#Aria Pullman
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ouatreusedcostumes · 4 months ago
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This blue/purple dress with embroidery with jewellery stones on and glitter on dress is worn two times in What Happened to Frederick (2012), First worn on Aria Pullman as Siren and later worn on Ginnifer Goodwin as Snow White (that siren impersonating Snow White)
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jewellery-accessoriesreused · 4 months ago
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This headpice and earings is worn two times in What Happened to Frederick (2012), First worn on Aria Pullman as Siren and later worn on Ginnifer Goodwin as Snow White (that siren impersonating Snow White)
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winterandwords · 1 year ago
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Catch up tag
@zestymimblo tagged me to answer a few questions about what I'm doing at the moment...
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LAST SONG You Asked For This by Halsey
LAST MOVIE Cat's Eye (1985) for the retro horror vibes.
CURRENTLY WATCHING Season 3 of The Sinner and I'm having impure thoughts about Matt Bomer and Bill Pullman (my age-inappropriate crush but oh my god his character in that show)
CURRENTLY READING Hinton Hollow Death Trip by Will Carver, my current author obsession.
CURRENTLY CRAVING A good night's sleep tbh.
LAST THING YOU SEARCHED FOR WRITING PURPOSES A bunch of potential titles for Project Aria but they're already all in use and the thought of using a title someone else is already using makes me twitchy.
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I'm leaving this as an open tag for anyone who wants to do it. Feel free to @ me so I can see your answers.
Blank questions are under the cut 💜
Last song -
Last movie -
Currently watching -
Currently reading -
Currently craving -
Last thing you searched for writing purposes -
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avocadosockz · 4 years ago
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something that i’ve learned that i think the rest of the supergirl fandom needs to recognize is the cute little connection between the cast:
so this is izabela vidovic, aka young kara
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BUT she was also in the award winning movie Wonder where she played Olivia Pullman, older sister to the main character Auggie Pullman
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(side note: if you haven’t read or watched Wonder i HIGHLY RECOMMEND you do so immediately)
Auggie Pullman is played by actor Jacob Tremblay who is also known for Room (2015) and other films
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but Jacob Tremblay is ALSO the younger brother to actress Emma Tremblay
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who we all know and love as....
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RUBY ARIAS!!!
not anything huge i just think it’s a cute little overlap yk?
tldr: young kara’s actress was in a film with the younger brother of the actress of ruby arias
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a-dreamer95 · 3 years ago
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Piaggio, Free 50 verde bottiglia: il mio motorino, i miei 15 anni.
Due anni fa ti ho svenduto ad uno sconosciuto perché non mi servivi più, eri diventato solo una tassa, ma non sai quanto mi dispiace.
Con te ho scoperto la libertà, l'indipendenza. Quanto stavo bene quando ti guidavo: una sensazione di euforia, spensieratezza unica che, in macchina, non potrei mai rivivere nemmeno viaggiando a 150 km/h. Con te ero felice (e giovane).
Ma mi hai messa anche in tanti guai: incidenti, cadute… e non solo.
Ma ti ricordi quando al mare per toglierti dal cavalletto ho fatto cadere tutta una fila di motorini accanto? Tutti giù. Quanti danni quel giorno. Devo ancora ringraziare quel ragazzo che mi ha aiutata a tirarli tutti su: non so nemmeno il suo nome, ma mi ha salvato la vita.
Amavo cantare a squarciagola e tenere i piedi alzati mentre ti guidavo: per me era la libertà, l’emancipazione, l’indipendenza!
Con te andavo a scuola nel mese di giugno perché non facevo l'abbonamento del pullman: ma che freddo guidare alle 7 del mattino anche se era estate! Comunque ti ho adorato.
Scusami per tutti i graffi che ti sei ritrovato e per i due incidenti. Però mi sono fatta più male io! Al nostro primo incidente feci anche la capriola in aria, fortuna che indossavo il casco integrale…
Poi mi hai anche schiacciato un piede al secondo incidente: ahia. 
Beh certo… Pensavi che non avessi le infradito? Dai, tranquillo non era colpa tua ma di quella maledetta auto, ovvero della fottuta conducente che ci ha tagliato la strada alla rotonda in pieno centro a Marina. Ci ha fatto fare tanto male e nemmeno si è fermata a soccorrerci...
Hai ragione, non ti ho mai fissato gli specchietti retrovisori per bene. Mentre guidavo si giravano sempre e allora dovevo sistemarli ogni cento metri per poter vedere dietro. Che pazzi eravamo.
Eri anche più vecchio di me, e si vedeva: quando andavo al mare con i miei amici mi lasciavi sempre ultima perché di superare i 50km/h nemmeno lo sognavi. Ma mi andavi bene così.
Mi hai accompagnata a Rosignano a fare i corsi per la patente B e, da lì, la macchina ti ha quasi sempre sostituito, ma rimarrai sempre il migliore motorino al mondo.❤️
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sweet-christabel · 4 years ago
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One Dress a Day
Day 262 March - White     Once Upon a Time - Siren (Aria Pullman and Ginnifer Goodwin)
Such a gorgeous costume for such a minor character! The siren’s dress is so pretty, and I like that it doesn’t change when she disguises herself as Snow White. The fabrics are so sparkly, and the crystals at the top of the bodice look amazing. It looks light enough for her to swim in, which makes sense. Her jewellery and crown are awesome too.
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medleyhouse · 4 years ago
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Fin da bambino sognavo di lavorare nel mondo dello spettacolo, il palcoscenico.. le luci.. mi hanno sempre attratto queste cose qui, all' età di 12 anni cominciai a fare corsi di teatro, da lì crebbe la mia passione per il musical. un mondo ancora tutto da scoprire. Ricordo ancora il giorno in cui decisi di partire da casa mia. Ero entusiasta a sapere che da lì a poco tempo sarebbero iniziate le selezioni per la ann arbor. mentre ero disteso sul mio letto, pensavo che non ero mai stato così tanto lontano da casa. avevo solo 18 anni, ed ero un semplice ragazzo, umile e con tanti sogni nel cassetto. nei miei 6 anni di studi ero diventato un' ottimo cantante e attore, e un discreto ballerino. i provini erano da lì a 4 giorni, quindi decisi di mettere tutta la mia roba in una valigia e partire.
Erano le 6 e 32 del mattino ed ero già alla stazione dei pullman. c'era nebbia e i pullman si vedevano con grande difficoltà. ero ancora incredulo dal fatto che da lì a poco avrei lasciato casa mia, la mia famiglia, i miei amici. era davvero difficile abbandonare tutto ma era la cosa giusta da fare, era necessario per poter rincorrere i miei sogni. ero seduto su una panchina quando saltai in aria per colpa dell'allarme della stazione che annunciava la partenza del pullman. salii con passo svelto e mi accomodai sulle retrovie. mi misi subito le cuffie per poter ascoltare un pò di musica durante il viaggio, e mi ricordai che nel mio zaino c'era un panino che mi aveva preparato mia madre.
