#Psicoterapeuta Milano
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PSICOTERAPIA ADULTI
La psicoterapia per gli adulti è un processo terapeutico che mira a trattare e affrontare una vasta gamma di problemi psicologici, emotivi e comportamentali che possono influenzare il benessere e il funzionamento quotidiano delle persone adulte.
Approcci terapeutici
La psicoterapia per gli adulti si basa su una varietà di approcci teorici e metodologie, e il tipo di terapia utilizzato dipenderà dalla natura del problema e dalle preferenze del paziente. Alcuni degli approcci terapeutici più comuni includono la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), la terapia psicodinamica, la terapia comportamentale, la terapia familiare e la terapia di gruppo.
Individuare le cause
La TCC, ad esempio, si concentra sulla modifica dei pensieri distorti e dei comportamenti disfunzionali al fine di migliorare il benessere psicologico. La terapia psicodinamica, d’altra parte, esplora il passato, le dinamiche inconsce e le relazioni interpersonali per comprendere le radici dei problemi attuali.
Durata degli interventi terapeutici
La durata e la frequenza delle sessioni di psicoterapia per gli adulti possono variare a seconda delle esigenze individuali. Alcune persone possono beneficiare di un breve intervento terapeutico focalizzato su un problema specifico, mentre altre possono richiedere una terapia a lungo termine per affrontare problemi più complessi.
Benefici della terapia
I benefici della psicoterapia per gli adulti possono includere una maggiore consapevolezza di sé, una migliore gestione delle emozioni, una diminuzione dei sintomi di ansia e depressione, una maggiore fiducia e autostima, una migliore capacità di comunicazione e relazione interpersonale, e una maggiore capacità di adattamento e affrontamento delle sfide della vita.
Psicoterapia: terapia del benessere psicologico.
È importante sottolineare che la psicoterapia per gli adulti dovrebbe essere svolta da professionisti qualificati. La relazione terapeutica di fiducia e rispetto è essenziale per il successo del trattamento.
Centro di Psicoterapia a Milano
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monicadeola · 1 month ago
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Quando ho deciso di scrivere un articolo sulla storia di Lilly Jay (chi??), ho parlato con alcune persone che conosco e il cui sostentamento deriva dalla credenza che esista la psiche. Persone ben sintetizzate da quella solita battuta scritta da Woody Allen: «Edipo giacque con sua madre, e una nuova professione era nata, da duecento dollari l’ora: ore da cinquanta minuti, perdipiù».
Una di queste signore pagate per darvi ragione (lei e gli altri obietterebbero a questa definizione, ma noi atei dell’inconscio siamo determinati a dire che, se andate a raccontare i cazzi vostri a uno che pagate, è per essere ancora più sicuri che vi dia ragione di quanto lo siate rispetto ad amici che non han voglia di mettersi a discutere e vi assecondano gratis), una di queste signore a un certo punto mi ha detto qualcosa sui pazienti che vanno da lei per il marito.
No, non per assistere allo spettacolo d’arte varia di lei che litiga col marito, come Kirstie Alley in quell’altro Woody Allen (“Harry a pezzi”; quello di prima era “La dèa dell’amore”: ora sapete che film recuperare a Natale). Perché il marito è mezzo famoso.
Io, che la conosco abbastanza da chiederle cosa pensi del caso Lilly Jay (chi??), neanche sapevo chi fosse il marito, che mestiere facesse. Gente che non la conosce ma considera d’andare a consegnarle la propria psiche, oggetto forse inesistente ma comunque prezioso, invece la cerca sui social, scopre con chi è sposata, e se è un famoso che trova affine allora va a curarsi dalla moglie. E quindi il problema sono ancora una volta le relazioni parasociali, ma non sveliamo subito il finale di questo giallo.
Nell’ultima settimana ho ricevuto parecchi messaggi con pezzettini d’un podcast al quale è andata ospite Stefania Andreoli, psicoterapeuta piuttosto nota, autrice di libri molto venduti, e – nel Grande Indifferenziato che a Milano chiamerebbero «personal branding» – personaggio che su Instagram risponde a chi chiede dove abbia comprato quel maglione o se sia innamorata. Insomma: una Ferragni con un mestiere (definizione che ormai vale per tutte le categorie: intellettuali, cuochi, architetti postmoderni).
Il podcast dura due ore e tre quarti, e quindi non l’ha ascoltato nessuno (ma chi ce le ha, due ore e tre quarti da buttare dietro a un podcast? Aggiungi dieci minuti e vedi “Il padrino”, dai, su), ma i pezzettini vanno fortissimo. L’economia dei pezzettini è un discorso che prima o poi andrà fatto, il successo del consumo a pezzettini di cui beneficiano i proprietari delle piattaforme e non chi ha prodotto l’intero: una delle più interessanti follie contemporanee. Un discorso che andrà fatto ma non oggi, oggi devo ancora parlare di Lilly Jay (chi??).
