Paolo Fresu e in Piazza Maggiore a Bologna con il suo concerto per il Festival "Strada del Jazz 2023".
Cavestri sarà in Triennale a Milano con il suo concerto il 31 ottobre per JAZZMI.
Di recente ha anche registrato la sua prima colonna sonora per un podcast di produzione Rai e ha ricevuto il "Premio Strada del Jazz 2023" come il più grande pianista jazz giovane italiano.
Francesco Cavestri TRIO
Formazione:
Francesco Cavestri, pianoforte e tastiere
Riccardo Oliva, basso
Joe Allotta, batteria
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Palazzo del Tè - Mantova. 🇮🇹❤
Te Palace, Mantova, Italy
Sala dei Giganti (Chamber of the Giants)
Palazzo Te è un edificio monumentale situato a Mantova. E' stato costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga, secondo un progetto di Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello. Oltre al complesso architettonico il maestro manierista è l'autore anche di tutto l'impianto decorativo del Palazzo. Oggi museo civico della città, è anche sede della Fondazione di Palazzo Te, già Centro internazionale d'arte e di cultura di Palazzo Te dal 1990, istituzione che organizza mostre d'arte antica e moderna ed eventi culturali."
Mantua, Italy
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Padova Jazz Festival 2019
Padova Jazz Festival piano edition. La ventiduesima edizione della kermesse padovana, in scena dal 25 ottobre al 23 novembre, punta decisamente sui pianisti, convocando un cast in cui brillano i pianoforti di Raphael Gualazzi, Monty Alexander, Kenny Barron, Vijay Iyer, Benny Green, Aaron Diehl, nonché l’organo di Dan Hemmer, che si intreccerà alla batteria di Steve Gadd.
Con la sua programmazione espansa su un intero mese di calendario, il festival padovano punta al coinvolgimento dell’intera città, distribuendo i concerti in varie sedi: dalle sale riservate ai grandi eventi (il Teatro Verdi e l’MPX) alle prestigiose location della Sala dei Giganti (che ospiterà una sequenza di recital di solo piano) e dello storico Caffè Pedrocchi (per le serate in stile jazz club). La Sala Fronte del Porto al PortoAstra sarà invece il punto di ritrovo per le proposte musicali più audaci e moderniste.
Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e di Antenore Energia. Si inaugura quest’anno un’importante collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova, storica associazione cittadina attiva sin dagli anni Quaranta, per la realizzazione dei concerti alla Sala dei Giganti e alla Sala Fronte del Porto/PortoAstra.
La sera della prima
La cantante Vanessa Tagliabue Yorke terrà a battesimo il ventiduesimo Padova Jazz Festival in una serata che fungerà da prologo ai concerti nei teatri: il 25 ottobre presso lo stellato Ristorante La Montecchia porterà in scena “We Like It Hot”, omaggio all’hot jazz degli anni Venti.
Musica per tutti i… tasti
Le tre serate di punta del cartellone del festival padovano vedranno transitare al Teatro Verdi e all’MPX nomi di assoluto riferimento in diversi ambiti jazzistici. E sarà una parata di grandi tastieristi.
Jazzista ‘infiltrato’ nel mondo del pop, che ha notevolmente nobilitato con le sue canzoni, Raphael Gualazzi in occasione del concerto padovano (2 novembre, Teatro MPX) torna alla sua originaria passione, concedendosi il piacere di suonare alcuni dei più noti brani del repertorio jazz e blues oltre ai suoi brani di maggior successo. Lo farà assiemea Mauro Ottolini, uno dei protagonisti assoluti del jazz italiano.
Il weekend conclusivo del festival si svolgerà al Teatro Verdi. Qui il 22 novembre arriverà Monty Alexander, pianista che ha segnato col suo virtuosismo un lungo arco della storia del jazz, dagli anni Sessanta a oggi. Alexander è uno dei solisti più esuberanti e intensi che si ricordino, capace di rendere in maniera travolgente qualunque soggetto musicale, bop o swing, blues o gospel, calypso o reggae…
Il 23 novembre i riflettori saranno concentrati sulla batteria di un idolo come Steve Gadd, che riscoprirà il piacere di suonare in maniera pressoché acustica con un trio all-leaders in cui l’organ jazz sarà portato ai massimi livelli di interplay e virtuosismo. Al fianco di Gadd, due brillanti danesi: il sassofonista Michael Blicher e Dan Hemmer, che col suo organo Hammond rimarcherà il focus tastieristico del programma festivaliero.
I giganti del pianoforte
Tre serate in compagnia di altrettanti pianisti ai vertici del jazz mondiale, tutti invitati a esibirsi in solitudine. Alla Sala dei Giganti (Palazzo del Liviano) si assisterà a un tripudio di tastiere: quelle di Benny Green (il 7 novembre), Kenny Barron (il 14) e Vijay Iyer (il 21).
Prodigio sin da giovanissimo, Benny Green ha sempre frequentato i grandi del jazz, arrivando ben presto a essere un loro pari: un talento incontenibile, il cui virtuosismo si trasforma in gioia e giocosità sul pianoforte, conferendo una carica voltaica al mainstream moderno.
Il nome di Kenny Barron evoca più di un brivido nell’appassionato di jazz, per l’estrema eleganza e limpidezza del suo tocco oltre che per la cultura profonda che gli permette di dominare il linguaggio pianistico moderno: in una parola, un fuoriclasse.
Vijay Iyer è uno dei pianisti che stanno definendo più chiaramente i contorni del piano jazz contemporaneo: la vitalità del suo stile esecutivo e l’avventurosità delle sue composizioni dimostrano un’incredibile ampiezza di interessi musicali.
Musica in fermento alla Sala Fronte del Porto/PortoAstra
La Sala Fronte del Porto/PortoAstra sarà l’oasi del festival in cui far crescere musica a stile libero: una rassegna parallela a cura del Centro d’Arte dell’Università di Padova, per quattro serate con le orecchie aperte verso i giovani talenti e le idee più controcorrente.
Appuntamento fisso ogni lunedì, a partire dal 28 ottobre quando sul palco salirà il sassofonista James Brandon Lewis: con il suo “An UnRuly Quintet”, Lewis intraprendeuna sorta di viaggio spirituale attraverso una musica che si muove fuori dagli schemi e le strutture consolidate, riuscendo a mantenersi sempre pienamente comunicativa e a trasmettere ondate di misticismo.
Il 4 novembre, l’ottetto Maistah Aphrica fonderà assiememelodie esotiche e funk, hard bop ed elettronica, afro beat e soundtracks, creando un rituale policromo: l’Africa sarà evocata con incantesimi musicali in cui il folklore lascia ampio spazio all’immaginario sonoro.
Essenziale e ben indirizzato verso il modernismo jazzistico è il trio della giovane sassofonista María Grand, che si ascolterà l’11.
Il 18 la musica dal vivo si prenderà una pausa in favore di quella su pellicola: verrà proiettato Milford Graves: Full Mantis(USA, 2018), film documentario diretto da Jake Meginsky e Neil Young e dedicato a un batterista che ha indelebilmente legato il proprio nome al jazz avanguardistico degli anni Sessanta.
Jazz @ Caffè Pedrocchi
Continua il legame tra Padova Jazz Festival e Caffè Pedrocchi. E anche lo storico locale del centro cittadino avrà la sua dose di pianismo d’alto livello: il 20 novembre con il trio di Aaron Diehl,che si è imposto prima alla cortediWynton Marsalis e poi come leader grazie alla sua musicalità portentosa in cui ogni frase racchiude innumerevoli sfumature espressive.
Ma prima di Diehl al Pedrocchi arriveranno il chitarrista Yotam Silberstein (il 6) e la vocalist Mafalda Minnozzi (il 13). Con Silberstein, la lezione ormai classica del chitarrismo bop assume una luce inedita grazie al suo impareggiabile virtuosismo e la versatilità stilistica. La Minnozzi proporrà il suo progetto Sensorial, dedicato all’alchimia che unisce il jazz alla musica brasiliana.