"santa donna" esclamai.
mentre mangiavo e ascoltavo della musica, guardavo fuori dal finestrino e ragionavo sull' esibizione da portare ai provini. potevo cantare una canzone.. oppure potevo recitare un monologo... ero cosi indeciso. ma per l' ennesima volta un'allarme mi fece solbazzare dal sedile, ero appena arrivato a destinazione. mi alzai subito, e allungai il braccio per prendere la mia valigia riposta sul sedile di fianco al mio. camminavo verso l' uscita del pullman, mentre scendevo i gradini salutai e ringraziai l' autista quando all' improvviso ricevetti un colpo in piena fronte. mi alzai di botto dalla caduta come una furia. E fu proprio li che la vidi per la prima volta. aveva delle piccole lentigini sul viso con una chioma riccia color rame. quello sguardo intenso che riusciva a farmi diventare più piccolo di una formica.
"scusami, non volevo, ma sono di fretta" mi disse, correndo via.
A breve il continuo.
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aria-pullman · 4 years ago
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Aria Pullman: Siren in ABC series "Once Upon a Time".
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#ariapullman #aria #pullman #hero #villianess #villainess #onceuponatime #abc #joshdallas #siren #princecharming
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beautifulfaaces · 5 years ago
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Male Americans Masterlist
2010s
Diesel La Torraca
Justin Caruso Allan
2000s
Aiden Flowers
Alkoya Brunson
Andrew Astor
Anthony Keyvan
Benjamin Flores jr.
Bentley Green
Blake Cooper
Bradley Steven Perry
Brady Tutton
Braxton Beckham
Britain Dalton
Cameron Crovetti
Cedric Joe
Chibuikem Uche
Christian Isaiah
Conor Husting
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Elias Harger
Elisha Henig
Emjay Anthony
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Faly Rakotohavana
Gavin Lewis
Gregory Kasyan
Griffin Gluck
Hayden Byerly
Ian Alexander
Isaiah Stannard
Jack Dylan Grazer
Jahi Di'Allo Winston
Jahking Guillory
Jalen Thomas Brooks
Jaren Lewison
Jason Drucker
Jordan Elsass
Joshua Carlon
Joshua Colley
Judah Lewis
Kalama Epstein
Kamran Lucas
Lonnie Chavis
Louis Mayhew
Luca Luhan
Luke Prael
Maceo Smedley
Marcel Ruiz
Matthew Lintz
Miles Emmons
Nicholas Crovetti
Niles Fitch
Noah Lomax
Owen Joyner
Preston Oliver
Quinn Liebling
Reed Horstmann
Riley Thomas Stewart
Rio Mangini
Sean Kaufman
Zackary Arthur
90s
Aaron Dominguez
Abhi Sinha
Adam G. Sevani
Adam Gallagher
Adam Hagenbuch
Adam Hicks
Adam Irigoyen
Alberto Rosende
Alex Aiono
Alex Blue Davis
Alex MacNicoll
Alex Newell
Alex Wolff
Alexander Gould
Algee Smith
Al Jaleel Knox
Amadeus Serafini
Andy Biersack
Ansel Elgort
Angus T. Jones
Aramis Knight
Archie Madekwe
Ari Stidham
Ashton Moio
Aubrey Joseph
Austin Abrams
Austin Butler
Austin Crute
Austin Falk
Austin Fryberger
Austin Mahone
Austin North
Barrett Carnahan
Barton Cowperthwaite
Belmont Cameli
Ben Bowers
Ben Platt
Ben Rosenfield
Ben Schnetzer
Ben Winchell
Benjamin Papac
Benjamin Wadsworth
BJ Mitchell
Blake English
Blake Jenner
Blake Michael
Blake Woodruff
Booboo Stewart
Braeden Lemasters
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Brendan Robinson
Brandon Butler
Brandon Flynn
Brandon Larracuente
Brandon Micheal Hall
Brandon Perea
Brennen Taylor
Brent Kinsman
Brent Rivera
Brett DelBuono
Brett Gray
Brian Altemus
Buddy Handleson
Bryshere Y Gray
Caleb Ruminer
Cameron Boyce
Cameron Dallas
Cameron Dean Stewart
Cameron Gellman
Cameron Monaghan
Cameron Moulène
Carson Rowland
Carter Jenkins
Casey Cott
Cayden Boyd
Chandler Massey
Chandler Riggs
Charles Alexander
Chase Stokes
Chester Rushing
Chet Hanks
Chris Colfer
Chris Tavarez
Chris Veres
Christopher Briney
Cody Christian
Cody Saintgnue
Cole Sprouse
Colin Ford
Colin Woodell
Olton ryan
Connor Paolo
Connor Price
Connor Weil
Corey Fogelmanis
Daniel Croix
Dante Brown
Darren Barnet
David Corenswet
David Lambert
David Stakston
DeRon Horton
Devon Terrell
Diego Tinoco
Dominic Janes
Drew Starkey
Dylan Jordan
Dylan Minnette
Dylan O'Brien
Dylan Sprayberry
Dylan Sprouse
Eduardo Franco
Ellar Coltrane
Eric Graise
Ethan Cutkosky
Ezekiel Goodman
Freddie Thorp
Froy Gutierrez  
Garrett Clayton
Garrett Ryan
Gavin Leatherwood
Gavin MacIntosh
Glenn McCuen
Grant Gustin
Hart Denton
Ian Nelson
Isaiah John
Israel Broussard
Jack Quaid
Jacob Batalon
Jake Borelli
Jake Manley
Jake T. Austin
James Scully
Jeremy Allen White
Jeremy Green
Jeremy Pope
Jeremy Shada
Joe Keery
Joey Pollari
Jonah Hauer-King
Jonathan Daviss
Jordan Calloway
Jordan David
Jordan Fisher
Jorge Lendeborg jr.
José Julian
Josh Wiggins
Jason Genao
Justice Smith
Kamil McFadden
Kekoa Kekumano
Kevin Quinn
Khylin Rhambo
Kwesi Boakye
Kyle Allen
Leo Howard
Levi Randall
 Lewis Pullman
Logan Lerman
Luke Eisner
Luke Kleintank
Major Curda
Malcolm Mays
Mark Indelicato
Mason Dye
Mason Gooding
Mateo Arias
Matt Shively
Max Schneider
Maxim Knight
Michael Bolten
Michael Cimino
Michael Johnston
Michael Provost
Mikey Murphy
Miles Gutierrez Riley
Miles Robbins
Mitchel Musso
Myles Evans
Nat Wolff
Nathaniel J Potvin
Niall Cunningham
Nicholas Cirillo
Nick Hargrove
Nick Jonas
Nick Purcell
Nick Robinson
Nick Roux
Nico Hiraga
Nik Dodani
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Patrick Schwarzenegger
Paul Karmiryan
Pete Davidson
Peyton Meyer
Pico Alexander
Pierson Fode
Preston Strother
Rafael L. Silva
Raymond Alexander Cham Jr
RJ Mitte
Rome Flynn
Ross Lynch
Rudy Pankow
Ryan Lee
Ryan McCartan
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Sebastian Amoruso
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Taj Speights
Taylor Zakhar Perez
Teo Halm
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Tommy Martinez
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Ty Panitz
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Wesley Stromberg
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Zach Cherry
Zach Mills
Zachary Gordon
Zack Calderon
Zak Henri
Zak Steiner
Zane Huett
80s
Aaron Carter
Aarón Díaz
Aaron Hill
Aaron Tveit
Adam David Thompson
Adam DeVine
Adam Driver
Adam Huber
Adam Pally
Adam Senn
Adam Shapiro
Amir Blumenfeld
Alan Ritchson
Alberto Frezza
Alden Ehrenreich
Alex Meraz
Alex Moffat
Alex Saxon
Alexander Koch
Alphonso McAuley
Amin Joseph
Anders Holm
Andrew Caldwell
Andrew Garfield
Andrew J. West
Andrew M. Gray
Anoop Desai
Anthony Carrigan
Anthony Lee Medina
Anton Yelchin
Arjun Gupta
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Asher Monroe
Ashley Zuckerman
Augusto Aguilera
Beau Knapp
Beau Mirchoff
Beau Wirick
Ben Feldman
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Benjamin Griffey
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Billy Magnussen
BJ Britt
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Blake Anderson
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Blake Lee
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Brendon Urie
Brandon Jones
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Brandon Scott
Brandon Scott Jones
Brant Daugherty
Brent Antonello
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Brett Dalton
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Brian Ames
Brian J. Smith
Brian Letscher
Brian Michael Smith
Brock Harris
Brody Jenner
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Bryan Fisher
Bryton James
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C.J. Thomason
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Cam Gigandet
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Charles Michael Davis
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Charlie Carver
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Chris Wood
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Cornelius Smith jr
Dan Smyers
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Daniel Sunjata
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David Castaneda
David Castro
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Dennis Andres
Derek Hough
Desmin Borges
DJ Cotrona
Drew Garrett
Drew Roy
Drew Seeley
Drew van Acker
Edwin Hodge
Enver Gjokaj
Erich Bergen
Erik von Detten
Evan Hart
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Evan Ross
Freddie Smith
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Gerardo Celasco
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Harry Shum Jr.