In uno di questi pezzettini, la Andreoli dice che lei non ha un buon rapporto con l’essere amata, e crede sia per questo che fa un mestiere in cui il rapporto è contingentato, e dopo tre quarti d’ora ci si saluta. Ogni volta che sento un professionista del fantasy (scusate: della psiche) tentare di spacciare per setting terapeutico quella che è semplicemente un’organizzazione del lavoro comoda per loro (tre quarti d’ora, più dieci minuti per appuntarmi cose sennò poi alla prossima seduta questa s’accorge che non mi ricordo come si chiamano i suoi genitori, più cinque minuti per guardare gli appunti del prossimo paziente, e all’ora tonda posso far entrare il prossimo paziente, che potrà illudersi ch’io mi rammenti benissimo di quella traumaticissima volta in cui il padre se l’è dimenticato a casa degli zii), ogni volta io penso che da quando non crediamo più in dio crediamo proprio in qualunque puttanata.
La Andreoli è un bersaglio facile perché non fa niente per dissimulare il suo essere una Ferragni con un mestiere, ma si potrebbero fare altri cento nomi di giardinieri della psiche che diventano famosi perché vanno in tv o perché scrivono libri facili che possano far sentire intelligenti i lettori cretini, e però, nonostante economicamente non convenga, continuano a ricevere pazienti (per forma di allenamento? Per sembrare gente che non ha perso il contatto con la realtà?), solo che durante la seduta magari chiama il redattore d’un talk-show e come fai a non rispondere.
Si torna alle relazioni parasociali: perché tu vai a farti curare da uno che hai visto fare lo splendido in tv? Gli chiedi un autoscatto a fine seduta? Lo fai con lo spirito con cui scrivi sull’Instagram d’una cantante che ti ha delusa facendo la tale o la talaltra scelta, ti ha delusa perché tu segui il suo Instagram e sei quindi convinta di conoscerla? Lo sai che una volta questa roba qui, la relazione parasociale, era territorio delle dodicenni, e tu invece di anni ne hai cento?
Lilly Jay io non sapevo esistesse. Non sapevo esistesse lei, non sapevo esistesse suo marito (un attore bruttino, si chiama Ethan Slater), non sapevo che suo marito l’avesse lasciata per Ariana Grande: non ho abbastanza dodici anni da interessarmi agli accoppiamenti delle cantanti. Non ho peraltro mai sentito una canzone di Ariana Grande, ma vi prego di credere che non è per quello che ne ignoro le relazioni: l’ultima volta che mi sono interessata ad accoppiamenti di musicisti è stata quando il bassista dei Duran Duran stava con una modella pazzeschissima e io fantasticavo che la lasciasse per me. Ero alle medie.
Ho scoperto che Cher aveva avuto un flirt giovanile con Warren Beatty solo perché un giornale mi ha chiesto di scrivere della sua autobiografia, e lei racconta di quando Warren chiamò a casa e si fece passare la madre che non voleva lasciarla uscire (Cher era minorenne), e quella – in balìa della fama come voialtri che commentate gli Instagram dei famosi – diede subito il permesso perché era un attore che le piaceva. Non solo non so con chi stia Ariana Grande: non so neanche con chi stesse Warren Beatty, che pure era già famosissimo negli anni in cui ero anagraficamente legittimata a interessarmi delle vite dei famosi (è pur vero che qualcuna ti può sfuggire, nel curriculum di uno che tutti abbiamo sempre identificato col personaggio che interpretava in “Shampoo”, quello che diceva che sì, avrebbe potuto combinare di più in termini di carriera, ma era scopare tutte quelle che incrociava che gli dava l’illusione dell’immortalità).
La settimana scorsa, sul New York, Lilly Jay scrive del suo dramma. È una psicologa specializzata in gestanti a rischio, ha sempre celato la sua vita privata a pazienti che comunque – più sane di voialtri che commentate gli Instagram dei cantanti – della sua vita privata proprio non volevano accorgersi, era all’ottavo mese di gravidanza malamente dissimulato da un maglione largo e le chiedevano se avesse cambiato taglio di capelli.
Poi il marito doveva trasferirsi temporaneamente a Londra a girare “Wicked”, il film sul set del quale si è appunto messo con Ariana Grande, e lei con un bambino di due mesi l’ha seguito, nonostante sapesse quant’era importante non sottoporsi a cambiamenti così drastici poco dopo la gravidanza. Leggo e penso a quell’amico al quale vorrò bene tutta la vita perché, quando avevo vent’anni, mi rivelò la più importante delle verità: l’intelligenza non basta neanche per agire in maniera intelligente.
