#leggenda dell’automobilismo.
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COPPA DELLE ALPI 2025: SECONDA TAPPA FRA SVIZZERA, AUSTRIA E ITALIA. Bressanone
Bressanone, 14 Marzo 2025 – Si è conclusa la seconda tappa della Coppa delle Alpi 2025 che con i suoi quasi 320 chilometri ha portato gli equipaggi da Samedan, poco fuori Saint Moritz, fino al traguardo di giornata a Bressanon e, attraverso i confini di Svizzera, Austria e Italia . Al termine di una mattinata impegnativa, nel corso della quale i piloti hanno dovuto affrontare 2 Prove di Media…
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Le auto della Dakar Classic in piazza a Milano
Per due giorni la Scuderia Sant Ambroeus porta nel cuore della città le Nissan Terrano della Tecnosport, protagoniste qualche settimana fa in Arabia Saudita. La leggenda della Dakar Classic sbarca nel cuore di Milano. La Scuderia Sant Ambroeus, storica istituzione dell’automobilismo milanese, porta in mostra tre delle vetture che hanno sfidato il deserto dell’Arabia Saudita nell’edizione 2025…
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Gran Premio Nuvolari 2024
Il Gran Premio Nuvolari si prepara a tornare con la 34ª edizione, prevista dal 19 al 22 settembre e l’evento di regolarità per auto storiche, dedicato alla leggenda dell’automobilismo Tazio Nuvolari, prenderà il via da piazza Sordello a Mantova, città natale del Grande Nivola. Circa 300 equipaggi da tutto il mondo percorreranno 1.100 km tra cui il Lago di Garda, il Veneto, il Trentino e altre…
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Mercoledì 15 novembre 2023 in prima serata alle ore 21.10 su RaiStoria (canale 54), Ada Pace, interpretata da Arianna Ninchi, sarà la protagonista del terzo appuntamento di Il Segno delle Donne, condotto da Angela Rafanelli. Una leggenda del motociclismo e dell’automobilismo degli anni Cinquanta, una campionessa intraprendente e audace: Ada Pace, in arte “Sayonara”, interpretata da Arianna Ninchi, è la terza protagonista di Il Segno delle Donne, una coproduzione RaiCultura - Anele, prodotta da Gloria Giorgianni, che RaiCultura propone mercoledì 15 novembre alle 21.10 su RaiStoria con la conduzione di Angela Rafanelli. Arianna Ninchi fa rivivere la storia, la personalità e il carattere di Ada Pace - Torino, 1924 - Rivoli (TO), 2016 -, della quale proprio il 15 novembre ricorre il settimo anniversario della scomparsa, rispondendo alle domande di Angela Rafanelli con parole realmente usate dalla pilota in lettere, diari, colloqui con giornalisti e discorsi pubblici, portati alla luce dagli autori, con la consulenza della storica Elvira Valleri. Per ripercorrere le tappe della sua vita e della sua carriera, il racconto viene scandito in due atti rappresentativi di due momenti emblematici delle sue vicende umane e professionali, supportati da un’accurata trasformazione - trucco e costumi - dell’attrice e dai cambi di ambientazione e di elementi scenici. La narrazione si arricchisce inoltre di immagini inedite, filmati di repertorio e interviste a testimoni illustri, come l’ex pilota di Formula Uno Arturo Merzario e i giornalisti Maria Leitner e Luca Gastaldi. Ada Pace nasce a Torino il 16 febbraio 1924 e, cresciuta nell’officina del padre, sviluppa la passione per i motori. Alla fine degli anni Quaranta, esordisce nel mondo del motociclismo correndo su una vespa e, negli anni successivi, riesce a conquistare tre trofei Gincane. La sua carriera da pilota sembra destinata a rimaner nell’ambito delle “due ruote” finché, il 21 aprile 1951, si presenta alla partenza della Torino – SanRemo, vincendo la gara automobilistica contro ogni pronostico. La vittoria di una donna, infatti, non era prevista dal regolamento, tanto che viene premiata solo con un mazzo di fiori. Ma Ada non si fa abbattere: fra il 1957 e il 1962 conquista undici titoli italiani partecipando a numerose competizioni nazionali e internazionali, come il “Gran Premio Libertad” di Cuba, e correndo con le case automobilistiche più prestigiose, come Alfa Romeo, Maserati e Ferrari, rivelandosi una pilota strepitosa e inarrestabile. In arte “Sayonara”, come il saluto giapponese scritto sul retro della sua targa dedicato ironicamente ai piloti sorpassati, Ada Pacesfida tutte le convenzioni della sua epoca, ritagliandosi un posto da “testa di serie” in un ambiente a maggioranza maschile. Dimostra di essere una fra le pilote più veloci della Storia, fino a quando, nel 1965, uno schianto contro un autocarro, da cui esce miracolosamente illesa, la costringe al ritiro. Nel 1968 sposa Emilio Ribet e insieme adottano un bambino di nome Cesare, che purtroppo scompare nel 1972 in seguito ad un incidente domestico. Nel corso degli anni Ottanta Ada Pace partecipa ad alcuni raduni storici: è ormai considerata il “mito dell’automobilismo”, un universo che è riuscita a sconvolgere e rivoluzionare profondamente grazie alla sua tenacia, caparbietà e determinazione. Il Segno delle Donne è una co-produzione RaiCultura – Anele con Angela Rafanelli, realizzata da Anele, prodotta da Gloria Giorgianni, regia di Michele Imperio (Maria Signorelli, Titina De Filippo, Maria Montessori) e Marco Spagnoli (Ada Pace, Ave Ninchi, Marta Abba).