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Ignacio Serricchio
Jackson Rathbone
Jake Abel
Jake McDorman
Jake McLaughlin
Jose Moreno Brooks
Josh Henderson
Jason Ralph
Jason Ritter
Jason Tam
Jeff Pierre
Jencarlos Canela
Jesse Lee Soffer
Jesse Williams
Jesy McKinney
Jim Parrack
Jimmy O. Yang
Joe Jonas
Joe Tippett
Joel Johnstone
John Francis Daley
John Gallagher Jr.
Johnny Lewis
Johnny Simmons
Jon Bass
Jon Rudnitsky
Jonathan Tucker
Jonny Weston
Josh Gad
Josh Groban
Josh Kelly
Josh Peck
Josh Pence
Joshua Alba
JR Lemon
Julian Cihi
Justin Baldoni
Karan Soni
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Keahu Kahuanui
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Ken Baumann
Kendrick Sampson
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Lee Thompson Young
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Manish Dayal
Matt Dallas
Matthew Atkinson
Matthew Daddario
Matthew Gray Gubler
Matthew Koma
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Max Jenkins
Max Kasch
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Melvin Gregg
Michael Angarano
Michael Cassidy
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Nick Gehlfuss
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Niko Nicotera
Niko Pepaj
Nyasha Hatendi
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Pej Vahdat
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Pete Ploszek
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Mark Duplass
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Matt Czuchry
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Matthew del Negro
Matthew Lillard
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Milo Ventimiglia
Nick Wechsler
Noah Bean
Noah Wyle
Oliver Hudson
Omar Epps
Paul Sparks
Paul Walker
Peter Facinelli
Randall Park
Rusty Joiner
Rob Delaney
Rob McElhenney
Robbie Jones
Ryan McPartlin
Sam Witwer
Samuel Page
Scoot McNairy
Scott Foley
Scott Grimes
Scott Michael Campbell
Sean Gunn
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Shemar Moore
Stephen Bishop
Sterling K. Brown
Steve Howey
Taye Diggs
Thomas Sadoski
Tom Welling
Travis Schuldt
Troy Winbush
Wentworth Miller
Yanic Truesdale
Zach Braff
Zachary Knighton
Zachary Levi
60s
Adrian Pasdar
Alan Cumming
Andre Braugher
Andrew Airlie
Andy Dick
Anthony Edwards
Anthony Michael Hall
Archie Kao
Ben Harper
Ben Shenkman
Benjamin Bratt
Billy Porter
Blair Underwood
Brad Pitt
Brian D’Arcy James
Chad Lowe
Chance Kelly
Chaz Bono
Christian Slater
Christian Stolte
Dan Bucatinsky
Dana Ashbrook
Danny Nucci
David Alan Basche
David Duchovny
David Schwimmer
Deezer D
Denis O’Hare
Dermot Mulroney
Djimon Hounsou
Doug Savant
Dylan McDermott
Erik Palladino
Eriq La Salle
George Clooney
George Newbern
Glenn Plummer
Ian Harvie
J.P. Manoux
James Denton
James Spader
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John Leguizamo
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Johnny Depp
Joshua Malina
Kadeem Hardison
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Leland Orser
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Matthew Perry
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Nestor Carbonell
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Paul McCrane
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Raphael Sbarge
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Rob Lowe
Robert Maschio
Roger Howarth
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Seth Gilliam
Stanley Tucci
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Zahn McClarnon
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Ed Harris
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Jeff Perry
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Mark Moses
Martin Short
Robert Patrick
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Steven Culp
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40s
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Barry Bostwick
Dan Lauria
Dayton Callie
Edward Herrmann
James Brolin
Joe Mantegna
Joe Morton
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Ted Danson
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Tommy Lee Jones
Troy Evans
30s
Clint Eastwood
20s
Sir Christopher Lee
Unknown Age
August Emerson
August Roads
Brian Hutchison
Carl Lundstedt
Carter Hudson
Chris Medlin
Corey Knight
Daniel Kyri
Evan Castelloe
Gage Banister
Jamison Jones
Jeremy Culhane
Jimmie Saito
Joe Witkowski
Josh Banday
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Logan Allen
Lucca De Oliveira
Matt Dellapina
Matthew Dennis Lewis
Maximilian Osinski
Michael Hsu Rosen
Michael Shenefelt
Mike Donovan
Nic Robuck
Paul James
Paul Yen
Roe Hartrampf
Sam Littlefield
Till Simon
Tosin Morohunfola
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epilexia · 4 years ago
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RACCONTAMI (pt3)
Spesso di notte dormivo poco.La mattina mi svegliavo male,tanto male che dovevo prendere sempre una bustina di oki.Facevo la mia classica colazione,biscotti con latte o a volte quando ero di fretta una spremuta.Avevo trovato da poco lavoro,mi occupavo della vendita pay tv.Inizialmente laboravo solo di mattina,quindi avevo il pomeriggio libero per dormire o per fare altro.Mi capitava spesso di prendere delle crisi,non volevo proprio andarci alcuni giorni.Altre volte invece ero tranquillo e quando non ci pensavo mi passava anche velocemente la giornata.C’erano anche quei periodi che fisicamente ero lì,ma mentalmente no.A volte avevo ancora la testa in blackout dalla sera prima,casomai ero ancora in sbronza,ma dovevo sempre sorridere e reagire.Lui mi entrò talmente in testa,che gli scrivevo ogni secondo e lui mi rispondeva che ci saremmo visti la sera.Amavo quando finivo il turno e correvo a casa per mangiare un boccone e darmi una sciacquata.Non mi importava se il giorno dopo dovevo lavorare.Le 3 del mattino per me erano come le 15 di pomeriggio.Certo la mattina era un po’ un problema.Mi viene in mente un’episodio, di quella volta che presi dei giorni di permesso a lavoro,dovevamo andare ad una serata a Roma,spazio novecento.Nina Kraviz.Vi lascio immaginare.Partimmo di mattina molto presto,i pullman ad Avellino sono collegati molto bene e il biglietto non costava neanche molto.Una volta arrivati a Roma,andammo a mangiare in un posto carino a via ripetta,che