Lilly Jay nel suo articolo ne svela un’altra altrettanto ovvia e altrettanto taciuta: la maternità ti riempie il tempo ma non il cervello. Lei era lì che faceva le vocette al fagottino, che diceva le cose sceme che si dicono a uno che non parla la tua lingua e si caga addosso, e il marito faceva quel che fanno gli adulti: s’innamorava di una la cui giornata fosse punteggiata di conversazioni più interessanti di quelle che si possono avere con un neonato.
Lilly non se lo meritava, scrive, proprio lei che con l’internet non voleva avere niente a che fare e che il giorno del suo diciottesimo compleanno si era cancellata da Facebook (ma come si fa a farsi curare non dico la psiche ma anche solo un callo da una abbastanza giovane da essere stata minorenne quando già esisteva Facebook?).
Ora l’internet tutta sa del suo divorzio, e se i pazienti non le dicono niente lei s’interroga se facciano finta di non sapere, e se un’offerta di lavoro viene ritirata si chiede se sia perché ormai è una da tabloid e come si fa ad affidarle un incarico delicato.
L’articolo si conclude con le stesse cose che ti dice qualunque psicoterapeuta al quale tu faccia domande del genere: che è superata l’idea freudiana che l’analista debba essere un lenzuolo bianco del quale il paziente non sappia talmente nulla da poterci proiettare tutte le cosine sue, che se sei bravo anche dalla sua reazione alla tua fama riesci a ricavare cose con cui aiutarlo. Poiché sono una stronza, penso che ci stiano ancora una volta spacciando per opportunità terapeutica le cose fatte come fa comodo a loro: la fama come i quarantacinque minuti, il setting anonimo superato non perché all’analista conviene la minifama ma per il tuo bene di paziente.
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cinquecolonnemagazine · 7 months ago
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“Parlami d’amore” di Giovanna M. Gatti
L’Amore prima di tutto Parlami d’amore” di Giovanna M. Gatti edito da VandA Edizioni è un libro interessantissimo, una lettura che affronta la tematica dell’amore a tutto tondo con consigli, analisi ed esercizi.  Giovanna M. Gatti è medico psicoterapeuta e da lungo tempo tratta temi di cura e autocura. Nel suo libro l’autrice conduce le lettrici in un viaggio nelle parole e nei silenzi che possono spalancare abissi oppure risanarli, ricostruire o creare distanze irreparabili. “Parlami d’amore” di Giovanna M. Gatti è un viaggio dell’anima, un percorso che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha affrontato quando si è trovato faccia a faccia con una crisi amorosa.  Una crisi nella relazione d’amore può destabilizzare mente e corpo, a volte, non si ha neanche più voglia di affrontare la vita. Con una scrittura fluida e un linguaggio chiaro, il libro cattura immediatamente l’attenzione del lettore che troverà certamente spunti utili e di riflessione.  In questa bella intervista l’autrice ci parla tanto della sua esperienza come psicoterapeuta, del modo in cui ogni persona affronta la crisi amorosa, del perché è importante chiedere un supporto specialistico e qualche consiglio utile. “Parlami d’amore” di Giovanna M. Gatti Salve Giovanna, lei è nuova ai lettori di CinqueColonne Magazine. Ci può dire brevemente cosa fa nella vita? E’ bello essere nuova, è una specie di rinascita. Nella vita faccio il medico psicoterapeuta e scrivo libri: all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO) mantengo un piccolo ruolo come senologa, ho compiuto 30 anni di attività lì perché sono arrivata in istituto quando ha aperto i battenti nel 1994 e non ero ancora laureata. IEO è stato e sarà sempre un’energia fondamentale per la mia formazione e le modalità di aiuto. La mia attività principale ormai è però quella di medico psicoterapeuta e di scrittrice: mi occupo di tante problematiche psichiche e psicofisiche, che quasi sempre hanno a che fare con l’amore.  Nel suo libro lei affronta una tematica molto importante: la crisi nella relazione di coppia. Secondo lei c’è differenza tra uomo e donna nell’affrontare questo accadimento? C’è differenza da persona a persona, e perfino nella medesima persona esiste una differenza legata al momento della vita. Reagiamo alle difficoltà e ai traumi in modo diverso in epoche differenti della nostra esistenza, e il caos sentimentale è un trauma pesante. Se vogliamo concentrarci sulla differenza tra uomini e donne possiamo dire che l’energia maschile abbia alcune prerogative e quella femminile ne abbia altre: possedendole entrambe, le esprimiamo in quantità variabili. Incontro donne con reazioni tipicamente maschili (energia maschile iper-espressa) e uomini con reazioni da energia