Jazz life in foto e parole
Sulla scia del successo riscosso nelle precedenti edizioni, i concerti principali del Padova Jazz Festival saranno affiancati dagli appuntamenti con musica dal vivo di Jazz@Bar, in numerosi locali del centro e della prima periferia. Non mancheranno poi le occasioni per apprezzare il jazz in altre forme: dalla mostra dedicata a uno dei principali fotografi jazz del nostro paese, Roberto Cifarelli (alle scuderie di Palazzo Moroni dal 10 al 24 novembre; con la presenza del fotografo per l’inaugurazione, il 9, e per tutta l’ultima settimana del festival, dal 18 al 23), alle presentazioni editoriali al Caffè Pedrocchi, tutte introdotte da Stefano Merighi (il 6 novembre con Claudio Sessa per Mister Jelly Roll di Alan Lomax; il 13 con Francesco Martinelli per la History of European Jazz; il 20 con Roberto Masotti e il libro fotografico Jazz area).
PROGRAMMA
Venerdì 25 ottobre
Ristorante La Montecchia, ore 20 cena di gala
ore 21:45 concerto
Vanessa Tagliabue Yorke
“We Like It Hot”
Vanessa Tagliabue Yorke (voce), Francesco Bearzatti (clarinetto), Mauro Ottolini (trombone), Paolo Birro (pianoforte)
Lunedì 28 ottobre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
James Brandon Lewis
“An UnRuly Quintet”
Jaimie Branch (tromba), James Brandon Lewis (sax tenore), Ava Mendoza (chitarra elettrica), Luke Stewart (basso elettrico), Warren Trae Crudup III (batteria)
Sabato 2 novembre
Cinema Teatro MPX, ore 21
Raphael Gualazzi sings, Mauro Ottolini swings
Raphael Gualazzi (pianoforte, voce), Mauro Ottolini (sousaphone, trombone), Gianluca Nanni (batteria)
Lunedì 4 novembre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
Maistah Aphrica
Gabriele Cancelli (tromba, ukulele, flauti, percussioni, voce), Mirko Cisilino (trombone, corno, tromba, percussioni, voce),
Marco D’Orlando (conga, percussioni, voce), Clarissa Durizzotto (sax alto, percussioni, voce), Enrico Giletti (basso elettrico, effetti, voce),
Andrea Gulli (sintetizzatori, effetti, voce), Alessandro Mansutti (batteria, voce), Giorgio Pacorig (pianoforte, organo, tastiere, voce)
Mercoledì 6 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 18:30
Presentazione del libro Mister Jelly Roll. Vita, fortune e disavventure di Jelly Roll Morton, creolo di New Orleans, “Inventore del Jazz” di Alan Lomax.
Relatore: Claudio Sessa. Introduce Stefano Merighi
Caffè Pedrocchi, ore 20 cena
ore 21:30 concerto
Yotam Silberstein Quartet
Yotam Silberstein (chitarra), Vitor Goncalves (pianoforte, fisarmonica), Petros Klampanis (contrabbasso), Daniel Dor (batteria)
Giovedì 7 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
Benny Green solo
Benny Green (pianoforte)
Lunedì 11 novembre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
María Grand Trio
María Grand (sax), Kanoa Mendenhall (contrabbasso), Savannah Harris (batteria)
Mercoledì 13 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 18:30
Presentazione del libro History of European Jazz.
Relatore: Francesco Martinelli. Introduce Stefano Merighi
Caffè Pedrocchi, ore 20 cena
ore 21:30 concerto
Mafalda Minnozzi
“Sensorial – Portraits in Bossa & Jazz”
Mafalda Minnozzi (voce), Paul Ricci (chitarra), John Di Martino (pianoforte), Harvie S (contrabbasso), Victor Jones (batteria), Amoy Ribas (percussioni)
Giovedì 14 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
Kenny Barron solo
Kenny Barron (pianoforte)
Lunedì 18 novembre
Sala Fronte del Porto/PortoAstra, ore 21
Proiezione del film “Milford Graves: Full Mantis”
Regia di Jake Meginsky e Neil Young (Documentario, USA, 2018, 91’)
Mercoledì 20 novembre
Caffè Pedrocchi, ore 18:30
Presentazione del libro Jazz area di Roberto Masotti.
Relatore: Roberto Masotti. Introduce Stefano Merighi
Caffè Pedrocchi, ore 20 cena
ore 21:30 concerto
Aaron Diehl Trio
Aaron Diehl (pianoforte), Paul Sikivie (contrabbasso), Aaron Kimmel (batteria)
Giovedì 21 novembre
Sala dei Giganti, ore 21
Vijay Iyer solo
Vijay Iyer (pianoforte)
Venerdì 22 novembre
Teatro Verdi, ore 21
Monty Alexander Trio
Monty Alexander (pianoforte), J.J. Shakur(contrabbasso), Jason Brown (batteria)
Sabato 23 novembre
Teatro Verdi, ore 21
Blicher – Hemmer – Gadd
Steve Gadd (batteria), Michael Blicher (sax tenore), Dan Hemmer (organo Hammond)
ALTRI EVENTI
Per tutta la durata del festival
JAZZ@BAR
Concerti nei locali tra Padova e provincia
Da sabato 9 a domenica 24 novembre
Scuderie di Palazzo Moroni
mostra fotografica “Le strade del jazz” e “The Black Square”
di Roberto Cifarelli
* * *
Informazioni:
Associazione Culturale Miles
Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)
Tel.: 347 7580904
e-mail: [email protected]
web: www.padovajazz.com
Direzione artistica: Gabriella Piccolo Casiraghi
Ufficio stampa: Daniele Cecchini cell. 348 2350217 e-mail: [email protected]
BIGLIETTI
Teatro MPX
2/11: “Raphael Gualazzi & Mauro Ottolini”:
intero 30 euro, ridotto 24, ridotto studenti 15
Prevendita: online su www.ticketmaster.it; biglietteria del cinema MPX Multisala Pio X negli orari di apertura del botteghino.
Sala dei Giganti
7/11: Benny Green; 14/11: Kenny Barron; 21/11: Vijay Iyer:
intero 25 euro, ridotto 20, ridotto studenti 10
Prevendita: online su www.ticketmaster.it; www.teatrostabileveneto.it; biglietteria Teatro Verdi.
Teatro Verdi
22/11: Monty Alexander; 23/11: Blicher-Hemmer-Gadd:
intero da 16 a 30 euro
ridotto da 13 a 25 euro
ridotto under 26 da 10 a 20 euro
Prevendita: online su www.ticketmaster.it; www.teatrostabileveneto.it; biglietteria Teatro Verdi.
Sala Fronte del Porto/PortoAstra
28/10: James Brandon Lewis; 4/11 Maistah Aphrica ; 11/11 : María Grand
posto unico non numerato; intero 12 euro; ridotto studenti 3
18/11: film: intero 6 euro; ridotto studenti 3
Prevendita: online su www.vivaticket.it e relativi punti vendita; biglietteria del cinema PortoAstra
Diritti di prevendita non inclusi nel prezzo (applicati solo sulle prevendite online).
RIDUZIONI
Under 26, over 65, abbonati alla prosa del Teatro Stabile del Veneto.
Riduzione speciale studenti riservata agli studenti dell’Università di Padova.