faceva delle lasagne vegane fantastiche.Per una notte non prendemmo una stanza,anche perché l’evento sarebbe finito molto tardi,la mattina seguente.Ci riposammo su delle panchine in stazione.Poi mi ricordo che andammo a comprare l’alcool,per partire con una carica in più. Arrivammo a Spazio 900 intorno alle 22:30,ci toccava fare la fila.Roma quella sera non era nè calda e nè fredda,ricordo solo che si respirava aria di libertà . Eravamo completamente ubriachi,ancor prima di entrare. Una volta dentro,i miei occhi furono accecati da tanta bellezza di quel posto.Era uno spazio grandissimo.Era tutto bianco.Un bianco accecante.Prendemmo un cocktail,che pagammo 15€ l’uno. E prendemmo sempre al bancone qualche bottiglietta d’acqua.Sarebbe servita. La serata iniziò intorno le 23:30 con un dj set di apertura. Ma la serata vera e propria iniziò alle 01:00. È li che servirono quelle bottigliette. Ci servirono per farci dell’MD e qualche pasticca.Le luci le avevo sparate completamente in faccia,mi riflettevano sugli occhiali da sole,ero sudato,mi sentivo che puzzavo.Ma il suo sguardo me lo ritrovavo ovunque.Mi prese la mano,e con delicatezza si avvicinò al mio labbro,mi baciò e mi passo la pasticca che aveva in bocca.Non so descrivere quel momento,perché non lo ricordo.So per certo che avevo sentito un caldo dai piedi alla testa.Ballai per tot ore senza fermarmi,mi sentivo sopseso da terra.Quando finì tutto,io smascellavo ancora,ma chi era attorno a me era messo anche peggio. Avevo fame e volevo fare after,ma finimmo per addormentarci in un parchetto poco distante. Lui mi strinse tra le sue braccia,mettendomi una felpa sulle spalle,mi osservava e mi carezzava i capelli. Ci addormentammo e ci svegliammo nella tarda mattinata dal sole caldo che ci sbatteva in volto.Ci rendemmo conto solo all’ora che avevamo perso il pullman del ritorno. Così lo portai in un posto bello di Roma.Al Pincio.Il posto più romantico.Dove in seguito sono ritornato.Da li si vede piazza del popolo.Davanti a codesta bellezza lo abbracciai forte.E restammo per mezz’ora a guardarci.Di rientro a casa non avevo nessuna paranoia,avevo solo certezze ed ero ancora carico.Avevo anche voglia di ritornare a lavoro.cosa molto strana. È possibile che quando sei felice sembra tutto più facile?
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ao3feed-detectivedanvers · 5 years ago
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Her Dark Materials
by Super_Danvers
In a world where people live alongside their soul companions, animals known as daemons, children are going missing. Alex Danvers never noticed it, too busy running over rooftops and stealing food from market stalls. Not until the day her sister went missing.
Words: 2080, Chapters: 2/?, Language: English
Fandoms: Supergirl (TV 2015), His Dark Materials - Philip Pullman, His Dark Materials (TV)
Rating: Mature
Warnings: Graphic Depictions Of Violence, Major Character Death
Categories: F/F, F/M, M/M
Characters: Alex Danvers, Maggie Sawyer, Maggie Sawyer's Mother, Kara Danvers, Eliza Danvers, Jeremiah Danvers, Winn Schott Jr., Lena Luthor, J'onn J'onzz | Hank Henshaw, Samantha "Sam" Arias, Rhea (Supergirl TV 2015), Mon-El (Supergirl TV 2015), Alura In-Ze | Alura Zor-El, Iorek Byrnison
Relationships: Alex Danvers/Maggie Sawyer, Alex Danvers & Kara Danvers
Additional Tags: His Dark Materials AU, sanvers au, slowburn, Daemons, marisa coulter - Freeform, Original Characters - Freeform, maggie sawyer - Freeform, alex danvers - Freeform, Kara Danvers - Freeform, Danvers Sisters, Oxford, jordan - Freeform, national city au
source http://archiveofourown.org/works/22387945
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pleaseanotherbook · 5 years ago
Text
La Bussola d’Oro di Philip Pullman
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«Tutti siamo soggetti al fato. Però tutti dobbiamo agire come se non lo fossimo» rispose la strega, «o morire di disperazione. C’è una strana profezia riguardo a questa bambina: il suo destino è di provocare la fine del destino. Solo che deve farlo senza sapere quel che fa, come se il farlo procedesse dalla sua natura, e non dal suo destino. Se le viene detto quel che deve fare, tutto fallirà: la morte spazzerà tutti i mondi; sarà il trionfo della disperazione, per sempre. Tutti gli universi, tutti quanti, diverranno nient’altro che dei meccanismi interconnessi, ciechi, vuoti di pensiero, di sentimento, di vita...»
“La Bussola d’oro” è il primo capitolo della trilogia “Queste Oscure Materie” di Philip Pullman ed è pubblicata in italiano da Salani. Sono anni che mi dico che dovrei leggerlo, che mi ripetono che è una delle pietre miliari del fantasy, un tassello imprescindibile nella libreria di ogni lettore. Sono anni che la gente mi ripete che questo è uno dei suoi libri preferiti. E ora complice la prossima uscita della serie tv per HBO e BBC, ho organizzato un Read Along, il #PABLyraRA, per recuperare e potevo farlo prima, forse.
Lyra ha undici anni, vive al Jordan College di Oxford, non lontano da Londra, Inghilterra; ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro: oltre l’Oceano c’è l’America, dove lo stato più importante si chiama Nuova Francia, giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico e lo studio della natura viene chiamato «teologia sperimentale». Soprattutto, dove ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno teme la solitudine. Il mondo di Lyra attraversa un periodo critico: nella luce misteriosa dell’Aurora Boreale cade una Polvere di provenienza ignota, dalle proprietà oscure. Uomini di scienza, autorità civili e religiose se ne interessano e ne hanno allo stesso tempo paura, ma Lyra l’intrepida si trova al centro di questi intrighi, intuisce segreti pericolosi e inquietanti, perciò decide di andare alla ricerca della verità grazie all’aiuto di uno stranissimo strumento «scientifico», una sorta di bussola d’oro, un aletiometro che serve appunto a misurarla. In questo libro-mondo Philip Pullman traccia un’allegoria della condizione umana, densa di forza e bellezza, che riesce a proporre in un’avventura mozzafiato e in una lussureggiante molteplicità di toni i grandi temi della riflessione filosofica, riuscendo a far vibrare le nostre corde più profonde e a rinnovare in noi i grandi interrogativi fondamentali.