femminile. Non amo le generalizzazioni che vorrebbero gli uomini meno sensibili o attenti e meno colpiti da una difficoltà sentimentale: non funziona così. Nel suo libro lei fornisce anche degli esercizi utili. Ci può anticipare qualcosa? Di cosa si tratta? I miei libri più recenti (“La via della cura” e “Parla come ami”, editi da Mondadori, e questo libro edito da VandA edizioni) hanno alcuni esercizi pratici che servono per accompagnare nella via dell’autoguarigione e dell’evoluzione costruttiva. Voglio che siano esercizi semplici ma radicali nel risveglio dell’amore di sé: se impariamo ad amarci riusciamo ad affrontare ogni difficoltà. Non mi piace la teoria fine a se stessa: chi mi conosce da psicoterapeuta sa che mantengo il piglio concreto della chirurga e non mi limito ad ascoltare, voglio che la relazione terapeutica abbia risvolti utili e rapidi nell’accompagnare la persona verso un maggiore benessere. Metto insieme i lunghi anni di frequentazione dei seminari di Alejandro Jodorowsky, la specializzazione in psicoterapia psicosomatica e i decenni da donna dedita alla cura e creo esperienze che definisco “esercizi” perché chi legge i libri possa sentire dentro di sé l’energia del cambiamento, l’aiuto vero e concreto che parte dalla Voce dell’inconscio.  In Parlami d’amore lei parla anche di cura e autocura. E’ sempre necessario rivolgersi a uno specialista?  La parola “sempre” assomiglia alla parola “mai”: niente nella vita è così assoluto. Credo che un aiuto esterno e competente serva nella maggioranza delle crisi legate all’amore: l’amore è per noi la forza fondamentale, dirompente, costruttiva o destrutturante, che dona il senso a ciò che siamo, facciamo, pensiamo. Quando va in crisi l’esperienza emotiva è profondissima e intensa: difficile avere gli strumenti per risanarsi senza aiuto. Cura e autocura vanno insieme. Credo nella cooperazione tra terapeuta e paziente: nessuna guarigione è possibile senza l’impegno vero da parte del/della paziente. Potreste pensare che la richiesta di aiuto coincida automaticamente con un impegno: non è così. Spesso ricevo persone che chiedono aiuto con la bocca, ma non con il cuore e la mente. Danno per scontato che in terapia si verifichi qualche magia strana che non richiede impegno da parte loro. Non è così: le crisi d’amore portano a un’evoluzione costruttiva molto positiva se insieme si cammina per renderla possibile.  In base alla sua esperienza lavorativa, c’è un consiglio che può dare a tutte le donne che si trovano ad affrontare una crisi nella relazione d’amore? Il consiglio migliore che posso dare è di ascoltarsi: evitare di chiedere consigli alle amiche “che conoscono benissimo la situazione”, parlare della crisi il meno possibile, fuggire dal vittimismo e chiedere aiuto  seguendo i chiarissimi segnali che l’istinto manda in ogni istante.  Read the full article
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m2024a · 11 months ago
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https://notizieoggi2023.blogspot.com/2024/02/fedez-muschio-selvaggio-verso-la.html Fedez, Muschio Selvaggio verso la chiusura? Il socio Mr. Marra: «Non so come finirà». Poi, la frecciata a Luis Sal Muschio Selvaggio verso la chiusura? È incerto il futuro del podcast di Fedez, finito al centro di uno scontro legale tra il rapper e l'ex socio Luis Sal, proprietario del 50% delle quote. Ieri, 27 febbraio, lo youtuber ha fatto sapere tramite il suo ufficio stampa che il tribunale di Milano ha affidato il 50% della società finora nelle mani di Fedez a un custode per scongiurare che possa venderle a un terzo. Il cantante ha fatto sapere che per il momento il programma andrà avanti, ma le parole del nuovo socio Mr. Marra lasciano la questione aperta. Ferragni e il «rapimento digitale» del figlio: l’account non è creato da lei. La psicoterapeuta: «Rischio altissimo» Cosa ha detto Mr. Marra Durante il suo Cerbero Podcast, Mr. Marra ha commentato la vicenda così: «Stanno facendo le valutazioni del caso, ma indipendentemente da come andrà a finire questa storia, io sono stato bene». Poi ha aggiunto: «Sono stati dieci mesi bellissimi e difficilissimi». Mr. Marra ha poi parlato di Luis Sal: «Non mi posso esprimere perché so tanto, cose non pubbliche che io non renderò tali, sto solo precisando quello che è già pubblico. Non ho detto niente in questi dieci mesi, sui dissidi tra Luis Sal e Fedez e tra gli errori fatti da tutti e due». Poi, la frecciata allo youtuber: «È uscita questa notizia bomba: Muschio Selvaggio è di Luis Sal. E ho avuto bombardamento su tutte le pagine: coglione! Ecc. È stata solo ripresa una nota dell'ufficio stampa dove sono riportate cose parziali».
