Scrivere non è vivere. È forse sopravvivere a sé stessi.
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"Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe. La tristezza troppo profonda non può prendere la forma delle lacrime".
Haruki Murakami
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Il lutto non è un attimo. Non è un'ombra che svanisce semplicemente perché il tempo passa. Resta, si trasforma e diventa un compagno silenzioso . Il mondo vorrebbe credere che il dolore abbia una data di scadenza, che prima o poi svanirà, ma la verità è che la perdita non si limita a portar via qualcuno—trascina con sé anche frammenti della vita di prima, riscrivendo le fondamenta stesse della nostra esistenza.
Quando qualcuno se ne va, il mondo non si ferma. Il tempo continua a scorrere, la gente va avanti, le stagioni cambiano. Ma per chi resta, tutto cambia.
Alcuni chiedono: «Stai ancora soffrendo?» come se il tempo potesse alleggerire. Ma il lutto non è né una corsa né un peso da misurare in giorni o mesi. Si intreccia all’anima,
Eppure, nel cuore stesso del dolore, c’è una resilienza. Una forza silenziosa nel portare con sé i ricordi, nell’imparare a vivere in un mondo che non è più lo stesso. Il lutto non è una prigione, ma un modo per onorare ciò che è stato perso continuando ad andare avanti. È la prova che l’amore non si estingue. Si trasforma.
Lasciate, dunque, che il lutto esista. Che sia vissuto senza vergogna. Non è una debolezza, ma l’eco di un amore che si estende oltre la perdita. Alcuni non capiranno, ma chi sa, riconosce che il lutto non è un rifiuto di andare avanti—è la testimonianza di un amore che non si cancellerà mai.
Anne Dugar
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Non bisogna soffermarsi sul passato o sui dettagli insignificanti solo per rinunciare alla speranza

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"In fin dei conti ero sola anch'io come milioni di altre persone al mondo che malgrado le buone intenzioni non riuscivano a sentirsi parte di alcunché. Spesso a disagio spesso perplesse e scomode per chi non riusciva a comprenderle e insoddisfatte per via di una sensibilità esasperata"

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"Per molto tempo mi è sembrato che la vita stesse per cominciare - la vera vita. Ma c'era sempre qualche ostacolo sul cammino, qualcosa da superare prima, qualche lavoro incompiuto, tempo ancora da servire, o un debito da pagare. Poi la vita sarebbe cominciata. Alla fine mi sono reso conto che questi ostacoli erano la mia vita."
(Alfred D. Souza)
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A salvarci non è quasi mai un’azione eclatante, l’aiuto che ci arriva da chi è piú forte di noi; non è quasi mai la concessione o il compianto. A salvarci dal nostro abisso, non è il gesto di chi si china a sollevarci, ma il languire, la carezza, il guaito di chi si trova esattamente dove ci troviamo noi, o di chi è ancora piú fragile di noi».
(Federico Pace, La più bella estate, Einaudi)
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C'è una forza positiva dentro ogni disperazione. Esplode nel momento in cui credi di non aver più niente da perdere. Ci si lascia attraversare da tutto senza opporre resistenza. L'unica soluzione sembra la resa, apparente perdita e invece futura salvezza.
Ciatuzzu
Catena Fiorello Galeano
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Per chi è cresciuto nel marcio la gratitudine è la più cara delle abitudini.
Per chi è cresciuto nel marcio il concetto di “serenità” è visto come eccezione.
Per chi è cresciuto nel marcio, quando qualcosa va bene, si aspetta sempre la fregatura dietro l'angolo e il risultato è il non riuscire a godere pienamente di quel momento.
Per chi è cresciuto nel marcio, il mondo non è o bianco o nero, ma ci sono tante sfumature e si impara a viverle e riconoscerle tutte, sempre con un’ombra pesante sulle spalle che distrae dai colori più vividi.
Per chi è cresciuto nel marcio, l ’ironia, il sarcasmo,il saper ridere di sé, diventano le uniche armi per non sprofondare.
Per chi è cresciuto nel marcio, imparare a vivere significa imparare a credere nel possibile, sperando nel meglio ma aspettandosi il peggio.