Era diverso tempo che non prendevo in mano un fantasy, in cui non immergevo in un mondo nuovo, con regole a sé stanti, elementi paranormali e personaggi che devono compiere un percorso di formazione. Il libro di Pullman infatti è un viaggio fisico e spirituale in cui Lyra, la protagonista, in primis, ma i personaggi tutti devono cercare una verità, universale o personale, che cambierà le loro vite per sempre. Questo primo volume descrive l’universo in cui ci si muove, disegna gli elementi che compongono la ricerca, ma di certo “La Bussola d’Oro” non ha un inizio scoppiettante, anzi è un procedere lento tra le tortuose strade di Oxford fino al profondo Nord.  Al centro della scena compare Lyra, una ragazzina di 11 anni che vive in un college antico e prestigioso, in uno stato di semi abbandono, mentre raggranella conoscenze disconnesse e segreti incustoditi. Nel giro di poco passa dal giocare con un gruppo di ragazzini per le strade della sua città natale a tenere per le mani misteri di inestimabile valore. Lyra è una ragazzina sveglia, che naturalmente ha ancora tantissimo da imparare, ma allo stesso tempo ha intuito e passione. La sua grandissima voglia di esplorare, di andare a Nord a scoprire i misteri che circondano i tartari la rendono intraprendente e a volte troppo avventata. Ma d’altronde è un libro di avventure e le avventure iniziano con l’avventatezza. Lyra ha un animo generoso, un istinto che prevarica su tutto e un’irruenza particolare che la portano ad accettare tutto, ad agire prima e a porsi qualche domanda dopo. Quando iniziano a scomparire i bambini per mano di quelli che vengono chiamati Ingoiatori, in circostanze misteriose, Lyra inizia a fare le sue ricerche, cerca di venire a capo delle notizie che riceve dallo zio Lord Asriel e non esita ad accettare di venire affidata alle cure di una donna apparentemente ricca, potente, colta, affascinante, la signora Coulter che naturalmente nasconde più di quel che. Lyra ha un compito più grande di lei da cui dipendono i destini di tutti gli uomini, ma non deve essere guidata e nessuno deve dirle cosa fare, perché deve capire qual è la cosa giusta da fare da sola. Deve essere libera di sbagliare, deve quindi esercitare il suo libero arbitrio. E quindi passa dall’avere un’ingenuità disarmante dettata dalla sua giovane età, all’avere dei guizzi geniali che svoltano anche le situazioni più disperate. Segui le sue vicende con il cuore in gola perché sai che sono disperate eppure lei ne esce fuori, un po’ spezzata, un po’ ammaccata, un po’ più consapevole. Lyra deve fare affidamento solo sul suo istinto e il suo fedele compagno, Pantalaimon il suo daimon. Ed è questo l’elemento più affascinante introdotto nelle prime pagine dalla fantasia di Pullman: i daimon queste creature che assumono la forma di animali e/o insetti, e che rappresentano in qualche modo la vera essenza degli umani che accompagnano. I daimon soffrono con le loro controparti umane, vivono e respirano la stessa aria e non possono allontanarsi più di un tot. Quelli dei bambini sono dei multiforma, quelli degli adulti assumono un solo aspetto per tutto il resto della vita del loro umano. Ma non sono così facili da descrivere, i daimon sono qualcosa di più e nascondono segreti che non sono stati ancora sviscerati appieno. Ma è questo che mi ha affascinato de “La Bussola d’Oro” gli indizi che Pullman getta al suo lettore e come ogni tassello serva per rispondere a domande più grandi, a interrogarsi sul bene e sul male, sulla religione e la scienza, sul confine sottilissimo del cosa è più giusto fare, di cosa si può sacrificare per il bene comune. E poi in definitiva che cosa è il bene comune? Quello che rimprovero al libro è di essere a tratti troppo lento, ci sono capitoli in cui non succede niente, per lasciare lo spazio alle domande e alle descrizioni.
Un particolare che mi ha colpito molto è quella di chiamare la maggior parte dei personaggi con nome e cognome, quando non lo fanno mettono in risalto il ruolo. Sono moltissimi i personaggi citati e che hanno un ruolo essenziale nel procedere del viaggio di Lyra. Impareggiabile il saggio Farder Coram, uno dei gyziani, una delle tribù che prendono Lyra sotto la loro ala protettrice e la aiutano nella sua missione. Serafina Pekkala e le streghe, che nonostante la loro indifferenza sono molto appassionate e hanno un ruolo molto importante nella guerra, a dispetto di tutto. E insomma vogliamo parlare di Iorek Byrnison la sua storia mi ha abbastanza straziato. Lord Asriel mi ha disarmato per la sua freddezza, per la sua intelligenza, ma anche la sua spietatezza. Raggiungere lo scopo è più importante di qualsiasi altra cosa. E non credo che il fine giustifichi i mezzi, non quando ci rimettono degli innocenti. Lee Scoresby un esploratore che già solo per il fatto che possiede un aerostato acquista dei punti importanti, ma è un personaggio affascinante. Ma il mio personaggio preferito in assoluto è Iorek Byrnison. Iorek Byrnison è un orso corazzato, un reietto della sua razza, un combattente, sconfitto dalla vita e dagli umani che lo hanno imbrogliato. Ma Lyra riesce a cambiare le sue sorti e lui lotta furiosamente, sa perfettamente cosa significa essere un orso, ma allo stesso tempo sa essere di una fedeltà impressionante. Iorek Byrnison ha il mio cuore, nonostante sia un orso corazzato.
Mi ha molto affascinato l’uso della tecnologia che fa Pullman che sembra sempre un incrocio tra magia e scienza. Non è mai chiaro il confine tra i due, neanche quando le correnti ambariche sembrano correnti elettriche. Da un lato strumenti avanzatissimi dall’altra le laterne per illuminare i posti bui. E il freddo raga, la neve, il gelo, queste temperature artiche che tolgono il respiro. Ma del worldbuilding fa parte anche l’accenno agli universi paralleli e della possibilità di poterli attraversare. Chi mi segue da molto sa che una delle mie fisse storiche è proprio quella sugli universi paralleli (la mia tesina per la maturità parlava di Universi Paralleli) e questa cosa mi riempie di entusiasmo.
 Il particolare da non dimenticare? Un pesce affumicato…
 Questo è l’inizio del viaggio di Lyra, in un mondo unico, in cui magia e scienza, tradizioni e scoperte si uniscono per dare vita a un mondo popolato di daimon e scelte, incongruenze e fede, in un disperato tentativo di conquistare il potere o salvarci tutti.
Buona lettura guys!
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book-warehouse-broadway · 5 years ago
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October: yet another great month for new books!