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psicolecce436 · 1 year ago
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psicologo Lecce
SPECIALISTA PSICOLOGO CLINICO E PSICOTERAPEUTA COGNITIVO COMPORTAMENTALE
Il Dott. Ferrara Marco, Psicologo clinico e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, è esperto in diversi disturbi mentali. Ha un’approfondita esperienza, avendo seguito molteplici pazienti sia in privato che in contesti pubblici come l’ospedale San Raffaele ed il Sacco di Milano.
Si avvale di ottima e costante preparazione nel campo della psicologia clinica, applicando diversi trattamenti psicologici. Psicologo Lecce si impegna a fornire il massimo livello di servizio per risolvere tutti i vostri problemi.
Dott. Ferrara Marco:
È specialista psicologo clinico e psicoterapeuta cognitivo comportamentale ed opera nei suoi studi privati di Roma, Milano e Lecce. Laureato presso l’università Vita Salute San Raffaele di Milano, ha collaborato prima presso il reparto di psichiatria e psicologia clinica dell’ospedale San Raffaele di Milano e poi dell’ospedale Sacco di Milano.
Il Dott. Ferrara Marco tratta principalmente i seguenti disturbi:
Disturbi d’attacchi di panico
Disturbo ossessivo compulsivo
Disturbi sessuali
Disturbi dell’alimentazione
Disturbi d’ansia
Disturbi depressivi
Disturbi correlati ad eventi traumatici e fattori stressanti
Disturbi di personalità
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centroamamentemilano · 1 year ago
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E se fosse depressione?
Centro psicoterapia Milano
La depressione è una condizione mentale molto diffusa, ma spesso misconosciuta o sottovalutata. Se si soffre di depressione, si può avere una sensazione costante di tristezza, disinteresse per le attività quotidiane, stanchezza, difficoltà a concentrarsi e a prendere decisioni, perdita di interesse per le relazioni sociali e un senso di vuoto interiore. Questi sintomi possono variare in intensità e durata, ma se persistono per diverse settimane o mesi e interferiscono con la vita quotidiana, potrebbe essere necessario cercare aiuto professionale.
La depressione è una malattia che può colpire chiunque, indipendentemente dall'età, sesso o situazione socio-economica, ed è importante riconoscerla e affrontarla in modo adeguato per poter guarire e vivere una vita piena e soddisfacente.
Cell.3311842704
https://www.centroamamente.it/psicoterapeuta
https://www.centropsicologicomilano.it/psicoterapia
disturbi d'ansia cosa fare? Depressione a chi rivolgersi? Trattamento ansia a Milano Attacchi di panico a chi rivolgersi? centro di psicoterapia a Milano depressione Terapia depressione Milano
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vorticimagazine · 1 year ago
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La vita accade
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Ci sono libri che s’incontrano in un momento particolare della propria vita.Quest’affermazione forse, a chi legge, potrebbe apparire esagerata o difficile da comprendere.
Vi sorprenderà scoprire che alla sottoscritta è accaduto proprio questo, il 13 Agosto scorso, durante la presentazione del libro: La Vita accade (Mondadori Editore) del dottor Alberto Pellai (vincitore quest’anno, della Seconda edizione del Premio Città del Libro e della Famiglia, nonché del Premio Letterario Emily).
Mi sono accorta immediatamente che stavo assistendo a qualcosa di diverso dal solito e non parlo solo in termini esclusivamente professionali. Ho letto il libro in pochi giorni, coinvolta dalla trama. L’autore si è reso disponibile pochi giorni fa a rilasciare a noi di Vortici.it un’audio-intervista, di cui sono immensamente grata. Prima decidiamo di proporvi un estratto del libro per aiutarvi immergervi nell'atmosfera del racconto.Leggi l'intervista completa...  