Caffè Pedrocchi
Ingresso libero
Possibilità di prenotazione tavolo anche solo per il concerto:
tel.: 049 8781231; email: [email protected]
Ristorante La Montecchia
Via Montecchia 12, Selvazzano Dentro
tel.: 049 8055323
email: [email protected]
www.alajmo.it
Cena e concerto solo su prenotazione
Jazz@Bar
la disponibilità di posti e l’accesso ai concerti sono regolati a discrezione dei singoli locali
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Sulle pendici sud-occidentali del Gennargentu, al centro della Sardegna, spicca un antico borgo famoso per vino, tradizione tessile e moderna ispirazione artistica: Atzara. Le luci e i colori dei tappeti e degli abiti tradizionali, hanno ispirato molti pittori della prima metà del XX secolo: delizioso borgo di origine medievale, ai confini delle province di Nuoro e Oristano, risale all’incirca all’anno mille. Scorcio di Atzara Ph. Comune di Atzara Il paese, uno dei luoghi più belli della terra sarda, conta oltre mille abitanti e conserva ancora oggi la sua struttura architettonica di origine catalana: parte bassa in granito con soffitte coperte da travi di quercia. Fuori, in molte delle case più antiche, sulle facciate è un tripudio di decorazioni a scalpello. Natura, tradizioni e chiese La natura si riempie di boschi di roverelle e sughere, con colli coltivati a vigna da cui si ottiene il conosciuto Mandrolisai, un vino nero corposo da bere come accompagnamento ai pezzi forti della tradizione dolciaria: is bucconettes e su gattou, a base di mandorle, e sa tumballa ‘e latte. Non è possibile non accorgersi della tradizione tessile del paese che ha la sua massima espressione nell’abito femminile folkloristico col tipico copricapo “sa tiagola”, molto spesso rappresentato nelle opere di grandi pittori del Novecento. Nel centro storico vi è il museo d’arte moderna e contemporanea intitolato ad Antonio Ortiz Echagüe, autore del dipinto più famoso, ‘Donne di Sardegna’. Allestito in un edificio ottocentesco ristrutturato, è articolato in sala storica, sala artistica e parte dedicata a mostre temporanee. Merita una visita la parrocchia di Sant’Antioco, esempio di architettura gotico-catalana risalente a fine XV secolo dove sono ospitati due altari lignei di età barocca, una statua della Madonna con bambino e varie argenterie cinquecentesche. Chiesa si Santa Maria Ph. Di Calavrighe (Wikipedia) A metà novembre, è sede della festa del santo patrono: ancora oggi viene offerto per l’occasione il pane ‘e sapa ai forestieri come ricordo dei tempi che furono. Altra chiesa degna di nota è Santa Maria Bambina, di fattura romantica e piena di testimonianze preistoriche: domus de Janas, tombe di Giganti e nuraghi, tra cui Abba Gadda, ben conservato. Eventi ed enogastronomia Altri eventi a cui partecipare sono i falò, in pieno gennaio, con accompagnamento di vino e dolci; la Sagra del Vino la seconda domenica di maggio e ancora le Cortes Apertas, la terza decade di novembre dove ci sono dimostrazioni della lavorazione del ferro, del legno, del formaggio, del pane e dei dolci. Per deliziare il palato, Atzara regala grandi sapori con la “Sa tumballa”, il primo di pasta al forno in cui si uniscono pipe rigate, formaggio, uova, pan grattato e “su ghisau” (sugo con cubetti di carne di maiale e zafferano) e il “s’ortau”, composto da salsiccia di maiale con milza, cuore e polmoni, pomodoro secco e prezzemolo, da alternare con il “sa pudda prena”, piatto unico composto da gallina, uova e pesto di fegato, pomodori secchi, lardo, prezzemolo e zafferano. Un gusto deciso e importante, tanto quanto è la bellezza di questo borgo sardo. Costume con tipico copricapo Ph. Comune di Atzara https://ift.tt/2AwSaGE Atzara, un borgo sardo circondato dai vigneti Sulle pendici sud-occidentali del Gennargentu, al centro della Sardegna, spicca un antico borgo famoso per vino, tradizione tessile e moderna ispirazione artistica: Atzara. Le luci e i colori dei tappeti e degli abiti tradizionali, hanno ispirato molti pittori della prima metà del XX secolo: delizioso borgo di origine medievale, ai confini delle province di Nuoro e Oristano, risale all’incirca all’anno mille. Scorcio di Atzara Ph. Comune di Atzara Il paese, uno dei luoghi più belli della terra sarda, conta oltre mille abitanti e conserva ancora oggi la sua struttura architettonica di origine catalana: parte bassa in granito con soffitte coperte da travi di quercia. Fuori, in molte delle case più antiche, sulle facciate è un tripudio di decorazioni a scalpello. Natura, tradizioni e chiese La natura si riempie di boschi di roverelle e sughere, con colli coltivati a vigna da cui si ottiene il conosciuto Mandrolisai, un vino nero corposo da bere come accompagnamento ai pezzi forti della tradizione dolciaria: is bucconettes e su gattou, a base di mandorle, e sa tumballa ‘e latte. Non è possibile non accorgersi della tradizione tessile del paese che ha la sua massima espressione nell’abito femminile folkloristico col tipico copricapo “sa tiagola”, molto spesso rappresentato nelle opere di grandi pittori del Novecento. Nel centro storico vi è il museo d’arte moderna e contemporanea intitolato ad Antonio Ortiz Echagüe, autore del dipinto più famoso, ‘Donne di Sardegna’. Allestito in un edificio ottocentesco ristrutturato, è articolato in sala storica, sala artistica e parte dedicata a mostre temporanee. Merita una visita la parrocchia di Sant’Antioco, esempio di architettura gotico-catalana risalente a fine XV secolo dove sono ospitati due altari lignei di età barocca, una statua della Madonna con bambino e varie argenterie cinquecentesche. Chiesa si Santa Maria Ph. Di Calavrighe (Wikipedia) A metà novembre, è sede della festa del santo patrono: ancora oggi viene offerto per l’occasione il pane ‘e sapa ai forestieri come ricordo dei tempi che furono. Altra chiesa degna di nota è Santa Maria Bambina, di fattura romantica e piena di testimonianze preistoriche: domus de Janas, tombe di Giganti e nuraghi, tra cui Abba Gadda, ben conservato. Eventi ed enogastronomia Altri eventi a cui partecipare sono i falò, in pieno gennaio, con accompagnamento di vino e dolci; la Sagra del Vino la seconda domenica di maggio e ancora le Cortes Apertas, la terza decade di novembre dove ci sono dimostrazioni della lavorazione del ferro, del legno, del formaggio, del pane e dei dolci. Per deliziare il palato, Atzara regala grandi sapori con la “Sa tumballa”, il primo di pasta al forno in cui si uniscono pipe rigate, formaggio, uova, pan grattato e “su ghisau” (sugo con cubetti di carne di maiale e zafferano) e il “s’ortau”, composto da salsiccia di maiale con milza, cuore e polmoni, pomodoro secco e prezzemolo, da alternare con il “sa pudda prena”, piatto unico composto da gallina, uova e pesto di fegato, pomodori secchi, lardo, prezzemolo e zafferano. Un gusto deciso e importante, tanto quanto è la bellezza di questo borgo sardo. Costume con tipico copricapo Ph. Comune di Atzara Sulle pendici sud-occidentali del Gennargentu, spicca un antico borgo famoso per vino, tradizione tessile e moderna ispirazione artistica: Atzara.
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RAGNAROK🔥☄️⚔️🛡
E verrà un giorno la fine del mondo e allora si compirà il fato degli Dei. L'annuncerà un inverno terribile e spaventoso di nome Fimbulvetr: da ogni parte cadrà la neve vorticando,il freddo sarà intenso e i venti pungenti. Non si godrà più del sole. Tre inverni si susseguiranno e non ci saranno estati di mezzo. Poi verranno altri tre inverni durante i quali in tutto il mondo si scateneranno inimicizie e ovunque si combatteranno grandi battaglie: i fratelli si uccideranno tra loro per cupidigia e non ci sarà rispetto ne per il padre,ne per il figlio nell'assassinio e nell'adulterio. Segni potenti si manifesteranno nel cielo e sulla terra: il lupo Skoll ingoierà il sole- grave sciagura per gli uomini-; l'altro lupo, Hati ,divorerà la luna e sarà grande rovina. Le stelle splendenti saranno cancellate dal firmamento. Tutta la terra si scuoterà e così Jotunheimr, Paese dei giganti; gli uomini percorreranno il sentiero di Hel, l'aquila emetterà il suo grido divorando cadaveri,s'accasceranno le streghe, gemeranno i nani di fronte alle dimore di pietra. I monti crolleranno, gli alberi saranno sradicati: allora ogni legame sarà spezzato. Così saranno liberi i mostri cosmici: il lupo Fenrir e suo fratello, il serpe Midgardr, che abbandonerà l'oceano e assalirà la terra facendo dilagare il mare sulle coste. Allora sarà sciolta anche la nave Naglfar che sta in Muspell: essa è costruita in tutte le epoche con le unghie dei morti. Su quella nave tutte le forze del male verranno alla battaglia con gli dei: il gigante Hrymr starà al timone. Fenrir avanzerà con le fauci spalancate: la mascella superiore toccherà il cielo, quella inferiore la terra; ma la spalancherebbe di più se ci fosse spazio. Dagli occhi e dalle narici gli usciranno fiamme. Suo fratello, il serpe di Midgardr, gli sarà a fianco: soffierà tanto veleno che il cielo e la terra ne saranno contaminati. Garmr, il cane infernale, abbaierà davanti a Gnipahellir: anch'esso allora sarà libero. In quel frastuono il cielo si fenderà e all'orizzonte comparirà Surtr, guardiano di Muspell, e con lui i figli di Muspell verranno. Surtr sarò il primo: davanti e dietro di lui divamperà il fuoco. Ottima è la sua spada e più luminosa del sole. Quando i figli di Muspell passeranno a cavallo su Bifrost, esso andrà in frantumi. Allora le forze del male si raccoglieranno nella piana che ha nome Vigridr: essa misura cento miglia in tutte le direzioni. Là avverrà la battaglia definitiva. Ci saranno Fenrir, il serpe di Midgardr, Loki e Hrymr e con loro tutti i giganti del ghiaccio e tutti i compagni di Hel. La compagine formata dai figli di Muspell sarà sfolgorante.