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Una #leggenda nel mondo dell’automobilismo... #legend (presso Cefalù) https://www.instagram.com/p/B6Z1y7nBKdB/?igshid=1y0rnqijvntr6
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Entrare nella Sala Museo all’interno del Castello di Galliate è un viaggio nella storia di Achille Varzi, campione dell’automobilismo sportivo e cittadino galliatese.
La grande mostra sul pilota è una ricca raccolta di cimeli a lui appartenuti, tra moto, ritratti, omaggi, foto, reperti della sua lunga carriera, raccolta con amore dal Moto Club Achille Varzi.
Il moto club nacque a Galliate nel 1924, per volere di Angelo, Anacleto e Achille Varzi, quando quest’ultimo, nel 1923, vinse il titolo italiano nella classe 350 cc, con il nome di Moto Lub Galliate.
Nel 1925 il club organizzò una prova del campionato italiano, per poi concentrarsi sulla carriera motociclistica e in seguito automobilistica di Achille Varzi, al punto che molti giornali dell’epoca parlavano diffusamente dei tifosi al seguito del campione nei vari circuiti italiani.
Dove i tifosi non potevano arrivare, era lo stesso Varzi che, con lettere e cartoline, li informava dei suoi risultati, come nelle trasferte nel 1947 e 1948 in Sud America.
Il 1 luglio 1948, a Berna, durante le prove del G.P. di Svizzera, Achille Varzi morì e un anno dopo il direttivo del moto club decise di intitolare il club a Varzi.
Gli anni successivi passarono nel vivo ricordo del Signore del Volante così com’era conosciuto in tutto il mondo, organizzando una serie di manifestazioni per alcune date, come nel 1958 e nel 1968, tra cui un motoraduno nazionale e successivamente pubblicarono un libro sul campione.
Nel 1998 il club presentò una rievocazione storica del circuito cittadino di Galliate, corso nel 1925, per le moto storiche.
Ma chi è stato Achille Varzi? Leggendario pilota di corse così diverse da quelle di oggi….
Achille Varzi nacque nel��1904 a Galliate, in provincia di Novara, in una ricca famiglia d’industriali tessili e cominciò a correre con le motociclette insieme al fratello Angelo, ma solo raramente si trovò a gareggiare su due ruote con Tazio Nuvolari, il suo futuro rivale.
Nel 1928 Varzi decise di occuparsi di gare automobilistiche con il meccanico Guido Bignami e lo stesso Nuvolari, comprando una Bugatti Tipo35, ma ben presto fece saltare ogni accordo, incapace di convivere con la forte personalità di Nuvolari.
Fortunatamente la situazione finanziaria di Varzi era così solida che gli permise immediatamente di riprendere a correre a bordo di un‘Alfa Romeo P2, al punto che Nuvolari si trovò costretto a comprare un’auto simile per competere a pari livello.
Poi Varzi passò alla Maserati con cui nel 1930 vinse il titolo di Campione d’Italia e nello stesso anno riportò in patria la Targa Florio, da cinque anni in mano ai francesi, dopo una sfida a due con Louis Chiron.
Nello stesso anno però perse la Mille Miglia, alla guida di un’Alfa Romeo, battuto proprio da Nuvolari che si sarebbe avvicinato al rivale a fari spenti superandolo.
E’ il 1931 quando Varzi decise di tornare sulla Bugatti Tipo51 in coppia con Chiron, vincendo poi il Gp di Francia.
L’anno successivo dovette restare a guardare i trionfi di Nuvolari.
Nel 1933 finalmente i due piloti si trovarono faccia a faccia nel Gp di Monaco, dove rimasero attaccati per ben 97 giri, Nuvolari in testa per 66 tornate, Varzi per 34, fino alla vittoria del secondo, una rivalsa sul Mantovano Volante.
Nel 1935 fu scelto dall’Auto Union al posto di Nuvolari, che decise di tornare alla Scuderia Ferrari dell‘Alfa Romeo.
Ma, come accade per Nuvolari, Varzi dovette pagare un conto salato per il successo, ebbe una storia con la donna di un altro pilota, abusò di stupefacenti e dal 1937 non corse più.
Otto anni dopo, Achille, più agguerrito come mai, tornò a vincere per due stagioni con l’Alfa 158 oltre a dimostrare il suo talento in Argentina dove divenne un idolo e fondò la scuderia Achille Varzi. Scopri anche nuovi talenti, primo tra tutti uno che sarà un mito: Juan Manuel Fangio.
A 44 anni, il pilota era di nuovo in Europa per il Gp Svizzero sulla pista di Bremgarten a bordo della sua Alfa Romeo 158, ma il 1 luglio 1948, durante le qualifiche, a causa della pista bagnata, alla curva Jordenrampe, Varzi perse il controllo della vettura che sbandò e a 170km/h s’infranse contro le barriere e si capovolse.
Ai suoi funerali erano presenti 15.000 persone, e la sua bara appoggiata sulla scocca di un’auto da corsa fu meta di pellegrinaggio di tantissimi amici e ammiratori, che lo salutarono con questa frase “Achille, sei stato fermato quando stavi per attraversare le frontiere conosciute della velocità. Ora ti devi preparare per un’altra gara, l’ultima grande gara. Una gara senza pericoli, preoccupazioni o dolore. Buona gara, Achille”.
Oggi l’Alfa P2 di Varzi, vincitrice della Targa Florio nel 1930, e’ esposta al Museo dell’Automobile di Torino.
Museo Achille Varzi, omaggio a una leggenda Entrare nella Sala Museo all'interno del Castello di Galliate è un viaggio nella storia di Achille Varzi, …
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