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Alberto Pellai è medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano. Nel 2004 il ministero della Salute gli ha conferito la medaglia d’argento al merito in Sanità Pubblica. È autore di molti bestseller di parenting e psicologia, tra i quali Tutto troppo presto, L’età dello tsunami, Il metodo famiglia felice. Da Mondadori ha pubblicato Da uomo a padre (2019), La vita accade (2022) e, insieme a Barbara Tamborini, Zitta! (2018), La bussola delle emozioni (2019), Tabù (2020), Accendere il buio, dominare il vulcano (2021). I suoi libri sono tradotti in più di quindici nazioni e hanno vinto numerosi premi. Dal 2010 cura su «Famiglia Cristiana» la rubrica settimanale «Essere genitori». Su Facebook gestisce una pagina dedicata ai consigli sull’educazione seguita da 140.000 follower, mentre su Instagram è seguito da 40.000 persone. Immagine di copertina: Mondadori Editore Potrebbe interessarti anche la nostra rubrica Libri consigliati Read the full article
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paoloferrario · 1 year ago
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biografia di CLAUDIO RISE', psicoanalista
Claudio Risé è uno psicologo, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta italiano di formazione e orientamento psicoanalitici junghiani. È nato a Milano il 19 novembre 1939 e ha conseguito la maturità classica nel 1958. Ha studiato all’Institut Universitaire de Hautes Etudes Internationales di Ginevra fino al 1963 e ha iniziato la sua attività giornalistica al settimanale L’Espresso. Ha…
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emilianobertelli · 2 years ago
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centropsicologicologopedico · 9 months ago
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onnarcissismdisorder · 6 years ago
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cinquecolonnemagazine · 11 months ago
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Disturbi alimentari tra fiocchetto lilla e consapevolezza
Con l'obiettivo di sensibilizzare le persone e abbattere lo stigma nei confronti dei disturbi alimentari e della salute mentale, il servizio di psicologia online Unobravo ha presentato l’Osservatorio Unobravo sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione in Italia. La storia di oggi ci permetterà di scoprire l'osservatorio e l'argomento dei disturbi alimentari ancora oggi troppo sottovalutato. Grafica di Unobravo sulla diffusione dei disturbi alimentari DAN in Italia: la percezione a livello regionale e provinciale Dall’Osservatorio Unobravo emerge che la maggior parte delle persone alla ricerca di supporto psicologico per possibili DAN si concentra nelle due regioni più popolose dello Stivale: Lombardia (27,3%) e Lazio (11,1%). Proseguendo, le percentuali più alte si riscontrano in Emilia-Romagna (9,9%) e Veneto (8,9%), mentre si scende di qualche punto percentuale nel Sud Italia, a partire da Campania (6,3%), Sicilia e Puglia (entrambe al 4,2%). Considerando le singole province italiane, invece, la maggiore percentuale di coloro che dichiarano di non avere un buon rapporto con il proprio corpo si trova a Milano (12%), seguita da Roma (9,2%), Bologna (3,6%) e Napoli (3,3%). Intervista a Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Direttore Clinico Parlare dei disturbi alimentari è molto difficile perché andiamo a toccare temi molto complessi. Per farlo, quindi, abbiamo scambiato quattro chiacchere con la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Direttore Clinico: Perché è importante la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla? La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla è di fondamentale importanza perché offre un'opportunità per promuovere la consapevolezza sui disturbi alimentari e per combattere il pregiudizio e lo stigma ad essi associati. Questa giornata ci invita a riflettere sull'importanza di una società inclusiva che sostenga e accolga chi si trova ad affrontare questo tipo di disturbi. Rappresenta, inoltre, un’occasione per promuovere l'importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e del sostegno terapeutico per coloro che ne sono colpiti, contribuendo così a salvare vite e migliorare la salute mentale e fisica delle persone. Cosa sono i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione? I disturbi dell'alimentazione e della nutrizione sono caratterizzati da un comportamento disfunzionale riguardo il cibo. Possono verificarsi comportamenti di restrizione o di assunzione compulsiva di cibo seguiti da condotte di eliminazione, come nel caso dell'anoressia o della bulimia, oppure episodi di binge eating accompagnate dalla sensazione di perdita di controllo. Spesso i disturbi alimentari hanno cause e conseguenze psicologiche legate a problemi di autostima e, in alcuni casi, sono associati a problemi d’ansia e depressione. Da questa descrizione si evince chiaramente quanto I DCA coinvolgano l’intera personalità e non solo la condotta alimentare. In molti ancora sottovalutano le diagnosi di DAN, perché? La sottovalutazione delle diagnosi di disturbi alimentari può essere attribuita a diversi fattori tra cui, ad esempio, una mancanza di consapevolezza poichè spesso non si è pienamente coscienti di come questi disturbi possano profondamente influenzare la vita di un individuo, sia a livello fisico che psicologico. Esiste, inoltre, ancora un forte stigma associato ai disturbi alimentari che porta molte persone a evitare di affrontare