E quando accadranno questi eventi Heimdallr si ergerà e soffierà con potenza nel corno Gjallarhorn: così desterà tutti gli dei ed essi si recheranno a consiglio. Odino chiederà responsi oracolari alla testa di Mimir presso la fonte. Il frassino Yggdrasill si scuoterà e nulla sarà allora senza terrore né in cielo né in terra. Gli Asi indosseranno l'armatura; un gallo di nome Fjalarr canterà per i Giganti, un altro rosso fuliggine per le genti di Hel,un terzo detto Gullinkambi desterà gli Einherjar nella Valhalla: essi si uniranno agli dei avanzando sul campo di battaglia. Per primo cavalcherà Odino: sul capo avrà l'elmo d'oro, nella mano impugnerà la lancia Grungnir. Egli avanzerà contro il lupo Fenrir e si batterà con lui, il lupo però lo ingoierà e tale sarà la sua morte. Odino sarà tuttavia subito vendicato da Vidarr suo figlio. Costui avanzerà con un piede e schiaccerà la mascella inferiore del lupo: in quel piede avrà la calzatura che tutte le epoche hanno contribuito a preparare: essa infatti è stata fatta con gli avanzi di cuoio che gli uomini tagliano via dall'alluce o dal calcagno. Con una mano afferrerà la mascella superiore di Fenrir e gli spezzerà le fauci: poi gli conficcherà una spada fino al cuore: in tal modo il mostro morirà. Thor, giunto alla battaglia al fianco di Odino, non potrà soccorrerlo, egli infatti dovrà combattere un duello senza quartiere con il serpe di Midgardr. Questa volta Thor riuscirà ad ucciderlo; subito dopo però farà appena nove passi e crollerà a terra morto a causa del veleno che il serpe gli avrà soffiato addosso. Freyr combatterà contro Surtr e sarà lotta dura prima che egli cada: mancandogli la buona spada che aveva donato a Skirnir, morirà. Il cane infernale Garmr, sciolto dai legami che lo trattenevano davanti a Gnipahellir, affronterà il dio Tyr in un duello per entrambi mortale. Anche Loki e Heimdallr combatteranno e si daranno reciproca morte. Alla fine Surtr appiccherà il fuoco alla terra e tutto il mondo brucerà. Tutto sarà distrutto tranne talune dimore nelle quali saranno radunati i morti, da una parte i buoni, dall'altra i malvagi. Il luogo migliore sarà Gimlé nel cielo, ottima per buone bevute sarà la sala che si chiama Brimir e si trova in Okolnir, e anche Sindri tutta d'oro rosso che si trova in Nidafjoll. Questi sono i luoghi dove dimoreranno i giusti. Lontano dal sole invece, a Nastrond, c'è una dimora assai grande e pessima. Ha le porte rivolte verso nord ed è fatta di dorsi di serpente come una capanna intrecciata. Tutte le teste dei serpi sono rivolte all'interno e soffiano veleno, sicché lungo la sala scorrono fiumi di veleno che saranno guadati dagli spergiuri e dagli assassini. Peggio ancora tuttavia sarà Hvergelmir: la Nidhoggr tormenterà i cadaveri dei morti. Ma quando il fuoco di Surtr, dopo aver consumato ogni cosa, sarà spento,una nuova era avrà inizio. Allora la terra riaffiorerà dalle acque del mare e tornerà ad essere verde e bella e cresceranno messi non seminate. Gli dei sopravvissuti si raduneranno in Idavollr,la dove un tempo c'era Asgardr. Ci saranno Vidarr e Vali, figli di Odino, e con loro Modi e Magni, figli di Thor, che avranno ereditato il martello Mjollnir. Baldr e Hodr torneranno da Hel e tutti insieme questi dei siederanno a conversare ricordando le Rune e gli eventi passati, il serpe di Midgardr e il lupo Fenrir. Tra l'erba troveranno le tavole d'oro appartenute agli Asi. A Hoenir toccherà l'incarico di trarre la sorte. Allora avrà inizio anche una nuova generazione umana. Mentre brucerà il fuoco di Surtr ,infatti, due esseri umani troveranno rifugio nel bosco che è detto di Hoddmimir, nutrendosi di rugiada: costoro sono Lif e Lífþrasir e da loro nascerà una stirpe così potente che ripopolerà il mondo. Né mancherà al mondo un nuovo sole; è detto infatti che Sol prima di essere divorata dal lupo genererà una figlia: costei percorrerà i sentieri che furono di sua madre donando nuova luce e nuovo calore. Sulla piana tuttavia volerà tenebroso il drago Nidhoggr, serpe lucente di Nidafjoll, fra le piume i cadaveri.


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JEON DO-YEON È LA REGINA DELLA SERATA D’APERTURA
Dal 26 aprile al 4 maggio, 77 titoli in programma (52 in concorso) provenienti da 13 cinematografie.

77 titoli in programma (52 in concorso) provenienti da 13 cinematografie, una retrospettiva, una monografia, un omaggio al nuovo cinema indipendente coreano, un restauro in anteprima mondiale e più di 100 eventi tematici nel cuore della città: ecco, per la ventunesima volta, il maggiore avamposto europeo del cinema popolare asiatico. Ecco il Far East Film Festival di Udine.
I riflettori si accenderanno venerdì 26 aprile con l’anteprima mondiale del potentissimo Birthday (ore 20.00) seguito dall’anteprima italiana del super action hongkonghese Bodies at Rest (ore 22.25). Ad accompagnare Birthday sul palco saranno la regista, Lee Jong-un, e la straordinaria protagonista: Jeon Do-yeon, la più grande star femminile del cinema asiatico contemporaneo. Incoronata a Cannes per Secret Sunshine, la regina sarà incoronata anche a Udine con il Gelso d’Oro alla Carriera, affiancando nella hall of fame dei giganti orientali Jackie Chan, Joe Hisaishi, Brigitte Lin e Johnnie To.
Sempre parlando di colossi dell’entertainment asiatico, saranno premiati con il Gelso d’Oro alla carriera anche altri due guest of honour: mister Anthony Wong, autentica leggenda vivente di Hong Kong (torna a Udine dopo vent’anni esatti: fu ospite del primissimo FEFF!), e la meravigliosa diva-attivista cinese Yao Chen, 80 milioni di follower, che Time Magazine ha inserito fra le 100 persone più influenti del mondo. E il mondo, fino a sabato 4 maggio, si darà appuntamento al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”.
Film di oggi e film “di domani”. Film che parlano la lingua dell’attualità, cominciando dalle 14 opere prime incluse nella line-up (concorrono per il Gelso Bianco e saranno sottoposte all’esame di tre giurati: Giovanna Fulvi, programmatrice del Toronto Film Festival, Freddy Bozzo, storico fondatore del BIFFF – Brussels International Fantastic Film Festival, e Mattie Do, prima e unica regista donna del Laos). Film che, a volte, indagano lo stesso tema da angolazioni completamente diverse, come le tre stupende ballate senili Only The Cat Knows, Romang, Heaven’s Waiting: una giapponese, una coreana, una filippina. Come cambia la percezione della realtà, da nazione a nazione?
Un affascinante “gioco delle differenze” che non si esaurisce qui e nemmeno nell’atteso remake coreano del nostro Perfetti sconosciuti (cioè Intimate Strangers): il FEFF 21 ci ha costruito sopra un segmento speciale, The Odd Couples, curato da mister Roger Garcia. 2 “strane coppie” di gemelli cinematografici dove l’Oriente si misura col proprio “doppio” occidentale e viceversa (My Name Ain’t Suzie /Il Mondo di Suzie Wong City On Fire/Le Iene).
Altro segmento speciale 100 Years of Korean Cinema: I Choose Evil – Lawbreakers Under the Military Dictatorship. Una retrospettiva (8 film) e una monografia messi a punto dal FEFF 21 con il sostegno del KOFIC (Korean Film Council) e la collaborazione del KOFA (Korean Film Archive), ragionando sui concetti di “libertà” e di “censura”.