October 1
Always Look on the Bright Side of Life - Eric Idle
Angel Mage - Garth Nix
Blowout - Rachel Maddow
Frankissstein - Jeanette Winterson
Full Throttle - Joe Hill
Half Way Home - Hugh Howey  
Imaginary Friend - Stephen Chbosky
Killing Commendatore - Haruki Murakami
Monstress Volume 4 - Marjorie Liu
The Next Person You Meet in Heaven -Mitch Albom
Nine Perfect Strangers - Liane Moriarty
Now Entering Addamsville - Francesca Zappia
The Raven Tower - Ann Leckie
Royal Holiday - Jasmine Guillory
Sunny Rolls the Dice - Jennifer L Holm
Toil & Trouble - Augusten Burroughs
Vancouver After Dark - Aaron Chapman
The Winter of the Witch - Katherine Arden
October 3
The Secret Commonwealth - Philip Pullman
October 8
Bridge of Clay - Markus Zusak
The Cockroach - Ian McEwan
The Giver of Stars - Jojo Moyes
Grand Union - Zadie Smith
Harry Potter and the Goblet of Fire - J K Rowling
Letters from an Astrophysicist - Neil deGrasse Tyson
Lost Feast - Lenore Newman
Ninth House - Leigh Bardugo
On the Plain of Snakes - Paul Theroux
Outgrowing God - Richard Dawkins
Tuesday Mooney Talks to Ghosts - Kate Racculia
Warrior of the Altaii - Robert Jordan
The Wicked + the Divine Volume 9 - Kieron Gillen
October 15
All the Lives We Never Lived - Anuradha Roy
Arias - Sharon Olds
Atlas Obscura, 2nd Edition - Joshua Foer
The Body - Bill Bryson
Dear Girls - Ali Wong
The Guardians - John Grisham
Home Work - Julie Andrews
The Infinite Game - Simon Sinek
Me - Elton John
The Never Tilting World - Rin Chupeco
Olive, Again - Elizabeth Strout
The Shape of Family - Shilpi Somaya Gowda
She Wants It - Jill Soloway
Sulwe - Lupita Nyong'o
The Survival Guide to British Columbia - Ian Ferguson
War Girls - Tochi Onyebuchi
October 19
One Drum - Richard Wagamese
October 22
Agent Running in the Field - John le Carre
Blowing the Bloody Doors Off - Michael Caine
The Deserter - Nelson DeMille
An Earthling's Guide to Outer Space - Bob McDonald
Janis - Holly George-Warren
Many Rivers to Cross - Peter Robinson
Morning Glory on the Vine - Joni Mitchell
The Night Fire - Michael Connelly
Rick Mercer Final Report - Rick Mercer
Supernova Era - Cixin Liu
This Will Only Hurt a Little - Busy Philipps
Ultimate Veg - Jamie Oliver
Words Are My Matter - Ursula K Le Guin
October 29
Blue Moon - Lee Child
Classic Krakauer - Jon Krakauer
Find Me - Andre Aciman
The Noble Path - Peter May
Notre-Dame - Ken Follett
The Python Years - Michael Palin
Scotty - Ken Dryden
The Second Sleep - Robert Harris
The Truth Will Set You Free, But First It Will Piss You Off! - Gloria Steinem
Upstream - Mary Oliver
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Hei ciao, ho letto il tuo profilo e ho visto che sei triste; magari ti sembrerà strano ma ho voglia di chiederti come stai, insomma ormai non lo chiede più nessuno in modo sincero quindi te lo chiedo io. Magari non ne hai bisogno però forse si e infondo inviarti questo messaggio non costa nulla e male che vada non parleremo mai; però ecco se invece hai bisogno io ti lascio queste domande qui: come stai? ti va di parlarne?
Questa domanda me la fanno si e no due tre persone nell'arco della giornata, ma so che in fondo non interessa a nessuno sapere la risposta, quindi rispondo con una certa superficialità, la stessa con la quale è stata fatta la domanda, perché so che la risposta che ci si aspetta è "bene", ed io dico che sto bene, infondo nessuno sa la verità e poi diciamocela tutta, a nessuno va di stare a sentire tutto quello che ho da dire riguardo alla mia tristezza e le poche volte che ne parlo la gente prova a trovare soluzioni, ma io non voglio soluzioni, io voglio essere ascoltata e basta. Credo sia questo il problema, sono circondata da persone che non hanno un minimo di spessore, di profondità. Ed io non sono compatibile con queste persone, io che sento il mondo camminare su ogni centimetro della mia pelle, passa nei miei occhi e percorre la strada dei miei capelli, io che vedo ogni filo d'erba spezzarsi nella tempesta, io che sento lo schianto di ogni foglia che cade al suolo, io che riesco a percepire i pensieri ed il dolore di ogni singola persona che mi passi accanto, solo che loro non se ne accorgono, loro non sentono il mio di dolore. Insomma come può una come me, rapportarsi con persone che parlano solo per dire stronzate, per dare aria alla bocca, per lamentarsi, per distribuire la propria superficialità come oro sui cuori di chi potrebbe valere molto di più. Ecco perché io non parlo più, se ho qualcosa da dire, qualcosa che mi tormenta, io prendo una penna e scrivo. Scrivere salva davvero, credetemi. Da anni, ogni volta che inizio a scrivere il mio cuore sprigiona un'energia incredibile, mi fa sentire come se ci fosse un posto per me, un modo per stare bene, è come se mi dicesse che non sono del tutto sola, che non è finita per me. Se sono triste? Diamine se lo sono. So che può sembrare stupido, ma ho aperto questo blog a soli tredici anni, a tredici anni dici tu dovevi star ancora a giocare con le bambole, ebbene io giocavo con il mio dolore e con le parole, lo rigiravo tra le mani come un cubo di rubik cercando di capirci qualcosa, ma era sempre tutto inutile e ne venivo a capo solamente con qualche ferita e le lacrime che mi arrugginivano le guance. Dicevo, ho aperto questo blog a tredici anni perché stavo male, troppo male e cercavo una via d'uscita attraverso le parole, tredici anni ed ogni cosa che scrivessi qui sopra, credevano la scrivesse una vent'enne. Stavo male e nessuno capiva perché, nemmeno io. Ecco, ultimamente sto entrando molto spesso su tumblr e questo ha sempre significato una sola cosa per me, che sono triste, so che sembra stupido ma credo sia così. Ora, a quasi diciannove anni, non ho smesso di star male anche se mi avevano assicurato che fosse solo un periodo della mia adolescenza, a quasi diciannove anni io vorrei ancora strapparmi le ossa dal corpo e gettarle il più lontano possibile da me. L'unica cosa che ho capito nel mentre è che tutto quel dolore non è andato via ma è cresciuto assieme a me. E sai qual è la cosa che mi fa più rabbia di tutta questa tristezza? Che non trovo una motivazione, non so il perché io ce l'abbia perennemente addosso come un vestito, non sono ancora in grado di trovarne la fonte e questo tu non sai quanto mi faccia rigirare nel letto la notte. Passo ore intere a guardare il soffitto e mi sento così dannatamente invisibile, come se non stessi vivendo, respirando, ecco, a volte non sono nemmeno cosciente da rendermi conto che respiro. A volte, guardo fuori e prendo tanta aria nei polmoni e solo quando la butto fuori mi rendo conto di star ancora respirando. Ho maledetto fin da subito la mia sensibilità, tutto ciò che la gente attorno a me sentiva come un leggero pizzicotto, io sentivo mille lame che mi trapassavano il cervello e l'anima. Io credo che amare così la scrittura e la poesia e ogni dettaglio del mondo, mi porterà alla catastrofe della mia persona, me lo sento, è come se vivessi in bilico su un precipizio, non mi salverò mai. Mi dici che sembro triste? È la stessa identica cosa che mi dicono le persone quando capita che leggano qualcosa che scrivo, vorrei urlare che sono triste, io sono triste e mi porto addosso questa tristezza come una coperta, un mantello, mi riveste completamente non