il problema o di riconoscerlo apertamente; per questo il timore del giudizio sociale può ostacolare l'accesso alla diagnosi e al trattamento. Ma, ancora, pensiamo a fattori quali, ad esempio, canoni fisici imposti dalla cultura di riferimento, necessità di una formazione ad hoc tra gli operatori sanitari e complessità della diagnosi. In Italia, cosa si sta facendo per contrastare questo problema? In Italia le istituzioni e gli enti privati hanno messo in campo, nel tempo, iniziative per contrastare questo problema, è un primo passo ma molto ancora c’è da fare. Stando ai dati raccolti dal Ministero della Salute, nel periodo 2019-2023, oltre 3 milioni di persone in Italia hanno ricevuto una diagnosi di disturbo del comportamento alimentare (DCA) o della nutrizione e dell'alimentazione (Dna). Si tratta di una situazione clinica complessa che coinvolge minori, adolescenti e adulti, indipendentemente dal genere. Il dato più preoccupante, oggi, riguarda la carenza di centri specializzati e la loro distribuzione non uniforme sul territorio nazionale che impediscono una presa in carico adeguata e tempestiva dei pazienti con questi disturbi e delle loro famiglie. Come Unobravo, spinti proprio dall’obiettivo di agevolare la presa in carico dei pazienti, a novembre 2022 abbiamo dato vita a un progetto ambizioso insieme all’associazione no-profit Animenta: rendere accessibile la terapia a tutte le persone che soffrono di un disturbo del comportamento alimentare e ai loro familiari o amici, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, raggiungendo anche chi non riuscirebbe a ricevere un supporto psicologico tempestivo e appropriato. Per renderlo possibile abbiamo selezionato un’équipe di professionisti esperti sulle tematiche dei disordini alimentari, consapevoli dell’importanza di un lavoro di team multidisciplinare.  Quanta strada ancora c'è da fare? Il percorso è sicuramente ancora molto molto lungo e complesso e richiede un approccio multidimensionale capace di coinvolgere in maniera concreta diversi settori, compresa la sanità, l'istruzione, i media e la politica pubblica. E’ importante diffondere consapevolezza rispetto a cosa sono i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, quali forme possono assumere e allenarci a coglierne i segnali. Fondamentale, inoltre, fare prevenzione, nelle scuole, attraverso campagne mediatiche informative e risorse online, in grado di mirare anche alla riduzione di quelli che possono essere i fattori di rischio associati ai DCA - dall'insicurezza corporea alla pressione sociale per conformarsi a determinati standard estetici e i modelli di alimentazione disfunzionale. E’ fondamentale anche sostenere chi è vicino ai pazienti che hanno sviluppato un DCA affinché possa supportarli, senza il rischio che si instaurino dinamiche poco funzionali, proprio alla luce dell’importanza che il contesto familiare e sociale riveste nel superamento di questo tipo di difficoltà. Foto di Bruno da Pixabay Read the full article
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centroamamentemilano · 2 years ago
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LA PSICOTERAPIA 
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Un viaggio alla scoperta delle meraviglie nascoste dentro di Te.💛💜💚
https://www.centropsicologicomilano.it/psicoterapia
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klimt7 · 6 years ago
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"Il coraggio"
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Etimologia:
dal latino "cor habeo" avere cuore.
In una certa misura, allora, avere coraggio, significa vivere col cuore
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Avere un cuore aperto, ricettivo, pronto a battere al ritmo delle emozioni e delle prove da superare.
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Citazione:
"Il mio lavoro consiste nel passare ore ad ascoltare storie
E' di certo, il mio modo per contemplare il mistero della vita.
Il dolore, le rabbie, lo sconforto, le paure e le rinascite a cui mi espongo finiscono per svegliare in me una commozione.
Una commozione che mi fa sentire vicina al cuore delle cose.
E lì, incontro una pace.
Non è sempre stato così..
Per anni, paladina, ho cercato di mettere io la pace, nei cuori altrui.
Poi col tempo, addomesticato il mio orgoglio, ho imparato a tollerare la fragilità e a fidarmi dello smarrimento.
Nell’ascolto, a donarmi.
Ho imparato sulla pelle che dove c’è ordine, c’è dolore.
Così le vite ragionevoli hanno smesso di interessarmi
E il caos, di farmi paura.
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. [ Anna Fabbrini, Tra noi ]
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Nota: [ Anna Fabbrini: Fotografa, Scrittrice, Psicoterapeuta.
Docente di Psicologia Clinica della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano]
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PSICOTERAPIA : OPPORTUNITÀ DI CRESCITA E BENESSERE
PSICOTERAPIA E BENESSERE!😊
Essere soddisfatti di sé stessi e della propria vita può risultare più o meno semplice.
Ogni giorno, infatti, siamo in relazione con il mondo, dove i nostri bisogni, i 
desideri e le aspirazioni si scontrano con le richieste, le situazioni e gli aspetti della vita quotidiana.  
Quante volte ci siamo sentiti insoddisfatti, a disagio e inadeguati?  
www.centropsicologicomilano.it
Quante volte siamo stati bloccati nel quotidiano dalle nostre paure?  
Quante volte abbiamo avuto la sensazione di non riuscire a superare le difficoltà da soli? 