Il cinema, al Far East Film Festival, non viene solo celebrato (3 anteprime mondiali, 12 internazionali, 18 europee), ma viene anche declinato al futuro: quest’anno sono 15 i progetti scelti per Focus Asia, il market del Festival, e 10 per Ties That Bind, il workshop Asia/Europa. Oltre 200 i professionisti del settore attesi a Udine, da 36 paesi, e c’è un’importante novità: il Co-Production Day. Un grande tavolo di lavoro che, il 1° maggio, radunerà filmmaker e produttori, europei e asiatici, per analizzare e sviluppare l’accordo co-produttivo Italia/Cina del 2018.
Non resta che aggiungere… buio in sala: it’s FEFF 21 time!
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“Credetti di aver sbagliato persona. Dopo aver letto i suoi reportage, me l’ero immaginato forte come un Indiana Jones…”. Ricordo di Ryszard Kapuściński
Le scarpe e la penna. Bastano queste due cose qui per vivere, conoscere, spostarsi. Le prime per una fenomenologia del viaggio, la seconda, corredata di bloc-notes, per l’imprescindibile fase successiva al viaggio: quella del racconto.
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È un gioco di matrioske, Trans Europa Express di Paolo Rumiz, uscito per la Feltrinelli qualche anno fa. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l’Europa occidentale da quella orientale. Una strada che tra acque e foreste e sentori di abbandono si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, attese interminabili e severissimi controlli ma anche e soprattutto la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino. Un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia, l’accoglienza di chi è senza voce. E il ricordo di Ryszard Kapuściński (1932-2007).
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Se per i sommelier della musica Trans Europa Express riporta al sesto album in studio del gruppo musicale teutonico Kraftwerk (1977), per chi ama i libri dei viaggi lenti invece è il racconto verticale dell’Europa, alla ricerca delle frontiere.
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“Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile”.
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Paolo Rumiz parla spesso di Ryszard Kapuściński in Trans Europa Express: un Virgilio illuminato che gli indica la strada negli inferi della società. Nel 2007, quando morì, il giornalista e scrittore triestino gli fece un ritratto di parole bello come un’opera di Salvador Dalí e uscito per Repubblica.
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“Al primo incontro con lui, nel gennaio del ’99 all’aeroporto di Zurigo, credetti di aver sbagliato persona. Dopo aver letto i suoi reportage, me l’ero immaginato forte come un Indiana Jones. E così, quando vidi sbucare dalla tormenta un omino agitato, dal passo sbilenco e lo sguardo indifeso, per non salutare la persona sbagliata sbirciai la foto sul retro di copertina del libro che avevo con me. Non poteva essere quello, pensai, l’eroe che aveva sfidato l’inverno artico e la malaria dei Tropici, l’uomo che aveva assistito a ventisette rivoluzioni, traversato Africa e Sudamerica in guerra, vissuto il grande gelo della Russia sovietica e il rovente risveglio dell’Islam. Invece era lui. Ryszard Kapuściński, l’autore di Ebano, capolavoro sulla forza e fragilità del continente africano, scritto in quarant’anni di viaggi, o di Imperium, straordinaria testimonianza vissuta dal di dentro del crollo dell’Unione Sovietica. Era lui, l’uomo che aveva fotografato come nessuno la caduta dello Shah di Persia e l’avvento al potere dell’ayatollah Khomeini, il giornalista che era stato capace di entrare nei segreti della corte dell’ultimo imperatore d’Etiopia e di raccontare le storie del greco Erodoto, vecchie di due millenni, e di calarle negli eventi del mondo attuale. Kapuściński, uno dei pochi giornalisti al mondo ancora capace di andare nei luoghi non illuminati dai riflettori, lontano, il più possibile lontano dall’informazione-spettacolo. Diavolo d’un uomo, pensai quando mi fu di fronte nella sala del check-in. Dove starà la sua forza? Come avrà fatto, pensai, questo curato di campagna, a tornare con i taccuini pieni di storie dai luoghi più difficili del Pianeta? Sul volo da Zurigo a Milano m’accorsi che ringraziava le hostess per ogni nonnulla. ‘La nostra professione dipende dagli altri’, sorrideva quasi per scusarsi della sua gentilezza. ‘Se non hai rispetto per gli altri, ti si chiudono tutte le porte’. Era euforico, non mostrava di avere diecimila ore di volo alle spalle”. *
Ryszard Kapuściński si considerava un reporter diverso, controcorrente, anomalo. E faceva di queste sue peculiarità la sua forza, la sua carta vincente per vedere cose che altri non vedevano, captare segnali che altri non captavano e riportare sensazioni che altri non riuscivano a spiegare.
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Un cittadino del mondo e portavoce delle minoranze.
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“Il dramma delle culture, infatti – compresa quella europea –, è consistito in passato nel fatto che i loro primi contatti reciproci sono stati quasi sempre appannaggio di gente della peggior risma: predoni, soldataglie, avventurieri, criminali, mercanti di schiavi e via dicendo. Talvolta, ma di rado, capitava anche gente diversa, come missionari in gamba, viaggiatori e studiosi appassionati. Ma il tono, lo standard, il clima fu conferito e creato per secoli dall’internazionale della marmaglia predatrice che non badava certo a conoscere altre culture, a cercare un linguaggio comune o a mostrare rispetto nei loro confronti. Nella maggior parte dei casi si trattava di mercenari rozzi e ottusi, privi di riguardi e di sensibilità, spesso analfabeti, il cui unico interesse consisteva nell’assaltare, razziare, uccidere. Per effetto di queste esperienze le culture, invece di conoscersi a vicenda, diventavano nemiche o, nel migliore dei casi, indifferenti. I loro rappresentanti, a parte i mascalzoni di cui sopra, si tenevano alla larga, si evitavano, si temevano. Questa manipolazione dei rapporti interculturali da parte di una classe rozza e ignorante ha determinato la pessima qualità dei rapporti reciproci. Le relazioni interpersonali cominciarono a venir classificate in base al criterio più primitivo: quello del colore della pelle. Il razzismo divenne un’ideologia per definire il posto della gente nell’ordinamento del mondo. Da una parte i Bianchi, dall’altra i Neri: una contrapposizione dove spesso entrambe le parti si sentivano a disagio”. *
Come un direttore d’orchestra, Kapuściński conduce il lettore attraverso un lunghissimo viaggio spaziotemporale, polifonico, all’interno di una realtà che non esiste più.
*
“L’India rappresentò il mio primo incontro con la diversità, la scoperta di un altro mondo. Un incontro straordinario e affascinante, ma anche una grande lezione di umiltà. Il mondo ci insegna ad essere umili. Ritornai da quel viaggio vergognandomi di non aver letto abbastanza e di essere un ignorante. Avevo scoperto che una cultura estranea non si svela a comando e che, per capirla, occorre una lunga e solida preparazione”.
Alessandro Carli
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PESARO – Chi ama la musica sabato 16 novembre deve essere a Pesaro per l’edizione 2019 della Notte Bianca della Musica. La giornata sarà fitta di proposte musicali – dal mattino fino alle due di notte -, tutte in centro storico. La mappa dei concerti prende forma tra musei, monumenti, palazzi storici, chiese, librerie, vie, piazze e angoli ‘speciali’ offrendo un programma ricchissimo che spazia dalla classica al jazz al rock, passando per il tango e la milonga.
Evento imperdibile e attesissimo, alle 21 al Teatro Rossini, Paolo Fresu per un progetto inedito del Rossini Opera Festival: la Petite (jazz) messe solennelle; sul palco con Fresu altri due ‘giganti’: Uri Caine al pianoforte e Daniele Di Bonaventura al bandoneon.
Giusto un assaggio del programma. In Galleria Roma dalle 10 del mattino, un pianoforte a disposizione di chi avrà piacere di suonare per il pubblico ma con esibizioni già fissate per gli studenti del Liceo Musicale Marconi e del Conservatorio Rossini. Diversi i momenti anche al Museo Nazionale Rossini, che accoglie il ‘mitico’ pianoforte Pleyel, appartenuto al compositore (di cui porta la firma), fresco di restauro allestito nella magnifica sala degli Specchi. Alla chiesa dell’Annunziata una programmazione aperta di eventi dalle 17 fino a mezzanotte.
Piazza del Popolo sarà un palcoscenico attivo con le bande di Candelara e Colombarone – Fiorenzuola di Focara e le esibizioni di latino americano e balli di gruppo. Assolutamente da percorrere le direttrici via Rossini/via Branca, corso XI settembre/via San Francesco con tantissime iniziative.