mi lascia un centimetro di spazio per respirare. Più che agli altri, fingo, davanti al riflesso di me stessa, che vada tutto bene. Poi la notte mi prendo a morsi l'anima, l'ho vista sanguinare per giorni senza preoccuparmi di curarla, di curarmi. Hai idea di quanto faccia schifo parlare con persone che non hanno nulla di interessante? Sono lì e fanno semplicemente quello che fanno tutti, esistono. Lasciatemi dire che è un'esistenza assai sprecata. Mi sento rinchiusa a forza in una gabbia, costretta a non incontrare mai miei simili. Amare è un'utopia, nessuno sa più come si fa, ma sanno come si fa sesso, sanno come si tradisce, sanno come si finge, sanno come si abbandona. Vorrei urlare forte, urlare e non fermarmi perché sto male, sono triste, il mio dolore è l'unica cosa che mi tiene in vita. La persona che mi ama mi ama con superficialità ed io la amo con la poesia. Sembro maledetta a fare le cose con il cuore mentre gli altri non ci mettono nemmeno un po' di cervello. Ho amato persone alla quale non è fregato un cazzo di me per anni, ho lottato per amicizie che mi avrebbero puntato una pistola alla tempia senza tremare. Troppo cuore, mi ripetevo sempre, troppo cuore.A volte non mi va nemmeno di sprecare parole, è inutile far ragionare dei muri, ti fai il fegato marcio per nulla. A volte non mi va nemmeno di interagire, non mi va, non mi va e basta. La stanchezza non è fisica ma mentale, mi sento bombardata da superficialità e merda e accuse e dal nulla che li riempie. Io ho smesso, ho smesso di vomitare belle parole per chi ne ha bisogno, ogni volta che ho aiutato qualcuno con le mie parole, mi è stato cavato il cuore a morsi, a quale prezzo continuare su questa strada? Io ce l'ho sempre fatta da sola, sono loro a non saper stare soli. Maledetta ogni volta in cui ho teso la mano al prossimo e mi è stata mozzata, chi credi ci sia stato per me? Il buio, il dolore, la scrittura. Voglio qualcuno in grado di riempire questa solitudine con una buona compagnia, basta stronzate dette per aprire bocca, basta argomenti che non hanno senso, basta davvero, voglio qualcosa che tocchi il fondo sul quale mi sono sdraiata, qualcosa che mi dia ancora la forza per alzarmi ancora una volta e tornare a galla, qualcuno che sappia toccarmi la mente in un modo da rimanermi addosso fino alla fine dei miei giorni. L'unica cosa che ho capito in tutto questo è che io devo andarmene per stare bene, questa tristezza che indosso con estrema maestria non svanirà nel nulla, ma io sto bene solo quando me ne vado, quando lascio il campo, quando mi siedo in auto o in pullman o in treno e metto le cuffie, sento il mondo dalla mia parte, sento il respiro farsi regolare, sento il cervello slegare tutti i nodi. Io per stare bene, devo andarmene.Grazie per avermi fatto questa domanda con estrema sincerità, e avevo risposto ma tumblr ha deciso bene di cancellare la mia risposta e quindi non postarla.
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scillame-skinofmysoul · 6 years ago
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JOAN MULHOLLAND: STORIA DI UN'EROINA ORDINARIA CHE NON HA MAI SMESSO DI LOTTARE Avere vent'anni anni e finire nel braccio della morte insieme ai peggiori criminali dello stato del Mississippi. Questa la sorte di Joan Mulholland, che non era né un'assassina né una delinquente seriale, ma soltanto una ragazza, una ragazza bellissima e piena di coraggio. Era il 1961 e Joan, originaria della Virginia e figlia di genitori razzisti, aveva scelto di passare dall'altra parte della barricata e lottare contro la segregazione degli afroamericani. Per questo aveva aderito al movimento per i diritti civili e si era unita ai Freedom Riders, gli attivisti che per far rispettare la legge che vietava la segregazione sugli autobus, avevano deciso di attraversare in pullman tutti gli stati del sud. Il viaggio era stato bloccato in Mississippi dove i Freedom Riders vennero prima duramente malmenati da alcuni appartenenti al Ku Klux Klan armati di mazze e tubi di ferro e poi arrestati dalla polizia locale. Condotti in carcere furono sottoposti a trattamenti profondamente umilianti. Le donne, in particolare, vennero denudate e costrette a subire invasivi esami vaginali. Divisi l'uno dagli altri, gli attivisti vennero poi condotti nelle celle del braccio della morte e qui tenuti per quasi un mese in condizioni inumane. Ma per Joan il carcere fu soltanto una palestra di vita. Ne uscì ancora più rafforzata nelle sue convinzioni. Negli anni seguenti fu la prima donna bianca a iscriversi a una scuola per afroamericani, si sedette al fianco dei neri in un ristorante per soli bianchi a Jackson e partecipò in prima linea alla marcia di Washington. Nella cosiddetta Freedom Summer, durante la quale il movimento dei diritti civili lanciò una grande campagna per far iscrivere gli afroamericani alle liste elettorali, divenne uno dei bersagli conclamati del KKK, che uccise tre attivisti a Neshoba. Venne insultata, malmenata, ricevette minacce, fu sottoposta a esami psichiatrici dalle pubbliche autorità ma non mollo mai di un centimetro. Per anni nel suo portafoglio portò un pezzo di vetro delle finestre della chiesa battista di Birmingham, fatta saltare in aria dal Klan, per non dimenticare mai i 4 bambini innocenti che erano morti nell'attentato. Oggi Joan ha 75 anni e non ha smesso di lottare, fedele alla massima che si è imposta secondo cui “nessuno è libero, se tutti non sono liberi.”
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l’indifferenza delle locuste
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paoloxl · 7 years ago
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L’incontro è fissato per le undici del mattino ed io arrivo con tre minuti di ritardo.
“Pè”, mi sento chiamare da una voce squillante. Mi volto e trovo Mohammed che mi saluta a dieci metri di distanza.
E’ alto almeno venti centimetri più di me e ben piazzato, ma un viso da bambino cresciuto troppo in fretta si fa spazio nei suoi lineamenti adulti.
“Cominciamo” gli dico. “Cominciamo” mi risponde.
Quanti anni hai?
Ho 32 anni.
Da che nazione vieni?
Arrivo dal Niger e sono in Italia da 8 anni.
Qual è stato il motivo che ti ha spinto a partire dal tuo Paese per arrivare in Europa?
In Niger lavorava mio papà, era falegname. Quando c’era lui si stava bene: si occupava dell’arredamento delle case universitarie. Dei mobili, delle sedie, dei letti.
Noi siamo una famiglia numerosa e lo aiutavamo nel suo lavoro: ci pagava bene.
Quando lui è morto, mio fratello ha preso il suo posto: abbiamo avuto degli attriti perché lui non è come papà, ci ha trattato diversamente. Poiché non volevo problemi con lui, ho cercato di andare via e di trovare un altro lavoro.
Così mi sono detto “vado in Libia” ed ho iniziato a lavorare a Tripoli. Avevo quasi 15 anni.
Ho optato per la Libia per la vicinanza territoriale: la poca distanza mi permetteva di fare andata e ritorno. Stavo un anno lì, tornavo al mio Paese per trovare la mia famiglia e poi riprendevo il mio lavoro in Libia.
Facevo avanti e indietro, perché comunque avevo i giorni di ferie come accade qui. Prendevo le mie cose e me ne andavo.
In Libia come si stava?
Guarda, ti dico la verità, stavo proprio bene. Molto meglio che qui in Italia. Lavoravo bene.