L’incontro con l’altro in questo caso il terapeuta parte proprio da questo punto. Il rapporto terapeutico, infatti è innanzi tutto un incontro tra due persone dove nessuno meglio del paziente conosce le proprie risorse e difficoltà ed il terapeuta è colui che possiede quegli strumenti utili da cui poter attingere insieme al paziente per rispondere al meglio al proprio bisogno e incrementare il proprio benessere. 
Centro di Psicoterapia individuale o di gruppo a Milano
Centro Specialistico di Psicoterapia a Milano 
È proprio dall’ascolto di questi bisogni che nasce la necessità di chiedere aiuto.
Cell.3311842704 
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cinquecolonnemagazine · 1 year ago
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La classifica estiva delle città a più alto tasso di tradimento
Estate, profumo di prossime vacanze, caldo e giornate più lunghe: la voglia di evasione dalla routine, anche di coppia, registra picchi altissimi. Sia per vacanza sia per altri motivi, Ashley Madison, piattaforma leader internazionale per chi è alla ricerca di love affaire extraconiugali, ha stilato la nuova top 20 delle città turistiche a più alto tasso di tradimento estivo del 2023. Qual è la città col tasso più alto di tradimento? Trieste, capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, continua imperterrita a capitanare la classifica, seguita rispettivamente da Roma e Milano: questo trio si conferma sul podio, quasi a segnalare la voglia di sperimentare dei tre centri urbani indipendentemente dal momento dell’anno. “Si avvicina l’estate, e con essa il desiderio sempre più forte di evasione – commenta la Dottoressa Marta Giuliani, Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa Clinica e Socia Fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia – I rapporti extra-coniugali registrano ogni anno un forte aumento durante la bella stagione, periodo in cui le tensioni della vita quotidiana, lo stress lavorativo e la routine famigliare subiscono spesso una brusca interruzione a favore di un nuovo tempo per sé stessi, fatto di viaggi, nuove conoscenze e divertimento. Caratteristica chiave è la sospensione del tempo: perché durante i mesi estivi si ha la percezione che ruoli e abitudini si interrompano momentaneamente a favore di una maggiore disinibizione che aumenta il desiderio e la volontà di sperimentarsi e giocare”. La top 20 delle città turistiche a più alto tasso di tradimento estivo 1.    Trieste 2.    Roma 3.    Milano 4.    Pisa 5.    Bari 6.    Genova 7.    Firenze 8.    Udine 9.    Bologna 10.  Torino 11.   Venezia 12.  Reggio Emilia 13.  Modena 14.  Padova 15.  Vicenza 16.  Catania 17.  Verona 18.  Napoli 19.  Palermo 20.  Treviso Il resto della classifica Proseguendo per la classifica di Ashley Madison, Pisa si aggiudica la 4° posizione risalendo di ben 7 posizioni rispetto all’estate 2022; la Toscana è anche rappresentata da Firenze, settima città ad alto bollore estivo. Il sud Italia recupera terreno quest’estate, basti pensare che Bari avanza di 15 gradini e si attesta al quinto posto e ben altre 3 città meridionali appaiono per la prima volta nella top 20 di Ashley Madison: in ordine si trovano Catania (16°), Napoli (18°) e Palermo (19°). Con un breve pit-stop a Genova (6°, più alta di una posizione rispetto al passato), il viaggio nelle mete più intemperanti continua a Udine (8°), Bologna (9°) e Torino (stabile al decimo posto). L’Emilia-Romagna, patria di luoghi ameni e di ottima gastronomia, continua a ricoprire una grande importanza nella classifica, infatti Reggio Emilia e Modena si trovano rispettivamente al 12° e 13° posto. La regione "regina" La regione con più città nella classifica di quest’estate è il Veneto, che conferma ancora una volta questo primato con: la Serenissima al 11° posto, seguita da Padova (14°), Vicenza (15°) e Verona, nuova arrivata in 17° posizione. “Trieste, Roma e Milano non cedono i primi tre posti quando si tratta di fughe al di fuori dei confini di coppia tradizionale”, commenta Christoph Kraemer, Managing Director di Ashley Madison per l’Europa. “Eppure quest’estate assistiamo a uno spostamento del baricentro della scappatella estiva: se fino a pochi mesi fa l’epicentro era il nord Italia e l’estate scorsa compariva soltanto Bari tra le città del Sud, ora esiste un equilibrio tra le parti dello stivale, con un’ampia lista di centri urbani del meridione che compaiono per la prima volta nella nostra classifica, come in Sicilia e in Campania. Quindi, ci aspettano mesi molto caldi, non solo per la temperatura!”. La classifica di quest’estate di Ashley Madison ridisegna la mappa delle città da visitare per tutti coloro che sono alla ricerca di un love affaire sotto ai celi estivi di un’estate rovente, almeno tra le lenzuola, tutta italiana! In copertina foto di stokpic da Pixabay Read the full article
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