La Notte Bianca della Musica è il modo con cui la città celebra il riconoscimento di ‘Città Creativa della Musica’ ottenuto da Unesco nel 2017, una festa corale e condivisa che vede accanto all’amministrazione, le principali istituzioni culturali e musicali della città, scuole, musicisti, gruppi, bande, cori, associazioni e gli esercizi commerciali del centro; un progetto possibile grazie alla partecipazione generosa di ben 300 musicisti del territorio che hanno risposto con entusiasmo all’appello del Comune. Anche i musei partecipano alla Notte Bianca: Casa Rossini, Museo Nazionale Rossini e Centro Arti Visive Pescheria osserveranno per l’occasione un orario continuato notturno.
Ma non è tutto. La Notte Bianca si inserisce in una vera e propria Settimana della Musica: preview venerdì 15 novembre e proposte anche domenica 17 e il weekend 22-24 novembre che culmina con il concerto di Joan As Police Woman allo Sperimentale.
La Notte Bianca della Musica’ è promossa dal Comune di Pesaro con Prefettura – U.T.G. di Pesaro Urbino, AMAT, Fondazione Rossini, Rossini Opera festival, Conservatorio Statale di Musica G. Rossini, Liceo Scientifico Musicale G. Marconi, Sistema Museo, Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive; in collaborazione con le realtà musicali della città, scuole, musicisti, gruppi, bande, cori, associazioni e gli esercizi commerciali del centro storico.
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Amerigo Vespucci, il veliero della Marina Militare approda in Spagna per la 10^ tappa della Campagna d’Istruzione 2017
La Nave Scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare è arrivata oggi a Cadice, in Spagna, dove resterà fino al 9 settembre, per la decima tappa della Campagna d’Istruzione 2017. Partita dall’Arsenale Militare di La Spezia il 19 aprile scorso per la Campagna d’Istruzione 2017, la “nave più bella del Mondo” ed il suo equipaggio hanno finora portato l’eccellenza italiana ed il prestigio delle nostre Forze Armate in nord America, attraverso la partecipazione ad eventi culturali e promozionali, in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche nazionali nei Paesi visitati. Nave Vespucci ha già partecipato, ad Hamilton (isole Bermuda), alla regata velica internazionale “Tall Ship Race” che mantiene viva, grazie ai “giganti del mare”, la tradizione della navigazione a vela soprattutto nelle giovani generazioni. Il veliero della Marina Militare ha poi visitato il Canada dove ha partecipato alle celebrazioni del 150° anniversario della confederazione Canadese e ha ricevuto la visita del Capo dello Stato. Dopo aver effettuato due tappe negli Stati Uniti, dove gli Allievi della 1^ classe dell’Accademia Navale di Livorno hanno avuto anche la possibilità di visitare il Palazzo delle Nazioni Unite, Nave Vespucci ha attraversato nuovamente l’Oceano Atlantico sostando a Ponta Delgada, nelle isole Azzorre. Grande è stato il successo di pubblico soprattutto nella comunità italiana all’estero che, salendo a bordo, ha potuto respirare il “profumo di casa” e incontrare tra l’equipaggio i propri connazionali. Infatti, sono stati oltre 32.000 i visitatori che ad oggi hanno approfittato della presenza del Vespucci nei diversi porti, per poterne ammirare lo stile, unico nel suo genere, e la bellezza di un fascino senza tempo. La Campagna d’Istruzione a bordo di Nave Vespucci, ed in particolare la traversata atlantica con la navigazione a vela, le continue esercitazioni marinaresche, l’applicazione dei principi di navigazione astronomica per la determinazione della posizione, i ritmi incalzanti dei servizi di guardia, rappresentano un elemento cardine nella formazione del personale della Marina Militare e contribuiscono a trasferire quei valori fondanti che contraddistinguono gli uomini e le donne della forza armata quali l'amore per il mare, l'etica, la fedeltà, la disciplina e l'onore ma anche lo spirito di corpo, il fare squadra, il creare l’equipaggio. Mercoledì 6 settembre, alle ore 10:30, il Comandante della nave, Capitano di Vascello Angelo Patruno, terrà una conferenza stampa a bordo durante la quale presenterà la nave e la Campagna d’Istruzione 2017. Dopo Cadice l’Unità navale dirigerà verso Tolone, in Francia, penultima tappa della Campagna d’Istruzione 2017. Media Partner della campagna, che ne seguono le varie fasi e tappe, sono: RAI (RAI Italia e Linea Blu), Rtl 102.5, RTV San MARINO, La Stampa, Il Secolo XIX. Nave Amerigo Vespucci ormeggerà presso il porto di Cadice ed aprirà al pubblico nei seguenti giorni e orari: - Martedì 5 settembre: dalle ore 16.30 alle 18.30 - Mercoledì 6 settembre: dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 14.40 alle 18.30 - Giovedì 7 settembre: dalle 10.30 alle 12.00 - Venerdì 8 settembre: dalle 10.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30 Approfondimenti La nave fu progettata, al pari della "gemella" Cristoforo Colombo, da Francesco Rotundi, ingegnere e tenente colonnello del Genio Navale, nonché direttore dei cantieri navali di Castellammare di Stabia. Il 22 Febbraio 1931 (86 anni fa) a Castellammare di Stabia fu varata la nave Amerigo Vespucci, tutt'oggi in servizio per l`addestramento degli allievi ufficiali dell`Accademia di Livorno. Il Vespucci ha effettuato dal 2014 al 2016 l’ammodernamento delle capacità operative di bordo e soprattutto l’adeguamento delle sistemazioni logistiche agli standard moderni. L’apparato propulsivo e quello di generazione dell’energia elettrica sono stati completamente sostituiti con prodotti tecnologicamente avanzati; l’Unità è stata dotata di una nuova elica e nuovi sistemi di piattaforma, più efficienti e rigorosamente orientati alla tutela dell’ambiente. L’importante attività di “ringiovanimento” e “re-styling” del Vespucci è stata coordinata dalla Direzione Lavori e Servizi, ed in particolare della Sezione Studi dell’Arsenale M.M. di La Spezia, con un importante contributo della manodopera “in house” costituita dalle maestranze arsenalizie, e dal personale di bordo. Dalla sua entrata in servizio, la Nave ha svolto ogni anno attività addestrativa (ad eccezione del 1940, a causa degli eventi bellici, e degli anni 1964, 1973 e 1997, per lavori straordinari), principalmente a favore degli allievi dell'Accademia Navale, ma anche degli allievi Volontari in Ferma prefissata e degli allievi del Collegio Navale, ora Scuola Navale Militare "Francesco Morosini". Dal punto di vista tecnico-costruttivo l'Amerigo Vespucci è una Nave a Vela con motore; dal punto di vista dell'attrezzatura velica è "armata a Nave", quindi con tre alberi verticali, trinchetto, maestra e mezzana, dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. L'Unità è inoltre fornita di vele di taglio: i fiocchi, a prora, fra il bompresso e il trinchetto, gli stralli, fra trinchetto e maestra e fra maestra e mezzana, e la randa, dotata di boma e picco, sulla mezzana. L’equipaggio è composto da circa 270 militari tra uomini e donne. Nel periodo estivo, la nave imbarca gli allievi volontari in ferma prefissata prima, e successivamente i cadetti dell`Accademia Navale per la consueta Campagna di Istruzione, aumentando l’equipaggio di altre circa 100 unità arrivando così a pieno regime ad oltre 400 persone a bordo. Quest’anno 79 allievi del 24° corso Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4) durante la sosta a Montreal sono stati avvicendati da 125 allievi della 1^ classe dell’Accademia Navale di Livorno, tra i quali 18 allievi stranieri. Gli allievi imbarcati, immersi in un contesto lavorativo unico nel suo genere, imparano i fondamenti dell’arte marinaresca e dell’andare per mare mettendo in pratica quanto fino ad oggi studiato sui libri, si addestrano con le attrezzature marinaresche salendo in alberata e calcolano con il sestante la posizione dell’unità rispetto alle stelle. La Nave scuola Amerigo Vespucci è Ambasciatrice dell’UNICEF da settembre 2007. NAVE SCUOLA “AMERIGO VESPUCCI” CARATTERISTICHE TECNICHE Progettista: Tenente Colonnello Francesco ROTUNDI Impostata: 12 