E non è colpa di nessuno, ma di come si è cresciuti, come ci si è sempre dovuti rialzare da ogni caduta, dalle più banali a quelle che ti lasciano a terra per cinque minuti buoni.
Per chi è cresciuto nel marcio, la gentilezza è un dono da offrire per soffrire di meno. Così come l’aiutare il prossimo, metterlo a proprio agio ed empatizzare.
Che il dolore ti cambia sì, ma può farlo anche in meglio ed è la cosa più importante da ottenere da chi ha sempre sgomitato il massimo per ottenere il minimo
Questo ed altro succede, a chi è cresciuto nel marcio, a me.
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Nel tempo ho perso anche quell'idea confusa di normalità e oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. É un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa a guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.
- Donatella di pietrantonio -
L'arminuta
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“Beh, chiunque può sopportare un dolore tranne chi ce l'ha.”
W. Shakespeare- Molto rumore per nulla
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Quando non si ha niente da fare, i pensieri vagano sempre più lontano. E quando si sono allontanati troppo poi non si riesce più a seguirli.
(Murakami Haruki)
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"Ridi e il mondo riderà con te, piangi e piangerai da solo"
(Old boy)
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"Il fatto è che dietro al movimento è facile capire che c'è un motivo mentre è più difficile capire che ce n'è uno anche dietro l'immobilità ma questo è perché il nostro tempo ha conferito via via sempre più valore al cambiamento anche a quello fino a se stesso e il cambiamento è quello che vogliono tutti; così non c'è niente da fare: alla fine chi si muove è coraggioso e chi resta fermo è pavido. Ma ci vogliono coraggio ed energia anche per restare fermi".
*Sandro Veronesi- il colibrì *
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Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo. In genere non possiamo fare altro che avvolgercelo attorno alle spalle per trarne conforto o trascinarcelo dietro mentre ci sforziamo di proseguire il nostro cammino. Ma tutto ha una causa un senso. Ogni vita, ogni amore, ogni azione, ogni emozione e pensiero hanno una ragione un significato e a volte riusciamo a vederli. A volte vediamo il passato con tale chiarezza e le parti che lo compongono ci appaiono con tale limpidezza che ogni cucitura del tempo rivela il suo scopo il messaggio che contiene. Nella vita di ognuno di noi - poco importa che sia vissuta nell'abbondanza o nella miseri- nulla porta più conoscenza del fallimento e più chiarezza del dolore. E nella minuscola preziosa saggezza che otteniamo, quei nemici tenuti e odiati - dolore e fallimento- hanno diritto ragione di esistere.
( shantaram Gregory David Roberts)
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"Non bisognerebbe aggiungere neanche una virgola a ciò che può essere detto in poche parole"
"Bertrand Russell"
#pensieri
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Mi arrabbio perché mi arrabbio. Perché continuo a restarci male, perché continuo a dare aspettandomi di ricevere.
Sono come ad una fermata dell'autobus sbagliata. Aspetto sempre quello giusto ma non passa mai. Nel mio autobus, quello che aspetto, c'è tutto il bene del mondo, la comprensione, la gentilezza, l'empatia e la trasparenza, c'è il darsi agli altri senza interesse, il donare il proprio tempo con consapevolezza. E dunque mi arrabbio perché niente di tutto questo arriva. Perché ho come un cartello sulla testa con sopra scritto " vabbè tanto sono io, non c'è problema" che autorizza gli altri a fare ciò che vogliono ma soprattutto a non fare che è anche peggio. Ed io mi arrabbio e mi arrabbio anche perché mi arrabbio, perché non dovrei. Perché mi viene detto "non ci pensare più, non fare nervi, elimina la negatività, lascia fare, non te la prendere", come delle nuvolette intorno che però io scaccio via con la mano. Perché l'indifferenza è sintomo di superiorità, di maturità, ma é anche l'arte di chi non ha interesse. Perché il silenzio è segno di educazione e bontà ma spesso viene frainteso in "fai di me ciò che vuoi". Ed io mi arrabbio. Perché prima non era così, prima qualcosa si salvava, prima qualcuno si salvava. Ora no.
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"All'inizio quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci. Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzati è che non smetteremo di amarla, anche quando sarà scomparsa per sempre "
Gregory David Roberts
Shantaram
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