Ho preso i loro documenti ed ero regolarmente soggiornante. Quando è arrivato il momento della guerra, però, loro mi volevano militare. Ma quello era uno scontro voluto da gente che non voleva Gheddafi. Al mio Paese io non ho mai fatto la guerra, al paese degli altri non ne faccio.
Alcuni miei amici sono proprio partiti come militari e sono diventate milizie libiche, ma io ho deciso che non volevo.
La Libia è un paese molto particolare e delicato: quando è scoppiato il conflitto le prime persone ad essere ammazzate erano i ragazzi di colore. Questo è successo perché lì ci sono razzisti molto più che in Italia. 
In Libia c’è molto, molto razzismo.
L’Italia al confronto è zero.
Come se non si sentissero africani?
No, no. Loro si sentono africani ma pensano “sto bene e posso fare quello che voglio”: si sentono superiori rispetto al resto dell’Africa, superiori agli europei.
Quando c’era Gheddafi stavano tutti molto bene, ognuno poteva permettersi cioè che desiderava.
In Libia in che anno sei arrivato e che lavori hai fatto?
Sono arrivato agli inizi del 2000, nel mese di Agosto.
Ho fatto un bel po’ di lavori: muratore, falegname, cuoco e guardia del corpo. Accompagnavo la persona in questione con sua moglie durante i loro spostamenti, mi occupavo di tutte le cose che lo riguardavano.
19 Marzo 2011: la Francia bombarda la Libia. Poche ore dopo, seguono i missili britannici. 25 Marzo 2011: comincia l’Operazione Unified Protector guidata dalla NATO. Come hai vissuto questo avvenimento?
Io ho visto una cosa che non dimenticherò mai nella mia vita: la guerra.
E la guerra non la dimenticherò mai, mai, mai, mai.
Perché ci sono gli aerei che bombardano e subito dopo le persone ammazzate come fossero cani. E nelle case? Sai quante persone sono state ammazzate? Solo perché dicevano di non voler andare in guerra.
Ma quindi le cosiddette bombe intelligenti…
Puh, puh, puh… Io ero dentro Tripoli! Nel cuore della città! Ho sentito come un terremoto quando hanno gettato le bombe.
E’ stata una cosa paurosa. P-a-u-r-o-s-a.
Dopo il 19 Marzo 2011 le cose non sono andate meglio? Non è stata una cosa positiva?
No, assolutamente. Anche perché già era una situazione complessa, delicata, ingarbugliata. Un sacco di miei amici sono morti: uno è stato ucciso mentre era dentro la sua macchina, uno a casa sua per una bomba, un altro ammazzato da un proiettile. In Libia non si capisce niente, chi ha ragione e chi non ha ragione.
C’è un bordello, non sai neanche dove puoi passare. Quindi mi sono detto: “Meglio andare via. Io non voglio andare in guerra. Non voglio fare la guerra.”
Tu hai fatto una scelta molto decisa.
Ho fatto una scelta molto decisa, si. Grazie anche ad amici in Libia che mi vogliono molto bene, che mi hanno ben consigliato, che mi hanno voluto aiutare. Anche perché io avevo documenti libici, il passaporto regolare, ero un uomo libero.
Tu volevi venire in Europa?
No, non volevo. Mi hanno mandato insieme ad altre 700 persone. Desideravo ritornare a casa mia ma non è stato possibile. Speravo di andare a trovare mia mamma, perché nel mio cuore avevo paura di morire. Vedere gente ammazzata come cani è dura. Da quel momento, non ho neanche pensato di arrivare, pensavo sarei morto.
Pensavi di morire?
No! Io pensavo “sono già morto” vedendo quante persone sono state ammazzate.
Non c’era nessuno che respirava. Le strade erano deserte, senza persone che camminavano. Rischiavi di essere sparato senza sapere il perché, chi fosse.
In quel momento ho pensato: “io muoio in Libia”.
Ho la pelle d’oca…
Si…
Noi avevamo le armi. Mi hanno dato kalashnikov, pistole.. tutto. Ero armato proprio come un militare. Quindi ho detto: “Muoio”. Perché quando c’è la guerra, tu non sai cosa succede. Ho visto tantissimi libici, amici miei, militari, a terra: nessuno era più vivo.
Tutti morti.
Tu conoscevi quindi persone al fianco di Gheddafi?
In Libia c’era un pezzo grosso, era parte della famiglia di Gheddafi. Io lavoravo per lui, era il mio capo.
Era il tuo datore di lavoro?
Si, era il mio capo: ci dirigeva, ci comandava. Era il nostro responsabile. Durante i bombardamenti mi ha detto: “Andate via!”
Mi ha dato dei soldi e mi ha detto: “Cerca di tornartene al Paese tuo”. 
Ma dove potevo tenerle tutte quelle banconote? Le ho nascoste sotto terra, le ho davanti agli occhi ancora adesso. Ma non potevo prendere quel denaro, non potevo camminare con quei soldi. Quindi li ho lasciati.
Fammi capire, lui ti ha dato i soldi e ti ha detto “tu devi andare via”?
“Scappa, scappa via!”
Questo nel 2011…
Si! “Scappa via” e io gli ho risposto “E dove scappo?”
Incredibile…
Si! Gli ho detto “E dove, dove scappo?”
Perché, essendo la sua guardia del corpo, abitavo dentro casa sua. Ho scavato una buca ed ho messo i soldi dentro una valigia sotto terra. Ma non serviva a niente, perché io dove andavo con quel denaro? Era un problema: le banche non lavoravano più, tutte rovinate o distrutte. Tutte chiuse. Non c’era più movimento. Pure i supermercati erano chiusi.
Una città fantasma?
Una città che non serve più a niente e non vale più niente.
Quindi sostanzialmente ti hanno dato dei soldi e ti hanno messo in una barca?
No, no, no… I soldi li ho lasciati lì, non ci facevo niente.
Ho cercato in tutti i modi di andare via. Poi una persona mi ha detto: “Vai coi militari, vai via con loro e noi cerchiamo un posto per mandarti via”. 
Ho risposto di si, che andava bene. Loro mi hanno munito di tutto, anche delle armi.
La sera mi hanno portato, c’erano circa 50 persone. Tra questi erano presenti anche libici che volevano venire con noi perché fuggivano dalla guerra e desideravano una vita normale.
Quando è arrivata la notizia di una barca libera, c’hanno preso tutte le armi che avevamo: con 50 kalashnikov e con le pistole ci fanno i soldi. Poi hanno caricato me e gli altri su un pullman e quando siamo arrivati al luogo stabilito, c’hanno cacciato i vestiti e dato indumenti normali.
Abbiamo fatto un giorno di cammino e poi trovato la barca coi trafficanti che ci aspettava.
Erano organizzati.
Siamo saliti su una barca dove c’erano più di 600 persone a bordo.
Sono partito da Tripoli ed arrivato a Lampedusa. Il viaggio è durato sei giorni.
Sei giorni?
Sei giorni in mezzo al mare, senza mangiare assolutamente nulla.
Alcune persone sotto di noi sono praticamente morte perché non c’era aria, non c’era niente. Non respiravano. Sopra era meglio, sotto invece c’era solo un buco per prendere aria, c’era il caldo asfissiante del motore, avevano noi sopra, quindi…
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