Maggio 1930 Varata: 22 Febbraio 1931 Consegnata alla Marina Italiana: 26 Maggio 1931 Porto di ascrizione: La Spezia (ITALIA) Comandante Capitano di Vascello Angelo PATRUNO MMSI 247999000 Missione: - FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO (a favore degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, degli allievi volontari in ferma prefissata e degli allievi della Scuola Navale Militare “Francesco Morosini” di Venezia, e varie Associazioni quali Lega Navale Italiana, STA-I, etc.). - NAVAL DIPLOMACY. - DUAL-USE, ovvero Attività “Duali” in collaborazione con Agenzie e varie Associazioni non governative (e.g. UNICEF, WWF, Mare Vivo, etc.). Dislocamento: 4.000 tonnellate Lunghezza: 82 mt (lunghezza scafo) – 101 mt (lunghezza fuori tutto) Larghezza: 15,5 mt Pescaggio: 7,3 mt Vele: 2.650 mq – 24 vele, tra cui vele quadre, vele di strallo, fiocchi e 1 randa; le vele sono fatte di tela “olona” (tessuto di canapa), realizzate mediante cucitura di più strisce (c.d. “ferzi”). Alberatura: Albero di Mezzana (43 mt) – Albero di Maestra (54 mt) – Albero di Trinchetto (50 mt) – Bompresso (18 mt) Cavi, cime e bozzelli: Lunghezza totale delle cime: circa 36 Km. Bozzelli e Paranchi: 900 in legno e 120 in acciaio. I ponti: Lo scafo è del tipo a tre ponti principali, continui da prora a poppa (di coperta, di batteria e di corridoio), più vari ponti parziali (copertini); possiede due sovrastrutture principali, il Castello a prora e il Cassero a poppa, che si elevano sul ponte di Coperta e che idealmente ne sono la continuazione.Le tipiche strisce bianche che si trovano sulla parte nera dello scafo, in corrispondenza degli oblò, ricordano i portelli dei cannoni dei Vascelli del XIX secolo. Varietà di legni Teak: ponte principale e la plancia di poppa; mogano, teak e legnosanto: per le attrezzature marinaresche (pazienze, caviglie e bozzelli); frassino per i carabottini; rovere per gli arredi del Quadrato Ufficiali e per gli Alloggi Ufficiali; mogano e noce per la Sala Consiglio. Imbarcazioni 11 in totale: 2 motoscafi; 2 motobarche; 2 motolance; 4 palischermi (a vela e a remi) usati per le esercitazioni dei cadetti; 1 baleniera a poppa, anch’essa a remi ed a vela riservata al Comandante. Motori Sistema di generazione integrato ed automatizzato di tipo Diesel-Elettrico, costituito da: - 2 Diesel Alternatori 8 cilindri MTU 8V4000M23F da 620 KW; - 2 Diesel Alternatori 12 cilindri MTU 12V4000M33F 1200 KW. Propulsione fornita da 1 Motore Elettrico Principale (MEP) NIDEC ASI (ex Ansaldo) CR1000Y8, costituito da due indotti da 750 KW ciascuno per un totale di 1500 KW di potenza continuativa. Impianto Elettrico Distribuzione Primaria: 380V / 50hz Distribuzione Secondaria: 220V / 50hz e 115V / 60 hz Illuminazione In/Out: LED Velocità Massimo 11 nodi, con navigazione a motore; Massimo 15 nodi, con navigazione a vela. Equipaggio 264 membri dell’Equipaggio (15 Ufficiali, 64 Sottufficiali, 185 Marinai) + circa 80 Allievi volontari ovvero 100 allievi dell’Accademia Navale con il relativo personale di supporto al seguito. Click to Post
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Foligno
“lu centru de lu munnu“
Foligno Piazza della Repubblica
Foligno si trova al centro della penisola italiana e a sua volta al centro dell’Europa e del Mediterraneo. Fino a qualche decennio fa veniva identificato con il birillo centrale del biliardo dello storico “Caffè Sassovivo” in Corso Cavour, a Foligno, ora è segnalato da un cristallo incastonato nel pavimento all’interno di una banca costruita al posto dello scomparso caffè.
Nel 2008, il Consiglio Comunale, deliberò che debba essere considerato “Centro del Mondo“, il “Trivio“, il punto più centrale del centro storico della città.
Foligno terza città dell’Umbria
E’ la terza città dell’Umbria, per densità di abitanti e situata al centro della Valle Umbra, mentre l’intero territorio è prettamente montano, la città di Foligno si trova completamente in pianura e purtroppo considerata zona sismica di livello 1, cioè ad elevato rischio sismico, con “rischio catastrofico“.
Una città che, nonostante sia stata distrutta diverse volte, dai bombardamenti, durante la Seconda Guerra Mondiale, effettuati dalle forze angloamericane, che la rasero al suolo e dai numerosi terremoti, l’ultimo più rilevante quello del 1997, ha sempre avuto la forza di rialzarsi e ricostruire.
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Un po’ di storia di Foligno
Attraversata dal fiume Topino, fu fondata dagli Umbri col nome di Fulginia, che divenne poi Fulginium, in epoca romana, passò attraverso le dominazioni dei Goti, poi dei Longobardi che la annessero al Ducato di Spoleto, da qui poi passò sotto lo Stato Pontificio.
Foligno, sotto la dinastia dei Trinci, dal 1300 al 1400, estese i propri confini fino all’Abruzzo, fu un’epoca di notevole sviluppo economico per la città, con lo sviluppo di manifatture legate alla lavorazione del legno, della carta, dei filati, della ceramica e di alcuni metalli, anche preziosi come l’oro e l’argento.
Cosa vedere a Foligno
Molteplici sono le strutture religiose e civili di gran pregio, da poter visitare una volta entrati in città.
Punto di partenza, a mio giudizio, è Piazza della Repubblica, qui tre dei più importanti manufatti architettonici della città, danno sfoggio di sé agli occhi dei turisti, la Cattedrale di San Feliciano, centro di culto principale di Foligno, dedicata al Santo e Patrono della stessa, il Palazzo Comunale e il Palazzo Trinci, da menzionare anche il Palazzo delle Canoniche, posto a lato tra navata e transetto della cattedrale e antica residenza dei canonici, ora sede del Museo capitolare diocesano di Foligno.
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Cattedrale di San Feliciano a Foligno
Interno della Cattedrale
Baldacchino dell’Altare maggiore
Cattedrale di San Feliciano
La Cattedrale fu eretta intorno al X secolo e radicalmente trasformata intorno alla metà del 1500, dove furono demolite le navate laterali e ricostruita a croce latina, con un’unica navata a volte a crociera e cupola all’incrocio dei bracci della croce.
Al suo interno si trovano due altari per lato, l’altare della Madonna, primo a destra, con la pala della Morte della martire folignate Messalina.
L’altare della Sacra Famiglia, secondo a destra, con la pala Sacra Famiglia con il Battista e Dio Padre.
L’altare del Battesimo di Cristo, primo a sinistra, con la pala Gesù battezzato da san Giovanni Battista.
L’altare di San Feliciano, secondo a sinistra, con la pala San Feliciano libera Foligno dalle piaghe.
Nel braccio della croce in fronte all’ingresso, è occupato dall’altare maggiore con una struttura a baldacchino dorato, copia in scala, con qualche variante del più famoso Baldacchino di San Pietro nella basilica vaticana.
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Il Cortile di Palazzo Trinci
Sala Sisto IV
Palazzo Trinci
Edificio patrizio in stile tardogotico, contenente un prezioso ciclo di affreschi dei primi del Quattrocento, oggi ospita la Pinacoteca civica, il Museo archeologico e il Museo multimediale dei tornei, delle giostre e dei giochi.
Esternamente ha aspetto neoclassico con semi colonne a decorare la facciata.
Dal cortile interno, attraverso una scala gotica, decorata da affreschi, si giunge, in cima, ad un’ampia sala detta Sala di Sisto IV, decorata da affreschi con motivi ornamentali e figurati, da qui si accede alla Sala dei Giganti, con 15 delle 20 originarie figure monumentali di grandi personaggi della storia romana, Augusto, Tiberio, Camillo, Fabrizio, Curio Dentato, Manlio Torquato, Cincinnato, Marcello, Scipione l’Africano, Muzio Scevola, Catone, Mario, Publio Decio, Nerone e Fabio Massimo. Nelle sale attigue si trovano alcuni dipinti e opere archeologiche legate alla storia del palazzo e degli edifici circostanti, come le sette teste di età romana che nel medioevo erano state collocate all’esterno della Loggia dipinta a simboleggiare le Sette età dell’uomo, o il rilievo con la Corsa delle quadrighe nel Circo Massimo.
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La Giostra della Quintana
Qui, come ad Ascoli Piceno nelle Marche, si svolge la Quintana uno spettacolare torneo cavalleresco in costume dove i 10 rioni di Foligno si sfidano due volte all’anno, la prima sfida si svolge il secondo o terzo sabato di giugno e la rivincita viene data alla seconda o terza domenica del mese di settembre.
Il nome di Quintana proviene dal nome di una via degli accampamenti romani, nella quale aveva luogo l’addestramento dei soldati che, armati di lancia, si lanciavano contro un fantoccio cercando di infilare l’anello sospeso ad una mano dello stesso.
Giostra della Quintana di Foligno
i 10 rioni di Foligno per la Quintana
La città divisa in 10 rioni autonomi, ognuno dei quali porta un binomio cavallo-cavaliere, l’attribuzione dei nomi ai dieci Rioni, segue principalmente, quella di una parte dei diciassette Rioni in cui Foligno è stata suddivisa tra il XIII e il XVIII secolo.
I 10 rioni che giostrano sono, Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Croce Bianca, Giotti, La Mora, Morlupo, Pugilli, Spada.
Eventi del periodo
La giostra vera e propria non è nient’altro che il termine di una serie di eventi iniziati due settimane prima, con l’Apertura delle taverne rionali, dove servono menù basati sulla cucina umbra e folignate.
La Fiera dei Soprastanti che ripropone un antico mercato che si svolgeva nella città, dove sui banchi, controllati, vengono esposte merci che devono essere adatte al periodo storico, i visitatori che vogliono acquistare le merci possono farlo esclusivamente pagando con la moneta appropriata, il Quattrino di Foligno, al cui cambio è scelto l’Ufficiale Depositario.
Seguono, poi il Palio di San Rocco, una sfida goliardica in cui i cittadini appartenenti ai vari rioni gareggiano in sella ad asini, il Segni Barocchi festival, spettacoli musicali, teatrali, cinematografici e mostre in qualche modo improntate al barocco e si termina con il Corteo Storico, dove i rappresentanti dei rioni, sfilano davanti alla popolazione e ai turisti, sfoggiando gli abiti tipici del periodo barocco.
Se vi trovate a Foligno, durante la Giostra della Quintana ma anche il resto dell’anno, alcuni piatti tipici non possono mancare di essere assaggiati, un primo piatto, da provare, sono gli Spaghetti col Rancetto, piatto sostanzioso a base di pancetta, pomodori e maggiorana che da agli spaghetti un profumo e un sapore singolari.
La Rocciata, un dolce simile allo strudel di mele, noci e cacao arricchito da Alchermes, esiste anche una versione salata che è rappresentata da la Fojata, fatta con le foglie di cavolo. Tra i dolci vi è anche la Miaccia, una specie di sanguinaccio imbevuto nel vino Sagrantino e decorato con i canditi.
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Foligno Centro del Mondo Foligno "lu centru de lu munnu" Foligno si trova al centro della penisola italiana e a sua volta al centro dell'Europa e del Mediterraneo.
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MACERATA – Mentre cresce l’attesa per A Macerata tutti i capodanni, l’originale iniziativa ideata dal Comune di Macerata in collaborazione con gli esercizi pubblici aderenti per festeggiare in modo nuovo l’arrivo del 2018 con un brindisi a orari diversi a seconda del fuso orario, in programma la serata a cavallo tra il 31 dicembre e il 1° gennaio 2018, il calendario delle iniziative Macerata d’Inverno. Una casa accogliente, organizzate e promosse per le festività, propone nuovi appuntamenti.
Venerdì 29 dicembre, alle ore 17, alla galleria degli Antichi forni, ci sarà l’inaugurazione della seconda edizione di Arte in beneficenza, la mostra organizzata dalla sezione cittadina dell’AISM, Associazione Italiana Sclerosei Multipla. La sclerosi multipla è una malattia neurologica demienilizzante che colpisce principalmente i giovani da 20 a 40 anni ed è la seconda causa di disabilità nei giovani, dopo gli incidenti stradali. Sono 114.000 le persone con SM in tutta Italia, con una diagnosi ogni 3 ore. Non sono state trovate le cause o una cura definitiva, tuttavia grazie al lavoro di AISM e della sua Fondazione sono stati fatti passi da giganti ma c’è ancora molto da fare.
La sezione AISM di Macerata si occupa di supportare le persone affette dalla sclerosi multipla del territorio, con attività che hanno lo scopo di migliorare la loro qualità di vita. Dall’accoglienza e l’orientamento all’organizzazione degli eventi informativi, dall’attivazione di un corso di Attività Fisica Adattata fino alla raccolta fondi per la ricerca contro la SM, la sezione si interessa a 360 gradi delle persone con SM e dei loro familiari.
Grazie al preziosissimo supporto degli artisti del maceratese, anche quest’anno si è potuto organizzare una mostra di beneficenza a favore di AISM, insieme, per un mondo libero dalla sclerosi multipla. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 6 gennaio. Info: tel 0733/232677, Facebook Aism Sezione Di Macerata.
Sabato 30 dicembre sarà dedicato invece al teatro, alla stagione di prosa promossa dal Comune di Macerata con l’Amat, con un appuntamento fuori abbonamento. Al Teatro Lauro Rossi, alle ore 21 si esibirà Il Balletto di Mosca La Classique con il Lago dei Cigni. Il balletto in 2 atti su musiche di Čajkovskij, vede le coreografie di Marius Petipa, i costumi di nElik Melikov, le scenografie di Evgeny Gurenko, maître de allet Evgenia Novikova, Andrey Shalin.
Il Balletto di Mosca La Classique si esibisce in una versione coreografica che ricostruisce filologicamente l’opera originaria di Petipa e Ivanov. Quaranta ballerini in scena rievocheranno la storia d’amore eterna tra Odette e il Principe Sigfried, sullo sfondo scenografie di grande impatto e un uso della luce ricercato che permette di creare le atmosfere del lago. Primi ballerini d’eccezione si esibiscono in virtuosismi che con autenticità restituiscono la natura del balletto.
Nella stessa giornata, prima dello spettacolo, alle ore 18, nella sala Castiglioni della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti, in programma Gente di Teatro, la serie di interessanti incontri per tutti coloro che amano il teatro e vogliono superare quella che Garboli definiva la “gioia effimera di una sera” per approfondire la conoscenza dialogando con le stesse compagnie in scena al Lauro Rossi.
Inoltre, fino al 30 dicembre, nel cortile di Palazzo sarà possibile visitare gratuitamente Nemesis Planetarium un planetario che consente ai visitatori di immergersi nelle stelle dell’universo e assistere a proiezioni dedicati al sistema solare e altri mondi. Nemesis Planetarium ha un diametro di 5 metri è in grado di ospitare al suo interno circa 20 adulti o Proiezioni ogni ora, fino al 29 dicembre dalle 10 alle 19.30 (10 proiezioni sospensione dalle 13 alle 14), sabato 30 dicembre ore 14.30 alle 20 (7 proiezioni). Si consiglia la prenotazione telefonando al 3479609032. Info: http://ift.tt/2lb8LIi, social face http://ift.tt/2l202Jh, mail [email protected].
Sempre a Palazzo Buonaccorsi è possibile visitare la mostra Capriccio e natura. Arte nelle Marche del secondo Cinquecento. Percorsi di rinascita a cura di Alessandro Delpriori e Anna Maria Ambrosini Massari, realizzata da Macerata Musei nell’ambito del progetto di Mostrare le Marche, un progetto regionale nato dal protocollo d’intesa tra Regione Marche, Mibact, Anci, Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica, Fabriano, che si propone un ciclo di sei mostre tra il 2017 e il 2018 per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016.
La mostra è visitabile fino al 13 maggio 2018 nei seguenti orari: dal martedì alla domenica: 10:00-18:00, aperture straordinarie il Lunedì di Pasqua, lunedì 23 aprile e lunedì 30 aprile 2018. 1 gennaio 2018: 15:00-18:00. Info point biglietteria, bookshop e servizi visita: Musei civici di Palazzo Buonaccorsi 0733 /256361, [email protected] www.maceratamusei.it, Facebook e Twitter:@maceratamusei .
Il programma completo delle iniziative di Macerata d’Inverno. Una casa accogliente nel sito http://ift.tt/1F0C3fH e con l’app CityUser.
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